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Lez 6 – 13/02/2020 Produzione di età severa (480-450 a.C.)

Nell'età severa sono presenti due correnti stilistiche:

  • I manieristi che continuano con lo stile tardoarcaico dal punto di vista formale
  • I pittori protoclassici che seguono una nuova corrente e aderiscono allo stile imposto dai maestri della grande pittura parietale.

Pittore di Leningrado

Attivo tra il 470 e il 460 a.C. Hydria con agone tra ceramisti. Il manierismo del pittore emerge nella predilezione di figure sottili, con teste piccole, nel decorativismo dei panneggi spesso non realistici.

Pittore di Pan

È un manierista. Interpreta con vigore e preziosismo i modelli dello stile arcaico. Figure snelle e allungate, panneggi decorativi. Cratere a campana: inventato in questo periodo, qui in variante con anse a presa. Sul lato principale Artemide lancia una freccia contro Atteone, sbranato dai suoi cani. Sul lato secondario, inseguimento erotico di un giovane da parte di Pan.

Pittore di Borea

È un protoclassico. Si inserisce pienamente nello stile severo, le sue figure sono statuarie e intense. Crea panneggi di pieghe fini e sottili che seguono i movimenti del corpo, i gesti sono calibrati. Mani e braccia riempiono spesso gli spazi liberi.

Lez 7 – 18/02/2020

La nascita della grande pittura, considerata dagli antichi come massima espressione d'arte. Le fonti si soffermano su questo tipo di produzione e non su quella artigianale (ceramica). I principali edifici erano:

  • Stoà Poikile Nella parte settentrionale dell'agorà di Atene con pannelli lignei dipinti appesi alle pareti. Autori Micone di Atene e Polignoto di Taso. Raffigurazioni in movimento, ricche di scorci. Fase in cui sono giunti al massimo livello gli studi sulla disposizione dei corpi in movimento.
  • Lesche degli Cnidi Pitture della Nekya (discesa di Ulisse negli Inferi) descritta anche da Pausania, opera di Polignoto di Taso. Egli predilige scene calme, prive di pathos ma solenni. I personaggi sono disposti in ordine sparso o a gruppi su più livelli. Per indicare la terza dimensione nasconde le figure dietro la linea irregolare del terreno.

Pittore dei Niobidi

  • 460-450 a.C., cratere eponimo al Louvre. Considerato dipendente dalle ricerche della grande pittura per le figure disposte su più piani e per la non eccessiva drammatizzazione delle scene. Il lato principale presenta la strage dei figli di Niobe da parte di Apollo e Artemide, la scena riflette una solennità polignotea.
  • Cratere a volute con Amazzonomachia. Dipendente dalla grande pittura. Scene concitate di battaglia che riprende Micone. Gli scudi dei greci sono visti di ¾ con forma concava (visione interna) che rende bene la terza dimensione.

Tomba del Tuffatore

480-470 a.C. da Poseidonia. Dipinto su lastra di chiusura con scene di simposio su lastre parietali interne. Restano alcune pitture originali fuori dalla Grecia, nell'occidente colonizzato. La tomba è stata rinvenuta a 20 km da Poseidonia. La scena sul coperchio è considerata la più rappresentativa del tuffo simbolico dalla vita terrena all'aldilà (analogia tra il mare e l'ignoto) o, ad un livello meno profondo, l'esaltazione dell'atletismo del personaggio. Il simposio sembra suggerire l'estasi indotta dal vino e dall'eros e il passaggio verso una vita nuova, simbolismo legato al trapasso. Confronto con pittura vascolare, presenza di molte analogie come i volti arrotondati.

Prima età classica (450-400 a.C.)

Dopo la metà del V sec. a.C. continua nella pittura su cavalletto la ricerca per la resa della profondità dello spazio e della tridimensionalità, attraverso il disegno e il chiaroscuro. I pittori di questo periodo sono noti grazie alle fonti tramandate:

  • Agatarco di Samo, autore anche di un trattato sulla rappresentazione tridimensionale dello spazio.
  • Apollodoro di Atene, che si dedica allo studio dei colori e del chiaroscuro.
  • Zeusi, noto in particolare per i monocromi a fondo bianco.
  • Parrasio di Efeso, abile nel rendere con il disegno il volume e il movimento dei corpi.

La ceramica prende spunto dai grandi cicli figurativi e richiama le innovazioni della grande pittura contemporanea.

Pittore di Pentesilea

  • Uccisione di Pentesilea da parte di Achille. La scena è tratta da una megalografia ed è adattata allo spazio disponibile, come si può notare dalla posizione dell'amazzone a destra, il cui corpo segue la curvatura del tondo interno. Il guerriero a sinistra è posto su un secondo piano. Al centro i due protagonisti: Pentesilea sta cadendo al suolo e solleva lo sguardo verso Achille. Vi è un maggiore interesse per l'espressione dei sentimenti che per la composizione in generale. Il Pittore intende rappresentare più piani della composizione attraverso visione di tre quarti o frontale di alcune figure.
  • Zeus e Ganimede. Kylix da Spina. Interno: Zeus e Ganimede, il giovane ha in mano un gallo ricevuto come dono dal dio, a sinistra in basso lo scettro e il fulmine di Zeus.
  • Imprese di Teseo. Kylix da Spina (tomba 18C da Valle Pega). Vaso da parata non ad uso dei banchetti.

Pittore di Achille

Allievo del Pittore di Berlino da cui riprende la vocazione a rappresentare le figure statuarie e isolate su fondo nero.

  • Anfora a profilo continuo con Achille e Briseide (440 a.C.). Riprende la ponderazione di Policleto nella raffigurazione di Achille. Dipinge scene semplici con figure solide, che esprimono serenità interiore. La figura di Achille si presenta come una statua a tutto tondo, la cui posizione in equilibrio è resa attraverso la posizione dei piedi e della lancia.
  • Anfora a collo distinto con il pastore Euforbo e il piccolo Edipo. Lunga asta che rende la profondità dello spazio.

Gruppo di Polignoto

Nelle opere di Polignoto e del Pittore di Kleophon, attivi intorno al 430 a.C., è evidente l'influsso dello “stile partenonico” (fidiaco) con gesti misurati e solenni nelle figure, semplicità dei lineamenti, sobrietà dei panneggi, espressione serena e trattenuta. I pittori raggiungono una perfezione stilistica di maniera. Tra i temi ricorrenti le scene di ratto e di partenza del guerriero. Le figure sono statuarie e ricordano quelle delle stele funerarie coeve. Caratteristiche delle figure sono la semplicità dei lineamenti, la sobrietà dei panneggi, l'espressione serena e l'emozione trattenuta. Le scene di rapimento in contesto funebre simboleggiano anche il rapimento dalla vita. I vasi figurati vanno soprattutto in Etruria e Magna Grecia, le stele restano ad Atene.

Vasi a fondo bianco

La tecnica a fondo bianco è utilizzata già dalla fine del VI sec a.C. dai pittori a figure nere e, dalla prima metà del V sec. a.C., anche da quelli a figure rosse. Dal 470 a.C. in poi sulle lekythoi si usano più colori su un fondo bianco di argilla calcarea. I colori sono ora più numerosi: giallo ocra, blu, gli stessi adoperati anche nella pittura muraria e su pannelli. I colori vengono aggiunti dopo la cottura del vaso, mentre il disegno (a silhouette) è realizzato prima. Per questo molti esemplari conservano ora il disegno e solo una traccia dei colori sovradipinti, più soggetti ad usura. Per il bianco si usa un fondo a base caolinica, con cui si ottiene una superficie più brillante, dove i colori aderiscono meglio. La lekythos si afferma come vaso a destinazione funeraria, come chiaramente indicano i soggetti raffigurati. Ora il disegno di contorno diviene secondario: più importanza assumono le masse di colore, che definiscono le figure e i volumi attraverso i contrasti cromatici.

  1. Psiax (fine VI sec a.c.)
  2. Pittore di Saffo (500 a.C.)
  3. Pittore di Brygos (490-480 a.c.)
  4. Pittore di Vouni (460 a.C.)
  5. Pittore di Achille (440 a.c.)
  6. Pittore delle Phiale (440-430 a.c.)

Pittore di Achille

Produce numerose lekhytoi a fondo bianco. Restituiscono l'idea dell'uso del colore nella pittura muraria e da cavalletto. Soggetti legati al rituale funerario, soprattutto scene che alludono al momento della deposizione e a ciò che avviene dopo (visita alla tomba, presenza del defunto).

  • Giovane che offre un frutto ad una donna stante (435-430 a.C.). Opera tarda. Uso eccezionale per questo periodo del colore per l'incarnato maschile.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

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