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Arterie e vene Appunti scolastici Premium

Appunti di anatomia 2 su arterie e vene basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Caggiati dell’università degli Studi La Sapienza - Uniroma1, facoltà Seconda medicina e chirurgia, Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico).

Esame di Anatomia umana II docente Prof. A. Caggiati

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intorno alla testa dell’omero anteriormente, e l’atra posteriore, che ruota

intorno alla testa dell’omero posteriormente, queste due si reicontrano e si

anastomizzano a formare un anello, si anastomizzano non solo tra di loro,

ma anche con alcuni rami dell’arteria toracoacromiale.

Arteria brachiale

L’arteria brachiale origina come diretta continuazione dell’arteria ascellare in

corrispondenza del muscolo grande pettorale e termina alla piega del

gomito, dividendosi nelle arterie radiale e ulnare.

L’arteria radiale origina dal ramo laterale di biforcazione dell’arteria

brachiale, 1 cm sotto la piega del gomito, a livello del processo coronoideo

dell’ulna, decorre sul lato radiale dell’avambraccio e termina a livello del

processo stiloideo del radio.

L’arteria ulnare origina dal ramo mediale di biforcazione dell’arteria

brachiale, 1 cm sotto la piega del gomito, a livello del processo coronoideo

dell’ulna, decorre sul lato ulnare dell’avambraccio e termina a livello del

processo stioloideo dell’ulna.

La circolazione arteriosa della mano si ottiene mediante le anastomosi dei

rami collaterali delle arterie radiale e ulnare.

Aorta toracica

L’aorta toracica è il tratto di aorta che ci permette di distinguere tra rami

viscerali, che vascolarizzano strutture interne, e rami parietali, che irrorano

strutture osteomuscolari.

Le arterie bronchiali destra e sinistra seguono le diramazioni dei bronchi e

sono adibite al nutrimento dei bronchi prima e dei polmoni dopo, non va

dunque confuso il circolo bronchiale con quello polmonare anche se

potrebbe risultare vero che questi due circoli siano legati da una piccola

comunicazione.

Le arterie esofagee irrorano l’esofago e il connettivo circostante, formando

inoltre un circolo anastomotico.

Le arterie intercostali posteriori sono nove/dieci per lato, decorrono negli

spazi intercostali, sotto il margine inferiore della costa superiore, insieme a

vene e nervi. Formano anastomosi con le arterie intercostali anteriori.

Dall’aorta raggiungono i lati dei corpi vertebrali e giunti a livello dei processi

trasversi delle vertebre si biforcano in un ramo posteriore e in un ramo

laterale.

Le arterie freniche superiori originando dal tratto terminale dell’aorta toracica

si distribuiscono alla faccia superiore della cupola diaframmatica.

Aorta addominale

L’aorta addominale dà numerose arterie collaterali che irrorano la maggior

parte degli organi della cavità addominale.

Il tronco celiaco vascolarizza gli organi della loggia sovramesocolica, è

lungo solo 1,5 cm, origina dalla faccia anteriore dell’aorta, poco sotto

l’orifizio aortico del diaframma, le diramazioni sembrano finemente stipate tra

gli organi interni. L’arteria gastrica sinistra risale in alto verso il cardias, poi

discende vero il basso seguendo la piccola curvatura gastrica e si

anastomizza con l’arteria gastrica destra sotto al margine inferiore della

costa, presenta un piccolo ramo per l’esofago, anastomosi con le intercostali

anteriori e decorre insieme a vene e nervi.

L’arteria mesenterica superiore nasce 2 cm sotto al tronco celiaco, decorre

in avanti e in basso (dietro alla testa del pancreas) e si porta fino alla radice

del mesentere formando un arco convesso a sinistra, entra all’interno del

sacco peritoneale, termina poco al di sopra dell’iliaca comune di destra con

una curva con lato concavo verso destra, con le sue diramazioni copre

anche il terzo superiore del retto. L’arteria pancreatico duodenale inferiore

anastomizza con l’arteria pancreatico duodenale superiore, per irrorare la

testa del pancreas. Le arterie intestinali (in numero di 10-15) originano

soprattutto dal lato convesso per vascolarizzare tutto il digiuno e la parte

iniziale dell’ileo, formano tra loro notevoli anastomosi. L’arteria ileocolica

origina dal lato concavo della curva, dà un ramo ileale e un ramo colico che

vascolarizzano l’ileo, il ceco e un tratto del colon ascendente. L’arteria colica

destra origina dal lato concavo si dirige a desta e vascolarizza i due terzi

superiori del colon ascendente e la flessura destra del colon. L’arteria colica

media origina dal lato concavo, forma un arco con concavità verso il basso

e tende a dirigersi verso sinistra dove si divide in due rami che

ricostruiscono il decorso del colon trasverso e lo vascolarizzano.

L’arteria mesenterica inferiore nasce dal lato sinistro, 4 cm prima della

biforcazione, e si porta in basso nella piccola pelvi per terminare con

l’arteria rettale superiore, possiede la stessa concavità della mesenterica

superiore però è più breve e più bassa. L’arteria colica di sinistra origina in

prossimità del colon discendente dove si divide in un ramo ascendente e in

uno discendente che si distribuiscono al colon discendente. Le arterie

sigmoidee sono in numero di 2-3 e si distribuiscono al sigma e inoltre forma

la circolazione rettale superiore.

L’arteria surrenalica media vascolarizza la ghiandola surrenale, coadiuvata

dall’arteria surrenalica superiore (collaterale dell’arteria frenica inferiore) e

dall’arteria surrenalica inferiore (collaterale dell’arteria renale).

L’arteria renale si dirige al rene dividendosi in 2-5 rami prima dell’ilo, si dirige

lateralmente e in basso e quella sinistra è ovviamente più corta di quella di

destra.

L’arteria genitale si dirige verso il basso per raggiungere il testicolo

nell’uomo e l’ovaio nella donna, per la posizione dei testicoli ne risulta un più

complesso decorso nell’uomo.

L’arteria frenica inferiore vascolarizza la parte inferiore della cupola

diaframmatica.

Le arterie lombari si portano indietro e ai lati delle vertebre fino al processo

trasverso di esse, successivamente si dirigono lateralmente ad abbracciare i

lati della parete addominale e vascolarizza i muscoli dell’addome, in modo

particolare quelli laterali.

L’arteria sacrale media scende lungo la linea mediana del sacro,

vascolarizzandolo.

Arterie iliache

L’arteria iliaca interna origina dal ramo mediale della biforcazione dell’iliaca

comune, origina in corrispondenza dell’articolazione sacro iliaca e si

distribuisce ai visceri e alle pareti della pelvi.

L’arteria iliaca interna origina dal ramo laterale della biforcazione dell’iliaca

comune, origina in corrispondenza dell’articolazione sacro iliaca e termina

dietro il legamento inguinale e da qui prosegue come arteria femorale.

L’epigastrica inferiore irrora la regione anteriore dell’addome.

Arteria femorale

L’arteria femorale inizia dietro il legamento inguinale e termina nel canale

degli adduttori proseguendo come poplitea, discende nella regione antero

mediale con un percorso che va dalla porzione centrale del legamento

inguinale alla parte posteriore del condilo mediale del femore, decorre tra il

vasto mediale e gli adduttori della coscia.

L’arteria epigastrica superficiale vascolarizza dal basso il retto dell’addome.

L’arteria femorale profonda vascolarizza gli strati profondi della coscia verso

l’osso del femore lungo la sua diafisi e dando numerosi vasi collaterali. Le

arterie pudende esterne vascolarizzano la cute degli organi genitali. Le

arterie supreme del ginocchio originano lateralmente per abbracciare tutta

l’articolazione e poi formare anteriormente alla patella una rete

anastomotica.

L’arteria poplitea inizia nel canale degli adduttori e termina in

corrispondenza dell’arcata tendinea del muscolo soleo dividendosi in tibiale

anteriore e posteriore, per tutto il suo decorso è situata dietro

all’articolazione del ginocchio, decorre tra i due condili del femore e poi tra i

due condili della tibia.

L’arteria tibiale anteriore origina in corrispondenza dell’arcata tendinea del

muscolo soleo e superata la membrana interossea passa nella loggia

anteriore della gamba, termina continuandosi con l’arteria dorsale del piede.

L’arteria tibiale posteriore origina in corrispondenza dell’arcata tendinea del

muscolo sole e discende dietro la tibia fino alla doccia media del calcagno,

poi termina dividendosi nelle arterie plantari mediale e laterale.

Capillari

I capillari sono esili canali (5-20µm) interposti tra le arteriole terminali e le

radici delle venule. Possono essere continui, discontinui o nel caso del

fegato sinusoidi, i quali presentano come particolarità la presenza delle

cellule di Kupfer. Essendo vasi di scambio presentano una parete

estremamente sottile, formata da endotelio, membrana basale e periciti,

cellule di origine macrofagica con attività contrattile.

Vene

Definizione: sono dei condotti membranosi che riconducono al cuore il

sangue refluo dal letto capillare.

Sono più superficiali, infatti, la maggior parte possono trovarsi subito sotto la

cute, questi vasi non possiedono grande capacità contrattile, le pareti sono

più sottili e sono composte da una minore componente elastica e da una

maggiore componente muscolomembranosa.

Sono rispetto alle arterie facilmente compressibili e inoltre possiedono

valvole, strutture a nido di rondine che servono (soprattutto nella parte

sottodiaframmatica del corpo) a impedire il reflusso di sangue all’indietro.

Le vene formano numerose anastomosi intorno agli organi, sono più

numerose e hanno un volume circolatorio doppio, al loro interno la pressione

sanguigna è molto bassa.

Sono formate da: tonaca intima (endotelio), tonaca media e tonaca

avventizia (mesotelio).

Possiamo dividerle in:

- vene di piccolo calibro, formate da endotelio, membrana basale e uno

strato discontinuo di fibrocellule muscolari;

- vene recettive (sopradiaframmatiche), formate da endotelio, membrana

basale e fibrocellule muscolari intervallate da fibre elastiche, possiedono un

calibro maggiore;

- vene propositive (sottodiaframmatiche), che possiedono una maggiore

componente muscolare.

Vena cava superiore

La vena cava superiore è una vena breve che si forma per confluenza dei

due tronchi brachiocefalici di destra e di sinistra subito dietro il manubrio

dello sterno, poi si dirige in basso e raggiunge l’atrio destro decorrendo

quindi nel mediastino.

La vena azygos origina sotto al diaframma come continuazione della vena

lombare ascendente di destra (è una vena addominale), che la mette in

comunicazione con la vena iliaca comune, passa tra i pilastri mediale destro

ed intermedio, risale in alto lungo la colonna vertebrale tenendosi a destra

dei corpi vertebrali e all’altezza di T4 si inflette in avanti, scavalca il bronco

destro e si getta nella vena cava superiore.

Le vene intercostali ricevono il sangue dei dodici spazi intercostali di destra,

mentre la vena emiazygos riceve il sangue degli ultimi sei spazi intercostali

di sinistra e la vena emiazygos accessoria riceve il sangue dei primi sei

spazi intercostali di sinistra.

Le vene freniche superiori ricevono il sangue dalla cupola diaframmatica

dirigendosi fino al centro aponeurotico della curva per poi iniziare la risalita

verso la vena azygos.

Tronchi venosi branchiocefalici

I tronchi venosi brachiocefalici si formano per confluenza della giugulare

interna e della succlavia a livello delle articolazioni sternoclaveari, decorrono

poi verso il manubrio sternale per andare per andare a formare per

confluenza la vena cava superiore. Il tronco venoso brachiocefalico di

sinistra è più lungo di quello di destra e ciò è dovuto al fatto che il punto di

confluenza dei due tronche è spostato verso destra, a questo si deve anche

la quasi verticalità del decorso del tronco di destra.

La vena giugulare interna inizia nel forame giugulare del cranio, come diretta

continuazione del seno trasverso. Scende nel collo lateralmente alla faringe,

sotto al muscolo sternocleidomastoideo, lateralmente alla carotide comune.

La vena succlavia inizia come diretta comunicazione della vena ascellare in

corrispondenza del margine laterale della prima costa e termina dietro

l’articolazione sternoclavicolare.

La vena giugulare esterna origina dall’angolo della mandibola e discende

nella parte laterale del collo, in posizione superficiale, decorrendo sopra al

muscolo sternocleidomastoideo, coperta dal platisma, a livello della

clavicola si approfonda per sfociare nella succlavia.

La vena toracica interna ha una decorrenza parasternale dopo aver ricevuto

il sangue al di sotto dell’ultimo paio di coste.

La vena facciale comune ha un numero elevatissimo di anastomosi e per

questo è considerato come plesso venose, alcuni dei suoi rami inoltre

confluiscono nella vena giugulare interna mentre altri nella vena giugulare

esterna.

La vena sovrascapolare riceve sangue a livello dei muscoli del rachide e

della scapola.

L’arco venose del giugulo che si forma dall’anastomosi tra le due vene

giugulari anteriori può essere più in generale considerato come

un’anastomosi tra le due vene giugulari esterne destra e sinistra.

Seni venosi della dura madre


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melpignanoangelo97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Caggiati Alberto.

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