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Riassunto esame Archivistica generale, prof. Paoloni, libro consigliato Archivi tra passato e presente, Zanni, Rosiello Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Archivistica generale del professor Paoloni,basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Archivi tra passato e presente, Zanni, Rosiello . Gli argomenti trattati sono i seguenti: la pratica storiografica, il materiale archivistico, la documentazione preunitaria: policentrica, la documentazione postunitaria: più uniforme, apparati statali verso l’uniformità. Vedi di più

Esame di Archivistica generale docente Prof. G. Paoloni

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ESTRATTO DOCUMENTO

La documentazione archivistica di fine 900 è segnata da cambiamenti: - diffusione dell’informatica

- Molteplicità dei soggetti produttori

- Cessazione della separazione tra beni

archivistici e beni culturali

- Distinzione tra sfera statale e non statale

Fine 700/800: primi istituti archivistici in senso moderno.

Fino ad allora gli archivi erano considerati memoria auto documentazione -> a disposizione di chi aveva

prodotto i documenti -> tra 18 e 19 sec. Vi è una rottura tra produzione/uso/conservazione ->

formazione di istituti di conservazione -> concetto di memoria fonte per chi, estraneo al processo di

produzione ha interesse nel consultarla, utilizzarla.

Francia -> principio della pubblicità degli atti: liberamente consultabili.

900: un archivio di Stato in ogni capoluogo di provincia e sezioni di archivio nei territori provinciali.

FORMAZIONE E TRASFORMAZIONE DI ARCHIVI

Il materiale archivistico non è diviso per materie ma per soggetto produttore (che spesso si è occupato

di attività radicalmente diverse tra loro).

Spesso, nel fare ricerca d’archivio, c’è il rischio di perdersi. Ogni complesso documentario ha una sua

storia che è da collegare ai contesti di uso/non uso, produzione/distruzione ecc.

Pratica storiografica: leggere la documentazione, isolare la documentazione dal contesto, inserirli in

uno diverso -> significa conoscere preliminarmente il significato specifico che ha all’interno di contesti

in cui è stata formata, organizzata e trasmessa.

Droysen: chi produce documentazione archivistica lo fa per memoria propria e non altrui, per uno e non

per molti, per i contemporanei.

Il tempo non trasforma i documenti da archivistici e storici -> valore storico insisto nella

documentazione al momento della sua produzione.

Soggetto produttore e archivio non sono sovrapponibili -> materiale archivistico influenzato da una

complessa rete di rapporti che caratterizzano le istituzioni cui si riferiscono ma è anche segnato da altri

e specifici condizionamenti, modalità, tempo di sedimentazione -> materiale archivistico da confrontare

con soggetti produttore -> dal confronto emergono parallelismi, divaricazioni, concordanze ecc.

Ogni fondo è diverso -> Guida Generale Archivi di Stato -> occorre leggere, non solo le brevi notizie

storico istituzionali ma anche le premesse alle varie ripartizioni cronologiche e sistematiche nelle quali

il fondo è ripartito.

Unità d’Italia: criterio periodizzante fondamentale nello scegliere il modo con cui presentare la

documentazione.

Documentazione preunitaria: policentrica

Documentazione postunitaria: più uniforme, apparati statali verso l’uniformità.

Spesso alcune istituzioni hanno cambiato nome -> fondo archivistico è sempre lo stesso.

Complesso archivistico -> documentazione appartenente a più soggetti produttori in quanto vi è stata

richiamata per estrazione da altri archivi in cui era inserita o vi è confluita per aggregazioni.

Miscellanee: carte messe insieme per varie ragioni, di varia provenienza.

Settore archivistico sta cambiando grazie all’arrivo delle nuove tecnologie. I documenti sono dinamici,

si possono modificare. Obsolescenza hardware.

PROGRAMMI CONSERVATIVI E MODI D’USO NEI SECOLI 13-18

Periodo post-unitario: documentazione da locale a nazionale.

Idea che conservare documentazione archivistica potesse essere utile per l’amministrazione.

Guerre, saccheggi, calamità, furti ecc avevano fatto sparire la documentazione dei vecchi regimi.

13° sec: si diffondevano info sulle modalità di conservazione dei documenti, sanzioni per gli addetti alla

conservazione e prescrizioni sui passaggi di documenti da un governo all’altro. Pratica conservativa per

esigenze politico-culturali.

Documenti meglio conservati sono quelli notarili -> notai in grado di garantire autenticità degli atti.

Documentazione scritta = potere.

Cartulari: raccolte di documentazione riguardanti atti patrimoniali, giurisdizione territoriale ecc. 1

La documentazione politica che costituiva prova del possesso di titoli e documenti era considerata una

sorta di tesoro e quindi conservata in casse, scrigni ecc. Ad esempio, la Camera Actorum di Bologna

dove la documentazione era affidata a notai -> sorta di archivio che rilasciava anche copie ai cittadini.

16-19 sec: conservati documenti dell’autorità che testimoniava il potere -> tenere documenti per

difendersi dagli attacchi. Archivi, non come tesoro ma come segreti da svelare al momento opportuno.

16-18 sec: Archivio Segreto del Senato Bolognese -> accedevano poche persone dopo giuramento.

Criterio ispiratore dei modi conservativi tra 600 e 700 -> uso finalizzato ad esigenze

politico-amministrative.

Uso crescente della carta -> esigenza strumenti di ricerca -> manipolazioni di archivi, operazioni di

separazioni, di definizione di complessi di carte -> operazioni che non erano precise ( ad esempio, Bologna

divideva i documenti per tipologia di affari come atti, recapiti, scritture).

Si propose una prima classificazione per materie che portò ad un sistema basato in classi, sottoclassi,

categorie, sottocategorie -> si tornava a riunificare quanto era stato separato.

Si voleva un sistema classificatorio-organizzativo che fosse anche sistema conoscitivo del sapere

documentario.

700: furono criticati i riordinamenti per materie di interi fondi -> avevano sconvolto l’ordinamento

originario in favore di uno più razionale all’uso politico-amministrativo -> archivio come strumento utile

al potere. Alcuni documenti furono considerati inutili -> sappiamo della loro esistenza.

Esempio, scarti del Regno di Sardegna -> Carlo Emanuele 3 chiede agli archivisti di conservare la

documentazione che riguardava il governo e gli interessi della Corona e di eliminare il resto)

Spurgo delle Magistrature fiorentine -> resta un elenco dei documenti eliminati -> opinioni contrastanti

tra chi voleva eliminare tutto e niente.

Siena: l’archivista voleva eliminare i libri di entrata/uscita delle Biccherne (tavolette contabili) ma poi ci

ripensò perché potevano essere utilizzate per gli alberi genealogici delle famiglie senesi)

Firenze 1778: istituzione archivio diplomatico. Sorta di 1° istituto archivistico dove veniva conservata la

documentazione antica.

ANTICO E MODERNO NELL’ORGANIZZAZIONE DELLE CARTE

Fine 700: la documentazione archivistica che era stata conservata per utilità immediata (pratiche

amministrative) sembra inutile. Materiale dei secoli precedenti non era ben visto -> il futuro veniva

oscurato dal passato. Opinioni contrastanti.

800: alcune città trasportarono i documenti in luoghi di fortuna, altri cercarono di attuare politiche di

conservazione.

Milano -> pergamene religiose dettero vita dall’Archivio Diplomatico e ritenute di interesse nazionale.

Firenze -> documenti ritenuti utili per il governo

Napoli -> documenti utili per il regno e la pubblica amministrazione

Epoca napoleonica: si continuano a raccogliere e riunire carte. Periodo di cambiamenti nei rapporti tra

pubblico e privato, nell’esercizio del potere, importanza legislazione scritta, razionalità burocratica

amministrativa.

Documenti del passato facevano parte di una tradizione da cui ci si voleva distinguere, non separare.

Documenti come accumulo di conoscenze, segno di quello che il potere era stato nel passato.

Strategie conservative diverse in ogni città -> intendo di conservare documentazione che trasmettesse

immagine del potere.

Attraverso l’ordine dato al materiale, alla sua classificazione, si fissarono i tratti dell’immagine che si

voleva trasmettere.

Ripartizione del potere dell’amministrazione -> si rifletteva sui documenti.

Esempio: Napoli e Palermo (1811) decreto di Murat che divideva la documentazione in 5 categorie relative all’attività

amministrativa (affari, giustizia, storia dello stato, amministrazione, reali ministeri e politica diplomatica).

Esempio: Archivio di Palermo. Documentazione in 3 classi (diplomatica, giudiziaria e amministrativa).

Archivio De Frari di Venezia -> collocare la documentazione in una dimensione lontada dal presente. La documentazione

pre repubblica non fu classificata per divisioni di poteri.

Archivio di Milano -> tutta la documentazione del periodo pre-napoleonico e napoleonico fu mescolata senza tener conto

dei contesti di produzione. Vennero introdotti metodi classificatori basati su titoli, subalterni (o particolari) -> documentazione

difforme per natura, contesto di produzione ecc. 2


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Archivistica generale del professor Paoloni,basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro Archivi tra passato e presente, Zanni, Rosiello . Gli argomenti trattati sono i seguenti: la pratica storiografica, il materiale archivistico, la documentazione preunitaria: policentrica, la documentazione postunitaria: più uniforme, apparati statali verso l’uniformità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archivistiche e librarie (Facoltà di Lettere e Filosofia e Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari)
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albascura87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archivistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Paoloni Giovanni.

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