Archeologia e storia dell'arte romana
Imperatori romani e periodi storici
- Cesare (49-44 a.C.)
- Augusto (27-14 a.C.)
- Tiberio (14-37 d.C.)
- Caligola (37-41 d.C.)
- Claudio (41-54 d.C.)
- Nerone (54-68 d.C.)
- Vespasiano (69-79 d.C.)
- Tito (79-81 d.C.)
- Domiziano (81-96 d.C.)
- Traiano (98-117 d.C.)
- Adriano (117-138 d.C.)
- Antonino Pio (138-161 d.C.)
- Marco Aurelio (161-180 d.C.)
- Commodo (180-192 d.C.)
- Settimio Severo (193-211 d.C.)
- Caracalla (211-217 d.C.)
Architettura romana
L'architettura romana è particolarmente vicina alla nostra sensibilità architettonica in quanto, oltre a riuscire a costruire edifici a più piani, riesce anche ad illuminare, riscaldare ed occupare enormi superfici. Gli edifici romani hanno avuto, ed hanno tutt’ora, una vita lunga ed ininterrotta; ciò è dovuto all’ottima collaborazione tra progetto e costruzione dello stesso edificio.
Infatti, architetti ed ingegneri avevano nella loro formazione una base legata alla carriera militare, la decisione di dare una base simile in queste formazioni viene presa con l’obbiettivo di preparare i soggetti ad ogni tipo di evenienza, situazione o anche materiali al momento disponibili. L’architettura romana rappresenta lo spirito di conquista del popolo romano, che riuscì a costruire anche laddove mancava lo spazio, modificando profondamente il paesaggio se necessario.
Il cantiere e i materiali
Alla base di un ottimo risultato architettonico vi era il cantiere; infatti vi era molta organizzazione anche per ordinare i materiali, in quanto era necessaria una capacità avanzata, la capacità di vedere oltre e prevedere le cose prima del loro verificarsi, progettando tutto, prima ancora che il cantiere venisse aperto ufficialmente. Un ruolo cruciale spettava ai materiali; infatti i mattoni richiedevano addirittura sei mesi per essere costruiti, in quanto realizzabili solo in alcune stagioni dell’anno.
Inoltre vi fu il miglior uso possibile di certi materiali e ci fu la massima necessità di utilizzare le migliori tecniche conosciute al tempo. L’architettura romana guarda all’età greca con il complesso d’inferiorità, anche se rappresenta il progresso della tecnica che porta alla soluzione di problemi non risolti nell’architettura greca; infatti essa è basata su un principio molto semplice, il sistema trilitico.
Sistema trilitico
- È un sistema che combina tre elementi: due verticali che ne sostengono uno orizzontale, e questo sistema è replicabile all’infinito ed è basato sul principio di gravità.
- Ha degli svantaggi: favorisce piante quadrate, rettangolari e di conseguenza molto semplici.
- Implica dei limiti dimensionali per quanto riguarda gli architravi, infatti, le dimensioni dei passaggi tra i due elementi verticali dipendono dalla massima dimensione che può avere il sostegno orizzontale (esso può infatti crollare per il suo stesso peso).
- La questione riguardante il peso implica la necessità di costruire solo con materiali leggeri e di realizzare la struttura di un unico piano.
Materiali utilizzati
Il tempio trittico fu una delle basi dell’architettura greca, e un’altra base di questa architettura era l’utilizzo di materiali di origine naturale, come la pietra e il legno. Al contrario, nell’architettura romana vengono realizzati materiali artificiali, essi permettevano di elaborare strutture più complesse e anche a pianta circolare.
Laterizio e calcestruzzo: erano di piccole dimensioni e venivano utilizzati per i rivestimenti esterni, permettevano di dare all’edificio un aspetto omogeneo. Il calcestruzzo era un materiale fluido, modellabile che nel suo stato fluido veniva messo in delle forme (casseforme) sino al suo indurimento, e dato l’aspetto poco elegante e presentabile veniva ricoperto di mattoni.
Casseforme: strutture in legno costituite da doppie pareti lignee, grazie ad esse si raggiungevano grandi altezze, 5 e anche 6 piani.
[A Roma, anche per gli edifici più importanti, si usavano materiali di scarso pregio poiché per i romani era uno spreco. Per loro era più importante la funzionalità dell’estetica.]
Elementi architettonici
Quando si decideva di costruire le cupole, i materiali che venivano impiegati erano il tufo e il pomice, essi andavano a sostituire i laterizi rendendo la struttura più leggera. L’arco, di invenzione etrusca, fu molto utilizzato nell’architettura romana, essi divennero funzionali sia per gli edifici celebrativi, che per gli acquedotti. Fondamentali per la vita delle città romane, erano molto costosi e quindi venivano concessi o dall’imperatore o finanziati dai privati. Erano delle strutture realizzate in pendenza, ed attraverso il sistema ad archi era possibile mantenere costante il corso dell’acqua.
I romani avevano delle grandi capacità pratiche di adattamento, e capacità di superare diverse difficoltà, ma rispetto alle decorazioni architettoniche greche, vi era un complesso d’inferiorità; per questo motivo gli ordini greci vengono introdotti negli edifici romani solo per scopo decorativo. A partire da Augusto in avanti, l’architettura imperiale utilizza questo materiale: il marmo, estremamente pregiato, le città che costruivano con tale materiale dimostravano di avere una buona base economica.
Il marmo e le decorazioni
Il marmo colorato indicava l’ampio impiego di colore, soprattutto negli interni, molto diffuso nell’arte romana e rappresentava il massimo lusso e capacità economiche, quindi l’uso del marmo è da collegare anche a scelte di tipo politico-propagandistico. L’architettura romana imperiale è un’architettura di spazi interni, essi dovevano essere frequentabili e il più vivibili possibile. La cura degli interni porta alla decorazione degli ambienti e dei pavimenti; a tale scopo vengono utilizzati colori intensi, e le pareti, se di colore nero, rappresentavano il maggior lusso possibile, soprattutto se affiancate al marmo.
Qualsiasi edificio, che fosse pubblico o privato, doveva comunque essere uno spazio gradevole e rilassante.
Il tempio
Costituisce la casa della divinità, per tradizione il tempio era di origine etrusca, nasce come forma autonoma, con lo scopo di ospitare la statua di culto in un edificio coperto, in modo che essa fosse protetta. La statua, che solitamente era di una divinità, era situata all’interno di una cella, essa aveva un ampio spazio antistante, il pronao, dove si svolgevano alcune cerimonie, anche se, solitamente, quelle importanti si svolgevano davanti al tempio, che era un luogo visibile a tutti.
Solitamente i templi erano posti al di sopra di un podio, un basamento che innalzava l’edificio al di sopra del terreno circostante, per renderlo più visibile; ciò faceva sì che il tempio fosse accessibile attraverso una scalinata. Il lato posteriore era genericamente chiuso da un muro continuo, oppure addossato al colle o ad altri edifici.
Tempio nella zona del Foro Boario dedicato al dio Portuno
Questo tempio fu quello meglio conservato, era dedicato al dio del porto urbano di Roma. È stato possibile conservarlo in quanto negli anni è stato trasformato in chiesa cristiana. Questo tempio è pseudoperiptero, ovvero con un finto colonnato, esse sono presenti su tutte le facciate, anche quella posteriore, la forma utilizzata è quella tipica del periodo tardoellenistico, esse sono semicolonne o di 3/4 e sono puramente decorative. Per la presenza del podio, non viene considerato un tempio greco; la statua era visibile dall’ingresso della cella, l’aspetto sacerdotale, ossia le varie cerimonie realizzate erano eseguite al di fuori del tempio, ciò veniva effettuato per permettere a tutti i fedeli di assistere a qualsiasi tipo di cerimonie.
Si parla di un edificio realizzato con due tipi di pietra differente, gli elementi di ordine dorico sono realizzati in travertino, ossia una pietra chiara di una certa qualità, mentre il resto fu realizzato in tufo, pietra particolarmente scura, proveniente dall’eruzione dei vulcani, ai tempi era una pietra molto economica poiché presente direttamente a Roma, molto facile da lavorare ma allo stesso tempo molto fragile e poco resistente. Nel 390, proprio a causa di questo motivo con l’attacco dei galli le mura crollarono. Solitamente, per far resistere questo materiale è necessaria una stuccatura, essa serve per rendere l’edificio impermeabile, ma anche per una questione estetica, infatti serviva per dare eleganza all’aspetto quasi da avvicinarsi al marmo, in quanto la stuccatura, se ben fatta poteva essere lisciata e lucidata.
Tipologie di templi
- A cella trasversa: L’ingresso della cella non avviene da un lato corto dell’edificio, ma da uno dei lati lunghi, esso non è circondato da un colonnato e quindi la cella è grande (es. tempio della concordia e tempio leiale).
- A pianta circolare: Realizzati in età repubblicana, erano edifici molto complessi da costruire, a causa del dover realizzare i blocchi architrave e/o di basamento tendenti al circolare (es. tempio di Ercole vincitore detto anche tempio di Vesta – Realizzato ad Atene, fu spedito a Roma, ogni singolo blocco possedeva un simbolo identificativo, per permettere a chi di dovere di capire la sua collocazione. Costituito interamente in marmo greco).
Il Pantheon
Edificio complesso a 360 gradi, sia per il progetto, sia per la sua effettiva realizzazione e per il suo significato. La forma di questo tempio è unica nel suo genere, l’ambiente è vasto e realizzato con una cupola semicircolare, ancora oggi essa è una delle più grandi al mondo, è composto da una struttura circolare, unita ad un portico di colonne corinzie che sorreggono un frontone. Questo costituisce un compromesso non particolarmente riuscito poiché le due forme non si fondono in maniera così armoniosa.
Il Foro
Costituisce l’insieme degli edifici della vita sociale romana, dove i romani svolgevano buona parte della loro vita sia di svago che commerciale. È un organismo architettonico composto da uno spazio aperto, circondato da edifici inizialmente di tipo privato, ma con il tempo, per una questione anche di praticità vengono sostituite da edifici pubblici, sia di carattere sacro (tempi), politico-amministrativo (senato), la basilica e anche di tipo commerciale (negozi).
Il foro di tipo romano è diverso, poiché realizzato senza progetto, circondato da edifici di tutti i tipi. Lo spazio centrale del foro è unicamente pedonale, serve per lo svolgimento di attività per i cittadini:
- Mercato
- Spettacoli teatrali
- Combattimenti tra i gladiatori e, a volte, con animali feroci, in mancanza di un anfiteatro; che, con l’aumento del numero dei cittadini, poiché il foro non può più ospitarli viene realizzato l’anfiteatro.
Nel caso in cui avesse piovuto o avesse fatto un eccessivo caldo, erano presenti i portici nella parte superiore o la basilica, che molto spesso si trovava accanto ad uno dei lati del foro. (es: basilica di S. Pietro)
Foro di Traiano
Prese ispirazione dal foro di Augusto e mostra la più grande basilica mai costruita, è posto tra Quirinale e Campidoglio, era lungo 300 m e largo 185 m e comprendeva la piazza forense, Basilica Ulpia, un cortile con la colonna spiraliforme e le due biblioteche e il tempio del Dio Traiano. Al centro della piazza vi era la statua equestre di Traiano, sul lato di fondo la Basilica Ulpia era rialzata di qualche gradino come i portici laterali. Questo foro è posto dinanzi al foro di Augusto e al foro di Giulio Cesare.
Foro di Giulio Cesare
È l’espansione del foro romano, su questo modello sorgono poi i fori provinciali (non identici tra loro). Fu progettato nel 54 a.C. forse iniziato nel 51 a.C. e venne inaugurato durante il grande trionfo del 46 a.C.