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Archeologia e Storia dell’Arte Musulmana

Arte islamica: produzione di contesto religioso e non nelle aree di dominio islamico; la sfera religiosa e

quella privata non sono divise.

Profeta Mohammed: La Mecca, 570 circa – Medina, 8 giugno 632

Hijra: 622 ca; fuga dalla Mecca verso Yathrib/Medina

Imperi pre-islamici (Bizantino; Sasanide; Ghassanide; Lakhmide): Specialmente nel primo secolo di

coesistenza vi è un assorbimento delle culture preesistenti, sebbene ciò sembra essere più frequente con

quelle ellenistiche o dei grandi imperi che con le culture proprie della Penisola Arabica (delle quali non si sa

molto visto il ridotto numero di campagne archeologiche svolte fin’ora). Inizialmente vi è una forte impronta

di origine bizantina, ma con la presa di potere della dinastia Abbasside alla fine del X° secolo e il

conseguente spostamento del centro di potere verso Baghdad anche l’arte si orientalizza. A Occidente si

viene a creare il Califfato Shi’a Fatimida, che unifica sotto il proprio potere per due secoli il nord Africa e la

fascia nord-occidentale della Penisola Arabica e del Levante e sotto cui si creano produzioni artistiche

peculiari.

Arabia pre-islamica:

1. ahl al-madar: popoli stanzianti

2. ahl al-wabar: popoli nomadi

Gli Omayyadi (650-750): problematiche sull’evoluzione causata dalla mancanza di fisici, ci si basa sulle

fonti scritte. Vi è una forte influenza dalle presenze artistiche dei popoli conquistati. Sotto la dinastia

Omayyade il califfato raggiunge la sua massima espansione e forma i caratteri specifici dell’arte culturale

islamica. • Grande Moschea di Damasco (elementi costitutivi dell’architettura delle moschee)

• Ka’aba e Makkah

• Trasformazione della casa di Maometto a Medinah in moschea

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LA MOSCHEA

Origini ed evoluzione della moschea:

le prime moschee e la moschea di Kufa

• Moschea – Masjid: “luogo di prostrazione”;

• Musalla: luogo destinato alla preghiera delineato (da pietre, muro o fossato); all’interno della

moschea la musalla è il luogo fisico in cui si prega;

• Maqsurah: luogo chiuso da grate (mashrabiya) vicino al mihrab, oppure al centro del muro qibli;

originariamente fu creato per proteggere il sultano da un eventuale assassinio;

• Mihrab: abside o nicchia che indica la qibla, la direzione della preghiera, ovvero la città santa della

Mecca; si sviluppa attorno al 700;

• Muro qibli: muro lungo il quale si trova la qibla;

• Minbar: pulpito dal quale un particolare tipo di imam, khatib , pronuncia la khutba, il sermone del

venerdì;

• Minareto/Manar: “faro”, dall’alto del quale il muezzin salmodia l’adhan, il richiamo alla preghiera;

• Tawwavaf: circoambulazione attorno alla roccia (Mecca/Cupola)

• Madrasa: scuola d’insegnamento

• Maqbara: tomba di un santo (non approvato come edifico di genere da molte filosofie islamiche, in

particolar modo nel sunnismo; nella shi’a invece sono comuni);

• Mahal: casa nobiliare;

• Qusur: palazzo;

• Fusaifisa: mosaici policromi;

• Sahn: cortile;

• Hazarbaf: “mille intrecci”, tecnica decorativa che utilizza i mattoni, si sviluppa in ambito persiano;

• Khan: ospizio di sorta; caravanserraglio; ribat;

• Iwan: nicchia;

• Pishtak: facciata che copre le coperture del tetto; si sviluppa dal IX° secolo;

• Muqarnas: decorazione a piccole nicchie;

• Khandaq: fossato difensivo:

Un tipo particolare di moschea è la masjid jāmi’, la moschea congregazionale, più ampia, dove avviene la

preghiera comune del venerdì (dopo il dhur/zuhr).

La moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili, in quanto la salat può essere compiuta in qualunque

luogo, a differenza che nel cristianesimo cattolico.

Secondo le fonti le prime moschee erano semplicemente delle musalla, tracciate sul terreno, e si pregava

all’aperto. Successivamente in Siria e nella zona levantina molte chiese e templi pagani preesistenti vennero

trasformati in moschee. In Siria, essendo le chiese orientate a est e la qibla trovandosi a sud, veniva chiuso il

lato est e aperto quello nord, realizzando il mihrab a sud.

In Persia vengono adattati gli apadana, edifici aperti, mentre in Iraq vengono costruite molte nuove città

Ka’batecnica di costruzione pre 683 (incendio) alternando pietra e legno; tecnica abissina.

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Grande moschea degli Umayyadi a Damasco

ريبكلا ةيمأ ينب عماج

Ğāmi' Banī 'Umayya al-Kabīr ( )

706(su edifici precedenti) – 715

Bene UNESCO

Nel III° millennio gli Amorrei vi costruirono un tempio dedicato ad Hadad, il dio della tempesta; e quando il

territorio fu occupato dai greci sopra di esso venne eretto quello a Zeus e poi quello a Giove (I° secolo);

durante la dinastia dei Severi il tempio venne ampliato fino a divenire il più grande della Siria. Con

l’imperatore Teodosio e il divieto di praticare i culti pagani il tempio divenne una chiesa dedicata a San

Giovanni Battista nel V° secolo.

Nel 661, dopo la conquista, all’interno del temenos venne costruita una musalla all’aperto per cui per alcuni

decenni cristiani e musulmani praticarono i loro riti all’aperto.

Tre minareti; muro di cinta; cortile di preghiera.

La moschea venne fatta erigere nel 706 dal califfo al-Walid I che, riprendendo la politica edilizia del padre, il

quale aveva fatto erigere la Cupola della Roccia, decise di iniziare la monumentalizzazione di Damasco. La

costruzione venne ultimata nel 715 e vennero rasi al suolo tutti le costruzioni precedenti ad eccezione delle

mura esterne e delle tre torri, che vennero trasformate in minareti (quello di Isa, quello di Qayt Bey –sultano

mamelucco- e infine quello detto della Sposa –‘arusa-). Le mura esterne presentano dei contrafforti con

capitelli e la forma della moschea influenzò tutta l’architettura Umayyade.

Il restauro degli interni data alla fine dell’800 e fu causato da un incendio. Il transetto è più alto delle tre

navate lunghe e presenta una cupola. Il mihrab, sebbene non sia presente nelle prime moschee, è stato

aggiunto lungo il muro sud, così come è presente il minbar, un simbolo di connotazione politica in quanto

riservato al capo della comunità (durante l’epoca Omayyade non c’era affatto divisione tra potere politico e

teologico, che non è prevista in modo netto nell’Islam, tuttavia a partire dalla dinastia Abbasside comincia ad

esserci un di stanziamento tra le due autorità: gli ulema si occupavano solo di religione mentre i califfi e le

famiglie si occupavano della politica sebbene sempre d’ispirazione islamica).

È possibile però che il minbar fosse presente anche ai tempi del Profeta, e in molte miniature Maometto viene

rappresentato mentre predica dalla cima del minbar.

La sua origine è dubbia: nella sinagoga di Dura Europos (IV° sec. a.C.) un elemento quasi identico ai minbar

islamici serviva come seggio dell’anziano ed era presente anche una nicchia che conteneva i rotoli della Torah

(una sorta di mihrab quindi, il che indicherebbe una precedente combinazione dei due elementi). Ovviamente

la moschea non si sviluppa a partire dalla sinagoga o dalla chiesa, ma è naturale l’assorbimento di taluni aspetti

architettonici e culturali ben più antichi presenti nel territorio.

Il primo mihrab all’interno di una moschea venne introdotto nella moschea di Medina (La Moschea del Profeta

– al-Masjid al-Nawabi), per iniziativa delle maestranze (copte, probabilmente provenienti dall’Egitto)

Il mihrab della Moschea di Damasco non è in aggetto vista la preesistenza delle mura romane e venne

ricostruito nel 1893 in uno stile non congruo con quello che doveva essere lo stile iniziale (presenza di

muqarnas), Le navate, di cui la centrale è più alta, presentano arcate poggianti su colonne corinzie sotto ad

un colonnato più piccolo in stile dorico; questi elementi erano preesistenti e l’unica cosa ad essere creata ex-

novo per la moschea sono i capitelli.

La decorazione nelle parti principali della moschea è realizzata con mosaici raffiguranti ambienti urbani e

molte piante (una rarità nelle moschee), e che vennero restaurati un’ultima volta negli anni ’60. La cupola,

che inizialmente era lignea, venne ricostruita nell’800.

Nel sahn è presente la Bent al-Mal (“casa del trono”, ovvero la tesoreria), un padiglione ottagonale con

cupola in piombo costruito dagli Omayyadi che ha come basi colonne di riutilizzo e che veniva utilizzato per

custodire il tesoro della comunità, anche della parte non musulmana della comunità (la moschea ha anche

una connotazione politica e sociale, ed era all’origine anche il luogo in cui venivano stipulati i contratti).

Questo elemento sparisce poi col tempo. Oltre a questo nel sahn sono presenti anche altre tre piccole

costruzione, più recenti, ovvero la fontana per le abluzioni, la Cupola della Campana e la Mashad al-Husayn,

luogo sacro per gli shi’a in quanto la tradizione vuole che lì si trovi la testa dell’imam Husayn, il figlio di

Ali, ucciso durante la battaglia di Kerbela.

I portici sul lato lungo hanno lo stesso ritmo dei colonnati interni e le finestre hanno delle grate in marmo

traforato.

Inizialmente le sale di preghiera erano spazi aperti protetti spesso da tendaggi; la corte quindi era parte

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/11 Archeologia e storia dell'arte musulmana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nallasxh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte musulmana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Tonghini Cristina.
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