Archeologia del vicino oriente antico
Le culture preistoriche
In questo periodo vediamo come ci sia un consolidamento delle tecniche agricole e un regresso della caccia e della raccolta. Il moltiplicarsi dei villaggi dipende da un incremento demografico, da una maggiore condizione di benessere e al perfezionamento delle tecniche di produzione. Le culture preistoriche della Mesopotamia prendono il nome dal luogo dove per la prima volta ne vengono trovati i resti in ceramica con le particolari caratteristiche di quel popolo che sono legate allo sviluppo economico, tecnologico e alla sensibilità estetica. La cultura di un popolo viene definita considerando tutti gli aspetti dei diversi manufatti, la storia di una popolazione è invece difficile da definire.
Cultura proto-hassuna
La cultura che per prima si è diffusa in un ampio territorio è quella hassuna, ma prima di essa, a Tell Hassuna, si sono scoperte tracce di accampamenti seminomadi che avevano una cultura che precorreva quella hassuna. La località in cui erano stanziate queste popolazioni doveva apparire attraente grazie alle condizioni ambientali favorevoli. La fase proto-hassuna noi la conosciamo grazie agli scavi condotti a Tell sotto e Umm Dabaghiyadove si è scoperto che nei livelli inferiori si sviluppa un insediamento permanente composto da case a più vani che nell'epoca hassuna si svilupperanno naturalmente.
Le case nell'epoca proto-hassuna sono costruite con una tecnica edilizia accurata, vengono usate murature e pavimenti in gesso e le stanza sono collegate tra loro grazie a corridoi che possono essere anche molto grandi. È accurata anche la disposizione di ripostigli destinati a conservare provviste e per questo con un pavimento isolato da cocci. Vi sono poi forni e insolite buche probabilmente usate dagli animali domestici. Tratti tipici della cultura hassuna sono:
- Vasi carenati: alti fino a un metro. Vasi da conservazione a base piatta con il fondo corrugato, e formati da due metà unite insieme a carena.
- Husking trays: vassoi-grattugia. Avevano il fondo a bozzi e servivano per preparare il cibo.
- Figurine antropo e zoomorfe: la ceramica di questo periodo è relativamente diffusa.
È cotta in forni rudimentali a fossa. La ceramica grossolana ha un tipico nucleo nero e una superficie lisciata, l'impasto risulta paglioso. La ceramica può essere però anche più fine con un impasto più amalgamato della superficie brunita. Il tutto era sempre molto fragile e si utilizzava per fare bicchieri o piccoli bacini decorati con una linea rossa sull'orlo e linee oblique o a zig zag. Anche se le popolazioni erano molto legate all'agricoltura esse dovevano praticare la caccia ed è proprio grazie ad essa che prospera Umm Dabaghiya che non traeva la fonte del proprio benessere dall'agricoltura al contrario degli altri villaggi. La caccia diventa sempre più organizzata ed è svolta da popolazioni sedentarie che la usavano non solo per la carne ma anche per ricavarne strumenti grazie all'osso e al pellame. Per questi motivi la maggior parte delle ossa ritrovate appartengono ad animali selvatici piuttosto che domestici. I prodotti della caccia inoltre erano utilizzati come merce di scambio per importare prodotti come la selce utile per fabbricare piccoli oggetti.
Cultura hassuna
Il villaggio e sito più importante è Yarim Tepe dove la cultura hassuna si è sviluppata molto. L'agricoltura è l'attività principale delle genti hassune, si coltivavano orzo e frumento. Gli animali selvatici erano vari ma pochi per questo motivo, al contrario della cultura proto-hassuna, le ossa ritrovate appartengono per la maggior parte ad animali domestici piuttosto che selvatici. C'è uno sviluppo dell'artigianato e delle sue tecnologie ad esempio i forni si evolvono. Essi sono ora strutture circolari o rettangolari bipartite: la parte inferiore era utile alla combustione, la parte superiore era utile alla cottura. Il pavimento inoltre presentava dei piccoli buchi che permettevano al calore dal basso di arrivare verso l'alto facilitando la cottura.
Si è scoperto poi, grazie a Yarim Tepe, che anche la metallurgia era sviluppata nonostante quella fosse una zona priva di minerali che venivano importati. Ciò indica che vi erano rapporti con l'Iran, l'Anatolia, l'Arabia e il Mediterraneo.
Per quanto riguarda gli abitati, l'organizzazione degli spazi è meno raffinata e serve a soddisfare le esigenze immediate della famiglia, non ci sono forme architettoniche fisse. Dallo studio della tecnica edilizia si capisce come essa sia disorganizzata, le case sono costruite con un nucleo originale a cui vengono aggiunti in seguito spazi a seconda delle esigenze. Il quadro è quindi meno organizzato e ciò è dovuto ad uno stile di vita più intenso, le case hassune hanno però una planimetria complessa, sono formate da vani rettangolari coperti e da spazi aperti e spesso non si capisce la relazione tra gli spazi. I tetti erano probabilmente piani ma non si escludono coperture a doppio spiovente. Le case sono però realizzate con una tecnica accurata: si regolarizzava il terreno prima di costruire e si mettevano delle stuoie sotto i muri che erano molto spessi e rinforzati da pilastri. I pavimenti erano d'argilla e paglia o di gesso. La ceramica era sempre più utilizzata in tutte le attività ed è molto varia.
L'impasto si presta a produrre varie forme ed è divisibile in due fasi:
- Prima fase cultura hassuna - Ceramica arcaica: comprende vasi da conservazione oppure oggetti fini e dipinti con motivi geometrici. A volte la decorazione è incisa, a volte è applicata.
- Piena cultura hassuna - Ceramica standard: più forme, fattura migliore e motivi decorativi che sono l'evidenza della volontà di esprimere una sensibilità estetica. Nonostante fosse decorata, anche questo tipo di ceramica era usata per funzioni umili come la ceramica comune. La ceramica standard si distingue da quella arcaica per la superficie e le decorazioni che sono eseguite o a incisione, o a pittura oppure le due tecniche possono essere combinate insieme. Si è notato inoltre che c'è la tendenza a decorare determinate forme con le stesse o con simili decorazioni dovuta ad una stretta relazione tra forma e funzione del recipiente. Alcune decorazioni o motivi sono tipici di certe tecniche.
Le forme sia per la ceramica comune che per quella decorata sono molto semplici, tondeggianti e dai profili lineari con rarissime articolazioni. Le forme hassune tipiche sono le giare a collo verticale, coppe profonde, giare con il fondo piatto e il collo cilindrico. Sono decorate con elementi lineari o geometrici. La ceramica hassuna rappresenta comunque un progresso. Si sviluppano in questo periodo i pendenti-sigilli ovvero piastrine di pietra (ritrovate a Yarim Tepe) rettangolari o circolari con un appiglio sul retro e la parte anteriore incisa con linee incrociate in vario modo che rappresentano specifici contrassegni.
Questi oggetti venivano usati come sigilli per imprimere quindi dei marchi in contenitori o beni che si volevano riconoscere. Si diffondono in ambito Halaf ma appaiono anche nelle culture più antiche e vengono fatti utilizzando due tipi di tecniche diverse:
- Pietra scheggiata: è una tecnica che nasce nel contesto protohassuna ma poi si sviluppa nella cultura hassuna stessa. La pietra viene levigata per produrre oggetti come frecce e lance.
- Pietra lisciata: la pietra viene sempre levigata ma questa volta per produrre uno strumentario più ampio come asce o oggetti per macinare.
Sono stati ritrovati pochi oggetti in osso.
Cultura samarra
Le pratiche agricole sono in espansione e questo lo sappiamo perché troviamo stanziamenti agricoli in posti dove le condizioni ambientali sono critiche e le colture non resisterebbero senza un'adeguata organizzazione e tecnologia. Con la cultura samarra i villaggi si moltiplicano e sono più grandi e più abitati. Grazie a questo si sviluppano tecniche di irrigazione che permettono la produttività di campi in condizioni ambientali proibitive, e quindi di conseguenza l'insediamento di popoli in questi ambienti. I siti principali ritrovati di questa cultura sono Tell as Sawwan e Choga Mami. La cultura samarra si diffonde nelle stesse aree di quella Hassuna ma si estende anche nel centro della Mesopotamia. Si continua a cacciare e a pescare e si allevano ovini e bovini, i villaggi studiati mostrano inoltre che le genti samarre avevano una buona organizzazione degli edifici e mostrano che gli abitati riportano delle recinzioni o dei fossati con un ingresso all'esterno che i popoli costruivano per ragioni che non possiamo appurare.
Sappiamo già però che anche alcuni popoli primitivi fortificavano i posti in cui vivevano in caso di bisogno. Grazie agli studi a Tell as Sawwan e Choga Mami sappiamo che la tecnica edilizia era progredita, infatti gli edifici hanno schemi planimetrici regolari in cui si trovano blocchi compatti di piccole stanze. Gli spazi all'interno sono ottenuti grazie ad una vera e propria griglia di muri in modo da ottenere ambienti di varie dimensioni. Una novità è costituita dall'edificazione di muri sottili costruiti con mattoni crudi a sigaro che rendono più solida ed elastica la costruzione rispetto all'uso del Tauf (paglia e fango). La tecnica dei mattoni è facile che venga svolta come attività familiare. Essa permette maggior robustezza e articolazione delle strutture e ciò permette poi che si presti particolare attenzione a punti delicati come gli angoli che vengono rinforzati con piccoli pilastri che con il tempo diverranno decorativi.
Il lavoro artigianale comincia a diventare specializzato, si diffondono i sigilli e nascono i marchi. Ciò che ci fa capire la specializzazione dell'artigianato e l'utilizzo di diversi materiali come l'alabastro che venivano lavorati non solo manualmente ma con strumenti adatti alla lavorazione. Grazie alle tombe prevalentemente fanciullesche che sono state ritrovate sappiamo che non c'era una netta differenziazione sociale e mancano anche prove sul fatto che ci fossero luoghi di culto. Le figurine del periodo samarra sono in alabastro e ciò le attribuisce ad esecutori non comuni ma specializzati. Il corpo non è formoso, gli occhi sono completati con piccole conchiglie e bitume (simile all'asfalto). I caratteri sessuali sono poco evidenziati mentre la proporzione e la posizione con le braccia piegate alla vita sembra indicare un rapporto con il sud. Le teste presentano labbra e occhi con forme particolari e spesso applicati. I recipienti samarra sono anch'essi d'alabastro, essi presuppongono una lavorazione specialistica, presentano delle decorazioni a rilievo che le fanno sembrare figurine accosciate. Sono contenitori preziosi usati anche come oggetti comuni non solo per il seppellimento.
La ceramica samarra è diversa da quella hassuna, la qualità dei prodotti è maggiore e ciò lo si capisce dalle pareti della ceramica sottili e dal buon trattamento delle superfici. Dipinta con pittura bruno-nera, anche la fase di cottura era ben controllata. Le forme sono semplici. Sono tipici i piatti fondi riccamente pitturati e con uno schema decorativo che esalta le sagome dei recipienti. L'orlo è decorato con un motivo continuo all'esterno e più decorato invece all'interno. Molto spesso i piatti hanno un motivo cruciforme con elementi geometrici che spesso creano un senso di movimento.
Cultura halaf
Si sviluppa nella Mesopotamia settentrionale e in parte nelle stesse zone della cultura hassuna-samarra tra il VI e il V millennio. Siccome la cultura halaf si estende per un vasto territorio essa è influenzata dalle sue aree periferiche e ciò indica il diverso contesto di formazione culturale rispetto alla cultura samarra. Fino a pochi anni fa, a causa della mancanza di informazioni, i villaggi halaf non si conoscevano, oggi invece abbiamo la maggior parte delle informazioni grazie a Yarim Tepe II e III. Le strutture appaiono meno complesse di quelle samarra, si presentano come piccoli edifici isolati e semplici con una singola camera circolare detta Tholos: carattere unico e insostituibile della cultura halaf che era riuscita a prendere una forma elementare come quella circolare e a renderla complessa realizzando strutture singolari.
Le strutture tardo-halaf documentano l'esigenza di disporre di più vani che veniva soddisfatta attraverso la costruzione di strutture rettangolari esterne al tholos e con scomparti angolari interni utili come contrafforti. I tholos erano usati come ripostigli e dispense, essi erano di modeste dimensioni ma in alcuni casi raggiungevano un'ampiezza considerevole, sono costruiti con Tauf. Essi erano probabilmente coperti con una calotta nell'ambiente circolare e con un tetto a doppio spiovente per l'ambiente rettangolare. Le strutture halaf hanno quindi una struttura differente a seconda della loro funzione. È un esempio di ciò il ritrovamento della fattoria di Tell Hassuna che presenta una struttura articolata e complessa ma ben organizzata.
Si è scoperto poi a Tell Arpachiya che un insediamento halaf si distingue anche per avere le strade ricoperte da ciottoli, il che conferma un'attenzione per il suolo di transito. I villaggi halaf erano piccoli e con una bassa densità, essi si basavano sull'agricoltura e sull'allevamento trovandosi in regioni alluvio-fertili. La tecnologia è progredita ma si continuano ad usare anche tecniche tradizionali di lavorazione come quella della pietra scheggiata. La maggior parte degli attrezzi sono usati per l'agricoltura.
Grazie ai ritrovamenti a Yarim Tepe sappiamo che per gli strumenti venivano usate pietre importate, l'osso era invece poco utilizzato. Sulla metallurgia abbiamo poche informazioni. Le genti halaf erano in compenso molto abili nella lavorazione della ceramica. La fattura era ottima e raffinata tenendo conto che essa non era lavorata sul tornio. L'impasto era eccellente e permetteva di fare oggetti sottili con un colore arancio-rossiccio dovuto alla cottura controllata. La decorazione era fatta con la pittura e solitamente era bicromata, essa infatti veniva ottenuta usando un colore per il motivo e lasciando in fondo il colore della ceramica. La decorazione molto ricca e vistosa tende a coprire più superficie possibile. Viene usata sulla ceramica la tecnica della brunitura. Le forme della ceramica sono più complesse rispetto a quelle samarra, i piatti tipici sono meno profondi e più grossi.
I motivi decorativi tipici halaf sono la scacchiera con un quadrifoglio, l'alternanza di macchie e punti, i denti di lupo, alcuni animali. I motivi decorativi si adattano alla forma del recipiente esaltandolo. È una ceramica omogenea e molto specializzata che veniva importata. Le figurine halaf sono in argilla modellate con una forma conica e rappresentanti una donna seduta con le gambe contro il dorso e le braccia al petto. I fianchi e le mammelle sono grossi e accentuati. Troviamo anche figurine animali non molto frequenti.
Gli amuleti-sigilli hanno una superficie coperta di linee incrociate e abbiamo ritrovato molte impronte di questi oggetti che venivano usati quindi non solo come ornamento ma come marchio.
Cultura obeid
È una delle culture preistoriche del vicino oriente antico con cui viene fatta iniziare l'era del rame nell'area Mesopotamica. Essa si sviluppa in Mesopotamia ma si diffonde lungo l'Eufrate fino a toccare il sud dell'Anatolia. L'importanza di questa cultura sta prima di tutto nella grande diffusione che ebbe in Mesopotamia, e poi perché al periodo di Obeid risalgono le prime opere di canalizzazione dell'acqua alluvionale e diventano importanti le realizzazioni di templi e il deciso passaggio verso una religiosità collettiva e non più gestita a livello famigliare. In questo periodo inoltre si sviluppa il commercio e la produzione di ceramica in serie.
Esiste una forte continuità tra la cultura di Obeid e quelle più antiche e ciò ha permesso di distinguere cinque fasi di sviluppo di questa cultura:
- Obeid 0: fase aweili
- Obeid 1: fase eridu
- Obeid 2: fase mohammed
- Obeid 3: fase classica
- Obeid 4: fase tarda
I siti più importanti sono Eridu e Ur. La cultura Obeid è un passaggio fondamentale verso le cosiddette "grandi organizzazioni" che egemonizzeranno la bassa Mesopotamia. Il dibattito su di essa è molto legato alla questione dell'origine dei sumeri. Nell'economia come detto è fondamentale l'invenzione delle opere di canalizzazione dell'acqua alluvionale che permettono di indirizzare le acque in zone che ne sono prive e di effettuare un drenaggio delle zone paludose. Gli insediamenti si dispongono lungo i canali e hanno una funzione agricola, un ruolo deve averlo avuto anche l'allevamento di bovini e caprovini oltre questo in alcuni siti veniva esercitata anche la pesca, nei centri della fase Obeid è attestata una prima metallurgia ma i manufatti sono poco documentati anche perché il metallo veniva riutilizzato.
Dell'architettura sappiamo che le abitazioni sono povere, le capanne sono fabbricate con canna e argilla, ma con il tempo le strutture si irrobustiscono. Sempre più importanza assume il tempio, ad Eridu essi erano piccole "cappelle" ma nella fase "classica" essi assumono la forma di cella allungata con ai lati ambienti più piccoli e sporgenti. Nel tardo Obaid di impone il modello del tempio tripartito, l'ingresso, che era originariamente al centro, diventa laterale e vi si accede tramite una scala, e i muri esterni sporgono e rientrano in alternanza. I templi diventano via via più imponenti, le offerte che vi affluiscono richiedono un'adeguata organizzazione.
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