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Picasso e Basquiat: influenze e opere

Picasso al lavoro 1971 Da notare l’anatomia distorta e le linee precise. Si tratta di un modo di dipingere che non dispiace a Basquiat. “Pater” (Basquiat) 1982, acrilico, pennarello su tela 213x182cm. Niente è casuale. Basquiat gioca sicuramente sul titolo: si riferisce al padre eterno (da notare l’aureola sopra il capo) oppure a proprio padre?

C’è un chiaro riferimento a Picasso, in particolare all’opera “Uomo in piedi”, caratterizzata da un’anatomia distorta e linee decise.

La prima fase

  • Alla fine degli anni ’80 Basquiat abbandona SAMO.
  • Nel Febbraio 1981 partecipa alla retrospettiva New York/New Wave, insieme ad altri artisti come Robert Mapplethorpe, Keith Haring, Andy Warhol e Kenny Scharf.
  • Nel marzo 1982 viene realizzata a Modena la prima mostra personale di Basquiat (Mazzoli rimase affascinato dai graffiti di Basquiat e fu lui ad avviare i contatti con lo stesso Jean-Michel) e contemporaneamente a New York nella galleria di Annina Nosei.

Annina Nosei: figlia di un professore di latino e greco, nasce a Roma e si laurea in lettere e filosofia. Lavora con Ileana Sonnabend, la più grande gallerista della pop art europea. Nel 1964 ottiene una borsa di studio e Annina si trasferisce a New York. Diventa docente presso l’università del Michigan di Ann Arbor e una famosa gallerista. Si sposa nel 1967 con il gallerista Weber. Alla mostra “New York New Wave” rimane folgorata dalle opere di Basquiat. Trova a Basquiat una dimora in cui vivere in cambio della vendita di alcuni quadri.

La mostra Public Address alla Nosei Gallery fu una collettiva in cui vennero esposti anche lavori di Barbara Kruger, Jenny Holzer e Keith Haring, mentre tutto il retro della galleria era occupato da sei quadri di Basquiat. Tra i quadri in mostra c'era Arroz con Pollo, Self-Portrait, Per Capita, Peso Neto, Redman. Poi erano esposte otto «poesie disegnate». Erano prevalentemente frasi stile SAMO, senza però il tag SAMO. In realtà alcune erano già state spruzzate sul muro da tempo. Si trattò di un successo e partecipò anche il padre di Basquiat. Grazie ai soldi guadagnati a Modena e New York, poteva permettersi una dimora fissa.

Opere di Basquiat nella mostra del 1982

Esempi di dipinti di Basquiat esposti alla Public Address della Nosei e alla galleria Mazzoli nel marzo 1982:

  • “Red Man” 1981, acrilico, spray, olio su tela, 79x83, esposto presso galleria Mazzoli. La figura umana è semplificata. Sono presenti riferimenti autobiografici come la macchina e l’ambulanza. Sono presenti lettere sbarrate (tipico di Basquiat). Simbolo ricorrente è la corona: sta per il rispetto e l’ammirazione che l’artista chiede a chi fruisce della sua opera, ma al tempo stesso il rispetto e l’ammirazione dell’immagine.
  • “Ashes” (ceneri) 1981, 182x121 cm, esposto alla Public Address della Nosei. Si può osservare un custode color lavanda con una corona infilata sopra il cappello che brandisce una scopa come fosse uno scettro.
  • “Ironia di un poliziotto negro” 1981, 182x121, acrilico, pastello su legno.
  • “Arroz con pollo”, acrilico, pastello a olio su tela 172x213 cm. Il quadro venne esposto nella personale di Basquiat alla Annina Nosei Gallery nel 1982. Si tratta di un dipinto iniziato a casa di Nick Taylor, ma per alcuni giorni smise di dipingere, così la Nosei gli diede dei soldi perché se ne andasse. Basquiat decise di andare in vacanza a Culebra, a Porto Rico. Lì realizzò questo dipinto. La particolarità di questo dipinto è che è uno dei pochi in cui la scena è collocata in uno spazio interno. È un abbozzata scena domestica: una lei demoniaca che brandisce una forchetta aspettando la cena a tavola, un pollo arrosto servito da una figura scheletrica con un'aureola di filo spinato.
  • “Self-portrait” 1982, acrilico, pastello a olio su lino 193x239
  • “Per capita” 1981, acrilico, vernice, spray, pastello a olio su tela 230x381 cm. Troviamo una serie di temi ricorrenti: un pugile di colore, che in una mano tiene la torcia olimpica. Da pugile diventa una specie di statua della libertà un po’ sovversiva. Sulla sua testa splende un’aureola sopra cui c’è la scritta: e pluribus unum (motto antico degli USA incentrato sull’integrazione delle colonie che entrarono poi a far parte degli USA). A sinistra in alto vengono elencate le colonie degli USA: Alabama, Alaska, Arizona, Arkansas, California, Colorado e Connecticut (lista in ordine alfabetico con rispettivo numero abitanti). La scritta per capita significa per ciascuno e rappresenta un’espressione che si scontra con il principio solidarietà. Rispetto ad “acque pericolose” la figura maschile ha subito un grande cambiamento. La figura del nero subisce una metamorfosi nei dipinti successivi; la figura è accompagnata inoltre da un compendio di simboli. Quest’opera è la testimonianza di un percorso che Basquiat ha compiuto per arrivare alla convinzione di un nuovo potere, una nuova identità. Contiene la dichiarazione di libertà di espressione artistica. Per capita è il risultato della ricerca di Basquiat di nuove strategie pittoriche. È evidente la sua preoccupazione per un contenuto narrativo dell’opera e proprio per questo realizza due nuovi espedienti, che diventeranno pilastri del suo vocabolario pittorico: l’integrazione l’utilizzo di mezzi più complessi di stratificazione, immettendo nell’opera immagine-testo, piani di colore distinti, che creano uno spazio illusionistico; vengono applicate anche sottili sfumature modulate. Basquiat una sorte di arena che interagisce con tutto quello che gli sta attorno. Tutto nell’opera punta a denunciare l’ingiustizia della distribuzione monetaria, che divide i ricchi e gli stati più poveri. Ciò segna sia la dicotomia tra ricchi e poveri che la preoccupazione di Basquiat per il lavoro per la gente comune. I contenuti politici e sociali fungono da trampolino per arrivare a verità più profonde. L’obiettivo è quello di affermare un tema universale: il diritto di tutti gli uomini a vivere pro capite e l’idea che ogni individuo ha il diritto di avere una distribuzione adeguata.
  • “Crows (Peso neto=peso netto) 1981, acrilico, pastello olio su carta con inserti di collage su tela 182x238 cm. Mostra una galleria di teste nere incoronate con aureole, intrecciate a delle corti di scheletri. Dipinti del 1981-82

Coi suoi dipinti Basquiat nega anni e anni del suo passato. L’eliminazione totale di qualsiasi abilità permette infatti di raggiungere una profondità maggiore. Come si nota già dalle sue prime opere la prospettiva scompare per lasciar spazio alla piattezza assoluta: abbiamo così un passaggio dalla logica lineare adulta a quella immediata dei bambini. Tratto fondamentale della pittura di Basquiat è la stratificazione dell’opera, che si accompagna ad una stratificazione dei significati. La ripetizione incessante di immagini e parole devono servire all’artista ed al fruitore a giungere ad uno stato in cui accettando il significante si arriva a perdere il significato. Negli anni Ottanta i quadri capolavoro di Basquiat sono per lo più di piccole dimensioni. Alcuni esempi: Aaron 1981; riferimento all’atleta Senza titolo-Hank Aaron Senza titolo 1981 Acrilico, pastello su tela “Cadillac moon” 1981 A destra si può vedere una pila di televisori; ci sono inoltre auto con carrozzeria staccata, la scritta SAMO cancellata e a destra l’opera è firmata “Jean-Michel Basquiat”.

Il simbolo del copyright è uno dei simboli più frequenti e più sfruttati da Basquiat. “Pork” 1981, acrilico, olio, penna su legno e vetro, 210x85 cm dipinge su qualsiasi supporto. In questo caso l’opera è realizzata su una porta finestra. Troviamo in quest’opera ripetuta più volte la scritta TAR: si riferisce all’asfalto, catrame e quindi al colore nero (epiteto razzista) oo Derivato del petrolio, cioè fonte di soldi, ma anche di derivazione chimica o Anagramma di art Rivela un interesse per le cose legate al commercio L’opera rivela una certa attenzione per le risorse naturali della terra, che col tempo vengono monopolizzate e sono oggetto di potere. Attenzione viene data alle figure umane. Il più delle volte si tratta di un uomo di colore. Le sue figure sono piatte, frontali, tratteggiate con linee semplici. Spesso portano aureole o corone e talvolta vengono mostrati gli organi interni.

Senza titolo 1981, acrilico, pastello a olio e matita su legno, 61x46 cm La lettera A viene ripetuta continuamente: potrebbe far riferimento al nome della compagna Alexis. Senza titolo 1981 186x121 cm titolo, ma nota come “Il pescatore” 1981. La flaneuse 1981, penna ad olio su carta. Trae ispirazioni da “Muro con iscrizioni” “Acque pericolose” 1981 penna, acrilico, spray su tela 165x248 cm Rappresenta il racconto più drammatico della posizione dell’uomo di colore. La figura non è posta al centro, ma a sinistra su uno sfondo giallo-arancione. A destra ci sono le carcasse di un animale, sopra cui volano delle mosche. A sinistra in basso c’è un serpente pronto ad attaccare ed dietro si intravedono acque pericolose. L’opera indica la posizione pericolosa in cui si trova l’uomo di colore (forse l’artista stesso), che naviga in “acque pericolose” (un ambiente inospitale). Troviamo qui un esempio della tecnica di apporre aree larghe e aggressive di colore messe dopo quasi a voler cancellare quello che c’era prima. È il procedimento opposto dell’artista: prima disegno e poi base.

Dextrose 1982, acrilico e pastello a olio su tela 140 x140 cm. Loans 1981, acrilico su legno. Salt 1981, tecnica mista su carta 60x45 cm. Senza titolo 1981. Senza titolo (skelly) 1981, acrilico, pittura spray su tela 203x284 cm Troviamo simboli come: corona, s di sale, superman (testimonia la passione per i personaggi cartoons), aereo, ruota con sopra la corona. Vi sono molte aree dominate dal nero; a sinistra e a destra troviamo immagini grafiche. Una di queste è un diagramma dipinto in bianco e nero che richiama un gioco di strada tipico dei ragazzini newyorkesi, giocato su asfalto con tappi di bottiglia riempiti di cera. Il gioco consiste nello spostarsi di casella in casella con questi tappi. Nel centro c’è un insieme di caselle denominate skelly (carcere). A sinistra spicca il disegno casa gialla con outline nero. È presente ripetutamente la S di sale: uno degli elementi alla base del commercio o forse s di SAMO. Senza titolo, 1981, acrilico, pastello a olio, pennarello, matita, carta da collage su tela 123x157. Al centro così come a sinistra troviamo una serie di s; a sinistra vi sono delle teste, una maschera, una.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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