Memoria e strategie di apprendimento
La memoria
Noi non abbiamo una sola memoria ma più memorie. La memoria è un processo cognitivo che lavora in contatto con diversi processi cognitivi come la percezione e il linguaggio. Noi possiamo immagazzinare un numero quasi infinito di informazioni, ma in realtà ci scontriamo tutti i giorni con problemi di memoria. La consapevolezza delle difficoltà nel processo mnestico rende la persona più capace nei processi di memorizzazione.
Questo tipo di consapevolezza viene chiamato metacognizione: è l’idea che una persona ha del proprio processo di memorizzazione ed è questo a fare la differenza nel ricordare. La metacognizione è in realtà la consapevolezza e la capacità di poter autoanalizzare e modificare i propri sistemi cognitivi, mentre la metamemoria riguarda in particolare i sistemi di memorizzazione ed è un sottoinsieme della metacognizione.
I bambini sovrastimano la loro capacità mnestica, sono convinti che ricorderanno tutto e per questo non attivano strategie adeguate di memorizzazione. Per gli anziani il processo è uguale e contrario: c’è un deficit nella metamemoria che li dispone in una condizione non ottimale per la memorizzazione (sono convinti di non poter memorizzare).
La differenza nei processi di memorizzazione nelle persone a sviluppo tipico non è dunque lo “span” di memoria (magazzino di memoria), ma l’uso di strategie di memorizzazione.
I processi di memoria
Metamemoria: consapevolezza e controllo dei processi di memorizzazione.
Memoria: ne esistono differenti tipi:
- Sistemi temporanei che si suddividono in:
- Memoria a breve termine (MBT): capienza e durata limitata.
- Memoria di lavoro (ML): l’informazione viene elaborata oltre che codificata. Un esempio: quando arrivo in una nuova città e devo trovare un posto, chiedo indicazioni stradali. Come faccio a costruire il percorso nella mia mente? Costruisco ed elaboro le informazioni. Anche la ML ha una certa capienza. Questo funziona sia per la parte verbale che per quella visiva (immagini mentali) dell’informazione. Anche l’orientamento nello spazio e la comprensione del testo sono attività che implicano l’utilizzo della ML.
- Sistemi permanenti
- Memoria a lungo termine (MLT) che si suddivide in varie aree:
- Semantica: il significato delle parole, es. che cos’è una mela.
- Episodica: cosa ho mangiato ieri.
- Autobiografica: informazioni personali.
- Procedurale: memoria di azione, es. guidare.
- Memoria a lungo termine (MLT) che si suddivide in varie aree:
Apprendimento memoria incidentale e intenzionale
Non è vero che noi apprendiamo qualcosa solo quando abbiamo consapevolezza di poterlo fare. Memorizzazione implicita e intenzionale: ricordo di più quando mi viene chiesto di farlo? Quale è più efficace?
Inizialmente si pensava che la memorizzazione intenzionale fosse più efficace. Mendler nel 1967 fu il primo a mettere in discussione questo pensiero. L’intenzionalità e la volontà di ricordare qualcosa sono utili solo quando inducono a mettere in atto nel processo di codifica processi volti a integrare le informazioni in arrivo all’interno della memoria permanente. L’esito ottimale del processo di memorizzazione dovrebbe essere in grado di connettere le informazioni in entrata con quelle già contenute nella memoria permanente.
È fondamentale quando insegniamo qualcosa dare la possibilità a chi ascolta di attivare le sue conoscenze pregresse su quell’argomento. Si attivano così le mappe concettuali già presenti, utili a immagazzinare le nuove informazioni. Codifica: riconoscimento dell’informazione, se non la conosco non posso ricordarla. Esempio: se non so il cinese non posso leggere un testo e ricordarlo, ma non è un problema di memoria, bensì di codifica.
Operazioni
- Ripasso: reiterazione, è il funzionamento tipico della MBT. È utile per MBT ma non per il mantenimento dell’informazione. Esempio: ricordarsi un numero di telefono per qualche istante, cioè per il tempo necessario a comporlo sulla tastiera. Ripeto più volte il numero fin quando mi serve, poi una volta fatto lo dimenticherò. Le strategie più efficaci per memorizzare riguardano le associazioni: visive e autobiografiche. Quando connettiamo un nuovo argomento con la nostra vita quotidiana diventa più facile memorizzarlo. La reiterazione elaborativa è dunque la ripetizione dell’informazione associata a qualche forma di significato a noi familiare.
- Profondità di elaborazione: più la codifica è profonda, più è semplice ricordare. La codifica che passa dal significato (quella semantica) è la più profonda. Se non c’è comprensione del contenuto diventa molto difficile memorizzarlo e dunque apprenderlo. Posso però attuare un apprendimento meccanico (a memoria).
- Codifica superficiale: caratteristiche fisiche dello stimolo (percettiva).
- Codifica intermedia: caratteristiche fonologiche.
- Codifica profonda: caratteristiche semantiche.
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Memoria
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Psicologia dell'apprendimento e della memoria - Ricollezione e memoria autobiografica