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R A

IASSUNTO PER GLI ESAMI DI RCHEOLOGIA ROMANA

L’ - (S . V IV)

ETÀ ALTO E MEDIOREPUBBLICANA ECC E

A : I. T

UTORE RAFFFICANTE

(A A ’U

PPUNTI DELLE LEZIONI DEL CORSO DI RCHEOLOGIA CLASSICA DELL NIVERSITÀ

L’ ’A C

’A , R.

ARTE DELL NTICHITÀ LASSICA

DELL QUILA INTEGRATI CON I MANUALI DI

S ’A 1 – L

B B M. T , TORIA DELL RTE ROMANA E ORIGINI DI

IANCHI ANDINELLI E ORELLI E

, F. C . C )

ROMA DI OARELLI ON IMMAGINI 1

Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo l’ordinamento politico scelto dai Romani fu quello repubblicano.

I primi consoli sembrano essere figure di origine etrusca, talvolta di dubbia storicità. Sembra dunque

continuare l’influenza dei Tarquini sulla città. I primi consoli sarebbero quindi stati Collatino e Lucio

Giunio Bruto. Sembra, a questo punto, esserci una faida familiare tra i discendenti dei Tarquini: Sesto

Tarquinio avrebbe usato violenza alla moglie del cugino Collatino, cacciato e sostituito da Publio Valerio

Publicola. Morto in guerra Lucio Giunio Bruto, Publio Valerio Publicola fu accusato di avere aspirazioni

lapis satricanus

monarchiche. La storicità di quest’ultimo personaggio è documentata dal cd. , dedica posta

sodales

al dio Marte da parte dei di Publio Valerio Publicola.

Immediatamente dopo la sua cacciata, il Superbo chiese aiuto a Porsenna, re di Chiusi, che arrivò molto

probabilmente a occupare la stessa Roma. Venne però definitivamente sconfitto da Latini e Cumani nel

Aricia

506 ad . Si apre a questo punto per Roma un periodo di guerre contro le popolazioni circostanti: nel

496 si combatte la battaglia del Lago Regillo contro i Latini, nella quale, secondo la leggenda, Aulo

Postumio Albino ottenne la vittoria grazie ai Castori, poiché a queste divinità venne promesso un culto a

Roma nel caso avessero favorito i Romani nella guerra. In quell’anno o in quelli immediatamente successivi

foedus Cassianum

(la data trasmessa dalle fonti è il 493) venne firmato il (da Spurio Cassio) con i Latini,

grazie al quale era riconosciuta la preminenza di Roma nella Lega Latina. Nel 484, dopo la sconfitta della

Lega Latina, viene dedicato nel Foro il tempio dei Castori (che oggi vediamo nel suo aspetto di età augustea).

Il podio è ancora quello repubblicano. Della fase repubblicana ci restano:

• antefisse a testa di sileno;

• antefisse a testa di menade;

• resti di acroteri con satiri e menadi danzanti;

Iuno Sospita

• antefissa con testa di (con le corna).

Il tempio dei Castori è considerato espressione della classe aristocratica. Sul sito i Dioscuri avrebbero

Fons Iuturnae mundus

abbeverato i cavalli, alla . Alle pendici del Campidoglio, in prossimità del , cioè la

fossa rituale in cui sarebbero state poste in comune le primizie da parte dei fondatori della città, venne

dedicato, sempre come espressione del patriziato, il tempio di Saturno, di

cui si conserva il podio. Vi era nell’area già un altare dedicato a questa

divinità laziale (Figg. 1-2). Roma. Guida archeologica

Figg. 1-2 – Pianta schematica del Foro in età tardorepubblicana (da ) e antefissa

a Iuno Sospita dal tempio dei Castori. 2

Il V secolo fu caratterizzato anche da contrasti sociali interni: a partire dal 494 i plebei tentarono infatti di

concilia plebis

far valere i propri diritti. In quest’anno vennero istituiti i che eleggevano i tribuni della plebe.

concilia plebis concilia plebis tributa

Nel 470 i vennero riformati e denominati o comizi tributi. Si votava

cioè per tribù e non più per testa, dato che i patrizi con i loro clienti riuscivano con il voto per testa a far

eleggere tribuni della plebe conniventi. Anche la messa per iscritto delle leggi, ovvero le leggi delle XII tavole,

Lex

fu garanzia per i plebei di una minore manovrabilità della legge da parte dei patrizi. Nel 445, con la

Canuleia Leges Liciniae

, venne abolito il divieto di celebrare matrimoni misti. Nel 367 vennero approvate le

Sextiae: ager publicus

• venne posto un limite di 500 iugeri all’ che poteva essere assegnato a un solo cittadino;

• si stabilì che uno dei consoli dovesse appartenere alla plebe.

lex Ogulnia

Un’altra conquista della fine del IV secolo fu la , grazie alla quale i plebei poterono ricoprire

pontificato e augurato.

All’inizio del V secolo il luogo scelto dai plebei per i loro culti è l’Aventino, su cui si imposta il culto di

Cerere, Libero e Libera. Un’idea della decorazione “ellenizzante” di questo edificio si può ricavare da un

frammento di scultura in terracotta proveniente dall’Esquilino, che rappresenta probabilmente

un’amazzone (Fig. 3). È caratterizzata da un incarnato chiaro, la ferita è disegnata con il sangue che

fuoriesce. Potrebbe, secondo alcuni studiosi, anche provenire dall’Aventino. Qui è attestata l’attività di due

plastae laudatissimi greci, Damophilos e Gorgasos.

Fig. 3 – Busto di amazzone dall’Esquilino

Satricum sine

Il tempio di , dopo la prima fase della seconda metà del VII secolo e la seconda (periptero

posticum

) dell’ultimo quarto del VI secolo, viene trasformato in un periptero certamente intitolato a Mater

Matuta all’inizio del V secolo. Si conservano antefisse campane (nimbate) e a testa di Iuno Sospita, statue

columen

acroteriali di satiri e menadi e una testa di una statua di Zeus che doveva essere posizionata sul , di

chiara ispirazione greca (Figg. 4-5). 3

uto, oppure fosse il Cronologia degli edifici templari

chiusi sul lato posteriore. Le tre caratte-

viluppo graduale con ristiche menzionate sono generalmente tre edifici è tuttora un

considerate tipiche della tradizione dei

La cronologia

eriori di un colonnato argomento controverso. La stratigrafia,

architettonica italica.

ella preesistente. III.9 Antefissa a testa femminile III.10 Ricostruzione del tetto campano

1

vi inclinate del frontone erano deco- monumentale, con funzione di Tetto campano

acroterio 2

È accertato che il Tempio I, l’edificio

e con fregi raffiguranti arcieri a caval- centrale. Ne sono rimasti soltanto alcuni 3

trattava

si pseudo-periptero, sia stato costruito

e forse anche corse di bighe. I dettagli frammenti, ma probabilmente 4 frontonal

le a figura intera. Viste di fronte sembra- sime

ornamentali: fregi,

1 5

per lo più di una coppia di figure umane, una delle

rilievi sono dopo il 535 a.C. A questo tempio è da

atomici dei sono anche cornici traforate, il tutto cor

no sculture a tutto tondo; invece

2 6

lastre ad altissimo rilievo, ad eccezione da un grande centrale a f

acroterio

cennati mediante pittura. Sopra i fregi quali è con certezza identificabile con attribuire un completo sistema di coper-

3 7

delle teste che, modellate a tutto tondo, di palmetta e da laterali a f

acroteri

4

ano collocate sime rampanti costituite Eracle. Per la sua compagna può essere tura che solo di recente è stato ricostrui-

Vetere. È quindi più che verosimile che delle statue monum

Un tetto campano a Satricum

1 8

venivano montate separatamente. di mostro alato. Ma gli elementi pi

5 non solo la tradizione tecnica ma anche

I costruttori del tetto del Tempio I a tetto a Satricum ha

2

lati lunghi sporgenti delle tegole ter- ipotizzata una raffigurazione di Atena. to in tutti i suoi elementi figurativi

Rappresentano figure mitologiche, metà appariscenti del tempio erano cert

9

6 lo stesso materiale fossero originari della

Satricum hanno avuto certamente con- nato legame fra l’o

3

nali e dipinte con motivi a meandro, Tutti gli elementi del tetto denotano (Fig. III.10).

uomo e metà animale, come Tifone, te le sculture a grandezza naturale

10

7 Campania. Si presume allora che mae-

tatti con officine in Campania. La mag- delle terrecotte sat

4 essere umano con le gambe a forma di tate sulla linea di colmo del tetto. E

lle e uccelli, e sormontate da una nei dettagli e nelle decorazioni pittori- Il lato iposcopico delle tegole di gron-

8 11

stranze di altre regioni si siano spostate

gior parte del materiale di confronto, sia della Magna Grecia

5 serpente, e un’arpia, metà donna, metà rappresentano coppie di dèi e giga

un tetto, proba-

costruirvi

a Satricum per

per quanto riguarda lo stile e la tecnica Quest’impressione

9 12

6

cia a linguette verticali. Il tetto aveva che uno stile che, al pari delle tecniche da era decorato con motivi geometrici

uccello Sia le di erano appoggiate su piedistalli cav

(Fig. III.16). antefisse

bilmente su commissione. Per quanto

sia per il materiale usato, si trova in zata da osservazion

10 7 III.14 a testa di sileno

Antefissa

13 fondo nero.

angolo d’inclinazione di 26 gradi ed usate, può essere definito etrusco-meri- in bianco e rosso-viola su

III.3 Pianta del complesso templare tegole del

Iuno Sospita e di sileno che quelle a figu- combaciavano con le co

riguarda la precisa organizzazione del-

Campania. È accertato che in quell’epo- teste delle figure fi

11 8 14

5 m La parte terminale di alcune tegole di

a coperto da grandi tegole dipinte in dionale. Più precisamente si tratta della molte an

fra il 550 e il 525 a.C., moltissime ter-

ca, l’officina itinerante non è del tutto chiaro mostrano

re intere sono decorate ogni volta con (Figg. III.18-20).

9

12

esta femminile

nell’Ottocento (disegno R. Mengarelli) 15 bronzi greci proven

recotte architettoniche fossero prodotte se solo le matrici e gli smagranti fossero

III.10 Ricostruzione del tetto campano le ultime, che

diversi. Soprattutto

motivi

10

altoteverina gronda era inclinata verso il basso: il

so vivo. La parte iposcopica delle tradizione artistica dell’area III.14 a testa di sileno

Antefissa

13

Fig. 4 – Pianta del tempio di V secolo (in grigio la fase di VI secolo, in rosso quella di VII secolo)

Tempio 0 Tempio II 16 dalla Campania. È i

nel territorio intorno a Napoli e nell’isola portate dalla regione d’origine, oppure

11 raffigurano coppie di satiri e menadi Sistemi di riparazione

14

decorata con intorno all’antica Caere, dove a sua volta primo esempio di un sistema decorativo

gole di gronda era 17 soggetti mitologici

d’Ischia. La corrispondenza stilistica è se venissero trasportate interi tetti

Ricostruzione delle statue a grandezza naturale montate sul colmo del tetto del Tempio II Tempio I blocchi sparsi

12 Come già ricordato, un tetto in leg

presentano un gran

(vedi Fig. III.17),

15

quenze di fiori di loto e palmette, si manifestava una marcata influenza che più tardi sarà noto come ‘cortina

III.13 Ricostruzione delle lastre figurative del Tempio I: Perseo e gorgoni III.11 Ricostruzione del tetto campano 18 tetto che suggerisc

evidente nelle piccole teste femminili in prefabbricati.

13 e terracotta è resistente, ma a volt

numero di varianti. Queste sculture di

16

III.4 Pianta del complesso templare nel 1983 in chiave greca: gli

un nimbo di palmette o di foglie, diretta- 19

14

pinte in rosso e nero su fondo bianco. artistica della Grecia orientale, l’antica pendula’. Esistono indicazioni precise su

subire gravi danni a causa d’incend

eccezionale plasticità mostrano una

17 presentano varie tipo-

centrali

con funzione di figurativi

Tetto campano

acroterio ci e giganti e tra Gr

mente collegabili alle applicazioni su Un tetto greco a Satricum

15 20 di uragani. Un tale danneggiamen

notevole differenziazione nei dettagli

Le parti terminali dei coppi laterali Ionia sulle coste dell’attuale Turchia. quale fosse la pendenza di questo tetto

del Tempio I: Perseo e gorgoni 18

a Mater Matuta fosse stato già in Interpretazione le centrali. In grandi gruppi arrivarono in Stando alle fonti antiche, nel Lazio zoni, la presenza d

vasellame di bronzo. Il nimbo baccellato

16 logie, in molti casi suddivisibili in un

È accertato che il Tempio I, l’edificio

no rimasti soltanto alcuni 21 giustificherebbe comunque la rico

dei colori e dell’abbigliamento e anche

19

ano provviste di a forma di Lo stile ionico è maggiormente evidente sontuoso, restituitaci da una bella sima

antefisse

e sostituito nel momento in cui fu Etruria. Essendo eccellenti artigiani, tardo-arcaico i rivestimenti fittili templa- dalla mitologia gre

era un’aggiunta campana. Altri dettagli,

17

molto più marcata che non quella etrusca, sono rimasti sepolti quelli del siste-

per una cronologia certa. Sulla base del- dopo 22 zione di tutto l’edificio. È dunque

nella posizione delle figure, a dimostra-

trattava

si certo numero di varianti: teste femmini-

pseudo-periptero, sia stato costruito

probabilmente 20 rafforzamento

Fondamentale per una qualsiasi interpre- ad arti-

commissionati

pito dal fulmine, oppure che fosse fondarono delle officine e cominciarono ri venivano a volte Dioniso indicano ch

come le peculiari fasce di

18

ta femminile a grandezza naturale nelle a testa femminile. La pre- rampante e da altre piccole parti del

antefisse

sono state rinvenute terrecotte pratica- ma etrusco-ionico. Il tempo intercorso

l’analisi stilistica il gruppo satricano è bile che uno stesso tempio abbia a

zione di quante varianti si possano otte-

23

21 sa

sul

tazione del materiale fittile proveniente giani greci-ioni, Greci dalle colonie

retro delle o il taglio quasi

o integrato con nuovi elementi. In a fabbricare una serie di prodotti molto na tardo-arcaica

antefisse

i figure umane, una delle li, palmette e buoi

dopo il 535 a.C. A questo tempio è da (Figg. III.

gorgoneia,

19

porgenti oltre le tegole di gronda senza a Satricum di un tetto riferibile alla manto di copertura: era di 17 gradi.

mente identiche, mai però in un contesto tra un tetto

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

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