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mentre in Europa rimarrà sotto il macigno di un grande passato, di qui una maggior difficoltà per gli artisti

italiani nell’imporsi.

Panza di Biumo parlerà del fenomeno come di nuovo Rinascimento, mentre in Italia, Achille Bonito Oliva,

leggendo l'articolo su Artforum, coglierà tali nuovi spunti cominciando a pubblicare tutta una serie di articoli

su Domus, raccolti e ripubblicati nel '75 in Arte e sistema dell'Arte. Alla domanda: “dentro a quale alveo si

muove l’arte oggi?”, Bonito Oliva afferma muoversi all’interno di un preciso sistema reggente su una

“Catena di Sant’Antonio”: L’artista crea, il critico riflette, il gallerista espone, il mercante vende, il

collezionista tesaurizza, il museo storicizza, i media celebrano, il pubblico contempla: questa la più ampia

cornice nel quale, da sempre, nasce e si evolve il processo creativo. Bonito Oliva, di fatto, attualizza lo

scritto di Oscar Wilde che definiva la critica come la più importante delle componenti dell'arte, colei che

individua l'opera contemporanea raccontandone i significati. Di fatto è il mercato che oggi definisce che cosa

è Arte e lo strumento che attualizza questa definizione non è altro che il suo valore concentrato nel suo

prezzo. Il valore di un'opera è il suo prezzo, l'aspetto estetico è secondario.

L'opera d'Arte si presenta come il punto di partenza dell'azione del sistema; la figura dell'artista e il valore

estetico dell'opera vengono successivamente inghiottiti dal girare di questa ruota. In ottica pragmatica, il

sistema dell’arte è definibile come un soggetto collettivo frutto dell’incontro di diversi individui portatori di

professionalità specifiche che alla fine crea una rete internazionale di interessi.

 CASO BOETTI - Alighiero Boetti, artista che partecipa alla nascita dell'Arte Povera tuttavia difficilmente

collocabile all’interno di un movimento, metterà in difficoltà la critica da questo punto di vista. Le sue opere

erano, diffusissime già nel mentre era ancora in vita, subiranno ad un certo punto un incremento vertiginoso

di valore, avvenuto ad un'asta americana dove una sua mappa viene venduta a 450 mila dollari. L’opera di

Boetti si affaccia in quest’occasione per la prima volta all’interno del panorama del collezionismo

americano; intelligentemente, Simon de Bury, possessore di numerose opere dell’artista, acquistate quando

ancora il prezzo era accessibile, sceglie di esporre alcune opere concedendo poi l’asta delle stesse, le quali

verranno valutate di conseguenza con cifre esorbitanti rispetto a quelle pagate dal collezionista in principio.

… [mancano lezioni dal 10/10 al 12/10] …

La caratteristica principale era usare i più svariati materiali non comuni al mondo dell'arte, dando vita ad

opere mediante l’utilizzo di rimasugli della quotidianità (quasi sempre materiali di scarto, rifiuti che

rientravano nell'idea dell'objet trouvé).

Daniel Spoerri

Artista svizzero celebre per i suoi tableaux-pièges, "quadri trappola", ottenuti mediante l’assemblaggio di

oggetti di uso quotidiano incollati a supporti e ribaltati verticalmente così da simulare un vero e proprio

quadro tridimensionale. Spesso le sue opere si presentano come composizioni casuali di residui di cibo e

stoviglie usate, intrappolati nella resina e disposti in verticale, come quadri; è il caso de Le petit dejeunere de

Kichka (1960) dove gli oggetti “fissati” sul tavolo, in questo caso, sono quelli della colazione, o Les puces

(1961). Gli oggetti, incollati eternamente alla tavola, diventano portatori di memoria, veri e propri spaccati di

vita quotidiana. Le sue opere offrono una lettura immediata della società del tempo: una società dei consumi

dedita allo spreco e al consumo, un modo di vivere che cancella in modo definitivo il momento appena

superato, una civiltà senza memoria. L’opera di Spoerri si pone in forte contrapposizione alla visione più

classica della Pop Art, la quale ferma e individua un momento della civiltà nuova, di oggetti appetibili e

desiderabili.

Arman

Artista francese tra i massimi esponenti del Nouveau Réalisme. A partire dagli anni ’60 cambia bruscamente

il suo modo di fare arte dando vita alla notissima serie delle accumulazioni, consistente nell’affastellare cose

e oggetti trovati spesso nelle discariche rendendoli esteticamente belli, di fatto ricontestualizzandoli; è il caso

di Dechets (1959) e Accumulazione di brocche (1961). In Poubelle de Halles (1961) gli oggetti affastellati

sono stati raccolti al mercato di les Halles, compattati e pressati all’interno della scatola la quale funge quasi

da testimonianza per un’“archeologia futura”, come se l’artista preservasse la parte più umile ma anche la più

caratteristica della civiltà dei rifiuti. Arman compie di fatto un'operazione interessante: quella di usare la

quantità come elemento estetico.

César

Scultore francese neomaterico, si unirà al gruppo del Nouveau Réalisme nel 1960, dando vita, nello stesso

anno, anche alla famosa serie delle compressioni: queste "balle" compresse e calibrate all'uscita dalla pressa

le aveva trovate così belle da appropriarsene, da farne sculture sue. La compressione si identificava con la

fase finale di un'appropriazione, di una presa di possesso sempre più diretta dell'artista sulla materia. L’opera

di César prevede non solo un “nuovo pensiero” ma anche il coinvolgimento creativo diretto, seppur limitato,

dell’artista, il quale sceglieva per la sua opere i pezzi di rottame, i colori, la forma, lavorando di fatto assieme

all’addetto alla compressione; è il casso della Compression Richard (1961). Assieme alle automobili spesso

César mette insieme le grandi scritte pubblicitarie in metallo, richiamandosi al nuovo senso estetico che è la

nuova civiltà dei consumi, di fatto ridando forma ad oggetti scartati.

Jean Tinguely

Artista svizzero che fra il 1945 e il 1950 si interessa in modo sempre più approfondito all'arte d'avanguardia.

Per alcuni periodi vive e lavora a Zurigo, iniziando a dipingere opere astratte per poi dedicarsi alla creazione

di sculture con parti metalliche, legno e carta. Il 27 ottobre 1960 a Parigi, sottoscrive il "Manifesto del nuovo

realismo", condividendo l'intenzione di trovare "nuovi approcci percettivi al reale". Ormai è chiaro il rifiuto,

da parte sua, della funzione celebrativa della scultura, così come appare evidente il riferimento alle opere

dello statunitense Alexander Calder e dell'italiano Bruno Munari. Inizierà da qui a dar vita alle serie di

macchine inutili che resero celebre la sua arte come Le ballet des pauvers (1961), il balletto dei poveri, una

macchina che simula il movimento con oggetti poveri e inutili. Le macchine, costruite con materiali di

scarto, non producono nulla di fatto; sono mosse da motorini riusati, poveri quindi pure quelli.

In Homage to New York (1960) l'idea è quella di un perenne movimento che illusoriamente allude ad una

grande efficienza.

Christo

Di origine bulgara, giunge a Parigi nel 1958, dove conoscerà Jeanne Claude, compagna di una vita, con la

quale, dal 1960, instaurerà anche una sorta di sodalizio (sia artistico che di vita) terminato solo con la morte

di questa nel 2010. I suoi primi lavori si presentano come delle sorte di accumulazioni: in Wrapped oil barre

(1958) la composizione di barili d’olio si affianca al più tipico spirito dei Nouveaux réalistes dell’oggetto

trovato che cosí composto assume un’identità altra. In 28 barrles structures (1968) la composizione

triangolare dei barattoloni di colore, assume una forte valenza estetica. In questi primi lavori l’oggetto è

svelato e ancora visibile; i barili, cosí composti, trovano una legittimazione, li si guardano infatti solo in

quanto opere dell’artista: Christo opera una valorizzazione concettuale dell’oggetto il quale lo si vede solo

quando perde la sua funzione d’uso pratico (pensiero duchampiano).

Contemporaneamente dà vita alle serie degli impacchettamenti: oggetti comuni coperti da un telo fissato con

una corda, esteticamente con un rimando a Man Ray. Rispetto a quest'ultimo tuttavia, Christo opera uno

spostamento di significato: l'oggetto, in quanto velato, non è più reso irriconoscibile, bensì riconoscibile

proprio perchè coperto; la funzione della copertura avvolgente è infatti proprio quella di svelarne la forma

riecheggiando così la funzione originaria dell'oggetto stesso. Paradossalmente l’oggetto (solitamente di uso

comune e facilmente riconoscibile) viene così coperto per essere visto è il caso di Package (1961), Poussette

(1962), Package on Wheel barrow (1963) e Packed supermarket cart (1963). Con un'operazione

duchampiana, Christo riesce quindi a indirizzare l'attenzione dell'osservatore in oggetti di uso comune che, se

non così presentati, non sarebbero di certo stati oggetto di sguardi. La stessa operazione verrà riproposta

dalla coppia anche al paesaggio e all'ambiente naturale dando vita alle installazioni tanto famose e ammirate

dal pubblico di tutto il mondo. Concettualmente l'operazione mantiene il suo significato, coprendo

monumenti, valli o interi palazzi, Christo riesce ad indirizzare le masse, valorizzando aree altrimenti prive di

attenzioni: Curtain valley Colorado (1971), Reichstad (1971-1995). In quanto opere non vendibili tuttavia

emerse per i due artisti il problema di finanziamento delle stesse: Jeanne Claude propose così un

Problema di finanziamento di questi interventi operati in grandissima scala. Opere non vendibili

autofinanziamento ricavato dalla vendita dei progetti, strutturati come vere e proprie opere d’arte.

Raymond Hains

Artista e fotografo francese. I cortometraggi (1947-49), che avevano per soggetto la sequenza di manifesti

pubblicitari che tappezzano muri o steccati, focalizzarono il suo lavoro sui décollages, lavori che esprimono

un nuovo approccio percettivo alla realtà perseguito dal gruppo dei Nouveaux Réalistes. Ne è un esempio

Cet homme est dangereux (1960).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in arti visive
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aandreadrew94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Avanguardie storiche e neoavanguardie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Evangelisti Silvia.

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