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CIVILTA ELAMITA: sviluppatasi nella

Archeologia e Arte Iranica pianura Susiana (Elam) e sull’altopiano del

Fars a partire dal IV millenio a.C. Si tratta di

una appendice sud-orientale della

ETA DEL FERRO IRANIANA Mesopotamia per cui le popolazioni del Fars

-FERRO I 1350-1100 a.C vengono acculturate molto dalla civiltà elamita

-FERRO II 1100-800 a.C nel corso del I-II millennio a.C

-FERRO III 800-500 a.C

1. I MEDI: prima popolazione che trova menzione nei testi scritti da parte degli Assiri. Dal 612 a.C i Medi

si affermano grazie alla conquista della capitale Ninive fino a quando nel 549 vengono sconfitti dal re persiano

Ciro.

Fondano la loro capitale Ecbatana (luogo di riunione); i resti della capitale sono due colinette: Tepe hegmataneh e

Tepe Musalla, esse hanno portato alla luce pochi resti di un complesso monumentale del I-II d.C. Confermando

che Ecbatana fu una delle principali città anche nei periodi successivi.

Ai Medi vengono attribuiti manufatti con influssi vicino-orientali da parte assira o sciita come gli Akines: armi

raffiguranti motivi animalistici e figure antropomorfe

alate poste ai lati di un albero sacro.

SITI ARCHEOLOGICI

Godin Tepe: residenza di un signore locale. Muro nord

fortificato con bastioni a pianta quadrata. Entro il

perimetro fortificato abbiamo tre sale con pilastri. A Est

una serie di ambienti paralleli di pianta stretta e allungata

con funzione di magazzini.

Tepe Nush-E Jan (750 a.C)

-Sala con pilastri, rettangolare, con pareti interne

decorative da nicchie con pareti a progressivo

arretramento. Si conservano solo le lastre piatte di base

disposte su quattro file di tre.

-Nel settore orientale vi è una struttura con preti esterne a contrafforti rettangolari e racchiudenti ambienti di

pianta rettangolare utilizzati come magazzini.

Inoltre piano superiore raggiungibile con una

rampa.

Tempio occidentale: ingresso a est che conduce a un

vestibolo da cui si passa alla cella, nella quale si

trova una base dall’altare decentrata a sud;

elemento tipico dell’architettura religiosa della

Mesopotamia orientale. Asse della larghezza più

ampio secondo uno schema tipico babilonese.

Tempio centrale: aperto a sud ovest, caratterizzato

da una pianta cuneiforme, con un vestibolo largo

che conduce ad una cella triangolare con pareti ad

andamento scalare articolate da nicchie. Altare

decentrato a nord-ovest rispetto all’asse.

Vestibolo che a ovest presenta rampa per salire

sul tetto dove si praticavano riti.

Baba Jan: Tracce di pitture murali e tegole

dipinte. Hamadan: ritrovamenti di ceramica di colore rosso-bruno che risultano lisciati e decorati; forme

caratteristiche: ciotole con due manici orizzontali e le giare con anse verticali.

2. DINASTIA DEGLI

ACHEMENIDI

STORIA: VEDI ALTRO FOGLIO

PASARGADE (Accampamento dei persiani)

-Influsso di maestranze della Ionia e quindi si

daterebbe la struttura successivamente alla

conquista della Lidia (546 a.C)

EDIFICIO R: Esso è situato al limite sud-est, è

una sala rettangolare con due file di quattro

colonne. -La parete interna è decorata con la

parte anteriore di due tori (creature benevole)

androcefali, mentre quella verso

l’interno da due analoghi tori alati, creature con funzione apotropaica (allentare il flusso maligno),

tipico l’influsso con l’arte neoassira.

-In esso si conserva uno stipite dell’apertura sul lato lungo a E, raffigurante un genio a quattro ali

in rilievo, tipico delle tradizioni orientali. Esso a veste liscia tipica elamita e una complessa corna

di derivazione egiziana.

EDIFICIO S: Situato a nord-ovest si presenta come una sala rettangolare con due sole file di otto

colonne, circondata sui quattro lati da porticati con due file di colonne di dimensioni inferiori.

-La sala centrale è più alta dei porticati. Infatti le colonne della sala hanno una base composta da

due gradoni sovrapposti su cui poggiava un toto con scanalature orizzontali, testimoniando

l’influsso con l’arte ionica.

-Agli angoli tra i portici vi erano degli ambienti di pianta quadrata in mattoni crudi, forse delle torri.

-Esso viene considerato la sala delle udienze di Ciro.

-Gli stipiti degli ingressi della sala centrale raffigurano soggetti mitologici di tradizione neoassira (personaggio

con mantello a squama di pesce, toro…)

EDIFICIO P: Situato all’angolo nord-est, si articola in una grande aula rettangolare con cinque file di sei colonne,

affiancate da ambienti in mattoni crudi.

-In questa sala le colonne avevano una base a due gradoni, di pietra bianca e nera, con un toro scanalato.

-Due lunghi porticati occupavano tutta la lunghezza del lati sud-est e nord-ovest con due file di colonne.

-All’interno della sala, lungo il muro sud-est, è stato rinvenuto un basamento rettangolare in pietra su cui

poggiava il trono. Anche se l’edificio viene considerato di carattere privato/residenziale.

La decorazione scultorea in calcare nero rinvenuta

negli stipiti delle due porte d’accesso alla sala centrale

e raffiguranti l’immagine di un sovrano seguito da un

servitore, avente un panneggio a pieghe a zig-zag che

ha riscontro con l’arte greca, data il complesso non

all’epoca di Ciro ma a quella di Dario I, come inoltre

testimoniano le iscrizioni trilingue (antico persiano,

elamico, accadico), che pur recitando “Io, Ciro, il re,

l’Achemenide”, sarebbero opera di Dario I e

vogliono sottolineare la sua discendenza da Ciro.

TOMBA DI CIRO: Costruita interamente in blocchi

di pietra, la forma è di pianta rettangolare, con tetto

spiovente, posto su un basamento di sei gradoni. La

camera funeraria ha soffitto piatto e doveva

contenere il sarcofago. Sul timpano anteriore vi si

trova una rosetta in basso rilievo, tipico simbolo

solare. La peristasi a rocchi è un aggiunta di epoca

islamica quando la tomba fu trasformata in moschea.

TOLL-E TAKHT (Trono della madre di Salomone):

E datata all’epoca di Ciro, quando la terrazza aveva

due ampi accessi sul lato Ovest per una funzione

cerimoniale. La terrazza venne poi trasformata da Dario I in una cittadella fortificata mediante la costruzione di

una cinta muraria in mattoni crudi.

ZANDAN-E SOLAYMAN (La prigione di Salomone): costruito su pianta quadrata con blocchi squadrati di pietra,

con l’ambiente interno elevato, accessibile mediante una scalinata per la quale è stata ipotizzata una funzione

legata alle cerimonie d’investitura del re.

ALTARI DEL FUOCO:Area cultuale, formata da una tribuna rialzata e da un ampio recinto di pianta

rettangolare all’interno del quale vi sono due alti podi di pianta quadrata, interpretati come basamenti per un

altare del fuoco e un per il sovrano, che avrebbe officiato dei riti al centro del recinto sacro.

BISOTUN

-Iscrizione trilingue (elamico, babilonese e antico

persiano) di Dario I a cui è associato un rilievo figurato.

-Sulla sinistra del rilievo è raffigurato, seguito da due

soldati persiani che rappresentano l’esercito, Dario di

profilo che calpesta Gaumata sconfitto.

-Di fronte al sovrano sono rappresentati gli otto capi

ribelli delle province, legati insieme da una corda;

sovrasta la scena la figura di una divinità barbuta entro

un disco solare alato, identificata come Ahura Mazda.

-Proseguendo con le sue vittorie sulle popolazioni

sciitiche dell’Asia centrale, nel 519 d.c decise di

celebrare queste vittorie facendo aggiungere al rilievo

una rappresentazione di un capo sciitico, riconoscibile

dal capello a punta, aggiunto alla serie di capi sconfitti.

-La mancanza di elementi greci nel panneggio ci

dimostra che la produzione artistica era ancora sotto la

tradizione del periodo di Ciro.

-Prima attestazione dell’antico persiano cuneiforme.

PERSEPOLI

-Nuova residenza voluta da Dario I, esso è un complesso dinastico, cerimoniale e ufficiale, costruito su una

terrazza artificiale ai piedi di un monte.

-La terrazza (450 x300m) è limitata ai lati Nord, Ovest e Sud da un muro di sostruzione in blocchi calcarei, che

un tempo sosteneva un alzato in mattoni crudi, mentre a est le fortificazioni in curo correvano sul pendio del

monte.

-Il complesso esprime la nuova concezione del potere di Dario. Ciro nella sua creazione del suo impero si era

basato sulla collaborazione di capi locali. Dario dopo aver sedato le ribellioni nelle regioni del suo impero, ritenne

opportuno ridurre la loro autonomia e aumentare la presenza persiana. L’ideologia imperiale sottolinea la

concordia dei popoli dell’impero reti dai persiani e la loro accettazione del potere del re dei re. Come si può

notare dai rilievi delle due scalinate della sala delle udienze dove il tributo viene offerto all’imperatore come un

dono.

SALA DELLE UDIENZE (Apadana): costituita da un imponente sala centrale quadrata con 36 colonne

scanalate alte 20 m, circondata a est, nord e ovest da portici con 12 colonne.

Serse completò gli edifici di Dario decorando le scalinate est-nord

dell’Apadana con rilievi del corteo del portatori di offerte.

Raffigurazione del corteo dei popoli dell’impero che portano i loro

doni al Re dei Re, una cerimonia che realmente aveva luogo nella

sala. I sudditi vengono raffigurati nel momento della magnificazione

della pax achemenide.

-Serse costruì un nuovo accesso alla terrazza sul lato ovest con

l'attigua monumentale “Porta di tutti i Paesi” e un nuovo palazzo

(Haddish), e avvio la costruzione della “Sala delle Cento Colonne”.

-Ad Artaserse I risale il completamento della “Sala delle Cento

Colonne”. Utilizzata dai funzionari di corte. Ed inoltre del Tripylon,

un edificio di passaggio al centro della terrazza. In quest’area di estremo interesse è il parapetto coronato da

elementi a corna che limita l’angolo sud-ovest della terrazza.

-La terrazza ospita a sud della “Sala delle Cento Colonne”, un grande complesso di Tesoreria che comprendeva

due grandi sale con 99-100 colonne e dove sono state rinvenute tavolette in elamico relative al pagamento della

mano d’opera per l’edificazione dei palazzi.

-Le strutture di servizio e di residenza per militari della guardia

occupano la fascia tra la “Sala delle

Cento Colonne” e il monte, mentre

all’angolo Nord-Est vi erano la

cancelleria reale e altri ambienti di

carattere amministrativo in cui

sono stare rinvenute 30.000mila

tavolette in elamico.

-Sotto Artaserse III si costituì il

cosiddetto Palazzo G.

-In epoca tardo-achemenide (IV

a.C), Persepoli mutò la sua

funzione, divenendo un luogo

carico di valenza ideologica e passò ad ospitare le sepolture dei re, tagliate

nella roccia del monte analogamente a quelle di Naqsh-e Rostam. Le tombe

hanno lo stesso tipo di facciata tagliata nella roccia creato da Dario I a Naqsh-e Rostam, con una larga fascia

centrale con la raffigurazione di una facciata di Palazzo in cui si apre la camera funeraria, e la fascia superiore con

la raffigurazione a rilievo del re che, su una piattaforma sorretta dai popoli dell’impero, adora davanti un altare

del fuoco, l’immagine di Ahura Mazda entro un disco alato.

-Altre strutture in mattoni a Nord-Ovest della Terrazza sono invece pertinenti al periodo post-achemenide: il

cosiddetto: Tempio dei Frataraka.

-Tracce di colori vivaci mostrano che le sculture venivano dipinte, mentre numerosi fori attestano l’uso di inserti

di materiali preziosi, quali per esempio l’oro per le corone dei sovrani.

-Gli edifici di Persepoli erano costruiti in mattoni crudi e legno, rivestiti di mattonelle smaltate o di intonaco

dipinto. La pietra era riservata anche in alcuni casi alle colonne, con le loro basi e il loro capitelli, e sopratutto alle

parti decorate da rilievi: pareti e parapetti delle scalinate con scene di omaggio al Re dei Re, combattimenti

simbolici tra fiere, cortei di armati persiani e medi, ed stipiti di porte raffiguranti il Re dei Re in diversi

atteggiamenti. SUSA

-Dario I ordinò la costruzione di un palazzo a Susa, l’antica capitale

elamita.

-L’impianto palaziale è formato da ambienti disposti attorno ad ampie

corti, collegate da corridoi.

-Questo palazzo era differente dal complesso di Persepoli; mentre a

Persepoli la terrazza artificiale e i palazzi ufficiali erano costruiti con

mattoni crudi, ma anche blocchi di calcare, e l’apparato decorativo era

prevalentemente in pietra, a Susa, seguendo la tradizione locale, la pietra

venne usata solo per le basi di colonne e capitelli, e la decorazione delle

pareti fece un ampio uso di mattoni a rilievo smaltati.

-A Nord vi sta la “La Sala delle Udienze” (Apadana) quadrata circondata

da tre portici con torri angolari: struttura tipica achemenide, simile a

quella di Persepoli. Le decorazione sono caratteristiche della corte

achemenide e raffigurano soldati persiani di profilo ed nella loro veste

troviamo per la prima volta un influsso greco, cioè il tipico rendimento a

zig-zag del lembo inferiore.

-Da questo palazzo proviene la grande statua di Dario I di fattura egizia,

recante iscrizioni cuneiformi e geroglifiche che rendono il concetto dei

popoli dell’impero che rendono omaggio al re.

-Nelle iscrizioni su lamina di metallo sepolte nelle fondazioni del palazzo di Susa, Dario elenca la partecipazione

dei propri sudditi alla costruzione del palazzo: il legname proveniva dal Libano, i mattoni crudi erano stati

lavorati da maestranze della Mesopotamia, la pietra da scalpellini della Ionia;

essa rappresenta l’affermazione dell’ideologia dell’impero universale persiano.

-Interesse notevole presenta il cosiddetto Palazzo dello Shawar, un complesso

architettonico costruito da Artaserse II. Sempre lui costruì templi per statue

di culto della dea Anahita, come un complesso architettonico con ambiente

centrale di pianta quadrata con quattro colonne, considerato uno dei

principali templi di Anahita.

TOMBE ACHEMENIDI

NAQSH-E ROSTAM

-Quattro tombe di Dario e i suoi

successori scolpite in una parete rocciosa. La facciata in pietra ha uno

schema a croce in cui braccio inferiore è totalmente liscio, quello centrale, al

centro del quale era scavata la camera funeraria, raffigurava una facciata del

palazzo; nel braccio superiore il re, su una pedana sostenuta dai

rappresentanti delle regioni dell’impero, riconoscibili dai tipici costumi

indossati, compie un rito di fronte ad un altare del fuoco, alla presenza della

divinità entro un disco solare alato.

-Le camere funerarie presentano un vestibolo parallelo alla facciata, su cui si

aprono da uno a tre vani voltati, ciascuno con due o più letti

rettangolari, in relazione al numero dei parenti stretti del re

che avevano diritto a essere sepolti con lui.

KABAYE ZARDOSHT:

-Monumento a torre a pianta quadrata, costruito in blocchi squadrati di pietra con ambiente

interno elevato rispetto al piano di campagna, accessibile mediante una lunga e stretta scalinata di

pietra, e con parti decorate da file sovrapposte di finestre cieche.

-L’edificio è databile all’epoca achemenide sulla base della tecnica muraria.

-Probabilmente esso è un monumento dinastico utilizzato durante le cerimonie per l’investitura

dei re achemenidi.

TAKHT-E ROSTAM: tomba di Cambise, un plinto di pianta rettangolare a due gradoni,

analoga alla tomba di Ciro, ma mai ultimata.

GUR-E DOKHTAR: Altra tomba analoga a quella di Ciro ma di dimensioni ridotta, considerata

di epoca tardo-achemenide. Post V sec. a.C.

CENTRO ABITATO ACHEMENIDE

DAHAN-E GHOLAMAN

-Testimonianza di un centro abitato di epoca

achemenide nella regione della Sistan (Iran

Orientale). Datata al V sec a.Cm venne

improvvisamente abbandonata in seguito al

cambiamento del corso del fiume che

l’alimentava.

-I muri di argilla mostrano un impianto

regolare degli edifici e la predominanza di

strutture quadrate e rettangolari, a loro volta

suddivise in moduli geometrici.

-Sia gli edifici pubblici che quelli privati sono

costruiti da un ambiente centrale di pianta

quadrata attorno al quale si dispongono altri

vani.

-La città doveva essere molto ricca, dato l’alto numero di magazzini con ambiente allungati disposti lungo il

perimetro esterno dell’edificio.

-L’edificio n1 è una sala colonnata per le udienze, facendo presumere che essa sia la capitale della satrapia

Drangiana, cioè Zranka.

-L’edificio n3: nella corte troviamo tre altari che si sono rivelati essere altari del fuoco; sui lati Nord-Est della

corte vi sono dei portici a ridosso dei pilastri dei quali sono altri piccoli pirei. Mentre il portico sul lato ovest è

occupato da grandi vasche con tracce di combustione di grossi animali; tutte queste cose fanno presupporre a un

legame con il culto mazdeo.

IRAN ESTERNO (SATRAPIE)

ANATOLIA → DEVE HUYUK: corredi di una necropoli che presenta manufatti dell’arte di corte

achemenide, riferibili agli ufficiali della guarnigione persiana stanziata nell’area.

DASKYLEION: resti della sede di un satrapo persiano, circondata da una fortificazione in blocchi di pietra

squadrati e con numerosi edifici in cui è venuto alla luce un archivio di cretule portanti sigillature aventi sigilli di

tipo achemenide.

ARTE ACHEMENIDE

-L’arte achemenide è uno strumento di potere, creato per celebrare la grandezza dell’impero e la sua universalità.

-Il peso dato agli elementi di origine non persiana era dotarsi di un’arte ufficiale di elevato livello ricorrendo alle

millenarie tradizioni dei popoli conquistati, era assolutamente intenzionale ed aveva lo scopo di dimostrare fin

dove l’impero fosse arrivato nelle sue conquiste, fondendo in modo elegante ed originale motivi persiani,

mesopotamici, egizi, ionici, creando un linguaggio che ovunque nell’impero viene riconosciuto come il linguaggio

del potere.

-L’intento di tale produzione è primieramente celebrativo e simbolico, mentre è assente ogni intento di

narrazione storica: e anche in tale pros

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/14 Filologia, religioni e storia dell'iran

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SeQQa1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte iranica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Callieri Pierfrancesco.
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