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Apunti completi psicologia dell'handicap e della riabilitazione

Appunti di psicologia dell'handicap e della riabilitazione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Lancioni dell’università degli Studi di bari - Uniba, Facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dell'handicap e della riabilitazione dal corso del docente Prof. G. Lancioni

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ESTRATTO DOCUMENTO

sono più stimoli perché vengono alternati per evitare che cali l’efficacia e la

motivazione a riceverli, affinchè non si crei assuefazione).

2. Ruotare il capo da una parte → Versi di animali, applausi di persone familiari, strofe, ( visualizzato con

un tilt di movimento)

3. Movimento del gomito ( il gomito striscia sul tavolo e il sensore è sul tavolo)→ Strumenti musicali, forti

rumori, strumenti che producono suoni, carillon e campanellini

Soggetto 2: Risposte selezionate ed Eventi (Stimoli selezionati per quella specifica risposta)

1. Batte una mano sull’altra mano (micr. sul polso ch vibra al colpo e si attiva) → Stimolazione vibratoria

sul braccio, stimolazione vibratoria sul polso e

stimolazione vibratoria sulla mano

2. Muovere la schiena indietro → Stimolazione vibratoria dietro le gambe, stimolazione vibratoria sotto i

piedi, composizioni con fibre ottiche e luci che si rincorrono in

forme diverse

3. Mano sulla spalla ( sensore ottico sul petto che quando veniva coperto si attivava e la persona

riceveva) → Stimolazione vibratoria sulla spalla, colonne luminose con colori

e immagini visive in movimento, colonne con effetti luminosi.

Gli strumenti erano presentati in maniera rotatoria non randomizzata.

Microswitch

Il Microswitch usato per la vocalizzazione un’unità elettronica con un microfono a contatto (posto a livello

della laringe e insensibile ai rumori esterni). I Microswitch utilizzati per girare la testa, muovere il gomito e

per spingere con la schiena, consistevano di strumenti a pressione attaccati sul poggiatesta della sedia a

rotelle (movimenti del capo), sul tavolino (movimenti del gomito) e sullo schienale della sedia (movimenti

della schiena). Il Microswitch usato per picchiarsi con un pugno sull’altra mano era un mini-sensore posto

sotto il tavolo (strumento piccolino sensibile alle vibrazioni, percepisce qualunque forma di variazione) e il

Microswitch usato per la mano sulla spalla era un sensore ottico, simile ad una fotocellula, posto sulla spalla

e in grado di attivarsi tutte le volte che il bambino avvicinava la mano

Setting, Sessioni e Dati

Sessioni di Baseline e sessioni di intervento avvenivano in un centro di riabilitazione mentre il follow-up

avveniva a casa dei bambini o in un centro educativo. Le sessioni duravano 10 min ed erano eseguite dalle 4

alle 8 volte al giorno. La collezione dei dati consisteva nel registrare l’occorrenza delle risposte su cui

avveniva il trattamento o su cui erano presenti le condizioni di Baseline. L’accordo tra gli osservatori è stato

verificato nel 15% delle sessioni. In queste sessioni la percentuale di accordo era calcolata per ciascuna delle

risposte registrate dividendo il n° più piccolo con il n° più grande di risposte riportate e moltiplicando x 100

Procedura:

Registriamo per ciascuna sessione la frequenza delle risposte che sono in posizione di Baseline o di

 Intervento

Misuriamo l’Attendibilità tra gli osservatori: Gli osservatori stabiliscono in maniera indipendente la

 frequenza delle risposte Es. Osservatore 1: Registra 10 risposte “Mano sulla spalla”, Osservatore 2: Ne

registra 9 _N° più piccolo_ x 100 _9_ x 100

N° più grande 10

Disegni Sperimentali

Soggetto 1 cominciava con la Baseline su tutti e 3 i comportamenti, seguito dal trattamento sulla

“vocalizzazione”. Quando la frequenza delle “vocalizzazioni” cresceva, si faceva una nuova valutazione di

Baseline sulla seconda delle 3 risposte, “ruotare il capo da una parte”. Successivamente, sessioni di

trattamento erano focalizzate sulla seconda risposta. Dopo, sessioni di trattamento erano focalizzate sul

“ruotare il capo” e, simultaneamente, sulla “vocalizzazione”. Durante queste sessioni, si procede con una

Baseline sul “muovere il gomito”. Eventualmente, il trattamento era focalizzato sull’ultima risposta e poi su

tutte e 3 le risposte simultaneamente

Procedura:

Baseline sui 3 comportamenti

 Trattamento sulla “vocalizzazione”

 Quando aumenta frequenza “vocalizzazione, Baseline su “ruotare il capo”

 Trattamento sul “ruotare il capo”

 Trattamento su “vocalizzazione” e, simultaneamente, su “ruotare il capo”

 Quando aumenta frequenza “ruotare il capo”, Baseline su “muovere il gomito”

 Trattamento su “muovere il gomito”

 Trattamento SIMULTANEO su“vocalizzazione”, “ruotare il capo” e “muovere il gomito”

Si tratta di un MULTIPLE PROBE DESIGN

Baseline sui 3 comportamenti

 Trattamento sul 1° Comportamento

 Quando aumenta frequenza del 1° Comportamento, Baseline sul 2° Comportamento

 Trattamento sul 2° Comportamento

 Trattamento sul 1° Comportamento e, simultaneamente, sul 2° Comportamento

 Quando aumenta frequenza 2° Comportamento, Baseline su 3° Comportamento

 Trattamento su 3° Comportamento

 Trattamento SIMULTANEO su 1°, 2° e 3° Comportamento

Misurazioni della Baseline

Durante la Baseline, i bambini hanno i Microswitch ma fondamentalmente non ci sono conseguenze per le

risposte. Ci limitiamo a misurare la frequenza delle risposte

Trattamento

L’attivazione dei Microswitch produce quelle stimolazioni, eventi contingenti, selezionate per le risposte.

All’Inizio del Trattamento su una risposta:

Solo 1 o 2 degli stimoli previsti per quella risposta erano usati durante le sessioni

 Prompt fisici e uditivi potevano essere applicati per facilitare la risposta

 Successivamente, tutti gli stimoli disponibili per le risposte venivano utilizzati a rotazione e i prompt

eliminati. Il sistema era organizzato in modo tale che una risposta sortiva degli effetti se le conseguenze per

la risposta precedente erano finite

Follow-up

Tutto il materiale adoperato, durante il trattamento, era messo a disposizione dei genitori e dello staff

educativo nei contesti quotidiani dei bambini. I genitori e lo staff vengono sempre chiamati prima della fine

del trattamento in maniera tale che abbiano una supervisione diretta e contatti telefonici, per garantire uno

svolgimento adeguato delle sessioni e per ricevere un’assistenza rapida nel caso in cui si presentar reso

problemi con le condizioni procedurali o i materiali. I 4 follow-up del Soggetto 1 erano eseguiti su un

periodo di 6 mesi (a intervalli di 1 mese e mezzo). I 3 follow-up del Soggetto 2 erano eseguiti su un periodo

di 4 mesi (a intervalli di 1 mese, 1 mese e mezzo) Ciascun check includeva dalle 9 alle 12 sessioni eseguite

da un assistente di ricerca. Le condizioni erano uguali a quelle della fase di trattamento

Risultati

I dati del Soggetto 2 erano simili a quelli riportati per il Soggetto 1. La frequenza delle risposte era bassa

durante le misurazioni di Baseline e cresceva durante il trattamento. Quando abbiamo tutti e 3 gli stimoli

insieme, il numero di risposte medie arriva fino a 70. Simili frequenze cumulativi erano osservate durante il

follow-up, con un piccolo declino durante l’ultimo check

Discussione

Riguardo i dati del follow-up, possono essere fatte 3 considerazioni:

1. Fornire materiali e assistenza sembrava importante per consentire ai genitori e allo staff di continuare con

successo il programma di Microswitch

2. La possibilità di assicurare risposte positive nei contesti quotidiani enfatizza il valore potenziale dei

programmi di Microswitch anche per assistenti e operatori educativi che lavorano con bambini con

disabilità multiple

3. I dati leggermente più bassi registrati nell’ultimo follow-up per il Soggetto 1, potrebbero:

Rappresentare un declino momentaneo nel suo rispondere

 Suggerire che nuovi stimoli dovrebbero probabilmente essere introdotti per restaurare alta motivazione

 e alti livelli di risposta

Utilizza PIU’ MICROSWITCH abbinati a forme di risposte diverse, anche minimali, per dare accesso al

bambino a forme di stimolazione diverse

Articolo: Using An Optic Sensor And A Scanning Keyboard Emulator To Facilitate Writing By Persons

With Pervasive Motor Disabilities

Utilizzare un sensore ottico e una tastiera virtuale a scansione per facilitare la scrittura in persone con

disabilità motorie pervasive

Persone con disabilità motorie severe possono incontrare problemi nell’utilizzare il computer per migliorare

la loro educazione e la loro occupazione. Infatti, generalmente non riescono a controllare il mouse o la

tastiera, che sono essenziali per accedere ai Pc. Sono stati fatti diversi tentativi per alleviare questi problemi e

sono state suggeriti vari tipi di soluzioni. Esempi:

Molte iniziative di ricerca hanno cercato di organizzare la gestione del sistema, in soggetti che non hanno

 l’utilizzo delle braccia, attraverso il movimento del capo. La procedura consisteva nel far indossare un

casco, contenente diversi sensori. Movimenti della Testa, in un senso o nell’altro, sono in grado di

muovere il “mouse” sullo schermo. Quando il puntatore arriva al punto d’interesse, si attiva un nuovo

piccolo sensore (posto all’altezza della guancia), gonfiando le guance

Movimento della testa → Muove il mouse

 Gonfiare le guance → 1 o 2 click

 Un altro tipo di programma, ancora a livello ingegneristico, prevede un Click dei Denti. Se il soggetto

 batte i denti, parte una vibrazione che può essere intercettate anche a livello dell’orecchio. Il sistema è

collegato ad un auricolare, che funge da sensore e raccoglie la vibrazione quando il soggetto batte i denti

Un altro tipo di sistema prevede la sistemazione di un piccolo sensore sulla Lingua e degli altri sensori

 laterali. Soggetto può muovere la lingua avanti, indietro e lateralmente e in questo modo può gestire il

movimento del mouse

Alcuni sistemi sono invasivi. Per questo si è cercata una soluzione più economica e meno invasiva

La soluzione prevedeva di eliminare la necessità di utilizzare la tastiera. Esistono dei programmi di

Scansione Automatica della Tastiera, questo ci permette di limitarci a selezionare le righe o le lettere,

mentre procede la scansione. In questo modo, l’attività del soggetto si riduce ad un solo comportamento

(il tilt è un sensore a forma di cilindretto in cui c’è una pallina di metallo. A una estremità ci sono dei poli di

un circuito. Quando la pallina tocca l’estremità, chiude il circuito e manda l’impulso).

STUDIO 1 - Metodo

Partecipanti

Martin aveva 18 anni ed era considerato nel range tipico di abilità intellettive (anche se non era disponibile

una valutazione psicologica formale o punteggi di QI). Un ipossia postnatale aveva causato tetraparesi con

difficoltà specifiche di ipertonia spastica (rigidità che impedisce una flessibilità generale). Non aveva

movimenti funzionali di braccia, mani, gambe e tronco, ed era alimentato da tubo. Era in grado di parlare,

anche se il suo linguaggio era difficile da capire e lo stancava molto, e avrebbe potuto comprendere il

linguaggio parlato e il testo scritto. Poteva seguire una conversazione e dare il suo input attraverso

espressioni appropriate. A causa delle sue condizioni fisiche, riceveva il suo programma educativo a casa. Il

linguaggio laborioso e poco chiaro, l’inabilità ad usare movimenti corporei e la difficoltà a controllare i

movimenti del capo rendevano difficile l’accesso ai programmi per computer

Aveva manifestato interesse per il programma, che prevedeva un sensore ottico, una risposta attraverso il

movimento della lingua e una tastiera virtuale. L’insegnante e la madre e avevano sottolineato la rilevanza di

tale programma nel suo piano educativo e affermato il loro totale supporto. La madre aveva dato il consenso

per lo studio

Tecnologia e Risposta Tastiera QUALIKEY

La tecnologia usata per il programma di intervento consisteva in un sensore ottico realizzato specificamente

per questo studio, una tastiera virtuale a scansione e un Pc portatile. Il sensore ottico era simile ad un vecchio

fiammifero ed era sistemato vicino al labbro (la testa era sensibile alla luce, quindi tutte le volte che il

soggetto tirava fuori la lingua la copriva e l’ombra attivava il sensore, che inviava un segnale al resto del

programma). Martin attivava il sensore coprendo con la lingua la zona sensibile alla luce. La risposta

richiesta consisteva nel tirar fuori la lingua. Questa risposta era selezionata per lui perché considerata la più

adeguata (veloce, attendibile e facile). Il sensore era il sistema più semplice (in termini pratici e per i costi)

che avrebbe potuto abbinare le risposte di Martin in maniera affidabile e trasformarle in input appropriati per

la tastiera

La tastiera virtuale a scansione utilizzata era stata modificata in base alle condizioni di Martin, in termini di

numero di tasti e velocità di scansione. Specificamente, si utilizzavano soltanto i tasti corrispondenti alle

lettere e allo spazio. La tastiera, inizialmente, illuminava tutta l’area delle lettere per 1,5s. Se Martin

rispondeva entro 1,5s (tirava fuori la lingua e attivava il sensore ottico), si illuminava la prima riga di

lettere, per lo stesso periodo di tempo. Se Martin non rispondeva in 1,5s si illuminava la riga successiva. Se

non risponde ancora, si illumina la terza riga di lettere

Quando rispondeva alla Riga illuminata (perché trovava la lettera che desidera, tira fuori la lingua), si

illuminavano le singole lettere della riga 1 per volta. La selezione della lettera (risposta doveva esserci

quando si illuminava la lettera desiderata) scriveva la lettera sullo schermo, attraverso scansione, e ripartiva

il processo. La scansione della riga e delle singole lettere veniva gradualmente ridotta a 1s

La tecnologia utilizzata per la valutazione di Baseline iniziale e la sessione di Baseline intervallata

dall’intervento variava per il sensore utilizzato e per la risposta. Il sensore consisteva in un dispositivo a

pressione che si attivava ruotando il capo. Qst sensore e la relativa risposta sono stati adottati durante i

tentativi precedenti di aiutare Martin a gestire la scrittura attraverso la tecnologia

Procedura

Tastiera illumina tutta l’area delle lettere, per 1,5s

 Soggetto risponde (tira fuori lingua) entro 1,5 s e attiva il sistema

 Si illumina la prima riga di lettere, per 1,5s

 La prima riga contiene lettera desiderata, Soggetto risponde (tira fuori lingua)

 Si illuminano lettere della riga 1 per volta

 Soggetto seleziona la lettera desiderata quando si illumina (tira fuori la lingua)

 Parte la scansione della lettera scelta e appare sullo schermo

 Ricomincia il processo

 Oppure:

Tastiera illumina tutta l’area delle lettere, per 1,5s

 Soggetto risponde (tira fuori lingua) entro 1,5 s e attiva il sistema

 Si illumina la prima riga di lettere, per 1,5s

 Se non risponde entro 1,5s, si illumina seconda riga

 Se non risponde entro 1,5s , si illumina terza riga ….

 Si continua fino a quando il soggetto non risponde

Sessioni di Scrittura e Raccolta dei Dati

Le sessioni di scrittura includevano dalle 7 alle 10 parole. Martin poteva anche chiedere di interrompere le

sessioni prima di completare tutte le parole. Questa precauzione era presa perché si sapeva che Martin si

scomodava e si affaticava con il dispositivo a pressione ed a ruotare la testa

La raccolta dei dati consisteva nel registrare:

Il tempo richiesto per scrivere le parole presentate durante le sessioni

 Le risposte di Martin ai check di preferenza (se preferiva il sensore ottico o il sensore utilizzato durante

 la Baseline)

Valutazione di insegnanti di sostegno, in corso di specializzazione, su 4 item del questionario

L’attendibilità era valutata sui tempi necessari per scrivere le parole e su tutti i tempi dei check di preferenza.

L’accordo era raggiunto per 73 parole su 74 (con 5s di discrepanza) e su tutti i check di preferenza

Condizioni Sperimentali a a

Martin iniziava con la valutazione di Baseline (1 A), che era seguita da una fase di Intervento (1 B).

Piuttosto che interrompere questa fase con una seconda valutazione di Baseline, le sessioni di intervento

erano intervallate da sessioni di Baseline occasionali. Parallelamente alla fase di Intervento, si facevano 10

check di preferenza (“Martin vuoi usare questo sistema o l’altro? Questa risp o l’altra?”). Infine, la verifica di

una validazione sociale del programma di intervento è stata condotta intervistando12 persone che dovevano

diventare insegnanti di sostegno a a

Si tratta di una variazione di un disegno ABAB, ma mentre in questa dopo la 1 A e 1 B, avremmo

a a a a

nuovamente 2 A e 2 B, nel nostro caso subito dopo l’intervento (1 B) non abbiamo un’altra Baseline (2 A)

a a

formale. La nuova Baseline (2 A), infatti, viene distribuita lungo l’intervento (2 B). come possiamo vedere

nel grafico, i risultati tra nuova Baseline e Intervento sono differenti come se avessimo eseguito

normalmente una nuova Baseline (senza inserirla nel corso dell’intervento)

Procedura a

Baseline (1 A), con il sistema che ha a disposizione il soggetto

 a

Intervento (1 B) con il nuovo Sensore Ottico (Parole e Lettere)

 a a

Nuova Baseline (2 A) distribuita lungo l’Intervento (2 B)

Nel caso di Martin:

a

Baseline (1 A), con il sistema che ha a disposizione

 a

Intervento (1 B) con il nuovo Sensore Ottico (Parole e Lettere)

 a a

Durante l’intervento, nuova Baseline (2 A) e si continua con l’Intervento (2 B) - quindi di tanto in tanto

 verifichiamo come risponde Martin al sistema vecchio – risultati diversi

Baseline

La valutazione di Baseline iniziale includeva 3 sessioni. Le parole erano presentate verbalmente 1 alla volta.

La velocità di scansione del sistema era fissata ad 1,5s. Martin aveva un sensore a pressione per rispondere

(scrivere). La seconda Baseline (2aA) consiste di 9 sessione di Baseline, intervallate con le sessioni di

Intervento. Questa sessione si differenziava dalla prima per la velocità di scansione (Man mano che il

soggetto imparava la velocità si riduceva da 1,5 s a 1 s. – Le nuove sessioni di Baseline avevano una durata

inferiore, parallelamente alle sessioni di intervento)

a

1 Baseline → 3 Sessioni. Parole presentate verbalmente 1 alla volta. Velocità di scansione 1,5s. Sensore

 a pressione per rispondere (scrivere)

a

2 Baseline → 9 Sessioni intervallate con Intervento. Si differenziava per velocità di scansione

Intervento

Le Sessioni di Intervento erano introdotte da 3 sessioni pratiche di 15 min, durante le quali i partecipanti

usavano il Sensore Ottico per scrivere con il Sistema QualyKey associato alla tastiera virtuale. In seguito,

erano applicate sessioni regolati. Inizialmente la Velocità di Scansione era di 1,5 sec. Dopo, il tempo era

gradualmente ridotto a 1 s

Check di Preferenza

Ciascun Check consisteva nel chiedere a Martin se preferiva scrivere con il Sensore Ottico o con il Sensore a

pressione

Validazione Sociale

La Validazione Sociale coinvolgeva 102 persone che si stavano specializzando per diventare insegnanti di

sostegno con età compresa tra i 32 e i 51 anni, che avevano una laurea universitaria e frequentavano un corso

di educazione di persone con disabilità dello sviluppo. Erano divise in gruppi da 3 a 6 e vengono poste

davanti ad un video di 4 min, in cui si fa vedere Martin durante una sessione di Intervento. Dopo la visione

del video, dovevano rispondere a 4 domande che concernevano:

Soddisfazione di Martin nell’utilizzare il sistema

 Benefici del programma per Martin

 Benefici del programma per genitori ed educatori

 Interesse personale nei confronti del programma

 Per ogni item fornivano un punteggio da 1 a 5 che indicavano rispettivamente il punteggio più basso e più

alto

Grafico

Abbiamo 3 grafici nella figura:

Seconds Frequenza Media in Secondi per lettera scritta (quanto ci mette in media per la scrittura di

 ciascuna lettera, sia nella Baseline sia nell’Intervento

Words Frequenza Media delle Parole scritte per sessione

 Letters Frequenza Media di Lettere scritte per sessione

 Puntuni Neri Sessioni che utilizzano il Sistema Sperimentale (Sensore Ottico)

 Puntini Bianchi Sessioni che utilizzano il Sistema di Controllo (Sistema a Pressione)

 Frecce Indicano il punto a partire dal quale i tempi di scansione si riducono ad 1 s

Risultati

La figura 1 riassume i dati di Martin relativamente alla scrittura. Il primo grafico riporta la frequenza media

in secondi richiesto per scrivere ciascuna lettera delle parole presentate nelle sessioni iniziali di Baseline,

nelle sessioni di Intervento e nelle sessioni di Baseline distribuite durante l’Intervento. Il grafico centrale e

quello in basso mostrano le frequenze medie di parole e lettere scritturate in queste sessioni. Il tempo medio

per la scrittura di una lettera durante la Baseline iniziale era di circa 17 s (ricercatori valutavano tempo medio

per parola, ma se una parola era formata da 4 lettere bastava dividere per 4 per ottenere indicativamente un

tempo medio relativo a ciascuna lettera, relativamente ad una sessione). Un tempo simile era richiesto anche

all’inizio dell’Intervento. Il tempo calava fino ad arrivare a circa 10 s e la scansione era ridotta ad 1 s. Martin

scriveva tutte le parole presentate durante le sessioni di Intervento (media di 8,4 parole e 55 lettere per

sessione, che richiedevano un tempo medio di scrittura di 9,3 min), ma chiedeva di terminare le sessioni di

Baseline dopo 2-3 parole e una media di 15 lettere. Il test Kilmogorov-Smirnov mostrava che la differenza tra

puntini bianchi e puntini neri era statisticamente significativa

Martin indicava una preferenza nell’uso della nuova tecnologia (Sensore Ottico) in ciascuno dei 10 Check. I

punteggi degli insegnanti di sostegno nel questionario erano circa 4 (positivi) nei primi 3 item concernenti la

soddisfazione di Martin e i benefici e circa 3.5 nel quarto item concernente il loro interesse personale

Il microswitch non è uno strumento riservato a persone con livello di sviluppo basilare, ma in questo articolo

abbiamo visto che può essere usato con persone che seguono anche programmi educativi.

STUDIO 2 - Metodo

Partecipanti

Doris aveva 19 anni ed era considerata nel range tipico di abilità intellettive (anche se non era disponibile

una valutazione psicologica formale o punteggi di QI). A causa di una nascita prematura e di un’ipossia

postnatale, aveva tetraparesi spastica con seri problemi di ipertonia spastica (rigidità che impedisce una

flessibilità generale), per la quale riceveva un trattamento farmacologico. Doris non aveva alcun linguaggio

ma era in grado di comprendere il linguaggio parlato (Es. Frasi concernenti situazioni quotidiane), così come

il testo scritto. Poteva seguire una conversazione e dare il suo input su domande specifiche indirizzate a lei,

attraverso comportamenti di “Si” e “No” (Es. Piccoli movimenti della testa e degli occhi). Frequentava un

programma educativo integrato. Era difficile per lei accedere a programmi di computer, data la mancanza di

linguaggio e di controllo motorio, eccetto movimenti minimali del dito

Come Martin, aveva espresso il suo interesse per il programma, previsto dallo studio. Non poteva firmare un

consenso informato per lo studio, ma insegnanti e genitori (che avevano sottolineato la rilevanza di tale

programma nel piano educativo di Doris) lo hanno fatto per lei

Tecnologia e Risposta Tastiera WiViK

La tecnologia usata per il programma di intervento consisteva in un Sensore Ottico realizzato

specificamente per questo studio, un programma commerciale (WiViK) e un Pc portatile

Sensore Ottico Fissato sulla montatura degli occhiali e consisteva in un piccolo LED (sensibile alla luce)

 e in un dispositivo di rilevamento di infrarossi. Doris attivava il dispositivo ruotando

gli occhi sulla destra (il sensore incontra la pupilla, rileva un cambiamento di colore e

attiva il sistema). La risposta richiesta consisteva nel muovere gli occhi sulla dx. Questa

risposta era selezionata per lei perché considerata la più adeguata (veloce, attendibile e

ripetibile nel tempo). Il sensore ottico era considerato pratico, economico e poteva

attendibilmente convertire la risposta di Doris in input appropriati per la tastiera. Perché

non abbiamo usato il movimento del dito invece che usare il sensore ottico puntato

sull’occhio? Perché era poco controllato e perché la stancava dopo un certo tempo.

Tastiera WiViK Utilizzata perché già disponibile a scuola e a casa. Si differenziava dalla QualiKey, usata

 nello studio precedente, per 2 aspetti:

Scansione comprendeva anche una riga di numeri

 Tempo di Scansione era di 1 s, già dall’inizio

 Una volta selezionata la riga, la scansione continuava sui singoli tasti della riga

selezionata. La selezione di un tasto (risposta doveva esserci quando si illuminava la

lettera desiderata) scriveva la lettera o il numero sullo schermo, attraverso scansione,

e ripartiva il processo

La tecnologia utilizzata per le sessioni di Baseline variava nei termini di sensore e di risposta richiesta. Il

sensore consisteva in un dispositivo che si attivava attraverso un movimento minimale del dito. Questo

sensore e la relativa risposta sono stati adottati durante i tentativi precedenti di aiutare Martin a gestire la

scrittura di base attraverso la tecnologia

Procedura

Tastiera illumina tutta l’area delle lettere, per 1 s

 Soggetto risponde (muove gli occhi verso dx) entro 1 s e attiva il sistema

 Si illumina la prima riga di lettere o numeri, per 1 s

 La prima riga contiene lettera/numero desiderato, Soggetto risponde (muove gli occhi verso dx)

 Si illuminano lettere/numero della riga 1 per volta

 Soggetto seleziona lettera/numero desiderato quando si illumina (muove gli occhi verso dx)

 Parte la scansione della lettera/numero scelto e appare sullo schermo

 Ricomincia il processo

 Sessioni di Scrittura e Raccolta dei Dati

Le sessioni di scrittura includevano dalle 5 alle 38 parole durante l’intervento. Ma, potevano essere limitate

ad una singola parola, durante la Baseline, se il tempo di scrittura di Doris era particolarmente lungo e lei

appariva stanca. La raccolta dei dati e l’attendibilità tra gli osservatori erano eseguite come per Martin

Condizioni Sperimentali

Lo studio era eseguito secondo le condizioni applicate per Martin e includeva Check di preferenza e Check

di validazione sociale

Baseline C’erano 8 sessioni di Baseline. 4 erano venivano fatte all’inizio dello studio e 4 intervallate con le

sessioni dell’intervento. Le condizioni generali erano simili a quelle applicate con Martin

Intervento Le condizioni erano comparabili a quelle applicate con Martin, ma non venivano fatti dei

cambiamenti nella velocità di scansione (previsto 1 sec dall’inizio)

Check di Preferenza Erano eseguiti 10 Check di preferenza come con Martin

Check di Validazione Sociale Le condizioni erano uguali a quelle dello Studio 1, eccetto che i valutatori

erano 53 studenti di psicologia, che avevano una certa familiarità con

disabilità e riabilitazione. Avevano un’età compresa tra i 19 e i 44 anni

Risultati

Il primo grafico riporta la frequenza media in secondi richiesto per scrivere ciascuna lettera delle parole

presentate nelle sessioni iniziali di Baseline, nelle sessioni di Intervento e nelle sessioni di Baseline

distribuite durante l’Intervento. Il grafico centrale mostra le frequenze medie di parole scritte per sessione.

Il terzo grafico mostra le frequenze medie di lettere scritte per sessione. Il tempo medio per la scrittura di

una lettera era ben oltre i 100 sec durante la Baseline iniziale ed eccedeva i 90 sec durante la Baseline

parallela all’intervento. Durante l’intervento, il tempo medio per lettera scende al di sotto dei 20 sec. Il

numero medio di parole e lettere scritte durante l’intervento è rispettivamente di 12 e 66 (con un tempo

medio di scrittura di 23 min). Il numero medio di parole e lettere raggiungeva solo 2 e 7, durante la Baseline.

Doris indicava una preferenza nell’uso della nuova tecnologia, in tutti i Check di preferenza. I punteggi

riportati dagli studenti di psicologia nella validazione sociale erano compresi tra 4 e 3.7 nei primi 3 item

(relativamente più bassi) concernenti la soddisfazione di Doris e i benefici e circa 4.2 (più alti) nel quarto

item concernente il loro interesse personale

Guardiamo il grafico: la ragazzina impiega durante la baseline per ogni lettera in media è 150 secondi,

tantissimo e inaccettabile. Con l’intervento, i tempi sono molto più bassi però ci accorgeremo che i tempi

non sono poi così bassi, perché rimangono comunque alti. È vero che impiega meno tempo, ma i tempi sono

ancora lunghi. Guardiamo parte centrale del grafico (parole): il numero di parole durante l’intervento cresce

gradualmente. Parte bassa del grafico (lettere): quante lettere scrive per sessione con l’intervento, il numero

di lettere cresce in maniera esponenziale.

Quando utilizziamo il disegno sperimentale ABAB e quando quello intervallato????

Immaginiamo di fare una sessione di Baseline (Es. Bambino 14 risposte), e dopo insegniamo la risposta

attraverso l’Intervento (Es. Bambino 32 risposte, che aumentano). Se procediamo con una Baseline

Intervallata all’Intervento, che tipo di risultato ci aspettiamo? Ci aspettiamo che diminuiscano le risposte

Discussione Generale

Considerando questi risultati, possono essere dedotti molti punti

1. I sensori ottici e le relative risposte adottate negli studi potevano essere considerate critiche per i risultati

positivi. Infatti, questi sensori consentivano ai 2 partecipanti di raggiungere livelli di performance che non

avrebbero potuto ottenere con:

La vecchia tecnologia (Baseline), che era particolarmente laboriosa per Martin ed estremamente lenta

 per Doris

Altre tecnologie che richiedevano una controllo del capo sostanziale

2. I risultati apparentemente positivi nella performance della scrittura acquistano un significato pratico

particolare alla luce del fatto che i partecipanti esprimono preferenza per tale tecnologia e le validazioni

sociale supportano quando abbiamo visto. Il fatto che i partecipanti fossero particolarmente interessati

all’uso di questa tecnologia, preferendola di gran lunga alla tecnologia che avevano, e che i valutatori

avessero espresso un punteggio particolarmente elevato, sono 2 punti forti che costituiscono una certa

garanzia circa la possibilità che questi strumenti vengano utilizzati nel tempo

3. A dispetto dei dati incoraggianti relativamente alla performance di scrittura e alla validazione sociale, si

potrebbe ancora sostenere che il tempo di scrittura dei partecipanti rimaneva un punto problematico.

Questo poteva essere particolarmente vero per Doris, che aveva tempi più lunghi di Martin (dovuti

principalmente al fatto che il sistema di scansione era leggermente meno funzionale). Quei sistemi di

scrittura, relativamente lunghi, suggeriscono la necessità di nuove iniziative verso un ammodernamento o

un avanzamento della tecnologia (la lunghezza dei tempi di scrittura, infatti, comportava alcune difficoltà

dal punto di vista della significatività clinica). Per velocizzare i tempi di scrittura, si potrebbero inserire

dei PREDITTORI, in modo che dopo che il soggetto seleziona 2 o 3 lettere, il sistema prevede le parole

possibili e una casella vuota, che può essere selezionata quando la parola che vuole scrivere il soggetto

non è tra quelle suggerite dal sistema.

Il disegno sperimentale è ABAB perché vengono fatte sessioni di baseline intervallate a quelle di

intervento.

3 requisiti fondamentali delle tecnologie assistive: essere friendly nei confronti del soggetto, essere

friendly nei confronti degli operatori ed essere accessibile dal pdv dei costi.

In questo articolo abbiamo 4 livelli di valutazione: valutazione grafica dei dati, significatività statistica,

valutazione delle preferenze e validazione sociale.

Relativamente a questo obiettivo (modificare la tecnologia per avere dei tempi di scrittura più brevi),

sono stati fatti diversi tentativi:

Progetto di scansione che sia leggermente più selettivo (che limiti i processi di scansione alle aree

 essenziali)

Raggruppare 2 o 3 lettere per tasto, riducendo così il numero di tasti disponibili. Supponiamo che

 l’individuo faccia la scansione e arrivi al tasto in cui ci sono le lettere A, Z e Q. A quel punto il

soggetto si ferma, ed esegue una risposta differenziata a seconda della lettera che vuole selezionare:

tira fuori la lingua 1 volta per la A, 2 volte per la Z e 3 volte per la Q. In questo modo, si guadagna

tantissimo tempo perché non abbiamo più una scansione delle singole lettere, ma una scansione di

gruppi di lettere

La tecnologia di scrittura può essere considerata importante non solo per quello che può essere

 l’obiettivo comunicativo ed educativo immediato, ma anche come strumento che, combinato con altri,

può migliorare la comunicazione e l’adattamento sociale. La tecnologia di scrittura potrebbe includere

l’accesso a internet ed e-mail

Sono stati condotti 3 studi, utilizzando questa tecnologia

1. Il primo riguardava Martin e Doris e prevedeva come risposte “ruotare gli occhi” e “tirare fuori la

lingua”

2. Il secondo, condotto con 2 bambini di scuola elementare, prevedere come risposta il “vocalizzo”

(risposta fondamentalmente abbastanza accessibile). Questi bambini avevano già un programma di

scrittura, che è poi stato utilizzato durante il trattamento:

Bambino 1 riceve come tipo di risposta la pressione di un sensore, Microswitch che aveva a

 disposizione sul tavolo. Ma se il soggetto ha delle difficoltà nel movimento, sarà danneggiato da un

compito di questo tipo poiché, data la sua intelligenza, soffrirà per l’impossibilità di agire

Bambino 2 non avendo la possibilità di usare le mani, aveva un sensore a pressione dietro la testa. Ma

 questo sistema comporta dei limiti legati al fatto che il soggetto si stanca facilmente e talvolta la

tecnologia procura artrosi e problemi aggiuntivi

Il sistema di controllo consisteva nel valutare quanto i bambini riuscivano a scrivere con gli strumenti che

avevano a disposizione

La condizione sperimentale consisteva nel creare una risposta nuova che potesse essere più conveniente,

veloce e adeguata alla persona. Per entrambi si è scelto il “vocalizzo”, utilizzando un sensore,

Microswitch, che è stato poi migliorato nel tempo

3. Il terzo era rivolto ad un bambino che già disponeva di un sistema a pressione, organizzato in maniera

così povera da non riuscire ad attivarlo. Non si potevano utilizzare il vocalizzo, il movimento del capo, il

movimento del piede, come tipo di risposta, perciò i ricercatori hanno impiegato mesi per individuarne

una adeguata. Hanno costruito:

Un supporto in legno per poggiare il braccio del bambino, evitando che lo contraesse ma favorendo un

 lieve movimento della mano

Un sensore sensibile al tatto, posizionato sulla destra

In questo modo, con il braccio appoggiato, bastava un piccolo movimento della mano per toccare il

sensore sensibile al tatto ed eseguire così la risposta

Articolo: Further Evaluation Of Microswitch Clusters To Enhance Hand Response And Head Control In

Persons With Multiple Disabilities

Ulteriore valutazione di combinazioni di Microswitch per migliorare la risposta con la mano e il controllo

della testa in persone con disabilità multiple

L’acquisizione di risposte adattive che possono controllare la stimolazione ambientale e i miglioramenti

posturali sono obiettivi importanti per persone con profonde disabilità multiple. I programmi basati sui

Microswitch sono considerati strategie essenziali per aiutare queste persone a raggiungere tali obiettivi.

Questi programmi possono infatti essere usati per produrre stimolazioni ambientali favorite in relazione a

specifiche risposte adattive o posture corrette (Es. Persona sta a testa in giù, disponiamo un Microswitch sul

poggiatesta e tutte le volte che la persona manda indietro il capo, attiviamo una stimolazione ambientale)

Solitamente, i 2 obiettivi (aumentare comportamenti adatti per ricevere stimolazioni ambientali e per

migliorare la postura) sono considerati come distinti e perseguiti in maniera separata. Significa che dobbiamo

decidere il programma a cosa è indirizzato, ci si focalizza su un unico comportamento e un unico obiettivo.

Si considerano alcune forme di intervento come separate. In un approccio recente, al contrario, la persona

prima acquisisce una risposta adattiva e quindi integra questa risposta con una postura appropriata attraverso

i Cluster di Microswitch. I Cluster di Microswitch sono combinazioni di 2 Microswitch:

Uno finalizzato a monitorare la risposta adattiva

 L’altro finalizzato a monitorare la posizione corporea

Non esistono più, ad esempio, programmi con risposte adattive e programmi di rimozione del

comportamento problema come separati. Ma si uniscono tramite un gruppo di microswitch.

2 Fasi

1. Inizialmente, la performance della risposta adattiva (attivazione del 1° Microswitch) è sufficiente a

produrre la stimolazione positiva (è sufficiente la risposta per ottenere la stimolazione,

indipendentemente dalla postura)

Es. Abbiamo 2 Microswitch, 1 combinato con la risposta adattiva. Immaginiamo di avere una superficie

sulla quale il bambino è chiamato ad eseguire un’attività esplorativa. Mettiamo sul tavolo una serie di

oggetti e chiediamo al soggetto di esplorarli. Se il bambino li utilizza per fini esplorativi e quindi esegue

la risposta adattiva, si attiva il 1° Microswitch e parte la stimolazione ambientale, indipendentemente

dalla postura del capo

2. Successivamente, la risposta adattiva può innescare la stimolazione ambientale SOLO se la postura è

corretta (se si attiva anche il 2° Microswitch)

Riflettiamo sul caso di Jill degli articoli precedenti. Il caso di Jill prevedeva un problema posturale ma gli

autori hanno preso in considerazione solo il comportamento problema e non l’hanno rimpiazzato con nulla,

hanno solo eliminato il comportamento problema.

2 Fasi:

1. Risposta adattiva sufficiente a produrre stimolazione positiva, indipendentemente dalla postura

2. Risposta adattiva innesca stimolazione positiva, SOLO con postura corretta

Questo uso dei Cluster di Microswitch rende il miglioramento della postura parte significativa dell’attività di

risposta e, quindi, integra l’occupazione costruttiva con l’esercizio della postura appropriata e promuove un

livello di performance più evoluto (postura diventa parte integrante della risposta)

Problema comune nelle disabilità grave: problema posturale. Queste persone tendono a curvarsi moltissimo e

questo non è deleterio solo dal punto di vista ortopedico ma anche da un punto di vista polmonare e gastro

intestinale. Però fino ad ora gli interventi erano finalizzati ad inserire un microswitch per cui tutte le volte in

cui la persona assume una postura migliore, ottiene una stimolazione ambientale. Questo programma per

essere efficace ha un grosso limite: la persona certamente migliora la postura con tutte le conseguenze

positive ma non ha nessun rapporto adattivo con il mondo esterno. Meglio rendere l’individuo in grado di

gestire la posizione piuttosto che contenerla!

In questo studio si cerca di creare una risposta adattiva della mano che passando o toccando un pannello

rpduce una stimolazione positiva.

Questo studio serviva a replicare gli sforzi di ricerca precedenti con 2 nuovi soggetti, 1 giovane adulto e 1

bambino. I nuovi partecipanti erano diversi da quelli precedenti sia per l’età sia per le disabilità più severe.

Dovevano prima imparare ad eseguire una risposta adattiva della mano per controllare una stimolazione

ambientale favorita e quindi combinare questa risposta con una posizione dritta del capo. La risposta adattiva

della mano era scelta perché già presente nel repertorio dei partecipanti e lo staff la considerava molto

desiderabile. La posizione sostenuta del capo era considerata importante da un punto di vista adattivo sociale

e fisico. Il Cluster di Microswitch includeva un sensore a pressione per la risposta della mano e un sensore a

mercurio per la posizione del capo. Il primo microswitch mi dice quante volte l’individuo tocca il pannello, il

secondo microswitch mi dice per quanto tempo rimane con il capo alzato.

Primo obiettivo del programma: rendere le persone capaci di espletare il comportamento adattivo.

Quindi innanzitutto seleziono una risposta adattiva che faccia parte del repertorio dell’individuo. Devo

selezionarne una che possa essere socialmente adeguata ed accettabile. Per strutturare tale risposta ho

bisogno che produca delle conseguenze ambientali positive e quindi la persona è motivata a ripeterla. Farò

quindi in modo che la risposta sortisca un effetto ambientale che possa essere rinforzante per l’individuo.

Dunque devo fare uno screening delle preferenze per verificare quali rinforzi sortiranno l’effetto desiderato

sulla persona.

Dunque avremo un pannello, ogni volta che l’individuo esplora questo otterrà 5-6 secondi di stimolazione

preferita selezionata tramite lo screening delle preferenze.

In questo articolo guarderemo quante delle risposte adattive di esplorazione del pannello vengono eseguite

con una postura corretta del capo e quante con una postura scorretta di esso.

Primo momento di intervento: do la stimolazione ogni volta che tocca il pannello indipendentemente

 dal capo

Secondo momento di intervento: do la stimolazione ogni volta che l’individuo tocca il pannello in

 una posizione corretta del capo. Mentre quelle con il capo abbassato non vengono stimolate.

L’individuo dunque dovrà decidere se lasciar andare la propria postura e perdere la stimolazione oppure

decidere di mettere il capo nella posizione corretta ed ottenere la stimolazione ambientale. Lo metteremo

nella condizione di autocontrollo di sé. In questo modo avremo creato un programma che non controlla il

problema comportamentale dall’esterno ma mette l’individuo nella condizione di controllare autonomamente

il comportamento.

Seconda differenza con gli altri programmi: la perdita di un comportamento che potrebbe produrre delle

stimolazioni positive non implica la perdita di qualcosa di rilevante con il soggetto perché la compensiamo

con una stimolazione ambientale.

CASO DI JILL: dobbiamo metterla nelle condizioni di trovare una stimolazione ambientale che le permetta

di ridurre il comportamento. Si dice spesso che questi individui sono poco responsivi alla stimolazione

ambientale ma il punto è che non si è selezionata la stimolazione adatta.

Questa bambina è in grado di manipolare gli oggetti, quindi noi potremmo utilizzare come risposta adattiva

questa! Utilizzeremo degli oggetti che possono essere abbastanza grandi perché così non vengono utilizzati

per la stereotipia (lei portava gli oggetti alla bocca). la bambina dovrebbe prendere gli oggetti con una sola

mano perché altrimenti potrebbe prendere oggetti con una e mettere gli oggetti in bocca con l’altra.

Prendiamo una risposta adattiva ma non necessariamente incompatibile con la risposta aberrante. Noi

dovremmo consolidare la risposta adattiva in modo tale che si abitui o costruisca un’associazione tra risposta

adattiva e stimolazione ambientale facendo diventare la stimolazione ambientale fondamentale per lei

(questo era il primo livello di intervento).

Possiamo eliminare il comportamento aberrante (secondo livello di intervento) quindi a questo punto le

daremo la stimolazione soltanto quando non mette in atto il comportamento disadattivo. Abbiamo ottenuto

un primo obiettivo: le abbiamo insegnato a mettere in atto una risposta inibendo il comportamento

disadattivo. Adesso potremmo far si che le risposte che producono stimolazione durino il tempo stabilito

affinchè non ci sia un evento di stereotipia, inseriamo così il costo della risposta. Perché se mette in atto il

comportamento stereotipato durante la stimolazione questa si interrompe. Quindi la bambina avrà scelto di

mettere in atto la risposta adattiva per ottenere una stimolazione. Diventa socialmente migliore ed ha una

ricchezza di stimolazioni aumentata, non le abbiamo tolto nulla.

Se prendiamo i processi di Carr e Britten noteremo che non sono programmi riabilitativi per la persona ma si

limitano ad eliminare il comportamento problema.

Questo approccio è un’alternativa positiva agli approcci precedentemente descritti.

Dobbiamo prestare attenzione a delle variabili:

- Le risposte adattive sono adeguate al contesto e socialmente accettabili ma non troppo laboriose per

il soggetto

- La stimolazione ambientale deve avere una valenza elevate perché se non compete con gli effetti

della stereotipia non avremo un buon esito. Stimolazione ambientale che possa competere con gli

effetti del comportamento

- Tempestività degli effetti del comportamento attraverso tecnologie assistive.

Un processo fatto attraverso il controllo dell’operatore non garantirebbe mai una precisione e un controllo

che in questo caso è fondamentale. Infatti a volte la bambina riusciva a mettere il cappuccetto in bocca nella

soluzione precedente. Quindi un controllo tecnologico del programma migliora questi problemi.

Tilt: cilindretto con dei poli e una pallina all’interno. I sensori ottici invece raccolgono l’intenzione della

bambina prima ancora che lei metta in bocca il cappuccetto.

Un’alternativa al blocco della risposta può essere quella di renderle difficile il compito di portare alla bocca

il cappuccetto ad esempio con un braccialetto pesante perché così la stanco. Questo tipo di intervento non

riduce la funzionalità operativa della persona. per cui può usare il braccio per fare le risposte adattive ma nel

tentativo di ripetere molte volte la stereotipia sarà meno agiata.

Metodo

Partecipanti

I 2 soggetti Roger e Albert avevano rispettivamente 20 anni e 6 anni e mezzo, avevano cerebropatia con

spasticità ed erano considerati funzionanti nel range profondo della disabilità intellettiva. Roger aveva un

udito normale e una acuità visiva ridotta. Normalmente era seduto su una sedia a rotelle ma poteva anche

camminare per brevi periodi di tempo con l’aiuto di un deambulatore che lo supportava. Quando era seduto

sulla sedia a rotella era passivo e aveva la testa ripiegata in avanti. Albert aveva un udito normale e una

cecità totale. Normalmente era seduto su una sedia a rotelle durante il giorno e mostrava ridotti movimenti

della mano e del braccio e aveva un controllo limitato del tronco e del capo. Generalmente aveva la testa

ripiegata in avanti. Non aveva precedenti esperienze con i Microswitch. Entrambi i partecipanti vivevano a

casa con i loro genitori e frequentavano un centro educativo finalizzato a promuovere attività occupazionali

costruttive. I genitori avevano dato consenso informato per quanto riguardava la partecipazione allo studio

Risposta della Mano, Posizione del Capo, Cluster di Microswitch, Sistema di Controllo e Stimoli

La risposta della mano consisteva nel premere un piccolo schermo collegato ad un Microswitch a pressione

posto di fronte. Ogni pressione attivava il Microswitch. La posizione della testa che si voleva raggiungere

consisteva nel mantenere la testa eretta, piuttosto che inclinata in avanti come erano soliti fare i partecipanti.

I Cluster di Microswitch consistevano nella combinazione del sensore a pressione e del sensore a mercurio.

Quest’ultimo era attaccato al poggiatesta ed era attivato quando la testa era portata indietro e disattivata

quando era inclinata in avanti

Il Cluster di Microswitch era collegato ad un Sistema di Controllo elettronico, che:

Attivava 1 o più stimoli favoriti, per 5 o 6 sec., in connessione con la risposta della mano

 Registrava i dati

Gli stimoli, selezionati attraverso uno screening di preferenze, includevano tra l’altro musiche strumentali e

canzoni, voci dei genitori, ventole, varie forme di rumori e di eventi vibrotattili

Valutazione delle Condizioni e Grafico

Lo studio coinvolgeva una Baseline, 2 fasi di Intervento e una valutazione post-intervento. Durante questi

periodi c’erano 3 assistenti di ricerca che conducevano le sessioni, che duravano 10 min

Baseline del Soggetto 2 è più lunga della Baseline del Soggetto 1 (anche il numero di sessioni di Baseline

 è maggiore)

Punti Neri Sono frequenze medie di risposte della mano su blocchi di 3 sessioni (blocchi di

 2 sessioni possono esserci alla fine delle fasi)

Punti Bianchi Indicano percentuali medie di risposte della mano eseguite in combinazione

 con la posizione corretta del capo

Se osserviamo un punto nero valutiamo la frequenza media delle risposte della mano Ma

quando lo confrontiamo con il punto bianco possiamo verificare quante di queste risposte si

presentano in combinazione con la posizione corretta

a

1 Fase di Intervento Finalizzata a stabilire o potenziare la risposta adattiva della mano (aumentiamo la

 risposta adattiva della mano, utilizzato un rinforzo, indipendentemente dalla

postura del capo)

1° Intervento Grafico (Risp adattive indipendentemente posizione capo)

Le risposte adattive (punti neri) aumentano notevolmente dalla Baseline

 a

alla 1 Fase di Intervento

I punti bianchi, invece, restano bassi come nella Baseline, perché nel 1°

 Intervento riportiamo le risposte adattive indipendentemente dalla

posizione del capo (che viene comunque monitorata)

Quindi nel caso di Roger, mentre le risposte adattive sono circa 50, quelle in

combinazione con la posizione corretta non superano 25

E’ molto più corto per Albert rispetto a quello di Roger

a

2 Fase di Intervento Combinava la risposta adattiva con la posizione della testa. Era introdotta con un

 Non Concurrent Multiple Baseline Non parallela Per un soggetto abbiamo

una Baseline più lunga rispetto all’altro e non vengono eseguite

contemporaneamente. In realtà in questo caso non parliamo di Baseline, ma di

Intervento

2° Intervento comincia dopo periodi diversi di Intervento 1, secondo le leggi di

una Non Concurrent Multiple Baseline Across Participants

2° Intervento Grafico

Non viene messo in atto contemporaneamente per i 2 casi, ma dopo un tempo

diversificato di Intervento 1 perché segue le leggi di una Non Concurrent

Multiple Baseline Across Participants Gli effetti dell’Intervento 2 potrebbero

essere dovuti a 2 fattori diversi:

Manipoliamo le contingenze e quindi cambiamo le condizioni

 Periodo di esercizi attraverso l’Intervento 1

Per dimostrare che gli effetti dell’Intervento 2 non dipendono dall’esercizio,

abbiamo fatto in modo che il Soggetto 2 avesse un certo periodo di sessioni di

Intervento 2, mentre il Soggetto 1 ne aveva quasi il doppio. In questo modo, se

il miglioramento di performance dipendesse dall’esercizio, il Soggetto 1

dovrebbe dimostrare dei risultati che il Soggetto 2 non potrebbe raggiungere, a

causa di un minor esercizio

Se osserviamo l’inizio dell’Intervento 2 in Roger, notiamo un miglioramento

della performance. Contemporaneamente Albert continua l’Intervento 1 e non

aumenta alcun comportamento. Questo dimostra che il cambiamento del

comportamento, in Roger, non è dovuto ad altri fattori, ma alla variabile

sperimentale

Possiamo dire che esistono 2 forme di Multiple Baseline Design:

1. Iniziale attraverso cui controlliamo gli effetti dell’Intervento 1

2. Normale con cui controlliamo gli effetti dell’Intervento 2

Effetti dell’Intervento 2:

Risposta della mano riesce a produrre la stimolazione ambientale SOLO se

 la posizione del capo è corretta, diversamente non produce effetti

Sebbene l’Intervento 1 NON sia una Baseline in sé, nel caso di Albert funge da Baseline, nei confronti

dell’Intervento 2, che Roger sta sperimentando

Dati Roger

Durante l’Intervento 1 la sua percentuale di risposte della mano con posizione del capo corretta è

 compresa tra 25% e 30%

Durante l’Intervento 2 la sua percentuale di risposte della mano con posizione del capo corretta è circa

 55%

Si ha un notevole miglioramento

Dati Albert

Sono similari a quelli di Roger, anche se le curve sono diverse

Esaminiamo 2 casi:

Problemi incontrati con persone con disabilità gravi multiple

1° CASO: Mettere le mani in bocca E’ un comportamento

1. Brutto a vederti

2. Interferisce con l’attività costruttiva e l’esplorazione dell’ambiente

3. Mette la persona in una condizione sfavorevole nell’ambiente sociale, perché gli attribuisce un brutto

look e un odore inadeguato

4. Pericoloso dal punto di vista medico, perché facilita problemi a denti e gengive e causa ferite e tagli alle

mani

Sono stati sviluppati diversi tipi di programmi per eliminare questo problema. Cerchiamo di creare un

Comportamento Adattivo: Potremmo chiedere al ragazzino di muovere una specie di palla con una specie

di joystick inserito al suo interno. Manipolando questa palla, attiva una stimolazione. Si rilevano 3 misure:

1. Frequenza della risposte adattive, cioè la manipolazione della palla

2. Percentuale delle risposte adattive eseguite senza mano in bocca

3. Tempo totale di sessione senza mano in bocca

1 1

Disegno Sperimentale ABB AB

A Durante la Baseline: Raccogliamo i dati su tutte e 3 le misure. Emerge che nella manipolazione della

 palla è pressoché nulla, la percentuale di manipolazione con mani in bocca

è elevata e per gran parte delle sessioni ha le mani in bocca

B 1° Intervento: Insegniamo alla bambina ad utilizzare (potenziare) la risposta adattiva, in funzione di

 una stimolazione ambientale piacevole che abbia effetti positivi (Es. Illuminazione

di uno Schermo) – Manipolazione della palla determina una stimolazione positiva

per 8 sec. Per cui la bambina continua a far crescere questo tipo di risposte.

Continuiamo a registrare la percentuale delle risposte adattive eseguite con mano in

bocca

Si utilizza 1 Microswitch:

1. Palla che manipolata attiva una centralina che, a sua volta, emette la

stimolazione positiva

1

B Una risposta eseguita con la mano in bocca, NON produce alcuna stimolazione. Solo le risposte

 eseguite senza il comportamento problema, attivano la stimolazione positiva Laddove la bambina

mette le mani in bocca durante la stimolazione, questa si interrompe

Esistono 2 Microswitch regolano la stimolazione ambientale

Palla Il bambino può manipolarla, risposta adattiva. Ma affinché ci sia la stimolazione è

 fondamentale che si raggiunga anche il secondo obiettivo (non mettere mani in bocca) e

pertanto è fondamentale l’input di entrambi i Microswitch

Sensore Ottico E’ posto vicino alla bocca, percepisce l’avvicinarsi della mano alle labbra e pertanto

 rileva il comportamento problema

Ogni manipolazione della Palla (Microswitch 1) produce stimolazione a patto che il Sensore Ottico

(Microswitch 2) NON sia attivo. Se durante la stimolazione, il sensore ottico diventa attivo, la

stimolazione si interrompe

Dovremmo avere un maggior numero di risposte adattive, una percentuale decrescente di risposte

adattive con mani in bocca (perché non riceve stimolazione) e un tempo totale di sessione con mani in

bocca decrescente

Non costringiamo la bambina a non mettere le mani in bocca, ma la mettiamo nelle condizioni di poter

operare una scelta, in funzione della stimolazione visiva, che ovviamente deve essere maggiormente

funzionante o più forte dell’effetto prodotto dalle mani in bocca

A Rimettiamo la bambina nelle condizioni iniziali, durante le quali la manipolazione della palla non

 produce nulla e la bambina, probabilmente, ricade nei suoi tratti particolari. Decresce il numero di

risposte adattive, aumenta la percentuale di risposte con le mani in bocca e aumenta il tempo totale con

le mani in bocca 1

Dobbiamo, quindi, dimostrare che la B è di per sé efficace, per cui la dobbiamo replicare

1

B Una risposta eseguita con la mano in bocca, NON produce alcuna stimolazione. Solo le risposte

 eseguite senza il comportamento problema, attivano la stimolazione positiva Laddove la bambina

1

mette le mani in bocca durante la stimolazione, questa si interrompe. Uguale alla B precedente

1

Procedura ABB AB

A Baseline Raccogliamo dati su 3 misure:

 1. Frequenza risposte adattive, cioè la manipolazione della palla

2. Percentuale risposte adattive eseguite senza mano in bocca

3. Tempo Totale Sessione senza mano in bocca

B 1° Intervento Potenziamo risposta adattiva, in funzione di una stimolazione ambientale piacevole.

 Continuiamo a registrare la percentuale delle risposte adattive eseguite con mano in

bocca. Si utilizza 1 Microswitch:

Palla Manipolata attiva stimolazione positiva

1

B Risposta con mano in bocca, NON produce stimolazione. Se bambina mette le mani in bocca durante

 la stimolazione, questa si interrompe. Stimolazione richiede l’input di 2 Microswitch 2

1. Palla Manipolata → Risposta adattiva

2. Sensore Ottico Posto vicino alla bocca, percepisce l’avvicinarsi della mano alle labbra e rileva il

comportamento problema

Ogni manipolazione della Palla (Microswitch 1) produce stimolazione a patto che il Sensore Ottico

(Microswitch 2) NON sia attivo. Se durante la stimolazione, il sensore ottico diventa attivo, la

stimolazione si interrompe

A Rimettiamo la bambina nelle condizioni iniziali, durante le quali la manipolazione della palla non

 produce nulla e la bambina, probabilmente, ricade nei suoi tratti particolari. Dobbiamo, quindi,

1

dimostrare che la B è di per sé efficace, per cui la dobbiamo replicare

1

B Risposta con mano in bocca, NON produce stimolazione. Se bambina mette le mani in bocca

 1

durante la stimolazione, questa si interrompe. Uguale alla B precedente

2° CASO: Ragazzo normalissimo, incidente sul lavoro, coma, stato vegetativo

Si cerca di vedere se è in grado di rispondere al mondo esterno attraverso una risposta semplice Sono stati

utilizzati diversi programmi:

1° Programma mentre era ricoverato: Utilizzava come risposta il “doppio blinking”, attraverso un Sensore

 Ottico, e questa attivava delle musiche, particolarmente

interessanti per il ragazzo. Si otteneva cosi un processo di

apprendimento

2° Programma: Utilizzava un sensore Microswitch per ottenere la Stimolazione Ambientale e dei VOCA

 Strumento che può essere attivato come un Microswitch ma che presenta una differenza

sostanziale:

Microswitch Persona ha accesso diretto alla stimolazione (Doppio click → Musica)

 VOCA Strumento che produce un messaggio verbale, indirizzato a qualcuno

 nell’ambiente, che in seguito interviene

Con questo ragazzo abbiamo utilizzato un doppio VOCA:

Strumento a forma di cilindro, con le estremità sensibili, posizionato nel palmo della mano. Se il bambino

 chiudeva l’indice, avrebbe attivato un’estremità e quindi avrebbe chiamato una persona Chiudendo il

mignolo, avrebbe attivato l’altra estremità e quindi avrebbe chiamato l’altra persona. Il soggetto era

messo nella condizione di poter operare questo sistema e, in funzione della chiamata, interveniva 1 delle 2

persone, con attenzioni sociali o tangibili. Chiaramente se una delle 2 risposte era più semplice, il

bambino la preferiva con maggiore frequenza. Per cui era fondamentale definire un grado di difficoltà

simile tra le 2 risposte

Al VOCA abbiamo affiancato il Microswitch, in modo che il ragazzo potesse utilizzare entrambi

Il ragazzo solitamente teneva giù il capo. Come risolvere questo problema?

Cluster di Microswitch 1

Potremmo utilizzare la palla dell’articolo precedente, per ottenere stimolazione preferita: ABB AB

A Non ottiene mai la stimolazione preferita

 B Ottiene stimolazione preferita con qualunque movimento del corpo, indipendentemente dalla posizione

 del capo

1

B Ottiene stimolazione preferita solo a patto che la posizione del capo sia corretta. Stimolazione continua

 solo se non china il capo

Mentre nel caso precedente “non mettere le mani in bocca” non costa nulla, in questo caso “alzare il capo”

comporta uno sforzo per il ragazzo, quindi è fondamentale che la stimolazione ambientale sia

particolarmente piacevole

Stimolazione ambientale, in ogni caso, deve compensare:

Perdita di un beneficio (mani in bocca)

 Richiesta di uno sforzo (non tenere il capo in giù)

A questo punto possiamo procedere seguendo 2 binari:

Articolo: Treatment of automatically reinforced object mouthing with noncontingent reinforcement and

 response blocking: experimental analysis and social validation

Articolo che analizza le diverse alternative per ridurre i comportamenti devianti, tipo quelli esaminati

Articolo: Treatment Of Automatically Reinforced Object Mouthing With Noncontingent Reinforcement

And Response Blocking: Experimental Analysis And Social Validation (Carr)

Trattamento di una risposta, che consiste nel portare un oggetto in bocca, automaticamente rinforzata,

attraverso un Noncontingent Reinforcement e un Response Blocking: analisi sperimentale e validazione

sociale

Rinforzo automatico: nessun comportamento è casuale, non esistono comportamenti afinalistici. Non

esistono comportamenti che sono senza nessuna funzione per quanto riguarda l’individuo che li fa. Per colo i

quali si interessano di psicologia dell’apprendimento non ci può essere un comportamento che non ha una

funzione nel repertorio di una persona. Molti problemi che riteniamo aberranti o “problema” spesso sono

mantenuti da rinforzi sociali. L’aggressività, ad esempio, è un comportamento mediato da eventi sociali o

no? Per vedere se è mantenuto da eventi sociali o automatici si fanno delle opere di ABC o analisi funzionale

del comportamento. Verifichiamo se il comportamento è rinforzato tramite questa procedura.

Premessa

Analisi Funzionale del Comportamento

Procedura di valutazione attraverso cui determiniamo se un comportamento aberrante è mantenuto o

meno da condizioni sociali

osservo il bambino in diverse situazioni:

1. Alone: da solo

2. Attenzione: in cui guardiamo l’individuo e vediamo se qualuno interviene e risponde a quel

comportamento.

3. Compito difficile: si mette la persona nella condizione di occuparsi in un compito più o meno

difficile e si interrompe per 15 o 20 seocondi il compito quando manifesta il comportamento

4. Controllo: l’operatore interagisce con la persona dai comportamenti strani, li ignora e cerca di

costruire qualcosa di positivo.

Per capire se un comportamento è mediato da un rinforzo sociale dobbiamo osservare la situazione di

attenzione. Se nessuno ci bada (alone) la persona non lo mostra, mentre se qualcuno lo bada e risponde a

quel comportamento il bambino lo mostra molto. Quindi quel comportamento diventa funzionale ad attirare

l’attenzione del mondo esterno.

Il comportamento è mantenuto in maniera automatica quando nella situazione di alone si manifesta di più,

mentre è di meno nella situazione di attenzione perché il comportamento aberrante interferisce con

l’interazione con la persona.

Introduzione

Gli autori di questo articolo trattano questo comportamento problema rinforzato automaticamente. Lo

trattano con il rinforzo non contingente e il blocco della risposta. Un comportamento si potenzia se viene

seguito da effetti positivi. Il rinforzo non contingente implica che gli effetti positivi vengono applicati in

maniera svincolata dal comportamento. Il soggetto apprende che non ha bisogno dei comportamenti per

avere i risultati. Diventa una metodica per ridurre i comportamenti aberranti. l’altra opzione è il blocco della

risposta, è un modo per prevenire l’espletarsi della risposta.

La letteratura sull’uso di rinforzo non contingente per comportamenti che hanno una funzione è stata

recentemente estesa anche ad includere comportamenti aberranti mantenuti dal rinforzo automatico. Alcuni

studiosi hanno dimostrato che il rinforzo non contingente (NCR) era tanto efficace quanto l’estinzione

sensoriale nel ridurre comportamenti autolesivi rinforzati automaticamente per 3 persone con diagnosi di

ritardo mentale.

Il rinforzo non contingente deve essere unito insieme al blocco della risposta per bloccare comportamenti

con rinforzo automatico. Fino ad oggi il blocco della risposta e il rinforzo non contingente non sono stati

valutati in maniera separata ma insieme.

Dal momento che il blocco della risposta necessita di un contatto fisico e può assumere una valenza positiva,

i caregivers potrebbero avere difficoltà a metterlo in atto. La proposta di questo articolo era di dimostrare

l’efficacia delle due procedure quando usate separatamente e quando usate in maniera combinata, una delle

due può non essere accettata facilmente dai caregivers si potrebbe usare soltanto una delle due. Si valuta

anche la validità sociale del pacchetto di trattamento finale che include NCR (rinforzo non contingente)

combinato al blocco della risposta.

Estinzione Sensoriale

Procedura utilizzata per la riduzione dei comportamenti indesiderati, che consiste nell’eliminare la

conseguenza sensoriale del comportamento stesso (Immaginiamo che il soggetto si schiaffeggi sulla guancia

- Soluzione: metto una crema anestetica in modo da annullare la conseguenza sensoriale prodotta dal

comportamento). Se il comportamento è mantenuto dalle conseguenze che produce, la loro eliminazione

dovrebbe estinguere il comportamento

Rinforzo Non Contingente

Somministrazione di stimoli ad alto impatto (con potenziale di rinforzo) in maniera indipendente

dalle risposte che vogliamo eliminare

Function-Based Comportamento con una funzione strumentale per ottenere un rinforzo sociale o con una

funzione strumentale per ottenere un rinforzo automatico. Quando osserviamo un

comportamento aberrante dobbiamo valutare se ha una funzione specifica nella dinamica

generale del soggetto. Se ha una funzione sociale, questo comportamento presenterà una

sua manifestazione più elevata nelle situazioni in cui c’è un intervento diretto, in

relazione alla sua manifestazione

Es. Mani in bocca – Vogliamo vedere le mani in bocca in situazioni diverse:

1. Da solo

2. Ha a disposizione tutti i giochi per giocare

3. Gioca con la mamma

4. Da solo con i giochi, ma interviene la madre per bloccare comportamento

Se il bambino mostra maggiore frequenza di mani in bocca, nella situazione in cui

interviene la madre per bloccarlo, possiamo concludere che quel comportamento ha una

sua funzione sociale. Se mostra maggior frequenza quando è da solo, il comportamento

ha la funzione di rinforzo automatico

Response Blocking Blocco della Risposta Procedura attraverso la quale impediamo che la risposta

considerata aberrante possa essere espletata nella maniera

convenzionale

La maggior parte delle procedure di Rinforzo Non Contingente usate per trattare comportamenti mantenuti

dal rinforzo automatico sono proceduralmente diverse dalle procedure utilizzate per comportamenti

mantenuti da rinforzi sociali, per almeno 2 aspetti:

1. Stimoli sono presentati in maniera continua, piuttosto che su schede temporali

2. Estinzione non è inclusa tra le componenti del trattamento, anche se recenti studi hanno dimostrato il

successo di procedure di Rinforzo Non Contingente (senza estinzione), nel trattamento di comportamenti

mantenuti da rinforzi sociali

Come con altre procedure basate su rinforzo, il Rinforzo Non Contingente deve essere occasionalmente

combinato con Blocco della Risposta, per essere efficace con comportamenti aberranti mantenuti da rinforzo

automatico. Ad oggi, il Rinforzo Non Contingente e il Blocco di Risposta non sono stati valutati

indipendentemente prima della loro combinazione in un pacchetto di trattamento (nonostante le 2 procedure

siano efficaci combinate, sarebbe utile valutarne l’efficacia se utilizzate separatamente). Dal momento che il

Blocco della Risposta necessita di un contatto fisico contingente e, qualche volte, raggiunge gli effetti di

punizione, qualche individuo potrebbe avere scrupoli circa la sua applicazione (E’ una procedura

controversa: Supponiamo che il soggetto voglia portare la mano in bocca. Interveniamo impedendo che lo

faccia. Nel procedere in questo modo, posso sortire 2 effetti particolari: Soggetto potrebbe gradire il contatto

fisico oppure potrebbe soffrire e viverlo con un effetto punitivo). Gli obiettivi del presente studio erano quelli

di: Dimostrare gli effetti separati e combinati del Rinforzo Non Contingente e del Blocco della Risposta nel

 trattamento di un comportamento aberrante (portare oggetto in bocca) mantenuto da rinforzo automatico

Valutare la validità sociale di un pacchetto di trattamento che includeva un Rinforzo Non Contingente

 combinato con il Blocco della Risposta

Metodo

Jill era una bambina di 7 anni, fisicamente fragile, con diagnosi di disordini acustici. Al momento dello

studio, non aveva abilità comunicative vocali. A causa dei suoi problemi medici, Jill riceveva ossigeno

attraverso delle bombolette portatili per tutta la giornata e si nutriva attraverso un tubo gastrointestinale (non

in maniera orale). La variabile dipendente in questo studio era il “portare oggetti in bocca”, che coinvolgeva

il porre un piccolo oggetto non commestibile tra le labbra (Es. Tappo di una penna) e continuare a muoverlo

su e giù in movimenti ripetitivi con una mano o con l’altra. Questo comportamento avveniva frequentemente,

nel corso della giornata, con oggetti multipli ed era considerato un comportamento disturbante (deleterio) sia

a casa sia nella clinica Portare un oggetto in bocca può essere considerato potenzialmente pericoloso perché

potrebbe soffocarsi e poi perché gli oggetti non sono sempre puliti e potrebbe danneggiare denti e gengive.

Durante tutte le sessioni, il tappo della penna era posto in prossimità di Jill, per darle l’opportunità di esibire

questo comportamento deviante. Il tappo era scelto in base alle considerazioni del personale e alla preferenza

degli stimoli, ed entrambi indicavano quale fosse l’oggetto preferito da portare in bocca.

Tutte le sessioni duravano 10 min ed erano condotte e videoregistrate nella stanza di terapia di Jill, presso

una clinica universitaria dove riceveva servizi terapeutici. Approssimativamente, erano condotte 5-15

sessioni per settimana. Le videoregistrazioni venivano codificate da 2 osservatori abili, usando un Sistema di

Registrazione ad Intervalli Parziali di 10 s (dividiamo la sessione di osservazione in tanti intervalli di 10 sec

e registriamo, per ciascun intervallo, la presenza o meno del comportamento target, indipendentemente dalla

sua durata, quindi anche se dura pochi secondi e non tutto l’intervallo). Non può essere fatta con intervalli

totali perché se interrompe brevemente il comportamento dovremmo indicare quell’intervallo come non di

autostimolazione e altereremmo la registrazione del comportamento. Il comportamento di “portare l’oggetto

in bocca” era registrato come la percentuale di intervalli in cui il comportamento avveniva durante ciascuna

sessione (Se noi abbiamo una sessione di 10 min, abbiamo 60 intervalli di 10 sec. Contiamo gli intervalli in

cui si manifesta il comportamento, li dividiamo per 60 e moltiplichiamo per 100). Nel grafico l’ordinata di

sinistra riporta le percentuali di intervallo del comportamento problema.

% Portare oggetto in bocca Intervalli con Comportamento x 100

N° Totale Intervalli

Il Sistema di Registrazione ad Intervalli Parziali era selezionato perché gli eventi di “portare gli oggetti in

bocca” avevano durate variabili. Può comportare un semplice movimento o altri più complessi e quindi

durare di più. La frequenza dei tentativi di mettere gli oggetti in bocca era registrata per ciascuna sessione in

cui era applicato il Blocco della Risposta. Nelle sessioni in cui non c’è il blocco della risposta si utilizza

l’intervallo parziale (il blocco della risposta è un intervento che blocca il comportamento prima che sia

perpetrata, previene il comportamento aberrante. L’operatore, in questo caso, mette la mano sulla bocca di

Jill)

Quindi, quando utilizziamo:

Rinforzo Non Contingente, nella fase di Baseline → Registrazione ad intervalli parziali

Blocco della Risposta → Registrazione della frequenza dei tentativi.

Perché con il blocco della risposta Jill non riesce a mettere in atto il comportamento e quindi si valutano i

tentativi effettuati.

Non vengono registrati i tentativi nella sessione di baseline e di rinforzo non contingente perché non ci sono,

il comportamento avviene realmente.

L’accordo interosservatori era calcolata con il sistema punto per punto per l’occorrenza e la non occorrenza.

Noi registriamo l’accordo intervallo per intervallo. Se il primo osservatore dice + e l’altro dice + è un

accordo, se dice – e l’altro + è un disaccordo. Noi possiamo registrare l’accordo sul comportamento o sugli

intervalli.

occorrenza: intervallo 1, osservatore a +, osservatore b +, accordo. Intervallo 2, osservatore a -, osservatore

b -, lo saltiamo! Lo saltiamo perché è un sistema più accurato.  in questo studio invece è stata fatta una

registrazione di attendibilità su occorrenza e non occorrenza e registriamo se c’è accordo o non accordo su

tutti gli intervalli a prescindere dalla manifestazione o meno del comportamento.

occorrenza e non occorrenza: registro l’accordo o il disaccordo anche in caso in cui il comportamento non

si manifesti.

Breve Analisi Funzionale

La prima fase dello studio consisteva in una Breve Analisi Funzionale basata sulle procedure classiche.

Ciascuna condotta due volte in un ordine quasi randomico. Sono state condotte diverse sessioni, comparando

4 condizioni:

Non Interazione Non interagiva con nessuno. (Alone: stava da solo).

 Attenzione Interviene l’operatore quando mette l’oggetto in bocca. Ogni volta in cui manifesta il

 comportamento, l’operatore interviene. Alcuni comportamenti aberranti potrebbero essere mantenuti

dall’attenzione che l’ambiente dedica a quei comportamenti stessi. si accentua il fenomento

dell’attenzione nei confronti del comportamento per capire se questa può essere responsabile di quel

comportamento.

Controllo: situazione che implica che la bambina e l’operatore lavorino insieme senza interrompere il

 comportamento e le rinforza quelli alternativi.

Si mette la bambina in una condizione in cui si dà un compito molto difficile . La bambina deve

Demand svolgere il compito. Tutte le volte in cui mette in atto il comportamento aberrante

interrompiamo il compito che stiamo svolgendo.

Analisi funzionale: serve a capire il perché del comportamento. è un tentativo di creare delle situazioni

nell’ambito delle quali noi possiamo verificare qual è la causa plausibile del comportamento. le condizioni

sono: Alone, Attention, Control e Demand. Queste situazioni servono a capire cosa c’è alla base. Se un

comportamento, ad esempio, è mantenuto da un rinforzo automatico (condizione di alone) sappiamo che la

persona non cerca l’attenzione ma un imput sensoriale, se vogliamo creare una condizione diversa con un

intervento potremmo pensare ad una stimolazione alternativa che compete con quella che manifesta.

Laddove manifestasse la maggior parte di comportamento aberrante in una situazione di compito difficile, si

potrebbe insinuare che sia una forma di rinforzo negativo. Infatti, il comportamento aberrante potrebbe

interrompere il compito negativo e quindi far cessare un qualcosa di negativo per lei. Invece il

comportamento non può manifestarsi nella condizione di controllo che prevede un rinforozo al

comportamento alternativo e ignorare quello negativo, il comportamento può essere meno presente ma non

del tutto assente.

La percentuale media degli intervalli in cui “portava gli oggetti in bocca” durante ciascuna condizione era:

Interazione 62% - Presentava intervalli con comportamento aberrante

Non 6%

Attenzione

4%

Controllo

9%

Demand

La bambina manifesta maggiormente il comportamento nella condizione di non interazione, quindi si tratta

di un rinforzo automatico.

Sulla base della persistente presenza del comportamento target nella condizione di Non-Interazione, e della

bassa presenza dello stesso comportamento nelle altre condizioni, l’ipotesi è che quel tipo di comportamento

avesse la funzione di produrre rinforzo automatico, proprio perché lo fa soprattutto quando è da solo

Da questi dati potevano presumere che il Blocco della Risposta sarebbe stato un intervento utile, dal

momento che la bambina non risponde alle attenzioni? Il Blocco della Risposta è un intervento leggermente

controverso perché, da una parte, può incentivare il comportamento in quanto produce l’attenzione della

persona nei confronti del comportamento aberrante (bambino può gradire contatto fisico e quindi potrebbe

aumentare il comportamento aberrante per ottenerlo), dall’altra, può diminuire il comportamento perché il

tipo di intervento è punitivo

Gli autori, procedendo in questo modo, hanno scartato l’ipotesi che la bambina manifestasse il

comportamento aberrante per ottenere contatto fisico e attenzione. Ma a questo punto, hanno confinato sé

stessi ad una sola ipotesi e cioè che il Blocco della Risposta è una procedura che crea un effetto punitivo

Screening delle Preferenze

Si utilizza questa funzionalità per decidere che tipo di rinforzo dare alla bambina. Ci sono almeno 5 metodi

per fare questa procedura. Uno dei modi per fare lo screening è la presentazione degli stimoli

singolarmente: ad ogni stimolo si osserva la reazione della bambina. Se la bambina cessa i comportamenti

autostimolatori e ha delle forme di allertamento concluderemo che quello stimolo ha un effetto positivo. Se

la bambina si scansa dallo stimolo o non lo considera potremmo concludere che non è uno stimolo gradito.

Calcoliamo la percentuale per ogni stimolo e quelli con percentuale più alta sono quelli che possono creare

un effetto positivo maggiore. Una seconda modalità per calcolare gli stimoli è la presentazione in coppia

degli stimoli ed è la tecnica usata in questo studio.

Ci sono due oggetti (giochi) li metto in modo tale che possa toccare uno dei due e poi quando lo prende lo

accendo.

La seconda fase dello studio consisteva nella selezione degli stimoli che potessero avere un effetto di

preferenza (particolarmente graditi dalla bambina), attraverso un Paired-Stimulus Preference Assessment (si

presentano gli stimoli in coppie e si vede quali preferisce il bambino). Nella presentazione degli stimoli,

hanno utilizzato 2 categorie di stimoli:

Matched Stimoli considerati più vicini, oggetti che la bambina solitamente esplorava con la bocca.

 Producono conseguenze sensoriali simili a quelle che la bambina si produce attraverso il

comportamento aberrante

Mismatched Producono input sensoriali che non hanno nulla a che vedere con quelli che la bambina si

 produce attraverso il comportamento aberrante

Inizialmente, selezionano una lista di 8 oggetti (4 Matched e 4 Mismatched) dopo una consultazione con la

madre della bambina e con il personale della clinica. Durante la valutazione, gli oggetti erano presentati in

coppie e Jill aveva 5 sec per accedere al primo degli oggetti, che poteva utilizzare per altri 5 sec. Ciascun

oggetto era presentato 10 volte durante la valutazione in un ordine controbilanciato per controllare la

posizione degli oggetti ed eliminare il bias posizionale.

Oggetto Matched (che produceva stimolazioni sensoriali simili a quelle prodotte dal comportamento

aberrante) maggiormente scelto, tra i matched (50%), era una stella che vibrava e che Jill avvicinava

solitamente alle labbra.

Oggetto Mismatched (che produceva sensazioni diverse a quelle prodotte dal comportamento aberrante)

maggiormente scelto (80%), era una coccinella che vibrava e che Jill avvicinava solitamente alla testa.

Forse si presentano uno matched e uno dismatched ma sarebbe stato più opportuno presentarli secondo una

combinazione randomica in tutte le combinazioni possibili. Gli autori non lo specificano. Il prof non è

d’accordo sulla valutazione di match e mismatch scelti dagli autori perché secondo lui le stimolazioni

vibrotattili non possono essere considerate totalmente mismatch.

Procedura

Selezione di oggetti Matched e Mismatched

 Presentazione delle coppie di oggetti

 Soggetto ha 5 sec per scegliere oggetto

 Oggetto può essere utilizzato dal soggetto per 5 sec

Valutazione del Trattamento

Durante le sessioni di valutazione del trattamento Jill era seduta accanto al terapista e aveva accesso a 2

oggetti, uno moderatamente preferito (un pianoforte giocattolo), che non poteva mettere in bocca, e il tappo

di una penna che spesso avvicinava alle labbra.

Il disegno sperimentale con fasi multiple era utilizzato per valutare gli effetti del trattamento. Come

l’alternating treatment. I trattamenti vengono alternati nella loro sequenza.

L’ordine delle condizioni era il seguente:

1. Baseline: verificano la percentuale del comportamento aberrante

2. Blocco della Risposta: Si verifica se è efficace o meno. Se è poco efficace si torna alla Baseline

3. Baseline

4. Rinforzo Non Contingente: Si verifica se è efficace o meno. Se è poco efficace si torna alla Baseline

5. Baseline

6. Rinforzo Non Contingente + Blocco della Risposta: Combinati per verificare se sono più efficaci

insieme piuttosto che singolarmente.

1. Baseline

Le 3 Sessioni di Baseline consistevano in sessioni consecutive di sessioni in condizioni di Non-Interazione,

durante le quali la bambina può fare quello che vuole senza l’intervento dell’operatore che si limita ad

osservare.

2. Blocco della Risposta

Dopo aver ottenuto un livello di risposta stabile durante la fase di Baseline iniziale, veniva messa in atto una

procedura di Blocco della Risposta che consisteva nel terapista che interrompeva fisicamente ogni tentativo

di comportamento target. Il terapista metteva il dorso della sua mano davanti alla bocca di Jill prima che

avvenisse il contatto tra le labbra e l’oggetto. Il Blocco della Risposta, inizialmente, avveniva a rapporto

fisso 1 (Fixed-Radio 1 Schedule – Si bloccano TUTTI i tentativi di mettere in atto il comportamento).

Durante la fase finale del trattamento (Rinforzo Non Contingente + Blocco della Risposta), il Blocco della

Risposta si riduce a rapporto fisso 2, ovvero ne bloccano la metà. Nella parte finale dello studio.

3. Rinforzo Non Contingente

Multielement Design è l’Alternating Treatments Design Comparazione tra 2 sistemi, presentati in

parallelo. Ci permette di stabilire quale dei 2 sistemi è più efficace. Nel nostro caso vogliamo comparare 2

condizioni. Hanno valutato insieme stimoli matched e dismatched, hanno scelto i migliori e poi li hanno

adoperati secondo un disegno a trattamento alternato. Si alternano in maniera non fissa sessioni con un tipo

di stimolo a sessioni con un altro tipo di stimolo. Comparano gli stimoli matched a quelli non matched e

vedono se gli uni hanno una maggiore efficacia rispetto agli altri.

1. Rinforzo Non Contingente con stimoli Matched

2. Rinforzo Non Contingente con stimoli Mismatched

Critiche al Disegno ABAB

Potrei comparare queste condizioni con un disegno ABAB, durante la A usiamo stimolo

Matched e durante la B stimoli Mismatched. Utilizzare l’ABAB nel comparare condizioni

diverse comporta un problema: compariamo 2 cose ma in 2 tempi diversi! Quindi non

possiamo sapere se la persona è rimasta la stessa o ha subito dei cambiamenti. Se nella fase B

ho dei risultati diversi, dipendono dallo stimolo usato o da possibili cambiamenti nel

soggetto???? Le variabili che cambiano sono 2, gli stimoli e il tempo

Multielement Design

Se voglio ottenere dei risultati attendibili devo comparare le 2 diverse condizioni contemporaneamente.

Ricordiamo che il Rinforzo Non Contingente consiste nella somministrazione di stimoli presentati secondo

intervalli fissi. La durata di ciascuno stimolo era di 10 sec. questi stimoli erano presentati inizialmente a

tempi fissi di 30 sec, ma quando questa scheda non era efficace nel ridurre il problema di “portare gli oggetti

in bocca”, si passava a presentare la stimolazione a tempi fissi di 10 sec. Sono importanti 2 variabili:

1. Tempo - La durata di ciascuno stimolo è di 10 sec, ma noi li possiamo presentare ogni 30 sec, e se non è

efficace ogni 10 sec

2. Stimoli – Possiamo presentare stimoli Matched o Mismatched

Hanno dato la stimolazione di 10 secondi ogni 10 secondi. Quindi è costante? Secondo la traduzione letterale

sì. Ma anche in questo modo non riescono ad avere successo.

Durante l’ultima fase del trattamento che implicava il rinforzo non contingente e il blocco della risposta, lo

stiamolo preferito era presentato ad intervalli fissi che erano inizialmente allungati da 10 secondi a 30

secondi, però questo intervallo viene allungato e la bambina ottiene un rinforzo di 10 secondi ogni 300

secondi. Come allungano l’intervallo? Lo fanno sulla base del comportamento della bambina. Loro

allungano gli intervalli quando ci sono 3 sessioni consecutive con 5% o meno degli intervalli in cui si

manifesta il comportamento problema e meno di 10 tentativi di portare l’oggetto alla bocca. Questo

progressivo allungamento degli intervalli è avvenuto in maniera regolare attraverso lo studio tranne quando

sono passati da 120 a 180 secondi, in questa circostanza i valori sono cresciuti sopra le soglie limite e sono

dovuti tornare indietro.

Prove di Generalizzazione degli Stimoli

Il Rinforzo Non Contingente combinato con il Blocco della Risposta produceva riduzioni sostanziali nel

portare gli oggetti in bocca, e le riduzioni erano mantenute durante la diluizione del rinforzo, venivano

condotti 2 tipi di operazioni di generalizzazione:

1. Terapista diverso

2. Ambiente diverso

Validità Sociale

Dopo aver terminato la valutazione del trattamento, hanno valutato la validità sociale del pacchetto di

trattamento finale con tutti e 6 i terapisti di Jill. I terapisti erano tutti studenti di psicologia del 3-4 anno che

facevano il tirocinio nella clinica o lavoravano li. La lunghezza di tempo in cui avevano lavorato con Jill

variava da 6 mesi ad 1 anno. Se facciamo un discorso di validazione sociale dovremmo avere

un’indipendenza dal trattamento. Queste persone sono state coinvolte nel trattamento, non hanno la stessa

indipendenza. Manca di uno dei requisiti per effettuare la validazione.

Durante la valutazione della validità sociale del trattamento, i terapisti vedevano 3 videoclip che includevano

sessioni della Baseline iniziale e del trattamento finale. Vedevano 3 sessioni scelte randomicamente dalla

fase di baseline e di trattamento. Dopo aver visto questi videoclip, completavano in maniera anonima un

questionario scritto che conteneva 9 domande riguardanti l’accettabilità del trattamento finale d’intervento e

dei suoi risultati. Le risposte per ciascuna domanda erano registrate su una scala a 5 punti, con 3 questioni

descrittive (1, 3, 5). Le prime 3 domande sono applicabili sia alla Baseline, sia all’Intervento. Le altre 4 solo

all’Intervento:

Quante volte questo comportamento sembra verificarsi?

1. 2. Quanto spesso pensi che questo comportamento interferirebbe con la tua abilità di insegnare qualcosa alla

bambina?

3. Qnt problematico sarebbe qst livello di comportamento fuori da una situazione di insegnamento?

4. Quanto è sembrato difficile al terapista eseguire questo intervento?

5. Quanto saresti disposto ad applicare qst intervento in 1 situazione d’insegnamento con il soggetto?

6. Quanto saresti disposto ad applicare qst intervento in una situazione esterna all’insegnamento?

7. Quanto spesso pensi che qst intervento interferirebbe con la tua abilità di insegnare alla bambina?

8. Qaunto vorresti raccomandare qst intervento ad altre persone che lavorano con la bambina?

9. Quanto sembrerebbe etico questo intervento?

Grafico

1. Baseline Iniziale Riporta la % di intervalli con oggetto in bocca. % Molto alta. Siccome c’è stato un calo

drastico del comportamento ad un certo punto, quindi non è stato possibile interrompere la baseline. Un

trend è fatto da più punti nella valutazione, non ci deve essere solo un punto. È stata interrotta quando i

comportamenti sono cresciuti.

2. Blocco della Risposta i quadratini sono i tentativi ai quali segue un blocco della risposta, i pallini scuri

sono il comportamento aberrante. Siccome il blocco della risposta non è una strategia sufficiente per

interrompere la risposta si ritorna alla baseline.

Riporta 2 livelli di registrazione dei dati:

1. % (sx) con oggetto in bocca

2. Frequenza (dx) dei tentativi - Non è 0 perché a volte il controllo sfugge

% Si abbassa

Tentativi rimangono elevati

3. Baseline Riporta la % di intervalli con oggetto in bocca. % Molto alta

4. Rinforzo Non Contingente poi si cambia tipo di trattamento. Compariamo l’effetto della stimolazione

prodotta da oggetti Matched (bianchi) e Mismatched (neri)

a

1 Fase Stimolazione di 10 sec, viene presentata con stimoli

 Matched e Mismatched presentati ogni 30 sec (FT 30s). si

accorgono che non serve e passano al successivo.

a

2 Fase Stimolazione di 10 sec, viene presentata con stimoli

 Matched e Mismatched presentati ogni 10 sec (FT 10s)

% Oggetti in bocca, durante le 2 fasi, è pressoché identica

indipendentemente dagli stimoli

Sembrerebbe che funzionino ma poi tornano ad essere i soliti valori. Quindi ritornano alla baseline.

5. Baseline Riporta la % di intervalli con oggetto in bocca. % Molto alta.

6. Rinforzo Non Contingente + Blocco della Risposta : dunque si passa all’unione dei due trattamenti. (vedi

2^pannello)

a

1 Fase - FR1

Rinforzo Non Contingente ogni 30 sec, intervalli fissi

 Blocco della Risposta FR1 (si interrompono tutti i tentativi).

 % Tentativi sono basse, per il Blocco della Risposta, ma non è ancora 0 perché a volte sfugge il

controllo.

Man mano che si procede con la sessione, aumentano gli intervalli tra un Rinforzo Non Contingente e

l’altro, → 45 s, 60 s, 90 s, 120 s …. Ma il Blocco della Risposta rimane a FR1. Si fanno questi

cambiamenti di secondi perché: Si raggiunge il criterio di meno di 5% di intervalli con comportamento

aberrante e meno di 10 tentativi. Quindi si passa ad un diverso intervallo di somministrazione.

Come prima i cerchi sono le percentuali di comportamento aberrante e i quadratini sono le percentuali

di tentativi.

Il rinforzo che si mette in atto è di tipo non contingente.

Passaggio da FR1 a FR2

Il blocco della risposta si mette in atto ogni due tentativi.

Quando si raggiunge un intervallo di 180 s si ha un’esplosione del comportamento e si passa ad un

Blocco della Risposta FR2 (si interrompe 1 tentativo ogni 2)

Aumentando intervalli tra Rinforzi Non Contingenti e Riducendo Blocco della Risposta FR2

Aumento del Comportamento Aberrante e dei Tentativi

a

2 Fase - FR2

Dopo aver raggiunto un’esplosione del comportamento aberrante, si ritorna ad un intervallo di 120 sec. Si

ottiene un miglioramento comportamentale, nonostante il Blocco della Risposta FR2 A questo punto, si

procede con un graduale aumento dell’intervallo e quindi con una riduzione di Rinforzi Non Contingenti

→ 180 s, 240 s, 300 s ….

Discussione

In maniera interessante, sia il Rinforzo Non Contingente sia il Blocco della Risposta quando utilizzati da soli

fallivano nel ridurre la risposta di “portare gli oggetti in bocca” a livelli accettabili, fino a che queste 2

procedure non venivano combinate. Una possibile spiegazione per il fallimento iniziale del Blocco della

Risposta è che i tentativi persistevano a causa del rinforzo intermittente specialmente in assenza di una

sorgente alternativa di rinforzo (durante il blocco della risposta, nonostante il terapista cercasse di impedire il

comportamento aberrante, a volte questo sfuggiva al controllo e quindi le percentuali di “portare oggetto in

bocca” erano comunque basse, ma non raggiungevano lo 0, quindi producevano ugualmente occasioni di

rinforzo intermittente). Sarebbe come tenere l’individuo sotto una scheda a rinforzo intermittente. Perché il

soggetto comunque riesce a mettere in atto il comportamento e questo crea riforzo intermittente. Una

spiegazione per il fallimento iniziale del Rinforzo Non Contingente era la nostra inabilità di identificare

rinforzi sufficientemente potenti da poter competere con l’oggetto in bocca (laddove vogliamo che una

persona riduca o elimini un comportamento aberrante, dobbiamo proporre qualcos’altro nell’ambiente che

competa favorevolmente con gli effetti di quel comportamento). il blocco della risposta come per la seconda

parte funzionava da segnale per l’arrivo ella stimolazione, e metteva la bambina nella condizione di

aspettarsi l’arrivo del rinforzo. Non solo il blocco della risposta segnala l’arrivo del rinforzo non contingente,

ma ne aumenta anche il valore. Il fatto che l’hanno deprivata di autostimolazioni attraverso il blocco della

risposta la metteva nella condizione di godere di più quando quella risposta arrivava. Il fatto di averle

impedito di usare la stimolazione ne ha aumentato il valore.

Sebbene abbiamo ottenuto risultati positivi attraverso la combinazione del Rinforzo Non Contingente con il

Blocco della Risposta, un problema relativo al disegno sperimentale impone una certa cautela

nell’interpretazione dei dati. Data la natura dell’A-B-A-C-A-BC, gli sperimentatori non hanno la possibilità

di replicare la combinazione del Rinforzo Non Contingente con il Blocco della Risposta (la combinazione è

stata provata una sola volta). Sostengono che il disegno sperimentale sia incompleto per tale ragione. Si

dovrebbe fare una nuova baseline e una nuova fase di blocco della risposta e rinforzo non contingente

insieme.

Ci sono due problemi: uno tecnico e uno di merito. Il problema tecnico è che se do il rinforzo ogni 30 o 40

secondi chi mi dice che la bambina non stia tentando di fare il comportamento o lo stia facendo? Se mi fido

solo del tempo come unico criterio per somministrare la stimolazione non escludo la possibilità di

somministrarlo anche quando manifesta il comportamento. la stimolazione alternativa dovrebbe essere non

contingente al comportamento problema ma in realtà risulta contingente. Il problema di merito riguarda il

valore del lavoro. La riabilitazione è un percorso o processo attraverso il quale formiamo dei comportamenti

nuovi con potenziale adattivo. Se facciamo un cambiamento nella persona questo deve avere un potenziale

positivo dal punto di vista adattivo. Il problema quindi è che il soggetto non ha imparato niente (Es. forma di

interazione costruttiva con l’ambiente, comportamenti alternativi che le portano stimolazioni positive).

Il nostro primo obiettivo non deve essere solo rimuovere il comportamento problema ma anche acquisire

comportamenti nuovi e funzionali ad ottenere qualcosa dalla società. Facciamo dei programmi non rispettosi

se non consideriamo la parte adattiva. Perché si rischia di togliere alla persona qualcosa di importante per lei

senza insegnarle niente.

Un intervento migliore potrebbe consistere nel darle il rinforzo (far accendere il gioco) soltanto quando non

ha in bocca il cappuccetto. Se ha in bocca il tappo il gioco non si attiva. Questo permette di insegnare alla

bambina un autocontrollo.

Articolo: Using Video Modeling to Teach A Domestic Skill With An Embedded Social Skill To Adults With

Severe Mental Retardation

Uso del Video-Modeling per insegnare agli adulti con ritardo mentale grave un’abilità domestica con

un’attività sociale incorporata un’abilità domestica con un’iniziativa sociale inserita nell’attività attraverso

l’osservazione di un modello su un video che dimostrava il compito

Introduzione

Adulti con ritardo mentale ed altre disabilità di sviluppo dovrebbero imparare una varietà di attività sociali,

domestiche e di occupazione del tempo libero in maniera tale da poter funzionare indipendentemente in

ambienti integrati delle comunità. Video Modeling, definito come il vedere un videotape di un compagno o di

un istruttore che esegue con successo un compito complesso, è stato dimostrato essere una strategia efficace

per sviluppare tale abilità. Solitamente, il soggetto è invitato a vedere un video all'inizio di una sessione

didattica, per poi tentare di svolgere l'attività in maniera indipendente. Video Modeling ha mostrato di essere

una procedura di intervento efficace per insegnare una varietà di abilità a persone con disabilità di sviluppo,

che includevano compiti di conversazione, abilità di vita quotidiana e di autonomia personale, complesse

sequenze di gioco, preparazione di semplici ricette e prendere una prospettiva

Ci sono un certo numero di vantaggi nell’uso del Video Modeling per quello che riguarda la strutturazione di

nuove abilità sia in settori accademici sia in settori abilitativi:

1. Può essere un sistema di istruzione più efficiente di altre strategie, come dimostrato da Charlop-Christy,

Le e Freeman, che hanno mostrato che il Video Modeling era risultato in un apprendimento più rapido di

abilità evolutive da parte di bambini con autismo rispetto dal Modellamento dal Vivo

2. Più soggetti contemporaneamente possono guardare lo stesso video e ciò riduce la quantità di

insegnamento e il tempo necessario per il trattamento

3. Soggetti che devono apprendere possono ripetutamente guardare il modello che esegue una certa attività

nella stessa maniera, diversamente dal Modellamento dal Video in cui il modello non può ripetere il

compito più volte nella stessa identica maniera

4. Le abilità richieste allo staff per l’uso del Video Modeling sono minime

Video Modeling riduce la necessità di conoscenza di forme sofisticate forme di intervento, come il Prompt.

Questi vantaggi possono essere accentuati quando le abilità insegnate si generalizzano attraverso nuovi

contesti, nuovi stimoli e nuove persone. Diversi studi hanno, infatti, dimostrato la generalizzazione di abilità

di vita quotidiana acquisite attraverso procedure di Video Modeling: Per Es. Norman et al. hanno dimostrato

che le abilità di indipendenza personale, tipo pulire gli occhiali, mettersi l’orologio e chiudere lo zip di una

giacca, si generalizzavano attraverso stimoli nuovi e bambini di scuola elementare con disabilità di tipo

moderato e severo. Similmente, Lasater e Brady hanno mostrato la generalizzazione di abilità di

indipendenza personale come prepararsi il pranzo e fare il bucato in 2 persone con diverse disabilità di

sviluppo e disordini comportamentali. Infine, Rehfeldt mostrava la generalizzazione attraverso ambienti delle

abilità di farsi un sandwich in adulti con ritardo moderato e severo. Le abilità insegnate attraverso il Video

Modeling sembrano anche mantenersi piuttosto al follow-up (possono mantenere e durare nel tempo)

Un risultato particolarmente importante dalle valutazioni del Video Modeling è la possibilità di stabilire

abilità sociali, che rappresentano spesso una difficoltà in persone con disordini evolutivi. Per esempio,

Haymes ha insegnato a bambini con autismo ad iniziare conversazioni con i propri compagni attraverso

Video Modeling, e Nikopoulus e Keenan hanno insegnato semplici forme di insegnamento interattivo in

bambini con ritardi evolutivi. Alcuni studi hanno anche mostrato il Video Modeling essere efficace

nell’insegnare abilità di conversazione nei bambini con autismo Adulti con disabilità evolutive severe sono

anche inclini ad avere deficit di interazione sociale, e queste abilità sono spesso difficili da gestire in questa

popolazione. Lovett e Harris hanno riportato che adulti con ritardo mentale consideravano le abilità sociali e

relazionali come una delle aree più importanti di istruzione per una possibilità reale di vivere nella comunità.

L’obiettivo di questi studi era di chiarire se adulti con ritardo mentale severo potessero acquisire,

generalizzare e mantenere un’abilità domestica con un’iniziativa sociale inserita nell’attività attraverso

l’osservazione di un modello su un video che dimostrava il compito nei suoi passaggi. Il Video Modeling era

utilizzato per insegnare a 3 adulti a preparare il caffè, servire una tazza di caffè al loro compagno e sedersi e

bere il caffè con il loro compagno. La generalizzazione attraverso gli stimoli, attraverso i compagni e

attraverso i contesti era anche valutata. Un risultato particolarmente utile sarebbe stato quello di vedere se i

partecipanti sarebbe stati in grado di utilizzare diverse macchine del caffè, servire e bere il caffè con diversi

compagni e preparare il caffè in diversi ambienti

Metodo

Partecipanti e Setting

3 Adulti con una diagnosi di severo e profondo ritardo mentale partecipavano a questo studio. Tutti i

partecipanti ricevevano servizi di trattamento diurno in un centro riabilitativo nel sud dell’Illinois

Marcy aveva 72 anni, donna bianca con severo ritardo mentale, un QI di 25 e un’età mentale di 2 anni e 11

mesi. Assisteva alle attività domestiche, come preparare la tavola, svuotare il cestino, e fare il letto, ma

richiedeva assistenza in quasi tutte le aree della vita quotidiana, inclusa un’assistenza minima nell’igiene

personale. Marcy esibiva comportamenti dirompenti come gridare, piangere, argomentare, lamentarsi e dire

parolacce

Stacy aveva 33 anni, donna bianca con severo ritardo mentale e sindrome di Down. Riportava un QI di 29 e

un’età mentale di 8 anni. Stacy non prendeva farmaci. Era quasi totalmente non verbale e usava i gesti per

comunicare. Stacy aveva difficoltà a completare compiti complessi che includevano diversi passaggi

Mindy aveva 48 anni, donna di colore con profondo ritardo mentale. Riportava un QI di 25 e un’età mentale

di 3 anni e 10 mesi. Le comunicazioni di Mindy erano spesso incomprensibili. Aveva difficoltà a eseguire

quasi tutti i compiti di vita quotidiana e spesso si allontana mentre gli altri le parlavano. Aveva

comportamenti dirompenti tipo urlare e spesso rifiutava di partecipare alle attività di gruppo

Tutte le sessioni venivano condotte nel centro di trattamento diurno. Le sessioni di Baseline, di Probe e le

sessioni di istruzione avevano luogo in una classe (trattamento) che conteneva 3 tavoli, una lavagna, un

cestino, e 10 sedie. Un tavolo era usato per fare il caffè. Durante tutte le sessioni, il compagno con il quale

avrebbe dovuto bere il caffè sedeva al tavolo accanto, e il partecipante lo raggiungeva dopo aver preparato il

caffè

Le sessioni di generalizzazione avevano luogo nella cucina (generalizzazione) localizzata nel centro di

trattamento diurno. Questa stanza includeva un tavolo circolare con 10 sedie, un lavandino, un microonde,

una stufa, un forno e un frigorifero

Task Analysis per preparare il caffè e materiali usati:

Passaggi nella Task Analysis:

1. Aprire la macchinetta del caffè

2. Versare l’acqua in una tazza misurata

3. Mettere l’acqua nel contenitore e fermarsi ad 1.5 cm dal bordo

4. Mettere l’acqua nella macchinetta ……

Materiali:

1. Macchinetta del caffè

2. Tazza misurata

3. Brocca

4. Filtro per il caffè ….

Compiti, Materiali e Compagni

Tom, uomo bianco di 50 anni con severo ritardo mentale e autismo, era il compagno al quale avrebbero

portato il caffè durante il trattamento. Tom riportava un QI di 36 e un’età mentale di 5 anni. Parlava

frequentemente a se stesso e il suo linguaggio era quieto e non comprensibile. Tom frequentemente sorrideva

per ragioni non chiare

Per la presentazione video si usava un pc, per far vedere tutto il processo. Colei che interpretava l’attività nel

video era una donna bianca di 36 anni con lieve ritardo mentale. Riportava un QI di 56 e un’età mentale di 7

anni e aveva disabilità di apprendimento quali dislessia e afasia. Tutti i partecipanti riconoscevano la persona

che fungeva da modello

Disegno Sperimentale

Il disegno sperimentale adoperato era un:

Multiple Baseline Across Subjects Si può utilizzare quando abbiamo almeno 2 Soggetti: Procedura:

3 Individui cominciano la Baseline insieme

 1° Soggetto comincia Intervento → 2° e 3° Soggetto rimangono alla Baseline

 Quando 1° Sog mostra dei miglioramenti → 2° Sog comincia Intervento → 3° rimane Baseline

 Quando 2° Sog mostra dei miglioramenti → 3° comincia Intervento → 1° continua Intervento

A deve avere un miglioramento durante il Trattamento

↓ contemporaneamente

B NON deve avere miglioramento durante la Baseline

Miglioramenti di A non possono dipendere da una maggiore familiarità con l’intervento poiché entrambi i

soggetti vengono sottoposti alla stessa procedura

Quindi quando sottoponiamo B al trattamento deve raggiungere gli stessi miglioramenti

1. Quando ho tempi troppo lunghi e troppi soggetti non posso rischiare di lasciarne uno in Baseline senza

sottoporlo al trattamento perché sarebbe eticamente scorretto. Soluzione:

Se penso di avere tempi troppo lunghi posso appaiare i soggetti

Baseline sui 4 soggetti insieme

 Intervento su A e B → Baseline su C e D

 A e B miglioramenti → Intervento su C e D

2. Non posso sottoporre i soggetti a esperienze frustranti per tempi lunghi, perché eticamente scorretto

Abbiamo soggetti ma non possiamo cominciare la Baseline contemporaneamente su tutti e 3 Possiamo

applicare la Multiple Baseline? Si, utilizziamo la:

Non Concurrent Multiple Baseline

Abbiamo 3 casi che non possono cominciare insieme. Procediamo con delle Baseline non simultanee, di

lunghezza diversa:

A: 7 sessioni di Baseline

 B: 10 sessioni di Baseline

 C: 12 sessioni di Baseline

In seguito controllo i miglioramenti

Solitamente utilizziamo questo disegno sperimentale con soggetti post-coma, Alzheimer, che difficilmente

possono presentarsi contemporaneamente alle sessioni, pertanto procedo con un trattamento non simultaneo

Multiple Baseline Design Across Task Activities Jobs

Immaginiamo di voler insegnare ad un soggetto a svolgere più attività. Procedura:

Baseline su 3 compiti diversi:

Truccarsi → 40% compiti corretti

 Preparare macedonia → 50% compiti corretti

 Preparare caffè → 42% compiti corretti

 a a a

1 Attività comincia Intervento → 2 e 3 Attività rimangono alla Baseline

 a a a

Qnd 1 Attività mostra miglioramenti → 2 Attività comincia Intervento → 3 rimane Baseline

 a a a

Qnd 2 Attività mostra dei miglioramenti → 3 comincia Intervento → 1 continua Intervento

Differenza:

Multiple Baseline Across Subjects Controllo BETWEEN Subjects Controllo Interpersonale

 Multiple Baseline Design Across Task Activities Jobs Controllo WITHIN Subjects Controllo

 Intrapersonale (di sè stesso)

Multiple Probe Design Risolve problemi etici

Gli effetti del Video Modeling sono stati valutati attraverso un Multiple Baseline Design su 3 partecipanti. Sia

le sessioni di Baseline sia quelle di intervento venivano fatte nel contesto dell’insegnamento. Dati di

generalizzazione vengono raccolti nell’ambiente di generalizzazione. La generalizzazione attraverso stimoli

e soggetti è stata valutata anche durante i Probe. Dopo che il soggetto raggiungeva il criterio di performance

durante l’insegnamento, veniva valutato nel contesto di generalizzazione. Valutazioni di mantenimento

hanno avuto luogo dopo un mese dal raggiungimento del criteri di performance

Procedura

Baseline

Durante la Baseline, era usato un metodo di opportunità multiple per sondare le capacità dei partecipanti nel

completare i vari passaggi previsti da compiti, quali fare il caffè e servire un compagno. L’istruzione verbale

“Fai il caffè” era usata per far iniziare la sessione di Baseline al soggetto. Erano consentiti 3 secondi per

cominciare un passaggio. Se il soggetto non rispondeva in 3 secondi, l’istruttore completava il 1° passaggio

in modo che il soggetto potesse completare il passaggio successivo. Si ricordava alla persona che doveva

“Fare il caffè” se si distraeva. Durante la Baseline non c’erano feedback o prompt per i soggetti, ma se

commetteva un errore che comprometteva il passaggio successivo, l’istruttore interveniva correggendolo.

Soggetti continuavano la Baseline fino a che la loro performance non fosse giudicata visibilmente stabile

Una sessione di generalizzazione veniva eseguita anche durante la Baseline, in modo da accertarsi ke il

soggetto nn è in grado di svolgere il compito e ke qst nn dipende da ambiente, stimoli, persone

Intervento di Video Modeling

Durante l’intervento, la sessione cominciava con un Probe (test), identico alla sessione di Baseline. Quando

il soggetto completava questo test, vedeva 5 min un video, durante il quale un'altra persona preparava e

serviva il caffè ad un compagno. Il modello eseguiva il compito nel contesto di insegnamento e Tom serviva

come il compagno nel video. Se il partecipante si distraeva veniva reindirizzato a guardare il video e veniva

incoraggiato o premiato verbalmente. Dopo aver visto il video si chiedeva al soggetto di “Preparare il caffè”.

Per ogni passaggio che il soggetto completava correttamente, l’istruttore lo premiava con complimenti

verbali specifici per ogni passaggio (Es. “Buon lavoro, aver messo il coperchio dei chicchi del caffè”). Il

partecipante aveva 3 sec per svolgere ogni step. Se il soggetto non rispondeva nel tempo dato, l’istruttore

completava il prossimo passaggio della sequenza. Se la persona commetteva errori che non inficiavano la

continuazione non si interveniva, ma se l’errore comprometteva il completamento del prossimo passaggio,

l’istruttore lo correggeva. Se il soggetto completava correttamente il 100% dei passaggi durante la pratica, la

sessione giornaliera terminava. Se il soggetto non completava correttamente il 100% dei passaggi durante la

pratica, il video doveva essere visto una seconda volta e il partecipante aveva la possibilità di far pratica una

seconda volta. L’intervento continuava fino a che il soggetto non svolgeva correttamente il 100% dei

passaggi durante il Probe 3 giorni consecutivi, indipendentemente dal video

Dopo la Baseline ci sono 3 momenti che dobbiamo isolare:

1. Intervention Probe: Test Pre-Video Martina arriva nella sala e le chiediamo “Fai il caffè” (non ha ancora

visto il video). Se lo prepara ha imparato il compito, altrimenti

mostro il video e chiedo la performance subito dopo. Avrà

appreso l’attività se riuscirà a rispondere correttamente al Probe

3 giorni consecutivi, indipendentemente dalla visione del video

2. Visione del Video: Video

3. Performance dopo il Video: Pratica Post-Video

Probe di Generalizzazione

Probe di generalizzazione avevano a che fare con ambienti, stimoli e persone. I soggetti erano testati

preparando il caffè con macchinette diverse, servendo compagni diversi, in ambienti diversi La macchinetta

usata per i Probe di generalizzazione differiva da quella usata durante l’insegnamento, nella quale il

contenitore del filtro apriva differentemente, la misura e l’apertura dell’acqua era differente, e il tasto on/off

si trovava in una zona diversa. Il soggetto che sostituiva Tom parlava di più ed era su una sedia a rotelle

Mantenimento

I Probe di mantenimento erano identici ai Probe di Baseline. Veniva condotto approssimativamente 1 mese

dopo che il soggetto dimostrava il criterio di performance durante l’insegnamento

Misure Dipendenti e Accordo tra Osservatori (Attendibilità)

La misura dipendente (quello che registrano) è la percentuale di passaggi eseguiti accuratamente durante le

sessioni di Baseline e durante l’intervento, la generalizzazione e il mantenimento. Ciascun passaggio della

Task Analysis eseguito correttamente veniva registrato con un +, mentre un – indicava ciascun passaggio

errato. Se il soggetto non rispondeva, il passaggio veniva registrato come errato. I passaggi non dovevano

essere eseguiti nella sequenza specifica della Task Analysis, a patto che non avrebbero poi bloccato la

continuazione del compito

L’accordo tra osservatori era calcolato dividendo il numero di accordi per il numero di accordi + disaccordi,

moltiplicato x100. Si sono registrate diverse percentuali nei risultati

_______N° Accordi______ x 100

N° Accordi + N° Disaccordi

Ci deve essere un accordo > 80% per parlare di Affidabilità buona e di conseguenza avere la possibilità di

promulgare i propri dati con facilità

Risultati

Mostra le performance dei 3 partecipanti durante la Baseline, l’intervento, la generalizzazione e il

mantenimento

Marcy, durante la Baseline, non era in grado di eseguire il compito, ed effettivamente non completava più

 del 30% dei passaggi correttamente (Ci sono 5 pallini: 4 neri indicano l’intervento, quello bianco la

sessione di generalizzazione durante la Baseline). Dimostrava un criterio di performance (soggetto

raggiungeva 100% di compiti eseguiti correttamente in 3 Probe consecutivi, prima del Video Modeling)

dopo 30 sessioni di insegnamento e mostrava generalizzazione attraverso contesti, stimoli e persone

immediatamente dopo aver raggiunto tale criterio. Le si ricordava di guardare il video 2 o 3 volte durante

a

ciascuna sessione di Video Modeling. Alla 27 sessione di insegnamento, Marcy ha ricevuto dei Prompt su

un passaggio che eseguiva in maniera errata (versare dell’acqua nel misurino). Dopo quella sessione,

raggiungeva il criterio di performance durante 3 Probe consecutivi (senza Prompt). Marcy eseguiva col

100% di accuratezza nella sua Probe di mantenimento approssimativamente 1 mese dopo la fine

dell’intervento

Stacy non era in grado di completare il compito al 100% durante la Baseline, completava non più del 69%

 di passaggi correttamente. Raggiungeva il criterio di performance dopo 8 sessioni di insegnamento e

raggiungeva una generalizzazione attraverso ambienti, stimoli e persone immediatamente dopo

l’intervento. Stacy eseguiva col 100% di accuratezza nella sua Probe di mantenimento

approssimativamente 1 mese dopo la fine dell’intervento

Mindy non era in grado di completare il compito al 100% durante la Baseline, completava non più del

 56% di passaggi correttamente. Raggiungeva il criterio di performance dopo 21 sessioni di insegnamento

e raggiungeva una generalizzazione attraverso ambienti, stimoli e persone immediatamente dopo

l’intervento. Le si ricordava di guardare il video 2 o 3 volte durante ciascuna sessione di Video Modeling.

a

Durante la 18 sessione di insegnamento, Mindy ha ricevuto dei Prompt verbali su un passaggio che

eseguiva in maniera errata. Raggiungeva immediatamente il criterio di performance durante 3 Probe

consecutivi (senza Prompt). Mindy eseguiva l’83% di passaggi corretti nella prima valutazione di

mantenimento, approssimativamente dopo 1 mese. Rivedeva i video e poteva avvalersi di altre 2 sessioni

di insegnamento, dopo di che si eseguiva un nuovo Probe di mantenimento. A questo punto, eseguiva il

91% di compiti corretti. Dopo una sessione aggiuntiva di insegnamento, eseguiva il 100% dei compiti

correttamente, durante il 3° Probe di mantenimento

Discussione

Questi risultati confermano che l’intervento, che consisteva nel Video Modeling e in complimenti verbali, era

efficace per insegnare un’abilità domestica, con inserita un’abilità sociale in adulti con disabilità

significative. Inoltre, l’intervento era efficace nel promuovere la generalizzazione tra stimoli, ambienti e

partner sociali. L’abilità era mantenuta approssimativamente per 1 mese di follow-up per 2 partecipanti,

mentre il terzo partecipante richiedeva un breve reinsegnamento aggiuntivo prima di raggiungere il

mantenimento. Questi risultati sono un’indicazione positiva perché l’obiettivo finale era quello di insegnare a

preparare e bere il caffè con un compagno, nel centro diurno. L’abilità di fare il caffè e iniziare

un’interazione sociale possono anche essere usate nelle residenze degli individui, a casa dei parenti, e in

futuri ambienti lavorativi

Questo studio differisce alle ricerche precedenti per 2 motivi:

1. Mentre altri studi hanno dimostrato che il Video Modeling può essere efficace per insegnare abilità

domestiche e di vita quotidiana, questo studio ha dimostrato che è possibile inserire anche un’attività di

iniziazione sociale. Sebbene la nostra particolare abilità sociale fosse basilare e semplice, può essere

molto difficile insegnare l’interazione sociale in soggetti con ritardo mentale, per i quali le relazioni

interpersonali non sono facilmente abbordabili

2. Mentre altri studi che hanno usato il Video Modeling hanno anche dimostrato la generalizzazione

attraverso ambienti, o stimoli, o persone, questo studio ha dimostrato le 3 generalizzazioni

contemporaneamente. Questo obiettivo complesso è spesso difficile da raggiungere in persone con severe

disabilità di sviluppo

Limiti metodologici:

L’intervento consisteva nel Video Modeling e in rinforzi positivi, sottoforma di approvazioni verbali, per

 ciascun passaggio completato correttamente. Siccome abbiamo adoperato 2 variabili

contemporaneamente, non sappiamo esattamente se i risultati sono dovuti al Video Modeling,

all’approvazione verbale, o alla combinazione di entrambi. E’ certo che il Video Modeling è importante

perché questi soggetti non avrebbero mai mostrato l’abilità di eseguire certi passaggi in maniera

autonoma. Ma è possibile che anche l’approvazione verbale abbia contribuito allo stesso modo

Soggetti hanno ricevuto dei Prompt quando non riuscivano ad eseguire correttamente alcuni passaggi

Considerazioni generali:

La componente sociale (cioè l’abilità di inserire un compagno nell’ambito dell’attività, come fruitore di

quello che il compito porta a completare) non è prettamente specifica di questo metodo

Articolo: A Variation Of Noncontingent Reinforcement In The Treatment Of Aberrant Behavior

Una variazione di Rinforzo Non Contingente nel trattamento dei comportamenti problema

Premessa

L’analisi funzionale è una procedura attraverso cui poter verificare se comportamenti che noi consideriamo

aberranti hanno una funzione riconoscibile o meno. Se hanno una funzione, possiamo poi utilizzarne l’effetto

prodotto in maniera tale da ottenere un intervento efficace. Valutare l’attenzione: posso sia verificare se il

comportamneto è mantenuto da comportamenti ambientali (rinforzo sociale) oppure posso provare a togilerle

il suo gioco preferito (è un’altra forma di attenzione) e verifico il suo comportamento. un ulteriore variazione

è l’attenzione di tipo fisico (es tocco la persona ogni volta che manifesta il comportamento). tre modi per

valutare l’attenzione: osservo il rinforzo sociale, rinforzo negativo (?) e rinforzo tramite contatto fisico.

Es. Alcuni studiosi avevano creato un intervento finalizzato a bambini con problemi comportamentali. Uno

dei gruppi maggiormente trattato includeva bambini adottati, provenienti dalla Romania, con grandi

problemi nell’interazione sociale e aggressività. Si procede con un’analisi funzionale, creando situazioni

differenti che potessero chiarire la funzione dell’aggressività. Una delle funzioni emerse consisteva nel

richiamare l’attenzione dei genitori. Dopo aver scoperto che l’aggressività è più elevata nelle situazioni in

cui interviene la madre per calmare il bambino, l’intervento prevede di fornire l’attenzione dell’ambiente in

maniera non contingente, in modo da scindere il rapporto che si è creato tra aggressività e attenzione sociale.

In questo modo, l’aggressività dovrebbe decrescere, senza tuttavia privare il bambino di qualcosa di cui ha

bisogno (attenzione sociale)

Uno dei problemi che emerge dall’articolo è che il Rinforzo Non Contingente lo possiamo dare in maniera

molto attenta (studiando intervalli molto brevi, che si allungano nel corso dell’intervento). Ma nel momento

in cui utilizziamo intervalli regolari di tempo, non possiamo mai essere certi di NON dare il rinforzo

contingentemente ad una manifestazione comportamentale che vogliamo evitare. Quindi come fare?

Articolo


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e delle relazioni
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher liliana.dassisti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'handicap e della riabilitazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Lancioni Giulio.

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