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Archeologia romana

Appunti di Archeologia romana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Slavazzi dell’università degli Studi di Milano - Unimi, Facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze dei beni culturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Archeologia romana docente Prof. F. Slavazzi

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parte dell'intera riedizione dell'intera opera di Plinio ed è quella edita da Millenni Einaudi dove nel 5 volume sono

compresi tutti i libri dal 33 al 37 di Plinio, e questa edizione è stata curata da archeologi e studiosi-->amplissimo

commento aggiornato e moderno, utile all'archeologo.

L'opera di Plinio riguarda quasi esclusivamente l'arte greca, ma ci sono anche informazioni rilevanti anche per quella

romana. Plinio cita un'opera presente a Roma, la scrive e ne parla. La presenza di arte greca a Roma è testimoniata

solo da Plinio-->registra le opere a lui contemporanee presenti a Roma.

Pagin Apollodoro di Atene

a | 24 Plinio prende la maggior parte delle informazioni da Apollodoro di Atene, un grammatico, professore poligrafo (ha

scritto numerose opere) Kronikà-->storia del mondo organizzata in forma cronachistica dalla guerra di Troia fino alla

sua epoca-->opera storica (sequenza cronologica- fatti di carattere militare, naturale o relativi alla storia dell'arte). La

cronologia che usa Apollodoro è quella greca, ovvero per olimpiadi-->scansione ogni quattro anni.

Data della realizzazione della sua opera più famosa. Se un certo artista lavora nell'Olimpiade 131--> vuol dire che in

quella Olimpiade ha realizzato la sua opera più famosa-->Akmè: punto culminante della preparazione artistica di un

determinato artista, dopo di che c'è il suo declino. Quest'unica data è legata alla sua opera più famosa.

Bisogna considerare anche un periodo di tolleranza più ampio, perchè noi non sappiamo se l'opera più famosa

dell'artista sia stata realizzata all'inizio, al centro o alla fine della sua carriera.

Un altro aspetto da considerare è la personalità di Plinio e degli autori di cui si è servito-->scelta delle notizie dovuta

al gusto di quel tempo (sia da parte di Plinio che degli artisti greci-->fanno una selezione in base al gusto della loro

epoca e del loro gusto personale) -->fonte parziale.

Senocrate di Atene

Altra fonte di Plinio è Senocrate di Atene-->vissuto un secolo prima di Apollodoro. I due autori però sono di opinioni

diverse rispetto alla produzione artistica che li ha preceduti. Apollodoro è un insegnante, mentre Senocrate è uno

scultore e appartiene alla scuola ellenistica di Lisippo (artista del primo ellenismo). Apollodoro scrive in un'epoca in

cui la Grecia si trova in un periodo di crisi in cui viene progressivamente conquistata dai romani, dopo secoli di

asservimento al regno macedone-->grande decadenza economica e culturale- Alessandria centro culturale principale--

>gli uomini di cultura dell'epoca a guardano al passato, all'epoca in cui Atene era una grande potenza ovvero al V-IV

sec.

Apollodoro guarda all'età classica come l'epoca d'oro della produzione culturale e artistica greca. Considerando il

periodo successivo all'età classica, un periodo di decadenza artistica talmente accentuata che secondo Apollodoro è il

periodo in cui l'arte muore.

Tra l'olimpiade 121 e la 156 (inizio II sec. a.C. e metà II sec. a.C.) -->produzione artistica non degna di essere

considerata-->nell'opera di Apollodoro mancano le indicazioni. -->Posizione classicistica.

Senocrate invece non può che considerare la produzione della sua epoca (III sec. a.C.) e della generazione precedente

come un'epoca vitale dal punto di vista artistico-->posizione critica diversa da Apollodoro.

La parte del Medio Ellenismo risulta una lacuna nell'opera di Plinio.

L'opera di Plinio è la fonte principale anche per Winckelmann che ha scritto la prima storia dell'arte greca.Tutti i

classicismi moderni possono essere ricondotti a Plinio.

(Es. testo: Mirone lavora il bronzo, ateniese allievo di Ageladas. Opera più famosa "La Vacca" lodata in moltissimi

versi. L'artista ha lavorato su soggetti molto diversi, principalmente animali. Ha realizzato opere di atleti-->durante

olimpiadi giochi delfici ecc. Soggetti di carattere mitologico come Perseo e Pericle-->opere di culto. Eracle--

>aggiunto da Plinio e non Apollodoro-->opera di cui Plinio fa esperienza, perché si trova a Roma nel tempio di Ercole

vicino al C.M. tempio rotondo del foro Boario. Erinna, poetessa. Posizioni molto più variegate, scrupoloso in fatto di

simmetria, si preoccupa però eccessivamente all'analisi dei dettagli-->uniche notazioni che si hanno a un giudizio

critico dello scultore-->giudizio di Plinio, ipersintetico e talvolta diventa difficile da capire perché usa fonti critiche di

scrittori greci e deve renderle in latino-->manca del lessico filosofico e del lessico storico artistico. Nella traduzione in

latino deve trovare termini che siano perfettamente corrispondenti all'ambito storico-artistico, ma non può rendere

puntualmente il concetto. In certi casi utilizza il termine greco tradotto in carattere latino senza dover tradurre--

>difficoltà per chi non conosce il greco-->facilità per noi di capire il contesto, diversamente da quando Plinio cerca di

tradurre le parole greche in latino-->confusione).

Pausania

Periegesi della Grecia-->non è una guida turistica, ma un viaggio attraverso la Grecia, finalizzato a vedere certi

luoghi rispetto a interessi ben precisi. L'autore di quest'opera (incompleta) è Pausania-->10 libri di cui manca la dedica

(inizio) e la continuazione dopo il decimo libro (nel decimo libro P. annuncia che parlerà di certe zone della Grecia, in

particolare della Tessaglia-->di cui non abbiamo traccia) non si sa se l'opera è stata lasciata incompiuta o se la parte

mancante è stata perduta. Opera scritta tra 143 e 175 d.C. perché ci sono informazioni su monumenti e opere d'arte che

impediscono di collocare l'opera prima o dopo questo periodo.

Si tratta della Grecia continentale (Attica, Peloponneso), mancano le regioni settentrionali (es. Tessaglia) le Isole

dell'Egeo e le città greche dell'Asia Minore.

Opera organizzata secondo un itinerario ideale-->viaggio che da un certo punto prosegue secondo un percorso fino

all'interruzione dell'opera.

Ogni libro è dedicato a una o più regioni (I Attica, II Corinzia Argolide, III Laconia-Sparta - IV Messenia, V Olimpia-

santuario più importante della Grecia - VI Elide-regione di Olimpia-, VII Akàia, VIII Arcadia nel Peloponneso, IX

Boeotia regione di Tebe, X Focide zona di Delfi, Locride e Naupato).

Pagin Per ognuno dei siti c'è un'ampia parte legata alla storia mitica (fondazioni, leggende ecc) e alla storia vera e propria

a | 25 con particolare attenzione all'aspetto religioso.

Fraser fa proprio riferimento a quest'opera per l'aspetto storico mitologico religioso della Grecia per i suoi studi

antropologici.

Pausania aveva pochissimo credito come fonte per via delle vicende mitologiche, rispetto alle altre informazioni

contenute nell'opera.

Solo con gli scavi di Olimpia e dei siti di cui Pausania si era occupato riacquista autorità come fonte.

Nell'opera non compaiono quasi mai monumenti di opere di età romana, benché la Grecia fosse romana ormai da 300

anni. Il suo libro è una scelta ben precisa-->selezione condotta dall'autore, non una guida o fotografia.

Pausania e la sua opera:

L'opera non è originale, la maggior parte delle notizie sono ricostruite tramite altre fonti. E' stata in parte composta a

tavolino, basandosi su fonti che parlano dei siti originali e in certi casi è evidente che l'autore sta descrivendo qualcosa

che ha visto. Non si deve pensare che tutta l'opera sia stata scritta nelle singole località. Sembra che recuperi

informazioni dalle diverse opere in maniera abbastanza superficiale in quanto vi sono discrepanze o affermazioni non

corrette. La Grecia è l'unica parte dell'impero romano della quale sia sopravvissuta un'opera così minuziosa che oggi

ci aiuta a identificare gli edifici e i siti, malgrado le lacune.

La descrizione dei monumenti è prevalentemente concentrata su quelli di età classica-->perchè rappresentano il

passato più glorioso della Grecia-->motivazione di tipo politico e culturale. Ormai la Grecia è da secoli sotto l'impero

romano e in precedenza sotto il controllo macedone. L'intera provincia è in una grande crisi economica. Alcune zone

sono semi abbandonate e quindi anche molti edifici come il santuario di Delfi rischiano il crollo per mancanza di

manutenzione.

A partire dal fatto stesso di rivalutare le singole città e i monumenti vuole rivalutarli partendo dai gloriosi eventi

storici passati-->scopo di rivalutare il ruolo della piccola o della grande comunità restituendole l'identità in quanto

l'impero romano è omogeneizzato. Questo dipende dal fatto che Pausania apparteneva dalla Seconda Sofistica--

>recupero del passato per restituire un'identità alle singole comunità.

Nell'età classica queste zone erano ricche e floride e quindi si guarda all'età classica che rappresenta il periodo

migliore e che possa diventare un punto di riferimento per il presente del filosofo-->per la costruzione del futuro.

Quest'opera per il suo carattere ibrido è stata considerata poco affidabile da parte degli studiosi, ma fino a che non

sono state fatte delle scoperte che testimoniano la disposizione esatta di alcuni monumenti dell'opera. Un esempio è

quello del santuario di Olimpia dove si svolgevano i giochi olimpici che raccoglievano atleti di tutto il mondo non

solo greco-->valore importante di questo santuario-->ruolo sovranazionale del santuario.

Nel 1875 una spedizione archeologica tedesca, la prima grande spedizione organizzata dal governo, si dedica

all'indagine sul santuario. E' uno scavo che coinvolge moltissimi studiosi, si svolge molto in fretta e ha le

caratteristiche ideali di uno scavo (in 5 anni riporta alla luce tutta l'area del santuario) -->la descrizione del santuario

da parte di Pausania è identica alle strutture riportate alla luce-->si poteva subito identificarlo.

Le statue e le offerte vengono ritrovate esattamente nel posto in cui le descriveva Pausania: quando venne scavato il

tempio di Era, uno dei più antichi ritrovati ed il primo edificio sacro, quando ancora il tempio di Zeus non esisteva,

all'interno della seconda cappella a sinistra viene ritrovata una statua di "Ermes con Dioniso fanciullo" di Prassitele, di

cui ancora non si avevano opere giunte fino a noi-->ritrovamento di enorme successo-->l'opera venne sottoposta a

revisioni critiche di vario genere perchè forse non era del grande scultore, ma poteva essere uno dei discendenti-->per

via della presenza del puntello, ma oggi si pensa ancora al famoso Prassitele di IV secolo-->di quest'opera non si

conserva il basamento con il nome dell'artista, ma grazie a Pausania si è saputo dare un nome al suo creatore.

Le figure che decorano il frontone del tempio di Zeus non sono le stesse che descrive Pausania perchè la realizzazione

del tempio è stata fatta sette secoli prima e lui ha preso da altre fonti-->confonde i frontoni con quelle di altre opere

nelle vicinanze-->scritto non verificato.

Vitruvio

Unica opera tecnica legata all'architettura, sopravvissuta all'antichità: fonte primaria e diretta-->opera di Vitruvio "De

Architectura"-->opera destinata ai tecnici e non alla lettura. Ma comunque considerato un genere letterario--

>esistevano altri scritti realizzati da architetti destinati a giustificare la loro opera o a trasmettere un sapere tecnico.

Similmente Policleto scrive il "Canon" di cui però non abbiamo il testo.

Genere letterario di tipo trattatistico-->generato per trasmettere un sapere.

Vitruvio era un ingegnere militare, ma non abbiamo altre testimonianze sulla sua vita (possibile identificazione storica

con Mamurra, cavaliere di Cesare). E' evidente che abbia avuto una formazione all'interno dell'ambito militare e che a

un certo punto della sua carriera mette insieme tutte le conoscenze che ha sia di carattere tecnico che storico,

realizzando questo trattato, dedicato ad Augusto, appartenente alla prima età augustea (tra il 27 e il 23 a.C.) -->sono

indicati dei monumenti e non quelli inaugurati dopo questa data.

L'opera è suddivisa in 10 libri-->gigantesca importanza nel epoca moderna, che è stata fortemente influenzata dal

trattato di Vitruvio (da Leon Battista Alberti, Palladio ecc) -->caratterizzazione dell'ordine Dorico, Ionico, Corinzio

Pagin con l'aggiunta del Tuscanico, sono codificati a partire dal testo di Vitruvio.

a | 26 La parte dedicata all'architettura arriva fino al libro 7, i restanti hanno a che fare con un ambiente non strettamente

collegato all'architetto.

Le fondazioni dell'architetto-->primi libri dedicati alle origini della materia e alla sua storia.

Gli ordini architettonici per i romani hanno solo un valore decorativo in quanto l'architettura romana ha raggiunto

nuovi sbocchi architettonici.

Ma la conoscenza degli ordini Greci in fatto storico e culturale, è molto importante.

Nell'opera confluiscono la tradizione pragmatica tipicamente romana, e forte impostazione di tipo teorico di origine

greca.

L'ordine per eccellenza è quello ionico-->i grandi templi dell'Asia Minore

Inizio dell'età augustea, fase di passaggio dalla tarda repubblica all'architettura imperiale-->uso del capitello corinzio

diventa una bandiera.

Le mura sono il primo elemento che definisce la città-->scelta del luogo appropriato (collocazione territoriale),

orientare l'edificio nel modo corretto come ad esempio per sfruttare l'insolazione per le terme.

Suddivisione del trattato :

1. Definizione del vasto campo dell’architettura e delle sue competenze. Trattazione di urbanistica.

2. Materiali, murature e tecniche edificatorie.La seconda parte del secondo libro è dedicata ai materiali sia

naturali che artificiali (mattoni e calce)

3.4. Comincia la rassegna degli edifici come tipi architettonici (templi, terme, case) il tempio è il primo di cui

si tratta perchè è la casa del dio-->qui parla anche della storia dell’arte greca, la trattazione degli ordini

avviene proprio in questo libro.

L’ordine ionico, il più importante per Vitruvio ed è quello di cui tratta per primo.

Capitello di ordine corinzio.

Ordine dorico il più grezzo.

Ordine tuscanico, simile a quello dorico, ma di stampo latino

5. Il quinto libro è dedicato agli edifici pubblici di carattere civile e amministrativo (teatro terme porti

basilica.)

6. Il sesto libro dedicato alla casa-->funzione dei vari ambienti organizzazione della casa tipica romana.

7. Il settimo è dedicato alla decorazione degli ambienti interni e l'uso del marmo nei rivestimenti e uso dei

colori dal punto di vista tecnico-->importante per la storia della pittura romana.

8. L’ottavo libro dedicato a regole affini ai sistemi architettonici militari (es. costruzione di acquedotti e

nozioni di idraulica)

9. Il libro nono riguarda i metodi di misurazione del tempo--> (per costruire strumenti che misurano il tempo:

orologi solari, o ad acqua es. la torre dei venti dell'agorà di Atene), astronomia e astrologia-->fondamentale

conoscenza per l'orientamento degli edifici.

10. Il decimo libro riguarda gli strumenti balistici e le macchine poliorcetiche (catapulte, balestre, macchine da

guerra per l'espugnazione di una città, arieti, torri ecc.) macchine legate a conoscenze di fisica e di tipo

meccanico.

Come nel caso di Plinio il Vecchio esistono due edizioni una storica e una antologia che riguarda i temi

architettonici-->curati da archeologi-->testo latino, traduzione e commento archeologico.

FONTI INDIRETTE

Cicerone

Epistolario di Cicerone, in cui parla dell'arredo delle sue ville oppure nel caso della serie degli interventi contro Verre,

il IV libro è dedicato al furto di opere d'arte che il governatore ruba ai privati e alle comunità o ai santuari.

Quintiliano

Un'altra opera è il testo dedicato alla retorica di Quintiliano che fa confronti con opere d'arte figurativa per illustrare

esempi legati alle diverse tecniche oratorie-->rilevante per la comprensione del modo di lavorare rispetto a certe opere

dal punto di vista romano, per illustrare un tipo di discorso, rispetto ad un altro.

Luciano

Luciano, autore del II sec. d.C. che più si avvicina a un critico d'arte, che ha una maggiore finezza nell'interpretare le

Pagin opere d'arte e nel presentarle. In molte sue opere vi sono riferimenti molto ricchi e interessanti di numerose opere

a | 27 d'arte e artisti dell'antichità.

Ateneo

Ateneo, autore egiziano che scrive una gigantesca opera I sofisti a banchetto, opera cervellotica in cui un gruppo di

sofisti parla di argomenti più disparati-->riporta notizie molto curiose, di generi diversi che ha recuperato da altre

opere-->ci sono due ampie parti collegate alle processioni dei sovrani Tolemaici-->genere effimero che non ha

lasciato traccia, ma che in età Ellenistica e romana aveva un ruolo importantissimo-->allestimenti di giorni interi in cui

venivano rappresentati elementi di ogni genere: tesori, personaggi mascherati, rappresentazioni allegoriche del ruolo

del sovrano ecc. Parte molto importante legata a queste attività che nella vita avevano un ruolo molto rilevante--

>anche se non vi sono delle grandi tracce.

Filostrato

Eikones -->opere di una serie di autori che si chiamano tutti Filostrato, imparentati che scrivono tra il II e III secolo--

>esercitazioni di carattere retorico, il cui il tema è la descrizione di alcuni quadri, rendendoli attraverso le parole, il più

verosimili possibile nei confronti di chi legge e non conosce l'opera. I quadri di cui si parla non esistono e non sono

mai esistiti perchè sono solo esercizi oratori. Questo genere però, crea un'opera letteraria, e in diversi casi si possono

collegare le descrizioni a quadri presenti nel repertorio antico-->il retore che deve inventarsi la descrizione, deve

partire da un soggetto che già conosce, per realizzare oralmente un certo tema mitologico. Permette di capire come

poteva essere rappresentato un certo episodio mitologico a partire dalla descrizione e confrontandolo con

testimonianze figurative sopravvissute.

Augusto

Res Gestae Vivi Augustae -->si tratta dell'unica autobiografia imperiale, giunta fino a noi, documento ufficiale scritto a

da Augusto prima di morire e esposto su tavole bronzee davanti all'ingresso del mausoleo di Augusto.

Sono sopravvissute alcune trascrizioni ufficiali, come ad esempio sulle pareti del tempio di Roma e Augusto ad

Ankara-->documento epigrafico. Monumentum Anciranum perchè si trova ad Ankara. Altri ritrovamenti effettuati in

diverse città dell'impero testimoniano l'esistenza di questo testo-->lo conosciamo solo attraverso le iscrizioni.

E' una sorta di testamento in cui Augusto fa un bilancio delle sue opere politiche, economiche e imprese

architettoniche (cap. 19-20-21): fa un bilancio dei suoi interventi concentrati nella capitale ma non solo, sia

realizzazioni nuove che restaurazioni-->distingue tra edifici pubblici e quelli finanziati da lui stesso.

STORIA DELL'ARCHEOLOGIA

Dopo la tardo antichità--> caduta impero romano, crisi politico amministrativa e demografica. Intere città vengono

abbandonate e i monumenti pubblici non vengono più mantenuti--> quindi crollano. Durante l'Alto Medioevo si

inseriscono edifici pubblici, composti in materiale povero oppure degli stessi monumenti preesistenti. Non vengono

più estratti materiali per la costruzione e si può usare solo quello che è già stato estratto e lavorato.

Vengono recuperati anche i mattoni-->scompaiono interi edifici, smontati letteralmente. Si salvano solo poche

costruzioni perchè si trasformano in chiese cristiane.

Il Pantheon è l'esempio più noto che viene riconvertito solo nel VII sec d.C. quando l'imperatore romano d'oriente

Foca (fa erigere una colonna a Roma-->ultimo monumento) dona al Papa Bonifacio VIII il Pantheon che viene

consacrato come chiesa e dedicato a Santa Maria ad Martires-->salvezza per l'edificio. Con l'editto di Teodosio si

impone la Religione Cristiana come religione unica di Stato--> Tutti i templi pagani vengono abbandonati o

riconvertiti.

La sede del Senato (Curia) diventa la chiesa di Sant'Adriano.

Nel corso del Medioevo le fonti più significative su ciò che avviene ai monumenti in quel periodo, sono delle opere

che s'intitolano Mirabilia Urbis Romae-->guide sintetiche per pellegrini che elencavano quello che il pellegrino

vedeva lungo la strada. Monumenti in rovina che venivano denominati e di cui venivano date spiegazioni talvolta

fantasiose. Davano però anche informazioni sulle condizioni di quel periodo di monumenti che o sono scomparsi o

che sono giunti a noi in condizioni fortemente deteriorate (specialmente nelle iscrizioni per esempio).

I monumenti non sono percepiti più come una testimonianza del passato ma hanno una funzione utilitaristica. Le cose

cambiano dal 200 quando si comincia a guardare all'antichità come a una fonte di immagini di riferimenti ed elementi

utili per ricostruire certe idee certe istituzioni-->usare passato per rinnovare il presente (es. ruolo dell'antichità romana

che ha per l'impero di Federico II di Svevia-->idea politica antica che usa per presentare la propria immagine,

rivalutando enormemente la cultura classica letteraria e figurativa del tempo. Vuole riaffermare un'idea di impero

universale).

Nella corte pontificia di Avignone la cultura classica viene riaffermata grazie a Petrarca che legge i classici-->modelli

Pagin imprescindibili.

a | 28 1453 cade Costantinopoli, ultima traccia dell'istituzione romana-->trasferimento in Italia da parte di molti intellettuali

che portano con loro i testi antichi di lingua greca di cui hanno anche la conoscenza.

Rivalutazione dello studio dei monumenti antichi che vengono guardati allo stesso modo come modelli di cultura--

>gli architetti studiano gli edifici romani sparsi per l'Italia, leggono Vitruvio ed elaborano l’architettura rinascimentale

tenendo presenti i monumenti antichi.

Fenomeno del riuso dei monumenti antichi-->recupero di elementi di pietra, sculture, rilievi sarcofagi riusati come

elementi decorativi nei nuovi cantieri delle cattedrali (Duomo di Pisa, Modena, Cattedrale di Genova) per ricreare il

legame con l'antichità come memoria di un passato fondamentale per consolidare le nuove strutture dal punto di vista

ideale.

I monumenti in metallo venivano sostanzialmente rifusi (dai chiodi alle armi).

Statua di Marco Aurelio-->nell'Alto Medioevo si pensava fosse Costantino, per quello sopravvisse.

A partire dal 400 si guarda al passato come modello per riproporlo nelle nuove forme. Il personaggio più emblematico

è Leon Battista Alberti che realizzò Sant'Andrea a Mantova, la cui facciata è ispirata agli archi trionfali. Tutto è

ispirato agli esempi romani.

L'altro monumento è il Tempio Malatestiano di Rimini la cui parte centrale della facciata è un arco trionfale, e il

richiamo al passato è sottolineato dall'uso di porfido e marmo verde antico, che anche visivamente ricreano il rapporto

con il passato. Personaggi come Brunelleschi, Ghiberti e Donatello studiano gli elementi classici per ricreare la

grandezza del passato, il ruolo che le figure del passato hanno avuto e che tutt'ora devono avere.

Dalla seconda metà del 400 hanno un ruolo fondamentale le collezioni d'arte che diventano uno status symbol, che

diventa anche importante nel ruolo politico del possessore. Passione per gemme antiche, generata dalle raccolte di

Federico II di Svevia. Membri della famiglia De Medici e la curia ecclesiastica. Collezionare sculture voleva dire

avere accesso ai luoghi per poterle reperire, poterle conservare ed esibire-->rappresentavano lo status symbol, ancor in

maniera più importante, le pinacoteche-->valore altissimo.

Paolo III (Alessandro Farnese da cardinale) diventa Papa e utilizza il suo nome cardinalesco per decorazioni con

soggetto Alessandro Magno. Costruisce il Palazzo di Città utilizzato solo per collocarci le raccolte d'arte fatte da

affreschi, quadri e statue antiche.

I Farnese possedevano l'area delle Terme di Caracalla, e quindi con scavi hanno potuto riportare alla luce diverse

opere d'arte.

Comincia a formarsi la prima raccolta pontificia vaticana collocata nella Villa del Belvedere accanto a San Pietro--

>capolavori del passato, statue più importanti dell'antichità, per secoli meta privilegiata da chiunque non solo da

pellegrini (Laocoonte rinvenuto nel 1506 e acquistato subito dal pontefice, trovato sull'Esquilino accanto alla Domus

Aurea di Nerone, viene identificata come una statua menzionata da Plinio il Vecchio).

Raffaello, da Papa Leone X de Medici, viene rivestito del titolo di conservatore dei monumenti di Roma, figura che

però non aveva nessuna autorità. Doveva studiare cercando di preservare le opere in qualche modo.

Nel corso del 500 e del 600 la raccolta delle statue antiche diventa il monopolio delle famiglie di Roma e della corte

pontificia. Queste collezioni erano anche ambite da sovrani vicini all'Italia-->legislazioni per impedire che le opere

uscissero dalla città di Roma (ruolo politico importante, esibire statue dava grande prestigio).

Nel corso del 600 queste opere erano importanti per quello che il soggetto rappresentava in sé-->questo porta alla

nascita dell'antiquaria che interpreta il passato a partire dalla lettura dei testi letterari antichi che dovevano essere la

base per l'interpretazione delle opere d'arte. Si andava spesso a cercare la lettura più complicata e fantasiosa-->le opere

venivano sottoposte a restauro sulla base del soggetto fantasioso desunto da autori antichi scelti a sproposito-->portava

a fraintendimenti dei soggetti antichi-->le opere diventavano qualcos'altro. Non c'è nessuna percezione del passato--

>l'antichità come un passato indistinto-->unico fronte cronologico.

Questo dato dalla ricerca delle cose curiose e fantastiche (Wunderkammern).

• Museo Kiercheriano-->museo dei gesuiti del collegio romano (sede del ministro dei beni culturali) messo

insieme da padre Athanasius Kiercher, olandese, figura molto interessante dal punto di vista culturale-->alto

livello culturale, cerca di leggere i geroglifici egiziani in maniera fantasiosa e inventata e ci scrive un libro

intero. Crea questa raccolta del museo che scomparirà con l'unità d'Italia.

• Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo-->opera seicentesca, raccolta di disegni di qualsiasi cosa, con l'idea di

un museo universale solo attraverso disegni. Opera colossale. Importante settore della botanica-->immagini di

piante, fiori, frutti. Museo destinato a non concludersi mai. Gli oggetti venivano raccolti per categorie, senza

distinzione di valore estetico.

Il suo bibliotecario sarà Winckelmann. Una gran parte dei disegni si conservano nei musei inglesi. Disegni

con scopo documentario.

• 1471 a Roma nascono le Raccolte Capitoline, trasferiti nel palazzo dei conservatori i bronzi che si trovavano

in Laterano: la Lupa, lo Spinario. Nel 1538 verranno raggiunti dal Marco Aurelio su progetto di Michelangelo

Pagin che ridisegna la piazza capitolina.

Il Campidoglio diventa il polo politico della città e l'idea di riunirvi i bronzi significava riunire gli elementi di

a | 29 significato civile. Recupero dell'antichità per rafforzare il ruolo civile della città. Rappresenta anche il

momento di nascita dei musei più antichi del mondo, era una donazione di Sisto IV Papa.

Nel 600 le raccolte private sono ancora possibili, ultime collezioni di respiro molto grande ovvero la Collezione

Borghese, messa insieme dal Cardinal Scipione, la Collezione Barberini e la Collezione Ludovisi.

Capolavori monopolizzati dal Pontefice su larga scala nel 700 quando le opere accumulate nel corso dei secoli

vengono riordinate nei musei moderni con la costruzione di sale. Le famiglie incominciano a vendere le loro

collezioni. Roma meta per il Grand Tour, viaggio di formazione per intellettuali di tutta Europa, i quali compravano

spesso le opere d'arte e quindi c'è una defluenza delle opere artistiche da Roma all'estero.

Proprio in questo periodo arrivo a Roma di Winckelmann, nato nel 1717, figlio di ciabattino, autodidatta. Studia l'arte

antica sui gessi di sculture di opere originali che giravano per l'Europa con lo scopo principale per la formazione degli

artisti.

Winckelmann conosce il nunzio apostolico Alberico Milanese, ambasciatore vaticano presso la corte di Dresda che lo

porta con sé a Roma come bibliotecario. Qui W. si converte al cattolicesimo 1755 e diventa uno tra i più grandi

studiosi della città.

Pubblicazione nel 1764 della sua opera fondamentale "Storia dell'arte dell'antichità" (Geschichte der Kunst des

Altertums) la prima edizione italiana è milanese di 20 anni dopo con il titolo "Storia delle arti del disegno presso gli

antichi"-->storia della arti figurative dei greci. Storia universale dell'arte antica anche precedente ai greci.

La produzione di età romana viene inglobata anche nella produzione artistica greca-->prima scansione cronologica

rispetto al passato.

Plinio il Vecchio opera fondamentale per lo studio di W. in cui trova i dati fondamentali per la collocazione

cronologica delle opere. Idea di W. che il primato della produzione artistica greca viene attribuito all'età classica cioè

alla seconda metà del V secolo (Fidia, Policleto ecc).

W. immagina la produzione artistica antica, dopo le fasi preparatorie (egizia, mesopotamica, perisana) immagina la

suddivisione della storia dell'arte antica in 4 grandi periodi chiamati:

1. Periodo antico che corrisponde alle fasi più antiche dell'arte greca in particolare all'età arcaica,

2. Il secondo periodo è il sublime, culmine della produzione del V secolo nella seconda metà con Fidia, il più

grande artista (Statua di Zeus ad Olimpia),

3. Periodo bello che comprende il IV secolo fino a Prassitele e Lisippo (alle soglie dell'Ellenismo).

4. L'ultimo e più lungo periodo è quello della decadenza--> che comprende l'Ellenismo e l'età romana.

La prima cosa da fare per poter attribuire un'opera a un determinato periodo storico, è l'analisi stilistica. Winckelmann

scrive una storia dell'arte greca.

La parte che a W. importa di più, oltre a periodizzare la parte artistica greca, attribuendo le opere a una delle 4 fasi

artistiche dell'antica Grecia, è individuare l'essenza dell'opera d'arte, ovvero definire l'opera d'arte-->campo filosofico,

di tipo estetico.

E' una questione centrale nel pensiero di W.-->l'essenza dell'opera d'arte è molto difficile da definire, e non è

riconducibile a nessuna parte visiva. W. ricorre a un modello di risposta che si richiama al mondo delle idee

platoniche-->Opera d'arte come concretizzazione dell'idea del bello-->per essere un'opera d'arte, deve rendere concreta

l'idea della bellezza. Ciò avviene a partire dalla rappresentazione delle divinità greche.

Le opere d'arte che meglio rappresentano l'idea di bellezza sono le opere delle divinità, nel periodo dell'Atene di

Fidia-->sono l'incarnazione dell'idea della bellezza, simbolo di perfezione, privo di passione, non ha tratti individuali--

>idea che si concretizza con la rappresentazione di un corpo atemporale.

Questa idea è caratterizzata da una “nobile semplicità, una quieta grandezza, una misura, un'armonia” (cit.) -->gli dei

ne sono l'emblema.

L'opera emblematica di questa idea di bellezza è l'Apollo del Belvedere-->per W. esprime al meglio il massimo ideale

artistico.

W. si esprime con una prosa che cattura il lettore-->partecipazione e immedesimazione richiesta al lettore-->stile

sublime della prosa, per descrivere le opere d'arte del periodo più elevato di produzione artistica.

Tenta un collegamento diretto con il lettore-->poco scientifico e poco neutro-->limiti dell'opera di W.

L'opera va storicizzata, per la sua epoca il testo era nuovissimo e rivoluzionario. Lui però non si rendeva conto che le

opere che descrive sono produzione romana, ovvero copie romane di opere greche, mentre gli originali greci

dell'epoca classica sono pochissimi.

Scrive una storia sull'arte greca, non su originali greci ma partendo dalle opere citate dai testi antichi, quali di Plinio il

Vecchio, delle opere presenti a Roma.

Si concentra sulle singole opere, e non solo su quello che suscitava meraviglia.

Grazie alla sua prosa fascinosa, W. renderà molto più accessibile e a portata di mano, l'arte antica (periodo del primo

Pagin museo).

a | 30 L'opera verrà tradotta subito dal tedesco alle altre lingue-->circolazione molto veloce.

La visione parabolica che W. ha della produzione artistica, attribuisce l'arte classica come il culmine della produzione

artistica-->identifica la capacità di rendere visibile il concetto di bellezza assoluta-->creazione di un mito: attribuisce a

poche opere questo concetto-->crea la base per il neoclassicismo-->influenza molto più ampia, da parte di W. nello

studio dell'antichità.

Muore poco dopo aver pubblicato la sua opera (1768) assassinato a Trieste.

La seconda opera “Monumenti antichi inediti”, di impianto più tradizionale, presenta le singole opere analizzate dallo

studioso, come una raccolta di studi su singole opere.

Anche questo testo ha un grande successo, grazie alla parte illustrativa-->Circolazione delle opere antiche ha influenza

anche sull'arte contemporanea (es. riproduzioni in scala ridotta) -->impatto grandissimo-->souvenir.

Le sue idee hanno da subito dei seguaci.

Nell'opera di W. lo studioso si serve di sculture di opere di età romana (copie). Mette in evidenza il fatto che un

soggetto poteva essere riprodotto da mani diverse e materiali diverse in più versioni. Questo però non lo spinge ad

approfondire la questione.

In quest'ottica è chiaro che una delle opere è un originale, mentre le altre sono delle copie, a maggior ragione se i

materiali erano diversi.

Apollo Sauroctonos di Prassitele-->scultore che sulla base di Plinio era un lavoratore di marmo-->coloritura delle

carni, per dare una sensazione di realtà. Mentre la scultura che analizza W. è in bronzo-->W. lo fa notare, ma si ferma

qua, anche se afferma che nel caso di una figura del satiro, egli conosce 3 di queste versioni che egli attribuisce a

Prassitele.

Gli studiosi dopo di lui devono affrontare il problema perchè nel 1781 viene scoperta la statua del Discobolo

Lancellotti (villa del principe Massimo sull'Esquilino che corrispondeva agli orti di Mecenate).

Carlo Fea, Giovanni Battista Visconti e figlio Ennio Visconti riconoscono in questa statua il soggetto delle fonti

antiche.

Luciano "L’amante della menzogna"-->parla del discobolo di Mirone che era un bronzista. L'opera ritrovata è in

marmo-->identificata subito come una copia: dal 1781 e nei decenni successivi, vengono identificate una serie di

opere nelle copie romane.

ARCHEOLOGIA FILOLOGICA

Impronterà gli studi della produzione artistica antica fino agli anni 30 dell'Ottocento. Studio condotto sulle copie

romane quali uniche testimonianze concrete degli originali greci perduti.

Da una parte vi sono i testi letterari che parlano delle opere (Es. Plinio) dall'altra vi sono le copie conservate in più

versioni dello stesso soggetto, spesso anche restaurate nel 500/700 e spesso fraintese perchè prive di ogni

elemento di identificazione.

Le copie sono migliaia, erano usate esclusivamente per lo studio, e non come opere d'arte autonome della produzione

artistica di età romana.

Applicano alle opere romane il metodo della filologia-->scopo di studiare i testi letterari sopravvissuti dall'antichità

con il fine di ricostruire il testo che sia il più vicino possibile al testo originale-->versioni di terza, quarta o quinta

mano-->sempre più lontani dall'originale.

La filologia mette a punto una serie di regole per stabilire qual era la versione più vicina possibile a quella scritta

dall'autore. Queste regole vengono applicate anche alla produzione artistica greca, testimoniata dalle descrizioni

antiche letterarie e dalle copie di età romana che fungono da codici.

Si procede ad identificare le singole parti delle singole copie che permettano di proporre un archetipo che ci permetta

di conoscere almeno l'aspetto teorico dell'originale che non è ricostruibile nella sua integrità. L'originale è fatto di tutte

le rifiniture e la cura che un artista dedica a un'opera che per definizione è unica.

Le copie non sono riproduzioni meccaniche, ma opere d'arte quasi singolari, per richieste particolari da parte dei

committenti.

Si cerca nei testi letterari dei particolari che possano far risalire un dettaglio nella copia.

Il numero di copie conservato è un elemento molto importante per gli studi filologici-->elemento che doveva

testimoniare il successo dell'opera, la fama dell'originale (ma non è così, in quanto testimonia il successo presso la

civiltà romana).

Il copista interpreta opere che spesso non sono l'originale, bensì delle copie che erano in circolo all'epoca.

Quali sono i criteri per capire qual è una copia? Sapere se l'originale è fatto in un determinato materiale dalle

Pagin testimonianze di Plinio il Vecchio. La presenza di puntelli-->ponti di marmo necessari per il trasferimento di un opera

a | 31 che in origine era in bronzo e viene trasformata in versione marmorea-->la scultura in bronzo è più leggera perchè

vuota e non ha problemi statici come invece potrebbe essere un'opera in marmo (es. Discobolo che era realizzato in

bronzo, per questo il braccio in marmo porta a far sì che il braccio si spezzi e il peso grava sulla caviglia destra--

>punto in cui la figura si assottiglia moltissimo così come il collo-->si deve intervenire con dei rinforzi) in alcuni casi

il copista può ovviare il problema dei puntelli, compattando la posizione delle braccia e aggiungere elementi che diano

peso.

Quando siamo di fronte a un'opera del genere capiamo che il modello originale era realizzato in bronzo con altre

posizioni anche senza sapere che Policleto lavorava quasi esclusivamente il bronzo. Esistono però statue originali

rappresentate in una certa posizione, quindi con l'uso di elementi di sostegno per le parti più fragili, come ad esempio

nei gruppi che rappresentano le vicende di Ulisse presenti nella Villa di Sperlonga. In certi casi sono sicuramente degli

originali. Per questo ogni elemento va valutato per sé.

Il numero elevato di copie che si conoscono di un soggetto come il Satiro in Riposo, non voleva dire che quell'opera

fosse famosa presso i greci, ma che ai romani piaceva molto. In certi casi, statue molto famose non sono mai state

copiate, o copiate in maniera non fedele perchè le statue di culto dei templi non erano copiabili. C'era bisogno di

un'impronta in gesso in negativo per poter realizzare l'opera in marmo o bronzo e si utilizzava il sistema dei punti-->

sul gesso venivano segnati punti notevoli che poi venivano trasferiti sul blocco di marmo-->sistema che usa anche

Canova (solo che a differenza dei romani lui utilizzava centinaia di punti per rendere i modelli molto più precisi). Ci

sono opere incompiute su cui rimangono i punti per la misurazione del modello in gesso. Questi punti nella fase di

rifinitura venivano eliminati. In certi casi questi punti o sono stati dimenticati o lasciati perchè il committente aveva

fretta di avere l'opera. Le statue di culto nelle celle dei templi erano inaccessibili, infatti vi potevano entrare solo i

sacerdoti. Queste celle spesso contenevano oggetti preziosi e le statue in oro e avorio non potevano essere copiate con

il gesso in quanto l'originale si sarebbe rovinato. Il Zeus di Olimpia e l'Atena Parthenos di Fidia non sono mai stati

riprodotti con il sistema dei calchi e dei punti, ma possediamo delle copie parziali o di formato ridotto. La copia più

fedele è l'Atena del Barbakeion. Erano spesso dei souvenir acquistati. Un'altra copia della statua di Fidia si trova al

Louvre ma è in dimensioni ridotte e mancano molti dettagli.

Poco dopo la morte di W. viene trovata la statua che costringe a cominciare la riflessione sull'esistenza delle versioni

multiple dello stesso soggetto-->filologia archeologica-->testi letterari applicati alle copie di età romana.

Lo scopo di questa scienza è quello di arrivare alla soluzione dell'archetipo selezionando le copie che secondo gli

studiosi sono le migliori, dove meglio si conserva l'aspetto dell'originale.

Apollo Parnopio (in occasione dell'allontanamento delle cavallette, in quanto Apollo portatore di sciagure naturali)

statua votiva dedicata dalla città alla divinità, statua in bronzo collocata sui gradini del Partenone. Riconosciuta dagli

studiosi in una serie di copie, di cui l'opera più rappresentante è l'Apollo di Kassel (in Germania), trovata vicino al

Circeo nella villa di Domiziano. Autore dell'opera Fidia. L'archetipo è una sorta di idea dell'opera originale, la resa

visiva del soggetto perchè l'originale è perso ed è irripetibile.

Statua di Cinisco vincitore di un'Olimpiade nel pugilato dei fanciulli, l'autore dell'opera è Policleto. Oltre alle copie e

alle informazioni letterarie abbiamo anche la base originale. La figura rappresenta un atleta giovane che si sta

togliendo la corona di alloro per offrirla al Dio. Questa operazione la fanno gli archeologi della scuola filologica e

identificano alcuni dei capolavori dell'arte greca che derivano dalle fonti. L'Apoxyomenos di Lisippo, atleta che si

deterge dopo la gara con lo strigile nella mano sinistra. Quest'opera era a Roma nelle Terme di Agrippa, era in bronzo

in quanto Lisippo era un bronzista. Questa copia è stata trovata a Roma nel 1849 a Trastevere. Il braccio destro in

avanti aveva bisogno di un lungo puntello che partiva dalla coscia che arrivava al polso-->visivamente brutto. La

ponderazione di questo tipo in marmo è quasi impossibile da rendere per le sue dimensioni e proporzioni se non

attraverso elementi che possano sostenerla. E' stata identificata da Luigi Canina un architetto archeologo studioso dei

monumenti di Roma antica. Poco dopo il ritrovamento della statua, suggerisce l'identificazione con la famosa opera di

Lisippo. L'identificazione più importante è il Doriforo di Policleto, uno dei capisaldi della scultura greca. Fu

identificato da Karl Friedrichs 1863 attraverso il confronto tra alcune copie che lo studioso ritiene le più vicine

all'originale. L'unica copia intera ritrovata a Pompei nella Palestra Sannitica, praticamente intatta senza la lancia.

Questa copia anche se abbastanza grossolana è l'unica che all'epoca conservasse l'immagine completa. Friedrichs si

serve di un'altra copia molto più vicina all'originale, bronzea, ma parziale in quanto si tratta solo della testa. Chiamata

Erma di Ercolano trovata a metà 700 e copia firmata dall'autore Apollonio Ateniese ed è un'opera rappresentativa del I

sec. a.C. quando ad Atene si mette a punto la tecnica della copia e si riproducono capolavori dell'antichità. La

particolarità è che viene resa molto accuratamente la capigliatura, tipica del modo di renderla in una scultura in bronzo

in età classica e il bronzo permette effetti che nel marmo si perdono. In una copia in marmo questo effetto di accurata

rifinitura delle ciocche con le punte che si sollevano appena, nel marmo questo effetto scompare completamente. Altre

due copie prese in considerazione dallo studioso sono parziali, ma si conservano dei torsi uno a Berlino e uno a

Firenze provenienti entrambe dal Palatino. Sono in marmo bianco e basanite, pietra egizia molto dura e difficile da

lavorare, ma permette di dare un effetto cromatico simile al bronzo (valore cromatico dell’opera) -->fisico asciutto

senza mollezza di carni.

Pagin Mette insieme la testa di Ercolano, il torso di Berlino e quello di Firenze e l'unica figura salvata interamente.

a | 32 La copia che ne deriva è l'insieme dell'idea complessiva dell'aspetto dell'archetipo-->lavoro dell'archeologia filologica.

Avere identificato il Doriforo significa poter permettere una ricostruzione dello scultore in quanto al Doriforo possono

essere affiancate opere simili, ed effettuare altri riconoscimenti dell'opera di Policleto (Cinisco), ricostruito a partire

dall'Efebo Westmacott che si trova al British Museum che prima era di proprietà dello scultore che diede nome

all'opera Richard Westmacott. Si possono anche riconoscere i lavori dei seguaci della bottega policletea.

L'obiettivo è quello di scrivere una storia dell'arte greca.

Einrich Brunn, primo professore di archeologia con cattedra autonoma, si concentra sulle opere dell'età ellenistica in

particolare arriva all'identificazione delle sculture che decoravano il Donario di Attalo nel santuario. Il Galata Morente

e il Galata Suicida.

Johannes Hofer Beach ha proclamato il principio secondo cui più un'opera era famosa, più era copiata, ma non è un

principio valido.

L'ultimo esponente della scuola filologica è Adolf Furtwangler ha inaugurato altri importanti filoni di studio come

sulla ceramica figurata greca di cui è stato il primo a proporre un metodo di studio sistematico e proporre opere

complessive sulla ceramica figurata e anche lo studio sulla glittica antica cioè delle pietre preziose elaborate incise o

scolpite. Furtwangler è il primo archeologo che si serve della fotografia ed era dotato di un'eccezionale memoria

fotografica.

1737-->scoperta di Ercolano, iniziano gli scavi.

Non è solo un'importanza scientifica, ma ha un forte impatto sulla cultura europea.

Importante documentazione delle pitture rinvenute dall'area vesuviana, questo permette un vasto sviluppo della

produzione artistica in Europa.

1812-->rinvenuti i marmi del Partenone presente ora al British Museum (le statue, metope ecc in condizioni pessime).

L'impatto con il pubblico è molto forte. Sono opere attribuite a Fidia, ma molto lontane dall'opera di Winckelmann--

>dibattito: originali o no? Sono da restaurare? Che valore attribuire a queste sculture?

Personaggi del calibro di Canova, vengono interpellate per un'opinione sulle sculture.

Idem a Monaco di Baviera, dove arrivano parti del Tempio di Aphaia a Egina, non sono sottoposti a restauro su

indicazione di Canova.

Bertel Thorvaldsen-->scultore danese, allievo di Canova che interviene pesantemente sulle opere del tempio di

Apahia-->intervento neoclassico.

Nella seconda metà dell'Ottocento iniziano le prime campagne a scopo archeologico.

Dalla seconda metà del Settecento erano state organizzate spedizioni, basate su fonti narrative, per visitare le città

(spesso i nomi erano favolosi, non collegati a centri esistenti) -->Società dei Dilettanti di Londra-->gruppo di

aristocratici che organizzavano queste spedizioni, accompagnate da una serie di artisti che documentavano ciò che era

visto-->pubblicano libri illustrati.

Queste spedizioni hanno come mete la Grecia e l'Asia Minore (Efeso, Mileto ecc.) -->Impero Ottomano, zone difficili

da raggiungere, spesso anche abbandonate, perchè terreni impaludati.

Con l'età napoleonica, l'interesse dell'archeologia diventa molto importante-->es. Campagna d'Egitto-->nascita

dell'egittologia-->forte impatto sulla cultura e la produzione artistica europea.

L'arrivo in Europa di monumenti egizi-->studio del geroglifico-->per conoscenza dei testi.

I primi scavi nella zona del Foro Romano (Colonna Traiana) vengono svolti dai francesi, ma i risultati di queste

immagini non vengono pubblicate, perchè gli interessi archeologici decadono con la caduta di Napoleone. Bisogna

aspettare la seconda metà dell'ottocento, per avere una rinascita dell'interesse archeologico, con nuove indagini su

larga scala, concentrate sui siti principali dell'antichità: Grecia, Ionio, Asia Minore.

La formazione degli Stati Nazionali, fa si che ci sia interesse da parte dei governi, nei confronti del mondo antico. La

Germania, che attraverso il culto dell'antichità, cerca di spingersi verso l'unificazione politica dei territori.

Detiene il primato negli studi nell'ambito della filologia classica e nella produzione artistica greca-->raccolta di

materiali documentari.

Aprono le porte allo studio di periodi dell'antichità che non riguardano solo l'epoca classica. Ad Atene iniziano

indagini, nel cimitero che è all'esterno della porte della parte meridionale della città. Questa necropoli, era la più

grande, di una vita lunghissima. Vennero riportati alla luce grandi monumenti di età classica, ma l'aspetto più

significativo, fu la scoperta delle frasi preclassiche-->età geometrica-->tombe contenenti vasi appartenenti a

quell'epoca, più antica dell'età classica, finora nota.

Vennero inaugurati gli scavi nell'isola di Samotracia (nord del Mar Egeo) -->santuario dedicato ai Cabiri, di età

Ellenistica. La Grecia dal 1927 era indipendente e cercava una sua identità culturale e politica-->apertura di scavi nella

parti più importanti della Grecia, affidati alle imprese archeologiche europee.

Vengono inaugurate aree di scavo, a carattere nazionale:

I tedeschi aprono anche scavi ad Olimpia. Altre nazioni chiedono di indagare sui siti archeologici greci.

Pagin I francesi scelgono Delo(1877) e Delphi(1879) per gli scavi.

a | 33 Diventano imprese culturali di prestigio per gli stati che si stavano occupando degli scavi archeologici di una certa

comunità.

Vengono costruiti musei in situm-->i materiali rinvenuti rimangono nel posto dove sono stati trovati, e per esporli al

pubblico venivano costruiti dei musei-->caso di Olimpia.

Il risultato di queste immagini porta a pubblicazioni di monografie riguardanti singoli aspetti o quelli più generali

riguardanti il sito.

L'Impero Ottomano non è interessato alla conservazione dei siti, e quindi nemmeno i risultati scientifici dello scavo.

Cede gli oggetti rinvenuti, anche a pagamento-->trasferimento nei musei europei maggiori di tutto quello che viene

trovato nella prime fasi delle indagini archeologiche.

Negli anni 70 dell'Ottocento iniziano gli scavi di Efeso, capitale della provincia d'Asia. Con l'età bizantina, la città si

spopola e con l'arrivo degli arabi, viene abbandonata definitivamente. Era la sede del tempio più famoso dell'antichità

l'Artemysion-->scavato dai britannici. I resti della città si trovano a Vienna.

Pergamo un altro sito tra i più famosi, vi arrivano i tedeschi che riportano alla luce il grande altare dedicato a Zeus che

in età bizantina era stato usato per creare le mura della città. L'intero altare viene rimontato per intero a Berlino--

>Pergamon Museum-->apposito per quest'altare, e altre strutture monumentali quale la porta di Mileto.

Santuario di Olimpia-->uno dei siti più famosi dell'antichità. La localizzazione avviene nel 1877, da parte dei francesi.

Il luogo era stato abbandonato dall'età tardoantica, abbastanza impervio, nella zona selvaggia del Peloponneso.

L'organizzazione dello scavo di Olimpia è tedesca, che ancora oggi ne sono i responsabili. Si tratta di una spedizione

concepita da subito in grande stile, finanziata in maniera ampia->con oro dei francesi che avevano versato alla

Germania come risarcimento della Guerra Franco-Prussiana-->finanziamento della spedizione di Olimpia.

Equipe molto ampia di studiosi: tra il 1875 e il 1880 vengono messi alla luce tutti gli scavi in maniera scientificamente

impeccabile. Costruzione di un museo sul luogo e pubblicazioni autorevoli.

1867-->scavo ad Alicarnasso(Turchia) per cercare il Mausoleo di Mausolo-->il Satrapo di Caria. Questa indagine

viene condotta dagli inglesi-->una parte delle mura di Alicarnasso erano state fatte dai rilievi e dalle sculture del

Mausoleo che si trovano nel British Museum.

Heinrich Schliemann-->commerciante tedesco, autodidatta, aveva lavorato a lungo a San Pietroburgo. Decide di

abbandonare i commerci per dedicarsi all'individuazione del sito dell'antica Troia.

Tenne molte conferenze e scrisse molti libri a riguardo del sito dell'antica Troia.

Ne individua il sito, ma ci sono diversi contrasti con il governo turco.

Individuazione del sito di Troia--> Hissarlik sud della Turchia.

Sua interpretazione della cronologia e posizionamento del sito.

Le scoperte fatte a Troia aprono una fase ancora più antica-->pregreca.

Non utilizza un metodo scientifico, ma interpreta i diversi livelli della città di Troia che in realtà riguardano i diversi

periodi.

La scoperta di Troia ha avuto una ricaduta molto forte perchè la capacità comunicativa di Schliemann e l'importanza

del sito del testo letterario più importante e più antico del mondo occidentale hanno reso l'archeologia uno studio

molto popolare-->grande interesse nella popolazione.

Da qui nasce un filone di teoria e divulgazione archeologica.

Schliemann acquista una casa ad Atene dove colloca i materiali ritrovati a Troia ed Atene.

Ottiene il permesso di portare alla luce gli scavi della civiltà antica di Micene-->periodo che apre l'indagine su

un'epoca per allora sconosciuta-->età micenea, che ancora non aveva avuto una manifestazione nell'identificazione di

siti.

Fase pregreca, precedente all'età geometrica.

Tutti i materiali degli scavi di Schliemann si trovano nel museo nazionale di Atene.

Dal punto di vista dell'importanza scientifica degli scavi, non si sono creati danni come a Troia.

Nella stessa Grecia esistono fasi precedenti con culture precedenti cosa che prima non si sapeva.

Le scoperte cretesi sono l'apice di queste scoperte. Le indagini sono svolte da inglesi e italiani presso l'Isola di Creta

che ai tempi era ancora turca, nel periodo di rivolte con Costantinopoli-->periodo difficile, per poter fare degli scavi--

>per molti anni rimane ai margini della storia mediterranea.

Arthur Evans-->indagini a Cnosso-->città principale antica di Creta, vicino alla principale città moderna Heraklion.

Ad opera di Federico Halbherr-->si identificano i siti di Gortina (sito classico, nell'epoca romana capitale della

provincia di Creta) e siti Minoici Festos e Aghia Triada-->vengo riportati alla luce dei palazzi appartenenti alla civiltà

Minoica che dominava il mediterraneo attorno al XV sec. a.C. prima di scomparire per cause allora ignote

(probabilmente crisi determinata dal vulcano di Santorini che distrusse molti dei siti minoici lungo le isole-->declino

della civiltà Minoica). Gigantesche residenze-->apparato decorativo molto ricco, materiali egizi-->testimonianze di un

Pagin rapporto stretto con questa civiltà.

a | 34 Gli italiani indagavano contemporaneamente agli inglesi. Ultimi ad arrivare sono gli americani-->grandi finanziamenti

perchè si insediano ad Atene nella Agorà (viene ricostruita la scuola di Attalo con metodi antichi-->esperimento) e a

Corinto, che venne distrutta dai romani, e ricostruita sotto l'impero di Cesare come capitale di Akaia.

L'insediamento delle grandi spedizioni comporta anche la creazione di una sede ufficiale della nazione ad Atene e a

Roma-->Fondazione dell'Istituto di Corrispondenza Archeologica a Roma-->negli anni successivi governato dal

governo tedesco-->perdita di carattere di libera associazione culturale che non bada all'influenza nazionale.

Da qui nascono l'Ecole Francaise e la Scuola Britannica (tutto a Roma)

Ad Atene avviene la stessa cosa-->istituti scientifici in parallelo con Roma.

Sono ancora adesso i punti di riferimento archeologico nei due stati.

Hanno biblioteche importantissime.

Per tutto l'Ottocento dominio della scuola filologica tedesca.

La pittura è oggetto di studio grazie ai ritrovamenti nell'area vesuviana-->mettono a confronto le versioni dello stesso

soggetto sia in campo pittorico che scultoreo per ricreare una ricostruzione ideale dell'archetipo del soggetto.

Nell'ultimo decennio dell'Ottocento vede come luogo di importanza culturale Vienna-->dove si studiava l'arte in tutti i

suoi campi.

Emanuel Loewy-->amico di Freud, non appartiene al gruppo stretto degli studiosi considerati parte della Scuola

Viennese si allontana dalla capitale asburgica perchè ottiene la cattedra di archeologia classica a Roma-->scopo di

formare la prima generazione di archeologi italiani.

Fino al 1815 insegnerà a Roma. Dopo di che sarà costretto ad abbandonare la cattedra per via delle inimicizie tra

Austria e Italia.

1909 “Migrazioni tipologiche” testo più importante di Loewy che tratta di iconografie che persistono per secoli

all'interno di una produzione artistica legata alla bottega-->trasmissione di un patrimonio tecnico e iconografico che

passa di maestro in allievo-->eredità del patrimonio iconografico.

Iconografie orientali che entrano nell'arte greca che a loro volta entrano in quella romana-->persistenza e migrazione

di iconografie (modo arricchito, modificato, ma che rimane come elemento nucleo forte e imprescindibile).

Scuola di Vienna-->problemi di carattere formale ed estetico.

Loewy si occupa della rappresentazione della natura nell'arte greca e permanenza di iconografie nel processo di

produzione artistica.

Julius Lange-->problema della rappresentazione naturalistica-->cerca di individuare delle leggi nella

rappresentazione specialmente nell'arte arcaica. Individua alcune modalità di rappresentazione che sono rappresentate

dalla frontalità, dal ricorso alla simmetria e dalla linearità-->tutto ciò nell'ambito di una rappresentazione per piani

paralleli.

Questi modi di rappresentare nell’ambito dell'arte arcaica, vengono interpretati da Lange come incapacità di arrivare a

una rappresentazione pienamente naturalistica.

Anche Loewy affronta lo stesso problema, non pensa che sia un problema di incapacità da parte degli artisti di arrivare

a un naturalismo delle forme, quanto invece una volontà di rappresentazione per esigenza di chiarezza-->nella

comunicazione del messaggio: rappresentare il soggetto nella sua massima estensione, evitando le forme incomplete--

>questo modo di rappresentare la forma nella sua massima estensione ricorre in tutte le civiltà arcaiche.

Scelta consapevole da parte dell’artista-->avviene sulla base di particolari condizioni di carattere culturale-->forma

più importante di rappresentazione naturalistica.

Non c'è uno sviluppo parabolico della produzione artistica-->ogni epoca si esprime secondo canoni diversi dettati da

esigenze differenti.

Ogni produzione artistica va considerata senza essere inserita in un contesto generico.

Alois Riegl-->storico dell'arte medievale e moderna, scrive l'”Industria artistica tardoromana”-->non si occupa di

capolavori, ma di produzione di tipo seriale-->oggetti ornamentali e di uso quotidiano-->frutto del lavoro di

schedatura del Museo di Arte e Storia di Vienna.

La produzione artistica tardoromana e quella medievale creano i presupposti per lo sviluppo di un concetto quale la

teoria del gusto-->forme e produzione artistiche proprie di quell’epoca (“Stilfragen” -->saggio del 1893 “Problemi di

stile”) -->ogni epoca ha il suo gusto specifico--> si sviluppa attraverso la concatenazione di fasi quali nascita-

sviluppo-apogeo-decadenza.

Crea i presupposti per capire gli influssi sociali e politici dei lavori artistici, che successivamente verranno studiati.

Apre la strada all'artigianato artistico.

Pagin Franz Wickhoff-->storico dell'arte del rinascimento. Si occupa di arte antica perchè gli viene affidato lo studio del

a | 35 codice della genesi di Vienna-->codice illustrato, che si ritenesse fossero di epoca tardo antica.

Prima di affrontare questo studio Wickhoff crea nell'introduzione una storia della produzione romana, e quali elementi

possano essere considerati come arte originale.

Individua tre aspetti, considerati colonna portante dell'idea che l'arte romana fosse una produzione artistica autonoma:

ritratto realistico, concezione spaziale e prospettica presente nella pittura romana, modalità di narrazione continua

presente specialmente nel rilievo di tipo storico narrativo, ma anche in opere pittoriche.

L'arte romana deve essere sganciata dall'arte greca, nonostante sappiamo che questi tre punti non sono un'espressione

originale dell'arte romana, bensì greca.

Bianchi Bandinelli

In Italia si continua a lavorare nel solco della archeologia filologica-->il fascismo comporta uno sviluppo culturale

diverso rispetto agi altri paesi in quanto anche l'archeologia venne usata con lo scopo propagandistico del regime.

BB-->studia in Germania e quindi ha accesso a testi appartenenti alla scuola di Vienna introducendoli nello studio

archeologico italiano che fino ad allora si basava sull'opera di Benedetto Croce.

"Storicità dell'arte classica" 1943-->fulcro di un nuovo filone di studi archeologici.

E' responsabile della riorganizzazione di tutti gli uffici del ministero dedicati al controllo del territorio, subito dopo la

fine della II Guerra Mondiale-->deve ricostruire un tessuto di uffici di tutela e controllo, in un territorio

completamente sconvolto dalla guerra, con situazioni molto complesse.

Personalità molto importante in campo politico-->intellettuale militante (Partito Comunista).

Torelli e Carandini -->allievi di Bianchi Bandinelli che occupano cattedre di archeologia.

E' stato anche un etruscologo e un grande divulgatore di testi che non erano destinati solo agli specialisti-->grazie alla

formazione estera.

Motivazioni economiche che stanno alla base della produzione artistica, sono molto importanti.

L'arte romana ha finalità politiche non estetiche.

III MODULO-ROMA

Roma rappresenta uno sviluppo totalmente differente dal modello romano che viene considerato come la città per

eccellenza. Con l'espansione della città sorgono diversi problemi legati alla vicinanza del fiume che fuoriesce dal suo

letto quasi ogni inverno e terreno molto disomogeneo per la presenza dei sette colli e delle valli che li separano. La

zona del Campo Marzio verrà esclusa dal circuito urbano fino all'epoca tardo-repubblicano.

La città viene fondata nella zona della via Transiberina che collega la città all'Etruria. La via di comunicazione tra

l'Etruria e la Magna Grecia passava attraverso il territorio latino e Roma sorge nella zona di controllo dell'ultimo

punto in cui è possibile attraversare il Tevere. Era molto importante controllare questo punto di transito. Le

testimonianze più antiche della frequentazione sono sul Campidoglio, dove si trovano i resti di zone abitate, e nella

zona del foro in cui troviamo resti di necropoli. Questo perché il colle ha i vantaggi di possibilità di controllo visivo

del fondovalle e la valle è soggetta alle esondazioni ed è poco salubre per via delle paludi.

La città viene fondata intorno alla metà dell'VIII secolo, sulla base di recenti scavi, alle pendici del Palatino il 21

aprile del 753 a.C.-->è una data molto vicina alle più antiche testimonianze archeologiche della prima fase urbana

della città quando il Palatino viene dotato di mura proprie. Il Palatino è il colle dove, secondo la storiografia ufficiale

romana, Romolo fonda la città. Le valli che separano il Palatino dal Campidoglio e il Palatino dall'Aventino-->zona

favorevole all'insediamento perchè molto vicina al fiume, dove troverà collocazione il porto urbano-->approdo per le

navi che risalivano il fiume Tevere dal Tirreno verso la città. Il Palatino ha tutte le pendici scoscese-->difesa naturale.

Ha una superficie pianeggiante. Il Campidoglio invece diventa il luogo ideale per i principali culti della città tra i quali

il culto della Triade Capitolina (Giove Minerva Giunone).

Dal 753 a.C. al 502 a.C. la città viene organizzata dal punto di vista della definizione dei suoi spazi principali e dal

punto di vista della sua organizzazione amministrativa-->4 regioni amministrative principali e la 5 è costituita dal

Campidoglio che è l'unico colle dotato di mura, una sorta di acropoli della città, quindi non è abitato-->grazie alle sue

difese evita l'invasione gallica.

La città diventerà la più grande del mondo occidentale conosciuto, una vera e propria megalopoli con più di

un milione di abitanti-->difficoltà di approvvigionamento per la moltitudine di persone che vi abitavano. Il

funzionamento della città è un problema molto complesso: spazi pubblici che costruiti o ampliati comportano

la distruzione di quartieri preesistenti-->lo spazio è sempre sfruttato al massimo.

Rispetto alla prima cerchia di mura che prevedeva la difesa della città, si arriva all'urbanizzazione al di fuori di esse

per via dell'aumento della popolazione.

Mura Aureliane 275 d.C. quando la minaccia per la città è reale-->vengono inclusi interi settori della città che si erano

Pagin sviluppati a partire dall'età imperiale, di cui il più importante è rappresentato dal Campo Marzio-->dove si erano

a | 36 concentrati i più grandi complessi destinati allo spettacolo e alla cura del corpo (edifici termali). Con l'età augustea,

quando le mura di età regia avevano perso la loro funzione, si ritiene necessaria una nuova riorganizzazione

amministrativa della città-->le 4 regioni iniziali diventano 14. Questo perché dal punto di vista dell'ordine pubblico la

città ormai grande ha bisogno di un controllo più capillare.

Il nucleo più interno che corrisponde alla città originaria circondata dalle mura Serviane e quella più esterna che

corrisponde all'espansione dell'epoca imperiale e dove sono presenti grandi edifici di spettacolo e parchi.

Questa riorganizzazione è la conseguenza del flagello degli incendi che ha caratterizzato Roma per tutta la sua vita.

In una città superaffollata in cui l'edilizia residenziale si sviluppa in altezza più che in larghezza (perché lo spazio a

Roma è molto costoso), l'uso di materiali infiammabili e mancanza di spazio tra un edificio e l'altro comporta una

suddivisione del territorio anche nella parte più antica della città in superfici molto più ridotte per controllare meglio il

pericolo degli incendi, e la creazione di un corpo di vigili suddivisi in coorti che avevano, ciascuna, il controllo di 2

regioni con una sede centrale in una posizione strategica tra le due regione. Da un lato avevano il controllo dell'ordine

pubblico e dall'altro il controllo sugli incendi.

La sede più nota è quella di Trastevere, la settima coorte dove trovavano posto i membri della coorte che si solito

erano dei liberti (schiavi liberati) che controllavano un gruppo di vigili anche in condizioni servili (schiavi pubblici)

-->si muovevano per sedare le rivolte, ma anche gli incendi.

Le regioni maggiormente popolate erano quelle con una superficie minore-->per facilità di controllo.

La regione del Quirinale, la meno popolata, è molto grande ed è l'unica che sta contemporaneamente dentro e fuori le

mura Serviane. Negli altri casi le forme delle regioni erano determinate dalla presenza di colli o strade circostanti.

Roma ha uno sviluppo anomalo rispetto alla fondazione di altre città romane, che hanno uno schema più regolare.

Il Palatino-->primo luogo stabile in forma urbana-->posizione strategica dal punto di vista del controllo della foce del

Tevere-->anche importante via di comunicazione oltre che confine naturale-->si spinge fino all'Umbria-->posizione

strategia importantissima.

Dalla metà dell'VIII secolo a.C. esiste una città che dal palatino si espande ai colli circostanti. Nei secoli successivi,

fino dall'inizio del VI secolo a.C. quando viene cacciato Tarquinio il Superbo la città ha già una sua fisionomia ben

precisa e una funzione amministrativa avanzata con la suddivisione del territorio in quattro regioni.

Bonifica delle parti basse, sistema di difesa costituita dalle mura 11 km-->più grande area urbana del mondo Etrusco

(dinastia dei Tarquini) -->città che aspira a un ruolo molto rilevante in quanto occupa la superficie maggiore e il più

grande tempio di Giove Capitolino-->con il passaggio dalla monarchia alla repubblica il processo di espansione

procede.

Bisogna aspettare l'età augustea per una riorganizzazione amministrativa-->le quattro regioni Serviane diventano 14--

>nuovo assetto territoriale all'interno della città di Roma.

In alcuni casi le mura vengono addirittura abbattute-->città molto grande

C'è una fascia di regioni nuove esterne alle mura più antiche, incluse nel nuovo assetto amministrativo, che erano già

state occupate. Le regione all'interno delle mura sono più piccole e più intensamente occupate, mentre la zona del

Quirinale è una regione molto ampia che inizia il proprio sviluppo in età augustea, quindi meno popolate, in

previsione di un'ulteriore espansione urbanistica.

Questo assetto prevede tutte le trasformazioni successive quindi rimane fino all'antichità.

Sistema di sorveglianza-->coorti dei vigili: controllo degli incendi, controllo dell'ordine pubblico del territorio;

vengono istituite delle coorti hanno una sede come quella di Trastevere-->ogni coorte copriva 2 regioni contigue-->il

personale era formato da ex schiavi pubblici.

Fonti letterarie-->sugli assetti della città.

Non esiste nessuna fonte puntuale ampia e documentata sulla città di Roma-->come l'opera di Pausania per la Grecia--

>Difficoltà a identificare i resti di edifici antichi.

L'unica fonte di carattere documentale è un documento grafico ovvero la Forma Urbis marmorea di epoca severiana di

cui sono stati trovati migliaia di frammenti di una gigantesca pianta della città che era disegnata su 151 lastre di

marmo.

Basilica dei SS. Cosma e Damiano nell'area del tempio della pace. La parete esterna era collocata la forma urbis

-->dimensione complessa della pianta di Roma.

Sulla forma urbis era disegnata la mappa della città con dettaglio elevato in scala a 1:240-->era un documento

ufficiale, serviva per fare riferimento ai documenti catastali, si trovava nell'ufficio del praefectus urbis (responsabilità

civile sulla città).

E' datata ad età severiana pur essendo collocata nel foro vespasiano (203 d.C. e non prima perchè ci sono dei

monumenti di età severiana).

Si possiede il 10% della superficie totale della pianta-->difficoltà di ricostruzione

Non è l'unico documento esistente-->doveva esistere un documento più antico con la rappresentazione del Tempio

Pagin della Pace di età flavia-->la prova sono alcuni frammenti di mappe leggermente diverse che non appartengono all'età

a | 37 severiana: le linee sono più sottili, i caratteri delle scritte sono differenti-->potrebbe essere una pianta della città più

antica (se si analizza la forma delle lettere del frammento).

Le lastre sono state trovate un po' dappertutto perchè questo materiale è stato trasportato in luoghi diversi per essere

trasformato in calce.

MURA

Sono i due confini delle due città quella di età regia e quella di età imperiale avanzata.

Prima cerchia di mura-->Serviana attribuita a Servio Tullio-->VI sec. a.C.

Riguarda il primo sistema che riguarda la città dei sette colli (la primissima è quella del Palatino-->prima cerchia di

mura).

Costruite in cappellaccio (tufo molto friabile-->monumenti più antichi della città) -->pietra di tipo vulcanico che si

estrae vicino a Roma, ma ha lo svantaggio di essere molto fragile-->le mura non reggeranno all'attacco gallico del 390

a.C.

Con la ricostruzione si utilizza un materiale più resistente: il tufo di grotta oscura, facile da lavorare ma importato

dalla città etrusca di Veio che venne sconfitta da Roma pochi anni prima della conquista gallica. Le mura repubblicane

di cui abbiamo i resti sono fatte in questo materiale. La posizione delle mura è la stessa, il cappellaccio si ritrova in

alcune parti delle fondamenta-->appartengono al rifacimento del IV sec. a.C.

Questo circuito è lungo 11 km-->ha un andamento molto irregolare-->dove è possibile le mura si appoggiano ai colli e

sfruttano la difesa naturale delle pendici dei colli.

Il tratto più scoperto, dove non ci sono difese naturali e dove il rischio di invasione è più elevato-->terreno

pianeggiante, mancanza di colli, quasi rettilineo-->sistema di difesa diverso dal resto del circuito.

Il Campidoglio è dotato di mura proprie come area sacra della città-->unica area che non viene occupata dai Galli.

Questo circuito di mura ha poche porte, in corrispondenza dei colli da cui uscivano le strade per la città.

Aggere o Agger-->sistema di difesa particolare per il tratto senza difese naturali-->sistema basato sulle tecniche di

assedio-->sfondamento delle mura.

Doppia cortina a cui viene addossata una cortina più bassa che difende il muro verso l'esterno, fossato che precede le

mura e un terrapieno posteriore dentro la città. La terra del fossato viene utilizzata per costruire il terrapieno. Il

muretto interno ha lo scopo di mantenere la struttura di terrapieno in caso di pioggia.

4,5m di larghezza e 10m di altezza per la doppia cortina su cui era possibile organizzare un camminamento per il

controllo dell'esterno.

Le mura rimangono complete fino all'epoca augustea quando alla fine vengono defunzionalizzate.

Certe parti vengono inglobate in nuove costruzioni, alcune distrutte, ma le porte rimangono perchè hanno valore

sacro-->passaggi attraverso cui si può transitare-->sono sotto la protezione degli dei come i ponti o i passi e per tale

motivo non possono essere distrutte-->vengono restaurate e assumono il valore di monumenti Es. Porta Esquilina (sul

colle Esquilino) -->rimane come arco onorario, e viene ridedicata all'imperatore Gallieno con tanto di iscrizione.

Le mura di Termini sono la parte interna dell'aggere.

Via Salandra-->resti di mura

III sec d.C. roma è di nuovo in pericolo per le escursioni barbariche-->esigenza di creare una nuova cerchia di mura

che tenga conto dell'espansione della città dell'età augustea che si era espansa fino al nord nel quartiere del Campo

Marzio-->dove si trovano edifici molto grandi e pregiati che hanno il vantaggio di essere protetti dal corso del Tevere,

mentre il resto delle mura delle città dovranno essere costruite ex-novo, solo una piccola parte coincide con le vecchie

mura. Costruite da Aureliano, 19 km opera colossale in tempi brevissimi realizzata tra 271-275 d.C.-->adeguata a

nuove tecniche militari. Questo circuito costruito su terreni privati-->risarcire il valore al proprietario--->aspetto

economico molto importante da considerare-->spiegazione dell'andamento irregolare delle mura-->ridurre al minimo i

costi di indennizzo--->passano su terreni di proprietà imperiali.

Il Trastevere è un quartiere ex-novo-->mura nuove che corrono anche lungo un ponte.

Castra Preaetoria-->elemento esterno di difesa-->struttura militare.

Villa Imperatori dinastia dei Severi-->per risparmiare sui costi le mura corrono lungo le mura dell'anfiteatro castrense.

Porta maggiore-->passa la via Premestrina è un monumento più antico delle mura Aureliane, di età claudia I sec a.C.--

>era in origine un tratto di 3 acquedotti che si sovrapponevano in quel punto e si dividevano per entrare nella città--

>monumento perchè snodo importante-->diventa una delle porte delle mura.

Anche i monumenti funerari come quello di età augustea eretto da Gaio Cestio-->vicino a Ostia-->Piramide Cestia e

Anfiteatro Castrense-->elementi difensivi, inclusi nel circuito delle mura per velocizzare il lavoro.

Materiale e tecnica

Pagin

a | 38 Cambiate le tecniche d’ assedio (vedi trattatistiche a partire dall'epoca di Alessandro Magno e trattato di Vitruvio) era

necessario di ricorrere a un materiale più resistente. La tecnica dell'opera cementizia era la più veloce ed efficace.

All'interno della colata di calcestruzzo vengono aggiunti frammenti di pietra e laterizi per aumentare la resistenza

delle mura. Tutto questo viene utilizzato sia all'interno della città che all'esterno con un paramento di mattoni di

riutilizzo presi da altri edifici (come quelli presenti lungo il percorso murario, ma anche altri edifici in disuso)

-->irregolarità cromatica delle mura.

La pratica del riuso diventa sempre più frequente come nel caso dell'arco di Costantino.

Mura di altezza prevista di 6m, con spessore di 3m e prevedevano una torre ogni 30m.

Dopo circa un secolo queste mura vengono rialzate-->interventi di restauro e manutenzione consistenti già sotto

Massenzio 30 anni dopo la costruzione.

100 anni dopo sotto Onorio e Arcadio, figli di Teodosio, venne fatto un restauro che comporta un raddoppio

dell'altezza delle mura seguito dal generale Stilicone. Vengono rifatte anche le porte con un sistema di difesa diverso.

Questo raddoppio dell'altezza permette la costruzione di un camminamento coperto lungo tutte le mura e sopra il quale

c'è un secondo camminamento scoperto che permette una miglior visuale.

PORTE

Piccoli passaggi di tipo secondario con traffico pedonale molto limitato-->in zone in cui le mura passavano attraverso

proprietà private che si trovano all'interno e all'esterno di esse-->murate in futuro.

Anche le porte principali sono state raddoppiate in altezza nella seconda fase.

In origine erano previste due aperture per le due carreggiate una in ingresso e una in uscita-->pericoloso in fatto di

difesa-->porta più debole. Nel rifacimento dell'epoca di Stilicone le porte da due passano a un'apertura sola.

Il rivestimento della parte bassa di una parte delle porte (che sono diverse l'una dall'altra) è in travertino che sostituisce

il laterizio.

Il doppio camminamento coperto delle porte con un terzo superiore scoperto.

Ulteriore sistema di difesa è dato dal cortile tra il portone esterno e quello interno-->consente di avere sempre una

porta chiusa tra la città e l'esterno.

Portoni a saracinesca, movimentati dalla galleria superiore con delle carrucole.

Le gallerie superiori servono a controllare dall'alto l'accesso esterno sia il cortile interno.

Le torri a pianta rotonda posizionate su quelle a pianta quadrata durante il raddoppiamento hanno maggiore

funzionalità grazie alle feritoie presenti lungo tutto il loro perimetro.

• Porta Appia o Porta S. Sebastiano-->museo delle mura--->all'esterno delle mura c'è la Basilica si S.

Sebastiano.

• Porta S. Paolo-->sopravvissuta la doppia carreggiata.

• Porta Asinaria dove il rivestimento in pietra è ancora più limitato e le torri fin dall'origine hanno una forma

semicircolare.

• Porta Turata, pur essendo realizzata all'epoca di Arcadio e Onorio-->per motivi economici venne chiusa da un

muri-->in occasione dell'ultimo grande restauro sotto Belisario nel VI sec. d.C. che si chiama-->Porta Piciana.

PONTI

Sono strettamente collegati, dal punto di vista della città.

I ponti-->attraversamento del fiume. Oltre ad essere un elemento di confine sono anche un elemento di

comunicazione.

La rete infrastrutturale delle strade è importante sia nell’ ottica militare (viaggiano gli eserciti-->necessità di

spostamenti veloci) che in quella commerciale-->viaggiano i funzionari, la posta ecc.

Sono un elemento fondamentale per la gestione dell'impero.

Tutto questo sistema stradale partiva da Roma-->comporta un'organizzazione della rete di comunicazione sviluppata

in contemporanea all'allargamento dei confini dello stato romano.

I ponti urbani (9/10 + ponte Milvio che si trova fuori dall'area urbana, anche se considerato ponte urbano a tutti gli

effetti) -->si dispongono secondo uno sviluppo strategico, con scopi molto specifici, non solo di attraversamento.

L'addensamento principale dei ponti è nella zona dell'Isola Tiberina, con la vicinanza del Palatino-->punto più

comodo per attraversare il fiume. Costruiti tra il VI sec. a.C. e I sec. a.C.

Gli altri ponti sorgono a partire dall'età augustea, sono legati a esigenze molto puntuali.

• Il più antico è il Ponte di Teodosio, il più meridionale ed è il rifacimento di un ponte più antico del III sec a.C.

Pagin

a | 39 I ponti moderni sono di costruzione dopo il 1870-->di ferro-->si trovano nella posizione di ponti antichi distrutti

precedentemente.

• Il più antico ponte non esiste più, si chiamava Ponte Sublicio-->costruito in età regia VI sec. a.C. (secondo

l'annalistica romana) anche se le fonti più affidabili risalgono al IV secolo a.C.

E' fatto in legno e il materiale viene riproposto anche nei rifacimenti futuri (punto del fiume molto pericoloso

causa corrente molto forte). Essendo un ponte di legno poteva essere interrotto o smontato facilmente-->mette

in comunicazione Roma con l'Etruria-->collegava il Foro Boario (principale mercato della città e antico porto

della città con Tempio di Portunus) con il Trastevere. Scompare dopo il V sec. d.C.

• Nel 220 a.C.-->venne costruito il Ponte Milvio a nord della città, 4km e mezzo lungo la via Flaminia

(principale asse viario verso nord) -->nome antico Mulvius.

Dopo il fiume la strada si divide in due: via Flaminia e via Cassia -->voleva dire il controllo dai due mari a

nord. In origine in legno e successivamente in pietra 109 a.C.-->traffico molto pesante-->l'aggiunta moderna è

data dal casello del dazio realizzato in età papale.

Primo ponte con finestre all'interno dei piloni di pietra-->per evitare che il ponte venisse spazzato via dalle

piene.

312 d.C. scontro finale delle truppe di Costantino e quelle di Massenzio che aveva usurpato il trono per alcuni

anni-->scontro di Ponte Milvio-->episodio rappresentato in uno dei rilievi dell'Arco di Costantino.

• Ponte Emilio o Ponte Rotto-->posizionato in un punto pericolosissimo, a sud dell'isola Tiberina-->verrà rifatto

diverse volte. Realizzato nel 179 a.C.-->si pensa sia il rifacimento di un ponte più antico per via del nome che

non è Fulvio Emilio-->primo ponte in pietra della città. Venne rifatto quasi completamente in età augustea--

>destino molto travagliato perchè in età medievale vene danneggiato più volte a causa delle piene.

Successivamente venne rifatto per metà in legno e metà in pietra.

Rifatto sotto il Papa Gregorio XIII Boncompagni-->stemma dei draghi presente bassorilievo-->distrutto per

metà e distrutta anche la seconda arcata, rimane solo l'arcata di mezzo, mai più ricostruito-->alla fine

realizzato in ferro quando vennero risistemate le pareti del Tevere.

• I sec. a.C.-->Due ponti dell'isola Tiberina: Ponte Fabricio chiamato anche Ponte dei Quattro Capi ad opera di

Lucio Fabricio-->edile (il meglio conservato, rifacimento solo dei parapetti-->21 a.C. in età augustea)

-->collega l'isola Tiberina alla riva sinistra (città)

• E Ponte Cestio realizzato intorno alla metà del I sec. a.C.-->collega l'isola al Trastevere (riva destra) ->rifatto

nel 370 d.C. da imperatore Graziano. In realtà è un ponte moderno rifatto completamento nel 1888 quando

vengono rifatti i muraglioni del fiume. In origine era un ponte a due arcate come il Cestio.

Ponti di epoca augustea

• Il Ponte di Agrippa che sopravvive in un ponte rinascimentale di Papa Sisto IV.

Realizzato per collegare le proprietà di Agrippa dal Campo Marzio a quelle di Trastevere.

147 d.C. sotto Antonino Pio prima restaurazione, 366 d.C. seconda restaurazione cambio di nome in Ponte di

Valentiniano e terza restaurazione nel periodo rinascimentale Papa Sisto IV.

Via trionfale da Campo Marzio a Circo Massimo, che collegava la strada di Veio a Roma-->esisteva un

traghetto.

• Nerone fa costruire un ponte di cui rimangono alcuni piloni-->non si capisce se fosse un ponte fisso o

provvisorio. Nel IV secolo d.C. venne distrutto definitivamente e non ricostruito fino agli inizi del 900.

• Ponte Elvio il più a nord creato con la funzione principale di collegare il Mausoleo di Adriano al Campo

Marzio. Lungo l'asse viario si sviluppò la necropoli vaticana. Con i lavori di costruzione dei muraglioni

vengono scoperte le rampe esterne e successivamente demolite con la costruzione di due arcate nuove. Tutto

rivestito in travertino. Fin dall'antichità in corrispondenza a ciascun pilone c'era un basamento destinato a

reggere delle sculture. Bernini in seguito realizza le statue degli angeli con i segni della passione.

Ha un'importanza fondamentale-->dal 1300 in avanti vi hanno transitato tutti i pellegrini per S. Pietro più lo

sfondo di Castel Sant'Angelo come prima immagine della città.

• Ponte Pubblico realizzato nel 334 d.C.

• Ponte di Probo (realizzato tra 276-282 d.C.) o Teodosio che lo ricostruisce nel 381 d.C.

Rifatto varie volte nell'epoca moderna.

STRADE

Pagin La stragrande maggioranza delle merci arriva dal mare che per la città di Roma sono sempre state una fonte di

a | 40 sostentamento principale. La plebe mangiava a spese dello Stato.

Le strade invece sono un collegamento verso l'esterno, che dalla città vanno verso i territori di confine-->rete viaria

che deve essere mantenuta efficiente e che raggiunge dimensioni gigantesche (circa 100.000 km). E' il primo sistema

stradale su scala gigantesca che ha permesso di collegare paesi lontanissimi tra di loro, con spostamenti veloci e

relativamente sicuri. Era costosa la manodopera per la manutenzione delle strade-->il segno della disgregazione

dell'impero è proprio l'abbandono della manutenzione delle strade da parte delle entità locali.

Il ponte via terra è il più costoso e impervio e sulle strade viaggiavano intere legioni per raggiungere i confini per la

difesa-->l'efficienza delle strade in questo caso è molto importante e vitale per l'impero.

Il sistema stradale si sviluppa a partire dalla città, in certi casi la stessa strada che parte da Roma permette di

raggiungere città a migliaia di km di distanza come ad esempio la via Aurelia (arriva fino in Spagna).

Le strade sono opere pubbliche, costosissime e impegnative-->devono superare montagne, valli ecc.

Quando viene conquistato un territorio, la prima cosa che veniva fatta era la realizzazione delle strade, sia per poter

controllare meglio il territorio, che per muovere merci e persone.

I censori sono i grandi costruttori di strade. Sono sottolineate dalla presenza delle porte nelle mura delle città.

Fare viaggiare merci via acqua era molto meno dispendioso, ma non sempre possibile.

Le strade sono identificate con dei nomi propri che sono generalmente di due tipi:

• Nome derivante dal magistrato che l'ha fatta costruire, che l'ha finanziata o di cui la famiglia cura la

manutenzione (Aurelia, Appia, Cassia). Le più lunghe e quindi più costose.

• Nome derivante dalla località ultima a cui arriva la strada (Portuense, Tiburtina, Austiense, Tusculana)

-->mete molto vicine, a poche decine di km da Roma-->percorsi molto antichi trasformati in strade.

Le eccezioni invece sono i casi di nomi che non ricadono nelle due tipologie precedenti, come ad esempio la via

Triunphalis-->strada che nel nome ricorda il trionfo ottenuto dall'esercito romano con la conquista di Veio-->arriva

fino al Campidoglio, meta ultima della processione.

Via Salaria-->era un antichissimo percorso utilizzato dai sabini (Lazio nord-orientale), per recuperare il sale

o dalle foci del Tevere-->strada funzionale per raggiungere da Roma la Sabina (Rieti). Mantiene il nome antico.

Dalla Sabina la strada supera gli Appennini e raggiunge l'Adriatico a S. Benedetto del Tronto-->sfrutta valli

appenniniche.

E’ la strada che collega Roma con la Sabina Tiburtina e Tuscolana portavano a due arie di villeggiatura

ambite. La via Tiburtina verrà prolungata fino all'Adriatico dalla via Valeria e usciva da Roma dalla porta

Esquilina.

Via Latina--> esce dalle Mura Aureliane e si stacca dalla via Appia-->attraversa il Lazio, territorio dei latini e

o non collega Roma con una meta specifica (benché fosse Capua), ma l'aspetto rilevante era che attraversasse il

territorio dei latini-->percorso per raggiungere la Campania, percorso attraverso le montagne, e in alternativa

alla via Appia che arriva anch'essa a Capua. Viene costruita come strada romana dopo la guerra latina che

sottomette i Latini nel 338 a.C.-->scopo principale della strada è colonizzare il territorio di nuova

acquisizione, pur essendo un territorio con insediamenti presenti all'epoca pre-urbana.

Via Aurelia--> coincide con la realizzazione del primo ponte sul Tevere-->controllo dell'attraversamento del

o fiume per poter collegare Roma con i territori etruschi collocati lungo la costa. Il nome deriva da un Aurelio

Cotta, ma mancano le notizie puntuali nello scritto di Tito Livio-->non vi è la certezza. La meta iniziale era la

colonia di Cosa, Toscana meridionale, poi viene via via prolungata, avendo mete successive, fino a Pisa, fino

a Genova, Ventimiglia ecc.

Via Triunphalis-->percorso molto antico, che risale al IX-VIII sec. a.C. prima della fondazione di Roma, che

o collega con Veio-->città conquistata nel 396 a.C. (presenza di cave di Tufo).

Via Flaminia--> costeggia il Campo Marzo. Unica strada grande all'interno della città, oggi è la strada

o principale del moderno centro di Roma su cui sia affacciano sontuosi palazzi. Chi arrivava da nord, supera la

Porta del Popolo-->visione straordinaria di una strada perfettamente rettilinea per qualche km. E' una strada

che attraversa la penisola, e la cui meta è Rimini, per raggiungere i territori conquistati dai Galli a sud del Po.

Costruita da Gaio Flaminio censore del 223-220 a.C.

E' connesso il Ponte Milvio, che permette di attraversare il fiume. Principale strada di collegamento con la

Cisalpina. Verrà restaurata da augusto, il cui restauro è segnato nella Res Gestae.

Via Cassia e Via Clodia-->di cui il Ponte Milvio è uno snodo principale. Nascono appena fuori dal ponte e

o

Pagin non dalla città propriamente detta. Sono strade che raggiungono il Tirreno con due percorsi interni rispetto

a | 41 all'Aurelia, verso gli Appennini-->collegano le città dell'Etruria interna con Roma. Cassia realizzata nel 127-

124 a.C.

La Clodia costruita da Marco Claudio Marcello nel 196 a.C. rappresenta un percorso semplificato che si

congiunge all'Aurelia.

Via Appia-->è il principale collegamento con il sud. La sua destinazione è Capua. Considerata la Regina

o Viarum, collegamento con tutta la penisola meridionale per arrivare fino a Brindisi. E' la prima strada

realizzata da un Censore Appio Claudio Ceco, che la realizza nel 312 a.C. fino a Capua. Sfrutta percorsi

pianeggianti, ma dopo Capua entra all'interno-->percorso complicato fino a Venosa. Aveva un'importanza

strategica enorme, con meta Brindisi perchè è il porto militare dell'Adriatico, da dove partivano le spedizioni

per la conquista dell'Oriente. La strada da cui tornavano tutti gli eserciti trionfanti pieni di ricchezze orientali--

>rappresenta la potenza di Roma.

L'ultimo imperatore che ha allargato l'impero, Traiano, fa costruire una variante che è l'Appia Traiana-->evita

il percorso attraverso le montagne, sacrificando molte mete importanti (Venosa, Taranto) -->raggiungimento

più veloce possibile per le grandi spedizioni-->realizzata per combattere i parti.

E' la via che conserva meglio porzioni di strada e paesaggi antichi.

Via Austiense e Via Portuense-->va al porto militare Portus. Collegamenti fondamentali con le aree portuali di

o Roma.

ACQUEDOTTI

Hanno lo scopo di rifornire d'acqua la città, dal momento in cui l'acqua del Tevere non è più sufficiente, perchè

inquinato e non più utilizzabile per le funzioni vitali.

Roma è in una posizione in cui la falda non è sfruttabile attraverso pozzi-->terreno paludoso.

A partire da IV sec. a.C. è necessario costruire il primo acquedotto a opera di Appio Claudio Ceco, il grande

costruttore di infrastrutture che proiettano Roma in una dimensione significativa per la sua esistenza.

Il sistema idrico è impressionato dal punto di vista della quantità di acqua, della manutenzione.

De Aquebutis di Frontino-->magistrato che lavora per Traiano (II sec. d.C.) e si occupa della cura degli acquedotti.

Importante carica perchè chi li gestisce ha in mano la città di Roma. In questo scritto fa il punto della condizione degli

acquedotti (9) che erano tutti efficienti, e che negli anni successivi verrà ampliato di 2 acquedotti sotto Alessandro

Severo.

Alcuni acquedotti vengono costruiti in coincidenza con la costruzione di alcuni edifici termali. La portata d'acqua dei

9 acquedotti raggiungeva 1 milione di metri cubi al giorno per abitante. Questa tecnologia verrà recuperata solo

nell'800.

Alcuni acquedotti antichi vennero restaurati nel Medioevo sono ancora in uso oggi.

La maggior parte degli acquedotti utilizzano un'unica fonte cioè il fiume Aniene che attraversa gli Appennini a oriente

di Roma e che a Tivoli superava un grande dislivello con una grande cascata. E' molto importante perchè breve ma

straordinariamente ricco e impetuoso, perchè passa in mezzo alle montagne.

Le altre fonti per gli acquedotti sono i laghi vulcanici (Bracciano) e i colli Albani.

Il principio degli acquedotti ha lo scopo principale di tenere l'acqua a un'inclinazione costante che permetta all'acqua

di viaggiare a una velocità moderata, non troppo bassa in modo che non si formino impurità come alghe, e nemmeno

una velocità troppo alta per non portare via parti di rivestimento in insieme all'acqua.

Non è possibile mantenere un'unica pendenza dell'acquedotto, ma attraverso sifoni, l'acqua risale e ricomincia a

scendere.

La maggior parte del percorso dell'acqua è sotterraneo, perchè più sicuro e più facile un'ispezione e un intervento in

caso di necessità.

Ci vuole una manutenzione continua: costantemente pulito, per evitare la formazione di alghe o altro, e lo speco va

ripulito dalle incrostazioni di calcare lungo le pareti perchè il canale sarebbe ostruito e non permetterebbe all'acqua di

scorrere.

Sono pagati e mantenuti dallo Stato, sotto la giurisdizione di un magistrato. L'acqua è pubblica, ma non arriva nelle

case, ma nelle fontane pubbliche.

Solo a partire dall'età augustea sarà possibile avere la concessione del collegamento della propria abitazione con la

rete idrica pubblica. Deve essere concesso dall'imperatore alla singola persona e non sarà ereditario. Un lusso

eccezionale.

Acquedotti repubblicani

Pagin

a | 42 • 312 a.C. costruzione del primo acquedotto Aqua Appia. Durante l'età repubblicana viene costruito un

acquedotto per secolo. Attinge l'acqua lungo una zona di sorgenti della via Prenestina.

• 272 a.C. 64 km primo acquedotto che si serve dell'Aniene--> Anio (successivamente Anio Vetus)

• 144 a.C. Aqua Marcia lungo 91 km, attinge all'Aniene, ancora funzionante.

• 125 a.C. Aqua Tepulia

Acquedotti età imperiale

• 19 a.C. Aqua Virgo costruito da Agrippa, per le nuove terme di omonime, primo edificio termale pubblico di

Roma nel Campo Marzio. Funziona ancora oggi, serve ad alimentare la Fontana di Trevi (punto di arrivo

dell'acquedotto, per la pubblica utilità) e le fontane di Piazza Navona.

• Aqua Alsietina

• Aqua Iulia

• Aqua Claudia è più recente come acquedotto. La sua funzione era quella di servire il Palatino e in età

Neroniana, alimentava la fontana monumentale della Domus Aurea sul Celio. Ancora oggi ne sono conservati

alcuni tratti. Struttura enorme e elevata che permetteva il trasporto dell’acqua fino al Palatino.

• Anio Novus costruito in epoca claudia, compie lo stesso percorso dell’Aqua Claudia.

L’acquedotto che si chiamava Anio, di età repubblicana, viene rinominato in Anio Vetus. L’Anio Novus

aveva la portata d’acqua maggiore. Con l’età claudia c’è un forte incremento della capacità d’acqua che si

riesce a far giungere alla città questo porterà alla costruzione delle Terme Neroniane.

• Aqua Traiana porta l’acqua dal lago di Bracciano e Trastevere. Permette anche alla città di sopportare la

creazione delle Terme di Traiano sull’Esquilino necessità maggiore di acqua quotidiana.

• Aqua Alessandrina è il più tardo degli acquedotti, costruito nel 226 d.C. da Alessandro Severo. Non abbiamo

sue notizie perché non se ne parla nel trattato di Frontina.

Aqua Appia, Anio Vetus e Aqua Claudia, pur viaggiando ognuno per sé e con la propria acqua, passavano insieme in

una sovrapposizione monumentalizzata da Claudio: riveste le arcate in travertino e la rende simile a una Porta. Con le

Mura Aureliane, questo elemento viene integrato nella struttura muraria e resa una vera e propria porta di ingresso in

città dei tre acquedotti.

Questo sistema entra in crisi quando, durante gli assedi che Roma subisce dal V secolo, gli acquedotti venivano

tagliati dagli assedianti. Nel VI secolo non sarà più possibile risistemarli. La chiusura degli acquedotti porta al disuso

degli edifici termali e la popolazioni torna ad usare l’acqua del fiume.

NUCLEI MONUMENTALI LEGATI A FUNZIONI PUBBLICHE

Campidoglio

Uno dei luoghi più antichi della città. Era il luogo dove, secondo la tradizione, c’era un centro abitato fondato da

Saturno prima dalla fondazione di Roma. Questo è rilevante per spiegare la presenza, in questa zona, del culto di

Saturno, che si trova ai piedi del colle e a controllo del punto d’accesso principale ad esso. E’ un luogo che ha avuto

una rilevanza fondamentale, perché è sempre rimasto un luogo privilegiato; se in età romana era una sorta di acropoli,

un luogo isolato dove stavano i culti principali, durante l’età medievale diventa il luogo dove andranno i poteri civili

della città rispetto alla Roma cristiana principali magistrature di Roma (ancora oggi c’è il Palazzo Senatorio, dove sta

il sindaco di Roma). La sede principale è il Tabularium, costruito nel I secolo e riprogettato nel Rinascimento da

Michelangelo che crea anche la piazza attorno al Palazzo Senatorio; al centro della piazza mette la statua di Marco

Aurelio. Di fronte viene creato il Palazzo Nuovo che diventa la sede del Museo Capitolino concentrazione di edifici e

ruoli importanti in questa zona. C’è anche una chiesa medievale rilevantissima, Santa Maria in Aracoeli, con un suo

convento che però oggi è sostituita da un monumento di Vittorio Emmanuele II. Il Campidoglio antico è il più piccolo

dei 7 colli ed è anche il meglio difeso: blocco di tufo, con pareti scoscese e accessibile solo da un unico punto, ovvero

il Clivo Capitolino, che sale dal Foro Romano fino alla sommità del colle. Questa strada costituisce l’ultimo tratto

della Via Sacra e l’ultimo tratto del percorso del Trionfo strada di rilevanza simbolica. C’erano tre scale che stavano

come accessi pedonali. Le pareti del colle erano scoscese perché il tufo è molto fragile e il colle è anche franato

portando con sé i resti di templi antichi. Il colle ha due alture diverse: la maggiore è la Arx (punto più alto) e la minore

è il Capitolium (più basso ma più ampio). Le due alture erano divise da uno spazio più basso detto Asilum, dove oggi

si trova la piazza. Il tempio di Giove Capitolino e della Triade Capitolina si trova sul Capitolium, mentre i templi

minori sono collocati in altre posizioni.

Il colle aveva difese naturali che vennero potenziate con la costruzione di mura attorno al colle unica parte della città a

non essere presa dai Galli nel 190 a.C. Il tempio di Giove è il più antico e il più grande: realizzato a partire dai lavori

Pagin fatti iniziare da Tarquinio Prisco (re etrusco). Tempio etrusco più grande del VI a.C. secolo e collocato con la facciata

a | 43 verso Est (verso il Palatino). Di questo tempio rimane pochissimo dell’alzato non è rimasto nulla, delle fondazioni ci è

arrivato qualcosa. Conosciamo le vicende di questo edificio dalle fonti: iniziato da Tarquinio Prisco attraverso

architetti etruschi. Le decorazioni in terracotta erano fatte da Vulca, che arrivava da Vulci crea una quadriga in

terracotta per il frontone della facciata. Era in legno e rivestito in terracotta rischio di incendi: in più disastroso nell’83

a.C. che comportò una ricostruzione completa. Per cercare di sopperire al rischio di incendi, venne ricostruito in

marmo, facendo venire da Atene le colonne dell’Olimpleion (VI secolo, tempio di Zeus). La trasformazione del

materiale dell’edificio, non frena però le distruzione e cade nel 69 d.C.; ricostruito con Vespasiano ma brucia ancora

nell’80 d.C. sotto Tito. La particolarità della struttura è che abbiamo tre celle anziché una singola e l’intercolunnio

centrale è maggiore degli altri. Le tre divinità erano Giove, Giunone e Minerva: delle loro statue non c’è rimasto nulla,

ma il loro aspetto ci è noto grazie a riproduzioni più tarde ogni divinità è identificata con il suo uccello simbolo:

l’aquila per Zeus, il pavone per Giunone e la civetta per Minerva. La facciata principale del Tabularium (palazzo

senatorio) dà sul Foro Romano. Fa da sfondo al Foro stesso verso il Campidoglio. L’edificio ha un impatto visivo

enorme e rende l’idea di ufficialità (ci si conservavano dei documenti). Viene realizzato nella parte bassa del colle tra

le due alture per sfruttare il doppio affaccio sul colle e sul Foro. Si tiene però conto, nella progettazione, della

presenza di un culto pre-romano. Non poteva essere spostata la pianta del Tabulario viene quindi adattata al Tempio di

Veiove che viene incluso nella struttura.

Foro Romano

È stato il centro principale di tutta la città. Centro politico, giudiziario, della vita civile e qui avvenivano le cerimonie

più importanti che hanno fatto lo stato romano. Si trova in un fondovalle tra Campidoglio, Palatino, Quirinale,

Esquilino e pendice del colle Oppio. Inizialmente era un spazio inabitabile, paludoso e attraversato da numerosi corsi

d’acqua. Bonificarono la zona grazie ad un’opera di Tarquinio Prisco (fogne che convogliavano le acque verso il

Tevere). Viene realizzato un pavimento lastricato che rende asciutto e solito il terreno prima piazza attorno a cui si

concentrano le funzioni pubbliche.

Il primo edificio è il Comizio, ovvero il luogo delle assemblee: edificio circolare, collegato alla Curia.

Il Comitium nasce in età arcaica è ha la funzione di ospitare le assemblee.

La tribuna degli oratori assumerà il nome di rostra, perchè il lato esterno viene decorato con i rostra delle navi che

segnavano il numero delle navi conquistate. Sul lato opposto dei rostri c'è la sede del Senato ovvero la Curia, collegato

al Comitium, ma lo dominava. A partire dal 509 a.C. (Cacciata di Tarquinio il Superbo e istituzione dei consoli) -->il

Comizio insieme alla Curia diventa il simbolo della forma politica che regge Roma e che spinge e controlla le vicende

politiche nel corso dei secoli. Questo sistema entrerà in crisi nell'ultimo secolo della repubblica (contesa politica dei

singoli capi partito che vogliono assumere un potere assoluto-->sarà Cesare che ci riuscirà, ma con il suo assassinio

avranno luogo le guerre civili).

Cesare sarà quello che farà tanti progetti per migliorare il Foro Romano. In parte verranno attuati da Ottaviano, benché

Cesare cancellerà il Comitium.

Verrà costruita la Curia Iulia.

Il resto della piazza è frutto di interventi di Cesare e Ottaviano e Augusto (dopo il 27 a.C.).

La forma della piazza e tutti gli edifici che la circondano sono frutto degli interventi cesariani.

La piazza rimarrà quasi inalterata, se non verranno apportate piccole modifiche. Fino all'età cesariana sono state fatte

molte modifiche al Foro.

Età repubblicana

Non vi era una progettazione complessiva e per quasi cinque secoli la piazza cresce per accumulo e per singoli

interventi, senza badare a un'omogeneizzazione dell'aspetto.

La piazza aveva una forma molto più allungata e arrivava fino alla Regia, la casa di Numa Pompilio-->colui che ha

sistematizzato la religione.

La Regia diventa un edificio legato alla religione-->residenza del Pontefice Massimo della religione romana che

doveva vivere in una casa che fosse di proprietà dello Stato e di altri sacerdoti.

(Augusto fa trasferire la residenza del Pontefice Massimo a casa sua, che diventa una casa pubblica).

La Casa delle Vestali che si trova oggi è neroniana con diversi rifacimenti, ma mai modificata la sua struttura nel

tempo.

La piazza molto importante per i culti (di Vesta, dei Castori e di Saturno) -->presenza del Tempio dei Castori e di

Saturno sono quasi contemporanei->V sec. a.C.

Non conosciamo nulla dei templi originari. Il tempio di Saturno si rifà a un culto molto antico anche precedente alla

fondazione della città-->divinità a cui si rivolgevano gli abitanti del Campidoglio. E' collocato alle pendici del

Campidoglio, lungo la strada che sale al colle. L'edificio poi venne rifatto nel 43 a.C. ma andò distrutto in uno degli

incendi e venne rifatto.

Il Tempio di Saturno diventa il luogo in cui venivano depositate le ricchezze dello Stato. Intorno alla piazza del Foro

Pagin vi erano i cambiavalute e i commercianti di oggetti preziosi. Tutte le altre attività vengono trasferite in spazi

a | 44 specializzati, soprattutto nella zona del Foro Boario e Foro Olittorio-->le merci arrivano via acqua grazie alla

vicinanza con il fiume (porto antico della città).

I Castori (fratelli di Elena) o Dioscuri-->divinità straniere (molto strano perchè i culti stranieri non potevano trovarsi

nel Foro). L'arrivo di questo culto è motivato da un fatto militare molto importante-->battaglia tra romani e latini--

>romani vincono, ma la notizia viene portata al Foro da due giovani cavalieri che ne annunciano la vittoria-->non

erano due cavalieri reali, ma divini-->diventano i protettori della cavalleria, e quindi lì viene istituito il culto

inaugurato nel 484 a.C.-->edificio di riferimento per l'ordine equestre della società romana. Questo edificio verrà

rifatto in età repubblicano nel II secolo d.C. e in seguito da Tiberio.

Rimane dell'edificio il basamento e le tre colonne, ma sono parte del tempio augusteo.

Con questi due templi siamo nella prima metà del V sec a.C.-->la piazza si sta popolando di edifici e templi.

A distanza di un secolo viene realizzato il terzo dei templi che si affacciano sul Foro, ovvero il Tempio della

Concordia-->non corrisponde a una divinità mitologica, ma personificazione di un concetto astratto. Nel 367 a.C.

Furio Camillo fa costruire il tempio che deve ratificare la riconquistata pace degli ordini sociali. L'edificio viene

edificato a ridosso del colle, nel punto in cui termina la Via Sacra.

Il Campidoglio e il Quirinale erano uniti da una sella, che verrà eliminata per la costruzione del Foro di Traiano.

Il punto in cui viene collocato il tempio della Concordia è molto visibile e importante dal punto di vista delle

comunicazioni.

La colonna rostrata di Caio Duilio, eretta nel 260 a.C. a ricordo della prima vittoria navale romana, durante la Guerra

Punica (ai tempi Roma non aveva una flotta militare) -->viene rivestita dai trofei (rostri delle navi sconfitte) -->uno

dei pochi che non viene smantellato da Augusto.

Attorno alla piazza del Foro ci sono templi, edifici amministrativi e alcuni monumenti.

Le basiliche sono edifici che avevano la funzione di ospitare tribunali-->sedi dell'attività giudiziaria (avevano anche

gli archivi per testimoniare la casistica precedente e dovevano essere accessibili). Nel corso del II secolo vengono

costruite le basiliche nel Foro Romano, ben quattro.

Le cause dell'intero impero venivano discusse tutte a Roma. Tre sono scomparse, una sola sopravvissuta che vive in

età imperiale, la Basilica Emilia.

• Le altre erano la Porcia, vicino alla Curia, realizzata da Marco Porcio Catone nel 184 a.C.

• La seconda in ordine, Sempronia, costruita da Tiberio Sempronio Gracco (padre dei Gracchi e marito di

Cornelia, figlia di Scipione l'Africano) nel 170 a.C. sulla casa di Scipione l'Africano che venne distrutta per

fare posto alla basilica.

• Nel 121 a.C. viene costruita la Basilica Opinia da Lucio Opinio che contemporaneamente fa ricostruire il

tempio della Concordia dei Furio Camillo-->edifici di piccole dimensioni.

• L'unica che sopravvive è la Basilica Emilia, di cui conosciamo un unico nome, ma doveva essere chiamata nel

179 a.C. Fulvia Emilia (costruita da Marco Fulvio Nobiliore e Lucio Emilio Paolo-->censori di quell’anno)

-->la pertinenza rimane solo con il nome della famiglia degli Emilii. Questi edifici erano mantenuti anche nel

corso del tempo dalle famiglie che le avevano fatte erigere-->gloria nei confronti di quella famiglia. In età

augustea la basilica Emilia viene rifatta tre volte. Sono tra le pochissime famiglie che sopravvivono durante le

guerre civili, perchè imparentati con il principe. Le altre famiglie invece si estinguono con il tempo. Altra

funzione di questo edificio è quella di intrattenimento. Della fase tardo-repubblicana appartiene un fregio che

decorava l'interno dell'edificio con le storie di Roma (Es. tentativo di conquista del Campidoglio, illustrazioni

di vicende molto antiche).

Il tabularium crea uno sfondo monumentale gigantesco, perchè l'edificio è ancorato al colle e vuole significare il luogo

in cui erano custoditi i documenti ufficiale di Roma. Viene ricostruito da Silla in seguito a uno degli incendi-->ultima

impresa senatoria prima dei provvedimenti di Cesare.

Età cesariana

Interviene su scala grandiosa e fa vari tentativi di definire un ruolo politico con concessioni straordinarie per fare un

colpo di stato.

Interviene nella aree più significative dal punto di vista politico (Foro Romano). Nel Campo Marzio interverrà su tutte

le sedi politiche della magistrature romane-->nella villa pubblica, sede dei censori (hanno controllo fiscale e di

costruzione) -->Cesare abbatte e fa ricostruire.

Interviene nei Septa, destinato alle votazioni dei Comizi, che inizialmente era uno spiazzo determinato con pali di

legno che incanalavano le persone a seconda delle classi. Cesare fa un progetto grandioso che verrà attuato da

Agrippa-->edificio enorme porticato, edificato completamente in marmo, luogo della democrazia plebea.

Pochi decenni dopo i Septa perderanno la loro funzione perchè i Comizi saranno eletti dai censori. Diventeranno

luoghi con funzione di rappresentazione (naumachie, gladiatori ecc).

Crea il Foro Giulio, con le stesse funzioni del Foro Romano, dopo 5 secoli dalla costruzione del Foro Romano.

Ha lo scopo primario di allargare la piazza del Foro per spostare una parte delle funzioni amministrative che ormai

Pagin non vi stavano.

a | 45 Viene collocato ai piedi del Campidoglio in uno spazio ampiamente urbanizzato-->azione di acquisto di aree già

abitate. E' messo a ridosso del Foro Romano alle spalle della Curia, ricostruita nel 52 a.C. dal figlio di Silla, pochi anni

prima-->viene nuovamente rasa al suolo perchè nell'ambito del nuovo progetto dell'ampliamento c'è anche una nuova

Curia, coordinata alla Basilica Emilia e all'orientamento del nuovo Foro-->sacrificio del Comizio e della Basilica

Porcia-->per creare uno spazio aperto tra le due piazze.

L'eliminazione del Comizio, ormai piccolo e obsoleto, comporta il trasferimento dei rostri che vengono ricostruiti con

la funzione anche di delimitare una piazza che deve avere una forma assimilabile a un rettangolo regolare.

Il terzo intervento comporta l'abbattimento della Basilica Sempronia e la costruzione di una nuova gigantesca Basilica

tra il Tempio dei Castori e il Tempio di Saturno-->Basilica Iulia del 54 a.C.

Il Tempio del Foro è Venere Genitrice-->dea della famiglia Iulia.

Augusto fa spostare definitivamente tutte le manifestazioni fuori dal Foro trovando altri spazi.

Le Gallerie di Cesare sono una struttura funzionale, ma hanno una vita molto breve perchè dopo che Augusto fa

spostare le manifestazioni nel Campo Marzio, vengono sotterrate e bloccate.

Dei progetti di Cesare solo i rostri vennero realizzati. La Curia è un cantiere, prima del 15 marzo del 44 a.C. (Idi di

Marzo) non c'era ancora uno spazio per il Senato, che in quell'occasione era nel Campo Marzio dove Cesare fu

assassinato davanti alla statua di Pompeo.

I rostri sono la tribuna degli oratori, dove questi parlavano nella piazza.

La piazza del Foro dopo il 15 marzo è il luogo in cui avviene il funerale di Cesare-->che è un'occasione di

manifestazione da parte dei politici.

Avvenne la cremazione del corpo-->gesto religiosamente empio-->rende impura la piazza. Questo comporta la nascita

del culto spontaneo di Cesare morto. Comporta dei rischi molto gravi. Il controllo attraverso un intervento del Senato

si arriva alla divinizzazione della figura di Cesare-->il primo mortale divinizzato con un atto politico, in precedenza

era Romolo che divenne Quirino, mentre Cesare diventa il Divo Giulio-->conseguenza politica: Ottaviano si proclama

figlio di un dio (Divi Filius) -->viene creato un sacerdozio apposta con tanto di realizzazione di un tempio davanti alla

casa di Cesare e dentro la piazza del Foro, che parzialmente la invade. E' un tempio con una cella molto ridotta, la

scala dal podio al pronao è quasi incastonata tra le colonne.

Il tutto è concentrato su facciata e podio. La facciata ha le colonne molto ravvicinate-->intercolumnio strettissimo-->il

tempio sembra molto più grande di quello che è in realtà. Doppio podio, quello più basso ha una funzione specifica

perchè non c'è una scalinata che porti direttamente dal Foro al Tempio-->ulteriore innalzamento dell'altezza e

inaccessibilità.

La parte più bassa del podio è una seconda tribuna posta di fronte ai rostra cesariana.

Piattaforma piuttosto ampia decorata con rostri-->dove veniva pronunciato il discorso di Ottaviano per la morte della

sorella e successivamente quello di Tiberio per la morte di Augusto.

Sul frontone dell'edificio c'era la stella che secondo le testimonianze era la cometa apparsa nel cielo poco dopo

l'assassinio di Cesare-->catasterismo: trasformazione in stella quando un personaggio di alto rango delle dinastie

ellenistiche passava agli dei. La stella più famosa è quella di Antinoo.

La stella simbolo del nuovo dio Divo Giulio. La statua con la stella in fronte venne posta nel Foro di Cesare.

Seguono 13 anni di guerre civili dopo la morte di Cesare. -->la sua divinizzazione diventa un modo di imbalsamare la

sua figura politica, quindi c'è la necessità di un controllo.

Il Tempio Nuovo viene inaugurato il 29 a.C. molto dopo la divinizzazione di Cesare avvenuta il 42 a.C. tre giorni

dopo il triplice Trionfo Aziaco-->gigantesco trionfo di vittoria contro Egitto, Dalmazia e battaglia di Azio.

Dopo qualche giorno vengono inaugurati la Curia Nuova e il Tempio del Divo Giulio Nuovo.

Età augustea

Alcuni dei progetti di Cesare vengono completati.

La piazza del Foro Romano sarà una piazza di Augusto e della famiglia Giulia-->tutti monumenti rifatti o fatti ex-

novo da Augusto e legati al suo nome o a quello della famiglia.

Gli interventi di Ottaviano iniziano con il ridisegnamento del Tempio di Saturno da parte del generale Imunazio

Planco-->nel tempio era conservato il tesoro dello Stato.

Nel 36 a.C.-->erezione della colonna rostrata della vittoria di Nauloco-->vittoria navale su Sesto Pompeo figlio di

Pompeo e avversario politico di Ottaviano. Inoltre rifacimento della Colonna di Gaio Duilio. Sembra sia stato eretto

anche un Arco accanto al Tempio dei Castori di cui però non si hanno fonti.

Nel 34 a.C. rifacimento della Basilica Emilia da parte degli Emilii parenti di Ottaviano

Nel 31 a.C.-->inaugurazione del Tempio del Divo Giulio, i nuovi rostri e la Curia, inaugurati nello stesso giorno dei

trionfi del 29 a.C.

Dopo la guerra civile i rostri diventano un luogo infame-->vengono appese le liste di proscrizione dei cittadini romani

Pagin ritenuti traditori.

a | 46 Per far dimenticare questo evento inaugurazione dei nuovi edifici-->manovra di propaganda da parte di Augusto.

L'Arco Aziaco eretto vicino al Tempio dei Castri, per la vittoria contro l'Egitto.

La Curia cesariana e augustea la conosciamo grazie a una moneta che conserva l'immagine di un edificio con frontone.

La Curia era sopravvissuta in quanto venne trasformata nella chiesa di Sant'Adriano. Si tratta di uno spazio interno

vuoto molto ampio, con uno spazio all'entrata. Piattaforma sul fondo e 2 serie di gradini bassi e larghi ai due lati della

navata, in legno, che però non si sono conservati. Pavimentazione marmorea dell'inizio del IV sec. d.C.

La Basilica Emilia venne rifatta di nuovo nel 14.a.C. in 50 anni rifatta 3 volte e non è la sola anche la Basilica Giulia

in seguito a un incendio venne distrutta. Lo stesso Augusto deve rifarla dopo pochissimo tempo-->comporta un

cambio di nome: Basilica Gai et Luci-->figli di Giulia (figlia di Augusto) e Agrippa adottati dallo stesso Augusto

(Gaio e Lucio) -->eredi designati che però muoiono prima di Augusto. Il nome di Basilica Giulia però rimane nelle

fonti.

Questo rifacimento è posteriore al 12 a.C.

Tempio della Concordia venne rifatto da Tiberio con l'eliminazione del vecchio tempio e della Basilica Opinia con la

versione del tempio a cella trasversa. Si realizza il più grande tempio con cella trasversa e grandioso pronao--->la cella

del tempio diventa una specie di museo di opere d'arte che Tiberio dona al tempio.

Personificazione della statua della Concordia (all'interno della famiglia di Augusto) che era posizionata all'entrata del

podio-->cambio di significato nella statua da Tiberio ad Augusto.

Le tre statue in cima figure femminili abbracciate sono la rappresentazione della Concordia.

Edificio rifatto nel 7 d.C. ma inaugurato nel 10 d.C.

Il secondo tempio rifatto da Tiberio è il Tempio dei Castori-->molto importante perchè è delle divinità protettrici

dell'ordine degli equites che nel cavallo avevano il loro simbolo e Dioscuri sono rappresentati a cavallo. Tiberio e

Druso due fratelli identificati con i Dioscuri.

Il rifacimento è subito dopo l'incendio del 12 a.C. ma inaugurazione nel 6 d.C.

L'ultima operazione è la trasformazione dell'Arco Aziaco che se subito dopo il trionfo aveva un suo senso, poi diventa

scomodo e viene eliminato, perchè la vittoria di Azio che rappresentava l'ultima fase delle guerre civili.

Al suo posto viene costruito un Arco che simboleggia la Vittoria sui Parti.

Sull'Arco Partico era pubblicata la lista dei consoli che venivano aggiornate.

Del Foro Repubblicano non c'è più traccia-->tutti i monumenti rifatti nella nuova versione augustea.

Nei secoli successivi durante l'età imperiale succede ben poco.

Similitudine alle grandi piazze ellenistiche, benché queste avessero un progetto organico.

Bisognerà aspettare il cambio di dinastia per vedere qualche intervento significativo-->vengono collocati i monumenti

nell'area più esterna al Foro.

Tempio dei Divi Vespasiano e Tito-->Domiziano al potere nel 71 d.C. dopo la morte del fratello ha la necessità di

consolidare il suo potere e il ruolo della nuova dinastia.

I Flavi non erano aristocratici ma contadini della salina di cui l'esponente più importante era Vespasiano che fece

carriera militare.

Padre e fratello divinizzati-->tempio dedicato a loro con conseguente divinizzazione.

Lo spazio è molto limitato, Domiziano vuole che l'edificio si trovi sulla piazza-->tra Tempio della Concordia e

Tempio di Saturno-->ne esce un edificio molto compresso simile al tempio del Divo Giulio-->cella accorciata.

Ricca decorazione architettonica con il fregio decorato dagli strumenti legati ai sacrifici: coltello, brocca, cuffia di uno

degli ordini sacerdotali-->valore simbolico che fa aumentare il valore dell'edificio Flavio.

Sul Quirinale-->Mausoleo di famiglia-->Vespasiano e Tito-->templum gentis flaviae.

Terzo intervento: la costruzione dell'Arco di Tito eretto da Domiziano che ne celebra la figura. Vi sono collocati i due

pannelli del Trionfo Giudaico.

Al centro della piazza del Foro viene eretto il monumento di Domiziano a cavallo con zampa anteriore schiaccia la

personificazione del Reno per rappresentare le vittorie germaniche. Prima nessuno aveva mai osato tanto-->alla sua

morte questa statua viene abbattuta-->simbolo del tiranno.

LE TABERNAE DI POMEI

- età medio tardo-sannitica-

Nell'80 a.C. Pompei accolse l'esercito di Silla, che avevano contribuito alla conquista di Pompei.

Su un lato della piazza c'era il Tempio di Apollo che risaliva alla metà del VI sec. a.C. e rifatto lungo il corso del

tempo.

Non abbiamo quasi nessuna testimonianza scritta-->edifici allo stato di rudere quando sono stati scoperti all'inizio

dell'Ottocento, si deve al fatto che dopo l'eruzione del Vesuvio, c'è stato un recupero dei materiali ricchi, in quanto la

cenere è volatile e quindi il recupero era molto più facile.

Dinastia Giulio-Claudia (che termina con Nerone) era all'epoca dell'eruzione.

Pagin Macellum-->dove si vendeva la carne-->costruzione dodecagonale e nella quale si puliva il pesce-->todos macelli che

a | 47 al suo interno c'era una zona destinata al culto.

E' un edificio molto importante che segna un momento del trasferimento di alcune attività artigianali e commerciali, in

un posto specifico-->inizia nel 3 sec. a.C.

Molte delle attività commerciali, già trovavano una loro collocazione separata dalla piazza del Foro.

Edifici legati al culto imperiale: edificio di Eumachia e del Genio di Augusto, dedicati da matrone della città,

entrambe sacerdotesse di Venere--->sorgono al posto di isolati abitativi che prima erano occupati da abitazioni

probabilmente proprietà delle mittenti.

La zona sud del Foro, delimitata da portici, sui quali si aprono degli edifici pubblici, destinati al luogo della Curia del

Senato locale (100 decurioni), più sede del Tabularium-->tavole delle leggi approvate localmente, e sedi di

magistratura

La basilica, connessa alla funzione della giurisdizione, dove si emettevano le sentenze.

Il Foro-->uno tra i più conosciuti dell'impero romano. Ha una vita molto lunga che coincide con la vita stessa della

città di Pompei.

Le parti non più visibili, ma conosciute solo grazie agli scavi, danno le premesse alla funzione del Foro al suo inizio.

I centri italici hanno una storia abbastanza complessa, quando attorno al IV sec a.C. si vengono a formare delle norme

alla costruzione del Foro-->luogo religioso, fortificato, luogo per la comunità, luogo della politica dove si prendono le

decisioni riguardo alla collettività e luogo di commercio.

Cos'è una città al momento della sua formazione--->i coloni vivevano preferibilmente in campagna che in città, ma il

Foro è comunque un luogo importante per la società, come luogo pubblico.

Nel II sec a.C. il lato sud del Foro, dove esisteva un portico di tufo, dietro al muro di fondo c'era una strada sulla quale

si affacciavano delle abitazioni. Solo nel periodo più recente il Foro è diventato un luogo pubblico e amministrativo.

Il lato est d'età sannitica al di sotto del chalcidicum dell'edificio di Eumachia-->strutture più antiche, trovate sotto lo

strato più recente vi erano delle tabernae del IV sec a.C. fino alla prima età imperiale--->l'edificio di Eumachia era

postumo a quel periodo-->edifici pubblici, luoghi di culto, ecc.

Il cuore di questo centro abitato è quello in cui si concentrano i luoghi di culto più antichi.

A Pompei il Foro si trova spostato a sud ovest e non al centro della città-->una delle spiegazioni più attendibili è la

funzionalità della disposizione della città in sé-->presenza di porto marittimo e di fiume.

Via Consolare, in antichità via Salaria a est della città con tanto di Porta Salaria che portava alle Saline di Ercole, nella

zona della Villa dei Misteri non tanto lontano dalla città.

Ercolano-->città dedicata ad Ercole dove c'è la commercializzazione delle saline che erano sostanze fondamentali per

la conservazione dei cibi.

Il foro di Pompei è in prossimità dei due porti e della strada irregolare, fondata da Ercole, zona delle saline-->posto

molto funzionale per la città

La zona pubblica del Foro era circondata dalle tabernae di macellazione di carne-->grande puzza-->la casa di Scipione

l'Africano si trovava in quella zona, ma progressivamente queste attività vennero spostate nell'edificio del macellum--

>crebbe la dignità del Foro.

Taberna-->elemento di proporzioni di base per la scansione degli isolati definiti da 12 tabernae-->indicatori

metrologici

I sec d.C. tabernae sepolte e spostate lontano dal Foro.

Sul fondo un grande muro che le separa dalle abitazioni retrostanti-->sono incomunicabili tra di loro. Muro costruito

con la tecnica molto antica dell'utilizzo di materiali presenti nel sottosuolo di Pompei-->tufo molto leggero-->erano

blocchi di rimpiego

A questo muro si addossano altri muri-->grandi blocchi di calcare-->che si trovava in cave a qualche km da Pompei--

>ma che Pompei aveva accesso o la possibilità di acquistare questo materiale-->sorta di controllo politico di quel

territorio da parte della città.

Queste botteghe al loro interno hanno una vaschetta!!!-->non sono molto grandi, capacità di circa un metro cubo--

>anche spartite in compartimenti.

Sono collegate all'utilizzazione delle botteghe-->potrebbero essere state delle lavanderie, perchè l'edificio di

Eumachia, che si sovrappose con il suo portico a queste botteghe, sul muro del Tempio di Eumachia vi era una scritta

dei fulloni (lavandai) in onore della loro padrona-->ma questa teoria non è più plausibile perché i muri di queste

vasche sono molto sottili per poter accogliere l'acqua e sostenere la pressione del lavaggio.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vale_Visi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Slavazzi Fabrizio.

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