Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

! 5

!

2. Guida generale degli archivi di stato (D’Angiolini, Pavone)

Tra il 1981 e il 1994: utilità pratica: per la prima volta si era in grado di avere un’idea complessiva dell’intero

patrimonio archivistico statale. La ha contribuito a prestare maggiore attenzione a diverse

Guida

problematiche: attenzione nei confronti del soggetto produttore, rapporto soggetto produttore-

documentazione. Dal 2000 si può consultare online: ciò rende più espliciti i rinvii, le connessione, la struttura

gerarchica. Le partizioni cronologiche sono state ricalcate dalla guida cartacea: I parte: Antichi regimi, Periodo

II: dall’unità d’Italia in poi; III: determinate partizioni tipologiche. Di ogni fondo è

napoleonico, Restaurazione,

indicata la specifica denominazione, il numero dei pezzi che lo compongono, le date iniziali e terminali.

Dalla seconda metà degli anni 90 la funzione della guida è venuta meno a causa di molti progetti informatici

divenuti veri e propri sistemi informativi.

!

3. Verso un cambiamento

Isad (General international standard for archival description): standard internazionale del 1995. Isaar: 2004:

regole per la descrizione multilivellare: restituzione gerarchica delle informazioni.

Sistema archivistico nazionale (San) avviato nel 2003: strumento di raccordo alle risorse archivistiche italiane

presenti sul web. Oltre alla al Sias (Sistema informativo degli Archivi di Stato), a Siusa (Sistema

Guida generale,

informativo unificato per le sovrintendenze archivistiche), ci sono quelle che fanno parte dei sistemi

informativi dei singoli istituti. Il Sias è uno strumento che prevede percorsi fluidi di ricerca attraverso

informazioni strutturalmente collegate dal generale al particolare, dalla descrizione dell’istituto alla

descrizione del complesso documentario. Siusa invece è un sistema utilizzabile per avere informazioni sul

patrimonio archivistico non statale, non conservato negli archivi di stato. In Siusa sono presenti tre strutture:

«complessi archivistici», «soggetti produttori», «soggetti conservatori». Ai complessi archivistici si accede

tramite una lista che rinvia anche ai fondi. Ai soggetti produttore si accede utilizzando elenchi di enti,

famiglie, persone. Ai soggetti conservatori si accede tremendo conto della loro tipologia.

!

4. È ancora il tempo di andare negli archivi?

La tendenziale scomparsa della figura di archivista come mediatore tra archivi e utenti non è sempre vista

come un fatto di cui rallegrarsi. Il sogno dei ricercatori di avere in mano tutti i documenti senza uscire di casa

non s’è però avverato. Nel web c’è anche molta sciatteria, confusione, assenza di contestualizzazione spazio-

temporale. La quantità di documentazione digitalizzata è comunque esigua rispetto alla sua totalità (Liber

Bologna). La duplicazione digitale dei documenti non è inoltre una mera duplicazione del singolo

Paradisus

documenti, ma la formazione di altro e documento. Nella trasposizione vengono modificati i contesti

diverso

originari, si mettono in opera accorgimenti e procedure che portano alla costituzione di una serie di apparati

critici e di «aggiunte»: non solo arricchiscono il documento, ma ne determinano nuovi modi di lettura. I

documenti digitali non sono dunque un doppio speculare: recano impresse le potenzialità di manipolazione e

mimetizzazione delle nuove tecnologie. Gli archivisti non sembrano dunque pronti ad abbandonare il loro

luogo di mediatori.

!

!

Usi e interrogativi

1. Un cubo di carte da aprire

I documenti d’archivio sono soprattutto memoria: una memoria che è parte di una più vasta memoria

culturale. Alla memoria documentaria ben si addice la coppia memoria funzionale/memoria-archivio

(Assmann). La memoria funzionale è connessa a esigenze ufficiali, politiche, serve a legittimare chi detiene il

potere, la memoria-archivio è un deposito per la memoria funzionale a venire.

!

2. Selezioni ed esclusioni

L’uso di tipo storico-culturale che viene fatto della documentazione archivistica è diverso dall’uso che ne

veniva fatto dai soggetti produttori. È troppo semplicistico affermare che i documenti d’archivio nascano per

soddisfare esigenze di tipo pratico e col tempo anche di tipo storico-culturale. Sia il significato pratico-

operativo si quello storico-culturale sono insiti nei documenti d’archivio nel momento stesso in cui sono posti

in essere. Ma il riconoscimento di questa coesistenza appartiene alla storia recente della disciplina

archivistica. Gli archivisti conservano il materiale documentario anche se di questo non viene affatto alcun

uso. A volte la questione è influenzata dalle preferenze degli storici: fondi notarili, ecc. ! 6

!

3. Di fronte ai documenti

Scorgendo la documentazione ci si accorge che il passato emerge lentamente; analizzando la

documentazione d’archivio si può verificare se le ipotesi da cui si è partiti siano giuste o sbagliate, ma nello

stesso tempo bisogna lasciare che sia la documentazione stessa a suggerirne di nuove. Le fonti hanno diritto

di veto, ci proibiscono di arrischiare interpretazioni false o inaccettabili.

I documenti d’archivio hanno dei «vuoti». Nell’esame dei documenti non si deve pensare che solo i pieni

siano significati.

I documenti vanno letti come vetri deformati: filtri attraverso i quali possiamo guardare ciò che c’è al di là

pur tenendo conto della deformazione: nessun documento è in grado di dire più di quello che l’autore

pensava.

!

4. Altri usi altri archivi

Da un po’ di tempo il campo storiografico non è un terreno di caccia riservato solo agli storici accademici. La

stessa distinzione tra gli storici è sfumata. Nuovo pubblico di amateurs.

!

!

Manuale di archivistica

1.L’ordinamento

Complessi documentari e finalità dell’ordinamento

Non tutta la documentazione conservata in un archivio è consultabile e in alcuni casi interi complessi non

sono consultabili a causa del disordine. Compito prioritario dell’archivista è quello di rendere accessibili alla

ricerca storica e di programmare interventi più specifici di ordinamento e redazione di inventari nella

prospettiva di ricostruire un quadro organico dei fondi conservati.

espressione generica che indica un’aggregazione di carte. Può corrispondere

Complesso documentario:

a:

- uno o più di specifici soggetti produttori;

archivi

- un archivistico o parte di esso;

fondo

- una o più di archivi o fondi diversi;

serie

- un la parte di documentazione relativa ad affari esauriti che un ufficio ha trasferito all’Archivio di

versamento,

Stato. complesso organico di documenti che s’identifica con un determinato soggetto produttore o che ha,

Fondo:

nel caso di provenienze diverse, carattere di unitarietà. intera documentazione riferibile ad un

Archivio:

ente. articolazione interna di un archivio o fondo archivistico.

Serie: parte di documentazione che un ufficio dell’amministrazione attiva ha trasferito all’Archivio

Versamento:

di stato in un determinato momento.

Se il passaggio di attribuzioni da ente ad altro ente coincide con un mutamento istituzionale dei due enti, la

documentazione dei due enti non costituisce un unico fondo.

!

Metodo storico e vicolo archivistico

Nel corso dell’800 si è delibato il principio noto come “metodo storico”, incentrato sull’analisi del rapporto

tra un ente e la documentazione prodotta nell’ambito di ogni contesto storico-politico individuato. Si è così

delineato uno specifico approccio alla storia delle istituzioni poi denominato “archivstica speciale”.

Il metodo storico, basato sulla ricostruzione del fondo secondo criteri originari di ordinamento, implica un

attento studio del contesto storico-istituzionale: si è sviluppato dapprima per l’esigenza di dare ordine a

complessi archivi di concentrazione in Toscana per merito delle figure di Bonaini e Bongi. Un solido

fondamento teorico si deve a Cencetti e alla sua definizione di ‘vincolo archivistico’ come elemento centrale

per la riscotruzione dell’archivio nel quale si rispecchia l’ente.

nesso che lega tra loro i documenti dell'archivio, presupponendo due caratteristiche

Vincolo archivistico:

fondamentali: la "naturalità" e l'"originarietà". La presenza del vincolo garantisce che l'archivio rispecchi, in

maniera organica e complessa, l'attività del soggetto produttore e che ne conservi efficacemente la memoria.

Il vincolo archivistico deve essere "naturale" e non "volontario". Ciò significa che durante la formazione

dell'archivio i documenti (o altri oggetti) che lo compongono sono stati raccolti come frutto di un'attività

involontaria, non selezionata dal soggetto produttore. ! 7

L'aggettivo "originario" significa che un archivio è nato dotato di vincolo naturale, cioè è nato come raccolta

completa e involontaria. Ciò è un'altra caratteristica fondamentale, perché anche quando il vincolo naturale

viene in seguito a perdersi (ad esempio per un depauperamento in seguito alla distruzione o alla dispersione

di una parte delle carte), quello che rimane può sempre definirsi "archivio", poiché si ha la consapevolezza

che è stato creato con procedure corrette. In altre parole quando un archivio nasce col vincolo naturale,

anche la parziale perdita di documentazione (e quindi la rottura del vincolo naturale stesso) non degrada lo

status di archivio.

Pavone e Valenti hanno sollevato molte critiche al metodo di Cencetti: Ma è poi tanto pacifico che l’archivio

Pavone ironizza sugli archivisti che considerano in maniera acritica la teoria del

rispecchi l’istituto?:

rispecchiamento nell’ente: l’archivio attesterebbe invece le modalità di organizzazione che un ente dà alle

proprie carte: il che rafforza il vincolo archivistico.

Una corretta interpretazione del metodo storico deve tener conto sia delle riflessioni di Cencetti che di

Valenti: il primo sofferma l’attenzione sul processo di formazione dell’archivio; il secondo sulle ragioni che

possono incidere in fase di produzione dei documenti o che possono modificare l’ordine originario.

L’individuazione del vincolo archivistico è tuttora il principio fondamentale cui riferirsi quando si affronta il

riordinamento di un fondo. concetto delineato da Pavone, indica il fatto che se un ente subentra ad un altro

Vischiosità archivistica:

ente nell’esercizio di funzioni analoghe, non avremo nessuna censura tra i due rispettivi archivi.

La prima operazione di ordinamento è il riordinamento fisico delle carte. In seguito bisogna verificare se

presso lo stesso istituto si conservi altra documentazione dall’ente titolare del fondo ed estendere la ricerca

anche all’esterno. L’ordinamento procede con la denominazione del fondo con il nome del soggetto

produttore. Nel caso vi siano archivi riconducibili a distinti soggetti produttore ma è inopportuno separarli, si

può procedere a descrivere le singole serie secondo numerazione progressiva.

!

Versamento

usata solo nell’ambito di archivi storici: tre tipologie:

Fondo:

- complesso organico di documenti, prodotti o acquisiti da un ente, famiglia o persona nello svolgimento della

propria attività: in questa accezione coincide con l’archivio vero e proprio;

- complesso organico di documenti prodotti da enti diversi ma confluiti in un complesso unitario che non

consente di ricondurre le carte ai rispettivi soggetti produttori;

- complesso di documenti raccolti sulla base di una comune caratteristica (tipologia, materia, ecc) che si

configura come raccolta, collezione, miscellanea.

Quando i documenti sono conservati in sedi diverse, possiamo dire che l’archivio di un ente si trova

frammentato in fondi diversi.

nucleo di documenti relativi ad affari conclusi che un ente versa all’Archivio si Stato o al

Versamento:

proprio Archivio storico. elenco che descrive in maniera più o meno sommaria la

Elenco di versamento:

documentazione versata.

!

Fondo complesso

L’articolazione interna delle serie può rispondere all’articolazione interna degli uffici di un ente o alla

tipologia delle sue funzioni. L’indice o il prospetto delle partizioni in cui si articola l’inventario di un fondo è

immediatamente indicativo di una corretta organizzazione strutturale della documentazione. Un fondo

complesso è un fondo composto da una pluralità di fondi. Un ministero ad esempio è un organo complesso

composto da pluralità di organi e dà vita ad un archivio complesso.

Fondo complesso:

a) fondo costituito da pluralità di fondi gerarchicamente organizzati nell’ambito di una struttura

istituzionale propria del soggetto produttore;

b) fondo costituito da pluralità di fondi gerarchicamente strutturati nell’ambito di una organizzazione delle

carte dedicate dal processo di sedimentazione e riordinamento;

a) fondo costituito da pluralità di fondi che, presentando reciproco legame istituzionale, confluiscono

nell’archivio di un determinato ente (soggetto collettore).

Il concetto di ‘complessità’ è legato alla configurazione autonoma di ciascun ufficio, ma organica nel contesto

degli altri uffici dello stesso ente.

!

Soggetto produttore e soggetto collettore ! 8

L’analisi dei fondi è collegata all’analisi dei soggetti produttori. Corretta denominazione: di norma coincide

con quella del soggetto produttore o di quella dell’ente più recente.

Un ente che acquisisce archivi di altri enti.

Soggetto collettore:

!

Serie e categorie

L’archivio di un ente è articolato in raggruppamento di unità archivistiche all’interno di un fondo con

serie:

caratteristiche omogenee in relazione alla natura giuridica (sentenze, querele, testamenti) o alla forma dei

documenti (verbali, decreti, lettere), o alle categorie, o all’oggetto (scioperi, vertenze).

articolazione del fondo, utile in sede di inventariazione, per presentare in

Raggruppamento di serie:

maniera organica la serie per affinità istituzionali, località, aree geografiche, per materia;

raggruppamento di unità archivistiche con caratteristiche omogenee in relazione alla natura giuridica,

Serie:

o alla forma dei documenti, o funzione o categoria;

partizioni della serie.

Sottoserie:

!

Unità archivistiche e unità di conservazione

Ciascun fondo si compone di unità archivistiche: registro, singolo documento, insieme di documenti

raggruppati originariamente in maniera empirica su base cronologica. Le unità archivistiche si presentano in

forma di documenti sciolti o registri:

- documenti sciolti: sono riuniti (fino al XVIII) in incarti, filze, fasci, mazzi, o in molto diffusi dal

fascicoli:

XIX;

!

- registri: presuppone un’attività specifica di registrazione, di massima in ordine cronologico che può

prescindere dalla rilegatura dell’unità archivistica.

!

L’unità di conservazioneè il contenitore in forma di busta, falcone, scatola, cartella. Nell’unità di

conservazione si conservano fascicoli e singoli documenti.

Il fascicolo è un insieme di documenti raggruppati entro una copertina o camicia o carpetta. Distinzione

concettuale tra fascicolo/unità archivistica e busta/unità di conservazione.

La busta indica un contenitore costituito da un unico pezzo di cartone con due piegature verticali: si usa per

conservare documenti in senso verticale.

La scatola per la conservazione in senso orizzontale.

La cartella per doc di formato particolare come mappe e disegni.

!

2.Strumenti di ricerca

Finalità degli strumenti di ricerca

Mezzi di corredo. Qualsiasi tipo di repertorio che consenta al ricercatore di trovare documenti. Gli strumenti

di ricerca devono descrivere il materiale documentario esistente e segnalare la sede in cui i fondi sono

conservati, ma devono altresì offrire indicazioni che forniscano dati storici.

Due tipologie:

a) guide e censimenti che forniscono informazioni su tutti i fondi che si trovano presso istituti;

b) inventari, repertori di varia natura, elenchi ed elenchi di versamento.

!

Guide e censimenti

strumento di ricerca che descrive sistematicamente tutti i fondi conservati in uno o diversi istituti

Guida:

archivistici.

- descrive tutti i fondi archivistici conservati in tutti gli istituti che hanno la stessa natura

guida generale:

istituzionale;

- descrive tutti i fondi conservati in un determinato istituto archivistico;

guida particolare:

- descrive tutti i fondi riconducibili a una determinata tipologia di enti;

guida settoriale:

- descrive tutti i fondi nell’ambito di un Comune, Provincia, Regione, Ecc.

guida territoriale:

- descrive i fondi conservati in uno o diversi istituti che comprendono documenti relativi ad un

guida tematica:

determinato tema;

- tutti i fondi conservati in un istituto secondo l’ordine in cui sono sistemati nei depositi;

guida topografica:

- corrisponde alla guida particolare di un istituto, con indicazioni agli strumenti di ricerca, e

guida di sala:

collocazione nei depositi.

ricognizione dei fondi non statali secondo criteri sistematici.

Censimento: ! 9

!

La redazione di inventari di fondi riordinati costituisce l’obiettivo più qualificato perseguito dall’archivista.

Gli strumenti di ricerca a disposizione in salastudio sono:

- rubriche, schedari, registri;

coevi alla produzione di documenti:

- repertori e regesti redatti in occasione di riordinamenti;

antichi:

- elenchi dei documenti che vengono trasferiti dall’amministrazione attiva

redatti nella fase di versamento:

all’archivio.

- guide, inventari, elenchi, ecc.

redatti presso l’Archivio di stato o altro Archivio storico:

!

Esigenza di normalizzazione

Per semplificare l’uso degli strumenti di ricerca si delinea un’esigenza di normalizzazione.

!

Segnatura codice alfabetico, numero o alfanumerico, che identifica l’unità archivistica.

Segnatura archivistica:

precedenti segnature archivistiche, sia numerazioni o altri codici adottati da precedenti

Vecchia segnatura:

strumenti di ricerca.

numero progressivo delle filze e dei registri e delle buste.

Numero di corda: nuove numerazioni date alle unità archivistiche e alle unità di conservazione dopo il

Nuova segnatura:

riordinamento del fondo.

usato raramente per indicare il numero di corda.

Collocazione:

!

Elenchi lista con indicazione dei registri e delle documentazione compresa in ciascuna busta. È

Elenco:

concettualmente uno strumento di ricerca provvisorio: può descrivere ogni unità archivistica o fornire una

descrizione per gruppi, elementi essenziali:

- numero di corda: numero pogressivo per ogni unità di conservazione;

- titolo della serie;

- estremi cronologici;

- segnature;

- eventuale presenza di allegati;

!

Elenchi, Schedari e repertori, Repertori antichi

lista che descrive le unità di conservazione di un complesso documentario secondo l’ordine in cui le

Elenco:

stesse si trovano. lista che indica la quantità, busta per busta, delle unità archivistiche;

Elenco di consistenza: lista dei documenti versati;

Elenco di versamento:

lista dei documenti che un ente allega nell’atto di deposito;

Elenco di deposito: lista dei documenti allegata all’atto;

Elenco dei documenti:

strumenti di ricerca redatti nell’archivio corrente;

Schedari e rubriche:

registri su cui vengono annotati con numero progressivo i fascicoli.

Repertori: elenchi di documenti redatti per fini di conservazione.

Repertori antichi:

!

“guida di sala”: guida ai fondi conservati presso istituto archivistico messa a disposizione dei ricercatori in sala

studio per un rapida consultazione.

Protocollo numero di registrazione per ogni documento. Indice di classificazione: indica il riferimento

Protocollo analitico:

al documento precedente.

un solo numero per tutti i documenti in un fascicolo.

Protocollo sintetico:

!

Inventari analitici e sommari

Inventario come strumento principale di ricerca, il concettualmente più elaborato e più rigoroso. Bisogna

definirne il grado di analiticità.

Non esistono parametri ideali per stabilire il giusto grado di analiticità, è possibile solo indicare un livello

minimo sotto cui l’inventario non è più analitico.

Gli elementi essenziali per la redazione di un inventario sono strutturali, indentificativi, descrittivi e

complementari:


ACQUISTATO

8 volte

PAGINE

12

PESO

138.39 KB

AUTORE

codal

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Archivistica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in arti visive
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher codal di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Vitali Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Archivistica

Riassunto esame Archivistica, prof. Vitali, libro consigliato Il Potere degli Archivi, Giuva, Vitali, Zanni
Appunto
Filosofia dell'arte - Appunti
Appunto
Riassunto esame Psicologia dell'arte, prof. Ferrari, libro consigliato Il pennello di Cupido. Il dottor Meige e il mal d'amore nell'Olnda del Seicento, Tartarini
Appunto