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Ma è proprio su questa apparente contraddizione che si fondava l’importanza e

il contributo originale della scuola: partendo infatti da spinte e forze

contraddittorie ebbe a svilupparsi un equilibrio creativo che negli anni successivi

era destinato ad essere continuamente verificato, discusso, messo alla prova e

modificato.

Dalla scuola usciva una ricca letteratura di documentazione, si organizzavano

esposizioni, conferenze spettacoli. Vennero subito apportate importanti

innovazioni rispetto agli schemi di strutturazione scolastica tradizionale. Sulla

base del concetto fondamentale che andava abbattuta qualunque separazione

tra arte e artigianato, le classi vennero trasformate in officine, dirette ognuna

da un’artista (Formmeister) e da un maestro artigiano. Prima di ogni

realizzazione veniva esaminato attentamente il materiale, se ne valutavano le

possibilità e il miglior impiego e l’allievo era libero di scegliere ciò che sentiva a

sé più congeniale. Il criterio corporativo che è alla base della Bauhaus, la sua

apertura ai giovani e l’interpretazione romantica dal mondo che ne derivano, vi

fecero convergere i più grandi artisti de tempo.

Del primo Consiglio di Maestranza fecero parte Feininger, lo scultore Marcks e

Johannes Itten insegnante d’arte, oltre che pittore. Seguirono l’architetto Meyer,

il pittore Mache, Klee, Schlemmer, Kandinskij e infine Moholy-Nagy. Queste

autorevoli presenze, se da un lato fanno intendere quale straordinario centro

costituisse il Bauhaus, indicano anche l’evoluzione profonda avvenuta all’interno

dello stesso movimento. Infatti, dall’originaria impostazione espressionistica, si

verifica un passaggio sempre più netto al purismo costruttivo. Questo radicale

mutamento interno non tardò a creare divergenze che fecero gradualmente

allontanare i personaggi legati alla Bauhaus alla prima maniera.

Allorché, nel 1925, l’opposizione governativa costrinse l’istituto a trasferirsi a

Dessau , la svolta verso il funzionalismo divenne definitiva.

2

2 Il Bauhaus era un istituto statale ed i quanto tale non solo finanziarmene ma anche politicamente

dipendente dal governo in carica. Gropius poté fondare il Bauhaus approfittando del disordine politico-

sociale dei primi mesi del dopoguerra. Ma in seguito, quando si trovò ad ampliare la scuola si trovò in

mezzo a schieramenti politici contrapposti. Che lo portarono alla chiusura nel 1925 e al trasferimento a

Dessau.

“La città di Dessau ha autorizzato la costruzione di un edificio comune da

destinare al nuovo Bauhaus e alla preesistente scuola di artigianato e di

artigianato artistico ora dipendente dal Bauhaus, allo stesso modo ha

autorizzato la costruzione di abitazioni singole e di alloggi studi per studenti. ”

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Tale incarico dava finalmente a Gropius e al Bauhaus la possibilità di tradurre in

pratica l’idea di un lavoro in grado di realizzare una fusione completa di tutti gli

elementi, architettonici e non, in vista di quello che restava lo scopo ultimo:

l’abitazione.

La sede della nuova scuola venne progettata da Gropius.

Costruì un vastissimo e complesso edificio per ospitare la scuola e alcuni alloggi

per se e per altri insegnanti.

Queste case non rappresentano dei contributi rilevanti alla nuova concezione

dell’architettura, ma l’edificio della Bauhaus fu la prima opera di grandi

dimensioni ad essere realizzata ed esemplificava su grande scala i principi della

scuola.

La parte più interessante è il blocco dei laboratori, un grande parallelepipedo di

quattro piani tutto in vetro. Il cavalcavia che si trova alla sinistra di questo

blocco sfrutta le possibilità di grande apertura offerta dalla tecnica del cemento

armato. In tutto questo blocco e nel blocco a sinistra si aprono finestre a nastro

più lunghe di quelle di Le Corbusier. Un’ala più bassa destinata a refettorio

unisce il blocco in vetro con un corpo a torre destinato ad abitazione sul retro

del complesso; in esso il fatto che le finestre a sviluppo orizzontale si leghino ai

molti balconcini aggettanti rende chiara la struttura interna dell’edificio, che di

fatto si compone di piccole unità d’abitazione ripetute identiche le une alle

altre. La distribuzione di questo insieme è asimmetrica. Gropius ha voluto

sottolineare che la superficie altro non è che un sottile guscio che racchiude un

volume interno, però gli ha conferito una diversa fisionomia a seconda della

destinazione degli interni.

Le case isolate non raggiunsero la stessa qualità di quelle che stava sviluppando

3 Moholy-Nagy: Das Bauhaus in Dessau, pag. 84

Le Corbusier, anche se avevano una notevole importanza dal punto di vista

tecnico in quanto precoci esempi di prefabbricazione integrale.

Dal punto di vista tecnico, il complesso scolastico è costruito su uno scheletro di

cemento armato in muratura, soffitti a forma di fungo sul livello più basso e tetti

coperti da tegole d'asfalto così da poterci camminare sopra.

Nel 1933 ad opera del regime nazista si sopprimerà la scuola del Bauhaus,

definendola “covo di bolscevismo culturale” e Gropius insieme ai suoi

collaboratori tra cui Mies van der Rohe, ultimo direttore della scuola, è costretto

a lasciare la Germania.

Nel 1928, lasciato il Bauhaus, torna a Berlino e si dedica alla libera professione.

Tra le realizzazioni di questo periodo troviamo il quartiere Siemensstadt.

Conclusa in certo modo il ciclo operativo gropiano legato alla Bauhaus con la

realizzazione delle abitazioni Torten a Dessau , segna a Siemensstadt un

superamento delle sue precedenti tematiche. Il tema - l'architettura come

urbanistica - non è nuovo, nuovo è il modo in cui Gropius in questo momento

l'affronta. In sostanza egli si adopera ad individuare nella società una struttura

collettivistica e ne studia i moduli e le esigenze. Come farà più tardi Le

Corbusier nelle sue villes radieuses, codifica i rapporti tra individuo e società

trasferendo alcuni aspetti delle attività un tempo riservate alla famiglia

(educative, ricreative) non alla società, ma al gruppo sociale che si identifica

con la casa non più unifamiliare. Si tratta di una formulazione razionalistica, che

prevede la perfetta eguaglianza tra individui e quindi la loro possibilità di

combinarsi indifferentemente in nuclei che costituiranno dopo la famiglia il

secondo livello organizzativo della società. Tutto questo ha però un risvolto

classista: i quartieri presi in esame offrono infatti abitazioni confortevoli per la

classe operaia che non viene inserita in alcun modo nel tessuto sociale della

città. Ciò non significa che il quartiere Siemensstadt non sia in questo suo limite

perfetto. Le case si dispongono su file a pettine, perpendicolari rispetto al flusso

viario, così da ripetere un rapporto costante e seriale tra pieni e vuoti. Una volta

di più alla natura è negato ogni valore emozionale, alberi e aiuole, così come

cielo ed orizzonti, vengono concepiti come elementi necessari della razionalità

abitativa e come tali distribuiti uniformemente. La struttura mentale di Gropius,

derivante dalla sua formazione, gli impediscono di pensare all'uomo come ad un

grumo di sentimenti, oltre che come ad uno schema razionale, e Gropius si

trasforma da architetto in progettista di buone e razionali abitazioni.

All’avvento del nazismo, ripara in Inghilterra dove collabora con Maxwell Fry. Nel

1937 è chiamato negli Stati Uniti come direttore della sezione di architettura

della Harvard University. Nel 1938 organizza una mostra sul Bauhaus a New

York e apre uno studio con Marcel Breuer. Nel 1945 fonda il TAC (The Architects

Collaborative) che realizza, tra l’altro l’ambasciata USA ad Atene e l’università di

Bagdad.

Con queste parole Benevolo, ha saputo sintetizzare l'essenza dell'eredità

lasciata da Gropius, scomparso all'età di ottantasei anni: "Gropius ha contribuito

più di tutti a far sì che la misura principale del lavoro degli architetti non fosse

quello della grandezza individuale, ma quella dell'utillità comune, del progresso

civile. Questa svolta- cioè il carattere unitario, razionale, oggettivamente

controllabile del movimento moderno- è la grande opera della sua vita".


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Architettura Moderna, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente L’Ideale Funzionalista, Gropius. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: dalla fondazione del Bauhaus all’eredità contemporanea, l'architettura moderna, gli architetti innovatori dell'Art Nouveau, Van de Velde.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura (a ciclo unico)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ingegneria e Architettura Prof.

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