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Le diverse città-stato fenicie si sarebbero incontrate nella produzione di

LEZ 1 – 3/02/2021 cultura materiale, nella religione, nella lingua e nella scrittura diventando

TEMA 1: FONTI PER LO STUDIO DELLA STORIA una civiltà autonoma da quella degli israeliti e dalle popolazioni siriane.

FENICIA E PUNICA Solo a partire da questa fase, comparirebbero alcune divinità nel pantheon

delle diverse città-stato che non erano presenti nelle epoche precedenti. Da

Un elemento importante nell’approccio dell’archeologia fenicio-punica è il questo momento si diffonde l’alfabeto fenicio con l’utilizzo di una stessa

fatto di concepirla come trasversale ad un vastissimo areale geografico e lingua a discapito dei dialetti fra le diverse città-stato, nonché

ad un amplissimo periodo cronologico. È una disciplina giovane, diventata un’omogeneità nella cultura materiale e in particolare di forme ceramiche

autonoma all’incirca negli anni ’60, grazie al padre fondatore Sabatino comuni.

Moscati che ha dato l’avvio ad una serie di missioni archeologiche

indipendenti in tutto il mediterraneo. L’autonomia di questa si delinea Questo tipo di ricostruzione, vede la conclusione della civiltà fenicia in

rispetto all’archeologia del Vicino Oriente Antico. maniera altrettanto arbitraria. Sempre secondo Moscati, termina nel 333

a.C. all’epoca dell’assedio di Tiro di Alessandro Magno.

L’archeologia fenicio-punica non si occupa di contesti che possono

rientrare nel Vicino Oriente ma si occupa anche di ambiti che riguardano il Per quanto riguarda i confini geografici, anch’essi imposti rigidamente,

Mediterraneo orientale con la costa siro-palestinese, Cipro, alcune parti di facevano cominciare la Fenicia ad Arado e terminare ad Acco, al confine

Creta e le Cicladi, il Mediterraneo centrale con Malta, Nord Africa, con la Palestina settentrionale.

Pantelleria, Sicilia e Sardegna, fino alla Penisola Iberica. Di recente è stato

inserito anche il Portogallo, dove sono state rinvenute una serie di I Fenici non esistono con questo termine nella loro lingua, poiché venne

manifestazioni insediative inquadrabili come il risultato di infiltrazioni imposto dall’esterno e, in particolare, è coniato dai greci verso una

capillari di gruppi di mercanti orientali in comunità autoctone. Non si popolazione che non ha una coscienza nazionale e che non si riconosce in

tratta di fondazioni coloniali effettive ma forme di integrazione nel modo unitario ma si qualifica ricorrendo alla propria città. Si tratta di un

contesto insediativo locale. nome imposto in un momento avanzato, cioè nella fase omerica, sembra

aver a che fare con il termine Phoinix, riferito al colore rosso, da parte dei

Per questo motivo, l’ambito cronologico è molto ampio rispetto ad altre mercanti greci per indicare genti che parlavano una stessa lingua.

prospettive culturali. L’inizio dell’archeologia fenicia in Oriente viene Vi rientrano molte comunità, non solo le città-stato definite fenicie per via

fatta cominciare nel 1200 a.C. e coincide con l’avvio dell’età del Ferro. La della cultura materiale affine.

prospettiva più moderna della ricerca valorizza un aspetto, la continuità La definizione non tiene conto delle sfumature dialettali che esistevano fra

che si può registrare in diversi luoghi tra le manifestazioni insediative gli abitanti della costa Siro-Palestinese.

protourbane già percepibili nel IV millennio a.C. lungo il vicino oriente

mediterraneo e lungo la costa siro-palestinese. L’ulteriore problematica è nell’ambito degli equipaggi con cui i Greci

avevano a che fare per questioni commerciali, poiché c’erano diversi tipi

Secondo Moscati, la civiltà fenicia comincia nel 1200 a.C., data utilizzata di individui e gruppi di genti, provenienti non tutti dalle città-stato fenicie

per ordinare il materiale archeologico allora disponibile. È il momento ma verosimilmente anche da Cipro, Creta, Cicladi. I viaggi tra i due bacini

cruciale per presunti interventi traumatici da parte dei Popoli del Mare del Mediterraneo comportavano necessariamente dei ricambi

sugli assetti geo-politici delle entità territoriali del Vicino Oriente e che dell’equipaggio.

avrebbero determinato una sorta di ripensamento territoriale e una

procedura di auto-riconoscimento di alcune manifestazioni culturali.

Le definizioni che ci danno nei riguardi di questi generici gruppi di Queste genti si autorappresentano come membri della città-stato.

popolazioni presenti sulle navi, si basano su un elemento, cioè il colore Attraverso fonti esterne al contesto siro-palestinese e in particolare dagli

rosso. Esso corrisponde al colore della porpora, prodotto dalla achivi di Ebla (possediamo migliaia di tavolette incise in cuneiforme ma in

macerazione dei murici, conosciuto già dal II millennio a.C. e usato per lingua eblaita), compaiono già nel Bronzo Antico citazioni delle singole

estrarre una tintura che consentiva di colorare i tessuti con una gradazione città stato tra cui Biblo, Beirut, Sidone, Tiro. Continuano la loro esistenza

dal rosso intenso al violaceo fino al giallo ocra a seconda della diluizione. nell’età del Ferro, considerate riconoscibili per le manifestazioni culturali

Le popolazioni levantine o Phoinikes portano a una maggiore perfezione concrete. Ma soprattutto perché è la fase di espansione verso il

di questa tecnica fino a quasi livelli industriali per via della quantità di Mediterraneo.

murici allevati. Non a caso, proprio nell’epos omerico, sono noti per la

produzione di bellissimi tessuti e sono considerati anche abilissimi toreuti Esiste un fenomeno più complesso di infiltrazione di gruppi di specialisti

(possediamo coppe e calderoni provenienti da quell’area). con specifiche competenze artigianali e mercanti che si approcciano ai

contesti mediterranei in altre forme. Non sono protagonisti di fondazioni

La definizione data dai greci quindi si basava su un carattere distintivo di coloniali ma si inseriscono nelle comunità locali. In particolare si

queste popolazioni. Ma nulla ci dice che fossero presenti anche altri gruppi riscontrano in Sardegna e nella Penisola Iberica. Il fenomeno più frequente

di levantini. Se consideriamo la fase più antica, quella in cui cominciano a è a Cipro in cui è presente una vera colonia, Kition, ma per il resto i siti di

proiettarsi verso il Mediterraneo centro-occidentale, come ricognitori alla cultura fenicia di base sono impregnati di cultura locale su cui si innesta

ricerca di risorse metallifere e come colonizzatori almeno dal IX secolo l’influsso levantino senza alterale il tessuto sociale precedente.

a.C., è possibile che gli equipaggi avessero elementi proveniente dalla

Siria e dalla Palestina. Nulla toglie che questi gruppi levantini siano Dal punto di vista geografico, le tavolette di Ebla ci riferiscono le singole

protagonisti delle proiezioni verso il Mediterraneo centro-occidentale della città che fanno parte del territorio della regione di Ganane (Canaan).

letteratura greca che identificavano con un popolo diverso e che parlavano Induce alcuni studiosi a ritenere quelli che i greci chiamavano Phoinikes si

una lingua totalmente estranea alla loro. autodefinissero come Cananei anche se noi non abbiamo prove di questo.

Abbiamo un’attestazione di Sant’Agostino che parla della presenza nelle

Interessante è lo sviluppo di un riconoscimento di un’identità fenicia, in aree rurali attorno a Ippona di contadini che si dicono appartenenti alle

particolar modo è un problema tenuto in considerazione nell’ultimo genti dette Cananee. Ma si tratta di un’attestazione troppo tarda. Può

decennio. La difficoltà è nell’identificare la civiltà fenicia in senso unitario essere però sintomo di una precedente istallazione culturale orientale ma

poiché non esiste uno stato vero e proprio ma molte città indipendenti. Si non utilizzabile per la cronologia troppo avanzata.

tratta di contesti che presentano una convergenza culturale e che

appartengono alla koinè siro-palestinese, a prescindere dagli sviluppi che I confini geografici meridionali della Fenicia riconoscono delle zone di

le singole città-stato hanno perseguito ad esempio nei singoli orientamenti convergenza con la Palestina settentrionale. In particolare, doveva essere

religiosi, espansionistici o economici. Non è un caso che ogni singola sotto l’influenza di Tiro intorno al X secolo a.C. come testimoniano alcuni

città-stato abbia un sistema religioso coerente, in cui sono protagonisti gli insediamenti che presentano ceramica proveniente dalla città-stato fenicia.

stessi dei ma che abbiano un dio/dea tutelare differente. Ogni città si

riconosce in una sua divinità.

Alcuni insediamenti sono riconoscibili già a partire dal IV millennio a.C.,

mentre nel III millennio a.C. hanno un assetto urbano. Non è evidente dal

punto di vista archeologico in tutte le città stato a causa dell’obliterazione

delle successive fasi urbani. C’è una scelta convenzionale da parte degli studiosi di usare alcuni

LEZ 2 – 4/02/2021 etnonimi per indicare contesti geografici o fasi cronologiche specifiche:

TEMA 1: FONTI PER LO STUDIO DELLA STORIA  Fenici con questo termine si indica l’area orientale del

FENICIA E PUNICA Mediterraneo, sul contesto siro-palestinese, che non ha una valenza

cronologica ma solo con accezione geografica per intendere

IL NOME popolazione dell’Oriente mediterraneo.

 Phoinix/Phoinikes è un nome esterno, di derivazione greca, in

  

Fenici d’Occidente nel Mediterraneo centrale e occidentale, il

cui si individuano i levantini in generale. Erano quelle popolazioni termine ha una diversa accezione e indica l’aspetto coloniale in

dotate di una lingua differente al greco. È accolta l’ipotesi che particolare. Ha un significato a livello cronologico poiché pertiene

questo nome derivi dalla radice *phoin che si riferisce al colore appunto alla fase coloniale con le prime esperienze di contatto tra

rosso (allusione alla produzione della porpora, tramite i murici, popolazioni levantine e popolazioni autoctone di Nord Africa,

usata per la tintura dei tessuti). Malta, Pantelleria, Sicilia, Sardegna, Penisola Iberica durante il IX

 po-ni-ki-jo deriva dalla stessa radice *phoin, è un termine

 secolo a.C. Inoltre, viene utilizzata soprattutto per le

miceneo. manifestazioni levantine della Penisola Iberica. La situazione in

 Fenkhou/Retenu è il termine egizio per indicare queste

 quest’area è piuttosto complessa: si trova una delle fondazioni più

popolazioni. antiche nel Mediterraneo occidentale, Cadice/Gadir. Non

riscontriamo una fase punica autonoma delineabile nel tempo, se

Venivano utilizzati anche nomi che si riferivano specificamente ad una non a partire dal III secolo a.C., dal momento in cui in questo

singola città-stato: contesto si trasferisce la famiglia barcide (Amilcare e Asdrubale)

 Sidonii che fondano postazioni militari e colonie, tra cui Cartagena, e

 Cananei ipotesi verosimile per cui sembra che il termine

 danno vita alla controversa esperienza definita come impero

Cananei fosse utilizzata per autorappresentarsi. È un termine barcide ma che in realtà non sembra avere aspirazioni monarchiche

attestato negli archivi di Ebla (regione di Gaanane) in cui sono che vengono riconosciute ad Amilcare e poi ad Annibale da alcuni

collocate le città-stato principali della costa siro-palestinese e studiosi. Gli studi recenti dimostrano che la famiglia dipendesse

considerate rappresentative della civiltà fenicia. Si base comunque strettamente dal senato di Cartagine.

dell’assonanza con la Canaan dell’Antico Testamento.  

Poenus/Punico si sostituisce il termine a partire dalla seconda

Il termine Chanani compare negli scritti di Sant’Agostino, vescovo metà dell’VIII/VII secolo a.C., poiché in questa fase i Fenici di

di Ippona e vissuto tra IV-V secolo d.C., fa riferimento alle aree Cartagine si irradiano nel Mediterraneo centrale. Si riferisce al

rurali nei pressi della città e alle genti che ci abitano. Sostiene che termine punico, l’ibridazione tra i Fenici di Cartagine e l’areale

si autodefinissero con questo termine che sembra riecheggiare il Nord Africa. Secondo una scuola di pensiero, si dovrebbe utilizzare

termine Cananei. Questo a sua volta sembrerebbe far riferimento al il termine a partire dal VI secolo a.C. sui contesti del Mediterraneo

termine accadico khinakhnu che significa sempre “rosso”. centrale.

 

Cartaginese questo termine indica ciò che dal punto di vista

politico si riferisce a Cartagine.

Tranne il termine Cananei, gli altri sono indiretti e dati da popolazioni

esterne.

 

FONTI CUNEIFORMI El Amarna (1373-1338 a.C.) “lettere”

Uno dei problemi fondamentali che si ritrova studiando l’archeologia Lettere in accadico tra Egitto e grandi potenze (Siria,

fenicio-punica è che possediamo poche fonti dirette. Si lega al fatto che il Palestina, Mesopotamia, Anatolia; Cipro); lettere dei

supporto scrittorio preferito dai Fenici è il rotolo di papiro, materiale funzionari e governanti locali (p.es. Rib-Hadda di Biblo e Abi-

deperibile che non si è conservato. Milkou di Tiro) al faraone (Amenofis - Amenhotep III,

Nei contesti templari dovevano essere presenti archivi che conservavano Amenhotep IV [Akhenaton] e Tutankhamon)

testi di carattere amministrativo, giuridico e religioso. Le fonti dirette Sono lettere contenute nell’archivio egizio di Amarna che si

scarseggiano, nella migliore delle ipotesi conserviamo solo i sigilli in collocano nel contesto delle relazioni con Amenhotep III,

argilla che dovevano chiudere questi papiri. Spesso raffiguravano degli Amenhotep IV/Akhenaton e Tutankhamon (metà del XIV secolo

scarabei, avevano la funzione di registrare un atto amministrativo. a.C.). Le lettere scritte sono scritte in accadico, lingua utilizzata per

Non conserviamo altra documentazione d’archivio ma abbiamo come le comunicazioni diplomatiche verso le potenze straniere.

attestazioni ciò che i Fenici scrivono su supporti non deperibili, ad Interessante è una tavoletta in argilla dal Rib-Hadda sovrano di

esempio pietra, metallo e argilla cotta. L’utilizzo di un supporto piuttosto Biblo ad Akhenaton che, in generale, scrive al faraone più di

che un altro è legato alla funzionalità del supporto stesso. È chiaro che sessanta lettere, la maggior parte senza risposta. Alcune si ripetono

alcune iscrizioni vengono apposte su lamina metallica perché si tratta di e in cui specifica di aver già scritto tre volte e di non aver mai

ex-voto o messaggi a carattere cerimoniale affissi in aree templari. Le avuto nessun tipo di aiuto o soddisfazione da parte del faraone. La

iscrizioni su pietra pertengono a iscrizioni cerimoniali, votive o funerarie. questione più importante dal punto di vista storico è l’instabilità in

cui Biblo doveva versa in quella fase poiché non fa altro che

Abbiamo a che fare soprattutto con fonti indirette che si riferiscono alle scrivere e segnalare dispute tra le città vicine, denuncia un attacco

potenze mediterranee in generale e alle relazioni politiche intessute. di un funzionario egiziano e un attacco subito da sovrano di

 

Ebla (III millennio a.C.) testi economici Amurru, un colpo di stato a Tiro in cui restano uccise sua sorella e

Commercio con Ga-na-ne [Canaan]; Gub-lu [Biblo]; A-ra-wa- le figlie. Akhenaton fa rispondere solo una volta al suo funzionario,

ad [Arado]; Sa-ra-pa-at [Sarepta]; Ak-zi-u [Akziv]; Ba-u-ra-at- protestando per la quantità eccessiva di richieste fastidiose.

tu [Biruta-Beirut]; Za-a-ru (Tiro]; Si-du-na-a [Sidone] Quello che è importante per noi è poter capire quale fosse la

A Ebla sono stati rinvenuti archivi ricchissimi di ta

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher confortimarialuisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia fenicio-punica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fariselli Anna Chiara.
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