ASPETTI LEGISLATIVI
In questo corso, si tratteranno Norme europee, nazionali e regionali, per la tutela degli animali.
Vi saranno, inoltre, cenni sul funzionamento dell’Unione Europea e delle fonti normative.
Ancora, vi saranno cenni sul funzionamento dell’ordinamento nazionale e regionale.
Si tratteranno argomenti come:
- Protezione e benessere degli animali utilizzati a fini sperimentali;
- Servizio Sanitario Nazionale;
- Protezione e benessere degli animali in via d’estinzione;
- Protezione e benessere degli animali da compagnia;
- Protezione e benessere negli allevamenti;
- Protezione e benessere nei trasporti.
In realtà, esistono Normative orizzontali e Normative verticali, destinate a tutti gli animali vertebrati.
Domanda d’esame: È obbligatoria la somministrazione del colostro nel vitello? Si, entro le prime 6 ore.
L’utilizzo degli animali a scopo sperimentale rappresenta una materia molto dibattuta a livello sociale.
Tuttavia, adesso non si parla più di vivisezione, poiché questa si utilizzava nel 1930-31.
Attualmente, la sperimentazione animale è definita solo ai fini di ricerca scientifica e le principali Facoltà
che ne fanno uso sono quelle di Medicina e Chirurgia.
Un farmaco, prima di essere commercializzato, viene sperimentato non sull’uomo ma sull’animale
(nell’ordine, dapprima sul topo, poi sul coniglio, poi sui primati ed infine anche su animali gravidi). Ciò,
perché possono esservi diverse reazioni avverse, di cui alcune anche molto gravi (ad esempio, vi
potrebbero essere malformazioni nei feti umani). Se i test effettuati sugli animali risultano superati, si
procede allora alla commercializzazione dei farmaci.
La ricerca scientifica a livello europeo, dunque, ammette l’utilizzo degli animali, i quali però devono essere
tutelati il più possibile (attraverso il Decreto n.26 del 2014).
Per gli animali da compagnia vi sono molte definizioni.
Solitamente, con tale espressione ci si riferisce a cani e gatti (ma, in realtà, anche al furetto).
In ogni caso, è fondamentale tutelare gli animali da compagnia attraverso il Decreto sul Randagismo (Legge
Quadro n.281/1991, a livello nazionale).
Attualmente, il problema del randagismo non è stato risolto. L’Italia è stata però tra le prime nazioni a fare
una Legge per la tutela degli animali, esattamente il 14 agosto del 1991.
In quest’ottica, prima del 1991 i cani raccolti per strada venivano abbattuti con l’eutanasia entro tre giorni
dalla cattura, se nessuno li reclamava.
Con il Decreto n.281/1991, invece, gli animali randagi catturati non possono più essere soppressi.
Negli anni, il randagismo è aumentato ma la Legge Quadro è stata ripresa da ogni regione: quindi, ogni
regione ha una propria Legge per la prevenzione del randagismo.
I Provvedimenti vengono emanati:
- A livello nazionale;
- A livello europeo.
In Italia, vi sono 3 poteri: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario.
Il Decreto Legge consiste in un provvedimento d’urgenza, il quale entra in vigore lo stesso giorno in cui esso
viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il Decreto Legge è trasmesso alle Camere dei Deputati e alle
Camere del Senato, per la conversione in Legge entro 60 giorni.
Spesso, inoltre, si ricorre ai provvedimenti d’urgenza per ottenere delle Leggi entro 60 giorni. 1
Il Decreto Legislativo consiste in un provvedimento del Governo su Delega del Parlamento.
I Decreti Legislativi, comunque, non rappresentano provvedimenti d’urgenza.
Tutte le Norme sul benessere animale sono Decreti Legislativi, poiché parliamo di Direttive Comunitarie.
I paesi appartenenti all’Unione Europea sono, attualmente, 27 (in quanto ricordiamo che l’Inghilterra ne è
uscita con la Brexit).
In Italia, i servizi veterinari fanno parte dei servizi nazionali.
Nel resto d’Europa, invece, essi fanno parte del Ministero dell’Agricoltura.
L’Europa prevede i cosiddetti Atti Comunitari, ovvero Atti delle Istituzioni Comunitarie che hanno il
compito di disciplinare gli aspetti interni della vita degli Ordinamenti Nazionali. Gli Atti Comunitari sono
molteplici e vengono, di solito, accumunati sotto l’etichetta di ‘Diritto Comunitario’ / ‘Fonte Comunitaria’.
Domanda d’esame aperta: Definizione di Regolamento Comunitario.
L’unione Europea emette i Regolamenti Comunitari.
I Regolamenti Comunitari, in base al funzionamento dell’UE, risultano essere provvedimenti direttamente
applicabili in tutti gli Stati Membri, senza bisogno di modifiche: dunque, tali provvedimenti vanno applicati
così come sono. La maggior parte delle Norme sull’igiene degli alimenti e sul trasporto rappresentano
Regolamenti Comunitari.
Tuttavia, l’Unione Europea non emana le sanzioni, poiché lascia libertà ai Paesi Membri di definirle.
Ovviamente, le sanzioni devono essere comunque adeguate e commisurate alla violazione.
I Regolamenti Comunitari prevalgono su tutte le Norme interne: dunque, i Regolamenti prevalgono anche
sulle Leggi.
Anche in Europa esiste un triangolo costituzionale, formato da:
- Parlamento Europeo: il quale, è eletto dal popolo e rappresenta i popoli d’Europa;
- Consiglio: il quale, rappresenta i Governi nazionali ed è formato da un rappresentante per ogni
Stato (quindi, vi sono in totale 27 rappresentanti);
- Commissione Europea: la quale, risulta garante dell’interesse comune degli Europei e prevede
(anch’essa come il Consiglio) un rappresentante per ogni Stato.
Per la formazione delle Norme Europee, la Commissione è l’unica che può proporre disegni e
proposte di Leggi.
Il Consiglio Europeo è il principale organo decisionale dell’Unione Europea, il cui ruolo è quello di fornire
all’UE l’impulso politico per le questioni fondamentali.
Il Consiglio Europeo è stato creato dai trattati istitutivi negli anni ’50: ogni Stato membro ne assume a turno
la presidenza, per un periodo pari a sei mesi (esiste, dunque, il cosiddetto Calendario della Presidenza).
Ciascun Ministro del Consiglio è autorizzato ad impegnare il proprio Governo: in altre parole, la firma del
Ministro rappresenta la firma di tutto il Governo.
Tuttavia, gli orientamenti e le dichiarazioni del Consiglio Europeo non hanno valore giuridico: occorre,
infatti, seguire la normale procedura degli Atti Giuridici Comunitari. Quindi, le proposte sono formulate
dalla Commissione Europea, il voto spetta invece al Parlamento Europeo e al Consiglio dell’Unione Europea.
2
Il Parlamento Europeo rappresenta il popolo dell’Unione Europea.
Esso, ha tre funzioni principali: condivide con il Consiglio il Potere Legislativo e il potere di bilancio, ed
esercita il controllo democratico sulle altre istituzioni dell’UE (in particolar modo, sulla Commissione).
La Commissione Europea, che rappresenta l’interesse comune dell’UE, è il principale organo esecutivo
dell’Unione.
Essa, dispone del diritto di iniziativa e garantisce la corretta attuazione delle politiche europee.
Ancora, la Commissione è indipendente dai governi nazionali e il suo ruolo consiste nel rappresentare e
tutelare gli interessi dell’UE nel suo insieme. È suo compito elaborare proposte per nuove Leggi europee,
da sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio.
Attualmente, il Collegio è composto da un commissario per ciascun paese dell’UE.
Inoltre, ogni cinque anni viene nominata una nuova Commissione, entro sei mesi dalle elezioni del
Parlamento europeo.
La Commissione Europea è l’unica a possedere l’iniziativa legislativa: la Commissione, infatti, elabora e
presenta al Consiglio e al Parlamento tutte le proposte legislative (Regolamenti e Direttive) richieste
dall’attuazione dei trattati. Nell’elaborazione delle proposte, la Commissione tiene conto in considerazione
gli orientamenti delle autorità nazionali.
In definitiva, la Commissione prevede vari compiti, tra cui: monopolio quasi assoluto dell’iniziativa
legislativa, funzione esecutiva e rappresenta in campo internazionale.
[Quando l’Italia doveva recepire la Direttiva Comunitaria sulla sperimentazione, è stato sforato il tempo di
recepimento di un anno: dunque, l’Italia stessa è stata sottoposta alla procedura d’infrazione, la quale
costa 150/160.000 euro al giorno, fin quando la Direttiva Comunitaria non entra in vigore.]
Sostanzialmente, tutti i Provvedimenti Europei vengono emanati con una cosiddetta ‘procedura di
codecisione’, che per l’avvenire sarà significativamente denominata ‘Formazione della Legge’.
La codecisione rappresenta l’attuale procedura di prevalenza utilizzata nell’attuale iter legislativo.
In base alla procedura di codecisione, il Parlamento non emette soltanto il proprio parere, ma condivide
equamente il potere legislativo con il Consiglio.
Con la Prima Lettura, la Commissione Europea presenta un testo legislativo contemporaneamente al
Parlamento e al Consiglio.
Il Parlamento approva gli emendamenti e li sottopone al Consiglio. Se anche il Consiglio risulta d’accordo
con i risultati della Prima Lettura, allora il Testo Legislativo è approvato.
Invece, parliamo di Seconda Lettura se:
- Il Consiglio non approva gli emendamenti ma stabilisce una posizione comune, il Parlamento
accetta la posizione comune e l’Atto è adottato;
- Il Parlamento conferma gli emendamenti, il Consiglio accetta e l’Atto è adottato.
Se durante la Seconda Lettura non si raggiunge l’accordo tra il Consiglio e il Parlamento, viene allora
convocato il Comitato di Conciliazione, il quale risulta ristretto e formato da nominati esperti che cercano di
mediare sul fatto di approvare o meno il Provvedimento in considerazione.
Se il Provvedimento non viene approvato neanche attraverso il Comitato di Conciliazione, il Provvedimento
stesso viene rigettato.
GLI ATTI COMUNITARI
- Regolamento: rappresenta la fonte del Diritto Comunitario per eccellenza. Esso, è rivolto a tutti, è
obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati Membri.
Ancora, il Regolamento ha portata generale. Tuttavia, le sanzioni collegatevi variano a seconda 3
dello Stato Membro: il Parlamento Italiano, ad esempio, ha delegato il Governo a stilare un Decreto
Legislativo che stabilisca le sanzioni.
o La portata generale consiste in ciò che il Regolamento si dirige ad una o più categorie di
destinatari, determinate astrattamente e nel loro complesso;
o L’obbligatorietà caratterizza il Regolamento rispetto ad altri Atti Comunitari non vincolanti
(le raccomandazioni e i pareri) e rispetto ad altri Atti anch’essi vincolanti ma non in tutti i
loro elementi (le Direttive);
o L’applicabilità diretta vale a rendere efficace il Regolamento all’interno degli ordinamenti
degli Stati membri. Dal principio dell’applicabilità diretta discende l’idoneità del
Regolamento a ‘derogare’ persino alle Leggi formali (primato del Diritto Comunitario sul
Diritto Interno).
È fondamentale distinguere l’entrata in vigore e l’applicabilità diretta. In quest’ottica, il
Regolamento entra in vigore entro 20 giorni dalla pubblicazione sul Gazzettino Ufficiale.
Invece, l’applicazione diretta delle Norme Comunitarie al posto di quelle interne non può
aver luogo nel caso di Direttive, la cui attuazione nell’ordinamento dello Stato richiede
l’adozione di specifici Atti normativi.
- Direttive: queste, non vengono applicate così come l’Unione Europea le invia. Le Direttive devono
essere recepite (e qui, la differenza dai Regolamenti) dagli Stati Membri con modifiche che però
non devono risultare sostanziali. Comunque, anche le Direttive appaiono vincolanti.
L’Italia, per recepire una Direttiva sul benessere animale, utilizza per lo più i Decreti Legislativi
(ovvero, Provvedimenti emanati dal Governo su delega del Parlamento, il quale delega con una
Legge).
Ogni Paese Membro, nel recepire una Direttiva, adatta la stessa alle Leggi Interne del Paese, ma
comunque sostanzialmente come ‘suggerisce’ l’Europa: dunque, possiamo parlare di una certa
tolleranza.
Tuttavia, vi sono anche Paesi che recepiscono le Direttive così come sono.
Dunque, il termine ‘recepire’ sta ad indicare la possibilità di adattare e modificare la Direttiva a
seconda dello Stato membro, pur restando però nel contesto dettato dall’Unione Europea.
In altre parole, la Direttiva vincola gli Stati Membri per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
lasciando però loro la scelta della forma e dei mezzi per realizzare gli obiettivi comunitari nel
quadro dell’ordinamento giuridico interno di appartenenza.
In quest’ottica, ad esempio, l’Italia ha recepito in maniera troppo restrittiva la Direttiva sulla
sperimentazione.
Nel concreto, le Direttive non sostituiscono automaticamente le Normative nazionali, ma obbligano
gli Stati membri ad adottare (entro un determinato periodo) provvedimenti che adeguino la
Normativa nazionale a quella comunitaria.
Esiste, ad esempio, la Direttiva del principio di condizionalità, attraverso la quale un allevatore che
alleva i propri animali seguendo criteri prestabiliti, riceve fondi messi a disposizione da parte della
Comunità Europea. L’Italia, ha tuttavia mancato nel recepimento di tale Direttiva nei tempi giusti,
dunque non ha usufruito dei fondi disponibili.
L’Italia si è dotata di un particolare strumento (la c.d. ‘Legge Comunitaria’) per accelerare il
recepimento delle Direttive comunitarie, cercando così di ovviare ai frequenti ritardi che hanno
causato al nostro paese numerose procedure di inadempimento, per il mancato o ritardato
recepimento delle Direttive.
In altre parole, l’Italia stila ogni anno un elenco delle Direttive che devono essere recepite, al fine
di: evitare il processo d’inflazione, assicurare l’adeguamento dell’ordinamento italiano a quello
comunitario, modificare o abrogare norme vigenti in contrasto con gli obblighi di appartenenza
all’Unione Europea.
- Decisioni: esse non devono essere recepite, sono vincolanti ed obbligatorie in tutti gli elementi ma
sono destinate ad una determinata categoria. Ad esempio, i cavalli possono essere DPA o NON
DPA: a tal riguardo, l’Europa ha emanato una Decisione sui controlli, per la destinazione alimentare
o meno dell’animale. 4
È fondamentale, dunque, controllare il passaporto dell’animale, su cui è presente la dicitura ‘DPA’ o
‘NON DPA’. Il cambiamento, tuttavia, è solo unidirezionale: se l’animale è DPA può diventare NON
DPA, mentre se l’animale è NON DPA non può diventare DPA.
Quindi, se l’animale è NON DPA, esso non è destinato al macello.
Le Decisioni sono atti a contenuto particolare e non generale come i Regolamenti, cioè indirizzati
non verso tutta la comunità, ma verso un singolo individuo o verso una categoria definita o
definibile di individui. Dunque, le Decisioni rappresentano Atti mediante i quali le istituzioni
comunitarie deliberano su casi particolari.
- Raccomandazioni: non sono vincolanti.
Esse permettono alle istituzioni di suggerire una linea di condotta, senza creare un obbligo giuridico
in capo ai destinatari.
Dai Regolamenti si ottengono le Leggi.
Dalle Direttive si ottengono le Leggi Quadro.
Le fonti di cognizione del Diritto sono gli strumenti attraverso i quali si vengono a conoscere le fonti di
produzione.
Distinguiamo la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, la Gazzetta Ufficiale dell’Italia, ecc.
La Gazzetta dell’UE è divisa in tre sezioni:
- Serie L: legislazione;
- Serie C: comunicazione ed informazioni;
- Serie S: supplemento alla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
La Gazzetta Ufficiale di serie generale viene pubblicata (nelle lingue ufficiali dell’UE) tutti i giorni, esclusi i
festivi, corredata da alcune serie speciali.
Qui di fianco, è riportato un esempio della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana: anche in questo
caso, la serie generale esce tutti i giorni feriali, corredata da alcune serie speciali.
Esistono anche Gazzette Ufficiali delle regioni, meglio definite come Bollettini Ufficiali delle Regioni.
Solitamente, essi comprendono Atti della Regione, deliberazioni regionali, ordinanze regionali, avvisi di
concorsi e di gare regionali, ecc.
Domanda d’esame: Quali sono le fonti di condizione del Diritto? Sono le Gazzette Ufficiali, sia quelle
Europee che quelle Italiane. È nostro diritto conoscere le Leggi.
Le Leggi Formali entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le
Leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
Le Leggi Formali, assieme alle Leggi Sostanziali, rappresentano le cosiddette fonti primarie del diritto.
PARLAMENTO ITALIANO
Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Parliamo, inoltre, di bicameralismo perfetto: in quest’ottica, la Camera dei Deputati e il Senato della
Repubblica hanno stesso potere legislativo. Dunque, la funzione legislativa è esercitata collettivamente.
La Camera dei Deputati è eletta a suffragio universale e diretto: i suoi componenti sono seicentotrenta.
Sono elettori per la Camera dei deputati tutti i cittadini che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.
Tuttavia, per l’elezione dei membri del Senato della Repubblica, l’età minima per votare è pari a 25 anni.
In Italia, distinguiamo: Governo, singoli membri delle Camere, Popolo, CNEL e Consigli Regionali. Questi
elencati, possono tutti proporre delle iniziative legislative. 5
Il Governo è l’espressione della maggioranza parlamentare, cioè della coalizione di partiti che hanno
ottenuto il maggior numero di seggi in Parlamento.
Si tratta di un organo costituzionale complesso, composto a sua volta da altri org
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Aspetti legislativi etici e sociali, Tecnologie per terapia genica e cellulare
-
Esame di aspetti clinici e legislativi del benessere animale, professoressa Luciani
-
Esame di aspetti clinici e legislativi del benessere animale, professoressa Luciani
-
Aspetti clinici