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Arteriosclerosi, diabete, parto prematuro e parodontite

23 maggio 2013

Arteriosclerosi

L'arteriosclerosi è un argomento che sta avendo sempre più importanza nel mondo. La SIP (Società Italiana di Parodontologia) ha molto a cuore questo progetto perché cerca di trovare la relazione tra la malattia parodontale e le malattie sistemiche. Si concentra sull'implicazione della parodontite in tre ambiti:

  • Rapporto tra malattie parodontali e vascolari;
  • Rapporto tra malattie parodontali e diabete;
  • Rapporto tra malattie parodontali e infarto prematuro.

Rapporto tra parodontite e malattie cardiovascolari

Per malattia cardiovascolare si intende un gruppo di patologie molto importanti, principali cause di mortalità a livello mondiale, come sostiene l'OMS. Se consideriamo l'Europa e gli USA, la malattia cardiovascolare rappresenta la principale causa di morte a livello statistico. Soprattutto nel mondo occidentale è la prima causa di mortalità. Essendo una malattia sistemica, sono diversi i fattori che contribuiscono alla sua realizzazione e sono presenti meccanismi diretti (implicati anche batteri, come quelli parodontali) e indiretti (prodotti che per causa dei batteri sono secreti dall'organismo, come mediatori dell'infiammazione). C'è anche l'origine autoimmune, in quanto c'è una somiglianza a livello antigenico dei recettori endoteliali con quelli batterici.

Nel video vediamo come nei nostri vasi ci sono diverse cellule: cellule dell'immunità, eritrociti e molecole che rappresentano il colesterolo cattivo, LDL, e quello buono, HDL. Quando l'endotelio viene coinvolto da un danno che può essere determinato anche da un batterio, le cellule dell'immunità penetrano nei nostri vasi per risolvere il danno, fagocitare le molecole di colesterolo (che possono essere legate ai batteri), formando uno strato schiumoso e via via questa struttura all'interno della parete vasale tende ad ingigantirsi fino ad invadere il lume vasale. C'è questa placca che si accresce sempre di più e l'ostruzione tende a diventare sempre più importante ed il flusso delle nostre cellule tende ad essere sempre più alterato con la formazione di trombi. Ciò è importante perché tutti gli organi e apparati sopravvivono grazie al sangue ed alle sostanze nutritive presenti in esso. L'ostruzione di un'arteria, che può avvenire nel macro e micro circolo, può determinare delle condizioni patologiche molto importanti, degli episodi, ad esempio di angina.

Non dobbiamo pensare la parodontite come qualcosa che riguardi solo i denti, solo la bocca, ma, interfacciandosi con i tessuti, come la gengiva che è ricca di vasi, soprattutto se infiammata per via della parodontite, si ha il passaggio dei batteri nel circolo sistemico. Una evidente batteriemia è stata rilevata non solo nel momento in cui abbiamo una parodontite o quando facciamo un trattamento parodontale (con la strumentazione andiamo ad interrompere ed a creare sanguinamenti), ma anche dopo un sondaggio parodontale. Il semplice atto di sondare il tessuto può andare a determinare una diffusione dei batteri dal parodonto alla circolazione.

In questo studio si è visto come i batteri e i relativi prodotti circolanti possano raggiungere siti distanti tra di loro. Come è stato visto ciò? Sono stati presi 50 pazienti ed operati per eliminare le placche ateroma tose a livello carotideo per liberare le carotidi. Le placche sono state analizzate e nel 44% di queste lesioni è stato evidenziato DNA di batteri parodontali: 30% di Tannerella forsythia, 26% Porphyromonas gingivalis, 18% Aggregatibacter actinomycetemcomitans, 4% Prevotella intermedia.

Si evidenzia un ruolo attivo della parodontite nella formazione delle placche aterosclerotiche. La presenza del DNA dei batteri parodontali è stata riscontrata anche a livello delle arterie femorali. Ci sono evidenze negative in studi che presentavano un disegno simile e che andavano ad analizzare sempre delle placche ateromatose in 19 pazienti edentuli (che non presentano batteri parodonto patogeni) e 21 dentuli. In questi 19 pazienti edentuli è stata evidenziata a livello del fluido crevicolare e della placca la positività ad almeno un patogeno parodontale nella flora sottogengivale. È stato evidenziato come i batteri parodonto patogeni c'erano. Vi era un'assenza del DNA di questi patogeni parodontali nei campioni delle placche prelevate a livello carotideo. Questo studio dice il contrario rispetto a quanto detto prima. Non è stato trovato un ruolo attivo dei parodonto patogeni nello sviluppo della patologia vascolare. In questo studio di Taylor del 2004 non è stata trovata associazione tra parodontopatogeni e sviluppo della patologia vascolare.

Ruolo indiretto dei parodonto patogeni. Parliamo dei mediatori dell'infiammazione che sono secreti per via di questi batteri. I batteri a livello parodontale generano un'infiammazione che tende a generare dei mediatori dell'infiammazione che sono le citochine che entrano in circolo e sono rilevabili con un'analisi del sangue. Si vede come le citochine proinfiammatorie prodotte dai parodonto patogeni sono anche a livello sistemico. Queste citochine proinfiammatorie spesso sono considerate dei marker della patologie cardiovascolare. Da qui si focalizza l'attenzione più che sui batteri, sui prodotti che essi generano indirettamente.

In questo studio, definito Porodont, effettuato negli USA, si è messo in relazione l'infezione parodontale con le patologie coronarie. Sono state fatte diverse considerazioni, partendo dal presupposto che le infiammazioni croniche di qualsiasi natura sono associate ad un potenziale rischio di aumentare le probabilità di avere un problema cardiovascolare. Conosciamo già batteri che danno una patologia cronica, come può essere la parodontite, e sono questi batteri parodonto patogeni ad essere accusati in modo evidente responsabili di malattia cardiovascolare, direttamente o indirettamente.

È stata evidenziata, in diversi studi, la capacità del Porphyromonas gingivalis di penetrare all'interno dell'endotelio vascolare e creare un danno. Questo batterio fa ciò grazie alla capacità di penetrare nell'endotelio vascolare e creare un danno perché aderisce, invade e prolifera nelle cellule endoteliali. Tutto parte da un'interruzione della continuità dell'endotelio vascolare. In questo endotelio lesionato vanno ad entrare ancora più facilmente sostanza che possono essere sia batteri che colesterolo, e da qui può partire il danno in maniera molto grave.

Nelle patologie parodontali (nelle parodontiti e gengiviti non si dà mai l'antibiotico) più aggressive, come la GUNA, si prende l'antibiotico perché la patologia ha un potenziale di penetrazione nei tessuti ed anche se la gengiva guarisce, permane nei tessuti e può ripresentarsi facilmente dopo la guarigione.

Il Porphyromonas gingivalis va a creare un'interferenza con la vasodilatazione in quanto va ad interferire con le cellule endoteliali e sia con la muscolatura liscia responsabile dei processi di vasodilatazione e vasocostrizione. Infatti uno studio del 2003 è stato visto come i pazienti parodontali presentassero una compromissione della dilatazione legata al flusso. Se nel lume inseriamo qualcosa si creano delle turbolenze che si traducono in problemi molto più importanti, come danneggiamento dell'endotelio, si aggregano piastrine, si distacca il trombo.

Sono stati presi in esame dei grassi (trigliceridi) perché è stato visto come sono resistenti all'arteriosclerosi e questo per la presenza di una proteina. Se noi disattiviamo il gene che codifica nel caso specifico la proteina E, si va a portare ad un'alterazione del metabolismo lipidico. Quindi, i ratti tendono ad essere soggetti all'arteriosclerosi. È stato visto che se noi abbiamo espressi entrambi gli alleli dei geni che codificano questa proteina, si ha un rischio pari a 0 di sviluppare la patologia. Se si disattiva un gene, la probabilità tende ad aumentare. Se si disattiva completamente la proteina, il rischio aumenta e se si inocula anche il Porphyromonas gingivalis il rischio tende ad aumentare ancor di più. L'associazione dell'inattivazione di questa proteina con il Porphyromonas gingivalis va ad esporre in modo maggiore questi ratti al rischio di presentare l'arteriosclerosi.

Studio fatto sulla popolazione statunitense, di cui sono state fatte tre pubblicazioni su campioni molto ampi: la prima pubblicazione presentava un gruppo di 5.500 pazienti, la seconda intorno ai 5.000 pazienti, la terza 4.500 pazienti. Nella prima pubblicazione è stato visto che pazienti con malattia parodontale grave (con una quantità > del 30% di siti con tasche > 4mm) presentavano un li...

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Scienze mediche MED/28 Malattie odontostomatologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ottavoincluso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parodontologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Paolantonio Michele.
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