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Archeologia medievale

L'archeologia guarda all'oggetto in quanto prodotto dell'uomo funzionale a capire la vita quotidiana medievale.

Arazzo di Bayeux

Vi sono rappresentate molte scene di vita, è una tela di lino ricamata di circa 60x50 cm che narra la conquista Normanna dell'Inghilterra, che termina con la battaglia di Hastings. Infatti vi sono:

  • Scena in cui degli uomini salgono su un'imbarcazione per dirigersi, appunto, in Inghilterra;
  • Scena di un banchetto;
  • Scena del taglio della legna utile a costruire le imbarcazioni.

Il Medioevo: periodo e storiografia

Il Medioevo viene spesso connotato come Epoca Buia a causa della storiografia illuminista del '700 e '800 che vede il Medioevo come un periodo oscurantista di perdita della ragione. Furono gli storici del '900 a sdoganare questo periodo. Si tratta di un periodo lunghissimo per cui, in molti casi, si parla di più Medioevi, un periodo di grandissima metabolizzazione e trasmissione, di elaborazione dell'eredità del passato. Nel Medioevo, infatti, le opere venivano trasformate in altro: il Colosseo, ad esempio, non è più un luogo per spettacoli, ma diventa altro. Viene introdotto così il tema del riuso, un processo che garantisce la conservazione e carica l'opera di significati ulteriori.

La sua periodizzazione va dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) al XV secolo, più precisamente fino alla scoperta dell'America. Tuttavia, l'archeologo medievale si occupa anche di epoche successive, dette post-classiche. Tutt'ora si avvale di moderni sistemi d'indagine come: lo scavo stratigrafico e scavare per ampie aree, ovvero non mirare a fare piccoli interventi.

Fino agli anni '70 in Italia, l'archeologia era solamente quella classica. Le prime campagne si collocano nel '700, e coloro che realizzavano gli scavi erano solitamente persone agiate con una profonda cultura classica o, in alcuni casi, uomini di Chiesa. Le indagini archeologiche erano condotte in luoghi dove c'erano dei ruderi evidenti oppure in luoghi dove le fonti attestavano ci fosse reperti, e venivano attuate con pala e piccone che, talvolta, rovinavano anche l'opera che, per questo, veniva buttata poiché lo scopo era quello di trovare il bell'oggetto antico integro. Ci sono stati scavi che hanno avuto una risonanza mediatica importante e che hanno portato alla ribalta questa disciplina come quelli di Schlimann a Troia o quelli di Evans a Cnosso.

Archeologia medievale in Europa

Nel XVI secolo in Danimarca e nel Nord Europa si sviluppa un interesse per la storia di questi territori che non avevano mai subito l'invasione romana, e qui sono state ritrovate le prime testimonianze di archeologia medievale.

In Gran Bretagna, che fino al Vallo di Adriano era romana, vi erano moltissimi ruderi di età basso medievale che hanno suscitato interesse, soprattutto in epoca Romantica con la riscoperta delle identità. Infatti, il Medioevo comincia ad essere visto come il periodo in cui questi popoli hanno espresso loro stessi senza creare opere influenzate da imposizioni esterne. L'archeologia inglese è l'archeologia del paesaggio, ovvero che mira a ricostruire il paesaggio medievale. Grazie all'archeologia medievale che stava riscoprendo ruderi nacque il Neo Gotico.

In Francia, durante il periodo della Restaurazione, si assiste alla riscoperta del Medioevo, di Carlo Magno e dell'Impero Franco. Fu il primo paese a dotarsi di un Ufficio di Belle Arti allo scopo di salvaguardare le opere medievali. Il suo soprintendente fu Violet Le Duc, il quale si occupò anche del restauro di Notre Dame e Carcassonne. Egli concepiva il restauro come un ritorno all'originalità dell'opera così come era stata realizzata, per cui la studiava fin nei minimi dettagli.

Scavi archeologici medievali in Italia

Bisogna arrivare alla metà del '900 per vedere la realizzazione di un vero e proprio scavo archeologico medievale con Warrham Percy, il cui scavo durò circa un ventennio, e consisteva nell'indagine sistematica di un insediamento rurale scomparso. In questo luogo vi era ancora conservata una chiesa e le fonti parlavano di un insediamento, di un villaggio con, anche, mulini per aiutare nei lavori. Egli compì questo scavo non con l'intento di riportarlo alla luce, ma con lo scopo di capire come fosse nato e come fosse scomparso, studiarne il suo divenire storico.

In Italia, inizialmente, gli studi si concentrano solamente sui materiali che provenivano dalle necropoli longobarde, come la Necropoli di Nocera Umbra e la Necropoli di Castel Trosino (nelle Marche), le quali custodivano ricchissimi corredi, tuttavia erano già stati compiuti numerosi studi in campo europeo.

Giacomo Boni

Giacomo Boni, archeologo conosciuto per gli scavi al Foro Romano. La sua attività ha interessato il Campanile di San Marco a Venezia che era crollato, per attestare la sua fondazione in tema di datazione. Lo scavo archeologico lo ha portato ad una datazione più certa, fu il primo, infatti, a capire che gli strati della terra potesse aiutare nella datazione, fu, per questo, il primo ad introdurre lo scavo stratigrafico. Con lo scavo del Foro Romano si è imbattuto in testimonianze di vite successive, dell'uso di queste aree. Scoprì la Chiesa di Santa Antiqua che si trova nell'ambulacro del palazzo del Palatino. Fece scavi anche nella fonte di Giuturna, area riutilizzata in epoca altomedievale, egli rinvenne dei vasi in una particolare ceramica chiamata ceramica del Foro (dal luogo del ritrovamento) che è un importante indicatore cronologico (per la prima volta ricoperta di materiale vetroso), datata IX secolo ovvero di epoca carolingia.

Ugo Monneret de Villard

Ugo Monneret de Villard (1881/1954), prima cattedra di Archeologia Medievale nel 1913 al Politecnico di Milano.

Archeologia cristiana

È una disciplina archeologica che studia le testimonianze materiali dei primi secoli del cristianesimo. Le attestazioni più antiche risalgono al II secolo a.C. L'archeologia la studia nel momento della sua affermazione. Come termine cronologico più basso è considerato il pontificato di Gregorio Magno (590-604), ovvero il momento in cui finisce il processo di cristianizzazione. Ha una tradizione di studi molto antica con una visione romano centrica:

  • L'Accademia romana degli antiquari, fondata da Pomponio Leto, che visita le catacombe romane;
  • Studi di epigrafia;
  • Studio dei cimiteri e monumenti cristiani a Roma.

La disciplina si sviluppa nei tempi della Controriforma e si afferma nel '800, supportata dal papato. Infatti molti archeologi, inizialmente, erano prelati.

Antonio Bosio

Il fondatore, colui che per primo fornì materiale, è Antonio Bosio, che scrive "La Roma Sotterranea", nel '500, che delinea la topografia di cimiteri e catacombe cristiane.

Il fondatore moderno, nel 1800, è Giambattista De Rossi, il papato sponsorizza tutti i suoi scavi, in particolare quelli di Callisto e Domitilla. È colui che sdogana l'archeologia cristiana romana e la diffonde a livello europeo grazie alla rivista Il Bollettino D'Archeologia Cristiana.

Archeologia medievale in Italia

In Italia fu fondamentale il CISAM, fondato nel 1952, che si concentra sullo studio dell'altomedioevo, nasce infatti come centro di studi. Gian Piero Bognetti promuove i primi scavi medievali in Italia, a Torcello, in Liguria e a Castel Seprio, in Lombardia. Questi due siti rispondevano al requisito del tempo di scavare siti abbandonati, dove la stratificazione archeologica si era meglio conservata. Furono chiamati, in questo caso, archeologi polacchi, sono siti archeologici dove le indagini continuano tutt'ora. L'elemento principale di Castel Seprio è la Chiesa di Santa Maria Foris Portas.

Michelangelo Cagiano de Azevedo

Michelangelo Cagiano de Azevedo (1912/1981), prima cattedra di archeologia medievale alla Cattolica di Milano. Esperto di Civita da Bagnoregio. Nel 1967 nasce il Museo dell'Alto Medioevo, all'Eur, che ha un allestimento storico, raccoglie i corredi di Nocera Umbra e Castel Trosino, i materiali altomedievali rinvenuti a Roma, ricrea la Sala dei Marmi di Ostia e raccoglie parte degli scavi di aziende agricole di epoca carolingia. Le prime ricognizioni archeologiche furono in Etruria meridionale, tra Roma e Viterbo, con tecnologie anglosassoni.

Istituto di Storia della Cultura Materiale

In Liguria nasce l'Istituto di Storia della Cultura Materiale, scuole formate in quegli anni e che hanno rappresentato lo sviluppo dell'interesse verso la disciplina. Il fondatore è Tiziano Mannoni, che ha una formazione in studi tecnici, a lui è dovuta la metodologia dello studio della produzione. Capisce che quello medievale è un mondo conservativo e che è stato molto distrutto, che è un patrimonio connesso con il territorio; ed arriva alla conclusione che per studiare la produzione bisogna studiare il territorio.

Mino Lamboglia

Mino Lamboglia, archeologo classico che per primo utilizza il metodo stratigrafico. È il primo a capire l'importanza dello studio della ceramica.

Riccardo Francovich

Per la Toscana abbiamo Riccardo Francovich (1946/2007), realizza un grosso lavoro di propaganda per l'archeologia come promozione del territorio. Ordinario di archeologia medievale dell'Università di Siena, ha dato vita alla Scuola Senese concentrata sullo studio dei Castelli. Si laureò in storia medievale con Conte.

Letizia Pani Ermini

Per il Lazio, negli anni '70, all'interno della Sapienza c'era Letizia Pani Ermini (1931/2018) che dà vita alla Scuola Romana, aveva studiato Archeologia Cristiana ed aveva un approccio diverso. La sua figura è legata al CISAM poiché suo padre ne era il fondatore. È legata al sito di Cencelle (vicino Tarquinia), una città fondata in età alto medievale, mentre poi i suoi interessi si sono volti ai monasteri.

La città e la campagna nel Medioevo

La città: luogo di una serie di cambiamenti, centro di funzionamento della macchina dell'Impero.

La campagna: i cambiamenti cittadini hanno delle ripercussioni sugli spazi di campagna, c'è la fine delle ville che veniva utilizzate per controllare l'andamento del latifondo. Diventa il luogo di inserimento di monasteri e castelli, collegati alla costante necessità di garantire la difesa.

Le produzioni

La ceramica, influenzata dalle trasformazioni del mondo dell'epoca. Diventa localizzata per questo deve cercare materiale in loco. I metalli: produzione della moneta. Frequenti le zecche clandestine che producevano monete false.

La scultura

Soprattutto altomedievale. Legata alle Chiese, rappresenta ciò che rimane dei luoghi di culto.

Tecniche costruttive dei cantieri

L'architettura è il manufatto più connotato all'interno dell'archeologia poiché rivela committenze, maestranze e risorse.

Storia

La tardantichità è considerata il periodo di fine dell'Impero Romano ancora presente nel Mediterraneo, fino al VII secolo ovvero il pontificato di Gregorio Magno. Dopo il VII secolo comincia l'Altomedioevo che va fino al X secolo, ovvero l'anno 1000. Dal 1000 fino al XV secolo si parla di Basso Medioevo.

Il IV secolo è caratterizzato da alcuni elementi come:

  • La crisi e la caduta dell'impero romano;
  • La cristianizzazione;
  • Il contatto con le etnie barbariche.

La caduta dell'Impero Romano è data da una serie di concause che lo hanno corroso dall'interno, fino a quel momento poté contare su una ferrea organizzazione statale ed amministrativa che garantiva il contatto con il centro del potere. Tuttavia una struttura estremamente costosa. Con Traiano iniziano i veri problemi per via della mancanza di denaro. Il tutto si somma alle spinte di popoli esterni che volevano entrare, per tenerle a bada c'era bisogno di finanziare l'esercito. Ciò determina una maggiore tassazione dei cittadini, che in breve tempo non riescono più a pagare le imposte. Una delle prime modifiche amministrative fu la provincializzazione dell'Italia, divisa in annonaria a nord e suburbicaria al centro-sud. Alcuni territori entrano da subito in crisi, mentre altri acuiscono i loro potere come Milano che diventa sede imperiale, per questo questo periodo viene definito a "doppia velocità".

Con la mancanza di denaro viene meno anche la manutenzione della città. Questa situazione permane fino al VI secolo. È anche un periodo di trasformazione ambientale, per via di cambiamenti climatici come abbassamento delle temperature ed aumento di piogge che hanno ricadute sull'agricoltura.

Diocleziano, alla fine del III secolo, tenta una soluzione cercando di ovviare al problema della certezza sulla successione dinastica. Divide l'impero in due parti: orientale ed occidentale con due augusti che avrebbero dovuto nominare due cesari che sarebbero stati i loro successori, dando vita alla cosiddetta tetrarchia, ad ovest c'erano Diocleziano e Costanzo Cloro e ad Oriente, Massimiano e Galerio. La divisione in province viene sostituita dalle diocesi, come riporta Paolo Diacono nella Historia Longobardorum, riportando la divisione in province del periodo tardoantico che, perciò, rimane invariata.

Le città, che sono la rete urbana capillare, di queste ne risultano abbandonate almeno 1/3 prima dell'anno 1000. Milano raddoppia la sua cinta muraria e diventa sede imperiale, per cui le capitali furono:

  • Roma, fino al 286 d.C.;
  • Milano, fino al 402 d.C.;
  • Ravenna, fino al 751 d.C.

Nasce anche il Cristianesimo, con l'apostolo Paolo, l'apostolo delle genti, che la diffonde universalmente, non era volto solamente agli ebrei ma a tutti, si diffonde principalmente nelle città. Grazie a Pietro e Paolo, Roma diventa la capitale del cristianesimo. I romani sono sempre stati molto aperti verso le altre religioni, ciò ha permesso l'insediarsi del cristianesimo. Alla fine del II, inizio III secolo, i cristiani possono liberamente professare il culto.

La prima persecuzione è quella del 64 d.C. di Nerone. Con Decio la situazione cambia poiché l'imperatore viene divinizzato e realizza un'altra persecuzione. Nel 380 d.C., dopo gli editti di Costantino e Teodosio, l'impero è cristiano. Ciò portò alla realizzazione di nuovi edifici di culto.

Migrazioni

Nel IX secolo e nella tardantichità/altomedioevo. Si tratta di popolazioni che i romani conoscevano molto bene. Già dal II secolo d.C. l'esercito romano era stato ampliato da elementi di queste popolazioni, in cambio di pagamenti questi popoli non invadevano l'impero. La guerra greco-gotica durò 30 anni e provocò danni notevoli su tutto il territorio, termina con la vittoria bizantina e la riconquista italiana di Bisanzio. Nel territorio rimangono le truppe longobarde che erano di ausilio nell'esercito e che facilitano l'ingresso dei conterranei dal nord, nel 568. A quel punto Bisanzio non era in grado neanche di porre resistenza, stremata da 30 anni di guerra. Si tratta del periodo più lungo di unificazione. I longobardi verranno poi sconfitti nel 774 d.C. da Carlo Magno.

Il controllo da parte dei Franchi fu promosso dal papato, il quale chiese l'intervento di Carlo Magno che riesce a recuperare tutta l'Italia centro settentrionale, tranne il Ducato di Benevento che rimane in mano longobarda, molti longobardi che non accettano la sottomissione franca si rifugiano nel Ducato.

La presenza papale nel territorio ha svolto un ruolo molto importante, la Chiesa, anche grazie ai vescovi sparsi nelle varie diocesi, ha un controllo sempre più politico ed economico. I vescovi, di fatto, sono le uniche autorità della città. Il papato, invece, ha un rapporto ondivago con Roma che rimane legata all'impero, tuttavia ha dei compiti importanti. All'inizio questo controllo non si esplica in ambito territoriale, ma i problemi si accentrano nelle mani del papato, si parla così della territorializzazione dell'Impero papale, con il Patrimonium Santi Petri, il controllo diretto del papa sul neonato Stato Pontificio. Questi territori rimangono sotto il controllo bizantino, dall'età carolingia in poi invece rispondono al pontefice.

Dall'XI secolo al nord si formano le cosiddette marche, poiché controllate dai marchesi, nate dalla dissoluzione dell'impero carolingio. Questo processo ebbe delle conseguenze sul controllo del territorio che, dopo la morte di Carlo Magno, viene meno. Gli organismi territoriali diventano indipendenti e controllati da aristocratici, rispondono formalmente all'impero ma di fatto sono indipendenti. Il Ducato di Benevento si divide in principiati. Calabria e Puglia, invece, riprendono l'organizzazione statale bizantina divisa in tema, ovvero province. La Sicilia araba subisce un destino diverso. In Sardegna c'è l'organizzazione in giudicati, ovvero l'isola è divisa in 4 parti uguali governate da giudici. Questa situazione porterà alla nascita dei comuni, con la progressiva rinascita delle città questi enti vi si sviluppano all'interno diventando, talvolta, il punto di riferimento anche di campagne e luoghi limitrofi.

Seconda metà del XII secolo, Italia centro settentrionale: c'è l'affermazione dei governi dei comuni. In Italia meridionale, invece, avviene la conquista da parte dei Normanni, popolazione del nord, proveniente dalla Francia settentrionale, la Normandia. Questo regno riesce ad unificare i territori con una struttura fortemente statale e centralizzata, con capitale Napoli, dapprima Palermo.

Federico II definisce la situazione del territorio centrale annettendo al sud territori come l'Abruzzo. Una striscia geografica molto importante per il tempo era il cosiddetto corridoio bizantino, che collegava Ravenna a Roma, le quali si influenzavano a vicenda. Tutt'oggi è possibile notare, in questo territorio, la differenza tra la Romagna dove, ad esempio, si consuma agnello e l'Emilia devota al maiale, un animale di origine germanica. Roma, però, continua ad essere influenzata anche dal suo rapporto con Bisanzio e per questo è doppiamente influenzata. Tuttavia vi furono contrasti tra l'Imperatore Orientale e il Papa di Roma per la questione delle eresie, ovvero diverse comunità percepivano in maniera...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/08 Archeologia cristiana e medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinadesa99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Somma Maria Carla.
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