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• Ritmo : l’ostacolista deve sviluppare una capacità ritmica atta a mantenere la maggior velocità e frequenza possibile fra

nel gestire strutture ritmiche

gli ostacoli. L’abilità differenti (partenza, passi tra gli ostacoli, superamento degli hs)

sempre alla massima intensità, è determinante nell’ottenimento della

prestazione finale.

• Equilibro dinamico : l’alternanza di fasi di corsa e di superamento dell’ostacolo

equilibrio

obbligano l’atleta ad una continua ricerca di una situazione di

dinamico. In particolare nel superamento dell’ostacolo il gesto si compie su

tre piani di movimento, busto arti

in questa fase l’atteggiamento del e degli

superiori è fondamentale per il controllo del corpo in volo.

• Differenziazione cinestesica : la differente applicazione della forza tra la partenza, il superamento dell’ostacolo e la

corsa fra gli stessi, il range di ampiezza articolare elevato sull’ostacolo in contrasto con le azioni strette nella corsa ,

favoriscono gli atleti che sanno differenziare le azioni motorie.

• Trasformazione motoria : gli ostacoli sono l’unica disciplina dell’atletica in cui un gesto tecnico massimale viene ripetuto

dieci volte consecutive. Ciò significa che spesso l’atleta deve ristrutturare la sua azione tecnica (sia di corsa che

sull’ostacolo) in funzione delle azioni precedenti (impatti con gli ostacoli, errori tecnici anche minimi)

• Coraggio e decisione motoria : l’ostacolista deve sviluppare doti psichiche e forza d’animo necessarie ad affrontare con

sicurezza e determinazione la sequenza degli ostacoli.

• Mobilità e Decontrazione : i grandi range articolari richiesti nel passaggio dell’ostacolo richiedono una notevole mobilità

articolare del busto, delle anche e degli arti inferiori. Inoltre i grandi impulsi di forza e i movimenti ciclici rapidissimi

favoriscono gli atleti capaci di alternare velocemente contrazioni e decontrazioni.

La gara

Le fasi dei 100/110 hs

1. La Partenza e accelerazione fino al 2° ostacolo.

2. L’incremento accelerativo fino al 3°­4°ostacolo.

3. La stabilizzazione e il mantenimento della velocità.

4. Il calo di velocità e lo sprint finale.

L’ostacolista deve sapere

Reagire allo sparo non è molto allenabile

 Capacità di accelerazione

 Tecnica di passaggio dell’ostacolo

 Ritmo fra gli ostacoli

 Capacità di ricercare la massima velocità (tempo che impiego da un ostacolo all’altro)

 Resistenza alla velocità specifica

Punti salienti

Azioni della prima gamba

_ Chiusura gamba sulla coscia

_ Guida di coscia­ginocchio in asse

_ Distensione energica avanti basso

_ Avanzamento delle anche

_ Sostentamento e ammortizzamento con la caviglia(avampiede) senza cedimenti

Azioni della seconda gamba

_ Spinta potente e completa

_ Chiusura degli angoli e guida di ginocchio

_ Circonduzione e ritorno in asse di corsa

_ Avanzamento delle anche – bacino

_ Ripresa del contatto a terra “perpendicolare” (piede sotto al ginocchio)

3 Fasi di apprendimento

preparazione

1. Fase di : lavoro sulle capacità coordinative; sviluppo delle capacità di ritmo

ritmica corretta

2. Fase di introduzione alla

acquisizione tecnica

3. Fase di

Dopo queste tre fasi c’è quella di perfezionamento del movimento.

Introduzione alla ritmica corretta :

Ritmiche in velocità (5/7 passi)

 Ritmica corretta (8 passi + 3) con ostacoli vicini

 Distanza gara con ritmica personale (anche 4/5 passi)

 Ritmiche con 3 passi in velocità (partenza da 10/12 passi)

Caratteristiche dei 400 Hs–300 Hs

Prevale il ruolo dell’azione di corsa rispetto alla tecnica di passaggio

 Capacita di distribuzione dello sforzo

 Capacita di differenziazione cinestesica per gestire le ampiezze dei passi tra gli intervalli

 Prevale la resistenza specifica con produzione di energia anaerobica – lattacida

 Capacita di superare gli ostacoli con entrambi gli arti

Consigli ritmici 400hs

si cambia una volta sola

o il costo del cambio di ritmo (se ben eseguito) è di almeno 25/35 centesimi

o si deve cambiare ancora “freschi e lucidi”, ossia almeno un ostacolo prima di dove si ritiene di poter arrivare

o (quando non se ne potrebbe più fare a meno)

Quando si passa ad un passo in meno?

si scende a un passo in meno solo quando si e ormai in grado di sostenere l’attuale ritmica per tutta la gara senza

 cambiare

ad esempio si passa da 15 a 14 passi quando si e in grado di sostenerne 15 dalla prima all’ultima barriera

 Corsa veloce

Coroebus nel 776 a.C. e il primo Olimpionico vincitore dello "Stadio" (192,27m) a Olimpia

 Jesse Owens

Nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 l’americano vinse 4 medaglie d’oro (100, 200, lungo e 4x100)

 Jim Hines

Nel 1968 scese per la prima volta sotto i 10’’ nei 100 e Tommy Smith sotto i 20’’ nei 200m

 Pietro Mennea

Nel ‘78 ottiene il record del mondo nei 200m 19.72 e nel ’80 vince l’oro olimpico nei 200m a Mosca

 Owens

Nel’84 a Los Angeles Carl Lewis (USA) emula vincendo 4 ori olimpici

 Usain Bolt

Nel nuovo millennio il jamaicano domina la velocita e conquista i record mondiali di 100 e 200m

La tecnica

La tecnica della corsa veloce si compone di una sequenza di fasi di volo e di appoggio (es. volo – appoggio – volo –

appoggio – volo ­ …)

Fase di appoggio Fase di volo

Regolamento

• Tutte le gare di velocita si corrono in corsia

• Non si può partire prima dello sparo (100ms)

• Il concorrente deve rimanere sempre nella propria corsia. Se in curva calpesta la linea interna o invade la corsia

interna deve essere squalificato

• Nelle staffette il passaggio del testimone deve avvenire all’interno della zona di cambio

Caratteristiche del velocista

• Velocità

• Forza veloce e resistenza alla forza

• Coordinazione

• Ritmo

• Mobilità e contrazione

Caratteristiche dei 100m

1. Capacità di reazione semplice

2. Capacità di accelerazione (accelerazione di partenza ­ 30 m)

3. Capacità di raggiungere picchi di velocità (tra i 60/80m)

4. Capacità di limitare il calo di velocità

L’energia viene prodotta prevalentemente dal meccanismo anaerobico alattacido

Anche i migliori velocisti sui 100m presentano tassi elevati di lattato (12mmol/l!).

Caratteristiche dei 200m e 400m

1. Capacità di reazione semplice (meno importante dei 100)

2. Capacità di accelerazione in curva (più importante nei 200)

3. Capacità di distribuzione dello sforzo

4. Capacità di resistere al calo di velocità (resistenza lattacida più importante nei 400)

L’energia viene prodotta prevalentemente dal meccanismo anaerobico lattacido.

Nei 400m gli atleti migliori superano i 20mmol/l di lattato.

Forza rapida

La forza rapida comprende la capacità del sistema neuromuscolare di muovere il corpo e le sue parti (ad es. arti

 superiori, arti inferiori) oppure oggetti (pesi, palloni, giavellotti, dischi, ecc.) alla massima velocità

L’espressione di forza rapida coincide con la massima potenza muscolare

 I carichi da utilizzare si aggirano tra il 30 e il 75% del carico massimo con valori di potenza superiori al 90% della

 Max (per una più approfondita analisi consultare “ la forza muscolare”

fattori

Molteplici sono i che sono stati individuati e che sono correlati ad essa (Bosco 1995):

­ Frequenza degli impulsi nervosi che dal cervello arrivano ai muscoli.

­ Numero di fibre a cui vengono inviati i messaggi.

­ Tipo di fibre muscolari veloci (FT), lente (ST) o intermedie (FTR).

­ Dimensione e tensione prodotta da ciascuna fibra muscolare.

­ Influenza dei propriocettori e altri fattori

FORZA ESPLOSIVA : Forza espressa con la massima potenza per accelerare il carico da una situazione di immobilità

(uscita dai blocchi).

FORZA ESPLOSIVA­ELASTICA : Forza espressa con la massima potenza attraverso un movimento di piegamento e

distensione (ciclo di stiramento/accorciamento) con accumulo e restituzione di una quota

maggiore di energia.

FORZA ESPLOSIVA­ELASTICA RIFLESSA : Forza espressa con la massima potenza attraverso un movimento di

piegamento e distensione (ciclo di stiramento /accorciamento) con ampiezza molto limitata (corsa lanciata).

Resistenza alla forza veloce

La resistenza alla forza veloce e la capacità di esprimere elevati sviluppi di forza esplosiva ripetuti per un tempo

 relativamente lungo.

I carichi da utilizzare si aggirano tra il 20 e il 50% del carico massimo con valori di potenza superiori al 90% della

 Max (massime ripetizioni possibili, almeno 10 sec).

Partenza

Posizioni assunte dall'atleta al comando. Ai vostri posti, pronti, e nel momento terminale della spinta sul blocco anteriore.

Accelerazione

In questa fase si ricerca la massima velocità nel minor tempo possibile inoltre vi e la ricerca del giusto rapporto tra la

frequenza a l’ampiezza del passo. (entrambe aumentano in questa fase)

Errori :

• Posizione del bacino e angoli

• Piedi non caricati (soprattutto il posteriore)

• Eccessivo sbilanciamento avanti delle spalle o posizione arretrata

• Al via il piede dietro anzichè salire avanti, cerca il terreno avanti

• Appoggi laterali dei piedi in accelerazione

• Azione poco energica delle braccia

• Primo appoggio troppo corto

• Eccessiva frequenza con spinta modesta

Fase di corsa lanciata

Di rilevante importanza in questa fase sono:

­ la tecnica di corsa

­ la ritmica di corsa

­ la decontrazione

La ritmica di corsa

Nella ritmica di corsa bisogna analizzare due elementi:

1. La frequenza di movimento

2. Ampiezza di movimento Salto in lungo

Il salto in lungo si è sempre praticato, anche nell’antichità ma con regole diverse. Nel 1886 viene introdotta l’asse di battuta.

Durante la prima olimpiade si saltava da fermi e con rincorsa.

Il primo atleta a superare i 7 m. nel 1874 fu l’irlandese Gordon Lane.

Nel 1935 Owens supera per primo gli 8 m. (8.13). Lo stesso atleta nel 1936 alle olimpiadi di Berlino vince 4 ori tra cui il lungo.

Nel 1968, a Città del Messico, Beamon vince con una misura eccezionale: 8.90.

Nel 1991, dopo 22 anni, Powell con 8.95 stabilisce l’ultimo record.

EFFETTO TRAMPOLINO : trasformare una parte della velocità orizzontale in verticale. Nei saltatori l’arto di stacco è un po’

più debole rispetto all’altro.

Evoluzione tecnica

Tra i salti, è la disciplina più naturale

 L’evoluzione tecnica dipende, in buona misura, dalle capacità condizionali degli atleti (in particolare la velocità)

 I movimenti degli arti inferiori durante il volo danno il nome ai diversi stili di salto

 4 fasi

Il salto il lungo si compone di :

1. Rincorsa : il saltatore accelera alla massima velocità controllabile. Può essere eseguita da fermi o con preavvio. Per

AVVIO, FASE LANCIATA,

i migliori atleti varia dai 18 ai 20 passi. Si possono distinguere tre parti :

ACCELERAZIONE FINALE. La rincorsa del lungo è quella dove si raggiungono le velocità più elevate. La velocità

della rincorsa deve svilupparsi progressivamente.

2. Stacco : il saltatore fornisce velocità verticale e

minimizza la perdita di velocità orizzontale. È la parte

più importante del salto. All’azione di stacco partecipa

la totalità del corpo. Dallo stacco dipende l’angolo di

proiezione del baricentro. Il tempo di stacco, perché

sia buono, deve essere molto veloce e deve avvenire

sull’asse di battuta.

Per andare più in alto bisogna portare il piede più

avanti rispetto al baricentro. Se riduco l’angolo di apertura farò una parabola più bassa.

3. Volo : il saltatore si prepara all’atterraggio. Durante questa

fase tutti i movimenti che vengono compiuti non allungando

il potenziale salto predeterminato con lo stacco. Gli obiettivi

mantenere l’equilibrio, coordinare

principali sono quelli di

i movimenti degli AASS con gli AAII, predisporsi per

l’atterraggio.

Si possono osservare tre diverse tecniche di volo:

­ Veleggiato o hang : molto aperti, posizione di ipertensione

­ A raccolta o tuck­style

­ Con i passi in aria

4. Atterraggio : il saltatore rende al massimo la distanza potenziale del volo e minimizza la perdita di distanza al

contatto al suolo. Avviene nell’apposita zona, con gli arti inferiori uniti. Il risultato finale dipende anche da una buona

chiusura.

Qualità atletiche

Velocità

Spesso i saltatori in lungo si cimentano anche nelle gare di velocità.

Dotati di buona forza esplosiva che si manifesta in particolare nella fase di “stacco”.

Buona “rapidità” (ultima parte della rincorsa).

Caratteristiche antropometriche

Di statura medio alta

 Peso corporeo al di sotto della media

 Personalità estroversa

 Poco inclini alla fatica fisica

Angolo di stacco Salto triplo

Si differenzia dal salto il lungo per la posizione del baricentro durante la fase di stacco.

Il primo risultato accertato risale al 1893 (m 14,78 dell’atleta americano Edwin Bloss)

 (Atene 1896)

Presente nelle specialità olimpiche fin dalle origini

 Nell’anno olimpico 1960 il polacco Jozef Schmidt supera per primo i 17 m (17,03)

 Il salto triplo femminile viene inserito nel programma nel 1990

 L’atleta che in questi ultimi anni ha dominato la specialità e che ha saputo interpretare la tecnica in maniera

 moderna è sicuramente il britannico J. Edwards

Evoluzione tecnica

• È il salto in estensione che richiede più tecnica

• braccia sincrone alternate)

Esistono due principali tecniche (con uso delle oppure

• Attualmente, soprattutto dopo quanto ha fatto vedere Edwards, si è orientati verso un salto che evidenzi più la

velocità rispetto alla forza

• Il regolamento prevede che i primi due balzi (Hop­Step) siano fatti con lo stesso arto, il terzo (Jump) con l’altro

4 fasi

Il salto triplo si compone di :

1. Rincorsa : tecnicamente è simile a quella del salto in lungo. Le velocità che si raggiungono, solitamente, sono

rincorsa più controllata.

inferiori a quelle che si ottengono nel salto in lungo. È una La caratteristica principale

della rincorsa rimane lo sviluppo progressivo della velocità.

l’arto predominante,

2. Stacco : solitamente si usa tenendo presente che la scelta dell’arto di stacco vincola le fasi

successive del salto. Gli arti superiori si coordinano facendo un movimento “sincrono o alternato”.

tre balzi

3. Volo : si compone di (hop­step­jump). Una buona tecnica prevede una equilibrata distribuzione della

lunghezza totale del salto sui tre balzi. La lunghezza ottimale dei balzi si ipotizza sia pari a: 36%­30%­34% rispetto

alla lunghezza del salto. Durante la fase di volo le principali difficoltà riguardano:

­ Il mantenimento dell’equilibrio

­ La coordinazione tecnica

­ Il mantenimento della velocità orizzontale durante i tre balzi

4. Atterraggio : la fase di atterraggio è simile a quella del salto in lungo. La componente più importante è l’equilibrio.

tre categorie di saltatori

Si possono individuare :

• Hop dominanti

• Jump dominanti

• Balzi più uniformi

Qualità atletiche dei triplisti

• Velocità

• Generalmente molto forti negli arti inferiori (forza massima)

• Forza elastica arti inferiori

• Coordinazione

Caratteristiche antropometriche

Longilinei

 Tendenzialmente di alta statura

Caratteristiche psico­attitudinali

Metodici e scrupolosi nelle esercitazioni allenanti

 Prediligono il lavoro di forza rispetto alla corsa

 Salto in alto

Fa parte del programma olimpico fin dalla prima

 olimpiade dell’era moderna (Atene 1896)

Tra i salti è quello che ha conosciuto la maggiore

 evoluzione tecnica (frontale, a forbice, Horine,

ventrale, Fosbury)

Evoluzione tecnica

Inizialmente il salto era frontale e veniva praticato in due modi: con e senza rincorsa

Dal 1900 in poi sono stati sviluppati quattro diversi stili:

Forbice americana (misure ottenute: 1.90 m circa)

 Horine (dal nome dell’atleta che lo praticò per primo intorno al 1910. Con questa tecnica G. Horine supero 2.07 m)

 Ventrale (il primo atleta a praticarlo fu Dave Albritton nel 1936. Ultimo Yashenko che ottenne l’ultimo record

 mondiale con tale tecnica ­ 2.35 m a Milano nel 1978)

Fosbury (dall’atleta che lo praticò per primo e che vinse le olimpiadi del 1968)

Il salto in alto si compone di 4 fasi : due parti

1. Rincorsa : deve essere molto breve (6/8 passi) con o senza preavvio, si compone di (parte rettilinea,

parte curvilinea), deve prevedere uno sviluppo progressivo della velocità, deve essere molto precisa. Il centro di

massa (o baricentro) deve trovarsi all’interno del tratto di corsa curvilineo.

solo piede,

2. Stacco : si esegue con un quello interno. Può avvenire con uso sincrono o alternato degli arti superiori;

uso accentuato dell’arto inferiore libero. Il tempo di stacco deve essere breve.

3. Valicamento : Fosbury; valicamento in attitudine breve o lunga; controllo della muscolatura estensoria dorsale

dorso,

4. Atterraggio : avviene sul con uso delle braccia e del capo per evitare di atterrare sulla zona cervicale.

Controllo degli arti inferiori per evitare di colpire il viso con le ginocchia.

STACCO : Evoluzione tecnica nel Fosbury

Come noto, il salto prevede un valicamento dorsale dell’asticella.

Fosbury

Questo atteggiamento viene “programmato” al momento dello stacco ed è il risultato delle tre componenti di:

momento angolare,

 capovolgimento laterale,

 capovolgimento in avanti.

Altezza del baricentro

Come la posizione dei segmenti corporei influisce sull’altezza del

baricentro

VALICAMENTO : SCIVOLAMENTO SULL’ASSE LONGITUDINALE DELL’ASTICELLA

diagonalmente

Avviene rispetto all’asticella. Per un atleta che stacca di piede destro la traiettoria del baricentro inizia dal

punto A (stacco), termina sul punto B (atterraggio).

Se la parabola del baricentro è corretta il punto più alto si trova in corrispondenza del punto.

Regolamento

Lo stacco deve avvenire con un solo piede

o Tre salti per ogni misura tentata

o Tempo di preparazione limitato

o L’atleta sceglie la sua personale progressione nel contesto di una progressione prestabilita dai giudici. Quest’ultima

o varia in funzione del tipo di gara (provinciale, regionale ecc.)

Con il termine:“passo” l’atleta rinuncia al tentativo sulla misura prevista per quella chiamata

o La classifica prevede che, in caso di parità, vinca l’atleta con minor numero di errori.

o

Caratteristiche psico­attitudinali

Caratterialmente estroversi

 Curiosi e desiderosi di apprendere

 Ottime capacita di apprendimento motorio

 Non timorosi delle cadute e predisposti ai movimenti acrobatici

Capacità condizionali

FORZA ESPLOSIVA ELASTICA, quando vi è un’azione pliometrica della muscolatura con movimenti articolari accentuati

(es: azione di semipiegamento­estensione delle gambe)

FORZA ESPLOSIVA ELASTICA RIFLESSA (stiffness), quando vi è un’azione pliometrica con movimenti articolari molto

ridotti (es: azione dei piedi nella corsa, saltelli, ecc.)

Qualità atletiche

• Buona elasticità muscolare

• Buona flessibilità e mobilità articolare

• Buona rapidità

• Ottima forza elastica

• Ottima forza esplosiva


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Atletica leggera e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Botton Claudio.

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