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CAPITOLO I: L’ATTIVITÁ ECONOMICA E LE AZIENDE

1. COSA STUDIA L’ECONOMIA AZIENDALE

È una disciplina che si colloca nell’ambito della SCIENZA ECONOMICA ( che a sua volta fa

parte delle SCIENZE SOCIALI.

SCIENZA ECONOMICA

ECONOMIA ECONOMIA ECONOMIA

POLITICA INDUSTRIALE AZIENDALE

Si preoccupa di studiare la Applica e analizza le Studia le aziende. È tra le

realtà della società industrie ragionando per tre discipline quella più

procedendo per modelli settori (tessile, vicina alla realtà.

calzaturiero..)

ECONOMIA ECONOMIA ECONOMIA

POLITICA INDUSTRIALE AZIENDALE

MODELLI AZIENDA

SETTORI

METODOLOGIA DEDUTTIVA E

DEDUTTIVA INDUTTIVA

(cioè parte dal modello e lo

applica alla realtà e

viceversa)

ECONOMIA AZIENDALE

L’ condivide con le altre discipline economiche alcune

caratteristiche:

 È una scienza empirica perché ricerca leggi ed uniformità di fenomeni complessi, ina

maniera deduttiva/induttiva;

 È una scienza positiva, in quanto descrive ed interpreta la realtà;

 È una scienza normativa, in quanto cerca di individuare e proporre regole, norme di

comportamento valide per il conseguimento dei fini;

 È una scienza sociale, in quanto analizza i comportamento degli individui, nella

prospettiva del loro agire economico.

L’analisi scientifica dell’economia aziendale comprende:

 GESTIONE: che studia il funzionamento delle aziende e le condizioni di equilibrio; 1

 RILEVAZIONE: realizza il sistema informativo aziendale, studiando le tecniche di

determinazione e rappresentazione delle quantità tipiche di ogni azienda;

 ORGANIZZAZIONE: analizza le modalità di definizione delle azioni da compiere per

realizzare i processi produttivi all’interno di un’impresa, la loro distribuzione ai diversi livelli

della struttura aziendale,il loro coordinamento.

2. DA COSA NASCE L’ESIGENZA DI STUDIARE L’ECONOMIA AZIENDALE?

Dai BISOGNI (che possono riguardare sia l’individuo che la complessità)

Bisogni come :

- VESTIRSI; Sono disponibile in QUANTITÁ LIMITATA.

- MANGIARE; Sono dei BISOGNI ECONOMICI e quindi costituiscono

- AVERE UNA CASA; dei BENI ECONOMICI.

- VIAGGIARE

Bisogni come :

- DORMIRE; Sono disponibile in QUANTITÁ ILLIMITATA.

- RESPIRARE; Sono dei BISOGNI NON ECONOMICI ,

Per soddisfare questi bisogni io devo svolgere un’ATTIVITÁ che diviene ECONOMICA: è

l’insieme delle azioni finalizzare al soddisfacimento dei bisogni attraverso l’acquisizione di beni

economici. L’attività può essere SEMPLICE O COMPLESSA e questo dipende dai bisogni.

2. BENI 3. ATTIVITÁ

1. BISOGNI ECONOMICI ECONOMICA

L’ATTIVITÁ ECONOMICA si può scindere in 2 parti:

1. ACQUISTARE / CONSUMARE;

2. PRODURRE/ VENDERE ;

Chi produce e vende è l’AZIENDA : organismo o struttura attraverso cui si svolge l’attività di

produzione e di consumo.

Nell’epoca primitiva PRODUZIONE e CONSUMO coincidevano. 2

Con l’industrializzazione, è diventato tutto più complesso e perciò si è reso necessario scindere le

due attività.

AZIENDE DI PRODUZIONE AZIENDE DI CONSUMO

- soddisfano i BISOGNI - soddisfano i BISOGNI PROPRI;

ALTRUI; - aziende che consumano ciò che

- Esempi di aziende di viene prodotto da altre aziende per

produzione: DIESEL, TIM , soddisfare i bisogni dei propri

BARILLA, FIAT… componenti;

- Esempi di aziende di consumo:

FAMIGLIA

L’introduzione della moneta ha agevolato la diffusione degli scambi e l’assegnazione di valori

omogenei ai beni economici. In un’economia monetaria ciascun bene è misurato dalla stessa unità

di misura e scambiato in contropartita ad una data quantità di moneta.

MONETA (100)

LAVORO

AZIENDE DI PRODUZIONE AZIENDE DI CONSUMO

PRODUCE/ VENDE

PRODOTTI E SERVIZI

ACQUISTO ( 90) RISPARMIO (10)

3

3. DIFFERENZE TRA AZIENDE La cui finalità è il

GUADAGNO

IMPRESE TRASFORMAZIONE

MP PRODOTTI

AZIENDE DI PRODUZIONE BENE

BENE FISICO IMMATERIALE

ORIGINARIE

Sono quelle aziende che 1. AZIENDA 2. AZIENDA DI

DERIVATE INDUSTRIALE SERVIZI

non devono procedere a Sono quelle aziende che ES. BARILLA ES. WIND

processi di prendono materie prime

trasformazione dei beni. e attraverso un processo 3. AZIENDE MERCANTILI

Es. AZIENDE Che acquistano prodotti finiti e li

di trasformazione, le rivendono

AGRICOLE; trasformano in prodotti Es. COOP, CONAD

MINERARIE O finiti.

ESTRATTIVE 4. AZIENDE FINANZIARIE

ES. BANCHE

AZIENDE DI EROGAZIONE

AZIENDE DI AZIENDE DI Il modello su cui si basano è un modello

CONSUMO EROGAZIONE in innovativo che trae i mezzi necessari alla sua

Sono quelle aziende senso stretto. finalità sia da

che consumano per Sono quelle aziende che  FONTI INTERNE: in questo caso, la

soddisfare i propri consumano per raccolta trova origine nei redditi da

bisogni. soddisfare i bisogni lavoro dei membri del gruppo sociale

Es. AZIENDA altrui. collocato in un rapporto di dipendenza o

FAMILIARE; Es. AZIENDE NO di volontariato o da redditi derivanti

STATO; PROFIT dalla gestione di un patrimonio

REGIONE; (ASSOCIAZIONI, accumulato;

PROVINCIA; PRO LOCO..)  FONTI ESTERNE: si tratta

COMUNE essenzialmente di contributi (in denaro o

in natura) da parte dei soggetti 4

Esistono anche AZIENDE COMPOSTE in cui esiste il processo di PRODUZIONE +

CONSUMO ( ES. ASL).

Secondo alcuni studiosi, anche le REGIONI, PROVINCE e COMUNI sono da considerare

AZIENDE COMPOSTE.

L’ AZIENDA ( PUBBLICA – PRIVATA – NO PROFIT) può definirsi un SISTEMA DI

FORZE:

 Interdipendenti in quanto si stabiliscono tra esse relazioni di varia intensità che

determinano la capacità dell’impresa di agire secondo parametri di efficienza;

 Strumentali all’attività di produzione;

 Complementari in quanto tutte necessarie ai fini dello svolgimento dell’attività di

produzione o di consumo.

4. L’AZIENDA DI PRODUZIONE E LE SUE COMPONENTI

Affinché la produzione sia attuata occorre l’impiego di risorse allo scopo destinate, definite

FATTORI PRODUTTIVI.

I FATTORI ORIGINARI della produzione sono:

 CAPITALE: assume diverse configurazioni:

- quando è rappresentato da denaro o altre disponibilità finanziarie equivalenti si parla di

FATTORI PRODUTTIVI GENERICI;

- quando è costituito da beni e servizi, destinati alla produzione ed ottenuti sui mercati di

scambio cedendo le disponibilità finanziarie si parla di FATTORI PRODUTTIVI

SPECIFICI (o TECNICI); questi a loro volta possono essere formati da:

 BENI MATERIALI: costituiti da beni in senso stretto;

 BENI IMMATERIALI: costituiti da servizi o utilità che non hanno materialità.

Il capitale può essere ancora suddiviso in:

 FATTORI A FECONDITÁ SEMPLICE: in questa categoria rientrano quei beni

economici il cui utilizzo si esaurisce in un solo ciclo produttivo (ad esempio le materie

prime);

 FATTORI A FECONDITÁ RIPETUTA: in questa categoria rientrano quei fattori che

partecipano ad una successione di cicli ( ad esempio, i macchinari, i fabbricati).

 LAVORO: è ottenuto mediante relazioni di scambio, considerata la particolare natura e la

centralità dell’azione umana in ogni forma di struttura sociale, esso sia da considerare fattore

originario e sottoposto a vincoli di natura sia etica che giuridica.

La PRODUZIONE si attua nelle imprese secondo queste fasi:

FATTORI TRASFORMAZIONE PRODOTTI O SERVIZI

PRODUTTIVI ECONOMICA 5

Ciascuna azienda può essere osservata come un sistema di forze.

Le FORZE che costituiscono il sistema aziendale consistono nelle seguenti:

 MEZZI : (finanziari, macchinari, attrezzature, fabbricati, arredamento, materie

prime …) sono quei beni destinati alla produzione e al consumo;

 PERSONE : (forza lavoro, impiegati, quadri dirigenti, operai, tecnici, imprenditore,

ricerca e sviluppo, amministratori, soci e azionisti, politici…) sono quei soggetti che

partecipano all’attività aziendale;

 ORGANIZZAZIONE : ( struttura che può essere piramidale, cioè chi è al vertice

comanda o come sta accadendo negli ultimi tempi nelle amministrazione pubbliche

si cerca di coinvolgere i cittadini attraverso il processo del BILANCIO

PARTECIPATO. La struttura è rappresentata graficamente dall’organigramma (

). L’organizzazione prevede delle regole organizzative che sono costituite da

CARICHE, FUNZIONI, MANSIONI, COMPITI.

S = f (M, P, O)

Le componenti del sistema sono finalizzate all’attività di produzione o di consumo. Esse sono:

- STRUMENTALI all’attività di produzione o di consumo;

- COMPLEMENTARI in quanto tutte necessarie per il raggiungimento di tale finalità e per

questo la loro utilità risulta incrementata;

- INTERDIPENDENTI in quanto stabiliscono tra di esse relazioni di varia intensità che

determinano la capacità dell’impresa di agire secondo parametri di efficienza.

L’azienda è quindi un sistema di forze interdipendenti, strumentali e complementari ai fini dello

svolgimento dell’attività di produzione o di consumo.

Nelle AZIENDE NO PROFIT c’è la figura del VOLONTARIO che svolge il proprio lavoro

all’interno dell’azienda senza ricevere alcun compenso in moneta e in tale azienda nel momento in

cui si costituisce non c’è una spartizione di mansioni, ma esiste solo la MISSION, cioè solo la

finalità dell’azienda.

L’azienda è osservabile almeno da due prospettive:

 dal punto di vista STATICO: che riflette la struttura che la compone;

 dal punto di vista DINAMICO: costituito la susseguirsi di operazioni necessarie per

realizzare la finalità della produzione o del consumo.

Alcuni studiosi di economia aziendale hanno proposto numerose definizioni dell’azienda in

generale, sottolineando ora un aspetto ora un altro:

 DOMINICIS: “ … organizzazione di beni (persone e cose materiali) che

svolge una determinata attività umana, in vista di uno o più bisogni da

soddisfare”. È una definizione che sottolinea la STRUTTURA, ma che

lascia sullo sfondo il dinamismo dei cicli produttivi.

 ZAPPA : “istituto economico destinato a perdurare che, per il

soddisfacimento dei bisogni umani,ordina e svolge in continua

coordinazione la produzione o il procacciamento o il consumo della

6

ricchezza”. È una definizione che pone l’attenzione sulla STRUTTURA e

sulle OPERAZIONE ECONOMICHE.

 AMADUZZI : “ l’azienda è un sistema di forze economiche che sviluppa,

nell’ambiente di cui è parte complementare, un processo di produzione o di

consumo o di produzione e consumo insieme…”. Si pone l’attenzione anche

sul CONTESTO SOCIO – ECONOMICO nel quale opera l’azienda.

5. LE FINALITÁ DELL’IMPRESA

Affinché i prodotti o i servizi realizzati siano in grado di soddisfare i bisogni occorre che essi

abbiano valore, cioè che vi sia qualcuno disposto a riconoscere l’utilità che deriva dall’uso di quei

prodotti o servizi, e tale utilità viene misurata dal prezzo.

L’impresa, organizzando ed attuando i processi produttivi, deve riuscire ad impiegare le risorse

disponibili in modo economicamente efficiente, realizzando prodotti o servizi il cui valore sia

maggiore del valore delle risorse utilizzare.

La finalità istituzionale dell’impresa è senza alcun dubbio quella di creare durevolmente valore,

in termini di produzione ed equa distribuzione di ricchezza.

Occorre utilizzare le risorse scarse in modo da ottenere il massimo risultato, che è un metodo per

agire secondo efficienza, ma soprattutto nel senso più pieno di realizzazione di beni che abbiano

valore.

6. I CARATTERI DISTINTIVI DEL SISTEMA AZIENDALE

L’impresa instaura relazioni esterne ai propri confini, al momento dello scambio degli input e

dell’output.

Alla base vi è la definizione di sistema come entità costituita da un insieme di elementi interrelati,

orientata al raggiungimento di un determinato fine, spesso caratterizzata da nessi di reciproca

influenza con altri sistemi ad essa esterni.

Questo filo logico permette di analizzare ciascun fenomeno scientifico in una prospettiva diversa. In

assenza di uno schema sistemico, ogni fenomeno è rappresentato e studiato come un oggetto in sé

rilevante, le cui parti sono collegate da un funzionamento determinato; l’analisi procede partendo

dalle proprietà, dalle caratteristiche delle singole parti per giungere alla descrizione dell’oggetto di

studio.

Questa impostazione richiama alcuni concetti che sono fondamentali per lo studio di qualsiasi

sistema:

 STRUTTURA: cioè l’insieme degli elementi che rientrano nel sistema e delle relazioni che tra

di essi emergono;

 CONTESTO AMBIENTALE: cioè il complesso dei sistemi esterni che interagiscono con un

dato sistema, separato da questi da un confine;

 CONTROLLO DEL SISTEMA: cioè la capacità di adattare la struttura e le relazioni per

neutralizzare o sfruttare i condizionamenti e le opportunità che si manifestano nell’ambiente.

I sistemi possono essere classificati in relazione

 al livello più o meno elevato di complessità;

 al grado d’intensità delle interdipendenze con il contesto;

 alla capacità di adattamento all’influenza dei fattori che provengono dal contesto

esterno.

L’azienda in quanto sistema è :

 APERTO in quanto vive di continui scambi con il contesto esterno di materie,

energia ed informazioni; 7

 DINAMICO in quanto caratterizzato da relazioni vitali tra gli elementi della

struttura e da interazioni con i sistemi esterni;

 ECONOMICO in quanto svolge l’attività di produzione o di consumo dei beni;

 COMPLESSO in considerazione della varietà degli elementi della struttura e del

dinamismo delle relazioni;

 PROBABILISTICO in quanto il funzionamento ed il risultato del sistema è

sottoposto all’incertezza, al rischio di mancare il conseguimento dei fini.

Tale aspetto:

- nell’AZIENDA PRIVATA è costituito dal MERCATO DI SBOCCO;

- nell’AZIENDA PUBBLICA “ dalla RICERCA DEL CONSENSO;

- nell’AZIENDA NO PROFIT “ dal RECUPERO DELLE RISORSE

7. IL RAPPORTO AZIENDA - AMBIENTE

L’azienda è un’organizzazione che agisce attraverso continui scambi di materie, energia ed

informazioni, inserita in un ambiente che è la sintesi delle interazioni con i sistemi che fanno parte.

L’azienda è influenzata nella struttura e nei comportamenti dalla situazione che caratterizza

ambiente

l’ .

Offre opportunità, cioè circostanze che possono agire procurando vantaggi,

oppure vincoli, cioè limiti di diversa natura posti all’attività aziendale. Perciò

l’ambiente non è da intendersi solo come luogo geografico.

Esso può essere distinto in:

AMBIENTE GENERALE ( o AMBIENTE SPECIFICO ( o

MACROAMBIENTE) MICROAMBIENTE)

Richiama condizioni e caratteristiche relative È composto dagli operatori, dagli agenti

all’ambito + ampio nel quale è inserita l’azienda economici con i quali interagisce sulla base di

(sistema politico, istituzionale, culturale, ect..). scambi di mercato.

Nel caso degli attori del macroambiente, l’influenza In tal caso l’influenza degli scambi sulla struttura

degli scambi è solo indiretta rappresentando la e sui componenti dell’azienda è diretta;

cornice fatta di circostanze, condizioni, vincoli che

intervengono nell’agire di tutti gli operatori.

Esso è composto da: È costituito dalle organizzazione e dagli

individui con cui l’impresa interagisce sulla base

 di scambi di mercato.

AMBIENTE FISICO NATURALE

che comprende le caratteristiche

naturali e territoriali dello spazio in

cui opera l’impresa (il clima, la

morfologia, le risorse naturali

disponibili, le vie di comunicazione,

la popolazione…);

 AMBIENTE POLITICO –

ISTITUZIONALE: cioè

l’organizzazione ed il ruolo

esercitato dagli organi del potere

politico, nonché l’insieme delle 8

norme che definiscono l’ordinamento

giuridico. Si tratta di variabili che

influenzano ampiamente il percorso

di sviluppo dell’attività d’impresa,

concedendo opportunità e vantaggi o

ponendo vincoli che ne limitano

l’autonomia;

 AMBIENTE SOCIO –

CULTURALE: rappresentato

dall’insieme di valori culturali ed

etici e dalle conoscenze diffuse in un

dato contesto, che esprimono nel

complesso incentivi o ostacoli

all’affermazione di modelli che

riconoscono centralità all’attività

d’impresa;

 AMBIENTE ECONOMICO –

GENERALE: riguarda da un lato

l’organizzazione generale

dell’attività economica ed in

particolare l’intervento dello Stato

che può integrare o sostituire del

tutto l’iniziativa privata; dall’altro la

struttura produttiva e lo stadio di

sviluppo dell’economia che influenza

lo sviluppo dell’attività

imprenditoriale.

Gli scambi che consentono all’impresa di svolgere la funzione produttiva avvengono in mercati che

costituiscono nel complesso l’ambiente specifico e che possono essere classificati in:

 MERCATO DELLE MATERIE PRIME;

 MERCATO DELLE TECNOLOGIE;

 MERCATO DEL LAVORO;

 MERCATO DEI CAPITALI;

 MERCATO DI SBOCCO. AMBIE

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Polidori Stefano.
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