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Architettura gotica

Il termine è stato coniato da Vasari, con cui si voleva alludere all’architettura rozza dei Normanni. Era quindi un termine dispregiativo.

Elementi

  • Arco a sesto acuto;
  • Archi rampanti;
  • Rosoni;
  • Volte ogivali;
  • Pinnacoli.

Violet Le Duc individua una discontinuità nella struttura. Il processo di trasformazione fu graduale, con una progressiva consapevolezza degli architetti, con sostituzione dell’opera muraria continua con una muratura di tipo discontinuo. Inizia con la volontà di liberare lo spazio delle navate, che deve diventare più fruibile, con esigenza di tipo liturgico. Per questo, bisogna alleggerire la struttura muraria, composta di piedritti slanciati. Le vetrate, inoltre, sostituiranno le murature spesse che rendevano buio alla chiesa. Per questo fu importante il ricorso all’arco a sesto acuto. I vantaggi sono principalmente due:

  • Forte riduzione della spinta laterale;
  • Unificazione di sagome e centine di sostegno, quindi più possibilità di forme con moduli componenti.

Sistema costruttivo

È lo sviluppo della concezione strutturale romanica punto si sviluppa il sistema di crociera ogivale, che si imposta sull’arco a sesto acuto. L'impiego dell'arco acuto contorta due vantaggi:

  • Spinge meno di quello a tutto sesto, perciò la risultante delle forze agenti sui piedritti è più vicina alla verticale.
  • Permette di attribuire una stessa quota in chiave ad archi di ampiezza anche molto diversa. Consente di svincolare l'altezza dell'arco dalla luce.

Le prime volte ogivali sono generalmente su pianta quadrata, spesso rafforzate da un costolone intermedio corretto da un pilastro più sottile, mentre i costoloni principali ricadono su pilastri più robusti.

Arco rampante

È l'elemento esterno dell'edificio e ha la funzione di assorbire le spinte oblique trasmesse dalle volte delle navate, soprattutto di quella centrale, caricandole su un contrafforte verticale che le assorbe. L'arco rampante è costituito da un arco zoppo cioè asimmetrico. L'estremo più alto infatti è appoggiato contro le pareti della navata o dell’abside da sorreggere, mentre quello più basso poggia contro un pilastro massiccio, che gli fa da spalla.

Gotico tra cistercensi e cluniacensi

Il gotico nasce nell’Ile de France e in Piccardia. Le testimonianze del cantiere gotico sono pervenute grazie ad un taccuino e a dei disegni che rappresentano le tecniche architettoniche in uso nei cantieri, i motivi decorativi, soggetti sacri, nonché schemi geometrici per la rappresentazione umana e animale. Un evento importante è rappresentato dal rifacimento del coro dell’abbazia di Saint Denis per commissione dell’abate Suger, che decise di modificare la chiesa. La chiesa era il luogo di sepoltura dei re Capetingi e il reliquiario del vescovo di Saint Denis.

Il gotico dei cluniacensi

Il capo croce della chiesa di Saint Denis è ciò che dà inizio all’architettura gotica. La pianta è a doppio deambulatorio polilobato. Vennero usati l’arco acuto, le volte ogivali e le cappelle radiali, elementi già presenti nell’architettura romanica. L’introduzione delle colonne snelle al posto di massicce pareti divisorie crea una nuova spazialità, tensione verticale e inediti giochi di luce e di ombre. Non ci sono ancora archi rampanti ma solo robusti pilastri. Le pareti perimetrali si smaterializzano. Il coro con la ‘lux’ continua crea un ambiente illuminato da una luce dall’aspetto metafisico. Si fonda sulla trasparenza e sulla “chiarificazione” strutturale per la chiara manifestazione dei principi di fede.

Si voleva far coincidere la luce terrestre con quella divina. La luce si diffonde, porta con sé il pensiero della divinità. Le volte delle crociere sono a sesto acuto e tutte costolonate. L’arco a sesto acuto rende la struttura del coro molto più statica e le pareti verso l’esterno possono essere così tutte finestrate.

La luce non era la luce bianca e abbagliante del sole, ma colorata grazie alle finestre decorate e ornate. La luce è così preziosa, evoca la ricchezza delle pietre e quindi la ricchezza di Dio. I fedeli dovevano commuoversi davanti allo splendore e alla ricchezza dell’edificio religioso, che rifletteva la ricchezza della religione e quindi attirare i fedeli. Suger riteneva che la casa dovesse competere in splendore con il mitico tempio di Salomone.

Le cattedrali di Noyon, di Laon e di Notre Dame sono esempi del primo gotico. In tutte le abbazie del protogotico le crociere sono esapartite, su una pianta che va progressivamente a tendere verso un impianto rettangolare. Le volte sono un’evoluzione della crociera su pianta quadrata su pianta rettangolare.

Nel protogotico il sistema dell’alzato è a quattro livelli, con progressiva tendenza all’unificazione seriale degli elementi nel settore verticale della campata, riuniti sotto ciascuna volta esapartita e reiterati nelle sequenze di campate delle opposte pareti della campata.

Cattedrale di Noyon

Le volte sono esapartite su campate quadrate statiche a sostegni alternati: pilastri compositi per le divisioni principali e rotondi per le secondarie. Il muro è diviso in 4 zone, le pareti sono arricchite da un basso loggiato o triforio tra la galleria dei matronei e le finestre superiori. Nel triforio il sottotetto del matroneo nasconde un sistema di contrafforti.

Cattedrale di Laon

L’impianto a croce immissa è molto complesso per la presenza del transetto con bracci sviluppati, carattere tipico della Piccardia. L’interno è compatto ed omogeneo, fortemente scandito con ampiezza ridotta delle campate e sottolineatura delle linee verticali. Tutti i pilastri sono cilindrici, benché le volte siano ancora divise in sei campate, e rimanga sopra i pilastri un raggruppamento differenziato di colonnine. La struttura parietale è a quattro livelli. Le colonne cilindriche sono ispirate a quelle romane. Ha cinque torri campanarie rigate, una per ogni transetto e una sul crocevia. La facciata anticipa i caratteri di una fronte propriamente gotica: infatti non è più la lastra bucata che avevamo trovato a Saint Denis.

Cattedrale di Notre Dame

Presenta i caratteri di una cattedrale protogotica: l’adozione della volta esapartita, ma senza l’alternativa dei pilastri, e l’alzato a quattro livelli per la presenza della galleria. Il triforio è sostituito da un rosone corrispondente al sottotetto (e non filtra la luce). Le volte sono esapartite, i sostegni uniformi a colonne cilindriche, il matroneo non praticabile. I fasci di pilastrini superiori non sono più differenziati. La facciata è tripartita orizzontalmente e verticalmente da quattro contrafforti da due grandi bifore. La porzione inferiore, occupata da tre portali archiacuti e strombato è limitata superiormente dalla galleria dei Re di Giudea e di Israele. Tale disposizione suggerisce un classico arco trionfale a tre fornici con un attico. Il coronamento è formato da una serie di loggette.

Architettura gotica italiana

L’architettura gotica italiana subisce un’influenza di tipo cistercense. La sua diffusione si deve ai monaci cistercensi. È un tipo di architettura d’importazione. L’architettura italiana è molto più sobria e contenuta di quella europea. È una transizione tra romanico e gotico.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Russalka di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura antica e medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Tabarrini Marisa.
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