Arte: il processo metamorfico nell'arte
Il surrealismo e la poetica dell'automatismo puro
Nel 1924 André Breton pubblica il primo manifesto del surrealismo, il documento che spiega con chiarezza e con abbondanza di esempi il significato del movimento. Anzi, dopo averlo lungamente trattato, Breton ne dà anche una definizione sintetica come quella di un ipotetico dizionario, giungendo perfino a porre, accanto al nome, la formula abbreviata s.m., sostantivo maschile:
"Surrealismo s.m. automatismo psichico puro mediante il quale ci si propone di esprimere sia verbalmente, sia per iscritto o in altre maniere, il funzionamento reale del pensiero; è il dettato del pensiero con l'assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione, al di là di ogni preoccupazione morale."
Il surrealismo è dunque il tentativo di esprimere l' "io" interiore in piena libertà, come è realmente, senza l’intervento della ragione che, mettendo in atto meccanismi inibitori, dovuti all'insegnamento che riceviamo fin dalla nascita, ci condiziona, obbligandoci a reprimere istinti e sentimenti, a nasconderli, seppellendoli nel più profondo di noi stessi, ad apparire insomma come la società costituita vuole che siamo.
Per raggiungere questa libertà occorre lasciarsi guidare dall’inconscio, come accade nel sogno, quando le immagini si susseguono senza un legame apparente, rivelando la nostra realtà recondita, molte volte ignota a noi stessi. È il metodo della psicanalisi: e, del resto, Breton riconosce apertamente l’apporto fondamentale delle scoperte di Sigmund Freud.
Tuttavia il surrealismo non si limita a trascrivere passivamente il sogno, non si esprime attraverso simboli, né è ingenuo. Cerca piuttosto di scoprire il meccanismo con il quale opera l’inconscio, mettendo a nudo il processo intimo, non soltanto durante il sonno, ma anche durante la veglia, mediante l' "autonomismo psichico", lasciando cioè che un’idea segua l’altra senza la conseguenza logica del ragionamento consueto, ma automaticamente: una parola ce ne fa venire in mente un’altra completamente diversa; così una forma, un colore, una luce ne suscitano altre in un concatenamento inarrestabile.
Giorgio De Chirico
Questa poetica era stata anticipata nelle opere di Giorgio De Chirico (Piazze d'Italia, 1910), l'inventore della pittura metafisica, al quale lo stesso Breton riconosce un ruolo di precursore.
Tra gli artisti più importanti del Surrealismo ricordiamo Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Max Ernst, Jean Arp, Juan Mirò e René Magritte.
In definitiva, il Surrealismo non propone soltanto un'arte visiva ma anche una nuova modalità di pensiero e di comprensione del mondo interiore.