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Santuario di Astarte a Tas Silg (Malta) una serie di elementi

LEZ 11 – 25/02/2021 strutturali di tipo megalitico definiscono un grande abside che a sua volta

TEMA 2: DEE MADRI MEDITERRANEE. inquadra una precedente struttura a due lobi. Essa risale alla fase

ASTARTE E TANIT preistorica del sito e si data tra il 3600 e il 2500. È dedicata a una divinità

femminile di aspetto fertilistico (come la stele mutila ma che presenta

MALTA caratteristiche steatopigie): si tratta sempre della dea madre mediterranea.

È un contesto particolare, non si può considerare luogo di fondazione Quindi su questo culto si impianta senza fatica quello di Astarte.

sistematica di colonie fenicie e postazioni urbane, cosa che accade invece La struttura anteriore è caratterizzata da un vestibolo ad ante con pilastri e

nella penisola Iberica (in particolare del culto di Melqart) e a Pantelleria altare, in fondo all’abside ellittico è presente una nicchia con triade di

con la presenza cartaginese fin dalla fondazione della città. intervento fenicio.

Malta risente della limitatezza delle indagini sul campo che sono Le iscrizioni documentano (in particolare ostraka) dediche ad Astarte e

sviluppate per la fase pre-protostorica ma carenti per la fase fenicia e l’utilizzo di ex-voto all’interno del santuario. C’è un conservatorismo del

punica. Non sappiamo molto del periodo di espansione coloniale o di culto preistorico tramite interpretatio. In età romana c’è un tempio

espansione di Cartagine nel Mediterraneo. Questo è legato sia a un difetto dedicato a Giunone, la quale è un’interpretatio alternativa rispetto a quella

della ricerca rispetto ad altri contesti ma c’è anche un problema di di Venus. Si fa riferimento a un tesoro del tempio e di grandi quantità di

visibilità della facies fenicia e punica in quest’area. Malta è un luogo di avori di varie epoche. Era un punto di riferimento economico per Malta,

passaggio e un porto di transito. Ma soprattutto ha una civiltà protostorica proprio per le pregevoli opere in avorio: un orecchio, una mano, pilastrini

molto evidente, nell’aspetto megalitico che ci fa presumere che nel con corolle rovesciate, lastre a giorno con palmette fenicio-cipriote che

periodo di maggior circolazione dei prospectors levantini e dei gruppi più rientrano nella sintassi decorativa associata al culto di Astarte.

strutturati di coloni che partono dal contesto Tirio e Sidonio almeno dal IX

secolo a.C., vengono assimilati nella popolazione locale, come accade a 

Villasimius, Sardegna fino a qualche anno fa era considerato un

Cipro e in alcuni settori della Sardegna. Esiste un processo di adattamento contesto templare dedicato ad Astarte. La struttura messa in luce

anche strutturale delle popolazioni levantine al contesto di sostrato pre- presentava molti cubicoli e stanzette interpretate come le celle delle

protostorico. ierodule. Nuovi scavi mettono in discussione la funzione della struttura.

Si riscontra la presenza di tombe a camera ipogeiche ti tipo chiaramente Ad Astarte faceva pensare un doccione falliforme e la presenza di un culto

nord-africano dal punto di vista della tipologia della scelta strutturale, di Hera in età repubblicana documentata da ex-voto fittili di tipo

caratterizzati da apprestamenti ulteriori come rilievi in pietra all’interno, femminile, protomi e figurine in terracotta, parti anatomiche femminili. In

pitture, sarcofagi, che si allineano ai principi escatologici funerari praticati realtà la dimensione di Astarte dal punto di vista archeologico è molto

da Fenici e Punici nel Mediterraneo Centrale. evanescente. Il materiale è ancora pubblicato in maniera sistematica.

Monte Sirai. «Sacello di Ashtart» è un contesto dell’entroterra, in La gestualità è generica ma non facilmente interpretabile, apparentemente

un braccio al petto e uno sull’addome. Qualcuno ipotizza che sia una

prossimità di Carbonia, di interesse minerario e a controllo delle vie di statua che pur risalendo a una fase arcaica del primo momento di

comunicazione gestite dalle popolazioni paleo-sarde. È fondata da Sulci, fondazione sia stata riadattata in un secondo momento con sorta di

colonia costiera oggi in corrispondenza di Sant’Antioco. È una delle intervento iconoclasta che avrebbe prodotto il rifacimento del corpo. La

fondazioni più antiche, nella prima metà dell’VIII secolo a.C., da parte dei disomogeneità in realtà si può ricondurre a uno stile siro-anatolico di fine

Fenici d’Oriente ma con una fase Cartaginese dalla seconda metà dell’VIII VIII-VII secolo a.C.

secolo a.C., in particolare per la presenza di ceramica di uso quotidiano. Esiste una fase di utilizzo anche tardo-punica (cui si riferisce la

Monte Sirai è una testa di ponte verso l’interno per l’accesso alle risorse ricostruzione): apprestamenti cultuali all’esterno, cisterne per l’acqua che

minerarie. In passato si riteneva che si trattasse di una fondazione militare erano funzionali a pratiche rituali connesse che ricorrono nel culto di

e il sacello di Astarte era interpretato come mastio. In realtà da circa 10-15 Astarte.

anni questa posizione è rivista: si tratta di un centro commerciale con

connotazione civile. In base alle letture recenti dei rinvenimenti ceramici Il culto femminile circola vistosamente nel Mediterraneo con la

vediamo una fase di frequentazione dell’VIII secolo a.C., ma anche su persistenza del tema della dea gravida:

questo non si è d’accordo. Un insediamento stabile si connota non solo  Pendente/placchetta configurata da Tharros (VII-VI sec. a.C.)

tramite la cultura materiale datata a una certa fase ma anche per 

l’individuazione di aree sepolcrali. La necropoli è all’unanimità datata non pendente che riproduce una divinità con copricapo egittizzante e

oltre la metà del VII secolo a.C. mani portate ai seni, allude alla valenza nutrice della divinità. Nella

A Monte Sirai sorge il Nuraghe Sirai, sito di rilevanza eccezionale perché produzione di manufatti che veicolano questi contenuti simbolici

documenta la convivenza pacifica nel villaggio nuragico di fenici e vanno annoverati prodotti di oreficeria punica datati

nuragici a partire dall’VIII secolo a.C. Quindi dal punto di vista approssimativamente tra VII-VI secolo a.C., di cui non conosciamo

dell’evidenza archeologica, tanto la necropoli che le abitazioni non si il contesto di provenienza poiché frutto di scavi clandestini nella

datano a prima del VII secolo a.C., ma è archeologicamente più attendibile necropoli di Tharros avvenuti nell’800. Non è proprio un pendente

ribassare la datazione. ma piuttosto un’appliques: nella parte retrostante è cava, non

Interessante è il rinvenimento di una statua di Astarte all’interno di una presenta occhielli. Iconografia dell’Astarte gravida, ma anche in

struttura. La sua ricostruzione ipotetica vede una doppia cella, quindi forse questo caso non ci sono iscrizioni.

una coppia divina ma non sappiamo esattamente i nomi dei due dei, non ci  

Tempietto K rinvenuto durante gli scavi di Pesce degli anni

sono iscrizioni che facciano un riferimento preciso. Una laminetta in ‘50, non sappiamo dove sia attualmente. È stato ricostruito in

bronzo presentava una dedica di un tale Abdò che offre una statua o epoca romana, vi sarebbe stato rinvenuto un trono vuoto in pietra.

qualcosa del genere a una divinità sconosciuta. L’oggetto è raschiato in Detto anche tempio delle iscrizioni, presenta blocchi reimpiegati in

corrispondenza del nome, una sorta di damnatio memoriae. Sospettiamo fase romana con iscrizioni in punico. Non esistono pubblicazioni

tuttavia che si tratti di Astarte, in particolare per le caratteristiche della dea esaustive. C’è un riferimento generico a divinità femminile e a un

e la modalità di trattamento dell’acconciatura con boccoli che cadono tesoriere del tempio, Aris, che avrebbe versato dei salari nella

dietro le orecchie. I confronti sono puntuali con manufatti di area siro- struttura e che sarebbe stato il responsabile del conteggio dei salari.

anatolica: non significa che sia di importazione ma solo che lo scultore che Presenza della desinenza di una parola che in fenicio permette di

la realizza doveva avere una posizione intellettuale e una formazione di affermare che la titolare del tempio può essere femminile. Questi

tipo orientale, verosimile che si tratti di un membro della comunità dei elementi dicono che comunque doveva esistere il culto di una

coloni. Il materiale è invece pietra locale. La disomogeneità si nota tra il divinità femminile di tipo orientale.

trattamento molto accurato della testa e quello approssimativo del corpo.

Particolare è il ruolo di Astarte come divinità psicopompa: sia le protomi Nella fase arcaica della presenza fenicia e punica, Astarte ha un ruolo

che questi manufatti ricorrono solo in contesti funerari. L’elemento di fondamentale nel Mediterraneo Occidentale prima di essere soppiantata da

suggestione a Tharros è l’individuazione di un quartiere artigianale legato Tanit. Proliferano manufatti di questo genere, orientati verso la ripetizione

alla lavorazione del ferro che è stato collegato alla possibile presenza di un dello stesso tema con la divinità femminile rappresentata nuda:

arsenale in corrispondenza di questo settore e in corrispondenza del porto. Placchetta fittile da Nora

In questo quartiere, vicino al Tofet, viene realizzato un muro di  Manico di specchio in avorio da Cartagine (VII secolo a.C.)

contenimento e rinforzo nel III secolo a.C., in particolare si conservano le  

Dea con il fiore dal Tofet di Sulci (V-IV secolo a.C.) forse si

fondazioni dove solo reimpiegati elementi come stele che facevano parte tratta ancora di Astarte e non di Tanit. Presenta sempre le stesse

del Tofet stesso. Nel mondo punico inoltre sono diffusi i coronamenti caratteristiche: podio, gesto della mano sull’addome, parrucca

centinati delle mura, come sono stati rinvenuti anche in questo caso. In klaft, scalza (riferimento alla nudità e all’astrazione), ha un lungo

greco vengono chiamati krossai. In questo caso, si tratta di strutture mantello (attributo che nelle raffigurazioni con destinazione

reimpiegate nella seconda metà del III secolo a.C., quando arriva il potere santuariale di trova riferito a divinità ed è elemento delle donne di

di Roma. altissimo rango).

 

Uova di struzzo a mascherina da Cartagine presenti solo a

Cartagine o nei centri relativi, si trovano nelle tombe. Alcune

Blocco intonacato dal muro di reimpiego di Su Murru Mannu a attestazioni in Sardegna ma non in grandi quantità. Sono connessi

Tharros in questo muro si è trovata un’iscrizione su un blocco ad Astarte in base all’aspetto femminile: hanno grandi occhi,

reimpiegato nel muro. È diverso dagli altri, coperto anche di intonaco spesso i più recenti hanno ciglia folte per caratterizzare l’ambito

bianco. Questo è stato analizzato ed era molto più raffinato, destinato ad femminile; poi hanno gote rotonde e la bocca a cuore dipinta di

una struttura di pregio e non alle fortificazione. L’ipotesi è che facesse rosso. L’elemento di delimitazione del bordo che richiama i capelli

parte di un sacello posto nel vicino Tofet. Presentava graffita sull’intonaco ricci in alto e il mento in basso. Sono i grandi occhi che hanno

un’iscrizione insieme ad altri segni (lettere fenicie sparse e segni graffiti importanza, in ottica del culto della testa che caratterizza la

intenzionali), preceduta da un fiore su lungo stelo: religione fenicia e punica, una tendenza a riprodurre le immagini

frontalmente, funzionale al collegamento col devoto attraverso lo

“Yafi’ ha partecipato al pellegrinaggio di KT sguardo. Forse una connessione tra questi gusci e la testa hathorica

che qui sarebbe riprodotta parzialmente. Avrebbe una funzione

KT o Kition è la denominazione che si usa per tutta l’isola di Cipro. Il apotropaica e taumaturgica.

fiore farebbe parte dell’iscrizione e sarebbe un riferimento ad Astarte.

Il pellegrinaggio in questione è talmente importante da darne notizia su un

blocco del tempio, forse nel tempio di Astarte a Kition o Paphos.

LEZ 12 – 26/02/2021 La comparsa del nome nel formulario del Tofet vede un’inversione del

TEMA 2: DEE MADRI MEDITERRANEE. formulario di dedica che fino al V secolo a.C.: aveva come prima parola

ASTARTE E TANIT menzionata il cippo o la stele, Mentre da questo momento, in

corrispondenza della comparsa del nome di Tanit, si fa riferimento a una

TANIT O TINNIT riforma clericale non ancora totalmente chiarita. La parola che indica la

 Tny = piangere, lamentarsi stele o il cippo va in fondo al formulario e la frase comincia con il nome di

 

Tiro Tnt … quel che ha desiderato Iššatelim (VIII secolo a.C.) Tanit.

Sarepta Tnt’- štrt = La Tanit di Astarte (ipostasi?) Fondamentale è la differenza tra il culto e le tematiche iconografiche che

Sidone e Kition Gr-Tnt in maniera ipotetica vengono riferite a Tanit. In particolare, un simbolo

 

Cartagine Formula posteriore al V secolo a.C. definito “segno detto di Tanit”, che compare nel Tofet nel V secolo a.C.,

’’

Alla Signora Tinnit panē Ba‘al (Pn B l) e al signore Ba‘al non sempre associato al nome e non è sempre possibile che le iscrizioni

Hammon. E ogni uomo che rimuoverà questo dono, possa Tinnit siano didascalie del segno. Non c’è alcun contesto in cui l’iscrizione

peneBaal infliggere un castigo contro l’anima di quell’uomo. E chi didascalizzi il segno; tuttavia, non è improbabile che il segno aniconico

sposterà questo dono votivo lo maledica Tinnit peneBaal rappresenti la divinità. Tanit ha molte altre forme che invece sono

 

Phanebalos monete di Ascalona (età adrianea e antoniniana) didascalizzabili dal suo nome.

 

Tnt gd daimon tyche; genius fortuna) (Cueva d’es Cuieram) Nel Tofet ha un ruolo preciso, assimilabile a quello che Astarte era nei testi

di Ugarit nei confronti di Adad, dio della tempesta. Astarte era

 caratterizzata come mano armata di Adad, colei che portava a compimento

Si tratta di una divinità che ha una principale attestazione nel Tofet dal le punizioni verso chi compie blasfemia verso Adad.

punto di vista delle iscrizioni, ma anche importante per le prerogative Tanit è qualificata peneBaal, probabilmente identifica sorta di funzione

ctonie e funerarie. Alcuni contesti come ad esempio quello salutifero, analoga a quella di Astarte, tipo ‘mano di Baal’. Prima si riteneva che

sembrerebbero spazi di azione di questa divinità nel momento in cui si significasse ‘volto di Baal’ presumendo che indicasse una specularità tra le

valorizzano alcune declinazioni iconografiche. divinità maschile e femminile, nel senso che fosse la sposa. Questa

È complessa da studiare perché ha origine orientale, si palesa in testi scritti interpretazione ancora incerta.

a Sarepta nell’VIII secolo a.C. come nella lastrina in alabastro con dedica La parola Phanebalos che compare come legenda monetale di età adrianea

a Tanit/Astarte in connessione con ex-voto simili a quelli che sono i temi sulle monete di Ascalona vedono la raffigurazione di una dea armata, una

iconografici di Astarte, quindi testine in avorio e figurine femminili del sorta di Minerva. Il nome non vuol dire niente di greco ma alcuni studiosi

tipo della dea gravida. Può farci presumere un’esistenza di una divinità ritengono che sia un calco della parola semitica peneBaal.

doppia con due ipostasi oppure una relazione gerarchica: Astarte resta la Gad invece è un aggettivo imposto a Tanit: Tanit Gad è nominata in trattati

dea madre del pantheon fenicio e Tanit che sarebbe subordinata. bilingui tra Annibale e Filippo di Macedonia, sia in punico che in greco. Si

Sono presenti, tuttavia, nomi teofori che compaiono in contesto tirio e pensa che possa equivalere alla forma greca Daimon Tyche: Gad

presenza del teonimo puro all’interno di formule di dediche presenti sulle esprimerebbe una connessione di Tanit con il Fato.

stele funerarie di Tiro. Abbiamo l’attestazione di nomi teofori a Sidone e

Kition, in particolare il nome femminile di “Ger-Tanit” che significa

‘cliente di Tanit’. 

Ibiza, Cueva d’Es Cuieram il collegamento di Tanit con il Fato è 

Sulci. Sarcofago femminile ligneo il sarcofago era posto in un ipogeo,

documentato da questo sito. Si tratta di un santuario in grotta accessibile

solo dal mare, all’interno sono presenti iscrizioni sulle pareti riferite a presentava un coperchio configurato in pessime condizioni.

Tanit Gad. In associazione a queste, nel deposito archeologico sono Presenza di una veste analoga a quella della sacerdotessa di Cartagine,

presenti busti in terracotta con copricapo a polos/torretta/kalathos. Datati percezione delle piume. Il personaggio femminile indossa un polos

al IV-III secolo a.C., riproducono una divinità per il copricapo e per il policromo decorato a cerchielli bianchi con rosso e azzurro. Il rosso è

mantello ad ali che risulta essere portatrice di simboli vitalistici: le ali in usato per campire il volto, solitamente associato agli uomini.

collegamento con Iside che ha valenza di nutrice; sul petto un fiore di loto L’iconografia antropomorfa di Tanit nel IV-III secolo a.C. potrebbe essere

o caduceo che somiglia al caduceo di Hermes. Questo compare nel mondo quella isiaca. Non è infrequente che una divinità e l’inserimento di attributi

punico ma in realtà è un’insegna associata ad una divinità maschile a per qualificarla condizioni l’abbigliamento dei sacerdoti. Forse le

cavallo che porta uno stendardo con questi due occhielli, uno aperto e uno sacerdotesse indossavano una sorta di ‘divisa’ che riproduceva le

chiuso, identificato con una divinità orientale dalle potenzialità salutifere. caratteristiche della divinità e simboli evocativi. Su altri supporti ad

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/06 Archeologia fenicio-punica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher confortimarialuisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia fenicio-punica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fariselli Anna Chiara.
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