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Appunti viticoltura

Potatura

Numerosi sistemi di allevamento dovuti a:

  • Struttura vegetativa della vite. Tipicamente lianosa e facilmente modellabile;
  • La vite è una pianta molto acrotona (sviluppo dei rami più alti di una chioma che si manifesta in modo più marcato rispetto ai rami della parte bassa) e necessita di drastici interventi di potatura e di gestione della vegetazione per mantenere produttività e forma;
  • Se non viene potata, possono avvenire squilibri vegeto/produttivi con calo della qualità dell'uva;
  • La variabilità cultivar richiede diversi sistemi di allevamento (in base a vigore, peso, epoca maturazione);
  • La variabilità degli ambienti richiede diversi sistemi di allevamento.

Specificità della vite

La vite non rimargina ferite da taglio come altre piante arboree, con conseguente creazione di coni di disseccamento che, se gestiti male, compromettono la vitalità della pianta.

Soluzioni:

  • Effettuare tagli con legno di rispetto;
  • Evitare tagli su legno con più di 2 anni;
  • Mantenere i 2 canali linfatici evitando fenomeni di “abbandono”;
  • Evitare inversioni di flusso nella scelta delle gemme per garantire la corretta crescita della ramificazione.

Richiami di morfologia e fisiologia della vite

Problematiche della mancata rimarginazione dei tagli nella vite

Rimarginazione di ferite da taglio: Solo sul taglio "longitudinale" del legno di un anno (degemmazione) c’è un’ottima rimarginazione della ferita.

Mancata rimarginazione di ferite da taglio: Su un taglio "radiale" fatto da poco tempo (A) e vecchio di più anni (B e C) su vite NON c'è formazione di tessuti di rimarginazione attorno alla ferita, ma si crea un cono di disseccamento.

Formazione dei coni di disseccamento

Nella vite vi è la problematica di grandi quantità di legno morto anche nei ceppi sani, infatti più del 60% del legno è morto se si guarda la sezione trasversale di un fusto di vite sano. L’entità del disseccamento interno per un taglio è direttamente proporzionale alla sua dimensione: in evidenza i danni da piccolo taglio (a) e più profondi ed estesi causati da una grossa ferita (b, c). Quando diverse piaghe da taglio si concentrano sulla testa della vite si ha una riduzione della porzione di legno sano con la convergenza dei coni di disseccamento e la conseguente riorganizzazione del tragitto della linfa nelle porzioni di legno sano (c).

Se nel corso degli anni vengono eseguiti numerosi tagli di potatura, la vite risponde con l’abbandono naturale di una buona parte di fusto. Le piaghe si concentrano sulla testa del tronco e il tragitto della linfa si modifica rapidamente a causa della convergenza dei coni di disseccamento. L’efficienza del sistema di trasporto, in queste condizioni, risulta compromessa. Per avere un sistema conduttore efficiente, bisogna costruire una canalizzazione interna senza interruzioni dovute ai coni di disseccamento. È importante non fare tagli di grossa dimensione, operando con tagli piccoli su legno giovane di 1 o 2 anni di età.

Meccanismo di difesa delle piante alle ferite (strategia CODIT)

Il meccanismo è noto come CODIT (Compartimentalization Of Decay In Trees) ed è stato studiato dal prof. Alex Shigo. Definisce le strategie di risposta delle piante alle ferite. Esse espongono, infatti, i tessuti interni all’ambiente esterno con possibile attacco da parte di funghi responsabili della degradazione del legno.

Le barriere della teoria CODIT sono 4 e prendono il nome di:

  • Barriera 1: si oppone all'avanzamento lungo i vasi conduttori.
  • Barriera 2: si oppone all'avanzamento in profondità, verso il centro della pianta.
  • Barriera 3: si oppone all'avanzamento laterale, parallelo alle cerchie annuali.
  • Barriera 4: protegge i nuovi tessuti dall'aggressore consentendo la formazione di legno integro.

Barriera 1 (fisico-meccanica)

Si attiva al momento della ferita, per ostacolare il rapido avanzamento verticale (in alto e in basso) dei patogeni all’interno dei vasi conduttori (xilema e floema). La chiusura avviene per mezzo di tille (tillosi), cioè di estroflessioni delle cellule parenchimatiche che riempiono i vasi conduttori fino a chiuderli.

Barriera 2 (chimica)

Ostacola l’avanzamento dei patogeni verso il centro del fusto mediante la sintesi di sostanze chimiche a livello della prima cerchia annuale integra non interessata dalla ferita. Più la ferita è profonda e più internamente si forma questa barriera.

Barriera 3 (chimica)

Ostacola l’avanzamento dei patogeni verso i lati e perpendicolare alle cerchie annuali. La pianta sintetizza sostanze chimiche a livello di primi raggi midollari integri e non interessati dalla ferita. Tali sostanze limitano lo sviluppo di patogeni e quindi la degradazione del legno.

Barriera 4 (chimico-fisica)

Si attiva solamente durante la stagione vegetativa (primavera, estate, autunno) ostacolando l’ulteriore ingresso di patogeni. È un meccanismo attivo in quanto la pianta crea una rimarginazione con nuove cellule nella zona cambiale, che tentano di coprire la superficie esterna della ferita. In alcune specie si arriva fino alla "chiusura della ferita" con la cicatrizzazione. Per la vite la cosa succede solo su taglio longitudinale sul legno di un anno (ferite da degemmazione).

Il taglio corretto per ridurre i problemi

Dove tagliare il tralcio dell’anno

  • Taglio a corona (tratteggio in bianco): sono rispettate le gemme di corona e quindi anche il flusso linfatico (frecce rosse).
  • Disseccamento del taglio a corona: riguarda solo una parte del tralcio tagliato e non penetra in profondità (parte grigio scuro).
  • Taglio a raso (tratteggio in bianco): sono eliminate le gemme di corona e quindi anche il flusso linfatico è bloccato (frecce rosse).
  • Disseccamento del taglio a raso: riguarda anche una porzione del legno di due o più anni, penetrando in profondità (parte grigio scuro).

Strumenti per rimediare al problema della moria del legno

  • Se si effettua un taglio troppo lungo: 1 o 2 gemme di corona iniziano a germogliare e ritardano i tempi di spollonatura.
  • Il taglio corretto viene fatto appoggiando la lama al legno vecchio senza forzare. Il taglio passa a livello di gemme della corona, le gemme si seccheranno senza germogliare, si facilita la cicatrizzazione e si limita la profondità del cono di disseccamento.
  • Se si effettua un taglio troppo a raso si rischia di sopprimere l’interasse (empattement), la cicatrizzazione è più difficile, la vitalità del tronco è compromessa dall’entrata di un cono di cicatrizzazione più profondo e importante.
  • Il diaframma (L) lasciato deve avere una lunghezza pari al diametro del legno tagliato (D). Il cono di essicazione prodotto penetra fino al fusto ma non entra in profondità.
  • Se D > 3 d allora vi è la formazione della barriera 4 altrimenti se è minore non vi è la formazione della barriera 4.

Potatura allevamento: prima foglia

Questa tecnica consiste nell’eliminazione dei germogli con la potatura verde durante l’estate del primo anno e lasciando un solo germoglio o due. Ciò porta ad evitare numerose ferite da taglio che verranno effettuate in potatura, quindi la potatura a verde è una buona pratica da attuare. Attenzione alla piagatura del tralcio che diverrà il futuro fusto!

Potatura allevamento e impostazione cordone

NB Le gemme vanno sempre orientate nel senso del filare (possibile torsione della pianta nei primi anni di vita per riallineare le gemme).

Ramificazione corretta su guyot doppio

Ramificare significa permettere la crescita del fusto rispettando l’ordine cronologico. Formazione della "testa di salice" per mancata attuazione della corretta "ramificazione". Nella fotografia un Guyot testa di salice. L'ingrossamento che si forma alla fine del fusto dopo qualche anno di potatura tradizionale del guyot. Sono evidenti le piaghe da taglio sulla testa di Salice.

Basi della "potatura soffice"

Crescere nello spazio, sviluppare la ramificazione, aumentare la quantità di legno vivo e controllare l’acrotonia così da prolungare la vita dei ceppi ridurre le morie del legno. Al fine di limitare il legno morto nel ceppo, è necessaria una potatura che lasci tutte le ferite di taglio su un lato del ceppo mentre l’altro lato è libero per il "canale linfatico". È necessario quindi rispettare il flusso della linfa mantenendolo solo da un lato e non facendo invertire il percorso sopra e sotto il piano. L’inversione del flusso di linfa avviene solo sul nodo poiché è il luogo di connessione vascolare tra asse del germoglio, picciolo e gemme. Parola d’ordine "Evitare l’inversione".

Potatura Guyot-Poussard

Questa tipologia di potatura è di tipo Guyot a due branche. Una branca con uno sperone mentre l’altra con uno sperone e un tralcio. Bisogna alternare il tralcio ogni anno su un lato o sull’altro e stando attenti a posizionare lo sperone sotto al tralcio.

  • Perfetta conservazione dell’equilibrio della pianta di anno in anno;
  • I tagli sono tutti realizzati dalla stessa parte della branca, di cui una parte viene "sacrificata" e l’altra parte totalmente conservata;
  • Forte diminuzione della mortalità.

Gemme mal posizionate

  • Lo sperone è stato conservato sul tralcio più allungato. Questo permette di eliminare il tralcio l’anno seguente e rinviare la realizzazione del piano di taglio su due branche.
  • Il metodo ha più inconvenienti:
    • L’alimentazione dello sperone è cortocircuitata;
    • Le branche si allungano più velocemente;
    • L’anno successivo, il piano di taglio per la soppressione della branca di destra è più "intenso".
  • Lo sperone è conservato sul tralcio più debole. In questo caso con l’eliminazione del capo a frutto subito sopra la base, il flusso di linfa si inverte e la potatura Poussarde non è "rispettata".

In entrambi i casi della figura presentano quindi degli inconvenienti, che si possono evitare se l’orientamento delle gemme sugli speroni era corretto l’anno precedente. Situazione ottimale: si può speronare il tralcio esterno mentre quello interno ha il giusto vigore per essere utilizzato come capo a frutto. Nel caso la prima gemma si trovasse sul lato alto del tralcio può essere acciecata e si usa la prima sul lato inferiore. Nel caso la prima gemma inferiore non fosse adatta o troppo vicina a quella del lato superiore si accieca sia la prima inferiore che quella superiore e si usano le 2 successive. Si può anche formare un tiralinfa eliminando il tralcio superiore (acciecando le gemme) e lasciando il tralcio inferiore.

Rinnovare una branca

Se un canale o branca è devitalizzata con scarsa vegetazione va rinnovata poiché il canale linfatico è ancora aperto da quella parte. Si procederà alla creazione di uno sperone sottostante alla branca al primo anno mentre al secondo anno si dovrà procedere con un taglio sul legno vecchio di 3/4 anni così da partire con lo sperone per la creazione di una nuova branca.

Speroni da germogli sul legno vecchio

Dalle gemme latenti sul legno vecchio si originano numerosi germogli (succhioni – watershoots) che:

  • Vanno selezionati con la potatura verde (estiva), preferibilmente strappando quelli mal posizionati e non tagliandoli;
  • Vanno utilizzati come speroni nella potatura invernale.

Omogeneità della potatura

Nelle due immagini sottostanti abbiamo due situazioni differenti di omogeneità:

  • A sinistra una situazione di disomogeneità generale che comporta un germogliamento disforme lungo il capo a frutto, produzione disomogenea, differente morfologia dei grappoli, maturazione scalare dei grappoli sulla stessa pianta, differente vigore dei tralci lungo il capo a frutto. Probabilmente questa vite ha una sezione trasversale del fusto (b) con una ridotta porzione di legno sano.
  • A destra una situazione di omogeneità generale che comporta un germogliamento uniforme lungo il capo a frutto, produzione omogenea, omogenea morfologia dei grappoli, omogenea maturazione dei grappoli sulla stessa pianta, equilibrato vigore dei tralci lungo il capo a frutto. Probabilmente questa vite ha una sezione trasversale del fusto (b) con legno integro e sano.

Cordone speronato ramificato

Impostazione del cordone a fine del 1° anno

  • Il ceppo manca di vigore, una branca viene formata e lasciato uno sperone a livello della seconda branca. Questa sarà formata l’anno seguente. Se si forma un cordone singolo lo sperone non serve.
  • Il ceppo è vigoroso, si formano le due branche lo stesso anno. Sono lasciate tre gemme per ogni branca, sulla parte superiore del tralcio che saranno i futuri speroni;
  • Le branche sono "incrociate".

Impostazione del cordone a due branche

Nel caso dell’impostazione di un cordone a due branche è possibile "incrociarle". In questa soluzione:

  • Si ha sovente un minore scarto tra le due branche e quindi un piano di palizzamento meglio riempito;
  • Il flusso linfatico (xilemantico) è meglio rispettato;

Quando il cordone è impostato è importante rispettare il più possibile il flusso linfatico su tutti gli speroni:

  • Questo è possibile se per ogni sperone si conserva il primo occhio verso l’esterno, cioè verso il senso di inclinazione dello sperone (freccia verde).

Errori da evitare nel cordone speronato

  • Strozzatura a seguito di una piegatura;
  • Filo inglobato nel fusto.

Taglio corretto dello sperone

  • Primo caso: molto buono
  • Secondo caso: buono
  • Terzo caso: mutilante

Importanti aspetti della potatura del cordone speronato

  • Limitare i tagli mutilanti sugli speroni (lasciare un diaframma di rispetto);
  • Rinnovare il cordone il meno possibile;
  • Rispettare i rapporti dei diametri al momento del rinnovo.

Potatura della pianta

  • Formare gli speroni da tralci ben lignificati;
  • Sperone inserito, quanto possibile, su legno di 1-2 anni;
  • Evitare i tagli radenti che asportino le gemme di corona.

È buona pratica:

  • NON inserire speroni sul legno più vecchio di due anni;
  • NON fare grossi tagli che causano ferite anche gravi.

Potatura "ramificata" - Poussard su alberello/Gobelet

Potatura nei primi anni Potatura anno seguente.

Fasi della potatura a Guyot-Poussard

Obiettivi

  • Impostare il flusso linfatico della futura pianta;
  • Formare il fusto in un’unica soluzione, cioè con un tralcio che copra la distanza tra il suolo e il filo di piegatura (filo di banchina);

Fasi

  • Messa a dimora
  • Formazione del piede, si imposta il flusso linfatico in fase di scelta dei germogli e orientando i tagli.
  • Formazione del fusto verticale, si forma il fusto vero e proprio con un tralcio che abbia le seguenti caratteristiche:
    • Omogeneità di sviluppo in tutta la sua lunghezza;
    • Continuità dei vasi.

Formazione del piede

  • Germogliamento e crescita germogli alla primavera del primo anno (dopo l’impianto):
    • Si esegue la prima potatura verde con l’obiettivo di rispettare la continuità di flusso linfatico;
    • Si eliminano i germogli superflui (C, D, E) evitando di fare tagli in inverno;
    • Si interviene con germogli di 20-25 cm.

Crescita durante l’estate e situazione dell’autunno del 1° anno

  • Alla fine del primo anno, di norma, la vite mostra uno sviluppo a debole vigore con due tralci lignificati, con internodi piuttosto corti e irregolari (a volte zigzaganti);
  • Sarà necessario aspettare ancora un anno per raggiungere il vigore per formare correttamente il fusto.

Sistemi di allevamento della vite

La vite presenta così tanti sistemi di allevamento perché:

  • La struttura vegetativa della vite (anche il legno di oltre due anni) è tipicamente lianosa, facilmente piegabile e modellabile in forme di allevamento molto diversificate;
  • È una pianta molto acrotona e necessita di drastici interventi di potatura (invernale ed estiva) nonché di gestione della vegetazione, per mantenere una produttività costante nel tempo;
  • Tende facilmente, se non potata, ad avere squilibri vegeto/produttivi, con cali molto forti della qualità delle uve;
  • La variabilità tra le cultivar richiede adozione di potature e sistemi di allevamento adatti alle sue specificità (vigore, peso dei grappoli, epoca di maturazione…);
  • La variabilità pedologica e climatica degli ambienti viticoli richiede l’adozione di specifici sistemi di allevamento.

Principali obiettivi del sistema di allevamento

  • Facilitare la gestione del vigneto e l’esecuzione delle pratiche colturali (potatura, trattamenti antiparassitari, lavorazioni suolo, gestione chioma, vendemmia), siano esse manuali o meccaniche;
  • Ottimizzare il rapporto qualità quantità dell’uva, ottimizzando i fenomeni di ripartizione degli assimilati e gli equilibri sink/source;
  • Migliorare il microclima della chioma (foglie e grappoli) ottimizzando la fisiologia fogliare (fotosintesi) e il biochimismo della maturazione delle uve;
  • Contenere i costi di produzione attraverso la semplificazione degli interventi colturali e ottimizzando le possibilità di meccanizzazione.
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.v.-1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Viticoltura 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bertamini Massimo.
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