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Estratto del documento

SOLLEVANO LA SCAPOLA

2. dirette orizzontalmente che si inseriscono sull'acromion

Fibre intermedie della scapola - ADDUCONO LA SCAPOLA

3. dirette superiormente che si inseriscono sulla spina della

Fibre inferiori della scapola - ABBASSANO LA SCAPOLA

- Quando vengono si ADDUCE LA SCAPOLA

tutte contratte

- Quando vengono si EXTRARUOTA LA contratte le fibre superiori ed inferiori.

SCAPOLA

2 Grande dorsale

ESTENDE l'omero

INTRARUOTA l'omero

ADDUCE l'omero

3 Elevatore della scapola

la SOLLEVA scatola

la scapola INTRARUOTA

4 Piccolo e Grande Romboide

ila ADDUCONO scapola

la FISSANO scapola

Movimenti della scapola

La , perciò si muove/scorre su di essa. Si sviluppa a ridosso della parete toracica. Essa si costituisce di conseguenza .un'articolazione spuria scapolo-toracica

* Articolazione spuria scapolo-toracica rivestita

È un'articolazione che si costituisce fra la faccia anteriore della scapola dal muscolo sottoscapolare toracica

Rivestita la superficie posteriore della gabbia dal muscolo dentato anteriore. Essendo rivestita fra la scapola e la parete, crea un piano di scorrimento insieme alle articolazioni vere del cingolo toracico. Permette alla scapola di muoversi sulla parete toracica, permettendo i movimenti della scapola finalizzati a posizionare la cavità glenoidea nella posizione ottimale nei tre piani dello spazio. Aumentano l'ampiezza delle rotazioni esterne/extraruotazioni dell'abduzione e flessione dell'omero. L'elevazione dell'omero aumenta l'ampiezza delle rotazioni interne/intraruotazioni dell'adduzione e estensione dell'omero. I tre tempi dell'abduzione non coinvolgono solo l'articolazione scapolo-omerale:

FASE 1 - Coinvolge l'articolazione scapolo-omerale e i muscoli sovraspinato, deltoide, bicipite (capo lungo); si solleva e si abduce l'omero.

FASE 2 - Coinvolge i muscoli...

trapezio dentato anteriore. Scapola ->= si riduce il conflitto delrotazione esterna: favorisce il movimento oltre i 90°grande tubercolo dell’omero con l’acromion.FASE 3 – Coinvolge il muscolo sacrospinale e la colonna vertebrale. Si deveinclinare il rachide dal lato opposto per ruotare oltre i 180°.OMERO! La con l’articolazione scapolo-parte prossimale partecipa alla regione della spallaomerale.È un – quindi ci sono 2 epifisi collegate dalla diafisi.osso lungoA livello dell’ c’è:epifisi prossimalecartilagine articolare,Una porzione di che si chiama testa dell’omero Due rilievi – uno più grande mediale e uno più piccolo mediale – che si chiamano tubercoli dell’omero (tubercolo maggiore e tubercolo minore)solcoFra i due tubercoli, c’è un -> solco intertubercolare, dove si colloca il che prosegue per un certo tratto lungo latendine capolungo delbicipite,diafisi dà delle crestee (cresta laterale e cresta mediale)-> corrisponde al limite della testa dell'omero
Collo anatomico -> originale posizione del disco epifisario
Collo chirurgicoA livello della c'è:diafisirilievo situato lateralmente,Un che si chiama tuberosità deltoidea (che dà inserzione al muscolo deltoide)faccia posteriore solco, decorreNella c'è un solco radiale; a questo livello nervo:un'importante nervo radiale
A livello dell' c'è:epifisi distaleSi allarga in corrispondenza molto medialmente e lateralmentedell'epicondilo mediale ed epicondilo lateraleTra i due epicondili delle superfici articolari, ci sono condilo e trocleaarticolare con la superficie articolareMedialmente la troclea omerale si va ad dell'ulna corrispondente costituireper andare a l'articolazione omero-ulnarearticolare con la testa omerale,Lateralmente il condilo omerale si va adcon l'articolazione omero-radiale faccia posteriore fossa, La dell'epifisi distale dell'omero presenta una fossa ospita un processo dell'ulna, durante l'estensione olecranica, che processo olecranico, l'articolazione scapolo o gleno-omerale è ed è un'enartrosi. La superficie articolare della scapola testa dell'omero che si articola con corrispondente -> cavità glenoidea della scapola! La testa dell'omero è più grande rispetto alla cavità glenoidea – questo fa sì che sia un'articolazione molto mobile ma poco stabile. Oltre alla capsula fibrosa, l'articolazione è anche stabilizzata da legamenti: (stabilizzatori passivi) intrinseci, ispessimenti– legamenti che sono degli Legamenti gleno-omerali della capsula fibrosa solo anteriormente e si sviluppano posteriormente infatti non ci sono ulteriori legamenti.

che stabilizzano) – IMPEDISCONO LUSSAZIONI ANTERIORI DELLA TESTA OMERALE dal processo coracoideo – della scapola si porta

Legamento coraco-omerale al grande e al piccolo tubercolo dell’omero – IMPEDISCE UNA LUSSAZIONE VERSO IL BASSO DELLA TESTA OMERALE collega processo coracoideo – il della scapola

Legamento coraco-acromiale con l’acromio della scapola – IMPEDISCE LUSSAZIONI VERSO L’ALTO DELLA. un . Costituisce ponte o tetto osteo-fibroso TESTA OMERALE

I muscoli dell’articolazione scapolo-omerale sono i più importanti stabilizzatori che la attraversano, che nell’insieme vanno a-> cioè stabilizzatori attivi costituire la cuffia dei rotatori

1. M. sottoscapolare

2. M. sovraspinato

3. M. infraspinato

4. M. piccolo rotondo

Si inseriscono tutti sul grande o piccolo tubercolo dell’omero e originano dalla scapola.

Sovraspinato = origina -> passa sotto il dalla fossa sovraspinata della scapola legamento

coraco-acromiale si porta al grande tubercolo dell'omero Infraspinato = origina si porta dalla fossa sottospinata al grande tubercolo Piccolo rotondo = origina si porta dalla scapola al grande tubercolo Questi 3 stabilizzano l'articolazione posteriormente. Sottoscapolare = origina attraversa la faccia anteriore della scapola anteriormente l'articolazione scapolo-omerale si va ad inserire sul piccolo tubercolo dell'omero Questo stabilizza l'articolazione anteriormente. Si chiamano muscoli della perché: nel complesso cuffia dei rotatori- cuffia perché i tendini andandosi ad inserire sui tubercoli vanno a costituire una cuffia fibro-tendina a ridosso dell'articolazione scapolo-omerale. - dei rotatori perché i muscoli permettono di ruotare l'omero. REGIONE ASCELLARE Si sviluppa in : tra la porzione più alta della parete profondità a livello della spalla toracica laterale, la parteprossimale dell'omero, e al di sotto dell'articolazione gleno-omerale. Queste formazioni delimitano la concavità ascellare, spazio di forma piramidale con base diretta verso il basso e apice diretto in alto. 1. Apice ascellare o canale cervico-ascellare: È delimitato dalla prima costa, dalla clavicola e dal margine superiore della scapola. Mette in comunicazione la regione ascellare con la regione del collo. 2. Pareti dell'ascella: - La parete anteriore è sostenuta principalmente dai muscoli pettorale grande e piccolo pettorale. - La parete posteriore è sostenuta dalla faccia anteriore della scapola e rivestita dal muscolo sottoscapolare. - La parete mediale corrisponde alla porzione più alta della gabbia toracica ed è rivestita dal muscolo grande dentato. - La parete laterale corrisponde al solco bicipitale.muscolo capolungo del bicipite omerale. Base dell'ascella È una concavità. Questa base è da cute, sottocutaneo fascia, che alla base dell'ascella prende il nome di fascia ascellare. La base da porzioni palpabili (pigheè) delimitata anteriormente e posteriormente sostenute da cute e muscoli sottostanti) che hanno il nome di pilastro anteriore e. Il pilastro anteriore è dal sostenuto muscolo grande pettorale pilastro posteriore che si porta all'omero, mentre il pilastro posteriore è dal sostenuto muscolo che si inserisce sull'omero.

Contenuto della cavità ascellare

Arteria ascellare e i suoi rami◊ Vena ascellare e sue tributarie◊ Linfonodi ascellari e vasi linfatici◊ Parte del plesso brachiale (fascicoli e rami terminali)◊ Gli fra queste formazioni sono riempite di spazi restanti tessuto adiposo.

ARTERIA ASCELLARE◊ È la (che si origina dall'aorta).

Dell'arteria succlavia. L'ARTERIA SUCCLAVIA È L'ARTERIA CHE IRRORA TUTTO L'ARTO SUPERIORE.

VENA ASCELLARE. Decorre anteriormente e parallelamente all'arteria ascellare. Questa forma tramite si forma a livello della regione ascellare l'unione di vene profonde e di vene superficiali.

PARTE DEL PLESSO BRACHIALE. Il plesso brachiale è una formazione nervosa che si sviluppa a partire dal collo e prosegue a livello della cavità ascellare. È un intreccio di fibre alla cui costituzione partecipano alcuni nervi spinali C5 a T1.

Da questa formazione nervosa, tutti originano rami terminali di questo plesso. I nervi che originati dal plesso brachiale si distribuiscono su specifici spazi cutanei e muscolari dell'arto superiore.

LINFONODI ASCELLARI. Piccole formazioni del sistema linfatico destinate alla difesa. I linfonodi sono attraversati da vasi linfatici, quindi la loro funzione è quella di liquido contenuto.

nei vasi linfatici.
filtrare la linfa
A livello della regione ascellare ci sono circa 30-40 linfonodi, organizzati in 5 gruppi.
Linfonodi anterio
Dettagli
Publisher
A.A. 2019-2020
18 pagine
SSD Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisa.pesa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Milani Daniela.