Giosue Carducci: Odi barbare
Alla stazione una mattina d'autunno
Carducci esplora temi come la nevicata, gli amici pedanti e la polemica contro i languori del tardoromanticismo. Adotta un approccio classicista, ritornando alla realtà e alla storia, e mostra una tendenza realistica utilizzando termini crudi e plebei. Nella sua produzione di vecchiaia esprime il senso di fugacità della vita e l'incombere della morte. Carducci organizza la sua produzione poetica in senso tematico e formale, mostrando un forte senso civile che collega le memorie gioiose del passato alle speranze dell'avvenire. Le Odi barbare comprendono ricordi d'infanzia, l'amore, il paesaggio maremmano, e il senso epico della storia passata con il mito solare e artistico della classicità, e l'evasione nella sua bellezza.
Giovanni Pascoli: Myricae
Il gelsomino notturno e L’assiuolo
Pascoli affronta i lutti familiari e il rapporto morboso con la sorella Mariù, promuovendo un socialismo umanitario. La sua è una poesia delle cose, attenta al quotidiano, arricchendo il lessico poetico con precisione nel definire le cose con il proprio nome scientifico. Questo contrasta con la maggiore importanza del significante sul significato, utilizzando una nomenclatura positivistica in una poesia anti-positivistica. La metrica è originale, con versi della tradizione ma spezzati, l'uso della punteggiatura, il verso breve, e l'adozione di onomatopee e linguaggio pregrammaticale. L'importanza del fonosimbolismo è centrale. In Myricae, si esplorano la morte invendicata del padre, la natura consolatrice e benefica, l'incubo mortuario e l'oscillazione tra dare senso alla vita o rassegnarsi al destino, scegliendo l'inquietudine e la poesia delle piccole cose.
Gabriele D’Annunzio: Alcyone
La sera fiesolana, La pioggia nel pineto, Meriggio
D'Annunzio esprime il nazionalismo dannunziano con un'inclinazione individualistica ed eroica, un'ideologia post-politica e pre-politica dove l'io è puro istinto, il superuomo emerge. Il protagonismo esibizionistico e l'esaltazione dell'aggressività imperialistica e della moderna industria si accompagnano a un disprezzo della plebe. L'estetismo cerca la bellezza in senso assoluto, in contrasto con la massificazione. La sua poetica della parola vede il poeta come vate. L'analogismo simbolistico permette a ogni cosa di rimandare a un'altra, entrando in contatto con la natura attraverso analogia e sinestesia. In Alcyone, lo scambio tra naturale e umano e la riattualizzazione del mito avvengono immergendosi nella natura in termini mitici; vi è l'esaltazione della parola, dell'arte e della figura poetica, con la fusione dell'io in natura come progetto estetico: estetismo e panismo portano all'esaltazione della figura del poeta.
Dino Campana: Canti orfici
Viaggio a Montevideo
Campana esprime un bisogno di immediatezza nel rapporto io-realtà, con la follia come segno di autenticità vitale assoluta, incarnando il modello culturale del "poeta maledetto". L'esclusione e lo sradicamento rappresentano l'instabilità della condizione intellettuale primonovecentesca. Il lato orfico della sua ricerca rivelano una concezione alta e sublime della poesia, con la letteratura che media il rapporto con la verità profonda. L'analogismo e la musicalità creano un alone di musicalità e ritmo attorno ai vocaboli.
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Autori del '900, Letteratura italiana
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Autori dell'800-900
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Autori, Letteratura italiana
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Autori, Letteratura Italiana