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Ateneceramica a figure nere

Pittore di Nesso (620-600 a.C.)

Anfora con Eracle e Nesso. Prima sperimentazione delle figure nere, tradizione ancora legata ai motivi orientalizzanti (anatrelle sull’orlo, riempitivi a rosette). Le figure occupano un riquadro metopale sul collo del vaso, i personaggi sono ben identificati. Il registro inferiore presenta il tema delle gorgoni con visione fortemente frontale (corsa in ginocchio, schema figurativo arcaico).

Pittore della Gorgone (600-580 a.C.)

Allievo del pittore di Nesso. Dipinge raramente figure umane o scene mitologiche che sono affiancate da animali o fregi zoomorfi. Caratteristica i leoni con muso squadrato. Su altri esemplari sono presenti catene floreali con boccioli di loto e palmette. Inventa la forma vascolare del dinos su alto sostegno e inaugura la decorazione a fregi sovrapposti. Il dinos è un vaso a vasca ampia, sferoidale, senza anse o piede. Come il cratere, veniva utilizzato per mescolare il vino. Molto frequente in metallo, meno diffuso nella produzione ceramica poiché necessitava di sostegno realizzato separatamente o di tripode metallico. Probabilmente il nome antico della forma era lebes, mentre dinos si riferiva a un tipo di coppa. Il pittore usa molte forme del repertorio del ceramico di Atene, per stile e decorazione è vicino alla produzione corinzia.

Anfore a protome equina

Specifico di Atene, secondo quarto del VI sec a.C. Decorazione strutturata in pannelli. Ne sono noti un centinaio da ambito funerario, forse utilizzati come premio. Orlo piatto a profilo tronco conico, corpo continuo, ovoidale, piede ad echino, anse verticali a bastoncello e sezione rotonda.

Coppe del gruppo dei comasti (585-570 a.C.)

Decorazione degli orli a rosette (produzione corinzia), tema principale sono i comasti danzatori. Sotto le anse abbiamo motivi vegetali. Si producono anche skyphoi e kotylai.

Sophilos (580-570 a.C.)

È il primo a firmare le sue opere (quattro firme note). Prosegue la tradizione delle forme ma le decora con soggetti nuovi e originali.

  • Possediamo un dinos completo di supporto con le nozze di Peleo e Teti nel fregio superiore e teorie di animali in quelli inferiori alternati a motivi complessi (catene di palmette e fiori di loto). Primo esempio di raffigurazione incentrata su unico tema. Usa diversi colori: rosso (paonazzo) per elementi della decorazione e il bianco per le figure femminili.
  • Frammento di un ulteriore dinos di Sophilos che nel fregio superiore presenta un soggetto tratto dall’Iliade, i giochi funebri in onore di Patroclo. La scena si svolge all’aperto: su una gradinata il pubblico segue la corsa dei cavalli. È presente la firma dell’autore come ceramografo (a destra delle teste dei cavalli) e probabilmente anche come ceramista (sopra il dorso degli stessi, ma l’iscrizione è lacunosa). Anche il soggetto è indicato da un’iscrizione a sinistra della gradinata. Sull’orlo piatto sono presenti teorie di animali, al di sotto un motivo a lingue. Sono di matrice corinzia.

Coppe di Siana (575-550 a.C.)

Nella forma e decorazione abbiamo influenze di produzione greco-orientale. Nella parte superiore dell’orlo abbiamo motivi decorativi, al centro la scena figurata su tutta l’altezza della coppa, senza badare alla distinzione tra orlo e corpo del vaso. All’interno è presente un medaglione centrale con tema mitologico circondato da fascia (decorazione a linguette).

Nearchos (575-550 a.C.)

Precursore di una profondità di analisi dei personaggi. Famoso è il kantharos proveniente dall’acropoli di Atene con Achille e i suoi cavalli colto in un momento di riflessione in cui sembra essere consapevole del suo destino. Anticipa Exechias. Produce anche un aryballos con decorazione miniaturistica. Forma e decorazione sono integrate.

Cratere François (570 a.C.)

Più antico esemplare di cratere a volute noto. Firmato da Kleitias (pittore) e Ergotimos (vasaio). Rinvenuto a Chiusi (h. 66, d. 70). Vaso per un banchetto aristocratico. Il fregio centrale è l’unico che circonda l’intero vaso, raffigura le nozze di Peleo e Teti.

  • Lato A:
    • Caccia al cinghiale Calidonio
    • Giochi funebri in onore di Patroclo
    • Nozze di Peleo e Teti
    • Agguato di Achille a Troilo
    • Zoomachie e sfingi
    • Battaglia tra pigmei e gru
  • Lato B:
    • Sbarco di Teseo e gli ateniesi a Delo
    • Centauromachia
    • Nozze di Peleo e Teti
    • Ritorno di Efesto all’Olimpo
  • Sulle anse:
    • Artemide Potnia Theron e Aiace che trasporta il corpo di Achille
    • Gorgone alata

Il vaso è stato oggetto di studio durante un convegno svolto a Firenze e pubblicato nel 2013/2014 in cui sono esaminati forma, funzione, contesto.

Lez 5 – 12/02/2020

Il volume interno del vaso corrisponde circa a 80 litri. Restauri antichi: Spesso grappe metalliche che venivano fissate per mezzo di fori, poi riempiti in metallo (piombo o bronzo, si ipotizza che i restauri in bronzo siano stati fatti dagli Etruschi, quelli in piombo in Grecia). Può succedere che il vaso dopo il restauro non sia più utilizzabile. Nel caso del Cratere François i fori sono stati analizzati e si trovano sul corpo in prossimità dell’attaccatura delle anse, perché a un certo punto si è tentato di sollevare il cratere pieno, le anse non hanno retto e si è rotto nel punto più debole.

Apparato iconografico: non si tratta di un’antologia mitica da Atene all’Etruria. Prende campo un’altra ipotesi, che i temi siano collegati nell’ambito di un programma figurativo secondo una strategia narrativa comune. Torelli, propone una lettura: si partirebbe dalle firme degli autori a leggere le immagini. Queste si trovano all’inizio della rappresentazione dello sbarco di Teseo a Delo, l’altra sul fregio centrale sotto le mani congiunte di Peleo e Chirone per la promessa delle nozze. Costituisce

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

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