Introduzione
Quando il Senato romano si riunì per deliberare sulle onoranze funebri di Augusto si decise di nominare la sua epoca saeculum augustum come periodo di grande ricchezza e pace. Prima di Augusto regnava il pessimismo. La cultura romana è segnata in modo decisivo dalla cultura greca e dal processo di ellenizzazione, ne derivò da un lato una cultura greca raffinata dall’altro una cultura arcaica, lo scontro è assicurato.
Dopo aver raggiunto il potere, Augusto anziché, come i suoi predecessori, intensificare la ricchezza del solo, promuove opere pubbliche e una campagna di rinnovamento religioso e morale, dando stabilità alla cultura romana. Il significato delle immagini in epoca augustea non consiste nel pubblicizzare la monarchia ma nella loro efficacia sulla mentalità generale romana, creando il mito imperiale come realtà autonoma.
Statue e cultura romana
Quando nel II a.C. fu eretta la statua romana del generale vittorioso nudo, venne visto come un segno di impudicizia dai Romani che ancora erano abituati a glorificare i propri eroi con la toga ed era la toga a descrivere se il personaggio era guerriero o del Senato. I tratti del volto e la nudità sembrano celebrare una divinità greca o re macedone, ma qui vi è glorificato un romano.
Il Senato finché ebbe il potere limitò lo sviluppo di queste statue, che invece si potevano erigere privatamente. La nudità era legata all’omosessualità, cioè il denudarsi davanti ai cittadini. Oltre alle testimonianze figurative vi sono i rituali e le messinscena greche che si sviluppano nel mondo romano, non pubblicamente ma sempre per via privata.
Il mondo figurativo della tarda Repubblica era molto più vario dell’arte imperiale, le nuove statue celebrative ne sono un esempio. I sovrani ellenistici avevano un potere illimitato quindi amavano farsi ritrarre dagli artisti, mentre a Roma anche il più fortunato dei condottieri doveva rientrare nei ranghi una volta deposto il suo incarico. Si possono trovare così statue non solo di personaggi importanti ma allo stesso tempo di personaggi secondari.
Infatti, in epoca cesariana nelle piazze si ammiravano le statue di notabili locali. Quindi per dare un grande messaggio si doveva puntare su sfarzo e dimensione. Gli artisti greci che raffiguravano i personaggi romani erano chiamati a realizzare i ritratti con molto realismo. Quindi la presenza fisica trionfava sull’estetica, per creare naturalezza. Nella maggior parte di questi ritratti troviamo espressione severa e rigida, ma per contrasto si voleva conferire anche pathos. Pompeo si farà raffigurare con i tratti di Alessandro.
Contraddizioni e rappresentazioni
Quindi vi è la contraddizione di restare legati alla Repubblica ma anche alla cultura greca. Queste contraddizioni si trovano anche nelle monete dove dal II sec in avanti anche i funzionari della zecca raffigurano edifici o personaggi per elevare il rango della propria famiglia. Questo accade anche nei monumenti come la base dell’ara di Enobardo di Monaco dove il rilievo rappresenta un sacrificio rituale con la raffigurazione dello dio Marte e la raffigurazione nuziale con Poseidone e Anfitrite, secondo gli studiosi potrebbe alludere a una vittoria navale del censore.
Non tutti potevano però vantare discendenze importanti e così facevano raffigurare importanti edifici che erano stati edificati da antenati. Però tutto ciò portò ad uno sfarzo ed esibizionismo estremo, ne sono esempio i dispendiosi monumenti funebri e tombe, come quella di Eurisace, il fornaio che creò una grande tomba con fregio con il suo sistema di panificazione.
Lo sfarzo ed esibizionismo portò alla creazione di uno stile ecclettico tipico della società tardorepubblicana. Prima della svolta augustea anche l’immagine di Roma non era molto confortante, in quanto alla ricchezza dei potenti si opponeva la povertà; inoltre gli edifici erano costruiti con materiali scarsi e questo provocava troppi crolli.
Opere pubbliche e cambiamenti
Dalla metà del II sec. i grandi generali cercavano modi per mettersi in mostra ma creare opere pubbliche era un’utopia e anche restaurarle era molto difficile. Il Senato inoltre non poteva costruire per mancanza di danaro, ma consentiva solo realizzazioni in legno per teatri per le feste, ma permetteva la realizzazione di monumenti votivi.
Pompeo nel 57 a.C. osò per primo costruire un teatro e lo giustificò come base d’appoggio per il tempio dedicato a Venere Vittrice. Il Senato però non poteva affrontare spese edilizie in cui tutti potessero identificarsi, il tempio della Concordia fu restaurato da Lucio Opimio e il tempio divenne il simbolo della sconfitta dei Gracchi.
Nell’80 a.C. Silla e Catulo vollero edificare un luogo simbolo dell’ordine così venne edificato il tempio di Giove Ottimo Massimo, celebrando però il potere degli ottimati e del Senato che perdeva potere. La nuova immagine votiva di Giove fu affidata ad artista greco che compose Giove come Zeus mentre l’edificio venne realizzato tenendo conto di alcuni elementi urbanistici.
Tutti i generali trionfatori fecero costruire templi dedicati alle loro divinità nel Campo Marzio decorati con i bottini di guerra e nel frattempo i culti più antichi romani cadevano nell’antichità. Le costruzioni private raggiunsero una nuova mansione con Pompeo e Cesare.
Costruzioni celebri e simbolismo
Pompeo farà costruire il teatro come donazione a Roma, Cesare per schiacciare Pompeo fece erigere il foro vicino quello romano con un tempio dedicato a Venere Genitrice antenata di Cesare che si proclamava così divino. I due edifici costruiti da Ottaviano dopo Azio, tempio di Apollo sul Palatino e Mausoleo avevano il ruolo di pubblicizzare l’immagine di un capo carismatico.
Quindi Roma non era simbolo di unità politica e militare ma quella di una città dove ognuno aveva i suoi interessi privati. In questo clima nel Lazio e Campania si svilupparono edifici dedicati a divinità greche. Come il tempio di Ercole a Tivoli il tempio della Fortuna a Palestrina. In Campania vennero edificati una serie di edifici per l’otium, ossia delle ville dove il personaggio romano poteva dedicarsi al tempo libero.
Le ville divennero il centro del nuovo lusso e finirono per diventare simbolo di ricchezza con pinacoteche, biblioteche, santuari e opere in marmo e bronzo con sculture dionisiache ed eroi. Mancavano totalmente miti e politici romani. Si trovavano poi delle decorazioni pittoriche in case come Roma e Pompei che avevano un grande effetto scenografico.
Inoltre, nelle ville i Romani potevano travestirsi con mantello per accostarsi agli eroi greci. Togliendosi la toga il Romano abbandonava i suoi valori da romano acconsentiva ad avere due culture, due morali e vivere in due mondi.
Conflitti e successioni
Dopo la morte di Cesare nel 44 a.C. la lotta per la successione durò ben 13 anni, periodo in cui sia Antonio che Ottaviano fecero largo uso di simboli e immagini da far pensare a due sovrani ellenistici in lotta per il dominio di Roma. Quando Ottaviano scese sul terreno di guerra l’unico asso nella manica era il nome di Cesare.
Subito dopo aver ricevuto il potere assoluto nel 31 a.C. Ottaviano modificò il suo stile, ripristinando nel 27 la Repubblica e ricevendo il titolo di Augustus. Per mantenere il potere doveva tenere vivo il ricordo di Cesare e di conseguenza portò avanti il suo progetto di Divinazione di Cesare e il sidus Iulium ossia la cometa che compare nella costellazione dopo la morte di Cesare, ed era visibile in tutto il mondo per sette giorni durante i Giochi dedicati a Cesare.
Subito dopo venne consacrata una statua di Cesare nel foro. A tutte le immagini venne aggiunta la stella, e nel 42 Ottaviano stabilì il culto del divo Julio divenendo così divo filius e inoltre fece costruire un tempio nel foro. La moneta era un modo per far circolare questo messaggio, il tempio venne costruito nel luogo del culto spontaneo dove era l’altare.
Quanto alle raffigurazioni di Venere ed Enea è lo stesso Cesare a farle circolare come divinità di origine della gens Iulia. Antonio non poteva contrapporre niente di tutto questo. Numerose furono le statue che furono offerte a Cesare e al divo filius.
Monumenti e immagini
La prima statua risale al 43 e raffigurava Ottaviano a cavallo e doveva essere messa accanto alla tribuna degli oratori, sui rostra. Il monumento era stato deciso dal Senato e dava la possibilità al 19enne Ottaviano di candidarsi dieci anni in anticipo a tutte le magistrature e conferiva un vero e proprio imperium. Poteva agire come condottiero della Repubblica e inoltre tale statua venne effigiata sulle monete. Le lettere SC specificavano che il titolo veniva conferito dal Senato, il monumento affiancava quello di Silla, Pompeo e Cesare.
Ottaviano viene mostrato a torso nudo a cavallo e non in toga, la statua era superiore a quella di Silla. Una seconda statua che conosciamo da monete è quella che celebra la vittoria su Sesto Pompeo a Nauloco nel 36 a.C. Ottaviano con piede su globo e regge in mano un trofeo di una nave nemica. Questo era uno stile ellenistico.
Sesto prima della sconfitta godeva di molta fama, la statua del dio del mare, simbolo di Sesto, veniva portata in corteo contro Ottaviano, Sesto fece coniare delle monete molto simili a quelle di Ottaviano. Il terzo monumento è la colonna commemorativa con rostri, che ricordava quello DIUNO per la vittoria su Cartaginesi. La statua riproduce fedelmente i tratti di Augusto.
Tutte queste immagini erano in contrasto con la Repubblica; lo stesso Ottaviano aveva promesso di tornare alla forma repubblicana. In quell’epoca era uso far risalire la propria famiglia a eroi o divinità greche. Cesare si dichiarava discendente da Venere Genitrice e proprio nel foro nel vestibolo del tempio riceveva il Senato in trono.
Nello scontro tra Antonio e Ottaviano il simbolo fu importantissimo. La gens Antonia faceva risalire le sue origini da Eracle, ma quando Antonio raggiunse l’Asia si accostò alla figura di Dioniso. Inoltre incontrò la regina d’Egitto Cleopatra nelle vesti di Afrodite Iside. Dioniso e Afrodite non erano solo simbolo di vino e amore ma anche di una vita di lusso e piacere.
Iconografia e rivalità
Ottaviano in Italia in qualità di divo filius alimentava le leggende sulla sua origine sovrumana. Molte erano le leggende su di lui:
- Sogni premonitori mettevano Ottaviano in relazione con il cielo e le stelle.
- Gaio Ottavio astrologo, si inchinava al padrone del mondo vista la costellazione alla sua nascita.
- Il capricorno era spesso raffigurato nelle immagini di Ottaviano, per ricordarlo come salvatore dello stato.
- Ottaviano era il favorito di Apollo.
- Ottaviano fece uso del simbolo della sfinge come regnum apollonis profetizzato dalla sibilla.
- Si diffusero storie miracolose riguardo l’identità Apollonia di Ottaviano (azia-serpente).
- Livia dopo il matrimonio si dice abbia tenuto in grembo una gallina lanciata da un’aquila con un ramo di alloro, che sarebbe diventato l’albero dal quale prendere i rami da portare a Cesare.
- La vittoria su Sesto Pompeo venne vista come simbolo di Apollo verso il suo favorito. Vennero costruiti così i templi di Diana e Apollo sul Palatino. La residenza di Augusto era collegata al tempio.
- Apollo era il purificatore contro gli eccessi dell’oriente e quindi di Antonio. Apollo dava la possibilità ad Augusto di raffigurare più divinità, Diana, Giove, Mercurio, Venere e Marte. Questi vennero riprodotti su monete.
L’estetica verrà messa al servizio della politica, le monete vedono Augusto che si rivolge all’esercito nella battaglia di Azio per la pace, nella seconda Ottaviano guida l’esercito sotto Venere e nella terza si festeggia il vincitore. Antonio intanto si immedesimava nella figura di Dioniso, vero simbolo di lussuria, questo fu un punto a suo sfavore perché gli anziani ricordavano come il re Mitridate aveva minacciato Roma presentandosi come nuovo Dioniso. Si accusava Antonio di essere succube di Cleopatra.
Le immagini di Antonio o meglio Eracle si diffusero; ricordiamo Eracle innamorato di Onfale e dedito al suo servizio che compare su alcuni stampi per vasi aretini. Ma nonostante la campagna di diffamazione Antonio aveva i suoi sostenitori. In vari rilievi compare la figura di Dioniso e il suo corteo orgiastico mentre Apollo è sempre raffigurato come purificatore, questo elemento fa sì che Augusto ne tragga vantaggio. L’estetica diventa una morale.
Ottaviano in questi anni promuove l’edilizia con il tempio di Apollo e il Mausoleo nel Campo Marzio. Prima di allora solo Cesare e pochi altri avevano eretto monumenti, Cesare restaura il tempio di Quirino. Munazio Planco ricostruisce il tempio di Saturno nel foro. Gaio Sosio il tempio di Apollo in Circo, Gaio Domizio Calvino fa restaurare la Regia del foro, Lucio Cornificio il tempio di Diana sull’Aventino.
Il tempio di Apollo sul Palatino dominava il circo massimo per la sua grandiosità e ricchezza. Gaio Sosio fa costruire il tempio di Apollo in Circo per avere la grazia di Augusto visto che nella battaglia di Azio stava con Antonio e poi con Augusto. In questo periodo abbiamo una varietà di stili, in letteratura, arte e retorica. Un esempio ecclettico sono i monumenta Asinii Pollionis. Pollonio era un console che narra le cronache di Ottaviano e fece restaurare l’Atrium Libertatis ai piedi del Campidoglio e tra queste le biblioteche. Augusto per superarlo farà costruire nel santuario di Apollo la biblioteca greco latina.
Agrippa rivestì un ruolo importante per l’edilizia, fu inoltre promotore della sistemazione dell’approvvigionamento idrico e portò i ludi pubblici a 59 giorni, il circo massimo fu allestito per le corse con i cavalli. Dopo la morte di Cesare Augusto eredita una serie di edifici incompiuti, ma vuole procedere con calma, prima tempio Apollo poi Mausoleo. Mausoleo era segno di potere del committente. Per dimensioni ricorda Mausoleo re della Caria. Con due blocchi concentrici rivestiti di terra e vegetazione, era situato tra Tevere e via Flaminia. Era largo 87 metri alto 40. Di sopra il grande colosso con Augusto. Ai lati due obelischi provenienti dalla battaglia di Egitto. Augusto non voleva essere un monarca ma molto di più.
Dopo la vittoria di Azio
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