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Attività motoria per l’età evolutiva

Motricità e percorso evolutivo del preadolescente sono elementi

che intervengono insieme per definire la formazione del suddetto.

Secondo Piaget c’è un legame tra l’organizzazione del pensiero del

bambino e l’azione della reversibilità operatoria del pensiero.

Per Wallon invece, c’è un legame tra la coscienza figurativa degli

atti e l’accesso alla rappresentazione mentale.

L’educazione motoria entra direttamente nello sviluppo e nella

creazione della personalità del fanciullo.

La PERSONALITA’ è il complesso di qualità intrinseche che

determinano la soggettività dell’essere.

La funzione corporea o corporeità secondo molti di questi autori

tende inevitabilmente a ribaltare il concetto “medievalistico” di

“CORPO OGGETTO” o di “HOMME MACHINE” di antropologica

memoria ridando al corpo e alla corporeità tutta quella soggettività

che ad ella spetta.

L’educazione dell’uomo non può essere ridotta ad un insieme di

esercizi fisici o di attività di moto standardizzate e tecnicistiche che

valorizzano solo risultati ed effetto di tipo esclusivamente fisico

motorio (corpo oggetto), ma deve al contrario, essere rivolta ad

un’attenta valutazione degli effetti sulla globalità della persona

(corpo soggetto).

Ecco perché lo studio delle attività motorie deve, inevitabilmente

tener conto, integrarsi ed arricchirsi di tutti gli studi scientifici e di

quelle conoscenze consolidate delle scienze umane come

l’anatomia, la fisiologia, la biomeccanica, la psicologia e la

sociologia.

Da corpo OGGETTO a corpo SOGGETTO.

La personalità è in stretto collegamento con lo sviluppo ambientale,

con fattori di ordine genetico ed ambientale.

PERSONALITA’:

Ambiente

 Genetica

In educazione motoria la personalità di un individuo si determina

attraverso il comportamento motorio.

La PERSONALITA’ è lo SVILUPPO dell’IO che comprende:

l’area emotiva

 l’area intellettuale

 l’area sociale

 l’area corporea

 PSICOMOTRICITA’

La psicomotricità nasce nei centri d’igiene mentale e riabilitativa

come mezzo coadiuvante la terapia di carattere medico e

come elemento attivo di un programma riabilitativo.

È indirizzo culturale nel campo delle scienze motorie che tratta della

rieducazione come terapia interagente con la neuro motricità intesa

come causa del movimento e fenomenologia dell’essere.

LE TEORIE PSICOMOTORIE :

W. JAMES: L’uomo è il prodotto di un’interazione efficace di azione

ed emozione. L’intelletto e l’azione hanno rapporto di

reciprocità assoluta che si manifestano contrapponendosi al

dualismo di sostanza e che danno all’individuo la

manifestazione dell’essere come simbolo di corpo-mente.

L’intelletto non può manifestarsi al di fuori della corporeità.

J. PIAGET: Motricità e pensiero.

Ciò si sviluppa attraverso l’azione dinamica.

L’intelligenza si sviluppa attraverso la funzione cognitiva e

si elabora adattandosi all’ambiente circostante.

Adattamento - Assimilazione – Accomodamento intesi come

integrazione di nuovi elementi cognitivi a cui diamo risposta a

livello motorio:

Stadio senso motorio (da 0 a 2 anni)

 Stadio preparativo (da 2 a 7 anni)

 Stadio operazioni concrete (da 7 a 11 anni)

 Stadio operazioni formali (da 11 a 12 anni circa)

H. WALLON: Il movimento è fondamentale nella costruzione

del pensiero da parte del bambino.

Il linguaggio verbale e il linguaggio del corpo hanno una

sequenzialità assoluta nella quale gesti, movimenti ed

azioni sono il susseguirsi di concatenazioni nelle quali la

manifestazione del pensiero avviene nell’azione.

J. BRUNER: Le capacità cognitive e motorie hanno

predominanza sullo sviluppo del preadolescente.

La suzione, la prensione, la manipolazione, sono tutte situazioni che

con atti di natura senso-motoria tendono a far acquisire nel

bambino elementi utili alla conoscenza dell’ambiente.

Le capacità psicomotorie sono quelle qualità che

caratterizzano i movimenti adattati all’intenzionalità del

gesto. Educazione Psicomotoria

L’educazione psicomotoria è una parte fondamentale

dell’educazione fisica e ne costituisce uno dei fini principali.

La Motilità nell’uomo è il complesso delle manifestazioni

motorie considerate indipendentemente dall’attività

psichica. motilità volontaria

Si divide in ovvero la motilità dei muscoli

sistema piramidale,

striati, regolata e assicurata dal motilità

extrapiramidale, dal cervelletto e dal midollo spinale e

involontaria sistema nervoso

, quella dei muscoli lisci, regolata dal

vegetativo.

La Motricità invece è da un punto di vista neurofisiologico,

l’insieme d’integrità del complesso meccanismo di

funzionamento degli apparati e delle strutture centrali e

periferiche dell’organismo umano.

Essa trova fondamentalmente espressione nei molteplici schemi

motori coordinati dal cervello, che richiedono il sincronismo di una

varietà di informazioni sensoriali e motorie in relazione allo spazio

che circonda il corpo.

Svolge un ruolo fondamentale nelle fasi iniziali dello

sviluppo corporeo ed è strumento essenziale per la

conoscenza del mondo che ci circonda.

Entrambe concorrono, senza dubbio, al processo di formazione

dell’individuo ma di sicuro la motricità, ha una valenza maggiore nel

processo formativo del preadolescente in campo cognitivo ed

intellettivo-motorio.

Secondo Piaget il preadolescente ha nella strutturazione dello

sviluppo di crescita momenti determinanti di maturazione del

sistema nervoso centrale legati allo sviluppo del sistema cognitivo:

Stadio del corpo subìto (da 0 a 3 mesi)

 Stadio del corpo vissuto (da 3 mesi ai 3 anni)

 Stadio del corpo percepito (dai 3 anni ai 6 anni)

 Stadio del corpo rappresentato (dai 6 anni ai 12 anni)

Questi periodi rappresentano tappe di processi maturativi a carico

del sistema nervoso centrale che si inseriscono in un quadro

operativo del comportamento motorio del bambino ed entrano in

pieno nella formazione della personalità.

Nel processo di sviluppo delle tappe della crescita, l’apprendimento

motorio ha comunque un ruolo fondamentale che si inserisce

dinamicamente anche nel processo intellettivo-cognitivo.

L’apprendimento motorio, secondo molti autori, deve avere un

procedimento plastico e dinamico che reca in sé fenomeni come

l’assimilazione e l’accomodamento e non deve ma definirsi in un

quadro di riferimento rigido e schematico.

In sostanza, la necessità da parte del bambino di esplorare e di

trovare nella funzione motoria continui adattamenti tali da rendere

il movimento fluido e dinamico permette allo stesso nuovi stimoli

motori che arricchiscono il plafond motorio e permettono di

ottenere sempre più nuovi stimoli efficaci.

ASSIMILAZIONE

ACCOMODAMENTO

ADATTAMENTO

ADATTAMENTO GLOBALE

ADATTAMENTO CON RAPPRESENTAZIONE MENTALE

ADATTAMENTO GLOBALE: da 0 a 7 anni.

È il livello di fase senso-motoria e pre - operazionale.

Si procede sulla base di stimoli percettivi concreti.

ADATTAMENTO CON RAPPRESENTAZIONE MENTALE: la

motricità è più ponderata e non strettamente dipendente da stimoli

percettivi.

La fase delle operazioni concrete che prevede l’interiorizzazione del

movimento attraverso schemi di azione:

Giochi

 Esercizi di coordinazione oculo-manuale-podalico

 Esercizi di coordinazione dinamica generale

 Esercizi di equilibrio

Capacità psicomotorie di base

Coordinazione dinamico globale Dinamico generale, oculo

manuale, segmentaria, conoscenza del corpo Sviluppo dello

schema corporeo e della struttura spazio-temporale.

Dominanza emisferica.

Movimento creativo e linguaggio del movimento

La corporeità è vissuta come simbolismo relazionandosi con il

mondo esterno.

Ciò permette al bambino una più efficace costruzione dello schema

corporeo. L’espressione del bambino, attraverso il corpo,

caratterizza una libertà e allo stesso tempo un’espressività che dà

maggiori opportunità per un cognitivismo di qualità. Esprimersi con

la fantasia, giocare con il corpo, con il fantastico, garantisce da un

lato la trasposizione del contenuto tecnico (cosa devo apprendere-

come devo apprendere) dall’altro, consente al bambino stesso di

“calarsi” nel gioco diventandone protagonista ed essendone il primo

attore.

La funzione creativa nel gioco motorio consente inoltre al bambino,

di trovare la soluzione al problema attraverso la libera esplorazione

e la spontaneità nel movimento. L’educatore deve sostanzialmente

accompagnare il fanciullo verso la piena predisposizione alla

realizzazione di ciò.

Movimento creativo Esplorazione Cognitivismo

 

Il movimento è un fenomeno psichico espresso attraverso la

corporeità.

Allo sviluppo del movimento concorrono la persona e l’ambiente ed

essi si attraggono reciprocamente.

Un atto volontario è sempre espressione della volontà del

soggetto ed è un segno significante.

La motricità è un fatto dinamico ed implica in sé l’esplorazione, la

sperimentazione, l’invenzione e la creazione.

Atti che fanno il movimento, lo determinano e lo rendono

un’espressione cognitiva, simbolo di un essere che si manifesta

nella corporeità e che fa del movimento un segno significante.

Nella funzione psicomotoria, che si va maturando nel

preadolescente attraverso un percorso di crescita e formazione,

riconosciamo indubbiamente varie tappe essenziali che potremmo

riassumere in tale veste.

Linguaggio del corpo e linguaggio motorio

Esistono, sebbene possano essere assonanti, differenze sostanziali

tra i due tipi di linguaggio entrambe importanti.

Il primo riguarda senza dubbio la capacità da parte del

soggetto di esprimersi con il proprio corpo attraverso la

gestualità il senso ritmico del significato il verbo, la parola.

Nel secondo invece, pur mantenendo gli assi portanti del primo

elemento, si intende come la possibilità di risoluzione di

compiti a livello motorio, attraverso quantità e qualità di

schemi motori che caratterizzano modo d’essere e di porsi

in ambito motorio.

Tutti e due concorrono degnamente in un efficace percorso

psicomotorio alla formazione dell’individuo in campo motorio.

Linguaggio del corpo Linguaggio del movimento = Profilo

psicomotorio

Motricità e processo cognitivo. Elementi che hanno estrema

connessione tra di loro.

Il movimento è alla base dell’attività intellettiva del preadolescente.

Difatti, incrementando le attività motorie è possibile aumentare in

modo opportuno anche le facoltà percettive e cognitive legate allo

sviluppo dell’apprendimento.

Le Boulch sostiene, ad esempio, che la psicomotricità

infantile tende indubitabilmente ad aumentare e migliorare

aspetti del cognitivismo secondo ordine e scala valoriale.

A livelli di abilità corrispondono livelli di età.

Abilità automatiche Movimenti automatici Fattori

 

intellettivi, movimento creativo.

Le attività motorie, devono indirizzarsi verso obiettivi fatti da analisi

e verso la risoluzione di probabili problemi.

LE BOULCH: La motricità è funzionale al processo di sviluppo

della personalità umana.

È il percorso essenziale che caratterizza le attività fisiche in

scala: dalle più semplici alle più complesse.

Abilità automatiche

 Movimenti automatici complessi

 Attività motorie legate a fattori intellettivi e creativi

Classificazione delle attività motorie secondo Le Boulch:

Coordinazione motoria

 Schema corporeo

 Equilibrio

 Percezione temporale

 Percezione spaziale

 Sensazioni di libertà promosse dal gioco

Tali funzioni, secondo Le Boulch, più che categorie sono una serie

di facoltà, la cui acquisizione è favorita dall’attività motoria che

così contribuisce al processo formativo del bambino.

Per KIPHARD invece, l’esercizio motorio ha effetto

pluridimensionale, funzionale, emotivo, sociale ed educativo.

Gli aspetti funzionali al movimento sono: l’incremento della forza

e delle resistenze muscolari.

Aspetti funzionali al movimento tali da caratterizzare nel bambino

un deciso incremento delle facoltà intellettive e cognitive.

CRATTY sostiene invece, le teorie psicomotorie definite di

livello intermedio, ovvero la possibilità di creare modelli che

cercano di provare le relazioni tra la funzione psicomotoria

e quella intellettivo-apprenditiva.

L’apprendimento motorio è legato a processi di carattere cognitivo

ed è sicuramente un processo di carattere logico che conduce allo

sviluppo motorio ed intellettivo-cognitivo, tramite canali di sviluppo

per le facoltà intellettivo-cognitive.

La motricità è una componente determinante ma non

essenziale per lo sviluppo delle facoltà intellettive.

L’attività motoria va individualizzata a seconda delle

caratteristiche del soggetto che si ha di fronte.

La programmazione della funzione motoria va applicata in casi in

cui:

Aiuto di soggetti con evidenti problematiche a livello

 motorio e che evidenzino diffico

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ___bea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività motoria per l'età evolutiva e fitness e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof Cappelletti Antonello Zirilli.
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