Artriti infettive
Le artriti infettive sono flogosi articolari causate da danni diretti o indiretti da parte di numerosi microorganismi.
Artriti batteriche
In ordine di frequenza, i microorganismi più spesso responsabili sono:
- Staphylococcus aureus
- Hæmophilus influenzæ
- Escherichia coli
- Salmonelle
- Brucelle
- Streptococchi
Sono più frequenti in condizioni di deficit immunitario (sia fisiologico che patologico) e in articolazioni già danneggiate come in caso di artrite reumatoide, gotta e artrosi grave. Fattori di rischio includono terapie endovenose, artrocentesi e artroprotesi. Nel 30% dei casi rimane ignota la via d'ingresso, con la più frequente che è la via ematogena.
Dal punto di vista clinico, l’esordio è acuto, con febbre, dolore, tumefazione e deficit funzionale dell’articolazione che mantiene un atteggiamento viziato nella posizione di minima tensione della capsula articolare. Generalmente non vi è arrossamento, mentre è presente versamento.
È solitamente un’artrite monoarticolare che interessa il ginocchio nell’adulto e l’anca nel bambino. La brucella ha un particolare tropismo per sacroiliache e colonna vertebrale. L’interessamento di sternoclaveari e sacroiliache è fortemente correlato con artrite da iniezioni endovenose.
La diagnosi di certezza si ha solo quando viene dimostrato il germe all’esame batterioscopico o colturale del liquido sinoviale. Ciò è solitamente possibile nel 100% delle artriti non gonococciche.
Nelle fasi iniziali dell’infezione si osservano iperplasia dei sinoviociti e massiccia infiltrazione di polimorfonucleati nella membrana sinoviale. I PMN, per azione dei loro enzimi proteolitici, inducono necrosi sinoviale e della cartilagine articolare. Si forma quindi un tessuto di granulazione che, col passare dei giorni, erode cartilagine e osso subcondrale.
Utili per la diagnosi sono le indagini batteriologiche e colturali a livello di ogni possibile focolaio extrarticolare. Si osservano leucocitosi, aumento di VES e PCR. Inoltre, l’emocoltura risulta positiva nel 50% dei casi.
L’Rx standard è solitamente negativa nelle fasi iniziali. Successivamente può dimostrare osteoporosi dei capi articolari, restringimento della rima ed erosioni. Nelle infezioni da E. coli e anaerobi si può notare gas in cavità articolare. Utili anche scintigrafia con gallio che si deposita negli essudati, TC e RMN dimostrano l’alterata anatomia articolare.
La mortalità è abbastanza alta, ovvero del 10%, e vi è un danno articolare residuo nel 40% dei casi. Terapia con antibiotici per via sistemica che deve continuare per un mese dopo la normalizzazione degli indici di flogosi. Effettuare anche drenaggio locale, scarico dell’articolazione e talvolta la fisiochinesiterapia.
Artrite da gonococco
È la più comune artrite infettiva dell’adulto. Compare nell’1-3% dei casi di infezione gonococcica in soggetti sessualmente attivi. Le donne sono colpite due volte più degli uomini. Il danno da parte del germe è diretto, a livello della membrana sinoviale e delle guaine tendinee. Esordio a 15-30 giorni dalla malattia venerea.
Si manifesta clinicamente con poliartralgie migranti e febbre. Dopo qualche giorno si avvertono tenosinoviti al dorso della mano, al polso, alla caviglia e al ginocchio. Si ha anche dermatite maculopapulare o vescicolare alle estremità e al tronco. Il 30% dei pazienti può mostrare una grave sinovite monoarticolare purulenta a carico di una delle grandi articolazioni.
L’esame colturale è positivo solo nel 30% dei casi, con emocoltura positiva solo nel 5% e tampone genitourinario positivo nell’80% dei casi. Liquido sinoviale con >30000 GB/mm3, elevata concentrazione di immunocomplessi. I PMN infiltrano la membrana sinoviale causando necrosi.
Nel sangue periferico si osservano leucocitosi, ICC, aumento VES, ALT e AST. La diagnosi differenziale si effettua con altre artriti infettive e con sindrome di Reiter.
La prognosi è buona dopo terapia. Terapia: penicillina G (10 milioni/die) per via parenterale per i primi giorni. Poi si continua con ampicillina 2 g/die per almeno due settimane.
Artrite meningococcica
Si manifesta con episodi sporadici ed epidemici. I bambini vengono interessati più spesso degli adulti. Esistono tre forme:
- Infezione diretta delle articolazioni che causa un’artrite distruttiva. In genere fa parte di una setticemia acuta meningococcica minacciosa per la vita (febbre, meningite, eritema purpurico, insufficienza surrenalica, shock settico);
- Artrite reattiva subacuta (coltura del liquido sinoviale negativa) senza residuo danno articolare; in genere fa parte di una setticemia meningococcica cronica;
- Artralgie associate a febbre senza tumefazione articolare.
Esami:
- Esami ematochimici
- Tamponi faringei
- Coltura liquido cefalorachidiano
- Artrocentesi
Artrite tubercolare
Ha origine ematogena, più raramente per continuità da infezione ossea. In oltre il 60% dei casi si tratta di monoartrite che predilige le articolazioni del tratto toracolombare e quelle portanti come anca, ginocchio e caviglia. Inizialmente provoca dolore sotto carico, poi dolore a riposo. Solo dopo molti mesi devasta l’anatomia articolare.
Esame batterioscopico positivo nel 20% dei casi. Esame colturale positivo nell’80% dei casi. Utile la biopsia della membrana sinoviale, nella quale sono presenti i caratteristici tubercoli. Il test cutaneo alla tubercolina è importante per la diagnosi.
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Reumatologia - Artriti Giovanili Dignosi Evoluzione
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