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Appunti ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE GRECA, Marcella Pisani, modulo A, A.A.

2016/2017 04/10/2016

L’archeologia ricostruisce i contesti socio-culturali, ha per oggetto lo studio di tutta la cultura

materiale, ricostruendo un contesto socio-culturale in un preciso momento storico e in un preciso

spazio geografico. La storia dell’arte si occupa solo dei programmi figurativi, indaga le personalità,

gli artisti, lo sviluppo dei programmi figurativi ma anche lo sviluppo decorativo.

Si devono avere:

− INQUADRAMENTO CRONOLOGICO;

− INQUADRAMENTO GEOGRAFICO;

− ANALISI FUNZIONALE;

− ANALISI ICONOGRAFICA;

− ERMENEUTICA: analisi di significato, simbolica e iconologica.

ICONOGRAFIA: soggetto, ICONOLOGIA: significato.

PERIODIZZAZIONE DELL’ARTE GRECA

Protogeometrico 1050 – 900 a.C.

Geometrico 900 – 700 a.C.

Orientalizzante 700 – 600 a.C.

Arcaico 600 – 480 a.C.

Severo 480 – 450 a.C.

Classico 450 – 423 a.C.

Ellenistico 323 – 321 a.C.

*Nel 480 a.C. Assedio all’acropoli di Atene.

DAL 3200 AL 1050  età del bronzo;

A metà del VII secolo si recupera l’arte greca, cultura palaziale.

Prima dell’arte greca esistevano:

− Arte MICENEA (che utilizzava la scrittura detta “lineare B”, in seguito decifrata da Michael

Vernis);

− Nelle isole cicladi -> CICLADICA;

− A Creta  MINOICA;

− DA Troia e sulla costa ionica della Grecia minore  TROIANA.

Età del bronzo divisa in: Antico, Medio e Tardo elladico.

Per l’arte cicladica non si conoscono gli abitati. Non erano agricoltori poiché il loro territorio era

poco fertile e si dedicarono soprattutto al commercio.

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A Lerna, in Argolide, nel Peloponneso è stata rinvenuta la casa delle tegole, con ingenti

ritrovamenti di cretule. Si trattava di un palazzo amministrativo, ossia di un centro con potere

politico, amministrativo e religioso.

Troia, scavata da un commerciante, non archeologo, tedesco Heinrich Schielmann, il quale fece

fortuna in Russia e nel 1871 inizia gli scavi nella piana di Hissarlik. Trova sette livelli della città e

nel 1873 rinviene quello che definirà il Tesoro di Priamo, che trafugherà e porterà a Berlino fino a

quando Hitler, nella Seconda Guerra Mondiale, ordinerà di nascondere il tesoro nelle miniere di

sale di Helmstedt, per evitare che cadesse nelle mani dei sovietici che riuscirono comunque a

trafugarlo. Il tesoro verrà poi ricercato da Goldemann che scoprirà che le casse che contenevano i

tesori si trovano al Puskin di Mosca. La prima conferma ufficiale della presenza del tesoro in

Russia si ebbe nel 1993 da parte del ministro della cultura russo che dichiarò che il tesoro si

trovava a Mosca, al Museo Puskin, dal 1945.

Scava anche a Micene dove ritrova un gruppo di tombe con gli scheletri ricoperti d’oro. La civiltà

micenea era gerarchica, decorazioni a motivi naturalistici. Fine della società nel 1250.

La società minoica viene studiata da Arthur Evans, e si divide in due periodi: antichi e nuovi

palazzi. Utilizzavano la lineare A e i geroglifici cretesi, ma non sono mai state decifrate. 05/10/2016

Nel 1250 inizia il fenomeno della caduta dei palazzi micenei, si ipotizza che ciò sia dovuto a degli

eventi sismici.

Altra causa plausibile erano le invasioni di vari popoli (DORI, EOLI che provenivano dalle pianure

della Tessaglia, IONI provenienti dalla costa ionica) che volevano trovare delle terre fertili. La

migrazione dorica di popoli provenienti da Nord-Ovest e si dirigono dai Balcani al Mar Egeo, la loro

cultura era inferiore a quella dei popoli conquistati e per questo motivo mettono in crisi il potere, e

si ha il periodo del Medioevo ellenico, anche detto “i secoli bui”.

Nel 1200 iniziano a comparire dei colombini di argilla, dall’impasto grossolano.

1194 CADUTA DI TROIA

Tra il 1200 e il 1100 a.C. si ha una devastazione che mette in crisi il potere verticistico, nel 1100 si

hanno i sintomi di una società nuova.

Tucidide, uno storico ateniese del V secolo, descrive la situazione dei primi studiosi greci.

Tra il 1100 e il 900 a.C. vengono colpite le regioni più fertili come la Tessaglia e la Beozia. Nelle

regioni povere invece si ha una continuità, poiché non vengono colpite dalle invasioni. In Attica,

soprattutto ad Atene, si sviluppa una tradizione ceramica. L’arte è intesa come espressione dei

bisogni.

È un retaggio submiceneo, stessa dei micenei ma che si chiude e non produce.

All’esordio del protogeometrico, inizia l’arte greca (1050-900 a.C.).

Abbiamo un esempio di abitati risalenti al 1050-1000 a.C. a Karphi, a Creta. È un abitato arroccato

su una montagna, che porta a pensare che la città si dovesse proteggere. Gli archeologi hanno

scoperto delle case composte da un unico ambiente attorno ad uno spazio, occupato

probabilmente dal capo clan e che era distaccato dal centro religioso.

A Smirne si ha un’uniformità. La tipologia abitativa è a pianta ovale con delle fondamenta costituite

da pietre squadrate, mattoni crudi e fascine di paglia, gli spazi erano divisi da delle banchine.

Nel protogeometrico il luogo di culto è delocalizzato, con il megaron, un edificio rettangolare dotato

di abside. Un esempio è l’Heroon di Lefkandi in Eubea, dove sono state ritrovate delle statuette dal

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momento che si sviluppava una necropoli usata soprattutto dai frequentatori dell’edificio. Il rito

funerario più usato era quello della cremazione.

950-900 a.C. Centauro di Lefkandi, rinvenuto separato in due tombe (testa e corpo). In esso si

nota una lacerazione del ginocchio e delle gocce di sangue. Si tratta del centauro Chirone,

maestro di Achille, ucciso da una freccia diritta al ginocchio da Eracle. Una nuova ipotesi, della

CNE (Astrofisica di Catania), notando che il mostro ha una mano con sei dita (????). Si pensa che

tra il 920-900 a.C. ci siano state due eclissi solari, visibili dall’Eubea. Le eclissi venivano

considerate un periodo negativo, che aveva delle influenze negative dal punto di vista sociale. Il

signore della città, durante le eclissi, abdicava a discapito di due sostituti che regnava fino alla fine

dell’eclisse e che dopo di essa venivano uccisi, poiché durante l’eclissi raccoglievano il male e lo

allontanavano dal re, che poteva tornare al potere.

Il centauro Tifone assume su di sé il potere nefasto.

Le sepolture sono molto frequenti da rinvenire e sono di due tipi: INUMAZIONE E

INCINERAZIONE.

Nell’inumazione, il corpo pretrattato del defunto veniva deposto in alcune tipologie funerarie.

Il sarcofago funerario poteva avere diversi tipi:

• A cista: scavata nella fossa, con le pareti foderate con lastroni di pietra o marmo e poi

ricoperte da altre lastre;

• A cappuccina: a terra e coperta da grandi tegoloni;

• Enchitrismos: sepoltura soprattutto per i bambini, consistente in grandi anfore o grossi

contenitori aperti sotto per consentire l’inserimento del corpo del defunto. In questo tipo di

sepoltura non vengono quasi mai rinvenuti resti scheletrici perché i bambini possiedono

uno scheletro cartilagineo.

L’incinerazione consiste nella cremazione del corpo su una pira di legno, e non vengono utilizzati

acceleranti chimici ma naturali come il burro di bufala o grassi animali.

L’incinerazione si divide in due tipologie:

• Primaria: le ceneri sono deposte nello stesso luogo della pira e la fossa viene ricoperta;

• Secondaria: la pira e la sepoltura avvengono in due luoghi diversi. Si spegne la pira e si

raccolgono le ceneri del defunto in un’urna cineraria, e insieme ad altri oggetti viene

deposta in un altro luogo.

FORME CERAMICHE

Nel protogeometrico i vasi sono realizzati al tornio da artigiani specializzati, soprattutto ad Atene. I

vasi venivano esportati in Africa, Asia e soprattutto in Europa.

I vasi potevano indicare sesso, età e ci possono anche spiegare gli ambienti nei quali vengono

rinvenuti.

• Vasi da trasporto, come le anfore, hydria (per l’acqua), leberi e pelike;

• Vasi da mensa come i crateri e i kantharos, utilizzati per bere;

• Vasi per la toeletta, la pulizia personale;

• Vasi rituali. 3

Le anfore presentano due anse e sono utilizzate per contenere i liquidi. Sono solitamente vasi

femminili.

Il lebete è un grande calderone di bronzo, realizzato poi in ceramica, utilizzato per riscaldare o far

bollire l’acqua. Era un bacile con un basamento separato, che solitamente era un tripode.

Il cratere era utilizzato per mescolare acqua e vino. È solitamente un vaso maschile.

L’oinokoe si utilizza per versare il vino. È una brocca con il bordo trilobato.

Skifos e kantaros sono delle coppe per bere, con delle anse orizzontali. Nel kantaros le anse

possono essere sormontanti.

L’ekitos e l’arìbalos contengono oli.

Pisside sono vasi che contengono oggetti, tipicamente femminile. È un oggetto di carattere

nuziale. 07-10-2016

Nasce una nuova maniera di concepire la società, più omogenea di quella precedente.

L’ndicazione ci viene data sempre dalla ceramica.

I vasi sono soprattutto realizzati al tornio.

Dal 900 a.C. in Attica, soprattutto ad Atene (era una terra poco fertile che permette una continuità)

le officine iniziano a produrre vasi con figure geometriche, dando inizio quindi al periodo

protogeometrico.

Nel protogeometrico abbiamo dei vasi che verranno distribuiti in modo omogeneo in tutto il

continente greco. È una ceramica realizzata al tornio con un impasto d’argilla che era ricco di

materiali metallici. L’argilla viene dunque lavorata nell’acqua, dove i materiali ferrosi (quali l’ossido

ferrico) vanno a fondo, mentre l’argilla sale in superfice. Il colore nero utilizzato per decorare il

vaso è la stessa argilla lavorata, che cotta nei forni acquista il colore nero.

I fornaciai risolvono il problema dello shock termico realizzando un impasto poroso, più

grossolano, mischiando in esso sabbia e pagliuzze di fieno cosicché l’impasto resisteva meglio al

fuoco.

L’ossido ferrico con processi di ossidazione tende ad avere un colore nero, mentre con processi di

riduzione tende al nero.

Dietro a questo rigore geometrico si ha una capacità artistica enorme.

Le forme privilegiate aumentano. Verso il 900 a.C. si inseriscono anche elementi decorativi

naturalistici (il cavallo è il simbolo aristocratico per eccellenza e ci dà informazioni sulla posizione

sociale. Tipico della sfera maschile).

Si realizzano nelle officine anche gli idoli a campana, poiché il corpo era realizzato al tornio. Si

tratta di pochi esemplari, nel 2002 nella necropoli di Tebe si scoprì che essi non erano giocattoli

per bambini (date sia le dimensioni che i materiali con cui erano realizzati) ma erano degli idoli

votivi.

PERIODO GEOMETRICO 900-700 a.C.

Si divide in tre periodi: Antico (900-850 a.C.), Medio (850-750 a.C.) e Tardo (750/725-700 a.C.).

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Si chiama geometrico perché si standardizzano i motivi geometrici (scacchi, meandri singoli o

doppi, greche, denti di lupo, cerchi concentrici. Per le decorazioni si prediligono il ventre e la

spalla.

Nel geometrico antico il centro principale dove si sviluppa la ceramica è Atene. Nell’agora infatti

sono state rinvenute delle tombe. Una tomba è stata denominata LA TOMBA DELLA RICH LADY.

Si tratta di un rito di incinerazione secondaria databile all’incirca nell’850 a.C.

Alle spalle dell’agorà si è trovata una delle necropoli più importanti, quella del ceramico. Ha una via

monumentale, delle tombe a fossa segnalate da grandi vasi posti come indicatori funerari. Si

presume che fosse il luogo dove si sviluppavano le botteghe ceramiche. Viene monumentalizzata

e per questo si hanno due ingressi (Dipylon). Nel 750 a.C. circa si vedono vasi del mastro del

Dipylon, che hanno delle dimensioni monumentali, utilizzati come segnacoli funerari nelle tombe

più ricche, erano infatti degli indicatori di rango sociale. Hanno il fondo bucato per le libagioni, si

versavano in esso acqua e vino per far “partecipare” il defunto al banchetto organizzato sulla

tomba in suo onore.

Gli artigiani che decoravano i vasi tendevano a occupare tutto lo spazio disponibile (horror vacui).

Si inserisce un quadro figurativo (riquadro metopale) con carattere narrativo (protesis,

l’esposizione del defunto e ekforà, il trasporto del defunto)

Si nota la prospettiva ribaltata nella rappresentazione del kline, cosicché si possano vedere meglio

i dettagli del sudario funebre.

Le mani in testa sono simbolo di compianto funebre. Le figure sono rappresentate con la tecnica a

vernice nera, a silhouette piena, si vogliono rendere i dettagli in maniera schematica come i

pettorali, vita, glutei e polpacci. La testa era triangolare.

Lo stile di Atene si impone fino al Geometrico medio.

Ad Argo, in Argolide, nel Peloponneso, l’elemento distintivo è il meandro a scala.

Corinto diventerà il centro maggiore e nel geometrico tardo si ha una vocazione alla sobrietà e

all’epigrafismo.

Rodi (isola del dodecanneso a sud dell’arcipelago egeo) introduce dei motivi che caratterizzeranno

il periodo successivo, come gli uccelli acquatici.

Cipro, nell’Egeo meridionale introduce i motivi di animali rampanti.

Attorno al 750 a.C. c’è il fenomeno della colonizzazione greca in occidente. Erano delle spedizioni

di cittadini, organizzate per formare città, dove venivano fondati dei santuari. 11-10-2016

Il mito di Giasone verso la Colchide ci dà l’idea della comunicazione e della colonizzazione greca

verso ???

Scompaiono gli oggetti minori, infatti nel tardogeometrico si hanno sculture in terracotta e vasi

plastici utilizzati soprattutto per i riti. I volti degli idoli a campana iniziano ad avere dei tratti

umanizzati, che sappiamo essere stati realizzati nelle stesse officine dei vasi in ceramica poiché

presentano gli stessi elementi decorativi.

Le statue di argilla di grandi dimensioni vengono da Amiklai (Akropelinon, dove pelinon significa

argilla), avevano la testa di argilla e il corpo in un materiale diverso.

L’analisi stilistica. Statuetta avorio dalla tomba del Dypilon, mostra di avere contatti con l’Oriente

ma è prodotto in stile geometrico ateniese. Si apre uno scenario di traffici.

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I santuari panellenici (ad esempio quello di Delfi, in Focide) diventano mete di frequentazione di

etnie vicine, dove le città ostentano le loro ricchezze.

I calderoni vengono donati per festeggiare le vittorie olimpiche. Erano lavorati con la tecnica della

martellinatura. Le decorazioni erano statuette bronzee sulle anse o sui bordi.

La figura acquista naturalezza, anche se con caratteri geometrici, il volto ha dei tratti fisiognomici.

Tra il 700 e il 600 a.C. PERIODO ORIENTALIZZANTE. Questo periodo non ha un’apparizione

sincrona in tutta la Grecia. L’Oriente mantiene l’autonomia, nel 540 a.C. l’impero Assiro copre un

territorio enorme.

Si dotano di una scrittura, prenderanno in “prestito” l’alfabeto fenicio.

Nasce la polis. Nelle città di nuova fondazione (Smirne nel 1000 a.C.), si prevede un sistema di

assi orizzontali e ortogonali e viene risparmiato lo spazio destinato all’agorà.

I primi templi dorici nascono nel Peloponneso, in Argolide ed erano soprattutto desinati al culto di

Era.

L’Heraion di Argo (725-720 a.C.) elemento pronao in antis (ovvero di fronte alla cella) ed è un

distilo poiché ha due colonne. Il tetto spiovente, che risolve i problemi di interasse, è decorato con

elementi figurativi. È uno dei rari casi di ordine dorico in Oriente.

Vitruvio parla degli edifici dorici. Il capostipite è il costruttore Doro.

INGRESSO POSTO SEMPRE VERSO ORIENTE.

L’opistodromo è lo spazio nel “retro” del tempio, che non comunica con la cella.

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Tempio di Era ad Olimpia (650-600 a.C.) è di ordine dorico.

Venne distrutto e poi ricostruito nel 600. Lungo 100 piedi. La

parte .. era occupata dal pronao. La cella è divisa in due file da otto

colonne, dove quattro erano appoggiate ai pilastri. La lunghezza

1

della cella è della lunghezza totale.

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La decorazione che si sviluppa sull’architrave, predilige triglifi e

metope (uno spazio decorativo, in lastre di terracotta e poi

realizzate in pietra calcarea e marmo),

coincidono con le parti terminali delle travi.

Sullo stilobate poggia il fusto della colonna

(monolita con 20 scanalature ad angolo

vivo).

Gli spazi metopali colmano le conoscenze

della pittura.

A Thermos, in Etolia, le metope del tempio di Apollo sono dipinte con la

tecnica della tetrocromia (bianco, nero e rosso paonazzo), che era tipica

delle officine corinzie.

I primi esempi delle sculture dedaliche, che prendono il nome da Dedalo, re

di Creta. Creta infatti riceveva lo stile orientale. I primi kuroi, sono assimilabili

a delle statue egizie, avevano la faccia triangolare e gli occhi grandi.

L’elemento caratterizzante è

l’acconciatura, che è composta da

tue bande triangolari ai lati del volto,

con i capelli sistemati per piani

paralleli.

Le antefisse (le prime sono quelle di

Thermos, descrivono le sculture

dedaliche.

La Dama di Auxerre, della metà del VII secolo, è il primo

esempio di scultura dedalica. Venne scoperta nel museo di

Auxerre ma è di origine cretese. Si tratta di un’offerente,

poiché ha la mano verso il petto. È il primo esempio di

scultura monumentale.

Ha le labbra carnose, semiaperte e un’acconciatura con

bande di trecce.

Il santuario di Gortyna scoperto al centro di Creta ci dà il

primo esempio di scultura monolita dedalica, esprime la

scuola cicladica (nelle Cicladi erano presenti delle cave di marmo pario). Le statue venivano

sbozzate nelle cave e poi trasportate nelle officine oppure esportate assieme a

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariacarmenpetrolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Pisani Marcella.
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