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Asma bronchiale

Definizione

Patologia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata da:

  • Iperreattività bronchiale a stimoli di varia natura che causa;
  • Attacchi ricorrenti (periodi di crisi seguiti da intervalli asintomatici) di tosse secca e dispnea con respiro sibilante, senso di costrizione toracica la cui intensità varia in rapporto all’entità dell’ostruzione bronchiale;
  • Ostruzione bronchiale con flusso aereo e resistenza delle vie aeree causata da:
    • Broncocostrizione (spasmo della muscolatura liscia bronchiale);
    • Ipersecrezione mucosa (tappi di muco);
    • Edema locale delle vie aeree (aumento dell'infiammazione);
  • Reversibilità completa (spontanea/farmacologica) senza progressione;
  • Accelerato declino della funzione respiratoria che può evolvere in alcuni casi in un’ostruzione irreversibile delle vie aeree;
  • Infiltrazione di cellule infiammatorie, rilascio di mediatori e rimodellamento strutturale delle vie aeree;

Epidemiologia

  • 100-150 milioni di persone affette nel mondo (una delle patologie più diffuse al mondo);
  • Prevalenza in aumento, sembra associata all’urbanizzazione, oggi stabilizzata (plateau sviluppo della patologia in tutti i soggetti “suscettibili” e saturazione con massimo effetto del cambiamento dell’esposizione ambientale negli individui suscettibili);
  • Nei paesi industrializzati, la maggior parte dei pazienti con asma è atopica, con sensibilizzazione allergica a Dermatophagoides pteronyssinus e altri allergeni ambientali;
  • In Italia la prevalenza è più bassa rispetto a quella di altre nazioni, soprattutto dei paesi anglosassoni, sia tra i giovani che negli adulti;
  • Negli immigranti italiani da paesi in via di sviluppo la prevalenza è maggiore rispetto ai nativi e si associa a comparsa di sensibilizzazione allergica ad allergeni locali, che si manifesta entro pochi anni dall’arrivo in Italia. Negli immigranti l’asma è spesso più grave (minor accesso ai servizi sanitari e peggiori condizioni socioeconomiche);
  • Geografia: diffusione in tutti i paesi con variazioni nazionali e intranazionali (Nuova Zelanda, Australia e UK uso di farmaci con durata d’azione di 12h rendono più facile sottovalutare il problema);
  • L’asma tende ad occorrere in epidemie colpendo soprattutto i giovani;
  • Frequentemente complicata dagli effetti del fumo di sigaretta;
  • Prevalenza: 5%;

Età

  • Bambini (50% <10 anni);
  • Due picchi: età pediatrica (3 anni), età adulta; aumento prevalenza sintomi dopo i 10 anni;
  • Nell’infanzia il sesso maschile è doppiamente rappresentato;
  • Molti soggetti con asma diventano asintomatici con l’adolescenza, ma l’asma può ricomparire in età adulta;

Sesso

M (2:1);

Mortalità

Non frequente ma in aumento (utilizzo di β2-adrenergici a breve durata). L’utilizzo di corticosteroidi a lunga durata è responsabile del trend in diminuzione della mortalità degli ultimi anni. I fattori di rischio per la mortalità per asma comprendono:

  • Mancanza di terapia corticosteroidea;
  • Storia di precedenti ricoveri in ambiente ospedaliero per attacchi di asma quasi fatali;
  • Scarso controllo della patologia con frequente uso di broncodilatatori.

Classificazioni

Classificazione eziologica

  1. Allergica/atopica: segni di sensibilizzazione ad allergeni vari (produzione IgE), in pazienti con atopia (storia di riniti allergiche, eczema).
  2. Farmaco indotta: asma che insorge o è esacerbata dopo utilizzo di determinati farmaci (vd. eziologia). È ben nota l’asma da aspirina, determinata da uno squilibrio enzimatico per l’enzima che metabolizza l’acido acetilsalicilico e altri FANS (ciclossigenasi), che provoca sintomatologia asmatica grave ed esacerbazione dell’asma dopo assunzione di questi farmaci;
  3. Da additivi alimentari: deficit enzimatici per enzimi che metabolizzano alcuni additivi alimentari (solfiti, glutammato di sodio, tartrazina, benzoati) provocano sintomatologia asmatica dopo assunzione di alimenti contenenti tali additivi;
  4. Da infezioni: alcune infezioni delle vie aeree, soprattutto nei bambini, provocano una sintomatologia asmatica per disepitelizzazione e permeabilizzazione della muscolatura bronchiale che causano broncospasmo;
  5. Professionale: comparsa dei sintomi asmatici sul posto di lavoro con regressione durante il fine settimana o le ferie. Se il paziente è allontanato dall’esposizione entro i primi 6 mesi dalla comparsa dei sintomi, si assiste ad una completa guarigione;
  6. Da esercizio fisico (EIA-exercise induced asthma): comincia dopo lo sforzo fisico e regredisce spontaneamente entro 30min. Peggiora nei climi freddi e asciutti. Può essere prevenuta somministrando β2-agonisti e antileucotrieni e col trattamento regolare con glucocorticoidi inalatori;
  7. Intrinseca/non atopica (causa ignota): 10% dei pazienti asmatici con risultati negativi ai prick test per comuni allergeni e concentrazione normale di IgE. La patologia ha esordio tardivo nell’età adulta e frequentemente si associa alla presenza di polipi nasali e all’intolleranza all’acido acetilsalicilico. L’asma intrinseca è più grave e di maggior durata rispetto alle altre tipologie.

Classificazione clinica

Grado Frequenza attacchi Attacchi notturni VEMS
Intermittente (STEP 1) < 1/sett o asintomatico < 2/mese > 80 %
Persistente lieve (STEP 2) >2/sett e < 1/die < 1/sett > 80 %
Persistente moderata (STEP 3) Quotidiani > 1/sett 80–60 %
Persistente grave (STEP 4) Continui (> 1/die) Frequenti < 50 %

Eziologia

Fattori di rischio (predisponenti)

Tali fattori sono in grado di rendere le vie aeree iperreattive nei confronti di fattori altrimenti innocui:

  1. Dell’ospite: predispongono l’individuo all’asma:
    • Predisposizione genetica (poligenica):
      • Alto grado di concordanza tra gemelli monozigoti;
      • Familiarità;
      • Gravità geneticamente determinata;
      • Polimorfismi correlati con l’atopia (polimorfismi sul cromosoma 5q);
      • Polimorfismi che provocano ridotta risposta ai farmaci (ex. variante Arg-Gly16 nei recettori β2-adrenergici→ridotta risposta a β2-agonisti);
    • Atopia/allergie (IgE genetica):
      • 80% asmatici soffre di rinite allergica/eczema;
    • Iperresponsività delle vie aeree;
    • Sesso (F);
    • Razza/etnia (afroamericani);
    • Obesità;
  2. Ambientali: influenzano la possibilità di sviluppare asma in soggetti predisposti e scatenano riacutizzazioni e/o persistenza dei sintomi. La polisensibilizzazione aumenta rischio e gravità dell’asma.
    • Allergeni indoor/domestici:
      • Acari e animali a pelo (cane/gatto);
      • Animali a pelo meno comuni (coniglio, animali rari);
      • Scarafaggi;
      • Miceti;
    • Allergeni outdoor:
      • Piante erbacee (graminacee, urticacee, composite etc);
      • Animali (cavallo);
      • Miceti (alternaria);
    • Sensibilizzanti occupazionali (15% casi di asma è collegato al lavoro): l'asma occupazionale è da prendere in considerazione quando i sintomi del paziente migliorano nel fine settimana e durante i periodi di vacanza.
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Scienze mediche MED/11 Malattie dell'apparato cardiovascolare

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gmh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semeiotica e patologia degli apparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Scienze mediche Prof.
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