Architettura neoclassica in Italia, Europa e Stati Uniti
Introduzione all'architettura neoclassica
L’architettura neoclassica si sviluppa a partire dal XVIII secolo. Si ispira alle forme dell’antichità greco-romana: gli artisti recuperano il repertorio del passato, costituito da colonnati, ordini architettonici, timpani, archi a tutto sesto, volte a botte e cupole a imitazione di quella del Pantheon. Grazie al fascino che le forme antiche esercitarono su un’intera generazione di artisti che compirono il Gran Tour, l’architettura neoclassica si diffuse in Italia, Europa, Russia e Stati Uniti.
Fu un fenomeno internazionale, anche se vi furono diverse scuole nei vari Paesi, influenzate dalla storia e dalle tradizioni che nei singoli luoghi erano già presenti. Risentì delle teorie dell’Illuminismo, specialmente per il rinnovamento delle tipologie edilizie, come i teatri, le biblioteche, gli ospedali ed altre architetture di pubblica utilità, che si prestavano più di altre ai mutamenti.
La corrente neogreca
Una corrente dell’architettura neoclassica fu l’architettura neogreca, che si diffuse specialmente in Germania e si prolungò fino al XIX secolo. È difficile, infatti, stabilire un termine per questo fenomeno: nell’Ottocento la variante neogreca confluisce nell’eclettismo, che perdura fino al secolo XX.
Influenze e teorie neoclassiche
La riscoperta della storia greca e romana, l'interesse crescente per gli scavi archeologici a Roma, Ercolano e Pompei e la pubblicazione di importanti opere letterarie come la Storia dell'arte antica di Winckelmann, l’esaltazione della ragione sull’irrazionale, provocarono un mutamento del gusto architettonico: l’imitazione delle opere greche e romane divenne l’obiettivo dell’artista neoclassico.
Contribuirono alla diffusione della cultura figurativa antica le incisioni di Giovanni Battista Piranesi che raffiguravano, ingigantite, le “rovine” dell’architettura romana. Queste stampe ebbero una rapida e ampia diffusione.
Giovanni Battista Piranesi
Sul piano teorico Piranesi fu il maggior avversario alla teoria della superiorità della cultura artistica greca, vista come fonte originaria di quella romana, sostenuta dai principali intellettuali neoclassici. Egli sosteneva, al contrario, la superiorità dell’architettura romana rispetto alla greca. Le sue visioni, a volte fantastiche, come nella serie dei “Capricci”, il gigantismo, il sentimento nostalgico per un ideale perduto anticipano, inoltre, il romanticismo.
Architettura neoclassica durante la Rivoluzione francese
L’architettura neoclassica prese avvio intorno al 1740. Si diffuse rapidamente in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. In particolare, negli anni compresi tra il 1780 e il 1805, risentì delle ricerche legate al clima della Rivoluzione francese, portate avanti da Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux. I loro progetti, per lo più non realizzati, costituiscono l’emblema dell’architettura neoclassica legata all’Illuminismo e alla Rivoluzione francese. Le loro architetture colossali rimasero, quasi sempre, puramente teoriche e utopiche. Rappresentano, tuttavia, ricerche di grande qualità nell’ambito dell’architettura neoclassica.
Étienne-Louis Boullée
Étienne-Louis Boullée (1728 –1799) nei suoi progetti utilizzò volumi elementari, monolitici e di scala colossale, in modo da creare edifici con un valore simbolico accentuato e drammatizzato dal gioco delle luci e ombre. A partire dagli anni ottanta progettò le sue invenzioni più spettacolari, del 1784-1785 è il progetto della Biblioteca reale, da realizzarsi sull'area del convento dei cappuccini a Parigi, costruita su una linee di fuga costituite da innumerevoli libri che conducono ad un orizzonte luminoso, un monumento al sapere piuttosto che un luogo funzionale allo studio. La copertura era una gigantesca volta a botte con lacunari, di ispirazione romana.
Sempre di quegli anni è anche il progetto per il Cenotafio da dedicare a Newton, studiato a forma di sfera, di cui scrisse Boullée: "O Newton, come con la vastità della tua sapienza e la sublimità del tuo genio hai determinato la forma della terra, così ho concepito l’idea di racchiuderti nella tua stessa scoperta".
Progetto per la Biblioteca reale
Lo scopo del progetto, costituito da un'immensa sfera vuota alta oltre 150 metri, era quello di generare nell'osservatore sensazioni cosmiche davanti ad uno spazio che doveva riprodurre l'immensità dell'universo. La sfera è adagiata su una base cilindrica a gradoni fiancheggiata da cipressi (mausoleo di Augusto a Roma); la superficie della calotta era forata in alcuni punti perché la luce del giorno, filtrando all’interno, imitasse il notturno cielo stellato. Di notte, la luce artificiale, collocata all’interno, imitava il sole e le orbite planetarie.
Claude-Nicolas Ledoux
Claude-Nicolas Ledoux (1736 – 1806) con una sua straordinaria ricerca architettonica, simile per certi versi a quella di Étienne-Louis Boullée, giunse ad un linguaggio semplificato ed innovatore, indirizzato verso forme pure: piramidi, sfere e cubi, che aspirano a creare un'architettura "parlante", cioè simbolica, in grado di comunicare la propria funzione civile.
Attraverso le incisioni di Piranesi, le opere a stampa di Palladio, i disegni di Paestum, realizzati da amici durante il Gran Tour, egli elaborò il suo personale stile neoclassico, ravvisabile in numerosi progetti; alcuni rimasero solo teorici, altri furono realizzati. Tra questi le strutture per le saline di Chaux e alcuni edifici per la cinta daziaria di Parigi.
Le Saline Reali di Arc-et-Senans
Le Saline Reali di Arc-et-Senans, progettate per razionalizzare un edificio ed il processo produttivo ad esso connesso, secondo le istanze della neonata comunità industriale, in ossequio ai dettami dell’Illuminismo. Si trovano nella foresta di La Chaux, presso Besançon, in Francia.
Nel 1771 Claude-Nicolas Ledoux, sotto il regno di Luigi XV, viene nominato sovraintendente delle Saline Reali per le quali l'architetto immagina un complesso semicircolare, che trova il suo archetipo classico nell'idea del teatro antico; gli ambienti adibiti alla lavorazione del sale erano connessi in un'unica struttura alle abitazioni dei lavoratori, razionalizzando la produzione.
Il complesso doveva essere il nucleo centrale di una vera e propria nuova città che non fu mai realizzata a causa dell'imminente scoppio della Rivoluzione francese. La costruzione riflette la divisione gerarchica del lavoro nella nuova comunità industriale. La sua grandiosità mostra la straordinaria importanza del monopolio del sale allora detenuto dal Regno. La gabella sul sale, molto impopolare, fu una delle cause che contribuì alla scoppio della Rivoluzione francese.
Progetti di Claude-Nicolas Ledoux
Ledoux progettò un'intera città impostata su un anello ellittico il cui perimetro era formato da due serie concentriche di edifici: l'interno riservato agli uffici amministrativi, l'esterno ad edifici per attrezzature, residenze di vario tipo, tra cui un ospizio, un mercato e un cimitero.
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Storia dell'architettura contemporanea - Architettura neoclassica, tra 1700 e 1800.
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