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Arto superiore

Appunti di anatomia clinica sull'arto superiore basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Familiari dell’università degli Studi de La Sapienza - Uniroma1, facoltà di Seconda medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia clinica docente Prof. G. Familiari

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2. Deltoide; superficiale, conferisce forma alla spalla, ha forma triangolare e

origine tripartita. Ha la porzione più anteriore (clavicolare), una porzione

acromiale e una porzione sulla spina della scapola. L’origine è ampia e avvolge

le ossa dell’articolazione della spalla e forma una copertura che si stringe in un

unico tendine che va sulla tuberosità deltoidea dell’omero.

3. Grande Rotondo; non è parte della cuffia insieme al deltoide e si inserisce più

in basso rispetto al piccolo rotondo, sulla

cresta della grande tuberosità (e non sulla

tuberosità stessa).

La cuffia dei rotatori è un sistema

muscolotendineo che serve a tenere l’omero

ancorato nella cavità glenoidea della scapola.

Sono muscoli che ruotano la testa dell’omero

e quindi l’arto. Ruolo quindi strutturale di

stabilizzazione e produzione di adduzione e

abduzione.

Ascella

Regione importante: è uno spazio compreso fra

torace e dorso, si trova lateralmente e di forma

piramidale. L’apice è rivolto profondamente, la base

corrisponde all’area della cute che comunemente

chiamiamo ascella. È una regione delimitata da

muscoli (anteriormente grande pettorale,

posteriormente grande dorsale, sottoscapolare e

grande rotondo). È una regione importante perché

internamente ci passano delle strutture fondamentali:

- Arteria ascellare

- Vena ascellare

- Plesso brachiale

Questa regione è poi ricchissima di linfonodi che drenano la parete anteriore del

torace. Il linfonodo sentinella per il tumore al seno si trova in questa zona. Il plesso

brachiale è diviso in una porzione sopraclavicolare e una sottoclavicolare: a livello

dell’arteria ascellare avremo i rami terminali che danno i nervi dell’arto superiore; il

plesso brachiale nella parte superiore darà nervi per il torace e il dorso, in quella

inferiore darà i nervi del braccio: tutti i muscoli del braccio sono innervati o dal nervo

radiale o dal nervo ulnare o dal nervo muscolocutaneo. I linfonodi si trovano molto

profondamente a livello della base. La succlavia quando passa sotto la clavicola

diventa arteria ascellare, quando passa nel braccio diventa brachiale. Intanto stacca i

rami per le strutture muscolari che incontra, e stessa cosa accade ai nervi del plesso

brachiale. La vena ascellare riceve il drenaggio della vena cefalica, che passa nel

piccolo spazio triangolare tra il trapezio e la parte clavicolare del grande pettorale: qui

si va a gettare nella vena ascellare. Insieme alla basilica la cefalica è una delle due

vene superficiali del braccio, dove si fa il prelievo.

Nel braccio troviamo diverse fasce (importanti per i recettori e per lo scorrimento

reciproco dei muscoli):

1. Fascia brachiale che avvolge tutto il braccio ed è la continuazione della fascia

ascellare. Manda due setti verso l’omero:

- Setto intermuscolare mediale

- Setto intermuscolare laterale

La presenza di questi due setti divide il braccio in due porzioni, una anteriore e una

posteriore. Quella anteriore si chiama “loggia anteriore”, quella posteriore “loggia

posteriore”.

2. Fascia che avvolge i muscoli della loggia anteriore

3. Fascia che avvolge i muscoli della loggia posteriore

4. Singole fasce per ogni muscolo

Abbiamo un sistema quindi concentrico:

1. Fascia brachiale

2. Fascia del gruppo

3. Fascia muscolare

Tutti i muscoli scorrono, si contraggono e si allungano in maniera indipendente e

hanno bisogno di una grande mobilità.

Muscoli del braccio

Loggia anteriore:

1. Bicipite brachiale

2. Muscolo brachiale

3. Muscolo coracobrachiale

Tutti i muscoli della loggia anteriore sono flessori dell’avambraccio sul braccio.

Loggia posteriore:

1. Tricipite brachiale

2. Muscolo anconeo (che fisicamente sta nell’avambraccio)

Sono gli antagonisti della loggia anteriori e quindi sono estensori: riportano

l’avambraccio alla P0.

In sezione è visibile l’omero centralmente, i due setti laterale e mediale. In

corrispondenza dei setti il tessuto connettivo è infarcito di adiposo e ospita il fascio

vascolo-nervoso:

- Vena brachiale

- Arteria brachiale

- Nervo ulnare

- Nervo mediano

- Nervo muscolo cutaneo

La loro posizione è mediale e abbastanza profonda. Aderente all’omero, in posizione

posteriore, è presente il nervo radiale. L’arteria brachiale ha due vene molto vicine che

formano una specie di Mickey Mouse: questo è un punto di repere molto importante

per le analisi in ecocolordoppler. In base alla posizione di arteria e vena si riesce a

individuare il nervo mediano ed ulnare.

Loggia anteriore

 Bicipite brachiale: classica forma fusata, origine in due capi. Passa nel solco

bicipitale tra la grande e piccola tuberosità dell’omero e il capo lungo si origina

dalla tuberosità sopraglenoidea della scapola. Medialmente c’è il tendine del

capo breve, che si origina sul processo coracoideo della scapola. I due capi si

uniscono in un unico ventre, scendono verso il basso e una parte si inserisce

sulla tuberosità radiale e l’altra fa un lacerto fibroso che va ad aderire all’ulna.

Principalmente è un flessore, ma è anche un muscolo biarticolare, che scavalca

l’articolazione del gomito e della spalla. Contribuisce quindi a tenere la testa

dell’omero inserita nella cavità glenoidea della scapola. Ha una funzione anche

nella pronosupinazione avendo rapporti col radio, elevazione dell’omero e

stabilizzazione della scapola.

 Muscolo brachiale: si trova profondamente rispetto al bicipite brachiale, si

origina più o meno a metà dell’omero e si inserisce sulla tuberosità ulnare. La

funzione è la stessa (sempre un flessore è). Innervazione a carico del nervo

muscolo-cutaneo.

 Muscolo coracobrachiale: il muscolo coracobrachiale si origina anteriormente

rispetto all’articolazione dell’omero con la scapola e ha quindi una funzione di

stabilizzazione. Dal processo coracoideo (origine) si inserisce al terzo medio

della faccia anteromediale dell’omero. Ruolo di flessione e adduzione. La sua

origine è mediale rispetto all’inserzione: se si contrae sposta il braccio

medialmente. Loggia posteriore

 Tricipite brachiale: ha tre capi. Complessivamente la massa è la stessa della

loggia anteriore (dove ci sono 3 muscoli). L’inserzione è comune, al livello del

processo olecranico dell’ulna (il massiccio sul gomito). Si origina in alto dalla

tuberosità sottoglenoidea della scapola e margine laterale, il capo laterale si

origina dalla cresta della tuberosità posteriore e il capo mediale ha un’area

vasta di origine sulla superficie posteriore dell’omero. Tutti convergono in un

tendine di inserzione che va sull’olecrano dell’ulna.

 Anconeo: nella regione del gomito si origina dalla superficie posteriore

dell’epicondilo laterale, si porta in basso e medialmente, e dopo un breve

decorso si fissa sulla parte superiore dell'ulna.

Avambraccio

Troviamo due ossa:

- Radio

- Ulna

Troviamo una serie di articolazioni:

- Gomito

- Radioulnare prossimale

- Radioulnare distale

- Muscoli flessori, estensori, pronatori, supinatori

La pronosupinazione è un movimento tipico dell’avambraccio. Tale movimento è reso

possibile dal fatto che l’ulna passa sopra il radio. C’è una zona interessante dal punto

di vista topografico: la fossa cubitale, dove si effettua il prelievo di sangue venoso

periferico.

Radio

Osso lungo. Possiede una parte spessa e una parte meno spessa, orientata in testa-

coda con l’ulna per mantenere le dimensioni dell’avambraccio: la parte spessa

articolerà con quella meno spessa e viceversa.

Il radio ha la forma di un prisma triangolare, un’estremità prossimale e una distale con

forma completamente diversa. Sono coinvolti infatti in articolazioni di tipo diverso.

L’epifisi prossimale si chiama capitello, che possiede un rivestimento di cartilagine

ialina sia nella fossa (fossa del

capitello) sia sulla circonferenza.

Entrambe quindi partecipano ad

un’articolazione. È presente la

tuberosità del radio (dove si inserisce il

bicipite brachiale). L’epifisi distale è

completamente diversa: appiattita,

allargata e molto massiccia. Presenta il

processo stiloideo del radio.

Posteriormente vediamo molto bene la

cresta interossea che corrisponde al

margine mediale e sulla superficie

dell’epifisi distale sono presenti dei

solchi per alcuni tendini. Nell’estremità prossimale troviamo:

- Capitello

- Collo

- Tuberosità

L’epifisi distale è di forma piramidale, la

cui base è la superficie articolare. È

presente lateralmente il processo

stiloideo del radio.

L’incisura ulnare serve all’articolazione

radio-ulnare distale. Posteriormente ci

sono molti solchi, i solchi dei tendini dei

muscoli estensori.

Nel movimento di pronosupinazione l’ulna rimane ferma (per l’articolazione molto

profonda al livello del gomito, nella troclea dell’omero) mentre il radio le gira intorno.

Ulna

Osso lungo, epifisi prossimale massiccia ed epifisi distale molto più esile (opposto del

radio). L’epifisi prossimale sembra una pinza che aggancia la troclea omerale:

possiede una parte articolare con una cresta e due facce (che si inserisce nella troclea)

e una parte che va in avanti e si rialza: il processo coronoideo dell’ulna. Questo va ad

inserirsi nella fossa coronoidea dell’omero; il processo olecranico va invece nella fossa

olecranica (posteriore) dell’omero. In estensione l’olecrano si inserisce nella sua fossa,

in flessione il coronoideo nella fossa coronoidea. Queste due fosse servono proprio a

far rientrare l’ulna sull’omero. È presente una membrana interossea con il radio che

guidi il movimento di pronosupinazione. Nell’estremità distale è presente il processo

stiloideo dell’ulna. La superficie articolare distale è chiamata anch’essa capitello

(dell’ulna), dove troviamo una piccola circonferenza articolare per l’incisura ulnare sul

radio.

Sia radio che ulna posseggono quindi delle superfici articolari reciproche e con

l’omero.

Al livello dell’olecrano abbiamo il passaggio del nervo ulnare molto superficialmente;

per questo quando si dà la botta fatale della morte al gomito siamo presi da un dolore

lancinante e scossette fino alla punta delle dita.

☹☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☹

Articolazioni

L’omero ha un condilo che si articola con la fossetta della testa del radio, medialmente

c’è la troclea che si articola con la superficie articolare dell’ulna. Tra il condilo e il radio

c’è un’articolazione condiloidea, tra ulna e omero un ginglimo angolare

(complessivamente il gomito è un ginglimo angolare).

Articolazione radio-ulnare prossimale: le due ossa si trovano molto vicine. Il capitello

del radio gira nell’incisura radiale dell’ulna.

La membrana interossea collega tutte e due le ossa.

Al livello del polso è presente la corrispettiva articolazione distale: ginglimo laterale

come atlante ed epistrofeo. Nella parte distale l’incisura è sul radio, in quella

prossimale sull’ulna.

L’articolazione fra radio e ulna ha un legamento che serve a tenere la testa del radio

nell’articolazione (analogamente al legamento del dente): il legamento anulare.

L’articolazione radio-ulnare prossimale è tenuta insieme anche da questo legamento.

Facendo una sezione a metà tra le due ossa è tesa una membrana molto robusta che

può rimanere intatta anche quando le ossa si fratturano.

A livello distale l’incisura ulnare sul radio, sull’ulna la circonferenza articolare.


PAGINE

14

PESO

3.79 MB

AUTORE

martiune

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiune di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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