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Arte e Cultura dell'America Indigena, riassunto esame prof. Domenici Appunti scolastici Premium

Appunti di Arte e cultura dell'America indigena basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Domenici dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, Facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Arte e cultura dell'America indigena docente Prof. D. Domenici

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ESTRATTO DOCUMENTO

I leaders di Paso de la Amada

oltre a gestire la forza lavoro dei

loro clienti per costruire edifici

pubblici, avrebbero agito come

sponsor del gioco, giocatori e

scommettitori.

Nella successiva fase Locona la

"grande casa" divenne il

principale edificio del villaggio,

probabilmente la casa di colui

che dovette essere già il vero e

proprio capo, la cui posizione era

ormai gerarchica ed ereditaria. La

prova di questa

istituzionalizzazione è stata

rinvenuta in una sepoltura

contenente un adolescente con

uno specchio di pirite sulla testa,

lo specchio è un chiaro attributo

di autorità (è difficile che un

adolescente abbia acquisito tale

posizione grazie alle proprie

azioni).

Congiunzione tra attività

sciamaniche e ereditarietà del

rango: alcuni gruppi

evidentemente avevano

cominciato a presentarsi come

"spiritualmente superiori",

probabilmente in virtù della

discendenza da antenati

divinizzati, che divenivano così la

giustificazione ideologica della

supremazia politica.

Il rango: diffuso tra gli individui in

modo da riflettere la loro distanza

genealogica dall'antenato, mitico

o reale, dal quale si ritiene

discendere la nobiltà e il potere

che ne deriva. Questa

transazione da società egalitaria

a gerarchizzata si chiama

chiefdom, ed avviene quando il

leader riesce ad appropiarsi della

carica facendola slittare dal piano

personale a quello familiare

(spesso attraverso casi di

manipolazione di regole

matrimoniali tra diverse famiglie

potenti): inoltre secondo il

meccanismo degli accomulatori,

più un leader accumula e diventa

generoso, più sarà difficile per i

suoi clienti ripagare pienamente

tale generosità il che li collocherà

in una situazione di debito sociale

e dipendenza, nel momento in cui

il leader riesce a trasmettere al

proprio gruppo familiare questa

posizione ci si trova davanti

all'istituzionalizzazione della

diseguaglianza.

"Lignaggi del cielo e lignaggi

della terra"

Valle di Oaxaca (Messico

sudoccidentale), 1700 a.c. si

sviluppano alcuni villaggi di

agricoltori.

1400-1150 a.c.: indizi che

indicano individui intradipendenti

in competizione per il prestigio

totale: a San José Mogote, il più

grande villaggio, si trovano beni

esotici, e anche qui si trovavano

gli accomulatori (infatti c'è una

casa degli uomini iniziati,

costruita grazie ad un leader

influente).

Fase San José (1150a.c. - 850

d.c.): emergono le prime

evidenze di sacralizzazione delle

differenze sociali: es in alcune

tombe di maschi adulti sono stati

rinvenuti vasi con simboli che

rimandano ai due principali ambiti

cosmici, il cielo e la terra

rappresentati come fulimne e

terremoto. A San José (la

capitale) tali simboli si associano

a diverse aree residenziali, il che

ha fatto pensare che

rappresentassero forze

sovrannaturali legate ai lignaggi

in cui era suddivisa la società

zapoteca. Simboli presenti solo in

seplture maschili: i leader, e in

alcuni casi si trattava di bambini il

ch fa pensare che fosse già

ereditario il potere.

Vasi con il motivo della stuoia:

uno dei più tipici e longevi simboli

della regalità.

San José Mogote: viene costruito

un edificio, con materie prime non

locali, il che dimostra che il leader

aveva la capacità di gestire la

manodopera che veniva da

villaggi circostanti (dominio sui

villaggi vicini). In una delle due

pareti erano collocate due

sculture, un felino e un rapace,

animali che rimandano alla

dicotomia dei due ambiti cosmici:

il felino è il simbolo delle forze

notturne e terrestri, il rapace di

quelle diurne e celesti.

-si stavano verificando in

entrambe le aree dei fenomeni

politici per molti versi analoghi.

-rito: attraverso di esso gli attori

politici potevano coinvolgere le

persone e renderle partecipanti

attivi del mutamento politico.

CAPITOLO 2 "GLI OLMECHI"

"Signori di pietra" (1200-900

a.c.)

Testa numero 1 si San Lorenzo

(Veracruz,Costa del Golfo): la più

grande delle 17 teste colossali

olmeche ritrovate. La Testa uno

(come le altre) raffigura un

individuo specifico. Differenza

dalla valle del Soconusco e di

Oaxaca= la i leader restavano

anonimi, qua si mostravano con

caratteri individuali. Non si

racconta ancora nulla del

sovrano, ma si afferma già

un'identità individuale. Tra l'altro,

la variazione delle decorazioni dei

copricapi ha fatto ipotizzare che

si possano celare tra quei motivi i

nomi degli individui raffigurati.

Alcuni di questi (zampe di

giaguaro o teste di rapaci) paiono

ancora una volta alludere alla

terra e al cielo.

Fase San Lorenzo (1150-900a.c.)

: il sito veracruzano di San

Lorenzo divenne la capitale , il

centro della cultura olmeca.

Altri siti : La Venta, Laguna de los

Cerros, Tres Zapotes.

Da tutti questi siti provengono

non solo le teste, ma anche troni

monolitici, erroneamente noti

come "altari".

Grande blocco di La Venta:

anticamente sovrastato da una

sorta di tavola, sul fronte si trova

un bassorilievo raffigurante delle

fauci : è la bocca del Mostro della

Terra, la grotta che nella

cosmologia mesoamericana

immette nel Cuore della

Montagna. Sulla soglia della

bocca-grotta siede un

personaggio con un grande

copricapo degli orecchini e una

collana, simboli di regalità.

L'uomo tiene in braccio quello

che sembra un bambino dai tratti

giaguariformi, come se fosse

morto. Sui lati altre quattro figure

tengono altri quattro bambini-

giaguari. Iconografia: il sovrano è

presentato seduto sulla soglia

dell'inframondo, nel punto di

contatto tra il mondo degli uomini

e il Cuore della Montagna,

l'ambito cosmico freddo, scuro

che era la sede della divinità

dell'acqua e della fertilità. Il

bambino-giaguaro pare essere

una personificazione delle forse

sovrannaturali del mondo

sotterraneo. Il sovrano facendosi

raffigurare sulla soglia della

grotta, si presenta come

mediatore tra il mondo degli

uomini e le forze sovrannaturali

della terra, dell'acqua e della

fertilità. Il linguaggio è sempre di

tipo assertivo, il sovrano è solo

ritratto nella sua posizione

cosmologica, non abbiamo info

sopra la vita o le imprese. Il suo

potere non si fonda su capacità

personali ma sul suo carattere

uomo-dio.

Figure laterali: Altare 4 di La

Venta, le figure tengono una

corda che le unisce al sovrano: la

corda simboleggia i legami

parentelari, quindi potrebbero

essere dei parenti= privilegio di

sangue e legittimità.

Il centro monumentale di La

Venta doveva essere organizzato

come una sorta di

cosmogramma, nel quale si

distinguono due aree= la grande

piazza centrale dove si trovavano

i troni, area riservata al presente

e alla glorificazione del potere

politico; la porzione settentrionale

è quella relativa al passato e al

culto degli antenati; le due aree

sono separate dalla grande

piramide in terra battuta, replica

della Montagna Sacra e

contenitore delle forze della

fertilità. Le teste sono state

ritrovate nella parte

settentrionale, il che fa pensare

che fossero ritratti di sovrani

defunti i quali al momento della

morte si trasformavano in

antenati divinizzati e venivano

immortalati nella pietra (che era

stata il loro trono).

Le dimensioni degli edifici e dei

monumenti erano una

testimonianza del potere.

Produzione minore: spiccano

figure umane in posizione seduta,

collocate probabilmente nei centri

di potere secondari e sedi di

principi o nobili.

Area del Soconusco: i Mokaya

ottenevano ceramiche decorate

con motivi iconografici olmechi.

1000 a.c.= la relazione tra le due

regioni muta: il sito di Paso de la

Almeda (capitale Mokaya) venne

abbandonato e la regione cadde

sotto il controllo di un nuovo sito

nella zona di Ojo de Agua nel

quale sono state rinvenute

sculture olmeche = Clark ha

interpretato questo cambiamento

come il segno della presenza

diretta di un élite olmeca nel

Golfo che riuscì ad insediarsi nel

Soconusco.

Teopantecuanitlan: sin dal 1000

a.c. viene costruito un sito al cui

centro si trova una sorta di

cosmogramma monumentale in

stile olmeco: non è chiara la

presenza di questo stile olmeco

in un sito che si trova al di fuori

dell'ambito linguistico mixe-

zoque, ma è possibile che la città

godesse di una relazione

privilegiata con le élite olmeche

del Golfo in virtù della sua

strategica posizione.

-Distribuzione dell'arte olmeca=

mappa politica

"Le vie della giada" (900-600

a.c.)

-Centro monumentale di La

Venta: la maggior parte della sua

sequenzacostruttiva si situa tra il

900 e il 600 a.c.

Complesso A: Uso di pietre verdi

come serpentino e giada: erano

pietre di estrema preziosità ed

erano associate all'acqua, quindi i

depositi di serpentino erano delle

materializzazioni delle acque

sotteranee, una specie di

magazzino della fertilità. Al di

sopra stavano due mosaici che

rappresentano il cosmogramma,

da esso sbocciano quattro gigli

d'acqua. Le offerte di asce

disposte a croce alludono alla

forma dell'albero cosmico che si

erge al centro dell'universo sopra

le acque. L'alligatore che

galleggia è rappresentato dal

sarcofago posto al di sopra dei

blocchi di serpentino. La tomba,

camera funeraria, è posta davanti

alle fauci dell'alligatore-sarcofago

ed è divisa simbolicamente in due

settori: quello dell'accesso

settentrionale e quello meridonale

ubicata direttamente al di sopra

dell'offerta di serpentino.

Offerte funerarie: confermano la

simbologia acquatica e

agigungono un elemento

significativo, l'autosacrificio,

rappresentato dalle spine di

razza, dai denti di squalo e dai

perforatori.

L'autosacrificio sarà una pratica

ampiamente diffusa tra i sovrani

maya: 'autodissanguamento

ottenuto mediante la perforazione

di organi come il pene e la lingua

permetteva loro di amterializzare

il Serpente della Visione, dalle cui

fauci emergevano gli antenati con

i quali i sovrani entravano in

comunicazione: questo contatto

legittimava il potere dei

governanti che proprio da quegli

antenati defunti lo avevano

ereditato. Spina= carattere

acquatico della dimora

oltremondana.

-Asce di Rio Pesquero.: due

figure molto simili, un essere

centrale che tiene sugli

avambracci una sorta di scettro in

un caso a forma di serpente.

Dalla sommità dei copricapi

emerge una pianta di mais, una

delle figure è composta solo dalla

testa, l'altra anche dalle parti

inferiori (gambe trasformate nel

muso di un alligatore). Ai quattro

lati ci sono germogli di mais che

indicano le direzioni dell'universo.

Significato: il sovrano si erge al

centro dell'universo (scettro=

autorità), il suo corpo è come il

corpo dell'alligatore-albero

cosmico e dalla sua testa emerge

una pianta di mais che fornisce il

sostentamento a tutti gli uomini. Il

re è il principale dei cinque pilatri

(i germogli sono gli altri 4), e sta

al centro nel luogo in cui è

possibile passare da un livello

all'altro. Il re sciamano è quindi

mediatore e il responsabile della

fertilità universale.

L'ascia era l'arma del dio della

pioggia.

-Seconda fase olmeca: la

produzione di piccole sculture

portatili di pietra verde divenne

una delle attività fondamentali

degli artisti. La giada divenne il

materiale principale. Comincia a

scomparire la ceramica con

decorazioni, diventa priva di

decorazioni (progressiva

restrizione dell'accesso alle

simbologie sacre).

In tutta la Mesoamerica i beni di

lusso in stile olmeco continuarono

ad essere attivamente scambiati

con materie prime

preziose.Crescente interazione

tra area metropolitana del Golfo e

il resto della Mesoamerica

(soprattutto nei corridoi che

conducono ad importanti

giacimenti di beni esotici) =

testimoniata dalla scultura

monumentale, ma i canoni

stilistici cambiano. Le grandi

sculture a tutto tondo vennero

soppiantate (700 a.c.) da grandi

sculture a bassorilievo.

Es. Stele 2 di La Venta, sovrano

raffigurato in piedi e contornato

da piccole figure giaguariformi

armate di asce (tlaloques per gli

aztechi, gli attendenti-bambini

della divinità dell'acqua). Il

signore è quindi rappresentato in

compagnia delle manifestazioni

delle forze sovrannaturali che è in

grado di evocare e controllare. =

ancora stele assertiva

Stele 3 di La Venta: al di sotto

delle figure sovrannaturali si

osserva un incontro tra due

individui nobili, ognuno dei quali

dotato di un grande copricapo,

cinturone,pettorale e scettro. E'

altamente probabile che si tratti di

un incontro di tipo diplomatico,

tema che divenne sempre più

importante= non è più di tipo

assertivo.

Le steli a bassorilievo ebbero una

diffusione più ampia rispetto alle

sculture monumentali. In questo

modo le élite locali avrebbero

testimoniato i loro contatti con i

governanti del Golfo del Messico

ricavandone prestigio e

legittimazione.

SINTESI: prima fase, diffusione

olmeca sopratutto nel

Soconusco; dal 900 in poi viene

adottata e rielaborata in molte

regioni mesoamericane (bisogno

delle élite di ottenere il monopolio

ideologico).

Dibattito: teoria della "cultura

madre", sostenitori di una

primogenitura olmeca dei

fondamentali concetti cosmologici

e politici, della loro trasposizione

artistico-iconografica e della loro

diffusione pan-mesoamericana ;

teoria delle "culture sorelle",

secondo i quali la cosmologia e la

politica del Preclassico

mesoamericano sarebbero

piuttosto il frutto dell'interazione

tra le diverse aree senza che vi

sia stata una qualche

primogenitura olmeca (pur

essendo innegabile che gli

Olmechi abbiano dato un

contributo sostanziale, ma

l'utilizzo di tale linguaggio

"olmeco" non è dovuto ad

un'imposizione).

Interazione competitiva:

(Flannery), è il rapporto che

legava le diverse élite

mesoamericane, i gruppi nascenti

non sarebbero stati soggetti al

potere diretto da parte degli

Olmechi ma avrebbero sfruttato i

contatti per ottenere strumenti di

legittimazione utili alle locali

esigenze di propaganda.

Dopo la caduta di La Venta e di

altri centri olmechi, le varie

regioni prendono strade evolutive

diverse.

CAPITOLO 3 "LA

TRASFORMAZIONE

DELL'IDEOLOGIA OLMECA"

Stele 21 di Izapa: un uomo con

un grande copricapo zoomorfo,

orecchini, collana e ali sulla

schiena brandisce un coltello

mentre afferra per i capelli una

testa mozzata. A terra il resto

dell'uomo anchegli abbigliato

riccamente, sullo sfondo un

signore osserva il sacrificio

all'interno di una portantina

ornata con la figura di una grande

felino sul tetto. La sommità della

stele è occupata dalle fauci del

cielo, nella parte bassa, ora

erosa, dovevano trovarsi quelle

della terra.

Non si sa chi sia il protagonista,

ma la presenza di un uomo in

portantina potrebbe far pensare

che quello in primo piano sia un

sacerdote o un nobile anche se è

abbigliato in tutto e per tutto

come i re raffigurati in altri

monumenti. Con il confronto con

altri monumenti più tardi si

capisce che è più probabile che

sia un re, come pure l'uomo

sacrificato: si tratta di un

prigioniero di guerra, catturato

appositamente per essere

immolato al sacrificio. L'atto

sacrificale è iscritto in un chiaro

contesto cosmologico, al tempo

stesso il sacrificio mette l'accento

sul ruolo attivo giocato dal

sovrano, non solo come

sacrificatore ma come vincitore di

battaglie= le capacità personali

del re cominciano ad acquistare

rilievo nell'ambito del messaggio

ideoogico. Il sangue non è più

solo quello dell'autosacrificio.

Continuità culturale tra l'ideologia

olmeca e le nuove entità politiche

dell'area istmica= evidente nelle

opere di Tres Zapotes (Veracruz),

importante centro olmeco che dal

300 a.c. crebbe fino a diventare il

principale centro epi-olmeco della

regione.

STELE D: raffigura un incontro

tra nobili con probabile atto di

sottomissione, contenuti

all'interno delle fauci spalancate

del Mostro della Terra: la

tendenza narrativa della tarda

arte olmeca rimane comunque

iscritta nel più ambpio contesto

cosmologico tradizionale.

Preclassico Tardo (300a.c.-

200d.c.), nel mondo istmico e

sugli altopiani maya del

Guatemala pare essersi formata

una specie di koiné culturale

caratterizzata da relazioni e

scambi interetnici tra gli eredi

degli Olmechi e i Maya.

Arte Izapa= sculture, la maggior

parte rapprensenta esseri

sovrannaturali associati al mondo

acquatico (iconografia olmeca).

Stele 25: individuo che sostiene

uno scettro (parallelo all'albero

cosmico-alligatore che fu tema

della cosmologia olmeca). Anche

qui il sovrano è in una posizione

cosmologica rilevante tra le forze

celesti (uccello) e quelle terrene

(alligatore). = qui il corpo del re e

quello degli esseri sovrannaturali

dividono lo spazio compositivo, in

altre opere izapeñe il sovrano

prende il sopravvento, diventa

protagonista assoluto, ma manca

il vero e proprio racconto delle

sue imprese.

"Le parole nella pietra"

La pintadera di San Andrés

(Veracruz), è una sorta di timbro

cilindrico in terracotta di epoca

olmeca(650a.c.) utilizzato per

stampare tessuti o realizzare

pitture corporali= scena costituita

da un uccello con le ali spiegate,

dal cui becco esce una sorta di

fumetto che termina con dei segni

= è la più antica attestazione di

quello che diverrà un segno

ideografico ampiamente usato in

mesoamerica, la cosidetta

"virgola della parola". Alcuni dei

segni somigliano a glifi che

diverrano comuni nelle scritture

mesoamericane (es. una u che

pare anticipare il titolo ajaw,

signore; o la faccina con tre punti

che pare anticipare una data

maya). La presenza della data, o

nome calendarico, indica che già

nel VII secolo a.c. era in uso il

calendario ituale di 260 giorni, il

più importante calendario

mesoamericano, regolava

l'influenza delle forze

sovrannaturali sul mondo degli

uomini ed era usato per scopi

astrologici e divinatori. La sua

combinazione con il calendario

solare dava luogo alla ruota

calendarica, un ciclo di 52 anni

che costituiva il "secolo"

mesoamericano.

Quindi la pintadera di San Andrés

dovrebbe essere la prima

attestazione di un titolo regale.

Monumento 13 di La Venta (600-

400 d.c.): uomo accompagnato

da elementi glifici: 1-impronta del

piede, ideogramma che fa

riferimento al camminare o al

viaggio 2-colonna di glifi illeggibili

(il più basso potrebbe essere un

avvoltoio, che significherebbe

ajaw, signore).

Allo scadere dell'epoca olmeca si

sarebbero quindi sviluppate le

prime forme di scrittura, usate nei

contesti relativi alla legalità= la

scrittura quindi non è nata per

esigenze di tipo contabile ma per

propaganda politica.

Dalle iscrizioni olmeche si

svilupparono : 1-scrittura istmica,

alla quale si deve l'invenzione del

Conto Lungo, un'ulteriore forma

calendariale che permetteva di

superare l'ostacolo della rapida

ciclicità della Ruota Calendariale,

perchè il suo ciclo era così lungo

da evitare ripetizioni, iniziava il 13

agosto 3114 a.c. e finiva il 12

dicembre 2012.

2-scrittura Maya degli Antopiani

3-scrittura zapoteca.

Stele 1 di La Mojarra (Veracruz):

sovrano di profilo, lo spazio libero

è occupato da una lunghissima

iscrizione composta da 520 glifi e

divisa in due sezioni ai cui inizi

spiccano due date del conto

lungo, 21 maggio 143 d.c. e 13

luglio 156 d.c.

L'iscrizione è decifrata solo

parzialmente, narra le vicende del

Signore della Montagna e del

Raccolto, inizia narrando di

un'eclisse solare e della

precedente apparizione di Venere

come Stella del Mattino per poi

riferirsi ad una rivolta di nobili o

usurpatori; 13 anni dopo uno dei

prigionieri catturati viene

decapitato dal protagonista in

occasione delle cerimonie che

precedono la salita al trono. Egli

compie offerte, mostra i segni del

potere e in occasione della nona

ricorrenza di Venere (come

all'inizio della stele) si mostra

coome legittimo sovrano. Il testo

è una sorta di manifesto della

regalità, il sovrano così come

avveniva in epoca olmeca, è

investito di poteri sovrannaturali.

Il calendario lega il tempo storico

al tempo astronomico (la data

coincide con l'apparizione di

Venere).

I nuovi modi di propaganda epi-

olmeca vennero condivisi dai

Maya degli Altopiani del

Guatemala, es. Stele 1 di El

Porton, 400a.c., accanto

all'immagine del sovrano

compaiono iscrizioni (non

decifrate).

- I nuovi gruppi di potere

emergenti in forte competizione

dovettero aver bisogno di un

metodo per sancire il loro diritto di

governare, un diritto che non si

fonda più solo sulla loro posizione

cosmologica ma anche sulle loro

capacità individuali, su attività

che dovevano essere narrate = la

risposta all'esigenza fu la

scrittura.

CAPITOLO 4 "IL POTERE DEL

SANGUE"

Piramide 5C di Cerros (Belize):

scalinata che conduce al vero

tempio dove si ergevano 4 pali

che simboleggiano i pilastri

cosmici. Bassorilievi che

raffigurano divinità sui gradoni,

sopra il segno delle Fauci del

Cielo. I due mascheroni del

gradone inferiore hanno volti di

giaguaro, e sulle guance hanno

simboli in forma di fiore che ne

simboleggiano l'identità: kin, il

Sole= sono il Sole Giaguaro,

quella orientale ha attaccato agli

orecchini il glifo yax, primo, cioè il

sole appena sorto, la maschera

occidentale è il sole al tramonto. I

due mascheroni superiori hanno

elementi come il lungo naso che

ne indicano la diversità, sono

raffigurazioni di Venere (mattutita

e serale).

Venere e il Sole: importante

coppia per la mitologia Maya.

Punto di vista astronomico:

Venere come Stella del Mattino

precede la levata del sole mentre

come Stella della Sera ne segue

il tramonto. Erano identificati

come due gemelli, protagonisti

del più celebre dei cicli mitici

maya, il Popol Vuh, dove i due

gemelli (Primo Giaguaro e Uno

Signore), figli del Dio del Mais,

scendono insieme nel mondo

sotterraneo per affrontare gli dei

sotterranei ad una partita di palla

che sarebbe finita con la loro

uccisione e la conseguente

rinascita sotto forma di corpi

celesti.

Il Re ovviamente stando al centro

della scalinata, stava al centro del

mondo, secondo l'antica

concezione cosmologica olmeca

(era corrispettivo terreno dei due

astri).

700 a.c.= evoluzione cuturale

dovuta ad una nuova

colonizzazione di gruppi Maya=

siti: Cerros, Cuello, Lamanai, El

Mirador, ecc...nei bassipiani =

condivisero tra il Preclassico

Medio e il Tardo uno stesso stile

architettonico, come i

mascheroni, i complessi

astronomici e il cosidetto

"gigantismo archtettonico".

Quest'ultimo si riferisce alle

impressionanti dimensioni di

alcuni edifici piramidali.

Le grandi costruzioni templari

fungevano da contenitori delle

forze sacre. Grande

proliferazione dei siti

monumentali= probabile

competizione tra i diversi centri

religiosi.

-Monumenti preclassico medio

Maya= paiono testimoniare un

tipo di propaganda politica

scarsamente "narrativa",

incentrata più sulla

corrispondenza tra la

manifestazione terrena della

regalità (sovrano) e l'ordine

cosmico (mascheroni).

-Monumenti preclassico tardo

(300 a.c.) Maya= i bassipiani

maya hanno progressivamente

adottato forme artistiche e

propagandistiche di tipo izapeño

(probabilmente conseguenza

della competizione).

L'efficacia di un centro

monumentale, doveva essere

associata all'efficacia dell'ajaw.

Parallelamente alla proliferazione

dei centri monumentali si ebbe la

proliferazione dei sovrani in

competizione, il cui successo si

rifletteva in buona parte nella

quantità di popolazione insediata

nel centro e dintorni.

Queste aggregazioni andarono a

formare regni.

Linguaggio propagandistico:

massiccio assorbimento di

elementi artistici e ideologici del

mondo izapeño (esigenze

personalistiche)= scrittura

geroglifica dall'accentuato

fonetismo, pratiche come il

sacrificio dei prigionieri di guerra

e fondamentali simboli politici

come pop (la stuoia).

-Insistenza sulle genealogie

nobiliari: rimanda ancora alla

propaganda politica maya, ma a

differenza del mondo maya il

sovrano zapoteco fu un

dominatore assoluto a capo di un

grande stato centralizzato che

non conviveva con altre entità

simili.

Potente stato unitario con

capitale a Monte Alban.

La società era dominata da una

nobiltà la cui differenziazione

della popolazione dalla

popolazione comune si fondava

sulla presunta ascendenza

divina. Da questa nobiltà

emergevano il sovrano e sua

moglie, insediati insieme ai

familiari più stretti e ai servitori

nel yoho quehui, il palazzo reale

che costituiva il cuore della

capitale.

Il potere zapoteco è quindi di tipo

territoriale, che può dominare e

inglobare nuove terre e nuove

entità politiche.

Rispetto al mondo maya le azioni

individuali paiono aver avuto

un'importanza minore.

VI secolo: l'universo politico

zapoteco si avvia verso una

frammentazione = la crisi del

periodo classico si abbatte anche

su Monte Alban; sebbene mai del

tutto abbandonata attorno al 900

d.c. la città perse infatti il suo

ruolo dominante.

Centrato l'effetto centripeto della

grande capitale statale, ognuno

dei lignaggi più importanti dette

vita a un piccolo "regno".

CAPITOLO 6 "IL POTERE

DELLA TERRA: TEOTIHUACAN"

Piramide del Sole, ubicata

all'estremo sudorientale del

Bacino del Messico, ai suoi piedi

si estende il Viale dei Morti

(piccole piramidi ai lati),

all'estremo settentrionale del

Viale si innalza la Piramide della

Luna, poco più piccola di quella

del sole.

V secolo d.c.= momento di

splendore di Teotihuacan, era la

sesta città più grande al mondo

(150|200 mila abitanti).

Non ci sono bassorilievi, no

ritratti, no iscrizioni, non un nome,

pochissime date e Conto Lungo

inesistente. Le rare sculture

paiono raffigurare divinità e

animali e le pitture sempre

raffigurano divinità,animali,umani

anonimi e stereotipati.

Preclassico inferiore e Medio: il

Bacino del Messico fu coinvolto in

modo tangenziale dalla sfera

culturale olmeca. I primi villaggi

risalgono al 500 a.c.; dopo tre

secoli di vita "normale" dal 150

a.c. la città di Teotihuacan iniziò a

crescere in modo molto rapido.

Fase Tzacualli (1-150 d.c.)=

vennero erette le due Piramidi e

complessi di templi.

La città è ortogonale, organizzata

intorno all'asse del cosiddetto

Viale dei Morti e suddivisa in

centinaia di complessi

residenziali ammuragliati di forma

quadrangolare. La crescita della

città fu evidentemente gestita dal

governo statale.

Sembra che gran parte della

popolazione sia stata attirata

verso la città (50-60% della

popolazione regionale).

-Possibili ragioni economiche

legate alla manifattura e al

commercio di beni come

l'ossidiana

-Più probabilmente il suo

successo sembra essere dovuto

alla sua crescente fama di centro

religioso = la stessa forma della

città, divisa in 4 quadranti e

organizzata attorno ai due assi

del Viale dei Morti e del Viale Est-

Ovest, ne esplicita la simbologia

cosmica: la città era il punto dove

gli assi convergevano, era al

centro del mondo. Le due

principali piramidi sarebbero

dedicate a due divinità

acquatiche. Al di sotto della

Piramide del Sole si trova una

grotta usata come santuario. La

grotta e la piramide formano così

uno dei fondamentali modelli

cosmici mesoamericani, la

montagna al cui interno si trova la

grotta da cui emergono gli esseri

viventi; agli angoli dei gradoni

furono rinvenuti corpi di bambini

sacrificati, secondo una tipica

usanza mesoamericana legata

alle divinità acquatiche.

Il valore della Piramide della Luna

è probabilmente legato

all'immagine del Cerro Gordo, la

montagna che si erge alle sue

spalle= pare una replica

artificiale.

La traiettoria evolutiva delle prime

fasi ricorda quelle dei centri maya

dei bassipiani: centri religiosi che

fecero del gigantismo

architettonico il segno del proprio

successo. Ma a differenza di

questi, anche nel corso delle fasi

di massimo splendore, i

teotihuacani non eressero mai

monumenti con raffigurazioni a

bassorilievo dei re, si dedicarono

a modalità propagandistiche

diverse: -Fase Miccaotli (150-

200) e Tlamimilolpa (200-400),

l'attività edilizia monumentale si

concentrò su un complesso

quadrangolare noto come

Cittadella, e venne eretto il

Tempio di Quetzalcoatl: una

piramide decorata da centinaia di

serpenti piumati, il corpo dei quali

termina con un copricapo che

raffigura un alligatore sul cui

muso si osservano due cerchi

che appaiono di solito attorno agli

occhi del dio dell'acqua Tlaloc.

Serpente piumato: considerato

una divinità patrona dei sovrani e

dei governanti, gli edifici della

Cittadella potevano essere la

sede del governo teotihuacano.

Scavo effettuato al di sotto= no

una tomba regale ma diversi

individui sacrificati, gruppi di

donne/uomini con le braccia

legate e abbigliati con lo status di

guerriero. Non è ancora chiaro se

siano guerrieri stranieri o

teotihuacani.

Alcuni ritengono che la

costruzione del tempio sia stata

l'opera di un sovrano

particolarmente potente la cui

sepoltura o non è stata scoperta

o è stata saccheggiata = la

Cittadella viene quindi ritenuta

come un punto di svolta nella

gestione del potere politico, un

momento caratterizzato dal

potere dispotico di un unico

sovrano = indizio, una

costruzione di una piramide

addossata al tempio di

Quetzalcoatl in modo da coprirne

la facciata, si tratterebbe quindi di

una reazione contro l'eccessiva

centralizzazione del potere

operata dal sovrano a cui

attribuiscono la costruzione del

tempio.

La costruzione di piramidi

addossate alle facciate di piramidi

più antiche è un elemento

ricorrente nella fase Tlamimilolpa

di Teotihuacan = quindi i dati

disponibili sino ad oggi indicano

che il tempio fosse si associato

alla glorificazione del potere ma

questo potere continuava a

presentarsi in forma anonima e

non individuale, è probabile che il

tempio sia stato eretto da un

gruppo di potere o un individuo

che si mostrava sotto la

protezione di Serpente Piumato.

Dopo la "cancellazione" del

Tempio di Quetzalcoatl (fasi

Xolalpan e Metepec), la città

visse la sua fase di massimo

splendore: il commercio

dell'ossidiana e il controllo della

gran parte dei giacimenti

mesoamericani sembrano aver

assicurato la ricchezza cittadina.

Individui maya, zapotechi e

dell'occidente del Messico

vivevano in specifici quartieri, che

fu una città quindi multietnica e

cosmopolita, ma non divenne mai

la capitale di un vero e proprio

impero.

Le funzioni amministrative

dovettero concentrarsi nel

Complesso del Viale dei morti,

mentre la sede formale del

governo sfugge ancora. Le

strutture abitative proliferano

attorno al centro. I complessi

architettonici mostrano evidenti

differenze di ordine gerarchico e

apparentemente i loro abitanti

condividevano un'attività

prevalente (ceramisti, muratori,

guerrieri, ecc).

Pitture murali: la pittura

teotihuacana è contraddistinta da

alcuni tipi ricorrenti di immagini

che possiamo distinguere in

divinità (Tlaloc il dio dell'acqua e

la Grande Dea), uomini

(probabilmente le uniche

immagini di governanti o membri

d'élite, soprattutto sono gruppi in

parata pressochè identici, tutti

con particolari copricapi, i

sacerdoti portano una borsa

rituale, i guerrieri mazzi di dardi

scudi o lanciadardi), animali e

segni o gruppi di segni.

Assoluta anonimità, in pochissimi

caso ad alcuni individui sono

associati glifi che potrebbero

essere elementi nominali =

antipodi dell'arte olmeca e maya.

Variabilità= i copricapi: a forma di

serpenti piumati, alcuni militari

con lunghe piume, e copricapi

con nappe pendenti (i

teotihuacani nei monumenti maya

hanno questo copricapo quindi

potrebbero essere ambasciatori);

è probabile che i copricapi

fungano da indicatori di incarichi

politici.

Altre rappresentaizoni di nobili=

ceramiche es. vaso di Las

Colinas, ci sono 4 nobili, 3 con lo

stesso copricapo e affiancati da

glifi. Il quarto dotato di cerchi

intorno agli occhi porta il

copricapo a nappe. I glifi

potrebbero simbolizzare le

divinità protettrici di specifici

gruppi di potere.

-Settore del Complesso del Viale

dei Morti: presenta una

suggestiva sovrapposizione delle

strutture, quelle più antiche sono

caratterizzate da immagini di

serpenti piumate, quelle più

recenti da felini. Inoltre lo scontro

tra serpenti e felini è

rappresentato nel Murale degli

Animali Mitologici e quindi tutto

questo potrebbe trattarsi di

un'allegoria dello scontro tra

gruppi politici-nobiliari della città.

Altro elemento= Gufo

Lanciadarsi, il gufo è un

immagine che si ripete nelle

pitture teotihuacane. Se fosse

così i glifi degli animali

corrisponderebbero quindi a nomi

propri dei nobili teotihuacani.Se è

valida quest'ipotesi le sequenze

animali presenti sulle pareti di

alcuni complessi sarebbero

quindi delle notazioni

emblematiche che fanno

riferimento al potere al quale

appartiene la nobiltà del

complesso in questione.

-Si osservano due attività: quella

bellica e quella fertilizzatrice. Nel

primo caso vediamo nobili in

armi, privi però di indicazioni

secondo le loro azioni, non

conosciamo prigionieri ne

toponimi conquistati. Nel secondo

caso i nobili-sacerdoti spargono

simboli di fertilità, i governatori

fungendo da mediatori tra le forze

del luogo e i suoi abitanti, fecero

della fertilizzazione la metafora

principale dell'azione di governo.

L'arte teotihuacana si

concentrerebbe più sulla

"rappresentaizone di relazioni

strutturali" mediante diagrammi

(es la città stessa) = era una

cultura opposta ai culti dinastici,

agli stili artistici naturalistici e

antropomorfi e alla scrittura. Al

contrario l'organizzazione

collettiva fu plasmata sulla

grande scala urbana e venne

sviluppata un'arte che glorificava

e idealizzava la persona collettiva

e le relazioni strutturali che

dimostravano quante piccole parti

componevano la comunità.

Non avevano un sistema di

scrittura, ma era una scelta

consapevole, non avendo

bisogno di narrare alcun evento

storico o di raccontare la vita di

qualche individuo preminente,

un'articolata scrittura di tipo

fonetico-sillabico, non venne

adottata.

-Ma, le pitture murali

costituiscono un sistema di

comunicazione estremamente

complesso e finalizzato

all'espressione di specifici

concetti.

Sing Clusters: veri e propri

complessi emblematici composti

da segni assemblati secondo


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AUTORE

pakush

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pakush di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Arte e cultura dell'America indigena e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Domenici Davide.

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