Apriamo le orecchie e... conosciamo
Introduzione
L'udito e noi
Tutta la nostra vita è circondata da un continuo accavallarsi di suoni, rumori, voci e altri effetti acustici che il nostro orecchio è in grado di udire, anche contemporaneamente. Pensiamo a quanti segnali acustici guidano la nostra vita: lo squillo del telefono, il clacson dell’automobile, i rintocchi delle campane, la sveglia di casa, la campanella della scuola; tutti effetti che ci avvisano di qualche cosa e che ci aiutano nelle ore della nostra vita quotidiana.
Proviamo a immaginare come sarebbe la nostra vita se improvvisamente fossimo privati dell’udito: tutto ci riuscirebbe molto più difficile e faticoso e molte attività diverrebbero addirittura impossibili. Non potremmo neanche udire il silenzio! Anche il silenzio, infatti, si fa sentire. Sulla terra anche il silenzio, per quanto possa sembrarci assoluto, è sempre pervaso da fruscii e da effetti acustici, magari impercettibili, ma pur sempre presenti.
L’ambiente sonoro in cui ci troviamo abitualmente immersi è ricco di informazioni per il nostro udito ed assume un ruolo fondamentale per tutto ciò che riguarda lo sviluppo e l’apprendimento del bambino. I suoni che il bambino conosce durante la crescita arricchiscono il suo bagaglio di esperienze e influenzano in modo decisivo la crescita cognitiva ed intellettuale. Il suono insegna, educa, aiuta le capacità psico-motorie e la socializzazione, ed ha una forte influenza sull’umore e sulla psicologia del bambino.
Bisogna fare particolare attenzione al paesaggio sonoro in cui il bambino è immerso. Infatti, una cosciente scelta degli stimoli sonori con cui il bambino viene a contatto (soprattutto negli oggetti che utilizza quotidianamente) è un tassello fondamentale per la crescita e l’educazione del bambino. È necessario inoltre ricordare che tra le prime esperienze sensoriali, la percezione dei suoni e dei rumori, ma soprattutto della voce umana, guida i bambini alla comprensione e allo sviluppo del linguaggio.
Questo progetto di educazione musicale ha come obiettivo finale non solo quello di educare al suono e alla musica, ma di educare con il suono e con la musica. Ossia, pensare al suono e alla musica non come qualcosa al di fuori di noi, ma come irrinunciabili compagni di viaggio costanti e preziosi. Porci in posizione di ascolto nei confronti del mondo significa avere una maggiore consapevolezza di esso, comprendere e conoscerne la sua vitalità.
Le attività incluse nel progetto sono finalizzate alla conoscenza della natura, della città, dell’essere persona tramite l’ascolto attento di tutti quei suoni e rumori che pervadono la sfera del quotidiano i quali erroneamente non riusciamo più a discriminare vista la scarsa rilevanza cui viene loro attribuita dal nostro “effimero sentire”.
Alla fine di tale percorso didattico multidisciplinare gli alunni saranno in grado di riconoscere la differenza tra suono e rumore e si interrogheranno sulla fonte di provenienza di un evento sonoro. Solo da questo ascolto può derivare che esiste anche il silenzio denominato come assenza di suono e rumore, anche il silenzio fa parte del panorama musicale.
Il suono è piacevole all’ascolto perché generato da una vibrazione regolare che lo rende melodioso e dolce per l’orecchio. Il rumore è fastidioso all’ascolto perché generato da una fonte sonora non musicale che produce una vibrazione irregolare spiacevole per l’orecchio.
Inoltre, le attività previste dal progetto permetteranno di utilizzare la voce e il proprio corpo per espressioni parlate, recitate e cantate, riproducendo ed improvvisando suoni e rumori del paesaggio sonoro, tutto ciò per raggiungere una buona conoscenza e consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità.
In conclusione, possiamo affermare che tale progetto propone da un lato di rendere consapevoli i bambini del “paesaggio sonoro” nel quale vivono e dall’altro, sfruttando le competenze naturali e quelle che man mano vanno acquisendo, di produrre eventi sonoro-musicali che traducano più o meno fedelmente la loro sensibilità.
Dettagli del progetto
Destinatari: Il percorso è pensato per i bambini delle classi I o II a seconda delle caratteristiche e dei prerequisiti degli allievi.
Tempi: La scansione temporale nella quale attuare il percorso è da concepirsi flessibile, in base alle ore settimanali e al processo di apprendimento degli allievi. Nonostante ciò, l’unità può essere attuata in due o tre mesi circa.
Discipline coinvolte: Ed. Musicale, Lingua Italiana, Ed. Fisica, Arte e Immagine.
Obiettivi formativi (O.F.):
- Ascoltare, analizzare e rappresentare fenomeni sonori e linguaggi musicali;
- Esplorare il mondo dei suoni presenti nell'ambiente;
- Comprendere, riconoscere la qualità comunicativa dei suoni;
- Tradurre con il corpo emozioni generate dall'ascolto;
- Eseguire ritmi, movimenti ritmici, coreografie e danze;
- Esprimersi con il canto e semplici strumenti;
- Produrre, ascoltare e analizzare suoni del corpo, di oggetti, di strumenti;
- Cantare per imitazione e per lettura;
- Modificare modelli musicali dati e dar forma a semplici idee musicali;
- Partecipare alle attività con spontaneo interesse e spirito critico.
Obiettivi specifici di apprendimento (O.S.A.):
- Ascoltare se stessi, ascoltare gli altri;
- Ascoltare, riconoscere, catalogare i suoni del contesto scolastico;
- Ascoltare, riconoscere, catalogare i suoni del contesto casalingo;
- Ascoltare, riconoscere, catalogare i suoni del contesto cittadino;
- Ascoltare, riconoscere, catalogare i suoni della tecnologia e quelli naturali;
- Produrre un senso critico e un gusto personale nella selezione e nel giudizio della qualità dei suoni circostanti;
- Riconoscere all'ascolto la forza comunicativa dell'intonazione vocale;
- Riprodurre per imitazione semplici sequenze ritmico-verbali;
- Riconoscere all'ascolto la differenza tra parlare e cantare;
- Comprendere, riconoscere, riprodurre le diverse caratteristiche del suono;
- Comprendere, riconoscere e produrre brani con suoni in successione (melodie, ritmi) e brani con suoni simultanei (armonia, poliritmia);
- Acquisire attraverso l'ascolto i concetti di contrasto, uguaglianza, similitudine e somiglianza;
- Inventare, creare, eseguire sequenze di ritmi verbali;
- Inventare, creare, eseguire sequenze di ritmi verbali nonsense legati al movimento o al gesto;
- Drammatizzare e sonorizzare una storia narrata o inventata;
- Inventare una storia con degli stimoli sonori dati;
- Associare il movimento libero all'ascolto;
- Tradurre graficamente ritmi verbali;
- Tradurre graficamente le caratteristiche del suono attraverso colori e forme;
- Comprendere il valore formativo dell'ascolto sia nelle specifiche della disciplina sia nelle dinamiche relazionali e sociali;
- Esprimersi con il canto e semplici strumenti;
- Riconoscere le potenzialità della propria voce;
- Riprodurre con la voce suoni extramusicali;
- Riprodurre con la voce le caratteristiche del suono;
- Esplorare le possibilità timbriche della propria voce;
- Sonorizzare una storia con la voce;
- Conoscere la differenza tra il parlato e il cantato;
- Cantare per imitazione brani di progressiva difficoltà e estensione;
- Riconoscere l'importanza dell'intonazione nel parlato e nel cantato;
- Recitare intonando un testo verbale;
- Tradurre graficamente stimoli vocali;
- Controllare la respirazione nel parlato e nel cantato;
- Costruire strumenti musicali con materiale povero;
- Tradurre con strumenti musicali e non test.
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