Asma occupazionale
Malattia caratterizzata da limitazione reversibile del flusso aereo e/o da iperattività bronchiale, dovuta a condizioni attribuibili a un particolare ambiente lavorativo e non a stimoli incontrati al di fuori del posto di lavoro.
Classificazione
La comunità scientifica internazionale ha proposto la seguente classificazione:
- Asma occupazionale propriamente detto.
- Asma non occupazionale aggravata dal lavoro (si tratta di lavoratori già portatori di asma extraprofessionale esposti ad agenti irritanti aspecifici potenzialmente capaci di aggravare la malattia asmatica).
Epidemiologia
- È una delle più comuni malattie respiratorie professionali nei paesi industrializzati.
- Il 2% di casi di asma sono di origine professionale.
- La prevalenza di asma occupazionale nei diversi siti produttivi dipende dal tipo di agente asmogeno e dalla sua concentrazione ambientale.
- La frequenza varia dal 50% negli esposti a enzimi proteolitici al 5% negli esposti a isocianati o alle polveri di legno rosso.
La malattia è sicuramente sottostimata a causa di:
- Difficoltà nella diagnosi.
- L’abbandono del posto di lavoro.
- Il cambio di mansione del lavoratore verso ambienti privi di sostanze asmogene.
Etiologia
Gli agenti asmogeni sono molteplici:
- Di origine naturale (animale, vegetale o minerale).
- Sostanze di sintesi (organiche o inorganiche).
Agenti asmogeni ad alto peso molecolare
- Di origine animale: derivati dermici, annessi cutanei, liquidi biologici, crostacei, molluschi, derivati organici, insetti, acari ecc.
- Di origine vegetale: farina e polveri di cereali, aglio, luppolo, semi di soia, di cotone, di lino, polveri di legni esotici e nostrani ecc.
- Enzimi: tripsina, chemotripsina, estratti pancreatici, pepsina, peptasi, papaina, chemopapaina ecc.
- Miceti: alternaria, Aspergillus, Cladosporium, Penicillum, funghi eduli (Pleurotus).
Settori lavorativi a rischio
- Veterinario
- Allevamento
- Laboratori animali
- Agricoltura
- Industria farmaceutica
- Industria alimentare
- Lavorazione del legno
- Fornai
Agenti asmogeni a basso peso molecolare
- Ag. sterilizzanti: cloramina, esaclorofene
- Amine e Anidridi
- Farmaci: ac. isonicotinico, alfa metil-dopa, penicilline, cefalosporine, tetracicline, formaldeide, cimetidina, insetticidi organofosforici.
- Isocianati: TDI, MDI, HDI.
- Metalli: cobalto, cromo, nichel, platino, stirene
Settori lavorativi a rischio
- Industria farmaceutica e settore ospedaliero
- Disinfezione
- Industria della gomma, delle materie plastiche
- Industria chimica e tessile
- Lavorazione dei metalli
Patogenesi
L’agente asmogeno può agire direttamente o attraverso l’azione di metaboliti o intermedia reattivi oppure dalla coniugazione aptenica dell’agente o dei suoi metaboliti con molecole dell’organismo ospite.
Nella patogenesi sono implicati fattori genetici e ambientali: l'atopia è il più importante fattore di rischio per lo sviluppo di asma (alleli HLA di classe II cromosoma 6p).
Per ATOPIA si intende la produzione di quantità anomale di IgE in risposta all’esposizione ad allergeni ambientali. È caratterizzata dalla flogosi della mucosa delle vie aeree.
- La risposta infiammatoria prevede l’entrata nell’organismo dell’antigene, la sua degradazione parziale nelle cell. APC e la sua esteriorizzazione su quest’ultime cellule.
- Infine l’interazione con il recettore dell’Ag. presente sui linf.T CD4 helper e la produzione di citochine in grado di innescare e...
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