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Nella patogenesi sono implicati

fatt.genetici e ambientali: l’atopia è il più

importante fattore di rischio per lo sviluppo

di asma (alleli HLA di classe II cromosoma

6p).

Per ATOPIA si intende la produzione di

quantità anomale di IgE in risposta

all’esposizione ad allergeni ambientali.

E’ caratterizzata dalla flogosi della mucosa delle

vie aeree.

• La risposta infiammatoria

prevede l’entrata

nell’organismo dell’antigene, la

sua degradazione parziale

nelle cell.APC e la sua

esteriorizzazione su

quest’ultime cellule.

• Infine l’interazione con il

recettore dell’Ag. presente sui

linf.T CD4 helper e la

produzione di citochine in

grado di innescare e

mantenere la flogosi della

mucosa bronchiale.

Nei sogg. Allergici i linfociti B rispondono

allo stimolo antigenico producendo IgE.

L’allergene si lega a molecole di IgE

inducendo l’attivazione del mastocita,

responsabile della produzione di istamina

e triptasi.

• E’ stata evidenziata una forte correlazione

positiva tra i livelli sierici di IgE e la

probabilità di sviluppare forme atopiche e

non atopiche di asma.

• Gli ag.asmogeni professionali ad alto

peso molecolare agiscono come

Ag.completi cross-reagendo direttamente

con le IgE.

• Gli ag.asmogeni a basso peso

molecolare devono prima reagire con

proteine autologhe o eterologhe per

produrre un Ag. completo

CLINICA

Le manifestazioni cliniche possono insorgere

dopo periodi di benessere, completo o relativo,

in occasioni di esposizioni scatenanti.

Le crisi di asma si presentano con la stessa

sintomatologia dell’asma non occupazionale

(dispnea espiratoria, sibilante, tosse secca

all’inizio e eventualmente produttiva al momento

della risoluzione della crisi)

CLINICA

In base all’insorgenza della sintomatologia:

- ASMA IMMEDIATA: entro 10-15 min

dall’esposizione

- ASMA RITARDATA: dopo più di una ora.

- ASMA DUALE O BIFASICA: crisi immediata

che si risolve, seguita da una seconda crisi

ritardata.

- ASMA PROGRESSIVA: il sogg. va incontro

lentamente al broncospasmo.

RELAZIONE TRA

FEV1 E TEMPO DI

ESPOSIZIONE

NELLE DIVERSE

FORME CLINICHE

DI ASMA

In base alla comparsa della prima crisi asmatica

distinguiamo:

- ASMA CON PERIODO DI LATENZA:

Comprende tutti i tipi di asma immunologico.

Può essere:

Ig E mediata (dovuta a composti ad alto peso

molecolare -derivati animali e vegetali, enzimi e

proteine- e ad alcuni a basso peso molecolareo

–anidridi acidi, sali di platino.

Es. Asma dei panettieri

non Ig E mediata ( per lo più dovuta a composti

chimici a basso peso molecolare).

Es. Asma da isocianati

- ASMA SENZA PERIODO DI LATENZA:

• Sindrome disfunzionale reattiva delle vie aeree

(RADS).

• E’ dovuta a esposizione accidentale o comunque

ad alte concentrazioni ambientali di sostanze in

grado di determinare asma con un meccanismo

di tipo irritativo e non immunologico.

• E’ caratterizzata da ipereattività bronchiale

aspecifica.

• La sintomatologia compare entro 24 ore

dall’esposizione acuta e persiste per almeno tre

mesi.

VALUTAZIONE CLINICA

- Anamnesi lavorativa (presenza di

ag.asmogeni noti e di sost.irritanti).

- Test di arresto e ripresa: remissione dei

sintomi respiratori nei periodi di

allontanamento dal lavoro.

• Asma duale o bifasica: prevede una reazione ritardata al

di fuori del turno di lavoro. Può ritardare la diagnosi di

asma professionale.

Anamnesi Lavorativa

- Valutazione del ciclo produttivo

con particolare attenzione alle

sostanze utilizzate

- Determinazione della dose

cumulativa di sostanza inalata

(concentrazione ambientale x

durata di esposizione)

- Uso di DPI e sistemi di

aspirazione localizzata

- Microclima

- Presenza di sintomatologia

asmatica tra i lavoratori adibiti

alla medesima mansione

Test di arresto-ripresa

Progressivo

deterioramento del

PEF durante tre

settimane

di attività lavorativa

consecutive e

successivo

miglioramento dopo

l’allontanamento dal

lavoro.

- Test epicutanei

Prick test.

Permettono di individuare soggetti atopici

o già allergici.

La positività ad alcuni allergeni può essere

correlata ad asma immunologicamente

mediato.

- Analisi immunologica

Dosaggio delle immunoglobuline totali e

specifiche verso allergeni professionali.

VALUTAZIONE FUNZIONALE

- Esame spirometrico:

valutazione della curva flusso-volume, del

PEF e del FEV1 (prima e dopo il turno

lavorativo)

Una riduzione del FEV1 superiore al 20%

rispetto al valore teorico è indicativa di una

limitazione significativa del flusso

espiratorio.

- Monitoraggio del PEF e del FEV1

Si effettua mediante spirometri portatili.

Il monitoraggio avviene per due settimane

lavorative consecutive.

5 registrazioni durante la giornata lavorativa e non

lavorativa: al risveglio, a metà mattina, nel

pomeriggio, dopo il lavoro e prima di coricarsi.

Permette di correlare le eventuali variazioni del

PEF e del FEV1 con l’esposizione alla sostanza

asmogena.

VARIAZIONE DEL FEV1 DOPO

ESPOSIZIONE LAVORATIVA A AG.

ASMOGENI

- Test di stimolazione bronchiale

aspecifica (con metacolina)

Valuta l’ipereattività bronchiale.

Inalazione di dosi crescenti di metacolina

intervallate da esame spirometrico (curva

dose-risposta).

Il test è considerato positivo se è presente

una riduzione del FEV1 maggiore del 20%.

Un test negativo non esclude la diagnosi di asma

professionale soprattutto se il lavoratore è stato da tempo

allontanato dal lavoro.

- Test di stimolazione bronchiale

specifica.

Permette la diagnosi eziologica.

• Consiste nel far inalare al soggetto dosi

crescenti dell’agente occupazionale

ritenuto responsabile di asma (il livello di

esposizione deve essere tenuto comunque

al di sotto del TLV).

• Può dare risultati falsamente negativi se il sogg. è stato

esposto all’ag.sbagliato, se è stato troppo a lungo lontano

dal luogo di lavoro o quando i livelli di esposizione sono

troppo bassi.

SORVEGLIANZA DELL’

ESPOSIZIONE

- MONITORAGGIO AMBIENTALE

Mediante campionatori fissi per

determinare la concentrazione

dell’ag.asmogeno nelle diverse aree

produttive e campionatori personali per

valutare l’esposizione individuale.


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - durata 6 anni)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina Legale e Medicina del Lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Manno Maurizio.

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