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Appunti di lingua e letteratura latina: dalla poesia arcaica (Livio Andronico) al romanzo (Apuleio) basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Stucchi dell’università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Lingua e letteratura latina docente Prof. S. Stucchi

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ESTRATTO DOCUMENTO

libera; = protagonista è schiavo Pseudolo, che aiuta padroncino per sottrarre la giovane amante

Pseudolus

ad un lenone che minaccia di venderla se non riceverà somma di denaro. Pseudolo architetta un piano per

1. Personaggi in azione sono: servo astuto, vecchio, giovane amatore, lenone, parassita, soldato vantone

= servo misogino che finisce per cadere vittima di una bella

liberare fanciulla e riprendere soldi; Truculentus

si insiste su termini psicologici come

 senex, adulescens);

cortigiana.

2. Prevedibilità degli intrecci lotta fra due antagonisti per il possesso di un ‘bene’: generalmente donna

COMMEDIA COMPOSITA ricorrono contemporaneamente motivi già considerati = Euclione

  Aulularia

e/o somma di denaro per accaparrarsela. Vincitore è giovane, e perdente ha giustificazioni (vecchio,

è vecchio avaro che ha ritrovato pentola piena d’oro che nasconde in giardino. Il segreto è casualmente

sposato, o un lenone, un ricco trafficante di schiave) la vittoria finale trova piena rispondenze nei

scoperto dal servo dell’amante della figlia che la ruba per potersi pagare la libertà. Ma quando il giovane

codici culturali che il pubblico possiede.

rivela al padre della fanciulla il suo amore per lei, viene dal vecchio ritenuto responsabile del furto.

Non vuole porre interrogativi problematici sul carattere dei personaggi o interesse per etica e psicologia.

= dolore di un uomo che ha perso due figli, il primo in seguito

Commedie giunta mutila del lieto fine; Captivi

azione di conquista del bene è delegata dal giovane a un servo

a un rapimento, il secondo prigioniero in guerra, dopo avventure si ricongiungeranno; = baule

“COMMEDIA DEL SERVO” Rudens

 ingegnoso servi creano inganni e persino li teorizzano. Al centro dell’azione, nelle opere più

permette riconoscimento come libera cittadine di una fanciulla rapita da lenone.

mature, sta un vero demiurgo: artista della frode, poeta che sotto gli occhi di tutti sceneggia la

vicenda: Epidico; Crìsalo nelle Palestrione nel Psèudolo o Tranione nella

Bacchides; Miles;

(sorta di gusto dell’assurdo). COPPIA ‘GIOVANE DESIDERANTE – SERVO RAGGIRATORE’.

Mostellaria

Raggiratore -> parassita (Curculio) o servo è giovane amoroso (Persa). 2 servi (Epidicus, o 3

Miles)

(Bacchides). Servo medita inganno, agisce e alla fine trionfa.

forza onnipresente, la che è regina incontrastata nel teatro ellenistico. Servo ha

 Tyche

FORTUNA

 bisogno di alleato e di un antagonista alla sua altezza. Trama comica ha bisogno di uno scatto

irrazionale, quoziente imprevedibile che contrasta messinscena e realtà. Grazie alla Fortuna

scopriamo che esiste una realtà più autentica e sincera della realtà ‘iniziale’ centro di equilibrio

per “commedie del servo” e “commedie della Tyche”;

ruotano attorno riconoscimento, identità prima nascosta

“COMMEDIA DEL RICONOSCIMENTO”

 o mentita, o perduta, e poi rivelata a tutti che scioglie difficoltà fasi di errori e confusioni di

persona = “COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI”; oppure identità salta fuori nel finale.

Maestria ritmica, i numeri innumeri di Plauto (“gl’infiniti metri” secondo definizione di Varrone e Gellio)

distacco da modelli

sono parte integrante della sua arte anche se noi ne ricaviamo una traccia inaridita 

greci predilezione per forme ‘cantate’ (“pezzo pronunciato con accompagnamento musicale, come

parlato ritmico”) regolano il la ricreazione in latino dei modelli greci. ‘Riscrivere’ il contenuto di

 vertere,

una scena passando dal codice piano e prosaico dei trimetri greci alle armonie dei operazione di

cantica

elevata autonomia artistica.

Plauto si preoccupa molto poco di comunicare il nome e la paternità della commedia greca su cui si è

orientato. Il suo teatro non presuppone un pubblico così ellenizzato da gustare minutamente il riferimento

a certi famosi modelli. I titoli non sono quasi in nessun caso traduzioni di titoli greci, anche l’uso dei nomi

degli schiavi come titolo ha ben poco a che fare con la prassi greca.

3 commedie di da Alessi

 

Cistellaria, Stichus, Bacchides Poenulus

Menandro (“Asinaio”) di Demofilo

Asinaria Onagos

da Difilo

Rudens, Casina, Vidularia

Lo stile di Plauto è intrinsecamente vario e polifonico, ma cambia poco da commedia a commedia, e

accostando le sue opere la coerenza di stile e maniera è pronunciata.

Tratti costanti e dominanti dello stile hanno ben poco di ellenistico: non riguardano l’intreccio delle singole

commedie, ma le attraversano tutte quante: sono giochi di parole, bisticci, metafore, similitudini, paragoni

mitologici, enigmi, doppi sensi, toponimi fantastici e neologismi… iniziativa originale di Plauto.

Trasformazioni strutturali

Completa trasformazione del sistema onomastico Ristrutturazione metrica e no divisione in atti

Non dà mai a un personaggio nome dell’originale + introduce nomi di persona non attestati sulla scena

greca. Voleva proporre suo autonomo ‘stato civile’: nomi greci ma non gli stessi dei modelli; e nomi nuovi,

non fissi che portavano le ‘maschere’ della farsa italica. 4

Distrugge molte qualità fondamentali dei modelli che si era scelto: coerenza drammatica, sviluppo

psicologico, realismo linguistico, motivazione, caratterizzazione… = qualità che determinavano originalità e

valore della Commedia Nuova sposta accento su altri interessi.

Analisi comparative dimostrano che P trasforma i suoi modelli secondo tendenze e preferenze coerenti,

tende a trascurare la severa coerenza dell’azione drammatica e le sfumature nel carattere dei personaggi.

Personaggio della Commedia Nuova che riprende è il servo, ribaldo, amorale, creatore di inganni e

risolutore di situazioni che in P prende uno spazio del tutto eccezionale è lo schiavo furbo a gestire lo

sviluppo dell’intreccio e controlla, influenza, commenta con ironia e lucidità lo sviluppo degli avvenimenti.

“METATEATRO” = servo con battute, metafore, doppi sensi è il più vero portavoce dell’originale creatività

verbale di P. ed è la figura centrale.

Nei suoi momenti migliori usa intrecci dei suoi modelli come materia, già dotata di significato, ma

disponibile a significati nuovi e imprevedibili. Innamorati dichiarano amore con poca ragione e molto

sentimento, tipico dell’intreccio greco. Svolgono un ruolo previsto e imbastiscono variazioni su sé stessi ->

quasi scollati da sé stessi -> ironici e autoironici equilibrio senza nette fratture.

Comico originale di Plauto contatto tra materia dell’intreccio (ripresa da Greci) e l’aprirsi di ‘occasioni’ in

cui azione si fa libero gioco creativo = “lirismo comico”

Nelle strutture tipiche dell’intreccio si possono cogliere intenzioni autentiche e storicamente determinate,

commedie minacciano una sovversione di tutto ciò che il pubblico accetta come normale e naturale 

tratta questi conflitti entro il piano comico dell’intreccio, senza mai assumere direttamente, come in

Terenzio, un valore di riflessione critica e di rinnovamento della mentalità tradizionali crisi rimescola e

confonde valori ancora più generali e fondamentali, come l’id personale e distinzione tra uomini e dei

(Amphitruo).

Scioglimento tipico della commedia ‘rimettere a posto le cose’ pubblico trova in questo movimento

 

dal disordine all’ordine un particolare piacere: il quadro sociale e materiale della commedia è compatibile

con esperienza del pubblico romano corpo dell’intreccio tocca problemi reali e quotidiani.

Greci sono dettagli e garantiscono che il genere comico ha sede ‘altrove’, per consentirsi solo occasionali

puntate anacronistiche verso la realtà romana. Questi dettagli favoriscono situa in cui è facile ambientarsi.

Il pubblico romano partecipa molto concretamente al precipitare delle crisi e al comporsi finale di un ordine

governa queste vicende tipiche

ragionevole e rassicurante. Nessuna pretesa didattica e moraleggiante

anche per personaggio centrale = servo creativo e antirealistico.

1. Commedie ricopiate per tutto il Medioevo, ma lettura diretta di P rimane un fatto eccezionale. Dante e

contemporanei -> Terenzio

2. Da generazione di Petrarca, le prime 8 commedie (da a buona diffusione.

Amphitruo Epidicus)

3. Dal 1429, presso umanisti italiani altre 12 commedie varroniane comincia lavorio filologico sul testo e

 

rinasce la passione per autore come fatto teatrale. La commedia umanistica vive di adattamenti e libere

trasformazione dei modelli plautini = si sviluppa un teatro in latino (la di Piccolomini) e nel 1500 =

Chrysis

teatro comico di Ariosto e di Machiavelli

Mandragola

4. Tra 500-600 sviluppo del teatro comico europeo: Shakespeare, Calderòn, Corneille, Molière… sono

collegati da traccia di tradizione plautina, variamente rivissuta.

5. Nell’età moderna e contemporanea le rappresentazioni di P continuano a essere una viva presenza scenica: È

IL PIÙ RAPPRESENTATO DI TUTTI I POETI SCENICI LATINI.

Plauto rimase estraneo alla tradizione dell’insegnamento lingua, stile e metrica troppo difficili e

richiedono strumenti di comprensione + insegnamento normativo grammatica e stile latino si basava su

Cicerone e Terenzio + temi e trame si prestavano male a insegnamento rivolto a fornire esempi di moralità

e serietà.

PUBLIO TERENZIO AFRO

Viene inserito da vicende biografiche al centro di quella che gli storici moderni chiamano “età degli

Scipioni”. PLAUTO TERENZIO 5

Genere comico con Plauto era stato un grande Dominante di Terenzio è l’interesse per i significati: per

momento di intrattenimento popolare, divertiva e non la sostanza umana messa in gioco dagli intrecci della

sottoponeva il pubblico a sforzi di apprendimento e commedia. Genere fondamentalmente popolare che

meditazione. comunica sensibilità e interessi nuovi, maturati in

un’élite sociale e culturale.

Vicende delle commedie terenziane sono sintomatiche del DECLINO DEL TEATRO POPOLARE LATINO e del

PROGRESSIVO DIVARICARSI DEI GUSTI DEL PUBBLICO DI MASSA ED ELITE COLTA, NUTRITA DI CULTURA

GRECA teatro mette in scena gli ideali di rinnovamento culturale dell’aristocrazia scipionica interesse

 

per approfondimento psicologico dei personaggi, soprattutto del ‘tipo’ riduzione comicità scarso

 

successo presso pubblico di massa.

Cronologia delle opere è attestata con precisione nelle didascalie anteposte, nei manoscritti, alle singole

commedie:

ragazza di Andro”) = giovane Panfilo Glicerio, ragazza giunta da Andro (isola Egeo), ma il padre

Andria(“la ♥

vuole dargli in sposa Filumena, figlia di Creméte. Gli sforzi dello schiavo di P, Davo, non riescono a guastare i

progetti del matrimonio finchè non si scopre che Glicerio è figlia di Creméte, salvata in un naufragio presso

Andro. Messa in scena nel 166 a.C.

(“Il punitore di sé stesso”) = vecchio Menedémo si autopunisce per aver ostacolato

Heautontimorumenos

matrimonio del figlio Clinia con Antifila, ragazza di umili condizioni, costringendolo ad arruolarsi. Alla fine la

ragazza si rivela essere figlia di un amico del vecchio e i due potranno sposarsi. Del 163.

(“L’eunuco”) = la cortigiana Taide riceve in dono dal suo amante la schiava Pànfila, Cherea,

Eunuchus ♥

giovane fratello di Fedria, altro amante di Taide. Cherea, travestito da eunuco seduce Panfila. Alla fine si

scopre che la donna è nata libera e C può sposarla. Fedria Taide. Del 161

(“Formione”) = il parassita Formione riesce a combinare il matrimonio tra i due cugini Fedria e

Phormio

Antifòne e le ragazze di cui sono innamorati: una suonatrice di cetra e una ragazza povera. Quest’ultima si

scopre essere cugina di Antifòne e per la citarista il parassita riesce a ottenere denaro per riscattarla. Del

161. (“I due fratelli”) = titolo si riferisce a due coppie di fratelli: due senes Micione e Dèmea & due

Adelphoes

adulescens Ctesifòne ed Èschino, entrambi figli di Demea ma allevati uno dal padre legittimo e altro dallo

zio. Eschino rapì a un lenone la giovane suonatrice Bacchide, in realtà per conto del fratello C., lui aveva già

una ragazza, Panfila. I due senes terminano i battibecchi sui due fratelli e convincono i due adulescens a

sposare Eschilo Panfila e Ctesifone Bacchide. Del 160.

♥ ♥

(“La suocera”) = Panfilo cortigiana Bacchide , ma obbedisce al padre sposando Filumena che a

Hecyra ♥

poco a poco riesce a conquistare il cuore del giovane. Durante un viaggio di affari del giovane Filumena

torna a casa della madre: si crede che la causa di questo abbandono sia la suocera Sòstrata, ma in realtà la

giovane sposa è incinta, ma il bambino non può essere di P perché le nozze avvennero da poco. L’intrigo si

scioglie grazie a Bacchide che riesce a dimostrare, con un anello regalatogli da Panfilo, che è stato l’uomo in

presa all’ebbrezza d violentare F. Pertanto è il padre del bambino. Rappresentata nel 165 senza iniziare

successo.

Commedie comprendono circa 6000 versi (Hecyra – 880 & Eunuchus – 1094)

Modelli greci appartengono tutti alla Commedia Nuova Menandro, Difilo e Apollodoro di Caristo.

Stile espressivo di Terenzio è stato l’aspetto più trascurato dalla critica e dai lettori.

Restrizione e censura dei linguaggi serve ad assicurare il predominio di certi contenuti stile medio e

pacato più quotidiano di quello plautino costante e controllata preoccupazione per il verosimile.

Usa una lingua settoriale, parlata da classi urbane di buona educazione e cultura effetto idealizzato

rispetto ai gusti del pubblico romano. Giulio Cesare lo definì “puri sermonis amator”.

TERENZIO È UNO DEI LETTERATI LATINI PIÙ PROFESSIONALI, PIÙ CONSAPEVOLI DEGLI ASPETTI TECNICI DEL

PROPRIO LAVORO Interesse per la Commedia Nuova e

 Menandro

humanitas Offriva modello culturale & modello letterario raffinato

esempio di stile e tecnica drammatica

6

Lavorando a fondo su modelli greci Terenzio trova modo di esprimere la propria impostazione ideale e

propria vocazione letteraria.

PLAUTO TERENZIO

Commedie di Menandro furono modello importante anche Elimina battute di personaggi che non abbiano

per Plauto, ma non era particolarmente vicino alla poetica di motivazione interna allo svolgimento drammatico, la

Menandro: per lui la verosimiglianza, cardine della poetica palliata non apre al suo interno alcuno spazio di

menandrea, non è un valore assoluto. Mette in crisi la realtà autocoscienza. Momenti di riflessioni concentrati nel

prologo.

dell’intreccio scenico (metateatro).

Importanza data al prologo come istituzione letteraria è la principale innovazione tecnica rispetto tradiz

plautina.

Nella tradizione risalente alla Commedia Nuova il prologo era uno spazio espositivo, di info preliminare alla

comprensione della trama.

Prologhi di Terenzio sono prese personali di posizione dell’autore: chiarisce il rapporto con i modelli greci

utilizzati, e risponde a critiche degli avversari su questioni politiche presupposto un pubblico più

avanzato, attento a problemi di gusto e di tecnica, più ristretto e selezionato.

Terenzio tende a sottolineare il suo distacco dalla ‘vecchia’ generazione letteraria (Plauto e Cecilio Stazio).

Nel prologo dell’Andria ribatte l’accusa di = rovinare i modelli greci creando

contaminare fabulas

inopportune mescolanze, ibridi di testi diversi e sottolinea che anche i rispettati Nevio, Plauto, Ennio non

fecero diversamente con i loro modelli greci. Il concetto ritorna nel prologo dell’Heautontimorùmenos,

dove Terenzio contrappone un tipo di commedia “statica”(stataria) a una commedia piena di azione

movimentata (motoria), tipica plautina. Terenzio opponeva a questo stile un ideale di arte più riflessiva e

attenta alle sfumature, anche più verosimile: tale che fondasse l’azione drammatica sul dialogo non sul

movimento scenico e clamore. emblema dell’ideale classico

“homo 

Heautontimorùmenos sum: humani nihil a me alienum puto”

della humanitas.

La palliata latina era stata ancorata alle situazioni familiari, ma in Terenzio questi rapporti diventano umani,

sentiti con maggiore serietà problematica adesione al modello di Menandro + circolazione di ideali

‘umanistici’ di origine greca nelle cerchie più evolute della Roma contemporanea apparizione del

concetto-chiave dell’humanitas (contrapposto a philantropia) in piena sintonia con la cultura dell’età

scipionica.

Commedia di maggior successo fu dove meno si affacciano temi psicologici e umanistici più

Eunuchus,

riuscito tentativo di T in direzione della comicità plautina, ha attitudini comiche e drammaturgiche.

GAIO VALERIO CATULLO

116 carmi (2300 versi) i singoli componimenti non seguono ordine cronologico ma ordine metrico

 

in 3 sezioni:

Liber

NUGAE CARMINA DOCTA EPIGRAMMATA

1- 60= componimenti brevi 61-68 = forte impegno letterario 69 -116 = carmi brevi in distici elegiaci

e di carattere leggero di metro in metri vari, complesse tematiche ripropongono le situaz delle nugae

vario endecasillabi faleci (storia d’amore con Lesbia e

 compianto morte del fratello)

amore per Lesbia (Clodia) +

rapporto con cerchia di conoscenti

CARMINA DOCTA:

1. Due epitalami = componimento nuziale (c 61) e contrasto tra giovani e fanciulle su tema del matrimonio

(c 62)

2. Due epilli (carmi epico- narrativi) = uno sul giovane frigio Attis che si evira per farsi sacerdote di Cibele (c

63) e l’altro sulle nozze di Peleo e Teti in cui si trova incastonato il mito di Teseo e Arianna (c 64)

a Ortalo (c 65) di una traduzione della Chioma di Berenice di Callimaco (c 66)

3. la dedica 7

4. un dialogo con una porta di una casa veronese che custodisce i segreti di chi l’ha abitata (c 67) =

paraklausithyon

CARME 68 la prima grande elegia a noi giunta, in cui Catullo rivisita le principali situazioni poetiche del

5. 

canzoniere collegando l’accorato compianto in morte del fratello con la storia d’amore con Lesbia

fu dedicato da Catone a Cornelio Nepote e non corrispondesse al rimastoci, ma ne costituisse

Libellus Liber

solo una parte.

Il nome e la poesia di Catullo sono tradizionalmente associati alla RIVOLUZIONE NEOTERICA

(o neòteroi, greco) è la sprezzante definizione usata da Cicerone per indicare le tendenze

Poetae novi

innovatrici, il moderno gusto poetico di una corrente che si sviluppa e si afferma durante I a.C. segnando

una svolta nella storia della letteratura latina rifiuto della tradizione nazionale (Ennio) rinnovamento

 

del gusto letterario è un aspetto del generale fenomeno di ellenizzazione dei costumi civilizzazione

anche letteraria

Indebolimento dei valori e forme della tradizione, ed emergere di esigenze nuove dettate dall’affinarsi del

gusto e della sensibilità

Predilezione per una letteratura greca più recente & imitazione di aspetti eruditi e preziosi della stessa

Preludio della rivoluzione neoterica è la comparsa negli ultimi decenni del II fra l’élite romana colta di una

poesia scherzosa e disimpegnata, come frutto dell’OTIUM, dello spazio sottratto agli impegni civili e

dedicato alla lettura e conversazione dotta, interesse anche per sentimenti privati.

individuale diventa alternativa

Si sgretolano gli antichi valori morali e politici della civitas otium

seducente alla vita collettiva; il piccolo universo privato si identifica con orizzonte dell’esistenza e attività

letteraria si rivolge a lirica, poesia individuale, introversa che accoglie ed esprime le piccole vicende della

vita personale.

1. Recupero della dimensione intima CARMI BREVI = insieme polimetri ed epigrammi in cui l’esiguità

dell’estensione rivela la modestia dei contenuti, occasioni e avvenimenti vita quotidiana. Destinatario

di ogni carme è rappresentante di una cerchia raffinata e colta, quindi componimenti sono prodotti

letterari con veste stilistica e fattura formale di livello adeguato, anche con risonanze letterarie 

non è biografismo.

Gioie, sofferenze, tradimenti, abbandoni, disinganni, rimpianti… scandiscono le vicende di questo amore

vissuto da Catullo come esperienza capitale della vita, capace di riempirla e darle un senso. Eros diventa

centro dell’esistenza e valore primario, il solo in grado di risarcire la fugacità della vita umana.

All’amore e alla vita sentimentale C trasferisce tutto il suo impegno, sottraendosi ai doveri e agli interessi

del civis romano, genera anche un generico sprezzante disgusto per i nuovi protagonisti della scena politica,

arroganti e corrotti. Le recriminazioni per il patto d’amore (foedus) violato da Lesbia sono un motivo

insistente sulla bocca del poeta che ne accentua il carattere sacrale appellandosi a due valori dell’ideologia

romana: la (garanzia del patto) e la (virtù di chi assolve i propri doveri)

fides pietas

Offesa del tradimento produce in lui una dissociazione tra la componente sensuale e quella affettiva

Carme 72 analizza scomparsa di ogni stima e affetto carme 85 dissidio (odi et amo)

 

Carme 76 espressione di consolazione della propria coscienza, di una voluptas del ricordo garantita dalla

consapevolezza di aver tenuto fede a un impegno morale.

2. Nuova poetica ispirata a brillantezza di spirito e raffinatezza formale, rivela apertamente la sua

ascendenza callimachea, soprattutto nel ‘manifesto’ del nuovo gusto letterario = carme 95.

Brevità, eleganza e dottrina.

Nuova epica dei neoterici è l’epillio = poema breve con dottrina e impegno stilistico = carmi “dotti” 

CARMINA DOCTA. Modello dell’epillio per la cultura latina è il carme 64 ma anche numero 63 (Attis).

Celebre poemetto di 408 esametri narra il mito delle nozze di Peleo e Teti, ma nella vicenda principale

contiene, come digressione, un’altra storia, che figura ricamata sulla coperta nuziale: abbandono di Arianna

8

a Nasso da Teseo intreccio due vicende d’amore: amore infelice di Arianna e amore felice di Peleo e Teti

istituisce serie di relazioni con il nucleo nel tema della fides.

= canti nuziali nel carme 61 (scritto in occasione delle nozze di due nobili romani) e il carme 62

Epitalami

(non fu composto per occasione regale) = genere letterario di origine greca, praticato da Saffo all’età

alessandrina che C romanizza con elementi italico-romani, per il rito nuziale e sul piano etico-sociale.

Il carme 66 è un omaggio al poeta principe dell’alessandrino, Callimaco. È una traduzione in versi latini di

un’elegia famosa del poeta greco, nota come Chioma di Berenice in cui celebrava in versi la cortigiana

escogitazione di Conone, l’astronomo alla corte di Tolomeo III Evèrgete, re d’Egitto, che aveva identificato

una nuova costellazione da lui scoperta con il ricciolo offerto come ex voto dalla regina Berenice per il

ritorno dalla guerra e successivamente scomparso esaltazione della fides, pietas e condanna

dell’adulterio + celebrazione delle virtù eroiche, valori tradizionali.

Complesso è il carme 68 questione irrisolta della sua unità, se distinto in due componimenti riassume

 

i temi principali della poesia di Catullo con ricordo dei primi amori con Lesbia che sfuma nel mito, nella

vicenda di Protesilao e Laodamìa, archetipo esemplare della vicenda di Catullo e Lesbia. Largo spazio

concesso al ricordo e alla vita vissuta, proiettata in un componimento che va oltre dimensioni epigramma

progenitore della futura elegia soggettiva latina.

 TITO LUCREZIO CARO

Autore di un poema in esametri, in 6 libri (7415 esametri) forse non finito o mancante

De rerum natura,

dell’ultima revisione. Il titolo traduce fedelmente quello dell’opera più importante di Epicuro, il perduto

Perì physeos (“Sulla natura”) in 37 libri. Il De rerum natura è dedicato all’aristocratico Memmio, amico e

patrono di Catullo e Cinna, realizzato dopo il 59 a.C e rivisto e pubblicato da Cicerone.

Il testo è conservato integralmente da due codici del 9 secolo (Oblungus e Quadratus) a Leida; alcune parti

si leggono in schedae (fogli di codice) conservate a Copenaghen e a Vienna; codici umanistici riproducono

testo tratto dal codice trovato da Poggio Bracciolini nel 1418 in Germania.

Filtraggio attento da parte della classe dirigente romana del pensiero greco, per eliminare elementi

potenzialmente pericolosi x assetto istituzionale della res publica e corrosivi x mos maiorum 

(vs Cicerone) visto come dissolutore della morale tradizione predicando piacere come

EPICUREISMO

bene e suggerendo ricerca della tranquillità = distoglie cittadini da impegno politico.

Lucrezio per divulgare a Roma l’epicureismo scelse la forma del poema epico-didascalico (Epicuro aveva

condannato la poesia, legata troppo al mito e allontanava da comprensione razionale della realtà).

Poema comprende 6 libri, riuniti a coppie (diadi)

1-2 principi dottrina atomistica (fisica) 3-4 antropologia 5-6 cosmologia e fenomeni naturali

  

Libro 1 invocazione a Venere (personificazione forza generatrice della natura) e dedica a Gaio

 

Memmio, dopo elogio di Epicuro illustra la fisica con la teoria degli atomi = principi primi indistruttibili e

indivisibili, dal cui incontro nascono tutte le cose, anche se il loro movimento presuppone un altro

principio: il vuoto. Nascita e morte sono costituite da una continua aggregazione e disgregazione. Infine

critica dottrine di altri naturalisti: Eraclito, Empedocle e Anassagora.

clinamen, “Inclinazione” che interviene nel moto degli atomi e

Libro 2 illustrata la teoria del

 

permette aggregazioni. Vi sono infinità di forme degli atomi e varietà delle loro combinazioni in una

quantità infinita di mondi, tutti soggetti a ciclo di nascita e morte.

Libro 3 come corpo (animus con sede nel petto) e anima (principio vitale) siano entrambi costituiti

 

da atomi, ma di forma diversa anima muore con il corpo e non c’è destino ultraterreno.

teoria della conoscenza, fondata sui sensi e sui simulacra rerum (tenui immagini delle cose

Libro 4

 

composte da atomi che si staccano dai corpi e colpiscono gli organi di senso). I simulacra producono

una sensazione, e Lucrezio ne argomenta la veridicità in quanto è base di ogni conoscenza. Il libro si

conclude con una digressione sulla passione d’amore e in versi sarcastici indica la causa di questa

passione nell’attrazione fisica tenersi lontano da passione irrazionale che non ha giustificazione nei

dettami della natura (opposto all’ideologia erotica dei neòteroi - Catullo)

Libro 5 dimostra la mortalità del mondo analizzandone il processo di formazione; viene trattato il

 

problema del moto degli astri e delle sue cause. Sezione tratta dell’origine ferina dell’umanità. 9

Libro 6 fornisce spiegazioni naturali di vari fenomeni fisici, come fulmini o terremoti,

 

estromettendone la volontà divina. L’opera si conclude bruscamente con la narrazione della terribile

peste di Atene del 430.

Problemi destati dal finale del poema ma Lucrezio avrebbe voluto contrappore l’apertura con invocazione a

Venere e il finale come una sorta di ‘trionfo della vita’ e ‘trionfo della morte’, per mostrare come non esista

alcuna conciliazione del contrasto eterno di queste due potenze.

Prima del De rerum natura la lett latina non aveva prodotto opere di poesia didascalica di grande impegno:

Ennio scrisse in settenari l’Epicharmus (Euhemerus in prosa); letter ellenistica impiegato l’esametro.

POESIA DIDASCALICA ELLENISTICA LUCREZIO

ogni aspetto importante della vita

Ricerca ispirazione in argomenti tecnici, Ambisce a descrivere, a spiegare

del mondo e dell’uomo e a convincere il lettore della validità della

quasi idealizzati e sprovvisti di implicazioni dottrina epicurea.

filosofiche (Georgiche di Virgilio). Indaga le cause dei fenomeni e propone al lettore una verità, una

Descrizione di fenomeni. sulla quale è obbligato a esprimere un chiaro giudizio di

ratio

consenso o rifiuto.

Lettore – discepolo viene continuamente esortato, minacciato, affinché segua con diligenza il percorso

educativo che autore gli propone.

Toni grandiosi, scenari sublimi sono pensati per spronare ed esortare il lettore: scelga anch’egli un modello

di vita alta e forte. La mente del lettore deve diventare specchio della sublimità universale entrata nel

poema; il lettore deve trasformarsi in ‘eroe’, a emozionarsi per natura e trovare in sé la forza

dell’adeguamento appelli e invocazioni al lettore destinatario deve saper adeguarsi alla forza sublime

 

di un’esperienza sconvolgente Lucrezio si rivolge al lettore invitandolo a non considerare empia la

dottrina che tratta, ma a riflettere su quanto crudele ed empia fosse la religio tradizionale, che aveva

imposto ad Agamennone il sacrificio della figlia Ifigenia per assicurare la partenza della flotta greca x Troia

se uomini pensassero che dopo morte non c’è nulla, smetterebbero di essere succubi della superstizione

religiosa e dei timori che essa comporta.

Libro che dimostra la perizia argomentativa di Lucrezio è il III, dedicato alla confutazione del timore della

morte parte centrale della trattazione, suddivisa in 2 sezioni

Dimostrazione che anima è materiale e quindi composta problema-chiave: se materiale l’anima

di atomi e vuoto deve essere anche mortale

Per convincere l’uomo a distoglierlo dal dolore di dover abbandonare la vita, dà la parola alla Natura che si

rivolge direttamente all’uomo.

Organizzazione complessiva della materia e lo stile devono piegarsi al fine di persuadere il lettore:

Frequenti ripetizioni;

 Formule di passaggio per invitare l’attenzione, uso termini tecnici della fisica epicurea e nessi logici

 di grande uso (adde quod, denique) e fissi per familiarizzare il lettore con un linguaggio non facile;

Tecnicismi = perifrasi nuove, anche coniazioni da greco x esprimere certi concetti filosofici;

 Arcaismi = vocaboli poetici che tradizione arcaica (enniana) gli fornisce nel campo degli aggettivi

 composti, molti ne crea soprattutto nuovi avverbi e perifrasi uso di assonanze, allitterazioni,

costrutti arcaici, effetti di suono espressivo-patetico dei più antichi poeti di Roma infiniti passivi

in -ier + prevalere della desinenza bisillabica -ai nel genitivo singolare 1 declinazione;

Sillogismo = strumento principe dell’argomentazione fisica x dimostrare per assurdo le falsità di tesi

 o possibili obiezioni avversarie;

Analogia, grazie alla quale si tenta di ricondurre al noto, al visibile, ciò che è troppo lontano o

 piccolo per essere osservato attentamente;

Verso composto di due parti equivalenti, uso enjambement (pathos);

 Vasta conoscenza della letteratura greca (Omero, Platone, Eschilo, Euripide) e dei poeti ellenistici

 più raffinati (Callimaco, Antipatro) 10

Concretezza dell’espressione vivacità descrittiva e percettibilità degli oggetti ragionati derivano

 da mancanza di un linguaggio astratto già pronto, disponibile a significare idee e a dare forma

filosofica al discorso;

Contrapporsi di cose umili e grandi, di statico e dinamico, corrisponde nell’espressione il contrasto

 tra le movenze della lingua viva e colloquiale e la scelta di uno stile grande e sublime, unificati dal

registro del enthousiasmòs poetico legato a missione didattica stile severo, capace di durezze ed

eleganze, commozione e meraviglia e invettiva profetica.

PROSA GRECA PROSA ROMANA

Nacque come riflessione filosofica-scientifica e Oratoria + storiografia e trattatistica

come riflessione storiografica sull’agricoltura raggiunsero dignità letteraria

MARCO PORCIO CATONE

La prima storiografia romana era elaborata da uomini politici appartenenti all’élite senatoria, mai in primo

piano. Catone era invece un personaggio politico tra i più eminenti che decise di dedicarsi anche alla

composizione di opere storiche (caso isolato nella cultura latina).

Catone è il VERO FONDATORE DELLA PROSA LATINA.

Iniziò a scrivere di storia in vecchiaia la sua opera storica =

 Origines o De origine et situ urbium italicarum

In 7 libri la storia di Roma dalle origini fino al 149 a.C.

Libro 1 fondazione città di Roma e periodo monarchico

 

Libro 2 e 3 periodo repubblicano ed origini delle città italiche (da qui il titolo)

 

Libro 4 e 5 guerre puniche

 

Libro 6 e 7 più recente storia di Roma, fino al 149 a.C. / 152 a.C. con pretura di Servio Galba

 

La trattazione si faceva sempre più dettagliata man mano che ci si avvicinava all’epoca dell’autore (morì nel

149 a.C.).

Le Origines ci sono giunte solo in frammenti e sono la prima opera storica della letteratura romana scritta in

latino. Esse costituivano una reazione alla storiografia dei primi annalisti (Annales = libri in cui i pontefici

registravano anno per anno guerre, paci, patti, catastrofi… per cura dello stato primo fu Fabio Pittore)

che avevano utilizzato la lingua greca per dare vita a una storiografia ‘individualista’, volta all’elogio di

esponenti di una gens aristocratica esigenza aristocratica di conservare il passato tradizionale. In

 in cui la storia di Roma fosse vista

opposizione Catone Il Censore volle fondare una storiografia ‘collettiva’

come l’opera dell’intero popolo romano e di tutti i popoli italici

Personaggi indicati con il loro RUOLO;

 Interesse etnografico della più antica storiografia greca con spazio a fatti e ambienti meravigliosi;

 Grande rilievo ad aspetti e problemi morali;

 Riportò alcune delle sue orazioni autobiografismo;

 Uso di coordinazione (atque) e ricorso a figure foniche e legate su ripetizione delle parole (anafore,

 epifore, poliptoti).

è la più antica opera in prosa della letteratura latina a noi pervenuta, con essa Catone

Il De agri cultura

fondò il genere del trattato tecnico. È un manuale, articolato da prefazione e circa 170 brevi capitoli, sulla

gestione di una tenuta agricola (villa rustica), affidata dal proprietario (pater familias) a un fattore (vilicus).

L’autore intende insegnare come trarne il max profitto attraverso lo sfruttamento intensivo della

manodopera servile e delle attrezzature e l’integrazione dell’agricoltura vera e propria con una serie di

attività complementari come allevamento e trasformazione di prodotti rivalorizzazione dell’agricoltura

italica e dell’eccellenza del lavoro agricolo sul piano etico.

Tono precettistico e sentenzioso anche nella = prima enciclopedia latina dei saperi

Praecepta ad filium

(medicina, retorica…), come ne comporranno più tardi Varrone e Plinio il Vecchio, destinata all’educazione

del figlio Marco Liciniano. Rimasti alcuni frammenti notevoli, in cui vengono formulati ideali del mos

maiorum = definizione di due figure fondamentali della società romana = agricola e orator. 11

Molto forte doveva essere anche il tono sentenzioso nel scritto in una prosa che si

Carmen de moribus,

suppone scandita e ritmata conteneva una raccolta di pensieri di argomento morale, legati all’etica del

mos maiorum.

Impegno di Catone fu caratterizzato dall’opposizione alla linea politica dominante, imperialista in politica

estera e culturalmente filellenica, sostenuta dal circolo degli Scipioni.

Sua figura fu idealizzata da Cicerone nel De re publica e poi nel dialogo Cato Maior de senectute, come

figura che assommava le virtù fondamentali del passato; varie biografie da Cornelio Nepote (età di Cesare)

e Plutarco e nell’anonima opera De viris illustribus.

GAIO GIULIO CESARE

 (o Bellum Gallicum)

Di Cesare sono conservati i Commentarii de bello Gallico

(Bellum civile)

Commentarii de bello civili

(spurio) CORPUS

Bellum Alexandrinum

(spurio) composti da ignoti ufficiali di Cesare CAESARIANUM

Bellum Africum (spurio)

Bellum Hispaniense

anche un epigramma in versi su Terenzio.

Il termine ‘commentarius’ ricalcava il greco hypòmnema, e indicava un tipo di narrazione a mezzo fra la

raccolta di materiali grezzi e la loro elaborazione nella forma artistica, arricchita da ornamenti stilistici e

retorici, tipici della storiografia. Commentarii anche da parte di Scauro, Silla e Cicerone, in latino e in greco.

Opere di Cesare come composte per offrire ad altri storici il materiale su cui impiantare la propria

narrazione, ma secondo Cicerone e Irzio nessuno avrebbe osato riscrivere quanto Cesare aveva già detto

con semplicità:

Drammatizzazione delle scene e discorsi diretti

 Efficacia drammatica evitando effetti plateali e ricorsi retorici uso 3 persona = protagonista

 come personaggio autonomo nella storia

= opera raccolta in 7 libri, 8° aggiunto dal luogotenente di Cesare Aulo Irzio

1. i Commentarii de bello gallico

per legarlo al De bello civili. Sono narrati eventi dal 58 al 52 a.C.

Probabilmente si chiamava in origine C. Iulii Caesaris commentarii rerum gestarum ≠ da altri commentarii.

Libro 1 descrive territorio Gallia Transalpina + avvenimenti del 58 con campagna vs Elvezi e

 

quella vs capo germanico Ariovisto;

Libro 2 rivolta tribù galliche (vs Belgi);

 

Libro 3 campagna vs popolazioni galliche della costa atlantica;

 

Libro 4 operazioni vs infiltrazioni popoli germanici che avevano oltrepassato il Reno e vs capi

 

gallici ribelli, Induziomaro e Ambiorige + primo sbarco di Cesare in Britannia;

Libro 5 seconda spedizione in Britannia e repressione di rivolte nella Gallia Celtica e Belgica;

 

Libro 6 digressione su cultura dei Galli;

 

Libro 7 insurrezione del 52 guidata dal re degli Arverni, Vercingetorige, repressa e culmina con

 

espugnazione di Alesia e cattura del capo gallico;

Libro 8 spegnimento degli ultimi focolai di resistenza della Gallia.

 

Secondo alcuni è stato scritto di getto nell’inverno 52-51, altri pensano a una composizione anno per anno,

durante gli inverni nei periodi in cui erano sospese le operazioni militari. Questa seconda ipotesi ha a suo

favore l’esistenza di alcune contraddizioni interne all’opera e sembra dare ragione della sensibile

evoluzione stilistica che si è riscontrato nei Commentarii dallo stile scarno e disadorno del commentarius

vero e proprio in direzione di concessioni maggiori a ornamenti tipici della historia nella II parte uso del

discorso diretto e varietà di sinonimi.

Forse aveva redatto separatamente in forma abbozzata, i resoconti delle varie campagne e

successivamente riordinati e coordinati. In rilievo poste le esigenze difensive che lo hanno spinto a

intraprendere la guerra, necessarie a proteggere stato romano ed alleati da pericoli oltre confine.

= in 3 libri narra la guerra contro Pompeo (49 – 48 a.C.). L’opera appare

2. i Commentarii de bello civili

incompiuta: narrazione lascia sospeso l’esito della guerra di Alessandria. Composto 47-46 a.C.

Libro 1 inizio con sedute di senato svoltesi nel 49 a.C.: fallite le ultime trattative tra Cesare e

 

Pompe, viene proclamato lo stato d’emergenza, a cui C reagisce cominciando una marcia verso sud

12

(oltrepassa il Rubicone); il senato, con Pompeo, lasciano Roma e da Brindisi salpano per l’Epiro.

Cesare affida a Trebonio il compito di soffocare la rivolta di Marsiglia, che parteggiava per Pompeo

e muove personalmente vs Spagna (7 legioni pompeiane);

Libro 2 resa di Marsiglia e completamento campagna spagnola + sconfitta del cesariano Curione

 

in Africa, dove i pompeiani fruivano dell’appoggio di Giuba;

Libro 3 eventi anno 48 Cesare rieletto console, assedia esercito pompeiano di Epiro a Durazzo

  

Pompeo si sposta in Tessaglia a Farsàlo si ha la battaglia campale, sconfitta Pompeo, che si

 

rifugia in Egitto, dove viene fatto uccidere dal re Tolomeo 14 (x ingraziarsi C). Cesare, sbarcato ad

Alessandria e appreso dell’uccisione di Pompeo, nel conflitto dinastico tra Tolomeo e sorella

Cleopatra, sostiene quest’ultima inizio guerra alessandrina.

di Cesare, ricorre alla satira sobria per svelare basse ambizioni e

Dall’opera affiorano le tendenze politiche

meschini intrighi dei suoi avversari + vuole dissolvere all’opinione pubblica l’immagine che di lui dava la

propaganda aristocratica = vuole mostrarsi come colui che si è sempre mantenuto nell’ambito delle leggi,

che le ha difese vs arbitri dei suoi nemici presenta fatti sotto particolare angolazione a lui favorevole. Il

destinatario è lo strato ‘medio’ e ‘benpensante’ dell’opinione pubblica romana e italica.

verso i vinti contrapposta alla crudeltà degli avversari.

Insiste sulla propria volontà di pace, clemenza

Stile scarno tono apparentemente

 Rifiuto abbellimenti retorici della historia vera e propria oggettivo e impassibile

 Riduzione linguaggio valutativo

In entrambe le opere ci sono deformazioni, ma non sono falsificazioni vistose, ma omissioni più o meno

rilevanti uso di artifici abilissimi, dissimulati: dispone argomentazioni x giustificare insuccessi.

Cesare spiega avvenimenti secondo cause naturali e umane, mai ricorso a intervento divino.

Luogotenente di Cesare, AULO IRZIO, compose l’8°libro del De bello Gallico x congiungere la narrazione con

quella del De bello civili tramite il racconto degli avvenimenti degli anni 51-50. Sempre a Irzio si deve

probabilmente il Bellum Alexandrinum.

patina arcaizzante; squilibri e discrepanze di tono, ricercatezze di

 

Bellum Africum Bellum Hispaniense

stile su fondo linguistico popolareggiante e colloquiale, autore forse è homo militaris.

Altre opere minori di Cesare:

14 in totale ma scarsissimi frammenti, loro perdita è uno dei drammi più gravi subiti da lett

Le 

orazioni

latina. 2 libri (54 a.C.) in cui espone proprie teorie linguistiche. Pochi frammenti mostrano come

De analogia

ponessi a base dell’eloquenza l’accorta scelta delle parole criterio fondamentale è l’analogia = selezione

razionale e sistematica ≠ ad = accettazione delle consuetudini nel sermo cotidianus. La selezione

anomalia

deve però limitarsi ai (parole in uso), fuggire le parole strane e inusitate.

verba usitata

genere libellistico-biografico in 2 libri x ribattere all’esaltazione di Catone l’Uticense fatta da

L’Anticato

Cicerone nel Cato. Ma tentativo di demolire la sua figura non ebbe successo.

I tentativi poetici = secondo testimonianza di Svetonio, in età giovanile si era cimentato nella poesia 

tragedia coturnata (Oedipus) e un poemetto (Laudes Altro poemetto è

Herculis). Iter.

Pervenuti su giudizio sul poeta comico Terenzio.

6 esametri

GAIO SALLUSTIO CRISPO

Autore di due monografie storiche e di un’opera storica più vasta. Alle monografie antepone proemi di una

certa estensione, nei quali si sforza di giustificare il fatto di essersi ritirato dalla vita politica, dedicandosi

alla composizione di opere storiche: per Sallustio la storiografia resta strettamente legata alla prassi

politica, e la sua maggiore funzione è individuata nel contributo alla formazione dell’uomo politico.

I pochi cenni autobiografici contenuti nei poemi sono volti a spiegare l’abbandono della vita politica con la

crisi che ha corrotto le istituzioni e la società, denuncia l’avidità di ricchezza e del potere come mali che

avvelenano la vita politica romana. La stessa storiografia sallustiana si configura come indagine sulla crisi 

impianto monografico delle prime due opere storiche novità nella storiografia romana.

Scelta della monografia nuovo stile storiografico.

(De Catilinae coniuratione) = monografia storica, la cui stesura fu nel 43-40 a.C.

Bellum Catilinae

Illumina il punto più acuto della crisi e delinearsi di un pericolo sovversivo ignoto da stato romano. 13

Libro 1-4 proemio in cui tratta dell’”archeologia”, che, con ispirazione tucididea, traccia una

 

rapida storia dell’ascesa e decadenza di Roma causa da distruzione di Cartagine.

Libro 5 -18 ritratto di Catilina: la personalità corrotta è messa a fuoco sullo sfondo generale della

 

decadenza dei costumi romani, dovuta all’accrescersi della potenza dell’impero e al dilagare del

lusso e delle ricchezze. Approfittando della degradazione morale, Catilina raggruppa intorno a sé

personaggi che, x sfuggire alla miseria o ai tribunali, auspicano un cambiamento di regime.

Libro 19-25 la nobilitas affida il consolato ad Antonio e a Cicerone. Catilina continua i suoi

 

preparativi, estendendoli a tutta Italia. Grazie ad un suo accolito, Manlio, raduna a Fiesole un

esercito composto da disperati e gente nella miseria.

Libro 26-36 Catilina, sconfitto nelle elezioni consolari, compie alcuni attentati alla vita di

 

Cicerone, che vanno a vuoto. Cicerone, l’8 novembre 63 accusa Catilina in senato (I Catilinaria). Egli

fugge da Roma e va da Manlio e il suo esercito = entrambi giudicati nemici pubblici dal senato.

Libro 37-39 Sallustio denuncia la degenerazione della vita politica romana nel periodo che va

 

dalla dominazione di Silla alla guerra civile tra Cesare e Pompeo, la condanna coinvolge in modo

pari le due parti in lotta (populares e i fautori del senato) la condanna del “regime dei partiti” è

coerente con le aspettative che Sallustio ripone in Cesare, il quale ristabilirà l’ordine della res

publica e rinsalderà la concordia tra i ceti possidenti. Il personaggio di Cesare, viene parzialmente

deformato da Sallustio, purificato da ogni contatto e legame con i catilinari (era capo dei

populares).

Libro 40-52 Cicerone ottiene prove tangibili del complotto, fa incarcerare i complici di Catilina

 

rimasti in città dopo che Decimo Giunio Silano si è pronunciato per la condanna a morte, si

contrappongono i discorsi di Cesare (chiede una pena più mite) e Catone il Giovane (necessità

condanna a morte).

Libro 53-54 averne riportato i discorsi, Sallustio introduce un parallelo tra Cesare e Catone,

 dopo

due personaggi dalle virtù opposte e complementari, i soli grandi uomini del tempo. L’idea del

confronto nata da polemica su Catone che si era sviluppata dopo il suo suicidio in Utica, Sallustio

sembra essere stato il primo a tentare una riflessione serena, che approda a una sorta di ideale

‘conciliazione’ tra i due personaggi = entrambi positivi per lo stato romano.

Cesare liberalità, munificentia, misericordia + infaticabile energia che sorregge brama di gloria;

Catone virtù radicate nella tradizione, integras, severitas, innocentia.

Libro 55-61 complici vengono giustiziati, Catilina tenta di rifugiarsi nella Gallia Transalpina, ma

 

intercettato dall’esercito combattimento presso Pistoia (gennaio 62) morte Catilina.

 

= II monografia storica (114 capitoli) in cui vuole mettere in luce le responsabilità della

Bellum Iugurthinum

classe dirigente aristocratica, corrotta, nella crisi dello stato romano guerra vs Giugurta (tra 111 e 105)

prima resistenza vittoriosa dei populares.

Giugurta, dopo essersi impadronito col crimine del regno di Numidia, aveva corrotto col denaro gli

esponenti dell’aristocrazia romana inviati a combatterlo in Africa, ed era riuscito a concludere una pace

vantaggiosa.

Metello, inviato in Africa, ottiene successi notevoli, ma non decisivi: Mario, luogotenente di M, ottiene il

permesso di recarsi a Roma per presentare la candidatura al consolato eletto console nel 107 portare

 

a termine la guerra in Africa arruola i capite censi (proletari privi di averi).

Fine guerra re di Mauritania, Bocco, tradisce Giugurta, suo precedente alleato, e lo consegna ai romani.

Guerra vs usurpatore numida sullo sfondo della rappresentazione della degenerazione della vita politica:

l’opposizione antinobiliare rivendicava, vs nobiltà corrotta, il merito della politica di espansione, difesa del

prestigio di Roma.

Al centro dell’opera excursus che indica il “regime dei partiti” (mos partium et factionum) la causa prima

della dilacerazione e della rovina della res publica, condanna più sfumata che nel Bellum Catilinae.

Bersaglio principale è la nobiltà condanna solo gli eccessi nella politica dei Gracchi e trascura l’ala

dell’aristocrazia favorevole a un impegno attivo nella guerra e incline alla politica di imperialismo

espansionistico.

Linee della politica dei populares nei discorsi del inconcludente del senato popolo vs arroganza

tribuno Memmio x protestare vs politica dell’oligarchia dominante; enumera mali del 14

naturali si richiama ai valori antichi che hanno

regime aristocratico: tradimento degli interessi 

fatto la grandezza di Roma + esprime

della res publica e dilapidazione denaro pubblico;

quando convince la plebe ad arruolarsi l’aspirazione della élite italica a maggiore

da Mario

in massa affermazione di una nuova partecipazione del potere

aristocrazia (della virtus), che si fonda sui talenti

giudizio negativo di S x arruolamento dei capite censi

Per Sallustio i due discorsi sono rappresentativi dei migliori valori etico-politici espressi dalla ‘democrazia’

romana nella lotta vs nobiltà.

Giugurta ammirazione x energia indomabile, segno della virtus anche se corrotta. Sua personalità è

rappresentata in evoluzione: la sua natura non è corrotta dall’inizio, ma diventa tale durante assedio di

Numazia, da nobili romani. È solo un tiranno perfido, ambizioso e privo di scrupoli.

Le indicano il passaggio dalla forma ristretta della monografia alla narrazione storica di ampio

Historie

respiro, trattava in 5 libri gli avvenimenti dalla morte di Silla (78) al 67, continuando l’opera omonima di

Cornelio Sisenna. Opera rimasta incompiuta per la morte dell’autore, a noi sono giunti solo 4 discorsi e

2 lettere

di Mitridate di Pompeo

dalle parole del sovrano orientale che combatté lungamente vs i Romani, affiorano i motivi delle lagnanze

dei popoli soggiogati e dominati da Roma Roma porta guerra alle nazioni solo x inestinguibile sete di

ricchezze e potere.

Nelle Historie la corruzione dei costumi dilaga senza rimedio; a parte poche nobili eccezioni (Sertorio); sulla

scena politica si affacciano avventurieri, demagoghi e nobili corrotti. Pessimismo sallustiano dopo

uccisione di Cesare lo storico non ha più parte dalla quale schierarsi e non aspetta salvatore.

Influenzerà molto la cultura di età augustea.

Opere spurie sono considerate le due (opere trasmette

Epistulae ad Caesarem senem de re publica

anonimamente in un codice che contiene lettere e discorsi trasmessi dalle opere antiche di Sallustio, stile

eccessivamente arcaizzante: irrisione violenta di Cicerone e suggerimenti a Cesare per restituire pace e

(autore probabile sia un retore di età augustea).

libertà), e l’Invectiva in Ciceronem

Sallustio si nutrì di Tucidide e di Catone il Censore, elaborò uno stile fondato sull’inconcinnitas (contrario

della ricerca ciceroniana di simmetria, rifiuto discorso ampio e regolare).

Uso frequente di antitesi, asimmetrie e variationes di costrutto dinamismo inquieto e vigoroso

 controllo effetto di gravitas austera, meditata essenzialità di pensiero;

Ricca patina arcaizzante, non solo x scelta parole desuete, ma anche ricerca di concatenazione delle

 frasi che è di tipo paratattico pensieri si giustappongono l’uno all’altro come blocchi autonomi di

una costruzione

Asindeti, omissione di legami sintattici, allitterazione

 Condensazione del discorso, reso essenziale, parole quasi ridondanti con effetto di intensità

 Andamento spezzato è anticonvenzionale, lessico e sintassi contrastano con processo di

 standardizzazione che stava verificandosi nel linguaggio letterario.

Rinuncia degli effetti drammatici tipici della storiografia ‘tragica’.

 TITO LIVIO (cognomen ignoto)

Da giovane Livio aveva composto dialoghi storici-filosofici e altre opere filosofiche, ma sono andati perduti.

La fama di Livio è legata alla parte sopravvissuta della sua opera storica: i 142 libri di Ab Urbe Condita libri

(27/25 a.C-17 d.C.) sono una grande storia di Roma dalla sua fondazione all’epoca contemporanea, sono

conservati i libri 1-10 e 21-45 + scarsi frammenti degli altri libri, celebri quelli relativi alla morte di Cicerone.

Narrazione iniziava dalle origini mitiche di Roma con la fuga di Enea da Troia e arrivava alla morte di Druso,

figliastro di Augusto, oppure fino alla disfatta di Varo a Teutoburgo, avvenuti entrambi nel 9 d.C.

Libro 1-10 = “prima decade” = avvenimenti più antichi fino III guerra sannitica (293 a.C.). Fonti

 prese dagli annalisti (Valerio Anziate, Licino Macro, Claudio Quadrigario) 15

Libro 21-45 = “terza e quarta decade e metà della quinta” = da II guerra punica (218 a.C.) fino al

 termine con la guerra vs Macedonia (167 a.C.). Per espansione di Roma in Oriente: annalisti +

storico greco Polibio. = brevi riassunti composti tra III e IV

Dei libri perduti si sono conservate le cosiddette

 Perìochae

d.C., forse sulla base di precedenti epitomi, o ‘compendi’ dell’opera liviana.

Ritorno alla struttura annalistica che aveva caratterizzato fin dall’inizio la storiografia romana, rifiutando

l’impianto monografico delle prime opere di Sallustio: la narrazione di un’impresa si estende per l’arco di

un anno, al compiersi del quale viene sospesa mentre ha inizio la narrazione di altri avvenimenti

contemporanei.

Livio pubblicò la propria opera per gruppi di libri comprendenti periodi distinti, premettendo dichiarazioni

introduttive ad alcuni libri con i quali si apriva un nuovo ciclo. Celebre è il proemio che apre la terza decade

che contiene la narrazione della II guerra punica.

Lettori mostravano più interesse per le vicende più recenti, soprattutto per la narrazione della crisi politico-

sociale dalla quale era emerso il principato augusteo.

Mancata consultazione di documenti di prima mano + assenza di vera critica delle fonti + scarso interesse x

problemi economici e sociali + incapacità di tracciare una chiara linea dell’evoluzione costituzionale dello

stato romano + deformazioni intenzionali della realtà storica

idealizzazione del popolo romano caratterizzazione negativa nemici di Roma

Dalla praefatio traspare una consapevolezza acuta della crisi di Roma, ma che lo storico considera risolta

felicemente Livio era estraneo a tutta quella parte dell’ideologia augustea che insiste sul valore

‘carismatico’ del principato, presentandolo come la realizzazione di una nuova età dell’oro, ma nella vittoria

di Augusto non riusciva a scorgere il rimedio miracoloso che aveva estinto i germi della corruzione per

sempre la corruzione e decadenza dei costumi erano arrivate anche in Roma ma più tardi.

All’edificazione dell’impero di Roma hanno validamente cooperato sia la fortuna non diversa dalla

provvidenza divina, sia la virtus del popolo romano (forza morale).

Forse epoche più recenti segnate da un maggiore pessimismo ciò che in Livio appare come orgoglio

nazionalistico, costante esaltazione e abbellimento delle gesta romane = dovuto alla generale tendenza di

idealizzare il passato.

La narrazione risulta scorrevole e variata = lactea ubertas = scorrevole e pastosa fluidità della sua prosa, che

reagisce alla brevitas e all’inconcinnitas sallustiane recuperando un periodare ampio e armonico.

Livio sa variare i registri stilistici in base alla materia e alla narrazione: nella prima decade solenne

antichità degli eventi gusto arcaizzante e uso parole e struttura linguistiche poetica; nelle parti

successive canoni del nuovo classicismo.

Uso della tecnica oratoria inserendo discorsi diretti (pensieri di singoli individui) e indiretti (forma

espressiva capace di evocare stati d’animo segreti di folle e gruppi di persone).

Largo spazio alla drammatizzazione del racconto = famosi i drammi scene ricche di pathos, di Lucrezia,

leggendaria eroina della Roma arcaica, e di Sofonisba, nobildonna cartaginese figlia di Asdrubale e sposa di

Massinissa che preferì bere il veleno piuttosto che cadere preda dei Romani mostrare qualità morali e

mentali che hanno impatto decisivo sugli avvenimenti: sentimenti di popolo o di folla, pensieri e desideri di

personaggio, sue incertezze psicologiche e i suoi calcoli… scrivere la storia è far vivere gli uomini che la

fanno.

Drammatizzazione anche nei racconti delle battaglie e resoconti dei dibattiti nel senato.

PUBLIO/GAIO CORNELIO TACITO

Nel 100 d.C. sostenne con Plinio il Giovane l’accusa di malversazione vs il proconsole d’Asia Mario Prisco.

Il primo opuscolo storico è (De Vita et moribus Iulii Agricolae), composto nel 98, alla fine della

Agricola

tirannide di Domiziano: si tratta di una monografia dedicata alla figura del suocero Giulio Agricola, morto

nel 93, principale artefice della conquista di gran parte della Britannia sotto il regno di Domiziano. Per il

tono encomiastico si richiama allo stile delle laudationes funebri, vi sono anche digressioni geografiche ed

etnografiche sulla Britannia. È anche un panegirico. Tacito mette in rilievo come egli avesse saputo servire

16

lo stato con fedeltà, onestà e competenza anche sotto un pessimo principe come Domiziano = anche sotto

la tirannide è possibile seguire la via mediana. (De origine et situ Germanorum), scritto nel 98

Gli interessi etnografici sono al centro della Germania

quando Traiano, già succeduto a Nerva, si trovava sul fronte germanico. È l’unica testimonianza di una

letteratura etnografica, le cui notizie derivino da fonti scritte, non da osservazione diretta. L’intento è

l’esaltazione di una civiltà ingenua e primordiale, non ancora corrotta dai vizi raffinati di una civiltà

decadente contrapposizione dei Barbari, ricchi di energie, e i Romani.

Indomita forza e valore guerriero x sottolinearne la pericolosità per l’impero servilismo e corruzione

enumerazione di difetti di popolo barbarico = indolenza, passione per il gioco, ubriachezza, risse e crudeltà.

Capitoli 1-27 usi e costumi dei Germani in generale;

 

Capitoli 28-46 singole popolazioni.

 

Con le sue opere storiche, Tacito ci ha lasciato una narrazione del principato che va dalla morte di Augusto

nel 14 d.C. fino alla morte di Domiziano nel 96: voleva narrare gli anni dalla tirannide di Domiziano, fino alla

libertà recuperata sotti i regimi di Nerva e Traiano. La materia è ripartita in due opere:

in 12/14 libri, composte tra 100-110 la prima parte che ci è rimasta contiene la narrazione

Historiae,

degli eventi degli anni 69-70, periodo cupo: dal regno di Galba fino alla rivolta giudaica, l’opera nel suo

complesso doveva estendersi fino al 96. Nel proemio Tacito afferma di riservare per la vecchiaia la

trattazione dei principati di Nerva e Traiano.

Libro 1 narrazione del breve regno di Galba, uccisione di quest’ultimo e l’elezione all’impero di

 

Otone. In Germania le legioni acclamano imperatore Vitellio.

Libro 2-3 lotta fra Otone e Vitellio (sconfitta e suicidio del primo) e lotta di Vitellio e Vespasiano.

 

Acclamato imperatore Vespasiano lascia in Oriente il figlio Tito ad affrontare i giudei e, cattura e

uccide Vitellio a Roma.

Libro 4 sacco di Roma da parte dei soldati flaviani e dei tumulti vs Vespasiano in Gallia e in

 

Germania.

Libro 5 mutilo, si arresta al cap.26, dopo excursus sulla Giudea dove si trova Tito, tratta degli

 

avvenimenti in Germania.

69 4 imperatori in un anno principe eletto altrove che a Roma, poiché la sua forza si basava

 

sull’appoggio delle legioni di stanza = Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano

Si era scelto come successore Pisone Roma Germania Oriente

Nerva si era associato nel governo Traiano.

Lo stile narrativo ha un ritmo vario e veloce, Tacito è maestro nella descrizione delle masse e dei

componenti del senato, caratterizzati da malizia sottile. Natura umana dipinta in toni cupi.

La tecnica tacitiana del ritratto mostra affinità con Sallustio: Tacito si affida alla inconcinnitas, sintassi

disarticolata, strutture stilistiche slegate x incidere nel profondo dei personaggi; ama le ellissi dei verbi e

congiunzioni, costrutti irregolari e cambi di soggetto x conferire varietà e movimento alla narrazione.

raccontò della più antica

Terminate le Historiae, la sua indagine si rivolse più addietro, ed egli, negli Annales

storia del principato, dalla morte di Augusto (14 d.C.) a quella di Nerone (68). La data scelta da Tacito per

l’inizio degli Annales ha fatto supporre che egli intendesse la sua opera come prosecuzione di quella liviana

(Ab Urbe condita) che richiama il titolo presente nei manoscritti tacitiani (Ab excessu divi Augusti).

Degli Annales si sono conservati i libri 1-4, un frammento del 5 e parte del 6 da morte di Augusto (14

d.C.) a quella di Tiberio (37 d.C.); i libri 11-16 regni di Claudio (da anno 47) e di Nerone. Si arresta per noi

all’anno 66.

Libro 1-4 vicende interne ed esterne di Roma (ascesa e caduta di Seiano, fino morte Tiberio +

 successi di Germanico in Germania, i suoi contrasti con Pisone);

Libri 11-12 anni 47-54, seconda metà principato di Claudio e ascesa di Nerone;

 Libri 13-16 regno di Nerone

Mantiene la tesi della necessità del principato, ma l’orizzonte sembra essersi incupito. Storia del principato

è anche la storia del tramonto della libertà politica dell’aristocrazia senatoria, coinvolta in un processo di

decadenza morale e di corruzione. 17


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
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