MATURAZIONE E FLAVOUR
Quali sono i fattori e i parametri che ci permettono di produrre un vino di qualità e come
influenzano il flavour?
Per avere un vino di qualità dovremo avere un uva di qualità perciò dovremo partire della
raccolta dell’uva. In via esemplificativa l’uva va raccolta quando è matura. I 3 parametri
principali sono gli zuccheri gli acidi e il colore (soprattutto per i rossi).
Questi 3 parametri sono importanti ma non sono tutto poichè deve esserci equilibrio nella
produzione. La parte vegetativa e produttiva deve essere equilibrata per poter consentire la
giusta maturazione delle uve e un buon immagazzinamento degli zuccheri che verranno
trasformati in alcol (questa è una funzione importante della maturazione tecnologica). In
funzione della maturazione tecnologica dobbiamo anche tener presente che l’acidità
riguarda la sapidità del vino e che ne determina anche la stabilità microbiologica.
Ciononostante sono di rilevante importanza i metaboliti secondari poiché senza di
quest’ultimi non avremmo il flavour del vino ma avremmo solo vini vinosi.
In letteratura sono riportati molti indici di maturazione per le uve sia su base acidica che su
base acidica e zuccherina.
Esempio di maturazione vino bianco Chardonnay di alta collina e di pianura:
Lo Chardonnay è un vino che si vendemmia come base spumante e la sua collocazione in
collina consente di far coincidere un pH<3 , un' acidità tot. che è circa intorno agli 11 e un
contenuto zuccherino discreto per arrivare alla fine della prima fermentazione alcolica con
circa 9% alcol. Il tutto avviene con una vendemmia anticipata intorno all’11 di settembre in
base all’annata può cambiare.
Lo Chardonnay in pianura invece alla stessa data non presenta gli stessi dati perché
durante l’annata è sottoposto a una temperatura maggiore e anche a ore di luce maggiore
ciò permette di immagazzinare più zuccheri e di far calare prima gli acidi trovandosi con un
pH più elevato. Infatti avremo dati simili allo chardonnay di collina intorno al 4 settembre ma
bisogna stare attenti al pH che potrebbe superare il valore di 3 e inoltre l’acidità tilolabile
potrebbe essere di 10. Al 26 di ottobre avremo un pH di 3.32, un acidità titolabile di 8 e un
grado brix di 21,5.
L’ avanzare della maturazione o posticipare l’epoca di raccolta cosa influenza ?
Queste due azioni influenzano il pH (come visto dagli esempi) questo aumenta con
l’avanzare della maturazione e siccome gli enzimi sono tanto più attivi tanto il pH è basico
allora avremo più probabilità che avvengano trasformazioni di tipo enzimatico inoltre
potrebbe essere favorito lo sviluppo di microflora indigena e relativo pool enzimatico.
Sanità delle uve infatti come abbiamo detto prima la microflora indigena ricomprende anche
i patogeni e tutta quella microflora che possiede degli enzimi ossidasici (che intervengono su
carotenoidi e terpeni), oppure decarbossilasi( producendo fenoli volatili) o ancora esterasi(
che idrolizzano gli esteri prodotti in fermentazione), infine le pectin-metil esterasi (che
portano alla produzione di alcol metilico.
Idrolisi dei polisaccaridi parietali : all’avanzare della maturazione gli enzimi pectolitici
iniziano mano mano a rendere più morbida e meno resistente la parete della bacca ciò
comporta una cessione facilitata dalle bucce dei precursori di aroma, gli aromi liberi, i
minerali, gli enzimi dell’uva ecc.
Ma oltre a questi fattori come zuccheri, acidi, pH e colore vi sono i composti che danno le
caratteristiche del flavour al vino e anche questi sono influenzati dalla maturazione.
Quali sono i composti che determinano il flavour?
I principali composti sono gli aromi varietali e i loro precursori quali terpeni,
norisoprenoidi, pirazine poi vi sono i composti C6, gli azotati, gli acidi cinnamici, le
vitamine, i lipidi (o steroli) i residui di antiparassitari, gli elementi minerali, gli anioni
inorganici ecc..
Che cos’è un aroma ?
L’aroma è una sostanza interagente con l’olfatto , in grado di determinare delle sensazioni
per via diretta, mentre il flavour determina questa sensazione per via retronasale,
solitamente questa interazione è piacevole.
Analiticamente un aroma è una sostanza sufficientemente volatile da poter essere studiata
per via gas-cromatografica senza derivarla, con un tempo di eluizione ragionevolmente
breve.
La sostanza per avere una rilevanza organolettica deve avere concentrazioni vicine o
superiori alla sua soglia organolettica assoluta oppure relativa in quella matrice.
Flavour units= concentrazione/s.o.
Vi sono effetti di additività (es tra aromi simili) intesa come mascheramento oppure come
sinergia (es. 2-feniletanolo, nota da rosa, soglia 125 mg/L da solo, 25 mg/L se con altri
alcooli superiori).
Lista parziale di alcuni composti non varietali per i quali, date le Unità di Flavour, si ritiene
certo un ruolo nell'aroma dei vini:
• sostanze con UF 1-20 : alcool, acetati di alcoli superiori, acetato di etile, esteri etilici di
acidi grassi a C6-C8-C10, 2- e 3-metil-1-butanolo, acetaldeide;
• sostanze con UF tra 0.1 e 2 : 2-OH-propanoato di etile, 2-metil-1-propanolo, 2-feniletanolo,
esanolo, 4EF, 4EG, 4VF, 4VG, diacetile
• sostanze con UF tra 0.01 e 1 : acidi a C6-C8-C10, benzaldeide, dimetilsulfuro, metionolo,
eugenolo, 3-OH-2-butanone (acetoino)
Alcuni aromi sono caratteristici di alcune tecnologie enologiche o di alcune varietà di uva, o
di alcuni vini con UF fino a 10
L’ etilcinammato è caratteristico della macerazione carbonica, il linalolo il geraniolo e il
nerolo sono caratteristici dei moscati, il beta-damascenone è caratteristico dei riesling e
degli chardonnay, il 4vinil-guaiacolo è caratteristico del traminer, il sotolone è caratteristico
dei vini flor, le pirazine e alcuni solforati sono caratteristici di sauvignon e cabernet, l’ oak
lattone è caratteristico dei vini in barrique, il vitis pirani e il TDN sono caratteristici di vini
invecchiati, maturazioni tardive e dei riesling infine i tioli volatili sono caratteristici dei
sauvignon blanc.
Come si possono classificare le componenti aromatiche ?
Possiamo suddividere le componenti aromatiche rispetto alla tipologia dell’apporto
aromatico sensorialmente percepito (es. fruttato, floreale)
Un altro approccio di classificazione è rispetto alla struttura chimica dei composti più
significativi da differenti punti di vista ad esempio quello tassonomico o sensoriale e
tecnologico.
Un ultimo approccio di classificazione è quello rispetto al momento di formazione degli
composti aromatici (varietali, fermentativi)
Se dovessimo classificare gli aromi a seconda della struttura molecolare allora avremmo
Gli esteri, gli alcoli superiori, gli alcoli terpenici, i lattoni, i composti carbonilici, gli
acetati, i fenoli volatili.
Se invece dovessimo classificare gli aromi in base a un elemento caratterizzante allora
riguarderebbe i composti volatili contenenti zolfo, i composti volatili contenenti azoto.
Come si classificherebbero i composti aromatici in base alla loro origine o al loro momento di
formazione?
● primari o varietali : presenti come tali nell'uva o derivabili da precursori presenti
nell'uva; BIOGENESI (x gli altri TECNOGENESI)
● prefermentativi : prodotti nella fase di lavorazione dell'uva (pigiatura) o durante
particolari procedimenti di trattamento dell'uva (macer. carbonica, appassimento,
ossidazione);
● fermentativi : prodotti in fermentazione e comunque legati al metabolismo di lieviti e
batteri a carico di sostanze presenti nel substrato;
● evolutivi : derivati da reazioni chimiche a carico dei precedenti composti; di
invecchiamento, “bouquet”, “terziari”;
● da cessione : da contenitori o da aromatizzazioni (legno, chips, tannini) o comunque
estranei (vernici, resine, materie plastiche, coadiuvanti, residui antiparassitari)
A livello tecnologico possiamo fare un'ulteriore distinzione sugli aromi
Infatti gli aromi li possiamo trovare nell’uva, nel mosto e nel vino sotto 2 forme:
● aromi in forma libera: e quindi più o meno volatili in relazione alla loro natura
chimica, al loro peso molecolare, al mezzo in cui sono disciolti, alle interazioni con
altri composti (es. colloidi); più o meno percepibili in relazione alle soglie
organolettiche
● aromi in forma legata:
○ gluco o glicosidica: è la forma legata più frequente degli aromi, per rendere
questi aromi legati volatili bisogna per forza scindere l’aglicone dalla parte
glicosidica. Questa scissione avviene quando nel mezzo vi è elevata acidità,
alte temperature oppure la presenza di attività enzimatiche glicolitiche
che possono essere naturali dell’uva, della microflora naturale o inoculata
(lieviti, batteri) oppure esogene volutamente apportate attraverso gli enzimi
commerciali
○ coniugati del glutatione o alla cisteina: ad esempio i tioli varietali.
Che cosa sono i precursori di aroma?
I precursori di aroma sono composti che possono essere:
● specifici , ancorati al vitigno e possono essere non odoranti ma odorigeni (es,
glucosidi terpenici) oppure possono essere odoranti che daranno altri aromi più o
meno odoranti (es. monoterpenoli liberi)
● non specifici: acidi linoleico (C18:2) e linolenico (C18:3); daranno aldeidi e alcooli a
C6. Composti glutationilati e cisteinilati del 3-mercaptoesanolo; daranno note da
pompelmo, frutto della passione. Glucosidi del benzilico e del beta-feniletilico (i
secondi + presenti negli ibridi). Nor-isoprenoidi glucosidati di origine carotenoidica,
precursori di sostanze aromatiche che poi saranno presenti
• nei vini già da giovani (es. beta-ionone; beta-damascenone)
• nei vini più o meno invecchiati (es. vitispirani; TDN; actinidioli)
I composti aromatici si trovano in certe concentrazioni nella bacca e la concentrazione giusta
del composto ci restituisce nel vino un aroma tipico della varietà quindi se le concentrazioni
sono troppo basse si rischia che questa tipicità aromatica sia troppo bassa mentre se sono
troppo elevate si passa a intensità eccessive che non rappresentano la varietà.
Un esempio lo sono i range di concentrazione delle molecole di linalolo, geraniolo e nerolo
per l’aroma moscato, se la somma di queste molecole dovesse essere sopra a i 1400ppb
allora si perderebbe la tipicità mentre tra i 1000 e i 1400 abbiamo un espressione della
tipicità che va dall abbastanza buono al tipico.
Vi sono alcuni composti varietali che sono di derivazione dell’uva
ad esempio:
● Composti tipici della V. labrusca (in modo maggiore) e altre varietà americane (in
modo minore) (V.riparia; V.rupestris; V.linsecumii; V. rotundifolia) (note da fragola, da
foxy, da ibrido):
– furaneolo, metossifuraneolo, s.o. 50 ppb (µg/L)
– antranilato di metile, s.o. 100 ppb
● pirazine, note verdi-terrose, s.o. ordine delle ppt (ng/L)
● monoterpeni (Moscati, Moscato rosa, Brachetti di Acqui e del Roero, Malvasia
aromatica di Candia, Malvasie di Casorzo, di Schierano e Lunga, Riesling renano,
Traminer aromatico …)
● norisoprenoidi e benzenoidi (originariamente come glicosidi)
● alcuni solforati, generati da precursori legati (es. 2- metiltioetanolo, da peperone
arrostito; forse anche tioli varietali (es. ibrido SV 023).
Aroma da foxy
Quali sono i principali composti aromatici che partecipano all’aroma da foxy-ibrido-fragola?
Il primo dei composti ad essere stato scoperto come responsabile delle note da foxy è il
metil-antranilato deriva dalla V.labrusca e dai relativi ibridi. Questo composto è assente
nelle altre specie americane V.riparia e V.rupestris.
La soglia organolettica del metil-antranilato è 300 microgrammi/litro per il vino riesling
mentre in uva e vini da ibridi sino a qualche centinaio di microgrammi/litro.
Questo composto da il flavour caratteristico delle uve Concord.
Un altro composto che è responsabile invece dell’invecchiamento atipico e da ibrido è
l’ o-aminoacetofenone che ha caratteristiche organolettiche simili all’antranilato di metile,
anche questo si trova nelle uve americane e anche nei vini di V.vinifera. (la sintesi di
antranilato di metile e o-aminoacetofenone sono funzionali per la pianta come repellenti
degli uccelli).
L’ultimo composto è il furaneolo , è tipico delle varietà americane del gruppo delle
V.labrusca (isabella) o loro ibridi (noah), ma anche in V.rotundifolia (carlos).
alcune degli ibridi resistenti alle malattie presentano livelli elevati di furaneolo (Bacchus,
Castor, Pollux) mentre altri presentano contenuti molto bassi al di sotto del limite percepito
(Regent, Orion, Phoenix, Vc34.113). Il furaneolo soffre dell’effetto annata, negli ibridi
comunque la produzione è elevata e tra di loro c’è una differenza anche di un ordine di
grandezza nella quantità prodotta.
Alle forti concentrazioni il furaneolo ha un aroma di caramello e zucchero bruciato mentre è
fruttato a dosi più basse. Il furaneolo è anche prodotto dalla reazione di Maillard, perciò se
dobbiamo produrre succhi pastorizzati da ibridi dovremo aspettarci una produzione
maggiore di questo composto e anche un aroma da caramello e zucchero bruciato per via
della concentrazione. Il furaneolo è instabile nei confronti del pH e la temperatura . Può
anche reagire con molecole portatrici di gruppo tiolo come la cisteina e anche il solfuro di
idrogeno. La molecola di questo aroma è chirale e si trova in proporzioni uguali i 2
enantiomeri che hanno le stesse proprietà organolettiche ma soglie molto differenti.
Generalmente, le molecole che danno note da caramello (Pittet et al., 1970) hanno una
struttura con una funzione enolo piana coniugata un gruppo carbonile come nel caso non
solo del furaneolo ma anche degli altri furanoni.
I furanoni sono prodotti dalla reazione di maillard che richiede calore, zuccheri riduttori e
aminoacidi.
I prodotti più noti che derivano dagli zuccheri a c5, c6 e c7 via maillard sono HMF, HDMF,
2-EHMF, 5EHMF i quali hanno tutti note da caramello. Inoltre HDMF si forma anche per
addizione di un frammento a C1 (derivato dalla glicina per degradazione di Strecker), a un
dichetoso derivato da un carboidrato a C5. EHMF può derivare allo stesso modo per
addizione di un frammento a C2 (dalla alanina) a un dichetoso a C5.
La soglia organolettica di HMF varia da 2 100 a 23 000 microgrammi/l, mentre la soglia
organolettica di HDMF (furaneolo) varia da 0.03 a 1700 microgrammi/l a seconda
dell'enantiomero R o S. La differenza tra gli enantiomeri è solo di soglia organolettica infatti
entrambi gli enantiomeri si percepisce lo stesso aroma.
Generalmente la concentrazione di furaneolo è minore nei vini bianchi che nei rossi
poichè oltre alla biosintesi nella bacca è stato scoperto che le chips di quercia usate nei vini
come alternativa alle botti in legno possono costituire una fonte addizionale di furaneolo.
HDMF è stato identificato come uno degli aromi chiave dei vini invecchiati spagnoli e di
bordeaux, può essere rilevato anche dopo 5-6 anni di stoccaggio e rientra tra i componenti
che contraddistinguono i vini rossi spagnoli invecchiati di alta qualità.
Inoltre HDMF e EDMF in vini rosati hanno un impatto sinergico sulle note fruttate e da
caramello.
Il furaneolo nei vini non vinifera raggiunge concentrazioni di qualche migliaio di
microgrammi/l quando la sua soglia organolettica si attesta a 30-40 microgrammi/l quindi ha
varie decine di unità di flavour.
La molecola di furaneolo si trova legata nell’uva con zuccheri come: ramnosio, arabinosio,
glucosio. Quindi il furaneolo deve essere liberato da questi zuccheri e ciò potrebbe avvenire
ad opera di enzimi glucosidasi del lievito ma anche dall’attività degli enzimi dell’uva.
Secondo Delcroix gli enzimi del lievito non sono in grado di scindere i glicosidi terpenici,
mentre gli enzimi dei preparati commerciali si, inoltre bisogna tenere conto degli enzimi delle
muffe sulla superficie delle bacche degli ibridi resistenti che contribuiscono.
Recentemente il furaneolo è stato trovato in composti di forma legata e quantità rilevanti
anche nelle uve di V.vinifera.
Es. uva Aglianico
– Polpa: 1894 ± 280 μg/kg uva = qualora tutto liberato sarebbero ca. 40 UF
– Buccia: 660 ± 165 μg/kg uva
Le quantità e le unità di flavour così elevate spiegherebbero un potenziale ruolo sensoriale
anche in caso di vinificazione in bianco dopo l’idrolisi.
Es. nel succo d’uva della var. Carlos (V. rotundifolia; muscadine grape from S-E USA; se
ne fanno succhi, vino e marmellate)
Fra i principali odoranti (cioè hanno il > numero di U.F. = OAV = odour activity value) ci
sono: • Come key odorants:
– Furaneolo (OAV = 400)
– 2-aap (100)
– 2-feniletanolo (50)
– etil 2-metilbutanoato (40)
come importanti contribuenti al fruttato di questo mosto:
– altri esteri etilici e/o metilici, lineari o ramificati di acidi butanoico e butenoico (ca. 50-650;
es. etil 3-metilbutanoato, etil (E)-2- butenoato …)
Un altro composto tipico degli ibridi americ
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