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CAPITOLO 1 - L'ARCHEOLOGIA DI TELL MARDIKH

Nel 1842 Botta iniziò i primi scavi nel Voa a Quyunjiq (Ninive), spostandosi poi a Khorsabad

(Durr Sharrukin), capitale fondata da Sargon nel 706. Vi si succedevano scoperte come gli

Archivi Reali di Ninive, con 30.000 testi neoassiri del VIII-VII secolo. A Tello (Girsu) si ebbero le

prime testimonianze della civiltà sumerica del III millennio. Renan esplorò nel 1859 i centri fenici

del Levante: Tiro, Sidone, Biblo, Arwad. Andrae nel 1903 esplorò Assur. A Karkemich

operarono Woolley e Lawrence, a Tell Halaf Von Oppenheim. Lo scavo di Mari (Tell Hariri) fu

opera nel 1933 di Parrot. Ugarit (Ras Samra) nel 1929 da Schaeffer, città marittima crocevia tra

il mondo mesopotamico, anatolico, egeo e egiziano. Wolleey tra il 1936 e 1949 conduse

campagne a Tell Atchana in Antiochia scoprendo il regno dimenticato di Alalakh, che riportò

all'attenzione una serie di elementi di continuità dello sviluppo culturale della Siria interna nel

Bronzo Medio e Tardo (II millennio). Frankfort potè dimostrare elementi di continuità

nell'ambito architettonico tra la cultura della Siria settentrionale interna di inizio II millennio dei

regni amorrei, e quella dell'Alta Siria dei principati luvii e aramaici di inizio I millennio. Anton

Moortgat scavò nel 1956 a Tell Khuera. Nel 1963 scavi a Tell Mardikh, a 60 km da Aleppo.

Cinta muraria tipica di inizio II millennio. Estesa Città Bassa anulare, dello stesso periodo delle

fortificazioni, era il luogo delle abitazioni domestiche. Una collinetta centrale, l'Acropoli, di ridotte

dimensioni, era l'area dove dovevano essere i maggiori edifici pubblici, con sovrapposizioni più

tarde. La ceramica di superficie mostrava che la Città Bassa doveva aver ospitato insediamenti

del Bronzo Medio I-II (prima metà II millennio) mentre l'Acropoli presentava frammenti anche del

Ferro, Periodo Persiano e Età Ellenistica.

Tempio D della cittadella, dedicato a Ishtar e nella Città Bassa tempio B di Rashap, dove era

stato scoperto il bacino. Scoperto nel 1968 torso acefalo di statua basaltica con iscrizione

cuneiforme di Ibbit-Lim, re di Ebla, che permise di identificare Tell Mardikh con Ebla.

Esplorazione del Palazzo Reale G del 2004-2300 a.c. e scoperta degli Archivi Reali nel 1975.

Scoperta nella Città Bassa del Palazzo Occidentale e delle tombe della Necropoli Reale,

nell'area sacra di Ishtar con il Tempio P2 e la Terrazza cultuale chiamata Monumento P3, e del

Palazzo Settentrionale. Nella Città Bassa ritrovamenti del Forte Occidentale, Settentrionale,

resti della Porta di Aleppo e della Porta dell'Eufrate, dei quartieri privati e del Palazzo

Meridionale. Un sondaggio nel 2004 nella Città Bassa ha permesso l'identificazione del primo

edificio sacro, il Tempio della Roccia.

La prima fase urbana di Ebla è Mardikh IIB1 (2400-2300 a.c., Bronzo Antico IVA), età degli

Archivi Reali, corrispondente in Mesopotamia agli ultimi decenni del Periodo Protodinastico IIIB e

ai primi anni della dinastia di Akkad mentre in Egitto alla V-VI dinastia dell'Antico Regno con

capitale Menfi. In questi anni Ebla era sede di un potere politico esteso e aveva strutture di

controllo territoriale articolate, organizzazione militare capace di spedizioni a lunga distanza e

relazioni internazionali con stati e regioni dall'Egitto all'Afghanistan. La fase si concluse con una

distruzione forse a opera di Sargon, come ricorda nella sua iscrizione.

Mardikh IIB2, tra il 2300 e 2000 a.c. finì a causa di un incendio. Mardikh IIIA, tra il 2000 e 1800,

nel Bronzo Medio I, contemporaneo della distruzione della Ur della III Dinastia, di Isin e Larsa e

del Medio Regno con la 12 dinastia tebana. Relazioni con Anatolia, Mesopotamia e Egitto. La

città in questa fase si articolava con una duplice cinta muraria, una interna attorno alla Cittadella

e una periferica esterna, in cui si aprivano la Porta di Damasco, di Aleppo, dell'Eufrate e della

Steppa.

Verso il 1600 altra distruzione connessa alle spedizioni in Alta Siria del paleohittita Mursili I. Un

poema bilingue in hittita e hurrita, il Canto della Liberazione, celebra l'assedio e la conquista di

Ebla in termini epico-mitici a opera di un principe hurrita Pizikarra di Ninive, forse alleato di

Mursili I di Hatti.

CAPITOLO 2 - LA RIVELAZIONE DI EBLA PROTOSIRIANA

Nel 1968 scoperta di busto basaltico acefalo di statua regale votiva con iscrizione cuneiforme

intatta dalla quale si deduceva che fosse eretta nel Tempio di Ishtar da uno sconosciuto re di

Ebla, figlio di Igrish-Khebat.

Nella seconda metà del XXII secolo iscrizione di Gudea di Lagash che sulla Statua B ricorda

che legni preziosi per la costruzione del Tempio di Ningirsu venivano da Urshu nella regione di

Ebla e ciò fa pensare che Ebla e Urshu fossero nella stessa regione.

I 4 settori dove sono presenti resti significativi sono: l'Area G nell'acropoli (individuale tracce di un

settore periferico ma importante del complesso architettonico protosiriano del Palazzo Reale G),

il Settore P Sud della città bassa (individuate strutture che potrebbero essere parti di laboratori e

magazzini), un settore limitato dell'Area AA (messo in luce un tratto della cortina muraria che

doveva essere un segmento della cinta muraria) e l'Area HH della città bassa (individuati

imponenti muri del Tempio della Roccia). L'assenza di strutture del Bronzo Medio I-II ha

permesso la conservazione dei quartieri più interni del complesso del Palazzo Reale

proteggendoli con il pendio del terrapieno interno, mentre le rovine dei quartieri più esterni sono

stati tagliati e distrutti dalla scarpa della fortificazione della cittadella paleosiriana.

Le eccezionali condizioni di conservazione del Tempio della Roccia sono determinate dalla

sovrapposizione di altri edifici sacri dei successivi periodi Protosiriano Tardo e Paleosiriano

arcaico e classico, costruiti in parte sulla sommità e in parte davanti alle rovine del Tempio della

Roccia, non distruggendo i basamenti e lasciando intatti i settori di alzato dell'edificio più antico.

La struttura urbanistica di Ebla era regolare, in armonia con la conformazione naturale di una

collinetta calcarea emergente sull'ondulato tavolato della Siria interna. Il centro urbano

protosiriano potrebbe essere stato fondato verso il 2400 a.c. agli inizi del Bronzo antico IVA o

nelle fasi avanzate del Bronzo antico III. Quest'ultimo insediamento più antico doveva essere più

limitato come estensione urbana, non conservata nessuna traccia di presenza urbana più antica

del BA IVA. Di esso sono conservati resti minori nell'Edificio G4 in due distinti settori e a esso

sono anche pertinenti testimonianze scritte su una lunga successione di re di Ebla precedenti ai

re degli Archivi. Predecessori di Igrish-Khalab. Nel Rituale della Regalità sono ricordati diversi

di questi antichi sovrani, 23 anteriori a Igrish-Khalab i cui sepolcri sono forse a pochi km da

Ebla.

La scelta del luogo della città sul piano topografico potrebbe essere stata dettata da una

situazione favorevole per l'approvvigionamento idrico perchè la conformazione calcarea

permettevauna risalita del livello delle aque sotterranee. Il nome della città desina la peculiarità

topografica, costituita da una collinetta bianca di roccia calcarea.

La sede dell'amministrazione centrale, potere politico e culto era l'Acropoli, dove si trovavano

solo il complesso del Palazzo Reale e il Tempio di Kura (complesso chiamato Saza). Nell'età

paleosiriana arcaica e classica una cinta muraria sembrava separare la cittadella dalla città

bassa, mentre non esisteva nell'età protosiriana. Nel periodo protosiriano maturo l'ingresso

monumentale alle zone dell'acropoli era costituito dal Portale Monumentale percorso da una

lunga scalinata che si apriva sulla Corte delle Udienze, ampia area porticata che aveva funzione

di cerniera tra gli spazi dell'acropoli e della città bassa. Nella città bassa vi era il Tempio della

Roccia, forse di Kura, notevolmente alto, articolato in due grandi vani a sviluppo latitudinale

disposti in successione assiale: il primo era vestibolo, il secondo la cella, collegati da una stretta

e alta porta. Era fondato sulla roccia e la roccia nuda era il suolo stesso della cella, sigillata da

corsi di mattoni messi in opera per salvaguardare la sacralità del luogo.

CAPITOLO 3 - IL PALAZZO REALE G

Primi resti identificati nel 1973. Si scoprì un resto periferico della Scala Cerimoniale del Palazzo

Reale nell'angolo n-e della Corte delle Udienze. L'estensione originaria del palazzo doveva

essere notevolissima, articolandosi con corpi di fabbrica anche indipendenti per parte

dell'Acropoli, forse su terrazzamenti. Il complesso comprendeva sia quartieri di abitazione del re,

famiglia e corte, sia quartieri per l'amministrazione centrale e udienze reali, ma anche per la

produzione e immagazzinamento di beni e prodotti di monopolio reale.

Il complesso del palazzo reale e degli Archivi era chiamato Saza, che forse in origine non era

troppo diverso da "governatorato".

Furono riportate alla luce parti di tre settori: il più ampio del Complesso Centrale, il Quartiere

Amminstrativo (in unione con la corte delle udienze, aveva struttura monumentale ma poco

esteso) e il Quartiere Meridionale.

Il Complesso Centrale comprendeva la residenza reale, produzione artigianale e

immagazzinamento, il Quartiere Amministrativo era il centro del governo e del tesoro e il

Quartiere Meridionale era un periferico e secondario settore della residenza reale. Del

Complesso Centrale sono stati riportati alla luce 5 settori: Portale Monumentale (ingresso a tutto

l'insieme, si apriva sul lato orientale della corte delle udienze), Cucine della Corte (costituite da

vestibolo di piccole dimensioni e ambiente maggiore con 8 forni identici. non ritrovate ossa di

animali per uso alimentare, ma tracce di erbe per infusi), Unità Ovest (costituita da piccoli vani

quadrati e ambienti minori su terrazzamenti forse adibiti a depositi di granaglie per la

macellazione), Ala Nord-Ovest (composta da due aule allungate dove sono state trovate le

prime 42 tavolette degli Archivi e resti di mobili in legno con figure a tutton tondo e traforate, forse

erano sale per alti dignitari dell'amministrazione palatina) e Unità Sud (piccoli vani dotati doi

banchette e colmi di giare da conservazione e vasi di piccole e medie dimensioni).

Il Quartiere Settentrionale era un'area di magazzini reali ricolmi di giare da provvista. Le

numerose cretule sigillate erano applicate sia a colli di giare che a scrigni lignei e garantivano il

controllo dell'amministrazione centrale su beni consegnati al palazzo.

Sotto il portico della Corte delle Udienze, ai lati della Porta Monumentale, erano stati ricavati il

vano chiamato Piccolo Archivio e il vano Grande Archivio e il suo vestibolo. Il Quartiere

Aministrativo era dipendente dal Portale Monumentale e aveva un settore anteriore costituito dal

Vestibolo e dal Grande Archivio e un ampio settore interno.

La Sala del Trono era un grande vano con l'asse maggiore con il tetto sostenuto da due colonne

di legno. Addossati alla parete della Sala erano due vani dove sono state raccolte una 15na di

tavolette, forse erano un magazzino e archivio temporanei usati per contenere per breve tempo

beni ricevuti o distribuiti durante le udienze e per depositare documenti scritti che registravno

consegne compiute nella stessa Sala del Trono. Il trono forse era al centro della parete sud della

Sala, presso una piccola porta che era l'annesso sud, che si estendeva a sud della sala del trono,

costituito da due vani affiancati a essa adiacenti.

CAPITOLO 4 - LA SCOPERTA DEGLI ARCHIVI REALI

Datare agli anni prima del 2300 a.c. Rivelazione antichissima lingua semitica chiamata eblaita.

Era convinzione diffusa che la scrittura cuneiforme non fosse conosciuta fuori dalla Mesopoamia,

soprattutto in Siria e Anatolia, durante il III millennio a.c. Dati sul piano economico, sociale e

linguistico ma anche politico, religioso e letterario. Dai testi si comprese che durante i decenni

documentati dagli Archivi Ebla sembrava essere passata da città-stato con ampio controllo

territoriale a quello di protagonista di un'espansione di carattere protoimperiale, poco prima

dell'affermazione del primo impero di Akkad.

Trovate 42 prime tavolette sul pavimento di uno dei vani del Palazzo Reale G. Quando lo scavo si

estese ai settori a sud della Sala Cerimoniale, nel 1975, fuono recuperati 1000 numeri

dell'inventario del Piccolo Archivio e poi 14.000 nel Grande Archivio. Individuazione

dell'Archivio Trapezoidale con 500 numeri. Benchè rarissime tavolette siano state trovate anche

in altri settori del Palazzo e anche fuori dal complesso palatino, l'unico altro nucleo di tavolette è

stato trovato nei due piccoli vani eretti lungo la parete est della Sala del Trono del Quartiere

Amministrativo.

Che il Grande Archivio non fosse un dismesso è reso dal ritrovamento di un ampio fondo di giara

con pani di argilla non iscritti e intatti, identici a quelli delle tavolette di dimensioni medie e medio-

piccole trovati leggermente scagliati nelle superfici. Questi pani di argilla erano tavolette pronte

per essere incise, mantenute umide con stracci bgnati che avrebbero provocato la scagliatura

della superficie. Un altro indizio è costituito dal ritrovamento delle poche tavolette iscritte nei vani

est della grande Sala del Trono che era certo un luogo di conservazione immediato e provvisorio

di documenti appena redatti, in vista e attesa di un'archiviazione definitiva in uno dei luoghi

destinati a una conservazione prolungata. Il Grande Archivio aveva particolarità strutturali sulla

parete che dimostrano che era stato progettato specificatamente per installarvi le scaffalature

necessarie per la conservazione delle tavolette. Nel Grande Archivio le tavolette sono state

trovate in gran parte allineate contro le pareti est e nord e in minor quantità a ovest. Per ogni

tavoletta è stato registrato il luogo di ritrovamento, facendo riferimento a una suddivisione in

orizzontale, in 4 tratti maggiori (A-D) da nord a sud ciascuno suddiviso in tratti minori (a-d) per la

parete est e analoga suddivisione A-C e a-c per la parete nord e registrando la profondità in

verticale secondo livelli denominati da 1 a 3. Ciascuna fila di scaffali doveva contare una 15na di

documenti, le tavolette avevano il recto rivolto verso il centro del vano e il verso verso la parete,

ed erano disposte in modo da avere sempre le colonne della scrittura in posizione orizzontale e

non verticale. Infine, la prima colonna in alto di ciascuna tavoletta era sempre la prima colonna

del recto.

Nell'Archivio Trapezoidale le tavolette dovevano essere conservate sui banconi delle pareti ovest

e nord, banconi aperti e costruiti a gradoni contro la parete ovest mentre contro la parete nord

erano chiusi da battenti lignei, uno trovato in buono stato di conservazione con intaglio con figure

umane.

CAPITOLO 5 - LE TIPOLOGIE DEI TESTI

Nell'area del Palazzo Reale sono stati raccolti 17.050 numeri di inventario di tavolette cuneiformi.

Nella catalogazione si sono distinte tre categorie: le tavolette intatte o integre, i grandi frammenti

di tavolette con parti più o meno ampie e le scaglie di tavolette e numerosi piccoli frammenti.

I testi possono essere definiti in maggioranza di tipo economico, e un piccolo numero di

documenti è amministrativo e giuridico. Una quantità consistente è di carattere lessicale,

trattandosi di liste monolingui e bilingui di parole di classi semantiche selezionate. Infine di

carattere letterario, con inni e incantesimi di impiego rituale.

I documenti del Piccolo Archivio sembrano aver ricoperto una durata di tempo di circa 3 anni,

reano relativi principalmente alle distribuzioni di cereali, pane, olio. Di queste assegnazioni erano

beneficiari re, regina e familiari, dignitari e principi di città straniere a Ebla, messaggeri, Anziani.

Altri testi erano assegnazioni di razioni al personale fmeminile dipendente dal palazzo, come

filatrici e tessitrici. Altri documenti riguardavano distribuzioni a funzionari di oro e argento o oli e

profumi.

Nel Quartiere Amministrativo sono stati rinvenuti testi relativi sia a quantità elevata di ovini e

minore di bovini e equidi, sia a metalli preziosi, e documenti su consegne consistenti di cereali da

parte dei villaggi incaricati dell'approvvigionamento della città.

Testi trovati sul pavimento del vano dell'Ala N-O, la maggioranza relativa a consegne di oggetti

d'argento e oro ma anche rendiconti di consegne di tessuti e razioni alimentari con lista di nomi di

persone.

Nel Vestibolo del Quartiere Amministrativo i documenti epistolari e amministrativi erano

spesso inviati dal vizir Ibbi-Zikir al sovrano o al sovrano e agli Anziani, e raramente dal re, che

era Ishar-Damu a Ibbi-Zikir: sono tutti relativi al periodo poco prima della distruzione della città.

I testi della biblioteca palatina sono una 30ina, in sumerico e eblaita e comprendono brani di

carattere mitico. Uno sembra comprendere passi di carattere mitologico in cui soo menzionati

una divinità di Uruk, Ushumgal, e il paese di Aratta.

Testi lessicali monolingui in sumerico e bilingui con traduzione eblaita. Dei primi si distinguono

due categorie: elenchi di vocaboli redatti nei centri del paese di Sumer e noti da tavolette di Uruk,

Shuruppak e Abu Salabikh (Liste di uccelli, pesci, professioni) e liste preparate nella scuola

scribale di Ebla con lo scopo di una traduzione in eblaita.

Rendiconti mensili di uscite di prodotti tessili, elencano assegnazioni di capi di abbigliamento

(mantelli, tuniche e cinture) a membri della famiglia reale, dignitari palatini e funzionari di città

straniere e talora includono anche oggetti in metallo.

Rendiconti annuali di consegne di oggetti in metallo e anche tessuti a membri della famiglia reale,

Anziani, dignitari e funzionari della corte e a messaggeri e rappresentanti di città straniere.

Ottantina di testi finanziari, elencano l'entrata di grandi quantità d'argento e oro. Una quarantina

di questi sono rendiconti annuali di acquisizioni

Una tipologia particolare di testi registra il "dono" di quantità rilevanti d'argento presentate da

Ebla a Mari. Sono di interesse più politico che economico in quanto sembrano essere interpretati

come testimonianza di un tributo pagato da Ebla a Mari.

Numerose tavolette che elencano quantità di argento spese per imprese commerciali o

acquisizione di beni vari, soprattutto carri di bestiame o lana.

Un altro settore amministrativo importante è quello relativo all'agricoltura e all'allevamento. Della

prima una 70ina di tavolette registrano produzioni soprattutto di cereali, della seconda un

centinaio sono relative all'amministrazione di ovini, bovini e equidi.

Tavolette che registrano offerte di pecore agli dei. Sono rendiconti mensili suddivisi in tre settori:

nel primo sono elencati i capi presentati alle divinità dei templi cittadini per i sacrifici, nel secondo

i quantitativi di animali come consumo alimentare della corte e nel terzo sono ricordati gli ovini

impiegati per assegnazioni a messaggeri e funzionari inviati all'estero.

Testi amministrativi definiti lettere e ordinanze. Le ordinanze sembrano appartenere in

maggioranza ai regni più antichi di Igrish-Kahlab e Irkab-Damu mentre le lettere venivano

scambiate tra il vizir Ibbi-Zikir e il re Ishar-Damu e appartengono agli ultimi anni di vita della

città.

CAPITOLO 6 - LINEAMENTI DI STORIA POLITICA

Gli Archivi Reali si collocano nella seconda metà del XXVI secolo, periodo in cui regnavano i

faraoni della VI dinastia, l'ultima dell'Antico Regno di cui non erano documentati rapporti con

centri urbani d'Asia, tranne che a Biblo, ma fin dal 2500 a.c. Chefren (IV dinastia) era già stato in

amichevoli rapporti con Ebla. Contemporaneo dell'ultimo re di Ebla fu Pepi I, VI dinastia. che

inviò a Ebla un vaso di alabastro.

Sargon riuscì a sconfiggere Lugalzaggesi e a prendere il potere A Kish al posto del suo re,

fondando Akkad. Nella sua iscrizione celebra il trionfo su Mari e Ebla ricordando di aver

sacrificato al dio Dagan nella città di Tuttul e di aver ricevuto il suo consenso a conquistare le

regioni settentrionali. In un secondo documento di Naram-Sin si afferma che conquistò

Armanum e Ebla, protetto e guidato dal dio della guerra Nergal. Anni più tardi, tra il 2150 e 2110,

Gudea di Lagash ricorderà di aver ottenuto legni pregiati per la costruzione delle sue fabbriche

sacre "dalla città di Urshum, dalle alte terre di Ebla". E' probabilmente Sagon l'autore della

distruzione della Ebla protosiriana n quanto si indica per l'evento il periodo Protodinastico IIIB, tra

Lugalanda di Lagash e Lugalzaggesi di Uruk, o i primissimi di Akkad. Quando Sargon entrò a

Ebla e, dopo il saccheggio, diede fuoco al Palazzo, nella cancelleria della città si conserva il

ricordo di una lunga successione di oltre 20 re scomparsi della città, ai quali era tributato un culto

speciale come sovrani divinizzati. Tuttavia i documenti appartengono forse a 3 re: Igrish-Khalab,

Irkab-Damu e Ishar-Damu. Durante l'età degli Archivi ciascun re era affiancato nella gestione del

potere da un vizir, che era Arrugum durante il regno di Irkab-Damu e poi Ibrium con Ishar-Damu,

infine Ibbi-Zikir.

Al tempo di Ishar-Damu gli Archivi consentono di ricostruire che la supremazia politica in Alta

Siria e Mesopotamia era spartita tra tre potenze: Ebla, Mari e Nagar, sul Kabhur, nella zona

centrale dell'Alta Mesopotamia. Una quarta città importante è identica alla Armanum di Naram-

Sin: Armi, sull'alto corso dell'Eufrate e forse nella regione di Karkemish.

Altri centri importanti sono nella Valle dell'Eufrate Emar, Raak, Burman (forse area Balikh). Forse

città appartenenti a Ebla erano divenute sedi di santuari importanti come quello di Adad ad

Aleppo.

Importanti sono le rare citazioni in cui le assegnazioni sono registrate a favore di un generale di

Ebla per la presa o caduta della città nemica. A condurre le campagne era il vizir, mentre il re

compare raramente in questa funzione.

Manuwat, città del cui re è rimasta negli Archivi una lettera al re di Mari. La città potrebbe essersi

trovata non lontano dall'Eufrate a sud di Emar e se fosse così e la città non si trovasse nella Siria

interna, la guerra contro Manuwat a cui fece seguito un giuramento di sottomissione e fedeltà ai

re di Ebla, potrebbe iscriversi in una fase di inizio tensione con Mari. Nel tempo in cui a Mari

scompariva Enna-Dagan e a Ebla saliva al trono Ishar-Damu, si verificò un riavvicinamento tra le

due città, con la ratifica di un'alleanza che documentata dai doni consegnati ai rappresentanti del

re di Mari venuti a Ebla a venerare il tempio di Kura.

Matrimonio principessa Keshdut con re di Kish per alleanza.

CAPITOLO 7 - CARATTERI DELLA STRUTTURA ECONOMICA

Il fondamento dell'economia di Ebla protosiriana matura era un'efficace integrazione tra

l'agricoltura dei cereali, della vite e dell'ulivo e l'allevamento di caprovini e bovini. Si trovava in

una posizione geografica e in una situazione ecologica molto fortunata. Per quanto riguarda

l'agricoltura il territorio era favorevole alla cerealicoltura e poteva usufruire di una distribuzione

delle piogge nell'arco annuale nel periodo finale dell'inverno e iniziale della primavera e trarre

giovamento dalle tempeste della fine della primavera e inizio estate. Il territorio caratterizzato

dall'alternarsi di terreni argillosi e strati calcarei friabili e climaticamente segnato dalle piogge

intense in autunno, era adatta alla coltura della vite e dell'ulivo, che divennero una ricca

monocolura nell'età imperiale romana e bizantina.

Particolari strati calcarei che consentono la presenza a quote alte della falda acquifera e ciò

permette di avere diversi pozzi con facile accesso alle acque sotterranee.

Ebla controllava il passaggio centrale verso il Mediterraneo, cos' come Qatna vigilava sul

passaggio meridionale che conduceva a Tripoli, sulla costa mediterranea, mentre Aleppo a nord

controllava il passaggio settentrionale che sboccava nella piana di Antiochia, dove era Alalakh.

Questa posizione strategica consentiva a Ebla di essere uno dei punti nevralgici che collegava le

piane dell'Alta Mesopotamia e le regioni alluvionali della Bassa Mesopotamia con la costa del

Mediterraneo da cui si poteva raggiungere per mare l'Egitto. Inoltre Ebla si trovava a poca

distanza dalle catene montuose e poteva esercitare la sua egemonia sia per il legname che per i

metalli, come la catena dell'amano o del Tauro per l'argento, o il Libano per il cedro e il Tauro per

oro e rame.

Armi e utensili erano in bronzo, oro e argento erano usati per il vasellame pregiato di uso

palatino, per l'oreficeria personale, le armi d'appalto, insegne, statue e arredi sacri dei templi.

Prodotti tessili e metallurgici erano usati nell'ambito di una redistribuzione interna all'economia

palatina mentre prodotti in legno erano usati sia per l'arredo del palazzo che per l'esportazione in

paesi lontani. Scala di pregio dei capi prodotti, alto, medio e basso. C'erano capi di abbigliamento

identificati come prima, seconda o terza qualità e altri indicati "alla moda di Mari".

I destinatari dei tessuti erano in maggioranza membri della famiglia reale, alti dignitari, membri

del corpo dei Grandi o degli Anziani, funzionari, lavoratori della corte, scribi, messaggeri e

mercanti ma anche lavoratori come carpentieri, fabbri o barbieri. Nei rendiconti compaiono anche

personaggi stranieri presenti temporaneamente a Palazzo, viene spesso indicato il rango e

funzione e anche la ragione della loro permanenza a Ebla, come partecipazione alla cerimonia

del giuramento, o visita in occasione delle nozze di principi e principesse. Inm altri casi accade

che queste consegne di tessuti a personaggi stranieri siano fatte a un Anziano, un messaggero o

un mercante di una città straniera con la specificazione che si trattava non di un'assegnazione

personale a lui ma di un dono per il suo sovrano che non era venuto a Ebla ma aveva mandato

un suo rappresentante.

Altre attività economiche importanti che non vengono registrate negli Archivi sono quelle relative

a beni sotto il monopolio reale, come i lapislazzuli, la pietra dura preziosa più apprezzata, di cui si

affermava fossero fatte le barbe e i capelli degli dei, la carne era d'oro (indicava l'incorruttibilità).

Le cave di lapislazzuli si trovavano in una regione dell'Afganistan, il Badakhshan. Raggiunte le

città dei paesi di Sumer e Akkad, le carovane dovevano risalire l'Eufrate e raggiungere l'Alta Siria,

dove Ebla era un lugo di smistamento privilegiato nel Paese Superiore, almeno verso Anatolia e

Egitto attraverso qualche porto del Levante come Biblio o Ugarit.

Mentre negli Archivi c'è menzione di piccole quantità di lapislazzuli ricevuto a Ebla da Kish e Mari,

non c'è menzione di consegne di lapislazzuli a paesi stranieri che possano essere identificati

come l'Egitto, la meta più lontana del commercio a lunga distanza dei lapislazzuli. La consegna in

Egitto però doveva inserirsi in un più ampio commercio a lunga distanza: dalle fonti egiziane

risulta che già nell'Antico Regno arrivavano in Egitto diverse quantità di legno dalle regioni

asiatiche, presenti solo sulle montagne a ridoso della costa del Levante, olii prodotti da regioni

non distanti dalle catene del Libano e Antilibano ed essenze e unguenti dalle stesse aree

delmondo siro-palestinese. Il commercio a lunga distanza permise a Ebla di acquisire materiali

preziosi controllati dall'Egitto, come l'oro della Nubia.

CAPITOLO 8 - ISTITUZIONI E SOCIETA'

Al vertice del governo c'era il re, che viene designato negli Archivi con il termine en, "signore", e

che designa il capo della comunità cittadina. E' certo che a Ebla il termine in sumerico fosse letto

in eblaita malikum, maliktum regina. Certo è che en designava il capo della comunità cittadina,

termine usuale per i signori di Uruk. Anche i re di Lagash, lugal, "uomo grande", re in sumerico,

impiegavano en per definire i sovrani defunti dei tempi passati.

En qualificava il capo della comunità come lo sposo della dea poliade, quasi sempre Inanna.

Quando le città stato di Sumer e Akkad assunsero divinità maschili come divinità poliadi, ensi

divenne il titolo ufficiale che indicava la relazione del re con il mondo divino con un valore

prossimo a quello di "vicario". Lugal era disgiunto dalla sfera divina e non indicava relazioni con

il mondo degli dei ma alludeva al potere politico e militare che il re esercitava presso gli uomini.

Ensi e lugal erano titoli relativi alla stessa istituzione regale ma il primo definiva una

connotazione divina, il secondo umana.

Sia i partiti figurativi dei sigilli cilindrici degli alti dignitari del Palazzo Reale G recuperati da


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Maya E.

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze archeologiche
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A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Maya E. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia del Vicino Oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Pinnock Frances.

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