Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

produce la ricchezza. Tutte queste novità come l'incremento demografico o lo sviluppo

delle tecnologie, implicano un coordinamento centralizzato che si ritrova in città. Sono

state ritrovate molte testimonianza riguardanti i funzionari amministrativi. La struttura

principale era il tempio in quanto la religione comincia a definirsi in questo periodo e

comincia ad esserci una credenza comune. Il santuario rispetto a quello Obaid diventa più

grande ed è costituito da molti edifici essendo la sede del governo, in questo modo esso

accentra tutte le funzioni della società. Non sappiamo però se a questa centralità

corrisponde un possedimento esclusivo delle terre.

La prima città del protourbano è URUK----> centro urbano molto sviluppato. Inizialmente si

tratta di piccoli insediamenti vicini, piano piano diventa invece un insieme di abitati fitto che

si diversificano per le dimensioni dovute alle diversificazioni sociali. Uruk cresce molto a

danno dei centri minori nel Meridione, mentre nel nord crescono altri centri importanti.

Uruk sfrutta molto il terreno e si procura sempre nuovi territori sfruttabili, anche perchè c'è

una continua affluenza di persone che cominciano a spostarsi verso la città. Non

conosciamo bene il contesto urbano di Uruk ma conosciamo il funziona,ento del tempio. A

Uruk erano venerati INANNA e ANU per cui erano presenti due templi differenti che fanno

pensare a due centri originari(Eanna e Kullab) uniti insieme nella città di Uruk. Quello

dell'Eanna però era diventato il centro religioso principale. Non conosciamo per intero

nessuno di questi due santuari ma sappiamo che essi erano diversi e ciò era dovuto forse

alla diversità delle pratiche religiose.

L'EANNA

si tratta di un complesso di nove ettari gigantesco e imponente. È un tempio ma la sua

funzione è ancora bene da definire. Sono state ritrovate varie costruzioni tra cui:

TEMPIO A MOSAICO DI CONI DI PIETRA: è uno dei complessi dell'Eanna più

• conosciuti e probabilmente la sua destinazione è rituale. È stato attribuito al livello

VI e ha dimensioni modeste rispetto a quelle degli altri edifici, riprende però lo

schema planimetrico tripartito. Esso è chiuso in un recinto che ai lati presenta

nicchie e pilastri incisi che creano contrasto con la facciata liscia. Lo schema

tripartito è alterato da un ambiente ortogonale in un lato, contenente una vasca

utilizzata probabilmente nei riti. Il muro del recinto è costruito con lastre di pietra

irregolari, esse erano coperte probabilmente da un intonaco di gesso all'esterno, e

all'interno con un mosaico che seguiva i profili delle nicchie e dei pilastri. Le tessere

del mosaico avevano una forma conica ed erano inserite con la punta verso il muro

e la base in facciata ed erano tenute insieme dalla malta. La loro base è colorata e

ciò produce i motivi della decorazione. Esse sono intinte nel bitume per isolare la

struttura dell'umidità. I muri vengono alzati con un getto di calce e polvere di

mattone dentro una cassaforma e la parte esterna è costituita da coni però di pietra.

Tra i muri venivano messe delle piccole piastre di terracotta che per metà

sporgevano. Esse servivano per avere maggiore adesione tra uno strato e l'altro. Il

mosaico esterno invece ricopriva tutta la struttura interrompendosi solo su porte e

finestre.

Nel cantiere dell'Eanna si studiano e sperimentano nuove tecniche decorative e gli edifici

venono continuamente demoliti ed edificati nuovamente. Con il tempo per l'aumentare

della richiesta di coni da decorazione essi non vengono più fatti con pietra pregiata bensì

di terracotta risparmiando tempo e costi. Si ripiega anche sul mattone crudo

abbandonando la tecnica con il getto e le lastre. La tecnica con il mattone crudo diventa a

questo punto molto raffinata vengono impiegati ora i Riem Chen ovvero i mattoni di piccole

dimensioni.

TEMPIO DI CALCARE: il primo dei grandi templi dell'Eanna. Gia non vi troviamo

• più la tecnica con i mosaici di pietra. Lo schema del tempio è tripartito, lungo uno

dei lati brevi sono disposti vari ambienti, le ultime stanze di ogni ala si aprono sulla

sala principale.

TEMPIO C: impianto completo al corpo di fabbrica è annesso un altro nucleo

• tripartito. Grazie al ritrovamento di alcuni resti sappiamo che l'area centrale del

primo nucleo era coperta.

TEMPIO D: è incompleto, gli archeologi hanno fatto una ricostruzione. Esso era

• privo di testata. Al corpo centrale era aggiunta una serie di corpi scalari che

all'esterno creavano un'alternanza. La parete esterna era decorata da un semplice

sistema di nicchie. Il mosaico copre ampie facciate abbellendole con disegni

semplici.

TEATRO: vasto spazio quadrato a livello ribassato e circondato da gradinate utile

• per cerimonie riguardanti tutto il popolo ma non si sa quale fosse il suo uso.

PALAZZO: grande edificio. Ha quattro ali lungo i lati di un grande cortile quadrato.

• Verso il cortile le ali avevano tutte una grande sala e verso l'esterno ambienti

minori. Il cortile è il centro dell'edificio e grazie alla disposizione assiale delle porte

tutte conducono ad assiale facciate del cortile sono decorate con nicchioni e

merletti di spigoli. Non possiamo comunque determinare la funzione specifica di

quello spazio.

HALLENBAU: strana struttura tripartita le due ali laterali presentano lungi corridoi

• che conducono tutti alla sala centrale ed ha altri vani inaccessibili all'interno ma

accessibili all'esterno. Probabilmente esso era un osservatorio solare o di

calendario.

EANNA III

il tre indica il livello. Fino al livello 4a si nota che le costruzioni anche se vengono demolite

vengono ricostruite e riusate sotto gli strati precedenti, invece dopo questo livello ovvero il

III, lo spazio viene rimodellato in modo diverso sia per quello che riguarda la distribuzione

degli edifici, sia per le caratteristiche planimetriche. Non troviamo più nel livello III edifici

tripartiti né templi bassi. La cerimonia del culto sembra modificarsi. Il centro del santuario

non è più il giardino ma un'alta terrazza. La terrazza più antica dell'Eanna III è rettangolare

ed essa è stata ampliata in modo da assumere una forma ad L mostrando una continuità

decorativa che si è però evoluta. I rivestimenti a mosaico si riducono e sono incorniciati dai

mattoni cotti, in altri casi si producono dei pannelli in terracotta incisi con dei cerchietti che

cercano di sostituire chiaramente il mosaico a coni. Altri frammenti o pannelli presentano

degli animali ritagliati coperti da cerchi che vogliono imitare le figure e le composizioni del

mosaico. La terrazza eretta indica anche che il baricentro del santuario si è spostato. Nel

livello III troviamo un insieme intricato di stanza e cortili connessi tra loro, aree aperte e

cortili avevano una funzione cerimoniale, vi erano poste dei luoghi sacrificali cioè delle

fosse vicine rinvenute piene di cocci e ceneri che denotano un uso e una manutenzione

continui. Non siamo comunque sicuri di quale sia l'uso di queste fosse e se esse avessero

una destinazione sacrale. Esse potevano essere fosse di cottura per esempio per

preparare il cibo agli operai del cantiere del santuario. I resti degli edifici dell'attuale

santuario sono lacunosi, non ne si conosce l'uso e non ne sono rimaste intatte le

caratteristiche planimetriche precedenti. Tutti gli edifici dell'Eanna III sono costruiti intorno

alla terrazza.

ALTA TERRAZZA DI ANU

lo sviluppo dell'alta terrazza è molto ben documentato nel tempio di Anu che raggiunge

uno sviluppo architettonico monumentale. La terrazza cresce in questo tempio in quanto

ad ogni rinnovamento essa include quella precedente, essa ha inoltre una forma

irregolare. Vi troviamo una rientranza sul lato nord est necessaria per il corpo scalare.

L'accesso al tempio è monimentale per la definizione del percorso che ha un pianerottolo

a metà. A ogni ricostruzione vi era un ampliamento ma il tempio conservò le sue

dimensioni originali. Tra le strutture del santuario da ricordare abbiamo:

LA TERRAZZA B---> TEMPIO BIANCO: proporzionato a misura d'uomo, tripartito,

• la planimetria è regolare ed esso si presenta come una struttura monumentale non

grazie alle dimensioni bensì grazie ai decori e ai dettagli che lo impreziosiscono.

Esso è diventato molto importante perchè si è conservato bene. In una delle

sacrestie ai lati della cella, presso il podio, troviamo una scalain muratura il cui

primo gradino, dall'altezza di oltre un metro, la identifica come una scala speciale. I

gradini non mostrano tracce d'uso, essa era una scala che non era possibile salire,

e doveva appartenere soltanto al dio. Più comprensibili sono i fori sulle pareti di un

altro ambiente dell'ala nordest, che servivano per fissare una serie di mensole.

TEMPIO PRINCIPALE: alto e ridotto rispetto a quello dell'Eanna ma non ha molta

• differenze da esso. La differenza sostanziale sta nella diversità del cerimoniale. I riti

solenni comprendevano probabilmente anche riti con animali, a giudicare dalla

rampa di accesso alla terrazza mantenuta a fianco della scala. Al tempio vero e

proprio dovevano essere ammessi pochi eletti.

Venne scoperto in questo tempio una struttura curiosa e particolare lo

• STEINGEDAUDE (edificio di pietra). Si tratta di un edificio semi sotteraneo ai piedi

della terrazza di Anu. È uno strano edificio costruito in una grande fossa e infine

sepolto mediante un riempimento artificiale. È di interpretazione problematica.

Sappiamo comunque che questa costruzione era strettamente legata all'alta

terrazza.

MESOPOTAMIA PROTOURBANA

il protourbano è documentato prevalentemente a Sumer in quanto è a Sud che ci sono le

condizioni favorevoli per lo sviluppo dell'agricoltura che è alla base del processo di

crescita urbano. Abbiamo comunque una documentazione molto scarsa. I dati che ci ha

fornito il santuario di Eridu confermano comunque quelli di Uruk sull'uso del mosaico,delle

lastre di pietra e dell'alta terrazza. Molti dati comunque fanno pensare che la complessità

economica e burocratica che caratterizza i grossi centri metropolitani non si sia sviluppata

in egual misura nei piccoli centri del nord, come Gawra, dove magari saranno più forti

relazioni esterne a raggio più circoscritto e con culture a struttura più tradizionale. Uruk è

la grande metropoli di quel periodo e ad essa può paragonarsi Susa. La diffusione della

cultura di uruk sarà a nord e ad ovest. Uruk riesce a controllare zone molto lontane

soprattutto lungo la via dell'Eufrate come:

HABUBA KABIRA --->vasto abitato protetto da fortificazioni con due sole porte, fatte

• con mattoni crud alternate a pilastri. Sorge su un dirupo lungo la valle del fiume ed

è u centro popoloso. È importante l'abitato che ha fornito informazioni nuove.

Manca una pianificazione urbanistica in quanto le case si dispongono seguendo

l'andamento del terreno. C'è una strada parallela alle mura non in corrispondenza

delle case, che varia in alcuni tratti la sua larghezza e sembra portare alle porte

della città. Malgrado la corrispondenza di certe strade con le porte, l'interno anche

senza esser caotico nella disposizione degli edifici, non si distingue in realtà in

modo sostanziale dagli impianti spontanei che conosciamo dalla preistoria in poi. ci

sono tra le semplici case anche edifici complessi composti da più nuclei. La tecnica

edilizia di costruzione delle case è raffinata, è importante la simmetria che però si

piega a seconda del diverso uso dei vani. Ciò ci fa capire come quello di Uruk fosse

una grande architettura razionale che non venne mai più raggiunta. Le case erano

provviste di sistemi di drenaggio e focolari a padella con dei manici che dovevano

favorire l'esportazione delle ceneri. È attestata poi nella città la decorazione con il

mosaico di coni ma essa non è mai stata ritrovata nei siti.

JEBEL ARUDA----> fondato su un'altura in posizione dominante ed era però poco

• adatta allo sfruttamento agricolo. È un centro direzionale e amministrativo.

I templi in entrambi i luoghi sono tripartiti e devono essere intesi nel loro senso più ampio,

non solo come casa della divinità ma anche come centro amministrativo, politico e

direzionale che gestisce un magazzino. Non conosciamo bene e non sappiamo spiegare i

motivi della diffusione della cultura Uruk, dove sappiamo che mancavano molte materie

prime e ciò portava all'elaborazione di piani di approvvigionamento che portano gli abitanti

in paesi lontani e probabilmente per questo c'è stata così tanta diffusione. D'altra parte,

l'espansione di uruk non appare poi così isolata e sconvolgente, se da un lato è affiancata

da un analogo movimento da susa verso nord est e se d'altro canto pensiamo che il

periodo Obeisd, definito da un livello sociale di struttura ben più semplice e da uno

sviluppo economico ben più limitato, è nondimeno caratterizzato da un intenso fenomeno

di espansione.Tutti questi commerci sono possibili grazie a un precedente sviluppo delle

strutture economiche e amministrative.

Per quello che riguarda l'arte sappiamo che questa si sviluppa in città, essa è

monumentale ma non per le dimensioni ma per ciò che contiene. Essa risponde

all'esigenza di comunicare nell'immediato qualcosa e dà forma alle concezioni religiose.

Per questo sono una importante forma di informazione sulla società del PU. Fino a questo

momento l'artigiano aveva plasmato l'argilla spontaneamente, ora nascono precisi sistemi

di espressione che sono subordinati a convenzioni e significati. Si scelgono determinati

temi e si definisce il modo di raffigurarli. La professione dell'artista nasce quando la sua

capacità è controllata da norme che devono dare al prodotto una precisa finalità sociale.

Anche la scultura risulta grande in quanto lo è il suo significato, l'opera d'arte

mesopotamica infatti di per sé è di piccole dimensioni. Il materiale basaltico utilizzato per

costruire le statue viene costantemente importato dai sovrani, ma potevano anche essere

usati materiali più facilmente reperibili. La statua diventa l'espressione del rapporto

personale con la divinità. Lo stile d'esecuzione artistico è semplice e naturale e in grado di

rendere l'espressività umana. L'immagine è formale e i caratteri iconografici sono in

relazione con il significato che deve avere la statua non sono state ritrovate statue di

divinità, anche se molto probabilmente esse venivano prodotte,probabilmente perchè esse

potevano essere condotte prigioniere nella città del vincitore di una guerra e molte statue

potevano essere acroliti, anche in considerazione delle funzioni rituali di cui erano oggetto.

Nelle opere più antiche rappresentanti figure maschili nude, le gambe non sono neppure

modellate anatomicamente, ma solo sbozzate in forma schematica, appena divise da un

solco inciso, nelle figure femminili si ha un risultato migliore, la figura è più fine, la testa

viene fatta a parte e le vengono rivestite alcune parti con dei materiali.

Il rilievo esprime le testimonianze delle comunità e i concetti fondamentali della società e

cioè concetti religiosi o politico-sociali. Il documento più antico in rilievo rinvenuto è la stele

della caccia di Uruk in cui vi è la celebrazione del re-sacerdote. È un monumento

sperimentale, a forme è sbozzata ma le superfici sono ben levigate e risaltano le figure

scolpite rappresenta due scene, una sopra l'altra ed entrambe hanno lo stesso soggetto e

cioè il capo della comunità di Uruk che lotta con dei leoni dopo aver già ucciso altri

animali. Questa è la rappresentazione di entrambe le scene perchè il concetto viene

rafforzato in questo modo. Si contrappone il mondo selvaggio a quello civile che ha

ottenuto il dominio. L'uso di immagini animali o riguardanti la caccia sarà sempre il simbolo

della regalità. La stele di Uruk è il più antico degli elementi celebrativi e non ha ancora

ricevuto una definizione né sulla composizione del soggetto né sulla tipologia del

monumento. La celebrazione dell'opera civilizzatrice del sovrano o dell'eroe vincitore resta

uno dei temi dominanti dell'età sumerica. In altro documento molto importante è il vaso

rituale trovato nell'Eanna III sigillato con altri oggetti dopo aver subito la riparazione di una

frattura. Prima opera che rappresenta l'uso del registro ovvero le strisce figurate

sovrapposte. Il pensiero è disegnato nei vari registri e nelle varie altezze a seconda

dell'importanza gerarchica che ha. Il vaso rappresenta una cerimonia in cui il popolo nudo

di Uruk porta alla dea i frutti della terra nati grazie alla sua benevolenza. La

rappresentazione indica l'ordine gerarchico cittadino e l'ordine naturale del mondo. In

basso troviamo l'acqua, elemento della vita, vediamo anche rappresentati il mondo

vegetale e quello animale. Nel secondo registro vediamo la processione dei cittadini, nel

primo registro troviamo la figura del re-sacerdote(quasi del tutto mancante9 vestito con un

gonnellino con una cintura cerimoniale retta da un servo. Egli porrà a Inanna o alla sua

grande sacerdotessa un cesto di frutti. È questo rapporto evidentemente che garantisce la

fertilità ella natura, i cui prodotti sono portati ai magazzini del tempio e sono fedelmente

indicati dagli arredi allineati dietro gli stendardi, che comprendono tra l'altro un vaso della

stessa forma del nostro e una coppia di officianti all'altare sostenuti da un Ariete. Non si

poteva trovare una soluzione più chiara ed espressiva per rappresentare allo stesso

tempo la cerimonia reale e il pensiero religioso che ne è alla base. Questo è certo il

prodotto più complesso del genere, ma anche altri vasi a rilievo mostrano raffigurazioni

che rientrano in questo stesso ambito, sottolineando la caratterizzazione agricola della

prima grande civiltà mesopotamica e l'importanza di questo sfondo, come sostegno per

tutto il suo mondo spirituale.

NASCITA DELLA SCRITTURA

era una forma efficiente per tenere la contabilità amministrativa. I primi documenti scritti

sono infatti di natura economica. Piccole tavolette d'argilla in cui su uno stilo si riproduce

l'oggetto che si vuole indicare oppure sono segni riconducibili a significati specifici o

numerali. La scrittura non viene inventata per esprimere un pensiero ma per un uso

contabile. Sono state ritrovate pedine d'argilla cotte che servivano come contrassegni

contabili. Con il moltiplicarsi dei beni nasce l'esigenza di contarli per cui nascono forme

complesse e ciò indica uno sviluppo in cui le pedine si dividono in: indicanti la quantità del

bene e indicanti la qualità del bene. I documenti dopo essere stati scritti, venivano

racchiusi in una sfera d'argilla detta BULLA (per evitarne la manipolazione) che aveva

impresso il sigillo dell'amministrazione. Con il tempo questa pratica si perfeziona

sostituendo la bulla con una tavoletta appiattita recante i segni fatti con uno stilo che da un

lato traccia le cifre dell'altro dei segni convenzionali per indicare qualcosa. Questo

meccanismo è più complesso e raffinata e implica un livello organizzativo e amministrativo

più articolato in cui era necessario sveltire le pratiche. Con il passare del tempo i segni si

semplificano e schematizzano e al classico stile si sostituisce quello a punta triangolare.

I sigilli hanno prevalentemente forma rotonda nel nord mentre a sumer il contrassegno è

inciso in una piastrina scolpita anteriormente con la forma di un animale. Con lo sviluppo

dell'economia nasce la necessità di contrassegnare i recipienti. L'imboccatura di alcuni

recipienti viene coperta con un telo o una pelle e poi sigillata con il sigillo

dell'amministrazione. Si sviluppa un sigillo cilindrico che è più funzionale. Si tratta di un

blocchetto di pietra cilindrico, nella parte curvilinea è inciso un contrassegno ed è traforato

in altezza in modo da farci passare una cordicella per appenderlo in questo modo basta

farlo rotolare sull'argilla da sigillatura in modo da velocizzare il processo. Ciò ha permesso

che si sviluppasse l'iconografia del sigillo, che non serviva per uso privato di distinzione di

proprietà ma per distinguere la branca amministrativa. Tra i temi più frequenti dei sigilli

cilindrici troviamo i temi religiosi, figure zoomorfe e antropomorfe, essi sono semplificati e

ciò porta a uno stile astratto in cui le varie forme sono appena riconoscibili. Hanno un

notevole sviluppo anche i motivi decorativi geometrici.

La ceramica presenta uno sveltimento della fattura perdendo il sentimento estetico e

decorativo che contraddistingue una data comunità. Si esalta la funzionalità del vaso e le

decorazione a pittura o a incisione si limita a linee e fasce. La ceramica è tutta modellata

sul tornio che conferisce un impulso alla produzione di massa. Gli oggetti più diffusi in

ceramica sono le BEVELLED RIM BOWLS---> manufatti di cattiva qualità ma molto diffusi

e ritrovati in grande quantità. La fattura quanto mai rozza ed affrettata non prevede

neppure ritocchi alla superficie, sulla quale appare spesso o sgrassante paglioso

sommariamente tritato del grossolano impasto. Le coppe sono ottenute con l'aiuto di

stampi infossati in terra, ma non presentano alcuna rifinitura, poiché non può definirsi tale

il caratteristico taglio obliquo del bordo prodotto asportando a stecca o coltello l'argilla in

eccesso.

PERIODO PROTO-DINASTICO

ETA' SUMERICA

i sumeri furono la prima popolazione sedentaria al mondo e si stanziarono nella

Mesopotamia meridionale. Non si sa quale sia la loro Terra originaria infatti c'è un dibattito

ancora aperto riguardo ciò:

SECONDO GLI ARCHEOLOGI SECONDO I

FILOLOGI

c'è continuità tra la cultura i sumeri sono arrivati in

Mesopotamia

obeid e quella successiva di Uruk. Con gli inizi del periodo Uruk.

Pensano che i Sumeri siano giunti

dalla Mesopotamia in coincidenza

degli inizi della cultura Ubaid.

Si sa comunque di loro che essi non appartenevano a una stirpe semitica. Essi si

integrarono con i complessi culturali di Ubaid e Uruk, si tratto probabilmente di

un'infiltrazione graduale e lenta quella che portò all'integrazione con le culture locali. A

partire dal periodo PD i Sumeri erano divisi in varie città-stato indipendenti i cui confini

erano solitamente definiti da canali. La centralità del Tempio è evidente in quanto

inizialmente esso era sia centro religioso sia un centro economico ed organizzativo, nel

proto dinastico però esso comincia a perdere la sua centralità per quello che riguarda il

potere decisionale e organizzativo a scapito del palazzo. Questo fu un avvenimento

importante perchè da una classe dirigente “sacerdotale” non necessitante di

legittimazione, si passò ad una classe dirigente “laica” che aveva la necessità di

legittimare e affermare il proprio potere. Analizzando il lessico sumerico si coglie come

esso sia originato da varie culture, per esempio i nomi delle città sumeriche non hanno

senso nella lingua sumerica ma presentano invece analogie con i nomi delle città della

Mesopotamia settentrionale. Molti termini relativi alla funzioni produttive di base non sono

sumerici ma da attribuirsi ad una lingua che aveva possibili connessioni nell'area iranica.

Nella società proto dinastica il popolo non era interamente manovrato dalla città tempio,

piuttosto in parallelo a questa organizzazione esistevano comunità di villaggi relativamente

indipendenti da essa. Queste comunità infatti erano comunque legate al sistema della

redistribuzione ovvero contribuivano attraverso la tassazione di una quota del raccolto o

attraverso corveè. Il centro organizzativo espande la sua funzione di coordinamento

attraverso funzioni amministrative decentrate. Resta sconosciuta la distribuzione dei

possedimenti templari in rapporto a quelle di comunità. Si assiste al vivacizzarsi di alcune

classi sociali evidenziate da abitazioni e corredi tombali ricchi. Con il moltiplicarsi dei

grandi centri economici, culturali e politici, Uruk cresce ma perde la sua posizione isolata.

Si sviluppano infatti altre città come Larsa e Umma e diminuiscono centri minori intorno a

Uruk che si concentrano in campagna. Intorno ai centri cittadini principali si dispongono

altri centri secondari in ordine gerarchico di grandezza e funzione. Per nessuna città, a

causa dell'impossibilità di fare uno scavo sistematico, si conosce con certezza l'abitato.

Gli aspetti urbanistici non sono programmati, i lotti non sono programmati e anche

l'andamento delle mura sembra non seguire nessun piano organico. Le strade principali

non sono più strette o più larghe di quelle secondarie per questo sono classificate solo in

base alle aree che mettono in comunicazione. Tell Taya è il sito che offre maggiori

informazioni in quanto sono stati ritrovati i basamenti in pietra dei muri. La forma della città

è determinata da un edificio rotondo e chiuso entro due cinte, esso sorge nella città interna

chiusa da mura. Le case sono varie sia per la dimensione che per la loro complessità ma

sono spesso riconoscibili caratteristiche di pensiero architettonico comune. Sono

riconoscibili delle forme tipiche come quello della “casa a cortile centrale” avente le stanze

disposte sui quattro lati del cortile che ha una funzione centrale nella vita. Le singole

realizzazioni appaiono diverse perchè risentono di tutte le limitazioni delle circostanze

specifiche, dalla disponibilità e forma dello spazio, alla ricchezza o povertà dei proprietari,

che non sono necessariamente privati, così come influiscono le conseguenze delle

vicende edilizie e dei trapassi di proprietà. Pertanto accanto a case di dimensioni ottimali

si costruiscono spesso case con ambienti su tre lati soltanto del cortile , o su due, o

addirittura su un unico lato. Ad Abu Salabikh le case sono basate sullo schema a cortile

sulla quale si apre la sala di rappresentanza, sono generalmente delle case spaziose. Ad

Eshnunna invece le case sono modeste, basate su schemi circolari di architettura

domestica. A Tell Gubba o Tell Razuk le case sono complesse e fortificate, avevano anelli

murati che permettevano di avere stanze e terrazze ai piani superiori. Questi grandiosi

edifici rotondi derivano da una tradizione di architettura residenziale fortificata del tutto

distinta da quella sumerica contemporanea, che è dominata dalla casa a cortile. Tale

tradizione affonda invece le sue radici nella realtà socio-culturale di certe aree del

Piemonte, in una società più chiusa e isolata di quella degli stati protodinastici e in precise

situazioni storiche caratterizzate da fenomeni locali.

Il mattone crudo, ormai di uso universale, ha assunto nel PD caratteristiche e formati del

tutto diversi da quelli dell'età precedente. Esso è ora quadrato con gli angoli smussati e

permette una notevole articolazione delle strutture murarie. Essi vengono disposti sia

verticalmente che orizzontalmente.

ARCHITETTURA RELIGIOSA

i templi nel corso della loro esistenza subiscono spesso tutta una serie di

• vicissitudini che le trasforma completamente come accade per il tempio di Sin a

Khafaja e a quello di Abu a Eshnunna. Nella prima località il tempio documenta un

continuo processo di crescita della casa di questo dio e il formarsi di alcune

caratteristiche tipiche del tempio protodinastico. Esso si distingue dagli altri templi di

Sumer per il suo inserimento all'interno del tessuto urbano e quindi per la sua

stretta unione con le abitazioni. Il tempio di Sin ha un ingresso che si apre sul lato

lungo che è isolato dall'abitato solo da un semplice spazio di rispetto ovvero uno

spiazzo irregolare che ha un accenno di recinzione. La cella occupa lo spazio

centrale ed è accessibile dall'antecella mediante il tipico percorso a gomito degli

schemi protourbani. L'ala posteriore del tempio è un unico lungo ambiente ed è di

scarsa importanza nel sistema planimetrico. Lo schema del tempio non è fisso e

standardizzato ma varia nelle successive ricostruzioni. Il cortile viene inglobato

nell'edificio, il corpo di fabbrica che contiene il sanctum ha ora un'unica facciata, sul

cortile, sollevata su uno zoccolo e aperta da una porta principale.

Il tempio di Abu a Eshnunna invece nasce nel protourbano e si tratta inizialmente di

• una piccola cappella in un quartiere densamente costruito. Poi con delle

ricostruzioni diventa più grande e acquista importanza nel PDIII riproducendo uno

schema di casa a cortile centrale. Nel PDIII e nel periodo che porta alla fase

accadica torna ad essere di piccole dimensioni. Nella fase accadica la cella ha

forma quasi quadrata in rapporto all'ingresso e all'altare.

Il tempio di Shara a Tell Agrab nel PDII è chiuso entro un suo perimetro quadrato

• con un muro spesso quattro metri e con un solo apparente ingresso. L'interno è

diviso in quartieri di estensione analoga divisi da una griglia approssimativa di muri

che formano spazi costruiti poi diversamente a seconda della loro funzione. Solo

nella cella centrale si svolgevano dei culti in altri ambienti simili alla cella centrale si

svolgevano culti minori. All'interno del tempio vi è la casa sacerdotale con cortile

centrale e una sala di rappresentanza che occupa il quartiere all'angolo sud ed è

accessibile dall'esterno, esso era però distante dall'ingresso principale.

Il tempio ovale di Khafaja è simile al tempio di Shara per la fortificazione della casa

• sacerdotale. Ha un andamento circolare ed ha un tempio elevato su una terrazza

che sorge nel cortile interno recintato da un recinto curvo. Il santuario è limitato da

due recinti concentrici separati da uno stretto corridoio che però sul lato principale

si allarga permettendo la costruzione di un cortile e una casa sacerdotale.

L'impianto è complesso. Nella ricostruzione finale si rinuncia a questa struttura e al

recinto esterno a scapito di un portale di ingresso monumentale. Il primo corridoio

era inutilizzato. Le stanze d'uso erano nel cortile interno e al fondo di questo si

ergeva una terrazza con una scalinata d'accesso posta ortogonalmente alla

facciata. Molti riti si svolgevano nel cortile.


ACQUISTATO

18 volte

PAGINE

37

PESO

2.52 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali, archeologici e storico-artistici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sefelicetusaraidirmelovorrai di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia del vicino oriente antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Lippolis Carlo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Archeologia del vicino oriente antico

Appunti integrati archeologia e storia dell'arte del Vicino Oriente Antico
Appunto
Riassunto esame e appunti esame egittologia, prof P. Gallo
Appunto
Appunti - Storia della civiltà greca
Appunto
Storia della lingua spagnola
Appunto