Dalla fondazione del Bauhaus all'eredità contemporanea
La Prima Guerra Mondiale ha determinato uno sconvolgimento nella figura della città: la guerra ha accelerato ovunque lo sviluppo dell'industria; la classe operaia, che più di ogni altra ha contribuito allo sforzo bellico, va acquistando un certo peso politico; la borghesia si sta trasformando in una classe di tecnici dirigenti.
La città non risponde più ai bisogni della società industriale: essa è un organismo produttivo, deve liberarsi di tutto ciò che intralcia il suo funzionamento; la classe operaia è ormai la componente più forte della società urbana, non può essere più trattata come pura forza-lavoro, strumento irresponsabile da sfruttare. La città, così come si è sviluppata disordinatamente, è un ambiente psicologicamente e fisiologicamente insalubre; una pianificazione della città può avvenire solo a scapito di chi ha sempre speculato su di essa; la soluzione per una città industriale e tecnologica può venire solo dall'industria.
L'architettura moderna e la ricerca di nuovi modelli
L'architettura moderna è alla ricerca di un nuovo modello di città, alternativo a quello tradizionale, e comincia quando gli artisti e i tecnici - chiamati a collaborare alla gestione della città post-liberale - diventano capaci di proporre un nuovo metodo di lavoro, liberato dalle precedenti divisioni istituzionali. Gli artisti, incaricati di presentare e di correggere l'immagine della città post-liberale, reagiscono per primi contro la sua bruttezza: criticano lo scenario che vedono intorno a loro, e cominciano ad aggredire i meccanismi che lo producono.
Gli architetti innovatori dell'Art Nouveau, come Van de Velde e Wagner, sono insoddisfatti di scegliere tra gli stili passati e usano la libertà che gli è concessa per creare uno stile nuovo, originale e indipendente dai modelli tradizionali, ma non influiscono mai sull'impianto urbanistico.
I tecnici, che lavorano chiusi nelle loro specializzazioni, non sono in grado di controllare le conseguenze del loro lavoro, ma modificano l'ambiente della vita quotidiana in modo sempre più rapido e profondo, rendendo più difficili le forme di controllo urbanistico tradizionali.
Il ruolo dell'arte e il pensiero di Mondrian
"L'ambiente e la vita quotidiana sono manchevoli, nel loro stato imperfetto e nella loro arida necessità. Così l'arte diventa un rifugio. Nell'arte si cerca la bellezza, l'armonia, che mancano o si inseguono invano nella vita e nell'ambiente. Così bellezza ed armonia sono diventate un ideale irrealizzabile: collocate nell'arte, sono state estromesse dalla vita e dall'ambiente. Domani invece, la realizzazione dell'equilibrio plastico nella realtà concreta del nostro ambiente sostituirà l'opera d'arte. Allora non avremo più bisogno di pitture e sculture, perché vivremo nell'arte realizzata. L'arte è solo un surrogato, mentre la bellezza della vita è insufficiente; scomparirà a misura che la vita guadagnerà in equilibrio." (Mondrian)
I maestri dell'architettura moderna
I maestri dell'architettura moderna - Walter Gropius (1883-1969), Mies van der Rohe (1886-1965), Le Corbusier (1887-1965) - hanno tentato per primi di introdurre questo metodo nella pratica edilizia ed urbanistica. Gropius dirige dal 1919 al 1928 una scuola speciale, il Bauhaus; gli insegnanti sono alcuni dei migliori artisti moderni (Klee, Kandinsky, Schlemmer) e gli studenti imparano a progettare tutta la gamma di oggetti che formano l'ambiente moderno, dai mobili al quartiere. Van der Rohe progetta pochi edifici semplicissimi ed esemplari e dirige alcune importanti iniziative pubbliche, fra cui un quartiere sperimentale a Stoccarda, dove gli architetti moderni di tutto il mondo sono chiamati a progettare edifici. Le Corbusier...
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