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ECOLOGIA E DINAMICHE DELLE POPOLAZIONI UMANE

Prof. Giorgio Gruppioni

Cfu. 6 settembre martedì

29 2015,

Storia dell'uomo che nacque da determinate condizioni umane dove l'ambiente ha indotto i

cambiamenti che hanno portato all'affermarsi delle diverse specie viventi, animali o umane: in

assenza di certi cambiamenti climatici probabilmente non si sarebbe sviluppato l'uomo. Storia che

si sviluppa nel tempo e che non può essere compresa senza questo rapporto con l'ambiente.

Solo così si può capire la nascita e la storia dell'essere umano.

Cos'è l'ambiente? Ambiente intenso in senso lato, considerando anche quello culturale che l'uomo

si è costruito, quindi non solo quello naturale e climatico.

Le materie di studio parlano di Ecologia:studio della casa, studio della casa dell'uomo, quindi

dell'ambiente: Ecologia umana, uomo aggregato in comunità umane, inteso come gruppo non

come singolo, in relazione all'ambiente antropomorfizzato.

Dinamiche delle popolazioni umane: concetto di movimento, inteso in senso fisico; processi

migratori dalla preistoria in poi, che ha portato al popolamento.Da dove veniamo e come ci siamo

diffusi, in basi a quali meccanismi.

L'ambiente terrestre non è isotropo, omogeneo, quindi anche la diffusione dell'uomo non è stata

omogenea, ma indirizzata in luoghi diversi in base alla loro capacità di diffondersi piedi, quando

(a

non c'erano vie di comunicazione, quindi le barriere naturali come montagne ecc non era valicabili).

Anche gli aspetti climatici hanno influito: da ambiente caldo, Africa, ha dovuto convivere con

ambienti diversi.Anche l'alimentazione cambiò, in base alle risorse disponibili.

Dinamiche demografiche, cioè quelle condizioni che influenzarono il numero della popolazione:

rapporto tra il numero di individui che possono vivere in un territorio e le risorse del territorio

stesso:CARRY CAPACITY. Cambiamenti climatici hanno influenzato le risorse.

Le malattie stesse, in epoca storica soprattutto, hanno avuto una grande influenza sullo sviluppo

umano.

La numerosità bassa e la densità bassa comportano una scarsa possibilità di contagio, ma quando

l'uomo inizia a vivere in comunità questa percentuale si alza.

Quando l'uomo divenne produttore, con l'agricoltura, si legò al territorio: la popolazione aumenta di

densità, modificando il territorio, aumentando però anche il contagio divenendo allevatore, a

(anche

contatto con gli animali).

Da epoca preistorica a quella recente la densità di popolazione è cresciuta poco, per via di

epidemia ed alta percentuale di morti infantili.Quando l'uomo è intervenuto con le conoscenze

mediche e scientifiche, l'uomo è cresciuto in maniera esponenziale che è accaduta sempre,

(cosa

con crisi per vari motivi, con successiva ricrescita dovuta a varie scoperte: la stessa scoperta del

fuoco a comportato ad una crescita demografica).

Pure le dinamiche sociali hanno avuto influenza sull'uomo.

SECULAR TRAND, fenomeni verificatisi nell'ultimo secolo del tempo che hanno cambiamento la

fisionomia e gli aspetti sociali.

Modalità di adattamento umano: uomo risultano di una selezione, a seguito di fenomeni di

adattamento all'ambiente.

PROGRAMMA

Origine dell'uomo: da dove è partito il popolamento umano e come si è verificato

Origine e dinamiche del popolamento umano

Rapporto tra uomo e ambiente in epoca preistorica: ambiente climatico

Rapporto con le risorse: modalità di sussistenza, caccia e raccolta, innovazioni tecnologiche

il cibo fu un grandissimo cambiando che portò a migliorare lo svezzamento del bambino;

(cuocere

l'economia adottata in funzione delle risorse non è uguale a tutte le popolazioni, e hanno portato a

cambiamenti fisici e di alimentazione; scheggiatura della pietra, tecnica di Baluas?; introduzione

di nuove piante e ortaggi, come il pomodoro o la patate, il cibarci di determinati alimenti ha

affermato il nostro gusto, a livello del genoma umano)

Obiettivi principali dell'uomo: sopravvivenza del singolo e sopravvivenza della specie. Per questo, il

primo mestiere dell'uomo è stato quello di approvvigionamento di cibo.

Coevoluzione: convivenza con l'agente patogeno, con cui l'uomo convive da sempre, aumentando

la propria resistenza ad esso con risposta più forte del patogeno, fino a raggiungere una condizione

di equilibrio.L'uomo si è sviluppato nel proprio ambiente con questi patogeni, per questo viaggiare

porta a trasportare malattie che, magari, non esistono in quell'ambiente la scoperta

(vedi

dell'America e i contatti tra questi due mondi).

L'evoluzione biologica è scritta sul nostro genoma, nel DNA, così possiamo ricostruire il nostro

passato e il rapporto che abbiamo avuto con l'ambiente.

Popoli pastori e Popoli agricoltori: possiamo distinguere questi due gruppi di popoli secondi si è

(nei

verificata un'alta percentuale di intolleranza al latte).

TESTI

Marten: sviluppo sociale e sistemi naturali

Diamond: armi, acciaio e malattie OK

Harrison: biologia umana, evoluzione genetica ecologia delle popolazioni umane

Diamond: collasso OK

Cavalli Sforza:geni, popoli e lingue OK

ECOLOGIA, ALCUNI CONCETTI

Ecologia: studio delle interazioni fra componenti viventi e non viventi di un determinato ambiente e

le relazioni che vi sono fra l'uomo e l'ambiente, che è antropomorfizzato esistono quasi più

(non

ambienti naturali)

Sinecologia: analisi degli ecosistemi nella loro globalità, studiandone l'equilibrio con gli esseri

viventi e le risorse, e la sua evoluzione; gli ecosistemi sono realtà in continua evoluzione, perché

cambiano i fattori climatici

Autoecologia:studio dei rapporti ecologici tra una singola specie e la nicchia ecologica in cui vive

su una unica specie e il suo ecosistema, rapportandola con le altre specie e altri

(concentrandosi

fattori ambientali)

Nicchia ecologica: condizioni fisiche chimiche e biologiche che permettono la vita di una singola

specie in un dato ambiente; se vi sono due specie in una unica nicchia, allora queste sono in

competizione quello più forte)

(sopravvivrà

Habitat: posto in cui una data specie vive e si sviluppa; ad esempio, i Pigmei vivono nella foresta

equatoriale quindi quello è il loro habitat. Quindi è il luogo fisico che circonda una popolazione di

una o più specie, che hanno però esigenze in comune.

Ecologia delle popolazioni umane: fa parte dell'Ecologia umana secondo due ottiche

(declinata

diverse: ottica topologica e ottica ambientale, analisi delle cause e delle conseguenze che l'uomo

ha avuto sull'ambiente).Quando l'evoluzione culturale era bassa, cioè quando l'uomo non cambiava

l'ambiente, era lui stesso a cambiare; al contrario, dal Paleolitico superiore, quando l'uomo ha

iniziato a modificare l'ambiente, il suo sviluppo anatomico si è fermato: relazione inversa tra

evoluzione culturale e biologica. Ogni popolazione, abitando in un determinato habitat, ha subito

determinate influenze: rapporto tra comunità umane e fattori ambientali e tecnologie sviluppate

Ecologia culturale: adattamento dell'uomo e della società umana al suo ambiente grazie alle

tecnologie sviluppate, all'economia, ecc

Cultura: corpus di conoscenza appresa è utilizzato come mediatore tra uomo ed ambiente

Ecologia storica: studio dell'ambiente come artefatto umano, quindi della interazione tra culture e

ambiente nel corso del tempo

Ecosistema: insieme delle funzioni e dei rapporti che si instaurano tra le componenti strutturali e

funzionali delle relazioni tra viventi e non

Ecosistemi naturali: sistemi preservati dall'intervento umano esistono quasi più)

(non

Ecosistemi umani: sistemi in cui l'uomo ha esercitato la propria azione l'Ecosistema urbano,

(rientra

che si può considerare quello più avanzato)

Dinamiche delle popolazioni umane: analisi dei movimenti fisici e biologici, fenomeni evolutivi,

trasformazioni biologiche e sociali, bioculturali quindi hanno avuto effetti sullo sviluppo e

(che

cambiamento biologico); tutto in relazione ai fattori ambientali, alle risorse e alle scelte culturali

ottobre giovedì

1 2015,

Homo Naledi: ritrovamento recente africano, chiamato così dalla località in cui è stato

rinvenuto.Ominide, di cui sono stati ritrovati migliaia di fossili, appartenenti allo scheletro, riferibili ad

una quindicina di individui che ne ricostruiscono uno quasi completo.

I resti erano situati in una cava, con cunicolo, fino ad arrivare di ritrovamento dove pensano ce ne

siano ancora altri sepolcrale? Probabilmente i morti venivano buttati dentro da un pozzo

(camera

posto al di sopra della camera). I frammenti del cranio evidenziano una prominenza nel toro

sopraorbitale, ma in generale presenta elementi identificabili Homo cranio, faccia).

(denti,

Questi hominidi avevano una certa predisposizione a muoversi tra gli alberi ed ad arrampicarsi

primitiva). Il pollice, però, è lungo e la conformazione dell'articolazione fa capire

(condizione

l'opponibilità del pollice con le altre dita: capacità di manipolare la pietra per la scheggiatura.

Il piede è molto simile a quello dell'uomo, quindi era dotato di bipedismo.

Caratteristiche: mosaico di tratti primitivi piccolo come quello di un scimpanzé; dita ricurve;

(cervello

spalle scimmiesche) e moderni del corpo simili alle attuali, anche se di piccole

(proporzioni

dimensioni, di altezza; piedi come i nostri): specie vicina alle origine del genere Homo, di

1.50m

transizione tra umana e preumana.

Databile quindi a milioni di anni fa.

3-2

Al momento, manca un approfondito studio geologico e stratigrafico del luogo di ritrovamento. Non

è stata fatta una datazione diretta dei reperti.

Dicono di non aver trovato ossa animali che gli avrebbero permesso di fare test di datazione.

Il suo valore scientifico rimane incerto, fino che non si collocherà cronologicamente.

Quindi, solo allora potremo collocarlo nell'albero filogenetico dell'uomo.

ACCENNI DI PALEONTOLOGIA UMANA

Spinte evolutive dovute ai cambiamenti climatici, Miocene, che fa spingere i primi esemplari di

Australopitecus a spostarsi: creazione della Rift Valley, di altre catene montuose, diminuzione della

foresta, inaridimento climatico con conseguente ambiente umido ad ovest.

(est)

Passaggio da forme che praticavano la bracheazione alla forma eretta: cambiamenti scheletrici che

ci indicano o meno il bipedismo: nei piedi, nelle anche, nel bacino, nel cranio.

milioni di anni fa, compaiono le prime forme con tendenza al bipedismo.

6-7 milioni di anni fa, prime forme complete e sicure di esemplari con bipedismo:Australopitecus

4-5

africanus di Taung: è rimasto il calco del cervello); Australopitecus transvalensis, reperti

(bambino

di un adulto femmina di quella stessa specie che ha preso poi il nome di africanus. Ritrovamento:

sud africa.

milioni di anni fa, Australopitecus robustus, caratteristico per le fattezze del cranio che ne

2.3-1.2

indicavano la potenza masticatoria, con denti molto usurati coriacea). Vi è anche

(dieta

l'Australopitecus aetiopicus, trovato in Etiopia e sempre rientrante nel gruppo robustus. Non

rientrano nel gruppo degli Homo per le caratteristiche fisiche, ad esempio, del cranio; non erano in

grado di produrre e tradurre una cultura materiale, cosa che identifica un Homo di

(capacità

progettazione e di realizzazione di strumenti, tramite lo scheggiamento della pietra).

Australopitecus gracile e robustus: bipedismo e stazione eretta per la conformazione del piede,

cranio articolato più in avanti rispetto ad una scimmia, pelvi simile a quello dell'uomo, arti inferiori

robusti; il primo più piccolo di statura cm, apparato masticatorio meno robusto del

(120 30kg),

secondo, dieta onnivora vegetariana con qualche animale come insetti), capacità cranica

(base

il secondo più grande e robusto, massa corporea maggiore cm, apparato

450cc; (140 40kg),

masticatorio potente indice di dieta vegetariana coriacea, capacità cranica di Vivevano al

500cc.

confine con foresta e savana, quindi avevano disponibilità di cibo maggiore, con però obbligo di

percorrere percorsi a terra, da bipede.Indicativa è anche la specializzazione dei due: più questa è

alta meno è la probabilità di successo futura perché non è plastico, non riesce ad adattarsi al

luogo diverso in cui abita.

milioni anni fa, Australopitecus afarensis, la famosa Lucy: bipedismo, piccola statura, piccola

4-3

cassa cranica circa), fisico da atleta adatto per correre quindi poteva scendere dagli alberi

(400cc

e correre per arrivare ad un altro albero; famose sono le orme ritrovate su un vulcano che

confermano il bipedismo di questa specie.

Comparsa dell'Uomo: Homo habilis, milioni di anni fa, cervello più grande

2.5-2 (700-800cc),

capacità di realizzare strumenti litici, evolutosi dalla forma gracile dell'australopitecus: non aveva

la capacità di parlare però comunicava in qualche modo gestuale), presenza

(comunicazione

delle aree del cervello dedicate alla gestualità destra collegata con l'emisfero sinistro, che

(mano

controlla la comunicazione gestuale e di articolazione della parola) ma assenza della laringe

essenziale per parlare.

Ulteriore fase evolutiva, Homo erectus, primi esemplari trovati da un medico militare (Dubois),

successivo all'Habilis e coincidente con l'uscita dell'Homo dall'Africa. Anche con l'Homo ergaster

abbiamo l'uscita dell'uomo dall'Africa: poco meno di milioni di anni fa; l'erectus è stato trovato in

2

vari paesi, in Georgia georgicus), a Giava, in Europa: capacità cranica di

(Homo 900cc (alcuni

popoli attuali hanno una capacità cranica vicina a questa), industria litica notevolmente più

raffinati dei precedenti milione di anni fa: cambia la tecnologia per la produzione degli strumenti

(1

litici, ciottolo allungato convesso, che colpito crea schegge variate nella forma: si decortica il

ciottolo nella parte convessa per renderla pianeggiante, riutilizzando poi le schegge),

addomesticazione del fuoco che rappresenta un passaggio fondamentale per la storia dell'uomo

i bioritmi grazie alla capacità di creare luce quando è buio; gli ormoni stessi dipendono

(cambiano

dal periodo di veglia-sonno, come quello della crescita; importanza fondamentale ebbe la cottura

dei cibi, nello sfruttamento delle risorse e nello svezzamento dei bambini, in cui l'allattamento

doveva essere molto allungato per mancanza di altri alimenti, che comporta al tempo stesso una

bassa fertilità; aumenta così anche la demografia, nel Paleolitico superiore; avvicinamento

progressivo al fuoco, uso spontaneo di esso, con primo atteggiamento di paura e poi

consapevolezza della sua efficacia: mila anni fa vi erano fuochi strutturati all'interno di

400-500

capanne, su basi con circolo di pietre, dove veniva creato il fuoco).

No aumento demografico progressivo, ma alternarsi con fasi di incremento, crescita minima

quasi costante, incremento esponenziale, ecc. Il perché è da ritrovarsi nelle risorse alimentari,

prima finite e poi aumentate grazie alla scoperta di elementi che aiutavano a trovare più risorse

alimentari il fuoco, ecc). Questo andamento non è mai stato uguale in ogni luogo della

(vedi

terra: in Asia si è trovato sempre il di popolazione umana; non si è creato in ogni luogo lo

50%

stesso livello di sviluppo e possibilità anche a livello attuale).

(parlando

Amigdala, bifacciale prodotto da erectus, proveniente dall'Inghilterra: simmetrico, segno di un

qualche gusto estetico; presenza di una conchiglia bivalve, al centro, rimasto incastonato nel

ciottolo, e lasciato al centro volutamente dal creatore del ciottolo di personalizzazione;

(segno

evidenzia l'evoluzione cognitiva).

In Africa l'erectus si evolve nell'Homo sapiens, mentre in Europa si evolve il Neandertal (processo

di arcaicizzazione). A partire da mila anni fa si evolve l'uomo moderno, che decide di uscire

150

dall'Africa intorno ai mila anni fa, trovandolo in Europa mila anni fa: si espanderà su tutto il

100 30

pianeta, in Asia un po' prima, fino ad arrivare alle Americhe e all'Australia.Come è stato il modello

si espansione di questa specie? Cosa ha portato allo sviluppo del progresso e dove invece questo

non è stato possibile? Perché? ottobre venerdì

2 2015,

Homo di Neandertal: uomo adattato al clima freddo perché evolutosi in Europa reperto

(primo

trovato in Germania); mila anni fa, con periodo di maggiore frequenza durante l'ultima

250

glaciazione. Dai reperti studiati a livello di DNA, si sono scoperti dati dell'aspetto capelli

(avevano

rossi, quindi cambiamento di pigmentazione); ampia variabilità genetica; originano un linguaggio

articolato delle aree celebrali, del Broca e del Wernicke, che controllano il linguaggio, e

(sviluppo

della laringe):

condizione neurologica attrezzato per sviluppare un linguaggio articolato) e condizione

(cervello

anatomica fonatorio in grado di eseguire gli ordini provenienti dal cervello; occorre

(apparato

una laringe bassa, fatto avvenuto intorno ai mila anni fa) e predisposizione genetica

300

di una proteina prodotta da un gene chiamato FoxP2) e sollecitazione, interazione,

(presenza

stimolo con l'ambiente bambino impara a parlare per apprendimento, visto che abbiamo una

(un

prole inetta cioè che ha bisogno costante di cure; questa caratteristica ha permesso la

trasmissione di informazioni di padre in figlio, portando anche all'aumento della crescita ed

adolescenza). La nascita del linguaggio con l'addomesticazione del fuoco non sono due fatti

indipendenti: la convivenza intorno al fuoco, le esigenze della caccia della raccolta e della

spartizione del cibo, sono incentivi per integrazione ed aggregazione sociale: da qui la

necessità di comunicare di ricordare, visto che senza parole non è possibile memorizzare).

(e

Cultura litica del uomo di Neandertal è quella del Paleolitico medio, Industria Musteriana: nome

che deriva dal sito francese da cui provengono oggetti litici legati a resti di Neandertal; è ricca di

tipologie diverse di strumenti, funzionali a determinate situazioni.

Sepoltura dei morti, aspetto che testimonia la volontà di seppellire i morti, legato alla pratica del

culto corredo): in Iraq è stata trovata una tomba con una grande concentrazione di pollini,

(rito,

che ha fatto pensare una sepoltura dove il morto era stato circondato di fiori, quindi sepoltura

con attenzione particolare alcune erano presenti anche animali, interpretate come

(in

offerte).Significativo dal punto di vista cognitivo, indicando l'autocoscienza, consapevole della

vita così come della morte, di una dimensione spaziale e temporale della vita.

Il Neandertal si estinse, con la sopraggiunta del Sapiens mila anni fa).

(27

Homo Sapiens: compare un uomo alto, con cranio alto, arti lunghi, cervello sviluppato, con

caratteristiche quindi diverse dal Neanderal; lo troviamo in Africa mila anni fa; evoluzione

(150

precoce in Homo Sapiens) in Asia, Europa mila anni fa), Oceania mila anni fa) e America;

(50 (30

convivono con il Neanderal circa mila anni, poi questo si estingue, ancora non sappiamo il

20

motivo preciso più o meno diretti tra le specie, con unione e procreazione attiva o meno,

(rapporti

sottrazione di risorse al Neandertal che si ritrova in difficoltà, sospinto in zone meno fertili,

emarginato, con successiva integrazioni con quelli rimasti). Le capacità biologiche hanno perso

sulle capacità elaboratrici di strategie di adattamento: nelle aree parietali del cranio e in quella

frontale si formano le associazioni: avere un cranio sviluppato in alto e nella fronte significa avere

queste aree più sviluppate, cosa che caratterizzava il Sapiens, che gli ha permesso di vincere sul

Neandertal.In qualche luogo ci deve essere stata una unione biologica e culturale, visto che

analisi sul DNA hanno dimostrato una percentuale di Neandertal e ritrovamenti di industrie miste

hanno mostrato un'unione delle due classi.

DIMOSTRAZIONE DELL'ORIGINE AFRICANA E DELL'ANTENATO COMUNE

DNA mitocondriale e DNA nucleare: il primo lo ereditiamo da nostra madre, ed è fondamentale per

la datazione dell'uomo: sono stati fatti studi su vari gruppi umani asiatici, europei, africani: sono stati

comparati all'interno dei rispettivi gruppi e si è visto come nel gruppo africano le differenze fossero

maggiori rispetto al gruppo europeo: questo conferma la nascita del Sapiens in Africa.Il secondo si

eredita dalla parte paterna: si è visto come il cromosoma Y più antico provenga dall'Africa, anche se

con un range cronologico differente rispetto al primo test.

DNA da reperti fossili: comparazione con quello dell'uomo moderno; valutazione del numero di

mutazioni che nel corso del tempo hanno cambiato gli antenati dell'uomo, che provenivano da uno

stesso ramo per poi separarsi in una certa data; secondo Paabo i due avevano un parente in

comune, in Africa, mila anni fa; secondo Rubin, risale a mila anni fa: poi i due si sono

516 706

separati, quello rimasto in Africa si è sviluppato in Homo Antecessor che poi ha occupato l'Europa

sviluppandosi in Homo Haidelbergensis, e questo in Neandertal; in Africa dall'Antecessor abbiamo

il Sapiens.

COME SI È ESPANSO L'UOMO? ottobre martedì

6 2015,

NO LEZIONE GIOVEDÌ

STORIA BIOGEOGRAFICA, ECOLOGICA E CULTURALE DEL SAPIENS

Non tutti sono a favore dell'origine unica, intorno a mila anni, dell'Homo sapiens in Africa. Come

200

è avvenuto quindi questo popolamento? Quali sono i meccanismi che hanno portato all'uscita

dall'Africa e al suo spostamento?

Fine del pleistocene medio, mila anni fa, fino all'uscita dell'uomo intorno a mila anni fa; il

200-150 100

suo spostamento arriva fino a mila anni fa circa, durante l'Olocene.

10

La ricostruzione si basa sul filone storico-naturalistico, con riferimento al processo storico avvenuto

sociale e naturalistica). Quindi, oggetto dello studio sono le UNITÀ POPOLAZIONALI

(dimensione

UMANE, gruppo di individui coesi, tenuto insieme da elementi di carattere sociale, economico,

ambientale: sono caratterizzati da un certo grado di isolamento geografico, ma anche culturale,

linguistico e riproduttivo. Queste unità sono in grado di approcciarsi in maniera univoca con

l'ambiente.

Queste sono le basi per capire come il processo è avvenuto.

Queste unità popolazionali non sono semplicemente un gruppo di individui ma un vero sistema

sociale, capacità di dare risposte di sistema, evolvendosi lungo direttrici spaziali-ecologiche così

come lungo sistemi complessi adattativi sistema sociale si evolve in relazione alle esigenze

(il

adattative).

Tutti i sistemi sociali si evolvono nel tempo, caratterizzati da un ciclo chiamato EVOLUZIONE

CICLICA, con l'alternanza di crescita-equilibrio-dissoluzione-riorganizzazione con

(Marten, 2001),

all'interno di ciascuna fare altre fasi che sono da

(diffusione-stabilità-contrazione-frammentazione),

riferire allo spazio fisico.

Il sempre più maggiore bisogno di risorse spinse le unità popolazionali a spostarsi in continuazione

verso il nord e l'est Asia: la loro economia si basava sulla caccia e raccolta, fino all'olocene.

Numerosità: ricostruibile in base ai reperti rinvenuti e alla capacità portante del territorio

Nel considerare i movimenti popolazionali bisogna tener presente una serie di dati:

No omogeneità del territorio, anisotropia ambientale, con effetti nella distribuzione popolazionale

Possibilità delle risorse ambientali e animali, per cui il taxon ne necessita o sfrutta con

(modalità

cui si distribuisce l'unità all'interno dell'area)

Strategie riproduttive che prevedano un numero di figli in grado di continuare la specie morti

(le

infantili erano molto elevate); il numero di individui rappresenta una risorsa per la sopravvivenza

del gruppo la caccia e la raccolta delle risorse)

(per

Fino al neolitico, abbiamo un'economia di caccia e raccolta, quindi l'uomo non poteva

incrementare l'utilità del territorio che farà solo con l'agricoltura); devono quindi pianificare

(cosa

le modalità di sussistenza in base alla capacità dell'ambiente occupato. Il gruppo è costretto a

spostarsi quando le risorse finiscono.

ORIGINE DELL'HOMO SAPIENS

Modello dell'evoluzione multiregionale: multi regional model; proposto inizialmente da

1-

Weidenreich nel antropologo che sviluppò un modello che si basava sul popolamento

1946,

avvenuto regione per regione attraverso una progressiva evoluzione dell'umanità già presente del

territorio. A partire da milioni di anni fa fino a mila anni fa è presente l'Homo erectus Europeo

2 200

ed Asiatico: questa teoria sostiene che da questa specie sarebbero evoluti i Sapiens in quella

determinata area. Questo porta alla scomparsa dell'origine comune di tutti gli esseri umani, ma ad

un'evoluzione locale e non centrale. Chiamato anche modello a candelabro: in Europa, Asia, Africa,

l'umanità avrebbe attraversato separatamente e in parallelo le stesse fasi lineari di progresso

evolutivo. Sostenuta recentemente da Thorne e Wolpoff la trasformazione in homo sapiens

(1992);

sarebbe avvenuta secondo un evolutivo' comune, con evoluzioni parallele fino ad oggi.

'impulso 200

mila anni fa, in Europa, non c'è stato nessun evento climatico che avrebbe portato alla comparsa

del Sapiens nelle altre aree del mondo). Se questo fosse vero, vi sarebbero delle linee di

(così

continuità regionali con i predecessori del sapiens: le popolazioni europee dovrebbero essere

discendenti dirette del Neandertal non plastica, specializzata, che non è in grado di

(specie

evolversi: questo smentirebbe questa ipotesi); le popolazioni asiatiche discenderebbero dall'Homo

erectus di Pechino; quelle indonesiane e australiane discenderebbero dall'uomo di Giava. Abbiamo

tracce di continuità genetica tra queste specie e le popolazioni attuali: la conformazione degli

incisivi, la forma del cranio, soprattutto dei paesi asiatici, mostra affinità con i predecessori regionali

del sapiens; altre analogie morfologiche confermerebbero questa ipotesi. In breve: uscita

dell'ergaster milioni di anni fa, colonizzando il vecchio mondo, fermandosi in regioni diverse dove

2

si sarebbe evoluto in maniera parallela e contemporanea, quindi con sapiens arcaici e poi sapiens

sapiens.

Modello dell'evoluzione africana recente of Africa): no evoluzione del sapiens localmente,

2- (Out

ma prima in Africa, per poi spostarsi e sostituire l'umanità già presente in quei territori. A sostegno

di questa ipotesi troviamo Howells, Stringer e Andrews: mila anni fa evoluzione dell'uomo

200

moderno, con poi successiva uscita dall'Africa, mila anni fa. Si chiama anche ipotesi

100

uniregionale: origine unica nella RiftValley. Evoluzione di una speciazione che avrebbe portato

all'origine del Sapiens, forse a partire dall'antecessor/heidelbergensis dell'ergaster):

(discendenti

perché avvenga la cladogenesi deve verificarsi un specifico fattore, ISOLAMENTO

RIPRODUTTIVO. Colonizzazione dell'Africa dopo la creazione di unità popolazionali: uscita

dall'Africa si sarebbe distribuita nel vecchio mondo, sostituendo, con tempi differenti in base al

luogo, la vecchia specie di homo presente nel territorio. Questo porterebbe alla presenza di una

sola continuità, quella africana; probabilmente, vi sono stati degli incroci genetici, cosa che

dimostrerebbe che le specie non erano poi cosi diverse.

Il modello multiregionale in questi anni è entrato in crisi in quanto molti dati confermerebbero

l'origine africana recente molecolari). Ma anche la seconda ipotesi ha punti deboli:se il sapiens

(dati

ha soppiantato le forme precedenti, vi dovrebbero essere stati tassi di estinzione molto alti, tale da

consentire la sostituzione dell'uomo moderno, ma non abbiamo testimonianza fossile di ciò.

Sicuramente, non sono state solo due le uscite dall'Africa dell'Homo: oltre all'ergaster milioni di

2

anni da e il sapiens mila anni fa, vi devono essere state ondate di uscita dall'Africa in base alle

100

condizioni climatiche e le risorse del territorio, più favorevoli in Europa ed Asia.

Vi sono sempre più ipotesi intermediarie tra le precedenti: forse, il nuovo Homo Sapiens si è,

3- 4-

col tempo, accoppiato con le specie già residenti nel territorio, e questo spiegherebbe le affinità

morfologiche attuali con le specie antiche dell'Homo periodiche verso il vecchio mondo).

(ondate

Bisogna capire che fine abbiano fatto le specie erectus: si pensa che direttamente o indirettamente

il sapiens abbia provocato la loro estinzione, come nel caso del Neandertal, per via della differenza

culturale e superiore del sapiens. Le unità popolazionali uscite periodicamente dall'Africa avevano

sicuramente una più efficace organizzazione sociale, capaci di adattarsi meglio, sviluppando

strategia di sopravvivenza più sofisticate.

Un'altra ipotesi è quella di una parziale associazione, integrazione, tra erectus-sapiens e

neandertalensis-sapiens, ossia che ci sia stato un incrocio genetico, che avrebbe portato alla

scomparsa genetica delle prime, più piccole e meno densamente distribuite del sapiens, cambiando

quindi le loro caratteristiche fenotipiche.

Queste due posizioni che si contrappongono fanno riferimento anche a due ideologie diverse, a due

concezioni diverse del processo evolutivo: da una parte il gradualismo che sostiene la

(Darwin),

prima ipotesi; dall'altra l'evoluzione per salti per fasi, con picchi e discese), che sostiene

(evoluzione

la seconda ipotesi. ottobre venerdì

9 2015,

I fenomeni microevolutivi riguardano piccoli gruppi che a livello di genetica si distinguono dagli altri

i Sardi o i Baschi che hanno alcune caratteristiche sanguigne e genetiche uniche e distintive).

(vedi

Le mutazioni genetiche positive si accumulano nel tempo contribuendo a determinare queste

differenze negli umani, differenziando le cosiddette Razze.

Il salto da una specie all'altra, tramite le mutazioni, non è facilmente ricostruibile: Darwin pensava

che questa funzionasse tramite una lenta evoluzione, progressivo processo

'trasformazione'

mutazionale sono gli uccelli che derivano dai rettili, avendo in comune la struttura e la

(esempio

genetica). Ma quante mutazioni sono necessarie per far cambiare l'individuo? Non abbiamo

testimonianze fossili di queste forme di transizione. Da qui la TEORIA DEGLI EQUILIBRI

PUNTEGGIATI: forma di evoluzione che avviene secondo momenti di grande radiazione intercalati

da fasi di stallo, che formarono così nicchie archeologiche.

Anche cambiamenti climatici possono incidere su queste mutazioni: la meglio dei primati sui grandi

rettili avvenne proprio durante un cambiamento di questo tipo di varie specie dopo la

(boom

scomparsa dei dinosauri, con creazione di un ambiente più variegato).

Fase di stabilita dal punto di vista evolutivo perché vengono meno le spinte ambientali, stanziandosi

nelle proprie nicchie archeologiche.

Questa teoria si contrappone quindi all'idea dell'evoluzione lenta e graduale di Darwin, detto

gradualismo filetico per la microevoluzione).

(fattibile

COMPLESSITÀ IRRIDUCIBILE

Intelligent design e la teoria del Creazionismo: alla base sta la complessità irriducibile, che si può

riallacciare a quello detto fino adesso della complessità del corpo umano esempio l'occhio, che

(ad

funziona grazie a vari elementi, ciglia, palpebre, ecc, quindi ha una complessità riducibile al cui

sotto non si può andare): una struttura che non funziona, quindi, andrebbe eliminata dalla

selezione, questo porta ad una mutazione in blocco con elementi essenziali perché l'organo

funzioni.

Esistono dogmi nella scienza che non dovrebbero esserci, perché le teorie della scienza devono

essere sempre in dubbio. Non tutto si spiega in termini evolutivi, come credono i del

'seguaci'

Darwinismo; questo ha portato anche ad applicarla della vita sociale, culturale, ritenendo così che

solo il più forte vince e sopravvive, con il concetto di lotta per la sopravvivenza.

In breve:I dati paleantropologici suggeriscono che il sapienza sia il prodotto di mutazioni adattative

avvenute in tempi molto rapidi che hanno portato alla formazione, attraverso la cladogenesi, ad un

certo numeri di taxa ominini in Africa, per poi distribuendosi in diverse regioni del pianeta.

Da milioni a milione di anni fa abbiamo vari Australoliteci e Homo, perché il clima cambia con la

3 1

formazione di nuove nicchie archeologiche.

ESPANSIONE DELL'HOMO SAPIENS

Modalità.

Oggi l'uomo moderno lo troviamo distribuito in tutto l'ambiente, sia a livello longitudinale che

latitudinale, rappresentando la specie più diffusa. Le principali caratteristiche che gli hanno

permesso di adattarsi e di occupare la superficie terrestre sono:

Specie stenoterma, cioè adattabile solo ai climi medi, principalmente caldi a livello

(parlando

biologico). Complessivamente, considerate le capacità di adattamento culturale, ha la possibilità

di vivere a qualsiasi temperatura: specie euriterma.

Ha un ottima vagilità, grazie alle sue capacità fisiche e culturali, che si basano sul sistema di

riproduzione e dispersione, permettendogli così lunghi e rapidi spostamenti sulla terra. Vagilità

attiva, perché si muove; l'uomo riesce ad attraversare anche un ambiente anisotropo, mentre per

una specie animale può rimanere per sempre invalicabile.Ha superato ogni ostacolo

diffondendosi sulla superficie terrestre a macchia d'olio; non tutte le popolazioni si sono adattate

ad un particolare tipo di ambiente, come il processo tecnologico che non ha interessato tutti

ugualmente; così come non tutte hanno avuto la stessa vagilità, trovandosi in ambienti diversi e

con risorse differenti l'addomesticamento del cavallo, azione recente di mila anni fa). La

(come 4

più alta densità l'abbiamo nelle aree subtropicale e temperate, quindi si può supporre che dopo la

sua comparsa in Africa abbia occupato aree climaticamente favorevoli, creando così una densità

alta, per poi spostarsi in climi meno favorevoli la stenotermia continua ad influire).

(quindi

Risultati:

Dati di carattere paleontologico, fossili animali umani o vegetali, per cercare di ricostruire le

epoche in cui le aree sono state popolate

Altri studiosi, genetisti come CavalliSforza, Menozzi, Piazza, Stringer, si sono indirizzati verso la

genetica, per studiare il fenomeno di migrazione: ogni popolazione ha caratteri genetici propri,

quindi in base allo studio del loro DNA è possibile ricostruire il loro percorso; dalla Mesopotamia

quindi si pensa che si siano diffusi fino ad arrivare al nord Europa, seguendo le coste del

mediterraneo o le pianure del Danubio e del Reno.

Questi dati si possono confrontare con quelli di tipo bioarcheologico:dalla mezzaluna fertile si

sarebbero mossi, e nell'arco di mila anni siano arrivati nel nord Europa, questo grazie ai resti

5

archeologici trovati dei nuclei abitativi.

Altro aspetto importante è il cambia ero climatico, che ha grandi influenze sulla vagilità dell'uomo

le glaciazioni e la creazione di lingue di passaggio che permettono di spostarsi dove prima

(vedi

non era possibile). Esempio: mila anni fa il mar Adriatico era metri più basso, quindi era

25 25

perfettamente percorribile a piedi comunicazione ha portato anche ad una similitudine

(questa

nelle specie marine).65 mila anni fa: diversa linea di costa perché il mare era più basso, con

spostamento dall'Africa per tutta la costa sud asiatica, fino ad arrivare alla zona oceanica e

australiana. Forse ha utilizzato le coste del nord Asia anche per arrivare in Alaska e così nelle

Americhe mare era luogo di risorse di cibo).

(il

Con la raggiunta dello studio sul cromosoma Y e il DNA mitocondriale, genetica di popolazione, si

è cercato di capire le relazioni tra le popolazioni umane per identificarne l'origine comune e la

provenienza lo studio del DNA delle popolazioni viventi e del passato): confronto del DNA tra

(con

popolazioni diverse, anche passate. Eva africana: rappresentante di un gruppo di donne in Africa

circa mila anni fa, che ha il DNA mitocondriale in comune con le donne attuali

100 (questo

dimostra che le popolazioni africane sono le più antiche): il DNA mitocondriale è piccola quindi

facile da lavorare, è mutabile, non ricombina i cromosomi omologhi si appiccicano, si

(cioè

scambiano dei pezzi, per poi ristaccarsi, prima di dimezzarsi e tornare ad essere questo

23:

rappresenta il mescolamento dei cromosomi maschili e femminili durante il concepimento; l'unico

cromosoma che non cambia e che non subisce questo rimescolamento è il DNA mitocondriale; gli

unici cambiamenti che avvengono sono quelli dovuti alle mutazioni) quindi utilissimo per questo

tipo di analisi, anche se ereditabile solo dalla donna. Si può fare questo studio anche con il

cromosoma Y, ereditabile dal padre, che non si ricombina quando si mischia con il cromosoma X:

il cromosoma Y del figlio sarà quindi simile a quello del padre e così via.

Altra linea di studio è quella del DNA antico, per stabilire affinità tra le popolazioni antiche, oppure

per stabilire la progenie di attuali popolazioni umane stabilire la continuità genetica).

(per

Vengono così a formarsi ALBERI FILOGENETICI, con numeri che corrispondono a popolazioni,

trovando così affinità genetiche riconducibili ad una origine comune), altri gruppi di

(aplotipi,

popolazioni con affinità, e così via, separando i gruppi meno affini, per individuare l'origine

comune. Attualmente gli aplogruppi sono distribuiti in regioni: alcune caratteristiche genetiche

22

sono riconducibili ad un ceppo comune ma localizzato a quella zona geografica.

EVOLUZIONE SOCIOCULTURALE

Abbiamo visto l'evoluzione biologica e la diffusione soprattutto riguardo i fattori ambientali. Ma

abbiamo anche una evoluzione socioculturale che ha accompagnato l'evoluzione spaziale:

passaggio di sapientizzazione in Africa, perché il Sapiens non è solo anatomicamente moderno, ma

anche a livello socioculturale è riconducibile all'uomo moderno: ma queste non sono andate di pari

passo, perché condizionata dalle situazioni locali e dall'ambiente oltre che il reperimento delle

risorse. È carente la documentazione per ricostruire questo percorso, perché le ricerche di carattere

archeologico non sono state fatte in Africa, scandagliato poco in maniera meno intensiva,

ottenendo così pochi dati oggettivo a livello di analisi). L'impatto ambientale ha avuto una

(limite

forte influenza su quello che riguarda lo sviluppo tecnologico. ottobre martedì

13 2015,

FATTORI DELL'UOMO NELL'ADATTAMENTO

Quali sono i fattori che hanno permesso all'uomo di adattarsi con l'ambiente e quindi di evolversi?

Due strategie di base, interconnesse tra loro:

Strategie di adattamento biologico se in questo caso non vi è l'intento, ma è una capacità

(anche

innata nella natura umana e animale):sono capacità comuni a tutti gli esseri viventi.Possiamo

avere varie nature: adattamento fisiologico fenotipici, perché riguardanti l'individuo

(adattamenti

che risponde in determinati modi all'ambiente; ogni individuo è plastico, anche questa

caratteristica è ereditaria) e adattamento genetico tutta la popolazione, legato al

(riguarda

genoma, quindi è trasmissibile; questo porta che i geni più forti riescono a sopravvivere a

discapito dei geni più deboli: fenomeno microevolutivo)

Strategie di adattamento culturale:appartiene solo all'uomo; modalità di adattamento che l'uomo

riesce a mettere in atto per creare condizioni di migliore benessere, maggiore possibilità di vita

del fuoco, agricoltura, ruota, ecc): adattamento culturale e/o

(addomesticamento

comportamentale se nel secondo caso non è legato al fatto di essere uomini, perché

(anche

anche altri animali hanno questa caratteristica, di adattarsi a livello strategico, anche se per loro è

un comportamento innato e non calcolato).L'uomo ha la caratteristica di effettuare azioni

calcolate, pensate: COMPORTAMENTO PENSATO.

L'economia umana affronta i problemi della VARIABILITÀ UMANA in termini di ADATTAMENTI,

che siano questi morfologici, fisiologici, molecolari enorme varietà di forme), anche

(polimorfismo,

se al tempo stesso siamo diversi da noi stessi cambiamo, a livello cellulare e fisico).

(invecchiamo,

Questa variabilità individuale porta a riconoscere che in certi gruppi di popolazioni vengono

condivisi determinati caratteri della pelle, forme del viso, statura, ecc), che consentono di

(colore

raggruppare popolazioni umane in TIPI UMANI a livello zoologico).Tutte queste

(parlando

caratteristiche sono la conseguenza di una determinata mutazione, caratteri vantaggiosi che si

sono affermati durante l'adattamento.

CARATTERI

Caratteri morfologici, che possono essere misurati: esempio, le popolazioni africane hanno un naso

camerino, cioè largo, e può essere sia descritto che misurato, quindi diventano caratteri

morfometrici.Alcuni caratteri sono legati alla pigmentazione: caratteri pigmentari.

Sono tutti caratteri a variazione continua, cioè le caratteristiche umane seguono la curva

Gaussiana: non troviamo nessun essere umano con caratteri identici, ad esempio se si parla di

statura una persona può essere sempre poco più alta o bassa dell'altra, però se si mettono in un

contesto più ampio con varie persone, vediamo che le altezze seguono un andamento a campana,

cioè col picco centrale DI MAGGIORE FREQUENZA, cioè dove abbiamo il maggior

(CLASSE

numero di casi), e andamento a calare verso una altezza maggiore o minore.Questi caratteri sono

POLIGENICI, controllati da più geni: il carattere è la sommatoria di tanti geni ce un unico gene

(non

che trasmette l'altezza, è quindi di tipo casuale perché conseguenza dell'Unione dei geni dei

genitori; effetto della sommatoria di un numero tot di geni).

Molto spesso questi caratteri sono POLIFATTORIALI, cioè influenzati da fattori agenetici,

ambientali: i gemelli, ad esempio, sono identici geneticamente, ma c'è sempre qualche

caratteristica fisica differente dall'altro: si ereditano i geni ma non si eredita direttamente il carattere;

quindi intervengono i fattori agenetici ormonali, fattori ambientali, malnutrizione, malattie,

(difetti

attività fisica, ecc).

Vi sono di conseguenza molte malattie polifattoriali, cioè abbiamo una predisposizione ad una

malattia, che però si sviluppa con un determinato ambiente e situazione fisica.

Spesso caratteri morfologici e pigmentazione sono correlati: pelle chiara legata ad occhi chiari,

pelle scura legata ad occhi scuri. I caratteri sono spesso sottoposti a selezione sessuale: legata a

preconcetti di carattere culturale, cioè vengono preferiti soggetti con determinate caratteristiche

fisiche, portando così a riprodursi con determinati individui la pargmizia:

(interrompendo

procreazione varia e mista): questo accadeva principalmente nella preistoria.

ADATTAMENTO UMANO

Dovette adattarsi alle variazioni ambientali:

Ambiente climatico: dall'Africa, clima caldo, si è dovuto adattare a climi più freddi e con radiazioni

diverse, spostandosi sempre più a nord ed oriente.

Ambiente alimentare: differenti risorse alimentari in base a dove si stanziavano, adattandosi alle

risorse locali, che erano molto diverse tra loro.Va visto sia dal punto di vista delle risorse

energetiche e risorse nutrizionali: le energie devono essere correlate alle integrazioni (sali

minerali, aminoacidi, proteine, carboidrati, ecc).

Ambiente patogeno: cioè con le malattie; oltre alle nostre cellule, abbiamo il corpo, internamente

ed esternamente, pieno di batteri, microrganismi che creano un proprio ecosistema; alcuni

microrganismi sono utili all'uomo, altri ci creano problemi.Vi sono fattori ambientali, ma anche

artificiali, che ci portano ad ammalarci.

La capacità di adattarsi a permesso all'uomo di sopravvivere in varie parti della Terra, anche in

condizioni molto differenti: savana, foreste tropicali, deserti, aree polari ed artiche, cime elevate.

La distribuzione delle piante e degli animali è più localizzata, ristretta, a causa della loro limitata

capacita adattativa.

L'uomo reagisce ai fattori ambientali con tre tipi di risposte:

Biologiche

Etologiche

Culturali

Cambiamenti genetici legati alla selezione; cambiamenti, aggiustamenti che avvengono nel

1. corso dello sviluppo dall'utero materno il bambino non può sopravvivere senza

(fuori

determinate condizioni, e non da solo; trauma del diverso tipo di respirazione, di alimentazione;

avvengono quindi cambiamenti che rendono l'individuo adatto alla sopravvivenza, così come

altre capacità fisiche, cognitive e neurologiche); risposte fenotipiche, le capacità non si

manifestano subito, alla nascita, ma con il passare del tempo e con determinate condizioni

biologiche ed ambientali, che sono diverse a livello di plasticità di individuo ad individuo.

I cambiamenti genetici si attuano in presenza di un fattore ambientale che agisce con continuità per

molte generazioni, con l'affermazione nella popolazione stessa di caratteri genetici che la rendono

particolarmente idonea a rispondere a quel determinato fattore ambientale. Questi cambiamenti

genetici avvengono sul singolo individuo, con effetti a lungo termine sulla struttura genetica della

popolazione. Questo processo è alla base del processo di EVOLUZIONE GENETICA della

popolazione che avviene attraverso il meccanismo della selezione naturale, che agisce quindi sulla

variazione genetica che influisce sull'adattamento genetico.

Il motore è quindi la SELEZIONE NATURALE: gli individui variano tra loro, con variazioni

trasmissibili, e riproducendosi trasmettono questi caratteri ai loro figli, portando così la popolazione

a cambiare nel tempo. La selezione può essere: stabilizzante, direzionale, distruttiva.

Il primo caso porta alla curva Gaussiana, con carattere condizionato dall'ambiente. Se questo è

costante, la tendenza è a far favorire i mediocri, cioè quelli che hanno caratteristiche medie, quindi

la variabilità della popolazione si riduce valori medi sono quelli più adattativi).

(i

Il secondo caso si verifica quando il fattore ambientale cambia, quindi il carattere mediocre non è

più quello sicuro, per cui la curva tende a spostarsi verso l'una o l'altra direzione.

Il terzo caso si verifica nel corso di un fenomeno che modifica in maniera radicale quel fattore

mediocre che portava alla prima situazione; divengono svantaggiati e quindi scartati dalla selezione

naturale. ottobre giovedì

15 2015,

Primo caso: Moda o mediana: classe di maggior frequenza del carattere.Questo può avvenire per

un solo carattere, in base al fattore selettivo: può essere distruttivo per alcuni e benefico per altri.

Nel terzo caso avremo un andamento bilodale, cioè avremo due Mode.

ADATTAMENTI GENETICI

Si possono prendere a livello del tegumento, come colore della pelle di adattamento

(meccanismo

all'irradiazione solare, cioè quelle ultraviolette).

Dimensioni e proporzioni del corpo, rispetto all'habitat, clima caldo o freddo ad esempio.

Morfometria del naso rispetto al clima e ai fattori climatici e umidità).

(temperatura

Sistemi di adattamenti rispetto la Malaria malarico): è tutt'oggi estremamente diffusa in

(ecosistema

molte aree geografiche, anche nel mediterraneo e nel nostro paese Sardegna), dove

(padania,

sono avvenuti meccanismi di adattamento che coinvolgono il sangue.

AGGIUSTAMENTI NEL CORSO DELLO SVILUPPO

Risposte biologiche ai fattori ambientali, che avvengono progressivamente durante la crescita e lo

sviluppo individuale, dovute alla plasticità del genotipo.

Possiamo parlare di fattori di stress che provocano delle risposte di adattamento,

(STRESSORS)

all'interno di un preciso range individuale; al di fuori di questo range l'individuo risulta inadattato (in

fattore della durata e dell'intensità del datore di stress).

Gli aggiustamenti dello sviluppo avvengono anche in risposta a scelte e pratiche culturali.

Esempi:

- Velocità di crescita, legata ad una serie di fattori di carattere ambientale, predisposizione,

culturali; con carenze alimentari si ha un rallentamento nella velocità di crescita, anche sessuale;

malattie, stati di stress, ecc, possono incidere sulla statura

- Secular trend della crescita e della statura; all'interno del nostro DNA abbiamo una

predisposizione genetica a esprimere determinati caratteri, con il miglioramento della vita questi

caratteri sono espressi più precocemente rispetto a anni fa esempio il ciclo femminile,

30 (ad

anticipato di due-tre anni rispetto ad oggi)

- Deformazione artificiale del corpo, indotti, praticate in molte popolazioni umane del passato, da

indurre in età infantile perché negli adulti questi cambiamenti non possono avvenire

- Alcuni aggiustamenti possono avvenire in età senile; ad esempio, la perdita dei denti porta ad un

abbassamento della faccia, con la scomparsa dei processi alveolari caratteristico dei

(aspetto

bambini), quindi la mandibola torna sottile; adattamenti di tipo morfofunzionali

RISPOSTE FENOTIPICHE

O fisiologiche, risposte individuali, estemporanee, cioè che mettono in gioco la sola plasticità del

fenotipo.

Risposte del fenotipo:Equilibrio omeostatico, rispetto ai fattori ambientali:

- Equilibrio termico, cioè mantenimento della temperatura corporea costante, riguarda solamente

gli organismi a sangue caldo (Omeotermi)

- Omeostasi respiratoria, cioè regolazione della respirazione in relazione al bisogno di ossigeno

del nostro organismo energia abbiamo bisogno di un per far partire il

(bruciando 'combustibile',

glucosio, e questo è proprio l'ossigeno, chiamato Comburente); chiamata acclimatazione,

risposta a determinati fattori e reversibile

- Omeostasi energetica, cioè l'equilibrio, il bilancio tra entrate che noi introduciamo con gli

(calorie

alimenti) ed uscite che ci serve per mantenerci in equilibrio e per rispondere alle

(energia

esigenze di energia meccanica, chimica, ecc)

- Omeostasi idrico-salina, cioè esigenza di mantenere un equilibrio idrico, di acqua, che deve

essere in equilibrio con i sali minerali

Risposte etologiche, legate al comportamento, inclusi nell'adattamento culturale anche se non

2.

tutte queste risposte sono coscienti, per cui è improprio definirle culturali richiede una

(perché

consapevolezza ed un'azione volontaria). Il comportamento umano ha basi biologiche e culturali:

sono all'origine di:

- Istinti

- Bioritmi dalla cultura); ritmo nictimerale, cioè giorno-notte, che ci porta a dormire di

(influenzati

notte e restar svegli di giorno; abbiamo però, con scoperte e la cultura, imparato a non rispettare

questi bioritmi la scoperta della luce, del fuoco), quindi possiamo stare svegli anche

(vedi

quando, secondo il ritmo naturale, dovremo dormire ha inciso a carattere biologico)

(questa

- Comunicazione sensoriale

- Socialità, componente umana; legami di coppia, aggregazioni in gruppi, collaborazione,

competizione, aggressività. Con la scoperta della caccia l'uomo ha dovuto unirsi in gruppi per

sopravvivere, in funzione di quanto l'ambiente sia ostile od ospitale troviamo

(quindi

aggregazioni gerarchizzate negli ambienti ostili, perché occorre essere organizzati). L'uomo è

comparso quando è dovuto spostarsi dalla foresta alla savana, da un ambiente ospitale ad uno

inospitale: questo ha portato a modificare l'organizzazione sociale.

- Tabù, situazioni comportamentali da evitare perché potrebbero essere nocivi per la

sopravvivenza della specie

Risposte culturali, riservate all'uomo. Fanno dell'uomo una specie culturale. Strategie messe in

3.

campo dall'esigenza umana, capacità di elaborare strategie di sopravvivenza o per migliorare le

proprie condizioni di vita nei diversi ambienti; senza queste risposte culturali l'uomo non si sarebbe

potuto diffondere in tutta la superficie terrestre. Bisogni da soddisfare:

- Alimentazione; l'uomo reperisce le risorse come qualsiasi altra specie, ha poi elaborato strategie

per migliorare questa capacità fuoco, agricoltura, allevamento). Questo tende a

(utensili,

soddisfare altri due bisogni: la sopravvivenza e la qualità della vita.

- Sicurezza; ha dovuto confrontarsi con specie con cui era in competizione, quindi ha dovuto

studiare strategie per garantire l'incolubilità del gruppo fuoco ha contribuito a migliorare la

(il

sicurezza, visto che fa paura a tutte le specie).

- Salute

- Benessere; miglioramento delle condizioni di vita

- Conoscenza; c'è innata nell'uomo una curiosità di conoscenza, bisogno di sapere cosa

succederà domani, ecc, legato al fatto che l'uomo è dotato di una prerogativa unica, cioè della

Coscienza Riflessa sapere di essere, di essere un io diverso da un altro; questo

(autocoscienza):

fa emergere l'individualità personale e la necessità della conoscenza, per mettersi in relazione

con l'altro e l'ambiente esterno.

- Divertimento; anche questa caratteristica innata, bisogno di trovare forme che soddisfino questo

bisogno

Queste risposte culturali sono possibili all'uomo grazie all'evoluzione del SISTEMA NERVOSO

CENTRALE, di cui l'uomo è dotato: la corteccia celebrale deve essere adatta a questo: abbiamo tre

livelli di complessità con determinate funzioni:

Midollo spinale, che compare negli invertebrati primitivi; presiede ad attività di riflesso (archi

riflessi), indipendenti dalla nostra volontà, risposta ad uno stimolo, programmate geneticamente

Paleoncefalo, strutture più recenti; luogo in cui hanno sede le attività istintive, emotive, che

condividiamo con le altre specie, che però possono essere modificate con l'esperienza

Neoencefalo, arte più nuova del nostro cervello, la corteccia celebrale; circonvoluto nell'uomo; qui

abbiamo i neuroni, che compongono uno strato della corteggia, con sotto fibre nervose a loro

volta avvolte da una membrana chiamata mielina: è la cosiddetta materia grigia. Più sono i

neuroni più sono le funzioni celebrali anche dalle interazioni interneuronali). Questa

(dipendono

corteggia presiede ad attività di adattamento e integrazione: sia informazioni dirette che quelle

memorizzate, confluiscono in aree associative, dove vengono elaborate, per sviluppare una

risposta complessa; la corteggia controlla i piani inferiori, quindi il paleoencefalo.

I bisogni vengono soddisfatti attraverso certe risposte elaborate dall'uomo stesso:

Scelte socioculturali, come la struttura e l'organizzazione della società, valori culturali, morali,

religiosi.

Modelli economici, che riguardano la modalità di sussistenza, l'uso e la distribuzione delle risorse

tra economia, biologia, scelte alimentari)

(nesso

Pratiche culturali, relazioni bioculturali elaborate in corso a certe scelte

Tecnologie, per assicurare o migliorare la possibilità di sopravvivere individualmente e a livello di

specie, ecc.

La cultura ha rappresentato il più valido sistema di mediazione tra comunità e ambiente. Le risposte

adattative spesso sono il risultato di complesse interazioni tra biologia e cultura, che originano della

complesse RELAZIONI BIOCULTURALI.

RELAZIONI BIOCULTURALI

Relazioni che hanno origine per necessità biologica a cui l'uomo ha dato risposte culturali, o per

esigenze innescate a livello culturale a cui l'uomo ha dato risposte biologiche.

- Complesso malaria-agricoltura-emoglobina.poliformismo bilanciato

- Pastorizia, lattasi intestinale, assorbimento di calcio

- Dieta maidica e pellagra

- Dieta a base di riso beri-beri

- Geofagia la terra)

(mangiare ottobre

16 2015

INTOLLERANZA AL LATTE

Intolleranza al latte: sfruttamento delle risorse tramite la pastorizia, enzima per la digeribilità (lattasi

intestinale), assorbimento del calcio.

Nel latte è contenuto uno zucchero chiamato Lattosio, disaccaride formati da due

(elementi

molecole; il glucosio è un monosaccaride, esoso, cioè ha sei atomi di carbonio; questo elemento

unito ad un altro elemento esoso, forma un disaccaride; il lattosio è composto quindi da glucosio e

galattosio, diversi tra loro).Per poterlo assimilare, abbiamo bisogno di enzimi che separino le due

molecole dell'enzima, per renderli più semplici: non possiamo digerire tutti gli alimenti perché non

abbiamo tutti gli enzimi adatti; nel caso del lattosio, una volta nell'intestino viene idrolizzato

dall'ENZIMA LATTASI. Chi non ha questo enzima non può digerire questo zucchero.

Nelle zone dove non è diffusa la pastorizia i livelli di lattasi intestinale è notevolmente ridotta, con

conseguenza dell'intolleranza al latte; nasciamo con la capacità di digerire la lattasi intestinale

perché dobbiamo digerire il latte materno: si ridurrà col tempo se, crescendo, non si assume più

latte o alimenti con lattosio.

Questo è riconducibile alla storia economica, alimentare e nutrizionale delle popolazioni umane.

In Svizzera circa il soffre di intolleranza, nel sud est asiatico il negli USA il della

15% 100%, 30-50%

popolazione, nel nord Europa solo il in Italia varia dal al questa capacità è una

5%, 60 90%:

condizione genetica.

Ipolattasia, carenza dell'enzima del lattosio, deriva dalla ridotta attività fisiologica di questo enzima,

prodotto dalle cellule dell'intestino tenue. I primi sintomi di intolleranza si manifesta intorno ai 2-3

anni, diventando totalmente intolleranti intorno ai anni; il test per verificare ciò si chiama Breath

5-10

Test: somministrando lattosio sarà possibile rinvenire una quota di idrogeno esalato, confrontato

con un respiro precedente, confrontando i valori.

Il gene per l'enzima lattasi, chiamato LCT, è localizzato nel cromosoma coppie di

2 (abbiamo 23

cromosomi), è formato da di basi). I lattasi persistenti sono coloro che riescono a digerire

50kb (paia

il lattosio anche da adulti, perché hanno subito una mutazione nel bene regolatore dell'enzima

lattasi; i lattasi non persistenti invece non hanno subito questa mutazione per cui non digeriscono il

lattosio.

Nel Paleolitico eravamo tutti intolleranti al latte, perché alla fine dello svezzamento smettevamo di

bere latte, perché non consumavamo quello degli animali, ma solo quello di nostra madre.

È una mutazione che si è affermata in tempi recenti.

ORIGINE DELLA MUTAZIONE

Sono stati raccolti campioni di DNA prelevati da scheletri del neolitico di mila anni fa; la capacità di

5

digerire il latte non era presente in nessun campione. Quindi è avvenuta dopo il neolitico: ritenuta

vantaggiosa, è rimasta nel genoma umano fino ai giorni nostri.

Quindi possiamo dire che vi è stata una selezione naturale che ha preferito e favorito le popolazioni

del neolitico dedite alla pastorizia.

DIETA MAIDICA

Cioè lamiera a base di mais e la malattia chiamata pellagra.La diffusione del mais a partire dal

secolo, provocò l'insorgere di una devastante malattia da carenza nutrizionale chiamata

15esimo

Pellagra, perché consumata in maniera esponenziale e senza assumere i restanti nutrienti.

Le popolazioni originarie del mais, però, non hanno mai sofferto di questa malattia.

Il trattamento del mais incide sulla diffusione di questa malattia: carenza di aminoacidi e

(triptofano

lisina) e di vitamine o B3); è molto diffusa in Africa e poco in Messico che ne

(niacina (popolazione

fa il più largo consumo); le popolazioni americane usavano la farina di mais per preparare tortillas,

usando acqua di calce, cosa che faceva rendere biodisponibile le vitamine e aminoacidi presenti nel

mais: non si manifestava quindi la pellagra.

Il mais venne esportato in Europa dopo la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo; è

l'unico cereale di provenienza americana che sia diventato importantissimo nelle aree tropicali,

visto che è una pianta che si adatta molto a climi caldi e temperati, avendo anche una migliore resa

per ettaro rispetto ad altri cereali o frumento.

Divenne la fonte primaria di energia per i più poveri, perché conveniente ed economica.

Pellagra: dove si diffondeva la coltivazione del mais e il consumo di farina di mais per uso

alimentare, si diffondeva anche una malattia chiamata così.Diffusa inizialmente in Spagna, nel 1735.

Si sono avute grandi epidemie in Europa e Stati Uniti.

Effetti della malattia: dermatite cutanee, pelle arida, secca), diarrea, demenza; chiamata

(lesioni

anche malattia delle D.

3

Può portare alla morte nel giro di anni, se non curata. Oggi sappiamo che questa malattia è causata

da carenza di niacina, e aminoacidi, presenti in alimenti freschi come la verdura. Per molto si è

pensato che il mais contenesse sostanze nocive o tossiche.

C'è chi pensa che il mito del vampiro sia nato proprio legato a questa malattia, visto che i malati di

pellagra non possono esporsi alla luce perché molto sensibili ai raggi del sole.

BERI BERI, DIETA A BASE DI RISO

Malattia molto simile a quella del mais. Ora il riso viene trattano per eliminare la pellicina che riveste

il chicco, non digeribile perché fatto di cellulosa: brillatura del riso.

Origine orientale, quindi in queste popolazioni non troviamo il manifestarsi di questa malattia, per il

trattamento diverso che viene eseguito nel riso.

Si manifesta per la carenza della vitamina B1, tiamina, presente nella cuticola del riso o nella crusca

dei cereali. La malattia si manifesta come un'infiammazione delle fibre nervose, con accumulo di

acqua nei tessuti, difettando l'equilibrio idrico-salino. I sintomi sono neurologici e cardiocircolatori,

alterazioni della sensibilità, crampi ai muscoli, ecc.

Questa malattia è diffusa presso popoli che si nutrono di riso brillato, privo della cuticola, perché

vengono perse le vitamine, le componenti nutrizionali.I ceti poveri dell'estremo oriente si

alimentavano prevalentemente di riso brillato.

Cuocere il riso a vapore permette di assimilare le componenti nutrizionali, rendendolo digeribile

perché elimina la cuticola ma mantiene il germe, quindi si evita di contrarre la malattia.

La sua origine è asiatica ma si è diffuso in quasi tutto il mondo. Vengono effettuate varie lavorazioni

industriali per rendere il riso digeribile, rendendolo però privo di componenti nutrizionali:

sbramatura, sbiancatura, lucidatura. ottobre martedì

20 2015,

GEOFAGIA

Significa consumare terra antichissima, consigliata da Platone per le donne gravide;

(pratica

tedeschi, scandinavi, sardi, la usavano per la panificazione): bisogno di integrare la dieta con

elementi chimici come Sali Minerali, ricco di ferro, zinco, magnesio.

Nasce probabilmente da qualcosa di istintivo, come accade agli altri esseri umani; è anche un

comportamento che si osserva nei bambini; è una pratica ancora usata nelle popolazioni primitive

consumano anche frammenti di rocce vulcaniche, particolarmente friabili).

(alcune


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Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Floh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e Dinamiche delle Risorse Umane e Antropologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Gruppioni Giorgio.

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