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Barocco e Giovan Battista Marino - Letteratura italiana

Appunti di letteratura italiana su Barocco e Giovan Battista Marinobasati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Manganaro dell’università degli Studi di Catania - Unict, facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura Italiana docente Prof. A. Manganaro

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retoriche ardite e concettose. Le due prerogative richieste sono infatti ingegno e

acutezza, che appartengono rispettivamente all’autore e al lettore. Il primo, per merito

dell’ingegno, ovvero la capacità di trasformare immagini e pensieri in parole e

costruire elaborate metafore, deve riuscire a stupire il lettore. L’altro invece, grazie

all’acutezza, deve interpretare analogie volutamente oscure e di non immediata

decifrazione: l’autore infatti pretende da lui il medesimo sforzo impiegato per

costruirle, con l’esito di una lettura coinvolgente e impegnata.

Nonostante il dominio spagnolo e il controllo rigoroso della Chiesa, anche in Italia si

sviluppa un gusto barocco, il cui principale esponente in ambito letterario è Giovan

Battista Marino, attorno al quale ruota tutta la poesia seicentesca. Nato a Napoli nel

1569, egli visse l’esperienza, comune agli intellettuali del periodo, di essere membro

di un’importante Accademia e di prestare servizi diplomatici per la corte. La sua vita

fu inquieta e avventurosa, spesso soggetta ad arresti e trasferimenti, anche all’estero.

E’ considerato il maestro degli schemi virtuosistici, che presiedono e vengono

sublimati nella sua elaborazione poetica. La lirica mariniana presenta caratteri

antipetrarchisti per quanto concerne l’organizzazione dei testi poetici e l’espansione

tematica: egli predilige la ripartizione in sezioni tematiche all’organicità e rifiuta la

selettività lessicale, anzi ogni parola deve rimandare continuamente a immagini

oniriche e concetti, sfuggendo in un continuo volo pindarico dal suo significato

iniziale.

Egli compose le raccolte dal titolo allusivo “La lira”, “La galeria” e “La Sampogna”,

in cui risaltano la varietà tonale e stilistica.

Tuttavia all’interno del corpus mariniano la punta di diamante è il poema epico

l’Adone, iniziato a Napoli e pubblicato a Parigi nel 1623, dove fu accolto

favorevolmente negli ambienti libertini. Costituito da 20 canti e più di 40 mila versi,

è il poema più lungo della letteratura italiana. La trama semplice è estesa mediante

numerose divagazioni, culminando nella sfarzosità dei funerali del protagonista.

L’azione centrifuga del racconto determina una narrazione frammentata e un eroe

insufficiente, sottomesso da Venere e persino da un cinghiale.

La natura anti-epica dell’opera è ottenuta dalla precisa volontà dell’autore di

riutilizzare schemi classici con il fine di scardinarli e negarli; il soggetto mitologico è

ripreso da Ovidio, ma stona totalmente con la natura del genere letterario: l’”eroe”

non intraprende alcuna impresa bellica o eccezionale, bensì l’impegno erotico è

l’unico in cui egli possa misurarsi.

Non mancarono le censure ecclesiastiche, infatti il poema, accusato di anti-religiosità

a causa dei temi “spinti” (come l’erotismo e libertinismo), venne presto inserito

nell’Indice dei libri proibiti. I laici invece lo criticarono per l’inconsistenza della


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina_finocchiaro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Manganaro Andrea.

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