L'attenzione
L'attenzione è un processo di selezionatura dell'informazione, che poi saranno rielaborate, e di conseguenza di eliminazione di altre informazioni. Non è un processo unitario, ma un insieme di processi che interagiscono.
I compiti dell’attenzione
I compiti dell'attenzione sono:
- Mantenerci in allerta (ad esempio i controllori di volo);
- Orientare le nostre risorse verso stimoli rilevanti, ignorando quelli che non consideriamo interessanti;
- Gestire le risorse attentive, spostandole da un compito all'altro.
La teoria del filtro
La teoria del filtro (Broadbent) è importante ma superata oggi. Prevede che un determinato input entri nel nostro sistema, mentre una parte di queste informazioni viene "eliminata" perché non ritenuta importante, e una piccola parte viene elaborata. Secondo questa proposta, dirigiamo l'attenzione verso un determinato canale, così facendo escludiamo completamente gli altri. Ad esempio, in un ambiente affollato possiamo decidere di selezionare i suoni in base a delle caratteristiche fisiche, come il rumore, la musica, la voce maschile o una voce femminile. In base a questa teoria, l'attenzione è un processo tutto o niente, passa o non passa, mentre in realtà è diffusa. Questo non ci consente di prestare attenzione ad altre caratteristiche, come il contenuto del discorso. Questo potrà avvenire solo in uno stadio successivo.
L'effetto cocktail party
L'effetto cocktail party si verifica quando, in una situazione che dovrebbe catturare "totalmente" la nostra attenzione, si verifica un'informazione o stimolo saliente che ci permette di ruotare la nostra attenzione. Per esempio, durante una conversazione, quando viene chiamato il nostro nome, volgiamo l'attenzione a chi l'ha pronunciato.
Il metodo di ricerca: l'ascolto dicotico
Il metodo di ricerca è l'ascolto dicotico, utilizzando le cuffie divise in due canali, dove nel canale destro si ascolta una conversazione mentre nell'altro canale si emette un altro stimolo. Dopo l'ascolto, il soggetto era in grado di riportare il contenuto del discorso a cui aveva prestato attenzione, mentre riusciva a riportare informazioni molto superficiali circa l'altro messaggio, come ad esempio se era un rumore, se la voce era maschile o femminile, ma non relative al contenuto. In parte, questo è in favore di Broadbent, ma l'esperimento viene ampliato successivamente, aggiungendo una informazione bizzarra in uno dei canali, dimostrando così che la persona riusciva a spostare l'attenzione sulla frase divertente. Con questa aggiunta nell'esperimento, Treisman parla di teoria del filtro attenuato, secondo il quale l'attenzione non elimina completamente.
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