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Articolazione del ginocchio

Appunti di anatomia clinica con descrizione dettagliata dell'articolazione del ginocchio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Familiari dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Anatomia clinica docente Prof. G. Familiari

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Lezione di Bove

Ginocchio

L’articolazione del ginocchio è l’articolazione più complessa del

corpo umano. È un’articolazione tri compartimentale: è infatti

formato dal compartimento femoro-tibiale esterno, femoro-tibiale

interno e femoro-rotuleo. Vede quindi la partecipazione del femore,

della tibia e della rotula. Se è presente un compartimento interno

ed esterno, allora vuol dire che anche il femore è diviso in una parte

interna ed esterna. Ma come si chiamano? Si chiamano condili e

quindi avremo un condilo femorale interno e uno esterno. Questi

condili hanno una superficie ellittica laterale: il raggio non è uguale

e costante dal punto centrale alla superficie. Questo perché la

forma particolare che questi condili fanno assumere al femore (a

forma di J) permettono tipi di movimenti molto particolari che non si

riscontrano in altre articolazioni. Il centro di rotazione determina allo

stesso tempo la stabilità e i movimenti del ginocchio e la tensione

costante di tutti gli elementi di stabilizzazione (legamenti collaterali

e crociati). Il condilo mediale è più grande del condilo laterale ed

entrambi hanno un promontorio chiamato epicondilo. Questi

epicondili sono uniti anteriormente al centro, ma posteriormente è

presente una fossa che è la fossa poplitea, è una depressione

importante per il passaggio di strutture importanti. Il condilo

femorale esterno si riconosce facilmente perché si trova sopra il

perone, che è posto lateralmente nella gamba.

La superficie tibiale è formata da due superfici articolari

prossimalmente che sono i condili tibiali. Però tra condili tibiali e

condili femorali ci potremo confondere: infatti non li chiamiamo

condili tibiali, ma piatti tibiali perché sono appunto piatti. Questi

piatti sono facce articolari uniti al centro da due prominenze che

hanno tanti nomi che chiameremo spine tibiali (e non eminenza

intercondiloidea per semplificare). I piatti hanno forme diverse tra

loro: quello esterno ha una forma più circolare, mentre il piatto

interno ha una forma più ovalare. La cartilagine ricopre i due piatti

non interamente, ma lasciando lo spazio centrale: questa zona

posta tra i due piatti perché non articola con nessuno, infatti si

articolano solo i condili femorali che si muovono sui piatti tibiali. I

piatti tibiali hanno superfici di consistenza fibrocartilagineo: sono i

menischi che realizzano una sponda e hanno una propaggine

interna, infatti hanno una sezione grossolanamente triangolare. Il

menisco mediale è più rotondo del laterale e questi sono uniti

centralmente con i legamenti trasversi anteriore e posteriore.

Compare posteriormente anche il legamento crociato: ha un

orientamento obliquo che parte dalla superficie esterna e va verso


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AUTORE

martiune

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8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martiune di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Familiari Giuseppe.

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