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LA MOSCHEA

Non è un luogo sacro, no tempio, no casa di Dio!

 foro, cassa comune…

È un luogo per la comunità musulmana luogo di riferimento, tribunale,

Casa di Mohammad a Medina

Fu inglobata dalla futura moschea di Medina.

Della casa oggi non ci resta nulla ma sappiamo come era organizzata:

- Era quadrata e non eccessivamente grande, costituita da un recinto di 3 m in mattoni crudi

- Il lato devoluto alla preghiera era quello Sud (verso Mecca)

- Sud tettoia molto semplice in pali di legno

 stanze destinate alle donne della casa (moglie, figlie, nuore…)

- Est  tettoia per gli ospiti (l’ospite era “sacro”!)

- Nord 

Non è la planimetria originale delle moschee. Seguiva la tradizione locale trad. della penisola

arabica preislamica, architettura templare non dissimile da concetto di grande spazio aperto con

portico su 1 o più lati.

Anche le sinagoghe siro-palestinesi (ma anche arabiche) avevano planimetrie simili.

La basilica orientale a pianta larga con o senza portico è un concetto, anch’esso, molto simile a

queste tradizioni.

Quando Maometto era ancora in vita si comincia a diffondere l’idea dei punti/centri di riferimento

 uno dei primi è QUFA (fondata dal 4° califfo Ali) dove abbiamo notizia di una primissima

moschea che fu costruita (secondo la leggenda) nel punto indicato dalle 4 frecce scoccate da un

arciere. Ha aperture lungo tutti 4 i lati con una tettoia lungo il lato rivolto verso Mecca.

In epoca omayyade fu ingrandita fino a raggiungere l’aspetto della vera moschea a sala larga

porticata con il portico più grande dal lato della preghiera.

 

“la direzione” della preghiera muro qibli “muro della qibla”

QIBLA

Una moschea fu delimitata anche al FUSTAT (accampamento di un generale musulmano del Cairo,

per conquistare l’Egitto), forse era soltanto tracciata nel terreno.

Moschea di Medina (710-711)

Medina è una città che si dotò ben presto di una moschea costruita inglobando la casa del Profeta.

Per la prima volta compare il cd MIHRAB, una sorta di nicchia nel muro qibli che assume 2 forme

caratteristiche:

 in Occidente

 in Oriente

Fonti scritte nessun canone giustificato

Fonti archeologiche nicchie preislamiche:

- Abside concetto sbagliato perché troppo grande

- Sinagoga sempre presente una nicchia per la Tora! Ha tutte le proporzioni del Mihrab

delle prime moschee islamiche.

Davanti il Mihrab si crea uno spazio di rispetto che la introduce.

Elementi tipici delle moschee:

1) MINARETO

2) MIHRAB 4

3) MINBAR

 “faro” di duplice significato:

MINARETO occidentalizzazione di al-Manar

Segnale, avverte il fedele che lì c’è una moschea

1.

2. Aspetto molto vicino ai fari, sviluppati in altezza.

Funzione: annuncio della preghiera (5 volte al giorno) del Muezzin.

Può assumere diverse forme:

- Occidente base quadrata e si sviluppa come torre quadrata

- Oriente raramente solo base quadrata con fusto circolare o poligonale (esagono, ottagono,

decagono, dodecagono o stellare)

[per es. a Istambul sono aghiformi]

Possono essere esterni alla moschea (agli angoli) o interni (in diverse posizioni)

MINBAR deriva dagli sgabelli dei generali in guerra; elemento mobile della moschea di solito

posto accanto al mihrab. Da un certo momento in poi diventa un elemento fisso in legno o murato

nella parete (in mattoni rivestiti).

Sviluppo della planimetria delle moschee

- Variazioni geografiche

- Schema tipico: corte centrale + portico sui 4 lati

Elementi di spolio sottratti a edifici precedenti (bizantini, chiese, palazzi, templi) erano gli elementi

più belli delle prime moschee (es. colonne corinzie). Non sono sempre posti in luoghi visibili.

La prima pianta “deriverebbe” dalla casa di Mohammad o da edifici templari yemeniti.

con l’avvento degli abbasidi:

Comincia a cambiare negli anni 749-50

- Sviluppo verticale molto più pronunciato

- Sala di preghiera sul lato breve classica pianta di tipo IRANICO

- Navate perpendicolari al muro qilbli

 

Din. Selgiuchide XI sec area iranica

- Si riallaccia alle planimetrie della madrasa

- Planimetrie con inserimento di 2 o 4 elementi identici sistemati in modo speculare e

 l’IVAN

cruciforme

IVAN : ambiente con 1 lato completamente aperto abbinato ad una copertura a botte. Nasce da

cerimoniale. Adottato per la prima volta dai Parti (che sconfissero i Seleucidi): lo

un’esigenza

adottarono nei palazzi ed erano utilizzati come spazi destinati all’attesa per le udienze (quindi le

schema 

persone erano ben controllate) a 4 ivan accoglienza = controllo sui ricevuti

I Parti vengono sconfitti dai Sasanidi: usano 1 solo ivan e lo usano solo come luogo per

l’accoglienza perché il 3° elemento è una sala quadrata cupolata:

– –

corte centrale ivan sala quadrata cupolata (sala del trono).

L’islam sintetizzò il tipo partico e il tipo sasanide: 4 ivan con uno seguito da sala cupolata.

XI sec Almuk pensa: 4 ivan = 4 scuole coraniche in un unico edificio! Quindi vennero inseriti

per la prima volta nella moschea congregazionale (Moschea del Venerdi)

La moschea a 4 ivan ha una pianta cruciforme e presenta sempre ambiente quadrangolare cupolato

in direzione dell’ivan principale. I 4 ivan vengono così realizzati per la prima volta in una moschea

alla fine dell’XI sec nei territori dominati dai governi formatisi durante il regno abbaside. In

Mesopotamia, Iran, Afghanistan, India ecc. questa planimetria dei 4 ivan dura fino ai giorni nostri.

Se il territorio è montuoso il cortile centrale viene ristretto ma i 4 ivan persistono sempre.

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Un’altra planimetria di moschee relativamente importante, che non presenta però particolari

differenze con la maglia araba, è una moschea siro-palestinese che poi si svilupperà in africa (nel

Maghreb e nell’attuale Tunisia): il dispositivo a doppia T. In questo complesso vi è una navata

parallela al muro qibli ed un’altra sottostante collegate da un transetto, che formano una doppia T.

Questa planimetria sarà dunque tipica delle moschee africane prendendo il nome di PIANTA

IFRICHENA.

Produzione artistica ifrichena

Alla morte di Ali nel 661 sale al potere WAVIA che instaurerà una vera e propria dinastia che

regnerà per meno di un secolo: gli Omayyadi.

‛ABD è un personaggio di grande rilievo, un califfo che capisce che l’ambito

AL-MALIK: 

economico e quello politico devono andare di pari passo + territori conquistati = + bottino!

Era uno stratega geniale. Egli attuava una politica di lungimiranza, faceva si che tutte le popolazioni

soggette all’islam non mutavano in maniera drastica le proprie abitudini. Abd fa una serie di passi

brevi logici e consequenziali ottenendo così delle piccole e continue rivoluzioni. Una sola

manifestazione di grandezza all’interno della quale però ha tenuto sempre in considerazione le

grandi religioni presenti nel suo regno: è lui che decide di edificare a Gerusalemme un monumento

per l’Islam!

Le grandi opere di ‘Abd al-Malik:

1. Cupola della Roccia

2. Riforma monetaria

3. Ripresa del sistema delle pietre miliari usate dai romani (le fa trascrivere in arabo)

LA CUPOLA DELLA ROCCIA (QUBAT AL-SAQRA)

il suo monumento all’interno del recinto sacro, sulla spianata di Gerusalemme, sopra

Abd fa erigere

una roccia secondo la tradizione su di essa si sarebbe dovuto compiere il sacrificio di Abramo

(secondo l’Islam era Ismaele a dover essere sacrificato e non Isacco)

Da questa roccia Maometto ha spiccato anche il suo volo notturno nel quale ha attraversato i regni

dell’oltretomba (MIRAG “scala”, ascensione)

- Pianta ottagonale (non ha nulla delle moschee)

 Tipica di MARTIRIA e BATTISTERI bizantini

 Ispirata anche al SANTO SEPOLCRO che sorgeva in prossimità con pianta molto

simile

- Planimetria a perimetri concentrici (3 recinti):

1. 4 pilastri ogni 3 colonne

2. 1° recinto ottagonale

3. 2° recinto ottagonale

- Monumento maestoso sia in ampiezza che in altezza con una cupola molto alta (doppio

scafo di legno rivestito): concetto di AXIS MUNDI concetto molto antico (IV mill. a.C.):

asse con duplice funzione: consente al mondo terrestre di collegarsi al mondo celeste e

impedisce al mondo celeste di collassare su quello terrestre ricreando il caos.

Elementi axis: montagna e albero.

Linguaggio iconografico presente nelle decorazioni dell’edificio:

- quando fu costruito tutta la parte bassa era costruita in modo da avere una zoccolatura

marmorea, identica sia all’interno che all’esterno. Sia all’interno che all’esterno c’era una

decorazione in mosaico vitreo: tecnica complessa derivata totalmente dai bizantini stesso

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 all’interno del tamburo corre un’iscrizione musiva in oro su

linguaggio/diverso contenuto a chi ha costruito l’edificio (‘Abd al-Malik)

sfondo blu in cui si fa riferimento con la data

(691-692 d.C.) [gli abbasidi cambieranno il mondo lasciando la data] e contenente alcune

(si fa riferimento a Gesù che per l’Islam è solo un profeta)

sure coraniche scelta

epigrafica ben precisa!

Oltre a decorazioni con motivi vegetali (grappoli d’uva, frutti vari… dalla tradizione

romano-bizantina) presenta anche:

MONILI: collane, bracciali…

1) non chiaro il messaggio; tra i vari monili troviamo la

CORONA, di 2 tipi:

 Corona bizantina Imperi sottomessi

 Corona sasanide

2) ALBERO con 2 piccole palme ai lati: i due alberelli accanto hanno la funzione di

mettere in evidenza quello centrale albero axis mundi; iconografia diffusissima in

area vicino-orientale; concetto ripreso anche dal cristianesimo che spesso ha trasformato

l’albero centrale in una CROCE, axis mundi per eccellenza: strumento di martirio senza

la quale i cristiani non avrebbero avuto la possibilità di ritornare a Dio.

Dieci anni prima a Betlemme era stata costruita una chiesa immensa con ricchi mosaici

interni CHIESA DELLA NATIVITÀ. Il mosaico di oggi (XIII sec) riproduce con

esattezza il mosaico precedente distrutto da un incendio; su una parte c’era una grande

da ‘Abd al-Malik

croce con ai lati 2 alberelli di sicuro reinterpretata e trasposta nella

Cupola della Roccia.

RIFORMA MONETARIA sulle MONETE BIZANTINE

I fase (682-683)

Fino a quel periodo le monete correnti erano quelle bizantine e quelle sasanidi. È una riforma fatta

un po’ alla volta per evitare il caos; ha preso le monete bizantine e sasanidi e le ha REIMPRESSE

modificando l’iconografia monetaria.

La moneta bizantina sul dritto aveva il busto dell’imperatore di turno e sul rovescio presentava (da

Eraclio) un’immagine tipica: una croce inserita su 3 gradini degradanti (ad immagine della

grandissima croce fatta erigere da Costantino nel foro di Costantinopoli). ‘Abd eliminò l’asse

orizzontale della croce (o la spostò in alto formando una T o, al suo posto, mise un pomello)

in mano all’Islam.

BASTONE DEL COMANDO ora

II fase (684-685)

Prima vera fase di CONIO ex novo; lascia l’iconografia identica alle monete re impresse ma

sparisce il greco e cominciano a comparire le iscrizioni in arabo

III fase (685-687) 

Monete con raffigurazione del CALIFFO STANTE abolizione dei vecchi imperatori sostituiti da

un vero musulmano (dato dai vestiti e dall’acconciatura) e aggiunge l’arabo anche sul dritto.

IV fase (688-689) RIFORMA ANICONICA  l’analfabeta ora

Sparisce ogni iconografia e tutto è affidato esclusivamente alla SCRITTURA

potrà fare riferimento solo al materiale della moneta per riconoscere il taglio.

Per es. il DINAR (dal DINARIUS romano) era in oro e solo Damasco poteva coniarlo; quelle in

argento e bronzo potevano essere coniate anche nelle altre zecche.

L’abolizione delle immagini ci introduce alla cd ICONOCLASTIA ISLAMICA

Nel Corano non c’è nessun passo che faccia riferimento alla proibizione delle immagini.

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il fratello di ‘Abd, procuratore d’Egitto, emette un editto dove dice che tutte le croci d’oro

686-689

e d’argento presenti nel territorio dovevano essere portate da lui per essere distrutte.

Il vero atto iconoclasta avviene circa 30 anni dopo (720-723), un altro califfo, JAZID, promulga un

le immagini cristiane. Negli stessi anni c’è anche

vero editto anticristiano: vanno distrutte tutte

l’editto iconoclasta di Leone III. Il patriarca Niceforo lo accusa di aver fatto come Jazid.

Iconoclastia del contenuto:

bizantini no rappresentazioni di immagini solo sacre

Islam no rappresentazione di tutte le immagini

Mentre l’iconoclastia bizantina ha avuto un inizio e una fine, l’“iconoclastia” islamica durerebbe

fino ai giorni nostri.

Iconoclasmo islamico:

- No immagini di Dio 

- Quasi sempre no raffigurazioni di esseri viventi nelle moschee nelle aree periferiche e in

periodi particolari troviamo eccezioni dovute ai cd elementi di spolio.

RIFORMA MONETARIA sulle MONETE SASANIDI

NO frasi cronologiche no volontà di tappe ben precise

La moneta sasanide era anch’essa codificata:

dell’imperatore

dritto: immagine (volto)

rovescio: simbolo dello zoroastrismo

 “il posto del fuoco” casa del fuoco

atesh ga

culto del fuoco  “i 4 pilastri” ricoperti da una cupola, luogo in cui avveniva

chahar taq il

sacrificio del fuoco (con altare)

Questo altare per il sacrificio ha una simbologia antichissima ed è una sorta di pilastro su una basa a

gradini iconografia simicissima alla croce\albero sui gradini divenuta il bastone del comando

dell’Islam.

‘Abd al-Malik lascia il busto dell’imperatore sasanide (XWSRAW II) sul dritto, sul rovescio l’altare

viene completamente cancellato sostituito da un ARCO a tutto sesto con all’interno una LANCIA

con un nastro annodato alla parte terminale dell’asta. Questa iconografia è ancora una volta

interpretabile con AXIS MUNDI. L’arco non è un Mihrab (non era ancora sorto all’epoca di ‘Abd)

ma è la rappresentazione in piano di ciò che sarebbe una sorta di volta chiara ripresa del tema del

chahar taq

Anche in ambito cristiano troviamo un arco con all’interno vari tipi di croci:

volta = volta celeste

lancia\altare\croce = axis mundi che regge la volta celeste.

e rappresentano la fase precedente all’aniconità monetaria.

Queste monete oggi sono molto rare

NB: in epoca abbaside ricompaiono di nuovo le immagini sulle monete.

Espedienti artistici contro l’iconoclastia

 parola quattrocentesca italiana “a rabesche”, motivo ornamentale “a rami” con

ARABESCO

volute vegetali; termine dedicato ad alcune decorazioni su ceramiche quattrocentesche sui bordi, ad

imitazione dei tralci islamici.  concetto principale dell’iconoclasmo islamico

Non rappresentazione del reale 8 

COSA CREATA = cosa che ha un inizio e una fine lecità del rappresentare tutto ciò che è

infinito non finito = non creato

Motivi infiniti:

- Linea\tralcio

- Figure geometriche (riprodotte adiacenti o intrecciate)

- Scrittura (non esiste la fine di un concetto scritto!)

priva di significato concreto di una parola all’infinito.

Pseudo iscrizione: ripetizione

Pseudo scrittura: ripetizione di lettere senza senso compiuto

Scrittura CUFICA: è il tipo più antico che conosciamo; di tipo monumentale perché ha un ductus

con lettere tonde in proporzione perfetta chiara e pulita. Non ha segni diacritici vocalici.

Nel tempo può assumere caratteristiche tanto differenti tra loro da far nascere nuovi tipi di scrittura:

- Cufico intrecciato: lettere astate intrecciate tra loro

- Cufico foliato o fiorito: terminazione in foglie o tralci

- Cufico quadrato: lettere quadrate e ductus non orizzontale ma quadrato o rettangolare

Scrittura CORSIVA: successiva al cufico; in alcuni casi le lettere hanno terminazioni (in alto o in

basso) in forma di esseri viventi! Normalente viene applicato solo in privato, nel nord-est iranico,

nel periodo delle dinastie non califfali (XI-XIII sec).

LA GRANDE MOSCHEA DI DAMASCO

Al-Walid ne inizia i lavori nel 705-706 che si concluderanno nel 715-716.

Riprende il vecchio temenos del tempio di Giove Damasceno (forse anche della chiesa di S.

Giovanni Battista). Scelta politica e sociale ben precisa DANNATIO MEMORIE

Questa moschea non ha una facciata imponente, ricorda per certi versi la facciata si S. Pietro prima

dell’apertura di via della Conciliazione; quindi è stata dotata di una grande facciata interna che si

affaccia sulla corte della sala di preghiera.

L’ingresso è di lato!

L’impianto architettonico e decorativo non hanno subito molti cambiamenti nel tempo.

si svolge in orizzontale; dotata di un’ampia corte centrale

- Pianta di tipo A SALA LARGA,

rettangolare con una sala di preghiera ampia quasi quanto la corte con 3 navate navate

parallele al muro qibli; le navate si incontrano al centro con un elemento che si inserisce

il transetto, dove nelle parte centrale c’è una cupola (quella attuale che

perpendicolarmente:

rispecchia la precedente). Il transetto viene messo in risalto fin dalla facciata sulla corte con

una facciata più elevata e sormontata da un timpano.

portico. Nella corte sorge un’edicoletta a

Intorno alla corte troviamo un piccolo (1 sola fila)

sezione ottagonale su pilastri, normalmente si sostiene fosse il posto dove veniva conservato

 sarebbe l’unico esempio conservato fino ad oggi!

il tesoro della comunità

- Rivestimento parietale: la parete viene suddivisa in 2 parti:

1) Zoccolatura in lastre di marmo

2) Parte superiore in mosaico di tessere vitree

 Stesso criterio usato nella Cupola della Roccia!

La zoccolatura è diversa da quella della Cupola della Roccia in quanto quest’ultima affida il

gioco cromatico alle venature del marmo; in questa moschea invece c’è in più l’inserimento

di marmi di diverso colore combinazione di diversi tipi di marmo.

Le maestranze che hanno lavorato qui erano in gran parte bizantine o sotto la direzione di

personale specializzato bizantino. 9

Pare sia stato lo stesso imperatore bizantino a donare le tessere vitree del mosaico per

omaggiare il califfo. Le tessere sono montate alla bizantina ma l’iconografia è islamica: il

messaggio unico e uniforme viene affidato a motivi paesaggistici urbani, viene raffigurata

una o più città (ricca di verde e in un lato est si trova anche un fiume) con edifici abbastanza

fantasiosi. Nel 1800 si identificava in questa città Damasco fino a quando negli anni ’70 si

formularono 2 teorie:

Città paradisiaca “ultraterrena”

1.

2. Città utopistica terrena di pace realizzata sotto gli omayyadi

All’interno della sala di preghiera c’è una piccola edicola dove la tradizione afferma ci sia

dall’islam).

una reliquia di S. Giovanni Battista (molto amato

I mosaici versano in condizioni di conservazione pessima, le parti originarie sono davvero

poche danni causati anche da restauri fatti male.

Non ci sono altre moschee omayyadi che abbiano seguito lo stile della Grande Moschea. A

Gerusalemme la moschea di ALAQSA in una prima fase era priva di corte centrale e con

un’unica sala di preghiera con navate perpendicolari al muro qibli con una navata centrale

più elevata sottolineata da un transetto sopraelevato e da una cupola in prossimità del

Anch’essa è rivestita da un mosaico vitreo (quasi nulla originali ma restaurati molto

mihrab.

bene). Per la prima volta qui troviamo l’uso del legno nelle decorazioni!

ANJAR

Città fondata ex novo in attuale territorio libanese 

- Perimetro rettangolare diviso in 4 quadranti (impianto IPPODAMEO) non ha nulla di

diverso dalle città greco-romane;  terme edificio immediatamente assimilato dall’Islam

- Ha 2 complessi termali (o forse più)

IL PALAZZO DEL GOVERNO DI QUFA

QUFA capitale sotto Ali

Scavi del palazzo fatti dalle antichità irachene con risultati stratigrafici non perfettamente leggibili:

non siamo certi di un’epoca precedente a quella omayyade.

- È la più antica attestazione di edificio civile

- Planimetria di origine preislamica (Iran)

privata e una “pubblica” (sala delle udienze)

- Palazzo con una parte  non proviene dall’ambito iranico (perché qui erano di forma

- Pianta a forma quadrata

allungata\rettangolare) ma deriva dagli edifici difensivi romano-bizantini lungo il confine

siro-palestinese di aspetto imponente (accampamento\fortino: i CASTRA)

All’interno il cuore dell’edificio ha adottato una planimetria iranica; ha messo insieme 2 tipi

- di piante: 

1. Corte centrale scoperta + 4 ivan PARTICA 

2. Corte centrale + 1 ivan + sala quadrata cupolata SASANIDE

Creando un nuovo tipo di pianta: corte centrale + 3 ivan + 1 ivan colonnato principale che

dà accesso ad una sala quadrangolare cupolata.

Quindi:

 

Perimetro quadrato estremamente fortificato CASTRUM romano

 Interno spazioso con sala centrale scoperta adatta al cerimoniale islamico

Questo tipo di planimetria per un periodo di anni molto lungo non fu più utilizzata ne in

epoca omayyade ne in epoche successive nei palazzi governatoriali, verrà ripresa solo

nell’XI sec in un’area non califfale dell’Iran “esteriore” (Afghanistan, Iran NE, India NO)

sotto la dinastia GASNAN. 10

Sono gli anni in cui la dinastia Selgiuchide decide di adottare questa pianta per un edificio

religioso la MADRASA per poi passare alla moschea.

Con una certa continuità troviamo una pianta in cui il cuore passa dalla sala centrale scoperta alla

sala cupolata, alla quale si accede da 4 ivan.

Una pianta del genere è stata trovata nel palazzo sasanide di Bishapur anche se non si è certi se la

sala centrale fosse cupolata o aperta.

I COSIDDETTI “CASTELLI DEL DESERTO”

Il grosso dei palazzi omayyadi non sono palazzi di città (tranne AMMAN) ma palazzi fuori le mura

 nell’area siro-palestinese i territori in cui sorgevano questi palazzi erano stati resi fertilissimi

tramite eccellenti sistemi di canalizzazione, fino ad avere persino aree boschive adibite alla caccia.

Il verde così creato era suddiviso in 3 usi:

Verde agricolo: piantaggioni di olivi, vigneti, frutta, ecc…

1.

2. Giardini per il piacere del governatore\califfo

3. Zone boschive destinate alla collezione degli animali per la caccia dei principi

Quindi questi “castelli del deserto” erano delle vere e proprie fattorie sia per il palazzo che per il

contado circostante.

IL PALAZZO DI AMMAN

Oggi capitale della Giordania (chiamata Philadelphia in epoca greco-romana)

In cima all’altura principale della cittadella si trova il palazzo; scavato dagli italiani prima e degli

spagnoli dopo. Restaurato integralmente e in modo errato. 

- Qui è rimasto il tipo di planimetria con corte, 1 ivan e una sala cupolata non è stata

applicata la fusione con il tipo partico.

- È uno dei pochi e più eclatanti esempi di PALAZZO DI CITTÀ a noi noti.

QASR AL-HAYR AL-SHARQI (scavato da Grabar)

 orientale, distinto dall’altra località al-Gharbi,

SHARQI occidentale.

con ampio recinto all’interno del quale trovano posto le 2 unità più

È un complesso palaziale

importanti: il piccolo e il grande recinto.

- Planimetria quadrata con torri semicircolari e a 3\4 ai lati, molto simile al palazzo di Qufa

(perimetro classico dei castra)

- 4 ingressi assiali a croce (quello principale è affiancato da 2 grandi colonne) che convergono

verso una corte centrale scoperta circoscritta da un patio con al centro una cisterna.

Tutt’intorno sono costruzioni: alcune destinate ad abitazioni, altre no:

-  all’interno del palazzo (SE)

Moschea palatina

 Ambienti destinati a scopo agricolo (produzione dell’olio)(E)

 Accanto all’ingresso corridoio con a sx e a dx ambienti che hanno fatto pensare ad un

UFFICIO GOVERNATIVO, con 2 soli ingressi: 1 dalla corte e l’altro dalla

moschea. Nel lato S agli ambienti non si accedeva dal corridoio (proprio perché era

una sorta di ufficio amministrativo). Dall’altra parte invece, molto probabilmente,

era stanziata la guarnigione.

Il palazzo ha una corte porticata cui si affacciano una serie di ambienti. Forse questo recinto era una

sorta di caravanserraglio ma quest’ipotesi è stata ultimamente scartata.

Questo palazzo non è importante solo dal punto di vista architettonico ma soprattutto per la sua

decorazione architettonica.

nella storia dell’arte islamica: l’immagine può essere bidimensionale ed essere dipinta

È un unicum

o incisa su di un piano oppure tridimensionale come la scultura.

11

 elemento decorativo dell’architettura

SCULTURA

Decorazione architettonica: pittura su pareti e grande quantità di scultura (scultura concepita solo

come decorazione architettonica sempre in stucco).

STUCCO: ha un’altissima percentuale di gesso (velocizza la presa) ed è usato anche per sculture a

tutto tondo; tecniche:

- Stampo con matrice lignea

- Modellamento su stucco indurito precedentemente modellato a fresco

Le sculture sono fatte soprattutto con la tecnica del modellamento.

PITTURA MURALE: pittura avente architetture come soggetto (non idealizzate come a Damasco

ma più realistiche).

QASR AL-KHARANA

Palazzo oggi in Giordania; a lungo ritenuto preislamico (sasanide).

- Impianto molto semplice: quadrato con 4 torri angolari a 3\4 e torri semicircolari su 3 lati,

sul 4° una torre divisa in due con al centro l’ingresso.

- Corte centrale molto piccola con intorno ambienti distribuiti simmetricamente.

Resta molto poco della decorazione architettonica anche perché non era abbondantemente dotato.

Più che un palazzo di residenza era un piccolo avamposto senza complessi accessori.

KHIRBAT AL-MAFJAR

Attualmente in territorio israeliano, vicino Gerico.

Complesso palaziale rintracciato negli anni ’30-40 e scavato da Hamilton negli anni ’50.

Ha 2 particolarità:

Recinto esterno molto regolare: c’era un piano di costruzione ben preciso fin dall’inizio (no

1. architettura spontanea)

I nuclei del complesso non sono separati ma si presenta come un’unica grande unità

2. suddivisa all’interno in più nuclei comunicanti fra loro.

Mentre la zona termale è stata ultimata e utilizzata il palazzo non è mai stato portato a termine.

Dall’ingresso si accede ad un grande cortile orizzontale con un edificio centrale: una sorta di piscina

quadrata all’interno della quale è posizionata una sorta di edicola circondata da una balaustra è

un belvedere.

Da questo cortile si entra (da 2 ingressi) in 2 aree distinte ma comunicanti:

1) Il PALAZZO (unico ingresso)

2) Le TERME

Gli ingressi sono preceduti da un portico.

IL PALAZZO

Pianta quadrata (castrum); la struttura interna presenta una corte centrale porticata lungo tutti e 4 i

lati con una distribuzione di ambienti non simmetrica.

Un ambiente suddiviso da 6 colonne interpretato come una stalla (?)

Il palazzo ha 2 sbocchi:

1) MOSCHEA

2) AREA SCOPERTA

LA MOSCHEA 

È intramedia; molto semplice con sala molto lunga e 2 navate parallele al muro qibli uso privato.

AREA SCOPERTA

Estesa quanto il palazzo; porta all’area termale. 12

LE TERME

Presenta l’unico grande frigidarium delle terme islamiche: questa sala ha una serie di pilastri con

un’unica cupola grande al centro con attorno copertura mista (a botte e a crociera).

Il pavimento è il più ampio documento musivo dell’islam. È fatto di pietre che ritraggono una

campionatura di figure geometriche. Lungo il lato nord ci sono una serie di ambienti delle terme

vere e proprie (tepidarium, calidarium e ipocausto); in fondo troviamo una sala quadrata con

un’abside molto profonda SALA DELLE UDIENZE termale. Ha un mosaico (nell’abside)

costituito da un grande albero centrale con ai lati: da una parte un leone che azzanna una gazzella e

dall’altra due gazzelle che pascolano tranquillamente.

Questo complesso presenta una quantità enorme di sculture.

All’ingresso delle terme è stato ritrovato la statua del califfo. La statua poggia su una base

c’è un disco

parallelepipeda con raffiguarati 2 leoni addorsati (di schiena) e al centro fra di loro

solare. Il corpo del personaggio ha una veste di forma trapezoidale al di sotto della quale si vedono i

pantaloni e i piedi che calzano stivaletti di pelle morbida; una mano sul fianco regge una daga. Il

volto è molto stereotipato (non è un ritratto).

Un personaggio che si presenta in visione frontale e stante è molto tipico del III sec d.C. in area

indo iranica.

Leoni + rosetta\disco solare = elementi indo-iranici

È il più grosso ritrovamento di sculture islamiche.

QUSAYR ‘AMRA

Attualmente in Giordania; oggi manca del palazzo vero e proprio, ne resta solo un edificio termale.

Si entra in un grande ambiente da cui si accede agli altri piccoli.

L’ultima stanza è sotterranea IPOCAUSTO

- Grande stanza quadrata suddivisa da 3 volte a botte, in fondo da accesso ad un settore

tripartito il cui soffitto è più basso rispetto all’ingresso.

- 1° piccolo ambiente a botte da cui si entra in un ambiente a crociera ed infine in un ambiente

a cupola con 2 vasche: in basso una serie di pilastrini in terracotta coperti dal pavimento in

cui passavano delle canalette che portavano l’acqua nelle 2 vasche piazzate nelle 2 nicchie.

Quindi:

1° ambiente: APODITERIUM e\o STANZA FREDDA

2° ambiente: TEPIDARIUM

3° ambiente: CALIDARIUM

Tutto l’edificio è molto ben conservato ed è rivestito all’interno lungo tutti i soffitti e pareti da

PITTURE. Il pavimento era musivo ma ci sono rimasti, solo nel settore tripartito del grande

accesso, dei mosaici senza colore (sbiaditi dal tempo).

Il grande ingresso funge da vestibolo con la parte posteriore riservata al califfo (mini sala delle

udienze).

Nell’islam non c’è l’uso dell’affresco a causa del clima secchissimo. Le pitture murali erano quindi

fatte con colori a tempera ottenuti quasi tutti da minerali (quasi mai vegetali).

Parete destra del settore tripartito:

2 registri orizzontali:

I. Scena in cui si spingono animali selvatici in un recinto per portarli alla riserva di caccia del

califfo. 13


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Appunti sulla prima parte di archeologia e storia dell'arte musulmana della prof.ssa Fontana.
Il primo modulo contenuto in questi appunti di archeologia e storia dell'arte musulmana tratta anche dei seguenti argomenti:
comparsa di Mohammad, elementi assorbiti dall'Islam, il caravanserraglio, la scuola coranica o madrasa, la Moschea, riforma monetaria sulle monete bizantine e sasanidi.
Il modulo termina con il frammento del corano.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in archeologia e cultura dell'oriente e dell'occidente
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte musulmana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Fontana Maria Vittoria.

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