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La costruzione di Castel Nuovo

La costruzione di Castel Nuovo si deve all'iniziativa di Carlo I d'Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, salì al trono di Sicilia e stabilì il trasferimento della capitale da Palermo alla città partenopea. Poi il monumento subì una trasformazione in età aragonese.

La trasformazione aragonese

Infatti, nel 1443 Alfonso d'Aragona, che aveva acquistato il trono di Napoli, stabilì nel castello una splendida corte, tale da competere con la corte fiorentina di Lorenzo il Magnifico e la fortezza venne completamente ricostruita nelle forme attuali, mantenendo la sua funzione di centro del potere regale.

Alfonso d'Aragona e la guerra di successione

Alfonso D’Aragona dalla Spagna si trasferì in Italia poiché si riteneva erede legittimo di Giovanna II d’Angiò. Ma dopo Giovanna II d’Angiò il trono passò a Renato d’Angiò. Alfonso d’Aragona, che continuava a rivendicare il diritto al trono di Napoli, fece scoppiare una guerra di successione con Renato d’Angiò. Infine, Renato d’Angiò venne sconfitto e Alfonso d’Aragona ottenne il trono di Napoli nel 1442.

Alfonso unì la corona di Napoli con quella di Sicilia, Catalonia e Aragona, che comprendeva Barcellona e Valencia. Egli creò una dinastia spagnola italianizzata.

Nel 1443 Alfonso fece l’entrata trionfale in Castelnuovo con un corteo che celebrava la sua vittoria.

Rappresentazioni artistiche di Alfonso d'Aragona

Alfonso D’Aragona poi chiamò a Napoli Pisanello, per il quale doveva realizzare una serie di medaglie che lo raffigurassero. Pisanello nella prima metà del 400 lavorò in molte corti italiane importanti. Un esempio è questa medaglia [immagine] realizzata nel 1449, la quale è dedicata alla vittoria di Alfonso, un sovrano in grado di garantire la pace a Napoli.

Il Sovrano Alfonso, detto il Magnanimo, viene raffigurato di profilo come nella tradizione e viene rappresentato senza la corona ma con l’armatura proprio per sottolineare la sua natura da combattente. Un altro dipinto del sovrano, realizzato da un anonimo, è conservato al museo Jacquemart-André a Parigi. Alfonso viene sempre rappresentato di profilo, infatti questo ritratto somiglia a quelli di Piero della Francesca. Il busto è collocato in uno spazio prospettico e tridimensionale, circoscritto da pilastri e chiuso in alto da un architrave. Alfonso è raffigurato sempre con un'armatura, una corona e con uno scettro. Probabilmente l’artista era di Napoli ed era stato a contatto con l’arte di Piero della Francesca. Sicuramente il dipinto fu realizzato entro il 1458, poiché in quell’anno Alfonso morì.

Rappresentazione di Napoli

Al Museo di Capodimonte è conservata una tavola quattrocentesca immediatamente successiva al regno di Alfonso, che rappresenta Napoli, vista dal mare durante una battaglia. La città è formata da un compatto nucleo urbanistico, infatti questa parte di Napoli era quella più densamente abitata. Inoltre, si vedono le colline, soprattutto quella di San Martino su cui si trova la certosa (monastero). Oltre le mura, quindi all’interno della struttura urbana, si riconoscono edifici civili e sacri come la chiesa di San...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

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