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Scienza infermieriestica - le patologie particolari

Appunti del professor Adolfo Terreri per l'esame di Scienza infermieristica sull'assistenza infermieristica per pazienti con particolati patologie. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la responsabilità professionale (dolo e colpa), l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie, le competenze... Vedi di più

Esame di Scienze infermieristiche docente Prof. A. Terreri

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ESTRATTO DOCUMENTO

in

La quantità massima di sangue prelevabile è

rapporto al sesso e al peso corporeo, e cioè:

5 ml. / Kg. nella donna

6 ml. / Kg. nell'uomo.

(Es. peso 70 Kg. = 420 ml.)

Questa differenza tiene conto delle perdite fisiologiche di

sangue, e quindi di ferro, nella donna con le mestruazioni.

a monte della zona di prelievo

Si pone quindi un

laccio lasciando creare a valle una stasi.

palpazione un vaso fisso ed ampio

Mediante cercare

pulire accuratamente

e la zona scelta per la puntura. Molto

impiegato è il CITROSIL ALCOOLICO, il quale ha potere

battericida, deterge e penetra più facilmente nei pori.

Su una bilancia si pone la sacca, si introduce l'ago in

vena e si lascia defluire il sangue.

Durante il salasso l'uscita di sangue può arrestarsi

oppure affievolirsi e ciò dipende dai seguenti fattori:

1. L'ago tocca la parete della vena.

2. Le pareti della vena collabiscono = ridurre

la velocità.

3. Fuoriuscita dell'ago.

Raggiunto il volume desiderato, togliere il laccio ed

pressione

estrarre l'ago. Esercitare sulla zona punta con

cotone imbevuto di citrosil cerotto

e fissare in loco un

medicato.

Il paziente rimarrà disteso per almeno cinque minuti per

poi riprendere gradatamente la posizione eretta.

Sul sangue prelevato occorre eseguire alcune indagini

di laboratorio e cioè:

- gruppo

- fattore Rh

- VDRL (lue)

- TRANSAMINASI (GPT-GOT)

- HbsAg (antigene di superficie dell'epatite B).

Apporre perciò : nome e cognome del paziente, data di

nascita, e la data del prelievo.

EMOTRASFUSIONE E RELATIVA ASSISTENZA AL

MALATO

Modalità di richiesta.

Come già precedentemente accennato, si ricorda che il

trasfuso

sangue contenuto in flaconi di vetro deve essere

così come è in quanto è impossibile la separazione dei

componenti ematici.

Ecco perché sono da preferire le sacche multiple in

quanto permettono un facile frazionamento del sangue.

I vari componenti hanno diverse modalità di

conservazione:

Il sangue intero

1. è conservato per un periodi di 21 gg.

nelle frigo-emoteche.

I concentrati piastrinici

2. 5-7 gg. purché agitati di

continuo per evitare la formazione di agglomerati.

Il plasma,

3. congelato e mantenuto a - 30° C. ha una

validità di 3 anni dalla preparazione.

I globuli rossi lavati e filtrati

4. devono essere trasfusi

entro 3 ore per evitare l'inquinamento.

La richiesta di sangue o emoderivati deve essere scritta da

un medico e contenere:

- nome e cognome del paziente;

- data di nascita ( per evitare omonimia).

- diagnosi (per vedere se un paziente è o diventerà un

politrasfuso).

La richiesta, accompagnata da un campione di sangue,

può essere:

- Normale: e vengono eseguite tutte le prove di

compatibilità

- Urgente: le prove sono incomplete, quindi meno

sicure

- Urgentissima: le prove non sono eseguite sotto la

responsabilità del medico richiedente.

Prima della trasfusione, l'infermiere rileverà:

- frequenza cardiaca;

- frequenza respiratoria;

- pressione arteriosa;

- temperatura corporea.

E' consigliabile che il paziente sia digiuno per creare meno

problemi in caso di reazione.

L'unità di sangue è collegata al ricevente con un

raccordo formato

- da un perforatore da inserire sulla via di deflusso;

- da un canale di gocciolamento;

- da una camera di gocciolamento con filtro capace di

bloccare il passaggio di parti coagulate;

- un regolatore di flusso.

La velocità di somministrazione sarà di circa 30 gtt. al

minuto per il primo quarto d'ora, poi può essere aumentata a

60-90 gtt. al minuto.

L'infermiere, durante la trasfusione, sarà attento e vigile

in quanto si possono avere reazioni. Le più comuni sono

allergiche, brivido, cefalea in forma

quelle si può avere

lieve, ipertermia, eritema, prurito che regredisce

somministrando antistaminici. Subito va chiamato il medico

ed arrestata la trasfusione mantenendo pervia la vena con

soluzione fisiologica.

Quindi si controlla il cartellino sulla sacca del sangue,

etichette e fogli di accompagnamento per individuare

eventuali errori di trascrizione.

Inviare al laboratorio la sacca di sangue che ha dato

reazione.

E' buona norma quindi attuare una rigorosa asepsi al

momento del salasso e ispezionare l'unità di sangue prima

dell' infusione.

La somministrazione del sangue è compito esclusivo

del medico, ma se al paziente derivano danni causati

dall'infermiere, è quest' ultimo che ne risponde, con

eventuale concorso del medico.

TRASFUSIONE DI SANGUE ED EMODERIVATI

Richiami di immunoematologia.

DEFINIZIONE E CENNI STORICI.

«La trasfusione è l'immissione di un certo quantitativo di un

tessuto liquido in un organismo ospite». Questo tessuto

liquido è il sangue.

Fin dall'antichità è stato considerato come un qualcosa

di «vitale», però spesso si sono verificati incidenti che hanno

portato persone alla morte..

Non sempre un individuo tollera il sangue di un altro;

infatti, iniettando sangue di persone diverse, può accadere

che i loro globuli rossi, invece di rimanere in sospensione, si

ammassino, dando così luogo a quel fenomeno chiamato

«agglutinazione».

L'ammassamento dei globuli rossi costituisce un

pericolo serio per l'organismo per 2 ragioni :

- Primo, perché i globuli rossi ammassati possono

ostacolare, fino a bloccare, il flusso sanguigno nei piccoli

vasi capillari e se questo avviene a livello del cuore,. del

cervello o in altri organi vitali è chiaro che l'individuo

corre un serio pericolo di morte.

- Secondo, dopo che si sono ammassati, i globuli rossi si

liberando l'emoglobina

rompono, che tenevano

racchiusa. Questa arriva con il sangue al rene dove

viene escreta; ma poiché è insolubile nell'urina, finisce

con il danneggiare i tubuli renali con rallentamento della

formazione di urina; ne deriva quindi che i prodotti di

rifiuto si accumulano nell'organismo potendo provocare

così persino la morte.

Intanto la trasfusione continuava a presentarsi spesso

come un mezzo di cura insostituibile e malgrado il progresso

della scienza i rischi erano alti.

Fu solo agli inizi del 900 che uno scienziato viennese,

Karl Landsteiner, dopo aver provato a mischiare il sangue di

numerosi individui e aver osservato quando vi fosse

agglutinazione, riuscì a dare una spiegazione classificando

O, A, B, AB.

gli individui in 4 gruppi e cioè

I GLOBULI ROSSI E IL SIERO. un antigene

In generale, ogni globulo rosso contiene

particolare o agglutinogeno. Il siero, invece contiene

l'anticorpo o agglutinina.

eccetto quello O,

In ogni gruppo, i globuli rossi hanno

sulle loro membrane certi antigeni detti agglutinogeni; il

eccetto quello del gruppo AB,

siero, invece, possiede

anticorpi detti agglutinine.

Naturalmente in ogni gruppo gli agglutinogeni dei

sono di un tipo sono

globuli rossi e le agglutinine del siero

di un altro, altrimenti si avrebbe la reazione di

agglutinazione in uno stesso individuo.

I globuli rossi di ciascun individuo possono così

contenere:

- l'antigene A o l'antigene B;

- sia l'antigene A che l'antigene B;

- o nessun antigene.

Percui, individui i cui globuli rossi contengono:

ANTIGENE A = Gruppo A

ANTIGENE B = Gruppo B

ANTIGENI A e B = Gruppo AB

SENZA ANTIGENI A e B = Gruppo O

A questi antigeni corrispondono rispettivamente

l'anticorpo Anti-A e l'anticorpo Anti-B, dette agglutinine.

Nella tabella sono rappresentati i tipi di sangue con i

corrispondenti antigeni di membrana ed anticorpi.

Tipi di Antigeni Antigeni Può donare Può ricevere

sangue presenti sui presenti nel a: da

Globuli Plasma

Rossi

A Anti-B A ed AB A e O

A B Anti -A B ed AB B e O

B A e B Nessuno AB Tutti

AB Nessuno Anti A e B Tutti Nessuno

O

Perciò chi ha il sangue di tipo O non ha antigeni ed è un

donatore universale; chi ha sangue di tipo AB non ha

anticorpi ed è un ricevente universale.

Per determinare un gruppo si mettono a contatto due

gocce di sangue da esaminare con sieri test Anti-A ed Anti-

B (contenente il primo solo agglutinine Anti-A, ed il secondo

solo agglutinine Anti-B) :

Se il sangue:

AGGLUTINA CON SIERO ANTI-A = Gruppo A

AGGLUTINA CON SIERO ANTI-B = Gruppo B

AGGLUTINA CON SIERO ANTI-A e B= Gruppo AB

NESSUNA AGGLUTINAZIONE = Gruppo O

GRUPPI Sangue in esame Sangue in esame

SANGUIGNI SIERO ANTI A SIERO ANTI B

A

B

AB

O

Si può fare la controprova mettendo a contatto il siero del

campione di sangue da determinare con i globuli testo A e B

per verificare se alla presenza o mancanza dell' antigene A

e dell'antigene B nei globuli corrisponde la presenza o

mancanza dell'opposto anticorpo nel siero.

- L'agglutinazione dei globuli testo B dimostra che il sangue

è di gruppo A (contiene le agglutinine anti B).

- L'agglutinazione dei globuli testo A dimostra che il sangue

è di gruppo B (contiene le agglutinine anti A).

- La mancata agglutinazione dei globuli testo sia A che B

dimostra che il sangue è di gruppo AB (non contiene

agglutinine).

- L'agglutinazione dei globuli testo sia A che B dimostra che

il sangue è di gruppo O (contiene agglutinine anti A e anti

B). GRUPPI Siero in esame Siero in esame e

SANGUIGNI globuli testo globuli testo

A B

A

B

AB

O

Raccolta e controllo di sangue per uso trasfusionale;

richiami di legislazione e di etica in materia.

Le operazioni che caratterizzano un centro trasfusionale

la raccolta, la determinazione del gruppo, il

sono:

frazionamento nei suoi componenti, il controllo, la

conservazione e l'assegnazione del sangue umano per

uso terapeutico.

attività di raccolta

L' è curata da un medico

responsabile coadiuvato da personale infermieristico e

tecnico.

I centri di raccolta possono essere:

- FISSI.

- MOBILI. fissi

1. I centri di raccolta sono delle strutture stabili e

nei piccoli Ospedali o in Istituti privati il movimento del

sangue è affidato alla responsabilità del Direttore

EMOTECA.

Sanitario. Tale struttura è definita

mobili

2. I centri di raccolta sono costituiti da automezzi

AUTOEMOTECHE.

e vengono comunemente definiti

Elemento indispensabile per avviare ogni attività

trasfusionale è chi, uomo o donna, di età compresa tra i 18

e i 65 anni, iscritto o meno ad associazioni di donatori, si

presenta per offrire volontariamente, cioè senza alcuna

costrizione, il proprio sangue. La disponibilità può essere

per un' offerta gratuita o a pagamento.

Nel primo caso l'offerente viene qualificato come

donatore, datore professionale.

nel secondo caso come Il

periodico

donatore può essere quando cede il suo sangue

occasionale

con regolarità; può essere quando cede il suo

sangue una volta tanto, quando lo desidera.

Non tutti coloro i quali si presentano per offrire il loro

sangue sono accettati ed il salasso può essere effettuato

solo dopo che il medico abbia stabilito in base ad un

controllo anamnestico, risultato di alcuni esami di

laboratorio, che il prelievo non nuocerà al donatore e che il

sangue raccolto non recherà danno al paziente.

E' indispensabile quindi che il donatore sia una

persona sana esente da malattie ed infezioni acute o

ed

croniche. 18 e i 65 anni,

L'età deve essere compresa tra i il peso

50 Kg.

di almeno per sopportare senza inconvenienti un

polso ritmico

prelievo di almeno 250 ml., con un con

50 e 90 battiti al minuto,

frequenza tra i con una

pressione arteriosa

temperatura corporea normale ed una

sistolica maggiore di 110 mm. di Hg pressione

ed una

arteriosa diastolica minore di 100 mm. di Hg. E' richiesto

Hb di 13,5 per l'uomo e di 12,5 per la

ancora un livello di

donna, 90 giorni

ed un intervallo di tra una donazione e

l'altra per permettere all'organismo di ricostituire le scorte di

ferro.

Sono esclusi da donazione:

il cui peso è diminuito,

1. Quei soggetti in quanto

potrebbe essere il segno di uno stato patologico non

ancora ben manifestato. esposti

2. Quei soggetti che per le loro attività sono

agenti fisici e chimici.

all'azione di diabete mellito

3. Quei soggetti affetti da che anche se

ben compensati sono dei potenziali vasculopatici.

ulcera gastroduodenale

4. Quei soggetti con che

possono sanguinare da un momento all'altro.

epilettici,

5. Gli in quanto il salasso potrebbe scatenare

una crisi convulsiva.

donne in gravidanza

6. Le e per un anno dopo il parto.

tossicodipendenti, omosessuali maschi e loro

7. I

partners sessuali.

Una volta l'anno i donatori saranno sottoposti a controlli

di sangue quali:

- emocromo con formula;

- VES;

- Hb;

- glicemia;

- azotemia;

- sideremia;

- transaminasi GOT e GPT;

- GT;

γ

- markers epatitici;

- anti HIV.

Per favorire i fenomeni di compenso dopo la donazione,

è previsto un piccolo ristoro ed un 150 ml. di liquidi.

Il lavoratore dipendente (in base alla legge 584 del

1967) ha diritto ad un riposo retribuito di 24 ore dopo che un

medico del Centro Trasfusionale ha certificato l'avvenuta

donazione gratuita di almeno 250 cc. di sangue.

Compiti infermieristici relativi a prove di compatibilità

La richiesta di sangue deve essere fatta da un medico e

le generalità del paziente, la diagnosi,

deve contenere

l'indicazione della trasfusione, la quantità e tipo di

emocomponenti necessari.

Per motivi tecnici e di sicurezza deve essere leggibile,

precisa e completa di dati. un

La richiesta deve essere accompagnata da

campione di sangue contrassegnato in modo da non

lasciare dubbi circa l'identità del paziente a cui appartiene.

Nel caso in cui il campione non potesse essere inviato

per iscritto.

bisogna precisare i motivi

Dopo aver scelto il sangue il più possibile

«personalizzato» per il tipo di paziente (tenendo conto

dell'età, del sesso e della patologia) si procede

prove di compatibilità.

all'esecuzione delle evidenziare anticorpi

Lo scopo è quello di eventuali

presenti nel plasma del ricevente e diretti contro gli

antigeni situati sui globuli rossi del donatore.

prevenire reazioni trasfusionali

Servono inoltre a

emolitiche evitando gravi danni al ricevente.

Se il gruppo del ricevente non è accertabile, per

impossibilità a prelevare un campione idoneo, è possibile

O Rh-.

richiedere e assegnare sangue di gruppo Va usato

solo in caso di indiscutibile necessità. solo quando si è

Il sangue può essere trasfuso

stabilito che le prove di compatibilità effettuate hanno

dato esito negativo, cioè assenza di agglutinazione o

emolisi.

Compiti infermieristici relativi alla preparazione,

controllo del malato e del prodotto da trasfondere.

Il sangue che deve essere immediatamente trasfuso

essere trasportato a temperatura ambiente per un

può

periodo di 2 ore. oltre 2 ore

Trasferimenti di devono essere fatti in

+4°C e gli

contenitori capaci di mantenere temperature fra i

8°C. cassette isotermiche

e utili allo scopo sono le da

«accumulatori»

picnic con inseriti alcuni surgelati.

Anche se non è una pratica consigliabile, in casi

eccezionali e per periodi brevi, è possibile conservare il

sangue in frigoriferi di reparto, verificando che la

temperatura oscilli tra i +2°C. e i +6°C.

EMOTECA

Una si differenzia da un comune frigorifero

in quanto è costruita in modo che il suo contenuto non

risenta delle vibrazioni del motore, dannose per gli elementi

cellulari, ed è provvista di un sistema di ventilazione che

mantiene una temperatura uniforme a tutti i livelli. Ha inoltre

dispositivi per la registrazione continua della temperatura,

sistemi di allarme in caso di guasti, ed è collegata con un

generatore autonomo di corrente.

L'unità di sangue va collegata alla vene del ricevente

mediante un apposito raccordo formato da:

- un perforatore, di diametro e lunghezza tali da

adattarsi alla via di uscita delle sacche e dei flaconi.

- un canale di gocciolamento, di diametro capace di

erogare 15-20 gtt./m.

- una camera di gocciolamento trasparente, a pareti

elastiche.

- un filtro contenuto nella camera, con maglie che

non permettono il passaggio di aggregati di fibrina.

- un tubo trasparente, munito di regolatore di flusso

e terminante con un raccordo per ago da introdurre

nella vena del ricevente.

Figura 1 Perforatore

Canale di gocciolamento.

Camera di gocciolamento.

Filtro

Regolatore di flusso

Per allestire la via di deflusso quando si utilizzano le

sacche procedere nella seguente maniera:

- chiudere il regolatore di deflusso;

- introdurre il perforatore in una bocchetta di uscita

con un movimento rotatorio fino a che la pompa non

compaia nella sacca. Durante questa manovra bisogna

fare attenzione a non forare la parete del contenitore

perché tale lesione non sarebbe riparabile.

Per riempire la linea di deflusso svuotandola dall'aria un

metodo pratico è quello di:

- mantenere con una mano il tubo di

somministrazione verticalmente sopra la sacca ed

aprire il regolatore;

- comprimere con l'altra mano la sacca fino ad

ottenere il livello desiderato di sangue nella camera

di gocciolamento, chiudendo alla fine il regolatore;

- appendere la sacca in alto e procedere al

riempimento completo della linea e all'innesto con

l'ago posto in vena.

E' consigliabile che il paziente sia digiuno al fine di

evitare sintomi di vomito in caso di reazioni trasfusionali.

E' indispensabile annotare i valori di:

- FREQUENZA CARDIACA E RESPIRATORIA.

- PRESSIONE ARTERIOSA

- TEMPERATURA CORPOREA.

Invitare il paziente a svuotare l'alvo e la vescica.

La somministrazione del sangue è compito esclusivo

del medico il quale ne è responsabile dal punto di vista civile

e penale.

Se per caso al paziente derivassero danni di origine

dall'infermiere professionale,

colposa e dolosa causati è

che ne risponde penalmente con l'eventuale

quest'ultimo

concorso del medico.

E' bene quindi che l' I.P. conosca le procedure da

seguire. Prima di tutto è necessario accertare che il sangue

non presenti segni visibili di alterazioni e norma

identificare il paziente e il

fondamentale è quella di

prodotto ematico da trasfondere. Ogni volta che è

il suo nome, cognome e

possibile, far dire al ricevente

data di nascita.

Non riscaldare il sangue se non con adatte

non aggiungere farmaci nè al

apparecchiature e

contenitore, nè al deflussore; difficoltà di

in caso di

scorrimento dovuto ad iperviscosità, la soluzione più adatta

la fisiologica.

è è indispensabile una

Durante l'infusione del sangue

osservazione continua, perché possono verificarsi reazioni

prurito, eritema

allergiche come che regrediscono

farmaci antistaminici.; reazioni

somministrando

emolitiche, incidenti di contaminazione.

sospendere subito

Comunque sia, la trasfusione ai

ma non estrarre l'ago

primi sintomi, al fine di mantenere

fisiologica

pervia la via venosa con la soluzione nel caso si

instaurasse uno stato di schok

Figura 2

Sacca : 1) di raccolta o principale

2) di trasferimento o "satellite"

a : Occhiello per appendere la sacca;

b : Bocchetta per il deflusso;

c : Tubo di raccordo per la raccolta;

d : Tubo di raccordo per il trasferimento.

L'EMOCOLTURA: PARTICOLARITA' DEL PRELIEVO E

COMPITI INFERMIERISTICI.

L'emocoltura consiste nella coltura del sangue, allo

scopo di rilevare la presenza di microrganismi che

eventualmente si trovano nel torrente circolatorio come

conseguenza di infezioni locali e generali, e di stati

patologici che diminuiscono le difese dell'organismo.

malattie infettive,

Nel corso di alcune l'emocoltura ha

essenziale

un valore in quanto permette di fare una

diagnosi certa ancor prima che si manifestino i sintomi ed i

segni patologici. Però, affinché possa avere la massima

correttamente

attendibilità, l'emocoltura deve essere

eseguita adeguatamente interpretata.

ed positivo

Le probabilità di esito dell'emocoltura si hanno

nei primi giorni di malattia,

quando questa viene eseguita

specie se in coincidenza con l' acme febbrile o durante

l'ascesa della curva termica.

L'emocoltura deve essere possibilmente effettuata

prima dell'inizio dell' antibiotico-terapia o dopo averla

sospesa per un certo periodo di tempo.

E' importante eseguire le semine su diversi terreni di

coltura. Tutti i flaconi da 70-75 ml. contengono il 10% di CO 2

e sono sotto pressione negativa.

liquidi infuso di

I terreni di coltura sono formati da

cuore di manzo infuso di cervello di vitello

o (per batteri

solidi Agar

aerobi); i terreni di coltura sono formati da

sangue Agar cioccolato

ed ( per batteri gram+ e gram-).

nell'assoluta asepsi

Il prelievo deve essere praticato e

siringhe monouso

può essere effettuato con o meglio

ancora con kits per emocoltura che riducono al minimo il

rischio di inquinamento e rispondono meglio alle esigenze

tecniche dell'isolamento di microrganismi.

Se la cute è poco pulita occorre lavarla con acqua e

sapone, sciacquarla ed asciugarla perché nella cute,

normalmente, è presente lo Straphylococcus epidermidis.

vena della

La zona della puntura, che in genere è la

piega del gomito, tintura di iodio,

si disinfetta con si lascia

asciugare e si asporta la maggior parte di essa con cotone

idrofilo imbevuto di alcool etilico.

E' buona norma che anche le dita dell'operatore siano

disinfettate con tintura di iodio.

Allestimento di una emocoltura

un flacone per ogni inoculo

1. Preparare

preriscaldandolo a 30°-37° C. Dopo aver tolto la parte

superiore della protezione a vite, disinfettare il tappo di

gomma e coprirlo con un batuffolo imbevuto di alcool

fino al momento dell'uso.

2. Togliere la protezione di plastica dall'ago lungo della

cannula e pungere la vena. Lasciare riempire di sangue

il tubicino, tenendo il morsetto allentato e quindi

stringerlo.

3. Togliere la protezione di plastica dall'ago corto e

perforare il tappo di gomma.

4. Disporre il flacone più in basso della vena, allentare il

morsetto e lasciare defluire il sangue nel flacone fino al

«FILL TO LINE»

segno (in genere vi vanno 8-10 cc. di

sangue).

5. Fermare il flusso di sangue col morsetto e sfilare l'ago

dal flacone.

6. Sempre con l'ago in vena ripetere la stessa

operazione con un altro flacone. Raggiunto il segno

«FILL TO LINE» fermare il flusso di sangue col morsetto

e sfilare l'ago dalla vena. Esercitare una pressione con

batuffolo di ovatta sulla parte punta.

7. Agitare con cura i flaconi ed inviarli al più presto al

reparto di provenienza,

laboratorio. Apporre sui flaconi:

numero di letto, nome e cognome del paziente, data

ed ora di prelievo.

Nei primi 3 giorni le letture delle crescite batteriche vengono

eseguite ogni 24 ore, poi ogni 48, ma prima di diagnosticare

una infezione conviene ripetere una seconda emocoltura.

brucellosi,

Tra le infezioni più ricorrenti si ricordano:

tifo, polmonite, meningite.

ELETTROCARDIOGRAMMA

ELETTROCARDIOGRAMMA

L' è un'indagine

registrare l'attività cardiaca

strumentale che permette di elettrocardiografo.

mediante uno strumento chiamato

Ci sono diversi tipi di apparecchi che permettono la

permutazione di un elettrodo ad un altro o di un gruppo

di elettrodi ad un altro gruppo a seconda dei canali. Una

monocanale derivazione

apparecchiatura registra una

dopo l'altra, tre canali 3

una a registra un gruppo di

derivazioni alla volta, sei canali registra

una a

simultaneamente le 6 derivazioni secondo una

disposizione verticale.

Le derivazioni elettrocardiografiche vengono registrate

su di un foglio quadrettato a doppia linea: verticale ed

la frequenza

orizzontale e ci danno la possibilità di misurare

cardiaca. bene

E' importante posizionare gli elettrodi, in quanto

esplora una parte ben precisa della

ognuno di loro

regione cardiaca.

periferici 4

Gli elettrodi sono e sono di regola collegati

estremità dei quattro arti polso destro e sinistro,

alle :

caviglia destra e sinistra. attivati

Sono solamente gli

braccia e della gamba sinistra,

elettrodi delle mentre

gamba destra stabilizzare la

quello della serve solo a

registrazione.

Tre derivazioni bipolari

sono dette in quanto

registrano l'attività elettrica tra due elettrodi degli arti:

- D : tra il braccio destro e il braccio sinistro.

1

- D : tra il braccio destro e la gamba sinistra.

2

- D : tra il braccio sinistro e la gamba sinistra.

3 tre derivazioni multipolari,

Le altre sono dette perché

captate da un solo elettrodo e sono:

- V R : braccio destro

- V L : braccio sinistro

- V F : gamba sinistra.

altre 6 derivazioni precordiali

Le sono dette e la

posizione degli elettrodi sul torace è standard. Esse sono:

- V : estremità interna del IV spazio intercostale

1 destro.

- V : estremità interna del IV spazio intercostale

2 sinistro sulla stessa linea orizzontale di V .

1

- V : nel V spazio intercostale sinistro, sulla linea

4 verticale medio-clavicolare.

- V : ad uguale distanza tra V e V ; V , V e V

3 2 4 2 3 4

devono essere disposti in linea obliqua.

- V : V spazio intercostale sinistro, all'incrocio della

5 linea verticale ascellare anteriore.

- V : V spazio intercostale sinistro, all'incrocio della

6 linea verticale ascellare media.

V - V - V devono essere posizionati sulla stessa linea

4 5 6

orizzontale.

Schema:

. .

1 2 .

3 .

4 . .

5 6

TECNICA DEL MASSAGGIO CARDIACO ESTERNO

Problema principale nell'emergenza cardiaca è la

tempestività 2-5

del soccorso, dal momento che bastano

minuti di mancata ossigenazione per arrecare danni

irreparabili ai centri nervosi.

Queste procedure non sono molto difficili, ma assai

impegnative, dalle quali dipende la vita della vittima.

La causa dell'arresto cardiocircolatorio può essere

asistolia fibrillazione ventricolare.

dovuta o ad o a

I segni fondamentali sono:

- perdita di conoscenza;

- assenza di polso;

- colorito grigiastro della cute;

- arresto del respiro;

- midriasi pupillare dopo 2-3 minuti;

- danni cerebrali irreversibili dopo 4-6 minuti.

immediato

L' intervento dell'infermiere deve essere

procedendo in questo modo: supino,

1. Mettere il paziente in decubito possibilmente

su un piano rigido, con le gambe alzate.

2. Si dà un pugno sulla metà inferiore dello sterno una

sola volta.

3. Porre sullo sterno, sopra lo xifoide, il palmo della

mano con sovrapposto il palmo della mano sinistra.

4. Applicare una compressione decisa verso il basso

portando in avanti il peso corporeo per assicurare una

5-6 cm.

forza sufficiente da far abbassare lo sterno di

verso la colonna vertebrale.

5. Rimuovere dopo ogni compressione rapidamente le

l'espansione polmonare.

mani per permettere 80 al

6. La frequenza delle compressioni deve essere di

minuto. O

7. Disostruire le vie aeree e somministrare con un

2

pallone tipo Ambu con maschera facciale.

8. Se questo manca, praticare respirazione bocca a

bocca, ponendo un fazzoletto sulle labbra del paziente e

premendo le narici per non far fuoriuscire aria; all'uopo

occorrerebbero 2 operatori.

si esegue un tracciato

9. Quindi per accertarsi della

natura dell'arresto (asistolia o fibrillazione). 100 cc di

10. Somministrare per via endovenosa

NAHCO (bicarbonato di sodio) di cui 50 cc

3

rapidamente, 50 cc nel giro di 15 minuti.

ripristino

Sono segni di del flusso:

- un polso carotideo;

- la miosi pupillare;

- il ritorno del colorito cutaneo;

- la ventilazione spontanea;

- i movimenti.

Visto l'importanza del soccorso e la tempestività con cui

non

deve essere fatto è cura del personale infermieristico

far mancare :

- soluzioni fisiologiche o glucosate;

- confezioni di Adrenalina;

- confezioni di Lidocaina;

- confezioni di Strofantina;

- bicarbonato di sodio;

- solfato magnesio.

Il medico prescriverà la terapia da eseguire.

CARDIOPATIE ISCHEMICHE insufficiente

Sono cardiopatie caratterizzate da

apporto di sangue ossigenato al cuore.

Le forme cliniche più importanti sono:

- ANGINA PECTORIS;

- INFARTO MIOCARDICO.

Nella maggior parte dei casi, l'ischemia è dovuta

arterie coronarie,

all'aterosclerosi delle che consiste nella

deposizione di tessuto connettivo e di grasso (specie

colesterolo) nella parete delle arterie con conseguente

riduzione del lume all'occlusione.

fino

1. ANGINA PECTORIS.

Quando a disposizione delle fibrocellule miocardiche c'è

angina pectoris.

un'acuta deficienza di ossigeno, si parla di il dolore,

A dominare il quadro c'è un unico sintomo: che è

costrittivo.

tipicamente Esso si irradia alla parte sinistra del

collo, alla parte interna del braccio sinistro comprendendo

l'anulare e il mignolo della mano. In altri casi, la

epigastrica.

localizzazione può essere

Al dolore si associano spesso altri disturbi di origine

neurovegetativa quali:

- PALLORE

- SUDORAZIONE FREDDA

- NAUSEA

- VOMITO polipnea

- RESPIRO FREQUENTE ( ).

In base alle cause che determinano l'attacco anginoso,

distinguiamo varie forme cliniche di angina pectoris:

1. Angina da sforzo: nella quale il dolore compare solo in

concomitanza di sforzi fisici; gli Americani lo chiamano « la

malattia delle vetrine », poiché il malato è colto dall'attacco

mentre sta camminando ed è costretto perciò a fermarsi

come se stesse ad osservare una vetrina, in attesa che il

dolore scompaia.

2. Angina da freddo : vasocostrizione,

il freddo induce e

la costrizione delle coronarie scatena l'attacco anginoso.

3. Angina da emozione : può comparire in occasione di

uno spettacolo particolarmente emozionante e questa forma

di angina sempre dagli Americani è stata chiamata « TV -

angina ». l'Angina da decubito

Va inoltre ricordata , la quale

l'Angina spontanea,

insorge quando il paziente si corica, e

che si manifesta quando l'individuo non sta svolgendo

alcuna attività fisica. ospedalizzato sotto

Il paziente va e tenuto

osservazione. l'elettrocardiogramma

Va fatto , e con una

prelievo di sangue enzimi cardiaci.

certa urgenza per gli

pressione arteriosa, il

Va controllata ad ogni ora la

respiro, il polso.

Esiste da tempo un farmaco che ha veramente del

la

miracoloso per la cura dell'attacco anginoso:

TRINITRINA. dilatazione

La sua azione consiste nella

delle arterie coronarie, induce quindi un maggiore afflusso

di sangue al cuore e una sua migliore ossigenazione. Una

pastiglia di trinitrina, sciolta in bocca, stronca entro pochi

secondi l'attacco anginoso.

In mancanza di questo farmaco si può ricorrere alla

alcool

somministrazione di piccole quantità di e al

seno carotideo.

massaggio profondo del

2. INFARTO MIOCARDICO.

« INFARTO » una zona di

Con il termine si definisce

tessuto venuta a morte per insufficienza di irrorazione

sanguigna. trombosi di un ramo

La causa determinante è una

delle coronarie.

Il sintomo fondamentale, che domina tutta la

dolore. a

sintomatologia, è il E' un dolore che viene definito

sbarra, che dà l'impressione di schiacciare. Il paziente è

quasi immobilizzato, angosciato, perché ha l'impressione di

morire. Il malato si sente estremamente spossato, è

piccolo e

irrequieto, è freddo, pallidissimo e suda, il polso è

frequente. del tutto simile

Il dolore è a quello dell'angina, dal

quale tuttavia si distingue per:

- la maggiore durata (persiste per ore, a volte per giorni)

- la maggiore intensità

- la resistenza alla trinitrina.

Il ricovero in ambiente ospedaliero deve essere

immediato, evitando al paziente inutili manovre. Se

reparti

l'ospedale ne dispone, il paziente viene ricoverato in

di rianimazione « UNITA' DI

particolarmente attrezzati detti

CURA INTENSIVA CORONARICA ».

Il paziente è assistito da personale specializzato 24 h

l'andamento

su 24 h, il quale segue su un pannello

dell'elettrocardiogramma, la funzione cardiaca e la

pressione. automaticamente

Queste apparecchiature inviano

d'allarme la frequenza cardiaca scende al

segnali quando

disotto o sale al di sopra di valori prefissati e quando

disturbi del ritmo.

compaiono In tal caso si interviene con

l'elettrostimolazione defibrillazione.

o con la

Sistemato il paziente, facendogli osservare un

assoluto riposo e rassicurandolo sul decorso della

si incannula prelievo

malattia, con urgenza e si procede al

di sangue.

Verrà richiesta :

1. VES, alta

La la quale sarà per la reazione

dell'organismo alla necrosi cardiaca;

2. EMOCROMO;

3. AZOTEMIA;

4. GLICEMIA;

5. ELETTROLITI PLASMATICI (Cloro, Potassio,

Sodio);

6. ENZIMI CARDIACI e cioè:

- LDH (LATTICO-DEIDROGENASI)

- T.G.O. (TRANSAMINASI GLUTAMMICO -

OSSALACETICA)

- C.P.K. (CREATIN - FOSFO - CHINASI).

aumentati liberazione di

Questi esami risultano per la

enzimi da parte delle cellule lese 36 ore

e nelle prime

ogni 4 ore.

devono essere ripetute 6 ore,

L' ECG in prima giornata va ripetuto ogni nelle

12 ore.

giornate successive almeno la frequenza cardiaca,

Sul foglio di diario si annoterà

la pressione arteriosa, la temperatura.

Rx Torace a letto.

Si farà eseguire un

Fin dal primo giorno occorre sollecitare tutti i pazienti a

esercizi respiratori profondi

compiere e ove la

ventilazione non appaia soddisfacente va somministrato

O .

2 Al terzo giorno, se l'alvo non si apre spontaneamente,

un clistere a bassa pressione.

deve essere praticato idrica

Per quanto riguarda l'alimentazione, sarà nelle

12-24 ore

prime (latte, acqua, succhi di frutta). Al terzo

leggera in più pasti.

giorno, e suddivisa semi solido.

Il pasto serale dev'essere preferibilmente

Sono concesse minestrine, zuppe, bevande zuccherate,

frutta cotta, tenendo conto naturalmente del paziente

iperteso, diabetico o iperazotemico.

Nei giorni che seguono si passerà a minestrine senza

condimenti accompagnate da carne tritata, formaggi magri,

1000 calorie.

frutta fresca non oltrepassando le I cibi

digeribili con pochi grassi e poco sale.

devono essere


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti del professor Adolfo Terreri per l'esame di Scienza infermieristica sull'assistenza infermieristica per pazienti con particolati patologie. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la responsabilità professionale (dolo e colpa), l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie, le competenze infermieristiche nella somministrazione dei farmaci, le modalità d'azione nella somministrazione dei farmaci, manutenzione della riserva farmaceutica, il bilancio idrico ed elettrolitico, l'idratazione ed infusione, la tecnica per eseguire un'iniezione endovenosa, il prelievo del sangue e tecnica di prelievo, l'emotrasfusione, la raccolta e il controllo, l'emocoltura, l'elettrocardiogramma, le cardiopatie ischemiche e diabete.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (CALTAGIRONE, MESSINA, PIAZZA ARMERINA, REGGIO CALABRIA, ENNA, SIRACUSA)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher banzie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze infermieristiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Terreri Adolfo.

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