Capitolo 1 - L'archeologia di Tell Mardikh
Nel 1842 Botta iniziò i primi scavi nel Voa a Quyunjiq (Ninive), spostandosi poi a Khorsabad (Durr Sharrukin), capitale fondata da Sargon nel 706. Vi si succedevano scoperte come gli Archivi Reali di Ninive, con 30.000 testi neoassiri del VIII-VII secolo. A Tello (Girsu) si ebbero le prime testimonianze della civiltà sumerica del III millennio.
Renan esplorò nel 1859 i centri fenici del Levante: Tiro, Sidone, Biblo, Arwad. Andrae nel 1903 esplorò Assur. A Karkemicho operarono Woolley e Lawrence, a Tell Halaf Von Oppenheim. Lo scavo di Mari (Tell Hariri) fu opera nel 1933 di Parrot. Ugarit (Ras Samra) nel 1929 da Schaeffer, città marittima crocevia tra il mondo mesopotamico, anatolico, egeo e egiziano.
Woolley tra il 1936 e 1949 condusse campagne a Tell Atchana in Antiochia scoprendo il regno dimenticato di Alalakh, che riportò all'attenzione una serie di elementi di continuità dello sviluppo culturale della Siria interna nel Bronzo Medio e Tardo (II millennio). Frankfort poté dimostrare elementi di continuità nell'ambito architettonico tra la cultura della Siria settentrionale interna di inizio II millennio dei regni amorrei, e quella dell'Alta Siria dei principati luvii e aramaici di inizio I millennio. Anton Moortgat scavò nel 1956 a Tell Khuera.
Nel 1963 scavi a Tell Mardikh, a 60 km da Aleppo. Cinta muraria tipica di inizio II millennio. Estesa Città Bassa anulare, dello stesso periodo delle fortificazioni, era il luogo delle abitazioni domestiche. Una collinetta centrale, l'Acropoli, di ridotte dimensioni, era l'area dove dovevano essere i maggiori edifici pubblici, con sovrapposizioni più tarde. La ceramica di superficie mostrava che la Città Bassa doveva aver ospitato insediamenti del Bronzo Medio I-II (prima metà II millennio) mentre l'Acropoli presentava frammenti anche del Ferro, Periodo Persiano e Età Ellenistica.
Tempio D della cittadella, dedicato a Ishtar e nella Città Bassa tempio B di Rashap, dove era stato scoperto il bacino. Scoperto nel 1968 torso acefalo di statua basaltica con iscrizione cuneiforme di Ibbit-Lim, re di Ebla, che permise di identificare Tell Mardikh con Ebla.
Esplorazione del Palazzo Reale G del 2004-2300 a.C. e scoperta degli Archivi Reali nel 1975. Scoperta nella Città Bassa del Palazzo Occidentale e delle tombe della Necropoli Reale, nell'area sacra di Ishtar con il Tempio P2 e la Terrazza cultuale chiamata Monumento P3, e del Palazzo Settentrionale. Nella Città Bassa ritrovamenti del Forte Occidentale, Settentrionale, resti della Porta di Aleppo e della Porta dell'Eufrate, dei quartieri privati e del Palazzo Meridionale. Un sondaggio nel 2004 nella Città Bassa ha permesso l'identificazione del primo edificio sacro, il Tempio della Roccia.
La prima fase urbana di Ebla è Mardikh IIB1 (2400-2300 a.C., Bronzo Antico IVA), età degli Archivi Reali, corrispondente in Mesopotamia agli ultimi decenni del Periodo Protodinastico IIIB e ai primi anni della dinastia di Akkad mentre in Egitto alla V-VI dinastia dell'Antico Regno con capitale Menfi. In questi anni Ebla era sede di un potere politico esteso e aveva strutture di controllo territoriale articolate, organizzazione militare capace di spedizioni a lunga distanza e relazioni internazionali con stati e regioni dall'Egitto all'Afghanistan. La fase si concluse con una distruzione forse a opera di Sargon, come ricorda nella sua iscrizione.
Mardikh IIB2, tra il 2300 e 2000 a.C. finì a causa di un incendio. Mardikh IIIA, tra il 2000 e 1800, nel Bronzo Medio I, contemporaneo della distruzione della Ur della III Dinastia, di Isin e Larsa e del Medio Regno con la 12 dinastia tebana. Relazioni con Anatolia, Mesopotamia e Egitto. La città in questa fase si articolava con una duplice cinta muraria, una interna attorno alla Cittadella e una periferica esterna, in cui si aprivano la Porta di Damasco, di Aleppo, dell'Eufrate e della Steppa.
Verso il 1600 altra distruzione connessa alle spedizioni in Alta Siria del paleohittita Mursili I. Un poema bilingue in hittita e hurrita, il Canto della Liberazione, celebra l'assedio e la conquista di Ebla in termini epico-mitici a opera di un principe hurrita Pizikarra di Ninive, forse alleato di Mursili I di Hatti.
Capitolo 2 - La rivelazione di Ebla protosiriana
Nel 1968 scoperta di busto basaltico acefalo di statua regale votiva con iscrizione cuneiforme intatta dalla quale si deduceva che fosse eretta nel Tempio di Ishtar da uno sconosciuto re di Ebla, figlio di Igrish-Khebat.
Nella seconda metà del XXII secolo iscrizione di Gudea di Lagash che sulla Statua B ricorda che legni preziosi per la costruzione del Tempio di Ningirsu venivano da Urshu nella regione di Ebla e ciò fa pensare che Ebla e Urshu fossero nella stessa regione.
I 4 settori dove sono presenti resti significativi sono: l'Area G nell'acropoli (individuale tracce di un settore periferico ma importante del complesso architettonico protosiriano del Palazzo Reale G), il Settore P Sud della città bassa (individuate strutture che potrebbero essere parti di laboratori e magazzini), un settore limitato dell'Area AA (messo in luce un tratto della cortina muraria che doveva essere un segmento della cinta muraria) e l'Area HH della città bassa (individuati imponenti muri del Tempio della Roccia).
L'assenza di strutture del Bronzo Medio I-II ha permesso la conservazione dei quartieri più interni del complesso del Palazzo Reale proteggendoli con il pendio del terrapieno interno, mentre le rovine dei quartieri più esterni sono stati tagliati e distrutti dalla scarpa della fortificazione della cittadella paleosiriana.
Le eccezionali condizioni di conservazione del Tempio della Roccia sono determinate dalla sovrapposizione di altri edifici sacri dei successivi periodi Protosiriano Tardo e Paleosiriano arcaico e classico, costruiti in parte sulla sommità e in parte davanti alle rovine del Tempio della Roccia, non distruggendo i basamenti e lasciando intatti i settori di alzato dell'edificio più antico.
La struttura urbanistica di Ebla era regolare, in armonia con la conformazione naturale di una collinetta calcarea emergente sull'ondulato tavolato della Siria interna. Il centro urbano protosiriano potrebbe essere stato fondato verso il 2400 a.C. agli inizi del Bronzo Antico IVA o nelle fasi avanzate del Bronzo Antico III. Quest'ultimo insediamento più antico doveva essere più limitato come estensione urbana, non conservata nessuna traccia di presenza urbana più antica del BA IVA. Di esso sono conservati resti minori nell'Edificio G4 in due distinti settori e a esso sono anche pertinenti testimonianze scritte su una lunga successione di re di Ebla precedenti ai re degli Archivi. Predecessori di Igrish-Khalab. Nel Rituale della Regalità sono ricordati diversi di questi antichi sovrani, 23 anteriori a Igrish-Khalab i cui sepolcri sono forse a pochi km da Ebla.
La scelta del luogo della città sul piano topografico potrebbe essere stata dettata da una situazione favorevole per l'approvvigionamento idrico perché la conformazione calcarea permetteva una risalita del livello delle acque sotterranee. Il nome della città designa la peculiarità topografica, costituita da una collinetta bianca di roccia calcarea.
La sede dell'amministrazione centrale, potere politico e culto era l'Acropoli, dove si trovavano solo il complesso del Palazzo Reale e il Tempio di Kura (complesso chiamato Saza). Nell'età paleosiriana arcaica e classica una cinta muraria sembrava separare la cittadella dalla città bassa, mentre non esisteva nell'età protosiriana. Nel periodo protosiriano maturo l'ingresso monumentale alle zone dell'acropoli era costituito dal Portale Monumentale percorso da una lunga scalinata che si apriva sulla Corte delle Udienze, ampia area porticata che aveva funzione di cerniera tra gli spazi dell'acropoli e della città bassa.
Nella città bassa vi era il Tempio della Roccia, forse di Kura, notevolmente alto, articolato in due grandi vani a sviluppo latitudinale disposti in successione assiale: il primo era vestibolo, il secondo la cella, collegati da una stretta e alta porta. Era fondato sulla roccia e la roccia nuda era il suolo stesso della cella, sigillata da corsi di mattoni messi in opera per salvaguardare la sacralità del luogo.
Capitolo 3 - Il palazzo reale G
Primi resti identificati nel 1973. Si scoprì un resto periferico della Scala Cerimoniale del Palazzo Reale nell'angolo nord-est della Corte delle Udienze. L'estensione originaria del palazzo doveva essere notevolissima, articolandosi con corpi di fabbrica anche indipendenti per parte dell'Acropoli, forse su terrazzamenti. Il complesso comprendeva sia quartieri di abitazione del re, famiglia e corte, sia quartieri per l'amministrazione centrale e udienze reali, ma anche per la produzione e immagazzinamento di beni e prodotti di monopolio reale.
Il complesso del palazzo reale e degli Archivi era chiamato Saza, che forse in origine non era troppo diverso da "governatorato". Furono riportate alla luce parti di tre settori: il più ampio del Complesso Centrale, il Quartiere Amministrativo (in unione con la corte delle udienze, aveva struttura monumentale ma poco esteso) e il Quartiere Meridionale.
Il Complesso Centrale comprendeva la residenza reale, produzione artigianale e immagazzinamento, il Quartiere Amministrativo era il centro del governo e del tesoro e il Quartiere Meridionale era un periferico e secondario settore della residenza reale. Del Complesso Centrale sono stati riportati alla luce 5 settori: Portale Monumentale (ingresso a tutto l'insieme, si apriva sul lato orientale della corte delle udienze), Cucine della Corte (costituite da vestibolo di piccole dimensioni e ambiente maggiore con 8 forni identici. Non ritrovate ossa di animali per uso alimentare, ma tracce di erbe per infusi), Unità Ovest (costituita da piccoli vani quadrati e ambienti minori su terrazzamenti forse adibiti a depositi di granaglie per la macellazione), Ala Nord-Ovest (composta da due aule allungate dove sono state trovate le prime 42 tavolette degli Archivi e resti di mobili in legno con figure a tutto tondo e traforate, forse erano sale per alti dignitari dell'amministrazione palatina) e Unità Sud (piccoli vani dotati di banchette e colmi di giare da conservazione e vasi di piccole e medie dimensioni).
Il Quartiere Settentrionale era un'area di magazzini reali ricolmi di giare da provvista. Le numerose cretule sigillate erano applicate sia a colli di giare che a scrigni lignei e garantivano il controllo dell'amministrazione centrale su beni consegnati al palazzo. Sotto il portico della Corte delle Udienze, ai lati della Porta Monumentale, erano stati ricavati il vano chiamato Piccolo Archivio e il vano Grande Archivio e il suo vestibolo. Il Quartiere Amministrativo era dipendente dal Portale Monumentale e aveva un settore anteriore costituito dal Vestibolo e dal Grande Archivio e un ampio settore interno.
La Sala del Trono era un grande vano con l'asse maggiore con il tetto sostenuto da due colonne di legno. Addossati alla parete della Sala erano due vani dove sono state raccolte una 15na di tavolette, forse erano un magazzino e archivio temporanei usati per contenere per breve tempo beni ricevuti o distribuiti durante le udienze e per depositare documenti scritti che registravano consegne compiute nella stessa Sala del Trono. Il trono forse era al centro della parete sud della Sala, presso una piccola porta che era l'annesso sud, che si estendeva a sud della sala del trono, costituito da due vani affiancati a essa adiacenti.
Capitolo 4 - La scoperta degli Archivi Reali
Datare agli anni prima del 2300 a.C. Rivelazione antichissima lingua semitica chiamata eblaita. Era convinzione diffusa che la scrittura cuneiforme non fosse conosciuta fuori dalla Mesopotamia, soprattutto in Siria e Anatolia, durante il III millennio a.C. Dati sul piano economico, sociale e linguistico ma anche politico, religioso e letterario. Dai testi si comprese che durante i decenni documentati dagli Archivi Ebla sembrava essere passata da città-stato con ampio controllo territoriale a quello di protagonista di un'espansione di carattere protoimperiale, poco prima dell'affermazione del primo impero di Akkad.
Trovate 42 prime tavolette sul pavimento di uno dei vani del Palazzo Reale G. Quando lo scavo si estese ai settori a sud della Sala Cerimoniale, nel 1975, fuono recuperati 1000 numeri dell'inventario del Piccolo Archivio e poi 14.000 nel Grande Archivio. Individuazione dell'Archivio Trapezoidale con 500 numeri. Benchè rarissime tavolette siano state trovate anche in altri settori del Palazzo e anche fuori dal complesso palatino, l'unico altro nucleo di tavolette è stato trovato nei due piccoli vani eretti lungo la parete est della Sala del Trono del Quartiere Amministrativo.
Che il Grande Archivio non fosse un dismesso è reso dal ritrovamento di un ampio fondo di giare con pani di argilla non iscritti e intatti, identici a quelli delle tavolette di dimensioni medie e medio-piccole trovati leggermente scagliati nelle superfici. Questi pani di argilla erano tavolette pronte per essere incise, mantenute umide con stracci bagnati che avrebbero provocato la scagliatura della superficie. Un altro indizio è costituito dal ritrovamento delle poche tavolette iscritte nei vani est della grande Sala del Trono che era certo un luogo di conservazione immediato e provvisorio di documenti appena redatti, in vista e attesa di un'archiviazione definitiva in uno dei luoghi destinati a una conservazione prolungata.
Il Grande Archivio aveva particolarità strutturali sulla parete che dimostrano che era stato progettato specificatamente per installarvi le scaffalature necessarie per la conservazione delle tavolette. Nel Grande Archivio le tavolette sono state trovate in gran parte allineate contro le pareti est e nord e in minor quantità a ovest. Per ogni tavoletta è stato registrato il luogo di ritrovamento, facendo riferimento a una suddivisione in orizzontale, in 4 tratti maggiori (A-D) da nord a sud ciascuno suddiviso in tratti minori (a-d) per la parete est e analoga suddivisione A-C e a-c per la parete nord e registrando la profondità in verticale secondo livelli denominati da 1 a 3. Ciascuna fila di scaffali doveva contare una 15na di documenti, le tavolette avevano il recto rivolto verso il centro del vano e il verso verso la parete, ed erano disposte in modo da avere sempre le colonne della scrittura in posizione orizzontale e non verticale. Infine, la prima colonna in alto di ciascuna tavoletta era sempre la prima colonna del recto.
Nell'Archivio Trapezoidale le tavolette dovevano essere conservate sui banconi delle pareti ovest e nord, banconi aperti e costruiti a gradoni contro la parete ovest mentre contro la parete nord erano chiusi da battenti lignei, uno trovato in buono stato di conservazione con intaglio con figure umane.
Capitolo 5 - Le tipologie dei testi
Nell'area del Palazzo Reale sono stati raccolti 17.050 numeri di inventario di tavolette cuneiformi. Nella catalogazione si sono distinte tre categorie: le tavolette intatte o integre, i grandi frammenti di tavolette con parti più o meno ampie e le scaglie di tavolette e numerosi piccoli frammenti.
I testi possono essere definiti in maggioranza di tipo economico, e un piccolo numero di documenti è amministrativo e giuridico. Una quantità consistente è di carattere lessicale, trattandosi di liste monolingui e bilingui di parole di classi semantiche selezionate. Infine di carattere letterario, con inni e incantesimi di impiego rituale.
I documenti del Piccolo Archivio sembrano aver ricoperto una durata di tempo di circa 3 anni, erano relativi principalmente alle distribuzioni di cereali, pane, olio. Di queste assegnazioni erano beneficiari re, regina e familiari, dignitari e principi di città straniere a Ebla, messaggeri, Anziani. Altri testi erano assegnazioni di razioni al personale femminile dipendente dal palazzo, come filatrici e tessitrici. Altri documenti riguardavano distribuzioni a funzionari di oro e argento o oli e profumi.
Nel Quartiere Amministrativo sono stati rinvenuti testi relativi sia a quantità elevata di ovini e minore di bovini e equidi, sia a metalli preziosi, e documenti su consegne consistenti di cereali da parte dei villaggi incaricati dell'approvvigionamento della città. Testi trovati sul pavimento del vano dell'Ala Nord-Ovest, la maggioranza relativa a consegne di oggetti d'argento e oro ma anche rendiconti di consegne di tessuti e razioni alimentari con lista di nomi di persone.
Nel Vestibolo del Quartiere Amministrativo i documenti epistolari e amministrativi erano spesso inviati dal vizir Ibbi-Zikir al sovrano o al sovrano e agli Anziani, e raramente dal re, che era Ishar-Damu a Ibbi-Zikir: sono tutti relativi al periodo poco prima della distruzione della città.
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