Archeologia e storia dell'arte greca
Età orientalizzante
Siamo nel VII secolo a.C., quando nell’arte greca si diffonde uno stile ispirato a quello orientale, grazie alle numerose colonie.
Architettura
In architettura abbiamo la progressiva pietrificazione del tempio, originariamente in legno. Alcuni significativi esempi sono:
- In Peloponneso: il tempio di Poseidon a Istmia, l'Heraio di Olimpia e il tempio di Dioniso a Yria.
- In Ionia: il santuario di Samo e il santuario di Apollo a Delo, con il famoso Oikos dei Nassii.
Infine, è in questo periodo che cominciano a delinearsi anche gli ordini architettonici: dorico (Peloponneso), ionico (Ionia).
Scultura
In questo periodo nascono le prime sculture monumentali e le due tipologie del Kouros (figura maschile) e della Kore (figura femminile). Esempi significativi sono la Dama di Auxerre, ispirata al modello egizio, come primo esempio di Kore, il Kouros di Delfi e il Kolossos di Apollo nel santuario di Delo.
Età arcaica
Ci troviamo nel VI secolo a.C., caratterizzato da importanti innovazioni storiche, sociali ed economiche: nasce la borghesia commerciale, formata da artigiani e mercanti, che si dedicano alla produzione e successiva esportazione di manufatti di varia natura e materiali. La nuova situazione sociale darà origine ad attriti con la vecchia e tradizionalista aristocrazia, la cui ricchezza era basata sulla terra. Le frizioni sociali verranno risolte con l’elezione dei tiranni che favoriscono il sorgere dei grandi santuari. Infine, a questa età risale l’Atene democratica di Solone e Pisistrato.
Architettura
Le varie componenti della struttura templare esterna sono:
- Crepidoma: base della colonna il cui ultimo gradino si chiama stilobate e che può essere asiatica o attica.
- Colonna: unica o a rocchi e costituita da fusto e capitello, quest’ultimo composto da echino e abaco nell’ordine dorico.
- Trabeazione: formata da architrave, fregio e cornice, il fregio può presentare triglifi o metope.
- Acroteri: sculture agli angoli del frontone.
- Doccia: grondaia con la testa di leone.
Nell’ordine ionico la colonna appoggia su un'ulteriore base formata da toro e plinto, il capitello è più elaborato con delle volute. La colonna presenta l’entasis, un rigonfiamento centrale.
All’interno del tempio troviamo:
- Pronao
- Cella o naos
- Epistodomo
Esistono dei tipi di piante in base alla disposizione delle colonne:
- Distilo in antis
- Prostilo tetrastilo
- Anfiprostilo tetrastilo
- Periptero
- Diptero
- Pseudoperiptero
La struttura del tempio deriva dal megaron miceneo, cioè la casa o palazzo nobiliare absidata. Un esempio significativo di Megaron è stato rinvenuto a Lefkandi, con le seguenti caratteristiche: base in pietra, alzato in mattoni crudi e tetto in legno; struttura absidata allungata e una fila di colonne centrali a sostegno del tetto a doppio spiovente e piccoli pali laterali come anticipazione del tempio periptero.
Uno dei primi templi ionici lo troviamo a Sangrì, un villaggio nelle Cicladi. L’isola di Delo, invece, era un’isola disabitata in età arcaica e solo dedicata al culto del Dio Apollo, di cui appunto abbiamo la grande scultura con un buco sulla mano, forse per reggere il suo attributo. Il colosso di Apollo era legato all’Oikos dei Nassii, edificio cultuale che forse ospitava dei thesauroi.
Ordini architettonici
Ordine dorico: Templi
- Apollonion di Siracusa
- Artemision di Corfù
Ordine ionico: Santuari
- Il mondo ionico, corrispondente all’Asia Minore, è una zona molto ricca, il regno della Libia, con capitale Sardi e governata da Creso, è molto evoluto dal punto di vista architettonico e ricco di miniere d'oro che infatti attireranno la popolazione persiana.
- Le città più importanti della Ionia sono Samo, Efeso, Mileto e infine le isole Cicladi.
- I santuari più importanti sono a Samo, Efeso e Mileto.
Samo
Samo è nei primi decenni del VI secolo una grande potenza marittima e commerciale. L'elemento fondamentale del santuario è l’altare. I santuari talvolta si possono trovare anche molto distanti dal centro principale, cui sono collegati attraverso la Via Sacra. Il santuario è in genere dotato di propileo, cioè l’ingresso monumentale.
A Samo troviamo l’Heraion, il tempio dedicato a Era e di cui sono state costruite quattro versioni, causa cedimento del terreno paludoso.
- Hera I
- Hekatompedon o Centopiedi che sostituisce il precedente
- Hera III
- Hera IV
La versione più recente di ordine ionico è diptero ottastilo e suddiviso in ingresso, pronao e cella (rivestita di marmo), quest’ultima solo accessibile alle famiglie aristocratiche. L’altare con pianta a P greco si trova entro tre muri perimetrali, la scalinata porta alla parte più alta dove si svolgono i sacrifici, detta trapeza. L’altare è detto di Roikos, perché eretto da Roikos stesso insieme a Theodoros. Infine, il santuario comprende anche una stoà, cioè un portico dove si depositavano le offerte e che ospitava i fedeli.
Mileto
A Didyma, nei pressi di Mileto, troviamo il santuario di Apollo. Il tempio che vediamo oggi è di ricostruzione tardo-classica, diptero ottastilo di ordine ionico; il tempietto originario era molto più piccolo: distilo in antis. Caratteristiche di questo edificio templare sono le sculture di sacerdotesse (forse) sul rocchio inferiore delle colonne frontali. Nella trabeazione ci sono resti di leoni e meduse laterali. Accanto al tempio un recinto circonda un bosco sacro sede del santuario originario.
Efeso
Ad Efeso troviamo l’Artemision, dedicato ad Artemide, che non ha nulla a che vedere con la dea greca, infatti qui è dea della fertilità. Il tempio viene incendiato nel 356 da Erostato e poi ricostruito, così gli eruditi alessandrini lo inseriscono nel novero delle 7 meraviglie del mondo. Il tempio viene poi abbandonato dai turchi selgiuchidi, quando si stabiliscono a Efeso e poi viene rinvenuto da un geografo tedesco nel 1800. Il tempio è rivolto a ovest come il Dydimaion di Mileto. Nella ricostruzione ipotetica dell'alzato troviamo una decorazione poco convenzionale: tipica trabeazione ionica suddivisa in tre fasce come nell'architettura romana e fregio continuo. Sono state infine ricostruite le colonne, decorate con scene processionali simili a quelle del Dydimaion.
Delfi
A Delfi troviamo il tempio degli Alcmenoi; tempio dorico, esastilo e periptero, la cui ricostruzione dopo l’incendio viene finanziata dalla famiglia degli Alcmenoi.
- Frontone ovest: Gigantomachia, tema panellenico, e testimonianza dello sviluppo del frontone classico: unità tematica, figure in scala di cui le laterali distese.
- Frontone est: Triade Delfica: questo frontone presenta una scena meno dinamica, e questo fa parte del principio di diversificazione: il frontone più statico è anche il più importante. Fa parte di questo frontone la Kore 681, firmata da Antenore.
L'Acropoli di Atene
Atene è la capitale dell’Attica e fin dal VI secolo è una grande potenza economica in Grecia; tipica di Atene è ad esempio la produzione ceramica a figure rosse e nere. Dal 561 al 528 Atene è governata dal tiranno Pisistrato, cui succederanno i figli Ippia e Ipparco. Poco prima dell’ascesa al potere di Pisistrato vengono istituite le Grandi Panatenee, una processione che parte da un luogo distante della città e, attraversando l’Agorà, giunge all’Acropoli, sede del tempio dedicato alla dea Atena, in cui ha luogo il sacrificio. L’Acropoli risale all’età micenea, nel VI secolo viene monumentalizzata e da sede del potere diventa il santuario di Atena. In origine vi erano due templi: il tempio di Atena Parthenos (vergine) e quello di Atena Polias (protettrice della polis).
L’antica Acropoli aveva un plateau roccioso diverso da quello odierno, spianato attraverso successive colmate nelle quali sono stati rinvenuti materiali del periodo delle Guerre Persiane (480-479) (Colmata Persiana), questi materiali erano le offerte fatte al tempio; tuttavia non sono stati rinvenuti manufatti in bronzo, perché erano stati rifusi.
Composizione dell’Acropoli:
- Propilei: ingresso monumentale, originariamente rivolti a nord.
- Eretteo
- Templi di Atena Poliade, con la statua di Atena in legno di Ulivo, e di Atena Parthenos.
- Hekatompedon: risale al 566 e si tratta di un tempio dorico esastilo periptero. Sul frontone, in calcare stuccato, due leoni che assaltano un toro, e altre due scene laterali, di altro tema: a sinistra Eracle affronta il tritone, a destra Zeus Barbablu affronta il mostro. I leoni simboleggiano Atena, nonostante l’animale a lei dedicato sia la civetta. Ci sono varie interpretazioni riguardo all’animale affrontato da Eracle, serpentiforme e alato, potrebbe essere Nereo, padre delle Nereidi, le ninfe marine, che assume diverse forme e predice il futuro. Questo schema compositivo è presente anche nel frontone del tempio di Artemide a Corfù, il più antico.